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LA POLITICA
SEZIONE DI VILLA SANTA MARIA
INFORMAZIONE PULITA PER UN PARLAMENTO PULITO
Il Giornale di Berlusconi insieme a Panorama, sempre del gruppo Berlusconi, spara la notizia “Di Pietro indagato” con una sfilza di reati che più ne ha, più ne metta. Sembrerebbe che stiano facendo chissà quale indagine nei miei confronti e chissà quali reati avrei commesso assieme ad altri dirigenti dell’Italia dei Valori in riferimento a contributi pubblici ricevuti.
I fatti in questione derivano da una serie di denunce presentate da uno dei simpatizzanti e soci aderenti all’Italia dei Valori che ha deciso di andare via perché non condivideva più la nostra politica, e ha messo in piedi un’infinita sfilza d’atti giudiziari, ben 13 in sede civile ed uno in sede penale. Tutte le cause in sede civile sono terminate e hanno visto soccombente e condannato alle spese processuali. Questo soggetto non ha nemmeno pagato le spese processuali a cui era stato condannato dai vari tribunali, ben 13, e gli è stata sequestrata e messa in vendita la casa, proprio perché non adempiva ai provvedimenti del giudice con riferimento alle sue false affermazioni negli atti di citazione proposti.
Sempre per gli stessi fatti, questo soggetto ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica, che già dal marzo dell’anno scorso ha richiesto l’archiviazione per l’insussistenza dei fatti, affermando in via preliminare di tenere presente che il soggetto in questione è emotivamente coinvolto in tutte le vicende presentate e non è chiaramente sereno nelle sue espressioni di volontà. Parole della Procura della Repubblica, una richiesta d’archiviazione, e non di indagine, dove non sono stato nemmeno interrogato perché non è stato necessario, che viene trasformata oggi, a ridosso delle elezioni politiche, dai giornali di Berlusconi, Il Giornale e il Panorama, in un’accusa da sparare in prima pagina per cercare di denigrare e diffamare l’avversario.
C’è bisogno di una riflessione. Quando ho posto e proposto nei giorni scorsi la necessità di un’informazione non asservita agli ordini del padrone, un’informazione indipendente e trasparente. Democratico è quello Stato e quel popolo in cui chi governa è sottoposto, tra i tanti controlli, a quell’informazione che dice i fatti per come stanno realmente. occasione delle elezioni del 2006 questi stessi fatti erano già stati utilizzati, perché vecchie denunce del 2004, e che già erano state richieste tutte le archiviazioni ed erano già state disposte le sentenze civili che hanno rilevato la totale insussistenza di questo grafomane che va in giro nei tribunali a fare denunce. Nel 2006 le hanno utilizzate per tentare di screditarci in campagna elettorale, e sono state riesumate oggi solo per un fatto tecnico, che vi spiegherò a breve, che serve a screditare durante la campagna elettorale.Il fatto tecnico è molto semplice: se a seguito alla richiesta d’archiviazione la controparte, in questo caso il grafomane di professione, fa opposizione, vi deve essere necessariamente un’udienza dove si discute l’opposizione all’archiviazione. Penso che non sia stata avviata alcun’azione penale, perché mai è iniziata e mai ci sono state udienze di questo genere.
Morale della favola: se durante la campagna elettorale, proprio nel giorno in cui l’Italia dei Valori e il Partito Democratico sottoscrivono un programma d’impegno preciso di cose che andremo a fare con gli elettori, con azioni concrete in materia di legalità, lavoro, sicurezza ed informazione, questi hanno bisogno di ricorrere a queste falsità per cercare di offuscare l’immagine della campagna elettorale vuol dire che sono proprio alla frutta.
Una seconda morale, più importante, è un'altra: è ovvio che quando diciamo che nel programma della prossima legislatura ci deve essere necessariamente la risoluzione del conflitto d’interessi, questa è la dimostrazione plastica della sua necessità, perché finché metteremo in mano a colui che deve comandare anche il controllo dell’informazione, avremo un’azione continua ed efficace di disintegrazione dell’avversario politico utilizzando proprio gli organi d’informazione. Mi fa male e fastidio, ormai ci ho fatto il callo, ma quante altre persone possono resistere a questo stato di disinformazione nel nostro Paese?
Uno dei temi che l’Italia dei Valori rilancia in questa campagna elettorale, è proprio questo: un’informazione pulita per un Parlamento pulito.
Antonio Di Pietro
e’ schifoso ed immorale alimentare così l’ignoranza del popolo…
L'imputato s'è assolto da solo
di Marco Travaglio dal sito www.voglioscendere.it
Se non fosse l’ingrato che è, il cainano erigerebbe a sue spese un monumento equestre al centrosinistra, che per la seconda volta gli riconsegna il paese esattamente come lui l’aveva lasciato. almeno per i settori che gl’interessano, cioè la giustizia e l’informazione. pareva brutto cambiare qualcosa, c’era il rischio di offenderlo. ieri, per esempio, la giustizia ha dimostrato che, volendo, può essere rapida, fulminea: un quarto d’ora di udienza, cinque minuti di camera di consiglio, poi la sentenza del processo sme-ariosto bis per i falsi in bilancio fininvest connessi alle mazzette pagate al giudice squillante. “il fatto non è più previsto dalla legge come reato”, nel senso che l’imputato l’ha depenalizzato.
il processo era l’ultima coda del filone “toghe sporche” aperto dalla procura di milano nell’estate del 1995 in seguito alla testimonianza di stefania ariosto. e riguardava i falsi in bilancio contestati al cavaliere, come titolare del gruppo fininvest, per far uscire clandestinamente dalle casse delle società estere il denaro necessario a corrompere, o comunque a pagare, alcuni magistrati che stavano sul libro paga del biscione. inizialmente il processo sme-ariosto era uno solo e vedeva imputati per corruzione giudiziaria berlusconi, i suoi avvocati cesare previti e attilio pacifico e i giudici filippo verde (per la presunta sentenza venduta sul caso sme del 1988) e renato squillante (per una tangente di 434 mila dollari del 1991); in più berlusconi rispondeva anche di falso in bilancio. poi, nel febbraio 2002, il suo governo depenalizzò di fatto i reati contabili, fissando soglie di non punibilità così alte da sanare cifre stratosferiche di fondi neri. su richiesta della procura, il tribunale stralciò il capitolo del falso in bilancio e ricorse contro la nuova legge dinanzi alla corte di giustizia europea, che però lasciò ai giudici italiani la decisione se applicare la legge italiana o quella (più rigida e prevalente) comunitaria. intanto, nel processo principale, previti, pacifico e squillante se la cavano con la prescrizione, solo verde viene assolto. e così berlusconi, ma solo per insufficienza di prove.
PUBBLICO UNA MIA INTERVISTA RILASCIATA A RAINEWS24, DI GIOVEDÌ 7 FEBBRAIO, DOPO L'ESECUTIVO DELL'ITALIA DEI VALORI, IN CUI ABBIAMO DECISO LA NOSTRA POSIZIONE PER LE ELEZIONI DI APRILE.
ENZO CAPPUCCI: SIAMO IN COMPAGNIA DEL MINISTRO DI PIETRO, AL QUALE CHIEDO PROVOCATORIAMENTE: ALLORA MINISTRO, SI PREPARA A CANDIDARSI PER LA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO CON QUEST’OPERAZIONE?
ANTONIO DI PIETRO: IO MI AUGURO INNANZI TUTTO CHE SI POSSA TROVARE UNA CONDIVISIONE DI PROGRAMMI ED UN RINNOVAMENTO DELLA CLASSE DIRIGENTE CON QUEL PARTITO RIFORMATORE CHE VUOLE FARE WALTER VELTRONI. FINO AD ORA SI È DIMOSTRATO CORAGGIOSO, NOI LO SIAMO PER DEFINIZIONE. LO SIAMO, E L’ITALIA DEI VALORI SI PRESENTERÀ ALLE PROSSIME ELEZIONI CON IL PROPRIO SIMBOLO, CON I PROPRI CANDIDATI: UNA SQUADRA GIOVANE PER RINNOVARE LA POLITICA COMINCIANDO DALLE FACCE, MA ALL’INTERNO DI UN PROGETTO PERCHÉ VOGLIAMO GOVERNARE IL PAESE IN MODO TRASPARENTE E VOGLIAMO FARLO CON QUELLE PROFESSIONALITÀ CHE WALTER VELTRONI POTRÀ METTERE ASSIEME. PER QUESTO, PRIMA DI CHIEDERE AGLI ELETTORI UN VOTO A PRESCINDERE VERSO L’ITALIA DEI VALORI, VOGLIAMO VERIFICARE SE IL PARTITO DEMOCRATICO È DISPONIBILE CON NOI A RESPONSABILIZZARSI PER OFFRIRE UN’ALTERNATIVA AI 15 ANNI DI FACCE STANCHE CHE CI SONO NEL CENTRODESTRA, SEMPRE QUELLE, FATTE DI POLITICA PIENA DI CONFLITTI D’INTERESSE, D’INTERESSI PERSONALI, DI LEGGI AD PERSONAM. INSOMMA: QUESTO È IL NUOVO.
ENZO CAPPUCCI: ECCO, QUANDO CI SI DICHIARA IN QUALCHE MODO SI HA GIÀ UN’IDEA DI COSA RISPONDERÀ L’ALTRO. LEI COSA PENSA CHE RISPONDERÀ IL PARTITO DEMOCRATICO?
ANTONIO DI PIETRO: NO, MAI MANIFESTAZIONI D’INTENTI SU QUESTO. NOI DELL’ESECUTIVO DELL’ITALIA DEI VALORI ABBIAMO DELIBERATO CHE CI PRESENTEREMO ALLE PROSSIME ELEZIONI CON UN PROGRAMMA CHE ABBIAMO GIÀ SOTTOSCRITTO, FATTO DI 10 PUNTI FONDAMENTALI CHE VANNO IN DIFESA DELLE FASCE SOCIALI PIÙ DEBOLI, MA ANCHE IN DIFESA DELLA LEGALITÀ E DELLA FUNZIONALITÀ DEL SISTEMA, A COMINCIARE DA UN LIBERO MERCATO IN UN MERCATO RISPETTOSO DELLE REGOLE, A COMINCIARE DAL LAVORO FLESSIBILE SI, MA PRECARIO NO. IN QUESTO SENSO NOI PROPONIAMO IN MODO TRASPARENTE A VELTRONI UN PROGETTO PER VINCERE LE ELEZIONI, MA SOPRATTUTTO PER BEN GOVERNARE. VOGLIAMO ESSERE GIUDICATI PER QUEL CHE ABBIAMO FATTO, PER QUELLO CHE SIAMO, NON PERCHÉ SIAMO STATI MANDATI A CASA DA UNO, DUE, TRE TRANSFUGHI, QUALCUNO PER INTERESSI PERSONALI E GIUDIZIARI, ALTRI PER CONQUISTARSI UN POSTO AL SOLE.
ENZO CAPPUCCI: MINISTRO, FACCIAMO UN PICCOLO TOTO-ELEZIONI. PONIAMO CHE IL CENTROSINISTRA RISALGA TUTTI I SONDAGGI, CHE OGGI LO DANNO PER PERDENTE. COME SI RAGGIUNGERÀ UN DOMANI IL 51% PER GOVERNARE IL PAESE EVENTUALMENTE?
ANTONIO DI PIETRO: VEDE, IL CENTROSINISTRA CHE SIAMO STATI ABITUATI A VEDERE IN QUESTI 15 ANNI NON C’È PIÙ. LA SINISTRA ESTREMA, MASSIMALISTA, QUELLA DEI NOGLOBAL, QUELLA DELLA CONTRAPPOSIZIONE, QUELLA DEI VETI, SE NE VA PER CONTO SUO, CON LA SUA FALCE E MARTELLO. IO LA RISPETTO, ALCUNE BATTAGLIE CHE FA SONO ANCHE MOLTO GIUSTE, PERÒ SE IDEOLOGICAMENTE, STRUTTURALMENTE, SI NASCE PER FARE OPPOSIZIONE, NON SI PUÒ FARE GOVERNO DI GIORNO E OPPOSIZIONE LA NOTTE, COM’È SUCCESSO IN QUESTA COALIZIONE CHE ORMAI È ANDATA. IN QUESTO SENSO NON ESISTE PIÙ IL CENTROSINISTRA. ESISTE UNA FORZA RIFORMATRICE CHE IN QUESTO MOMENTO PUÒ ESSERE RAPPRESENTATA DAL PARTITO DEMOCRATICO, MA ANCHE DALL’ITALIA DEI VALORI, E IN QUESTO SENSO NOI VOGLIAMO GIOCARE LE NOSTRE CARTE BASANDOCI SULLA CREDIBILITÀ, SULLA FACCIA CHE CI METTIAMO.SA QUANTE PERSONE HO VISTO, SENTITO E HO LETTO CHE SONO ENTRATE PAPI IN UN CONCLAVE E SONO USCITI CARDINALI? PER CUI, AL CARDINAL BERLUSCONI: UOMO AVVISATO, MEZZO SALVATO.
Postato da Antonio Di Pietro in “Politica” sul sito www.antoniodipietro.com
Fango e politica
Mastella, Fabris e altri esponenti dell’UDEUR stanno facendo a gara nello spargere fango su di me e sull’Italia dei Valori. Il principio è sempre lo stesso, se loro sono colpevoli, allora anche gli altri lo devono essere. L’UDEUR ha deciso oggi di uscire dalla maggioranza decretando la caduta del Governo. Lo ha fatto perché sapeva che una mozione di fiducia alla famiglia Mastella non sarebbe mai passata. Lo ha fatto perché costretta dagli avvenimenti. Io mi impegno a non lasciare cadere nessuna calunnia da parte di questi signori e nei prossimi giorni preparerò la prima causa nei loro confronti. Nelle aule di tribunale i signori Mastella e Fabris dovranno provare le loro accuse sulla condotta del ministero delle Infrastrutture, dell’ANAS e del comportamento tenuto dall’Italia dei Valori durante la campagna elettorale. Voglio ricordare all’UDEUR che l’Italia dei Valori ha candidato SOLTANTO persone senza precedenti penali. Per noi una condanna non è un merito come avviene per altri partiti.
L'applauso della Casta
Il parlamento è nudo di fronte al paese. Si è schierato, tranne pochi deputati, a sostegno delle tesi di un ministro della giustizia che attacca la magistratura. Cosiddetti rappresentanti del popolo sovrano, ma l’italia dei valori non era fra questi, hanno applaudito un discorso eversivo, che qualifica “frange estremiste” i giudici che hanno messo agli arresti domiciliari la moglie di mastella per concussione e sotto accusa molti rappresentanti dell’udeur. Un applauso a priori, senza sapere, senza conoscere neppure le motivazioni dei magistrati. L’applauso della casta. La solidarietà di prodi a mastella può avere valore dal punto di vista umano, dal punto di vista politico è invece un grande errore, lo accomuna alla solidarietà pelosa espressa dal centrodestra, dei bondi e dei cicchitto. Lo spettacolo che i deputati stanno dando all’opinione pubblica è quella di un parlamento sporco, delegittimato. Va ricordato (sempre) che i parlamentari non sono stati eletti con la preferenza diretta e rispondono agli apparati di partito, non agli italiani. La corte costituzionale ha restituito la parola ai cittadini approvando il referendum elettorale. Questa è una buona notizia per la democrazia.
Le dimissioni di mastella
Esprimo la mia umana comprensione per la vicenda che riguarda la moglie del ministro mastella. E’ altresì apprezzabile il senso di responsabilità e la correttezza istituzionale che hanno portato il ministro della giustizia ad annunciare in parlamento le sue dimissioni, gesto che, siamo certi, contribuirà a rasserenare il clima ed a sgomberare il campo da basse strumentalizzazioni.
Ciò non di meno, come italia dei valori, non possiamo non prendere le distanze dalla parole pronunciate dal guardasigilli, nei passaggi in cui parla di giustizia ad orologeria, di giudici che cercano di abbattere i loro nemici politici, o di magistrati che fanno ostaggi. Queste parole non le abbiamo tollerate quando erano altri ad invocare queste argomentazioni, non possiamo ora, per la nostra coerenza, accettarle da chi è ministro della giustizia in carica, anche perché, quando si pensano queste cose della magistratura italiana, diventa veramente difficile svolgere con equilibrio un ruolo delicato come quello del guardasigilli.
Ribadisco, infine, anche in questa occasione, il concetto per cui quando si ha a che fare con la giustizia ci si difende nelle aule dei tribunali e non al di fuori di esse.
TUTTI COLPEVOLI, NESSUN COLPEVOLE
IL DISCORSO TENUTO IERI DALL’EX MINISTRO DELLA GIUSTIZIA CLEMENTE MASTELLA ALLA CAMERA HA DI FATTO SEGNATO LA FINE DELLA SECONDA REPUBBLICA. LA CONTRAPPOSIZIONE TRA LA POLITICA E LA MAGISTRATURA, GLI APPLAUSI QUASI INCONDIZIONATI ALLA CRIMINALIZZAZIONE DEI GIUDICI DA PARTE DEI DEPUTATI SONO LA REPLICA, QUINDICI ANNI DOPO, DEL 1992, IL DISCORSO DI BETTINO CRAXI A MONTECITORIO DEI “TUTTI COLPEVOLI,NESSUN COLPEVOLE” E LA CHIAMATA A CORREO DEI PARTITI DI MASTELLA SONO, NELLA SOSTANZA, IDENTICI.
7% E 93%, QUESTE SONO LE PERCENTUALI DEL RECENTE SONDAGGIO DI RENATO MANNHEIMER SULLA FIDUCIA DEGLI ITALIANI NEI POLITICI. IL 7% HA MOLTA FIDUCIA IN LORO, IL 93% NON HA ALCUNA FIDUCIA. I POLITICI NON POSSONO RINCHIUDERSI A RICCIO DI FRONTE A QUESTI DATI. OGGI, IN NEPPURE VENTIQUATTRO ORE, CUFFARO È STATO CONDANNATO A 5 ANNI SENZA L'AGGRAVANTE DI AVER FAVORITO COSA NOSTRA E INTERDETTO DAI PUBBLICI UFFICI, IL CAPO DELL’OPPOSIZIONE SILVIO BERLUSCONI È STATO RINVIATO A GIUDIZIO PER CORRUZIONE A SEGUITO DELLA TELEFONATA CON AGOSTINO SACCÀ, PRESIDENTE DI RAI FICTION, E IL PRESIDENTE DELLA REGIONE MOLISE, MICHELE IORIO, DI FORZA ITALIA, E' INDAGATO DALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA DI CAMPOBASSO PER CONCUSSIONE E ABUSO D'UFFICIO. CUFFARO HA DICHIARATO: “RESTO PRESIDENTE DELLA SICILIA. DA DOMANI AL LAVORO”, FORZA ITALIA HA DEFINITO LE ACCUSE MOSSE AL SUO LEADER “RISIBILI” E L’UDEUR HA DATO ULTIMATUM AL GOVERNO: “MOZIONE PRO-MASTELLA O È FINE DELLA MAGGIORANZA”. MI APPELLO AI POLITICI RESPONSABILI CHE HANNO COME RIFERIMENTO I CITTADINI E NON LE LORO SEGRETERIE. NON È POSSIBILE ANDARE ALLO SCONTRO CON LE LEGGI DI QUESTO PAESE E CON I SUOI CITTADINI SENZA GRAVI CONSEGUENZE. LA MAGISTRATURA VA RISPETTATA INSIEME AGLI ELETTORI AI QUALI VA RESTITUITO AL PIÙ PRESTO, CON UNA LEGGE ELETTORALE, IL VOTO DI PREFERENZA E SUBITO DOPO SI VADA ALLE ELEZIONI.
ITALIA DEI VALORI
ABRUZZO
COMUNICO PER UNA VOSTRA ATTIVA PARTECIPAZIONE INSIEME AI TANTI AMICI CHE VORRETE COINVOLGERE, LE DATE DELLE NOSTRE INIZIATIVE POLITICHE, CONCORDATE NELL’ESECUTIVO REGIONALE:
?26 GENNAIO 2008 ORE 10,30 MUSEO V. COLONNA PESCARA – PRESENTAZIONE CANDIDATO SINDACO ON. CARLO COSTANTINI
?FEBBRAIO 2008 ORE 17,00 PALAZZO SIRENA FRANCAVILLA AL MARE – INCONTRO PUBBLICO CON ON. LEOLUCA ORLANDO
?FEBBRAIO 2008 ORE 10,30 HOTEL PRINCIPE AVEZZANO – INCONTRO PUBBLICO CON AMMINISTRATORI MARSICA
?15 FEBBRAIO 2008 ORE 17,30 AUDITORIUM “DE CECCO” P.ZA UNIONE PESCARA – INCONTRO PUBBLICO CON IL MINISTRO
ANTONIO DI PIETRO
SARÀ PARTICOLARMENTE IMPORTANTE UNA NUMEROSA PARTECIPAZIONE.
CORDIALI SALUTI
ALFONSO MASCITELLI (SEGRETARIO REGIONALE)
RIFIUTI
(articolo postato da Marco Travaglio sul proprio blog www.voglioscendere.it)
UNO SI RIPROMETTE PER L’ANNO NUOVO DI ESSERE PIÙ BUONO, DI NON FARE IL QUALUNQUISTA, DI TROVARE QUALCOSA CHE NON VA NELLE INVETTIVE DI BEPPE GRILLO, POI ACCENDE LA TV O LEGGE UN GIORNALE E DIVENTA PIÙ CATTIVO, PIÙ QUALUNQUISTA E PIÙ GRILLISTA. LA SITUAZIONE È QUESTA: LA CAMPANIA AFFOGA NEI SUOI ESCREMENTI DOPO AVER INGURGITATO QUELLI DI TUTTI NOI. BASSOLINO E LA JERVOLINO, INVECE DI CHIUDERSI IN UN CASSONETTO E SPARIRE PER SEMPRE, OPINANO ED ESTERNANO COME SE FOSSERO DUE PASSANTI. IL SOLE 24 ORE, EDITO ANCHE DALL’IMPREGILO CHE S’È INGRASSATA A SPESE NOSTRE SUL NON-SMALTIMENTO DEI RIFIUTI A NAPOLI, PONTIFICA SUL “FALLIMENTO DELLA CLASSE DIRIGENTE” (ESCLUSI I PRESENTI, S’INTENDE, CIOÈ GLI EDITORI). PER LA STRADA SI MUORE DI FREDDO, NEL SENSO CHE DUE CLOCHARD NELLA CIVILISSIMA ROMA DEL MOLTO DEMOCRATICO VELTRONI VANNO AL CREATORE PER IL GELO, MENTRE IL MOLTO DEMOCRATICO VELTRONI INSEGUE BERLUSCONI PER UN DIALOGO SULLA RIFORMA ELETTORALE, MAOCCUPATO PERCHÉ INTANTO IL CAINANO È PARTITO ALLA VOLTA DI ANTIGUA PER FARSI UN’ALTRA VILLA. MENTRE TORINO SEPPELLISCE IL SETTIMO OPERAIO DELLA THYSSENKRUPP, MOLTO OPPORTUNAMENTE D’ALEMA DOMANDA AI COMPAGNI SE SIANO PER CASO IMPAZZITI, MA NON PERCHÉ SI FANNO LE PIPPE COI VASSALLUM, I MATTARELLUM, I FRANCESCHINUM, I BIANCUM ALLA FRANCESE CORRETTI ALLA TEDESCA RITOCCATI ALLA OLANDESE CORROTTI ALLA SPAGNOLA MENTRE NEL MONDO REALE SUCCEDE DI TUTTO, BENSÌ PERCHÉ SI FANNO LE PIPPE IN ORDINE SPARSO. IL MOLTO INTELLIGENTE FERRARA, IN COMPENSO, FA LA DIETA CONTRO L’ABORTO, RIUSCENDO A TRASFORMARE UN’IMMANE TRAGEDIA IN FARSA CON LA COLLABORAZIONE DELLA BINETTI E DI JAMES BONDI, E NEI RITAGLI DI TEMPO CHIEDE LA GRAZIA PER CONTRADA: NON PER I MORTI IN IRAK E IN AFGHANISTAN, NON PER I MORTI SUL LAVORO, NON PER LE VITTIME DELLA CRIMINALITÀ E PER GLI AVVELENATI DAI RIFIUTI, MA PER CONTRADA, CIOÈ PER L’UNICO ESPONENTE DELLO STATO IN GALERA PER MAFIA. LAMBERTO DINI, DAL CANTO SUO, SI APPRESTA A FAR CADERE IL GOVERNO SE PRODI NON ACCETTERÀ A SCATOLA CHIUSA 12 PROPOSTE CHE NON RISOLVEREBBERO UNO SOLO DEI PROBLEMI DELL’ITALIA, MA IN COMPENSO RIPORTEREBBERO BERLUSCONI AL POTERE. LA MORATTI, CIOÈ BERLUSCONI CON LA LACCA, RISERVA IL CENTRO DI MILANO AI RICCHI CHE PAGANO, COME SE LA MERDA CHE RESPIRANO I MILANESI DIPENDESSE DA QUALCHE AUTO IN PIÙ O IN MENO (NELLE PAGINE ECONOMICHE, I GIORNALI SEGNALANO TRIONFALMENTE CHE OGNI DUE ITALIANI CI SONO CINQUE AUTO E TUTTI AD APPLAUDIRE LA FIAT CHE HA FATTO IL MIRACOLO). CHIUDE IN BELLEZZA MASTELLA, CHE DENUNCIA UNA GRAVISSIMA INTIMIDAZIONE: UN ARTISTA GLI HA INVIATO UN’OPERA D’ARTE E LUI L’HA SCAMBIATA PER UNA MINACCIA TERRORISTICA. DULCIS IN FUNDO, I POLITICI SI AUMENTANO DI NUOVO GLI STIPENDI. QUESTO IL BILANCIO, PURTROPPO PROVVISORIO, DEI “PROFESSIONISTI DELLA POLITICA”, GENTE CHE HA FATTO LE SCUOLE ALTE. QUELLI CHE INVECE NON LO SONO, COME RITA E SALVATORE BORSELLINO, TROVANO LE SOLE PAROLE ADEGUATE PER RISPONDERE A CONTRADA E AL SUO PITTORESCO AVVOCATO. E NON A CASO DUE PROFESSORI PRESTATI ALLA POLITICA, COME PRODI E PADOA SCHIOPPA, RIESCONO A FAR PAGARE UN FILO DI TASSE AGLI EVASORI E A SISTEMARE UN PO’ I CONTI PUBBLICI. IL CHE - DI QUESTI TEMPI E VISTA L’ARMATA BRANCALEONE CHE LI SOSTIENE - È UN MIRACOLO A CIELO APERTO. INFATTI, NEI SONDAGGI, SONO IMPOPOLARISSIMI. PS. DIMENTICAVO: IERI, ALLE 13.30, IL TG1 DELL’AMEREGANO JOHNNY RAIOTTA AVEVA UN LUNGO SERVIZIO SULLE FLATULENZE DEI CANGURI. QUESTA SÌ CHE È CONTROINFORMAZIONE.
L'AVIS A DRACULA IN CAMPANIA
BISOGNA PASSARE DALLE PAROLE AI FATTI: ALLA RIPRESA DEI LAVORI DELL'ASSEMBLEA REGIONALE, L'ITALIA DEI VALORI PRESENTERA' UNA MOZIONE DI SFIDUCIA CONTRO IL GOVERNATORE BASSOLINO.
RIPORTO SULL'ARGOMENTO UNA MIA INTERVISTA RILASCIATA A IL GIORNALE DI OGGI:DI PIETRO: È UN CONTROSENSO CONTINUARE AD AFFIDARE IL CASO DEI RIFIUTI CAMPANI A CHI LO HA PROVOCATO. È COME CONSEGNARE L’AVIS A DRACULA. GIORNALE: SE PASSA LA VOSTRA MOZIONE SARANNO NECESSARIE NUOVE ELEZIONI, MINISTRO.ANTONIO DI PIETRO: E SI VADA A ELEZIONI. C’È UN COMMISSARIO STRAORDINARIO CHE LAVORERÀ SULL’EMERGENZA. IN CAMPANIA È NECESSARIO UN RICAMBIO GENERAZIONALE DELLA CLASSE POLITICA: A NAPOLI HA SEMPRE PREVALSO IL PARTITO DEL NO, E SAREBBE ORA CHE MOLTI FACESSERO UN ESAME DI COSCIENZA. GIORNALE: SI RIFERISCE ANCHE A SUOI COLLEGHI DI GOVERNO?ANTONIO DI PIETRO: CERTO: L’ESAME DOVREBBERO COMINCIARE A FARSELO IL MINISTRO DELL’AMBIENTE PECORARO E QUELLO DELLA GIUSTIZIA MASTELLA, CHE DA DECENNI È UNO DEI LEADER LOCALI. NON POSSONO TIRARSI INDIETRO. VORREI CHE IN CAMPANIA AVVENISSE UNA RIFLESSIONE PROFONDA, COME QUELLA CHE HA PORTATO IN LOMBARDIA ALLA NASCITA DI UN TRASVERSALE “PARTITO DEL FARE”, NEL QUALE OGNUNO SI METTE A DISPOSIZIONE PER RISOLVERE I PROBLEMI* . A NAPOLI INVECE OGNUNO LAVORA PER BLOCCARE GLI ALTRI. PER LUSTRI UN FIUME DI DENARO È STATO DISPERSO IN COMMISSIONI, RICERCHE, CONVEGNI, COMITATI, CON ANNESSI CLIENTELISMI E NEPOTISMI. È ORA DI STACCARE LA SPINA, E NOI DI ITALIA DEI VALORI, CHE IN CAMPANIA NON È MAI ENTRATA NEL GOVERNO REGIONALE O LOCALE, SIAMO L’UNICO PARTITO DEL CENTROSINISTRA CHE SI ASSUME QUESTA RESPONSABILITÀ. GIORNALE: BASSOLINO LA ACCUSA DI IRRESPONSABILITÀ PER LA SUA RICHIESTA DI DIMISSIONI.ANTONIO DI PIETRO: UNA SIMILE ARROGANZA È IL SEGNO CHE NON SI HANNO PIÙ ARGOMENTI. E BENE HA FATTO IL GOVERNO A DECIDERE DI METTERE MANO DIRETTAMENTE ALLA QUESTIONE: FINORA I GOVERNI SE NE SONO OCCUPATI NELL’UNICO MODO CONSENTITO DALLA COSTITUZIONE, CHE AFFIDA ALLE REGIONI LO SMALTIMENTO DEI RIFIUTI: HANNO MESSO A DISPOSIZIONE RISORSE FINANZIARIE E NOMINATO I COMMISSARI. È BENE CHE ORA SI VADA A VEDERE DOVE È FINITO QUEL FIUME DI DENARO, DISPERSO IN MILLE RIVOLI DI CLIENTELISMO, INEFFICIENZA E SACCHE DI MALAFFARE. E LA MADORNALE RESPONSABILITÀ POLITICA È TUTTA DI BASSOLINO. GIORNALE: EPPURE FINO A QUEST’ULTIMA DRAMMATICA EMERGENZA IL GOVERNATORE NON È MAI STATO MESSO IN DISCUSSIONE. COME MAI?ANTONIO DI PIETRO: SONO RIMASTO A BOCCA APERTA IERI DAVANTI AL TG1: PER LORO LA NOTIZIA ERA CHE BASSOLINO ACCUSAVA ME DI IRRESPONSABILITÀ! È EVIDENTE CHE C’È UN’ANOMALIA, E CHE ESISTE ANCHE A SINISTRA UNA CASTA DI INTOCCABILI. LA POLITICA DELL’APPARENZA E DELL’IMMAGINE NON È SOLO IL LIFTING DI BERLUSCONI, MA ANCHE IL FINTO BUONISMO DI TANTO CENTROSINISTRA.
*Il periodo è volutamente ingrandito perché racchiude il senso della politica dell’Italia dei Valori. Basta con le alleanze precostituite, fondate su ideologie ormai lontane nel tempo e dunque anacronistiche… (brevissimo commento inserito da Fabrizio Di Cicco).
L'indulto visto da L'espresso
L’ESPRESSO IN EDICOLA HA DEDICATO LA COPERTINA E L’ARTICOLO PRINCIPALE ALL’INCHIESTA “ODISSEA CARCERE” A FIRMA DI RICCARDO BOCCA. CHI LEGGESSE L’ARTICOLO RIENTRANDO IN ITALIA DOPO QUALCHE ANNO E QUINDI NON ESSENDO INFORMATO SUI FATTI ACCADUTI NEL FRATTEMPO SI FORMEREBBE UNA FALSA OPINIONE DEGLI AVVENIMENTI. IL MIO PARTITO SI È IMPEGNATO, CERTAMENTE PIÙ DI OGNI ALTRO, AD EVITARE CHE LA LEGGE SULL’INDULTO VENISSE APPROVATA. IO HO DENUNCIATO LA SUA INUTILITÀ PER RISOLVERE IL PROBLEMA DELL’AFFOLLAMENTO CARCERARIO, CHE INFATTI DOPO POCO PIÙ DI UN ANNO È TORNATO AD ESSERE QUELLO PRE INDULTO. HO DETTO, E SCRITTO, CHE SERVIVA PER NON MANDARE IN CARCERE FUNZIONARI CORROTTI E FURBETTI DEL QUARTIERINO LEGATI AI PARTITI, PIÙ CHE A FAR USCIRE MIGLIAIA DI DELINQUENTI COMUNI CHE, NELLA MAGGIOR PARTE, APPENA LIBERI HANNO CONTINUATO A COMMETTERE REATI (70% SECONDO L’ESPRESSO). E CHE L’INDULTO ERA UN SEGNALE PER TUTTI COLORO CHE AVESSERO VOLUTO VENIRE A DELINQUERE NEL NOSTRO PAESE. L’INDULTO LO HANNO PAGATO I CITTADINI VITTIME DI REATI E LE FORZE DI POLIZIA E LA MAGISTRATURA CHE AVEVANO DURAMENTE LAVORATO PER AFFERMARE LA GIUSTIZIA. CHI NE HA GODUTO I FRUTTI SONO I PARTITI, DI DESTRA E DI SINISTRA, CHE HANNO EVITATO IL CARCERE AI LORO SODALI. L’ARTICOLO DE L'ESPRESSO, DOPO AVER ILLUSTRATO L’ESPLOSIONE DEI CARCERATI SCRIVE DELL’INDULTO: “LA SINTESI DI UN PROVVEDIMENTO FALLIMENTARE DENUNCIA CHI NON L’HA VOTATO (COME AN E LEGA)”. L’ITALIA DEI VALORI NON È CITATA, IO NON SONO MENZIONATO. MI ASPETTO CHE IN FUTURO SI SCRIVA CHE L’INDULTO L’HO PROPOSTO IO E CHE MASTELLA SI È OPPOSTO.
31 Dicembre 2007
BUON 2008!
Riporto quanto scritto dal Ministro Antonio Di Pietro, che attraverso il suo blog presenta un resoconto dell'anno che sta per concludersi e degli impegni primari per il 2008.
L’ultimo giorno dell’anno è l’occasione per un bilancio e per nuovi propositi. Il 2007 è stato un anno di luci e di ombre per il Governo. Le luci sono l’aver assicurato una stabilità al Paese e aver arrestato l’emorragia economica ereditata dal precedente Governo. Senza soldi non si va da nessuna parte e la priorità è stata di evitare il fallimento dello Stato. Una Nazione non può però fondarsi sulla sola economia, non è un’azienda. E qui vengono le ombre, riferite soprattutto a promesse fatte e non mantenute agli elettori. Citerò quelle che vorrei veder affrontate dal Governo con la massima decisione nel 2008. Le morti bianche sono la prima, i caduti sul lavoro non sono una sorpresa, la ThyssenKrupp con il suo interminabile elenco di morti, l’ultimo proprio oggi, è solo l’ennesimo episodio. Le pene vanno fortemente inasprite e gli ispettori vanno aumentati. Chi fa morire per incuria un operaio deve finire in galera senza nessuno sconto e senza nessun indulto.L’informazione non può, per la stessa sopravvivenza della democrazia, essere controllata dai partiti politici, chi fa politica non deve avere alcun controllo sui media o, come Berlusconi, esserne addirittura il proprietario. Nel 2008 auspico (e io farò tutto il possibile) che la riforma radiotelevisiva e il conflitto di interessi siano finalmente avviati e conclusi.La riforma elettorale va affrontata “dalla parte dei cittadini”, che devono essere in grado di scegliere il loro candidato e non avere più condannati in via definitiva in Parlamento a rappresentarli. Inoltre, l’iter di definizione della nuova legge deve essere trasparente, non si tratta di giochi di potere per i seggi, ma della definizione di regole per elezioni democratiche.Le imprese sono un’altra emergenza. Oggi si assiste al continuo spostamento della produzione in altri Paesi, ma questo vuol dire eliminare posti di lavoro in Italia. E’ pura matematica. Bisogna incentivare gli imprenditori a investire, e a rimanere, in Italia snellendo la burocrazia e diminuendo la pressione fiscale. E’ paradossale che le imprese straniere non vengano da noi e le nostre vadano all’estero. Questo processo non può andare avanti per lungo tempo senza causare disoccupazione e la depauperazione del tessuto industriale del Paese.L’ultimo punto, forse il più importante, è restituire ai cittadini la fiducia nella Giustizia. Gli episodi Forleo e De Magistris sono solo la punta dell’iceberg di una giustizia in grande difficoltà e sempre più soggetta alla politica. La macchina della giustizia è inceppata perché così hanno voluto i partiti dopo Mani Pulite. Il risultato è che in Italia quasi nessuno sconta più la pena, sia essa falso in bilancio, corruzione o un semplice furto.Sicurezza sul lavoro, informazione, legge elettorale, rilancio delle imprese, Giustizia. Cinque temi da affrontare e risolvere. Questo è il mio augurio per il 2008.
Stragi senza fine
Si sono spenti i riflettori sui cinque morti alla ThyssenKrupp di Torino, ma i caduti sul lavoro si susseguono in modo impressionante. Solo nella giornata di oggi sono morte altre cinque persone: in una fornace in provincia di Alessandria, in un capannone a Venezia e nella realizzazione di un impianto fognario a Roma e a Vignola e a Melfi. Questa tragedia quotidiana che nasce da una cultura del lavoro finalizzata prevalentemente, o solo, al profitto e da pene troppo esigue a carico dei responsabili ha bisogno di informazione continua e efficace. Tra breve nel mio blog e in quello dell’Italia dei Valori saranno pubblicate giornalmente tutte le cosiddette morti bianche: numero, nomi, aziende, motivi. Voglio aprire al più presto una discussione nel governo per discutere la relazione (che esiste) tra precariato e morti in fabbrica e eventuali immediate soluzioni legislative. Non si può negare infatti che un operaio precario sia ricattabile e costretto ad assumersi rischi per la sua vita per non perdere il posto di lavoro. Inoltre chi è precario e opera per brevi periodi in una fabbrica o in un’azienda non ha spesso né il tempo, né la formazione adeguata per evitare rischi anche mortali.precedenti:Le false emergenze - 9 dicembre 2007La piaga sociale delle morti bianche - 19 novembre 2007Sicurezza sul lavoro, il silenzio dei media - 19 settembre 2006
Postato da Antonio Di Pietro in Lavoro
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Class Action - Giro di vite
La Class Action all'italiana, se non verrà modificata, sarà l'ennesima legge truffa. Se vogliamo inserire davvero la Class Action in Italia, il risarcimento dovrà essere automatico e conseguente alla vittoria della causa.
Stiamo parlando di una legge fondamentale per la tutela dei cittadini, e come gia' gli ultimi paladini della Class Action all'italiana hanno riconosciuto dopo aver dovuto ritornare su molti loro passi, dev'essere garantito che la legittimazione ad adire un'azione risarcitoria collettiva sia allargata a tutti i soggetti costituiti da una pluralita' di offesi che ricorrono in giudizio per lo stesso reato contro lo stesso convenuto.
Anche se, comunque ritengo che il provvedimento doveva continuare a essere discusso nella commissione parlamentare di competenza, non imposto in fretta e furia nei tempi stretti e blindati di una legge Finanziaria, chiedo, per questi motivi, a tutti i colleghi Deputati, che siano approvati dall'assemblea gli emendamenti e i sub-emendamenti alla Class Action proposti da Italia dei Valori.
Inoltre, e parlo in questo caso a titolo assolutamente personale, senza intenzione alcuna di rappresentare le decisioni del gruppo di Italia dei Valori, nel caso fosse chiesta sul provvedimento dell'intera Finanziaria la fiducia, mi troverei seriamente in imbarazzo nell'esprimere una volontà, perchè a mio avviso, il provvedimento sulla Class Action che, così, non è nient'altro che un'arma spuntata e inservibile, un regalo ai truffatori.
Se tutto restasse così, mi farò promotore di una campagna referendaria per cambiare questa Class Action e ridarla ai cittadini.
Articoli precedenti:Per una vera Class ActionProposta di legge - Class Action
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L'autonomia della Guardia di Finanza
Riporto una mia intervista pubblicata dal Corriere della Sera di oggi sul caso del generale della Guardia di Finanza Roberto Speciale.ADP: Il governo deve prendere atto che ha fatto un errore, ma prendersela con il ministro dell'Economia, Tommaso Padoa Schioppa, sarebbe fuori luogo. Non può diventare lui il capro espiatorio di una decisione che fu presa da tutto il consiglio dei ministri, con un solo voto contrario: il mio.CdS: Quella di destituire il comandante della Guardia di Finanza Roberto Speciale?ADP: Esatto. Fu una decisione inopportuna e illegittima. Speciale aveva difeso l'indipendenza del Gdf dalle pressione politiche di chie voleva togliere dalla procura di Milano l'ufficiale scomodo.CdS: Il vice ministro Vincenzo Visco?ADP: Come Idv chiedemmo e ottenemmo che a Visco fosse tolta la delega della Guardia di Finanza. La cosa sarebbe dovuta finire lì, invece, il consiglio dei ministri volle rimuovere anche Speciale, facendo appunto un errore. Ma dire oggi che io lo avevo detto è inutile.CdS: L'opposizione reclama le dimissioni di Padoa Schioppa.ADP: Non sono d'accordo ed ho già detto perché.CdS: Nel mirino della polemica politica c'è anche Visco.ADP: Per noi la questione si è chiusa con il ritiro della delega e il ritorno della stessa in capo al ministro Padoa Schioppa. Non c'è quindi bisogno delle dimissioni di Visco che tra l'altro sta facendo un ottimo lavoro contro l'evasione fiscale ed è bene che continui a farlo.CdS: quindi la pronuncia del Tar che ha annullato la rimozione dei Speciale, non avrà conseguenze pratiche?ADP: La sentenza riafferma l'autonomia della Guardia di Finanza dalla politica, che era stata difesa da Speciale. Quanto al governo, questo rimane un errore che finirà nel bilancio di cose positive e negative che abbiamo fatto sul quale il corpo elettorale ci giudicherà.precedenti: - 24 Settembre 2007La credibilità dell’esecutivo - 12 Giugno 2007Consiglio dei Ministri. Le deleghe di Visco- 2 Giugno 2007Consiglio dei Ministri. Il caso Visco - 24 Maggio 2007
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L'informazione spazzatura (Postato da Antonio Di Pietro in Informazione)
I responsabili dei giornali sanno bene che i lettori leggono i titoli, ma non sempre gli articoli. Con un utilizzo sapiente dei titoli si puo' alterare la realtà, fino ad affermare il contrario del contenuto dell’articolo.Stampa di Torino di giovedì 13 dicembre ha titolato: “Il Montenero di Bisaccia multato e penalizzato di 20 punti – Tentata corruzione per la squadra di Di Pietro – Il ministro: ben gli sta, si tagli la mano a chi bara”.
Nell’articolo era invece specificato chiaramente che io non ho alcun legame con la squadra se non il fatto di essere nato a Montenero.
Ma chi non ha letto l’articolo si è fatto l’idea che Di Pietro è proprietario di una squadra di calcio coinvolta in episodi di corruzione.
Questa non è informazione, è spazzatura. Purtroppo non è un episodio isolato e non è circoscritto a un solo giornale. L’informazione è uno strumento di potere in mano a gruppi di potere, chi non si conforma alla linea generale è oscurato o diffamato. Per questo va aperta una seria riflessione su queste macchine del consenso, su chi sono i veri proprietari dei giornali, domandarsi chi decide la linea editoriale: se il direttore o la proprietà espressa nei consigli di amministrazione. Su chi è la proprietà e quali sono i suoi reali interessi: se informare o disinformare
Antonio Di Pietro a Break the mafia
Testo del mio intervento:: "Perche’ e’ voluto venire qua? Non vediamo altri Ministri, ce ne sono e fin troppi. Ce ne dovrebbero essere 12 secondo la riforma Bassanini, sono moltiplicati in questo Governo, eppure di tutti questi Ministri uno solo e’ qui, come mai?"Pietro: "A dir la verità mi ero preparato la risposta. Sono qui come cittadino, ma in realta’ sono Ministro e voglio essere qui come Ministro. Una volta, quando era iniziato questo Governo, ho domandato ad un mio collega perché non mi fanno fare Ministro della Giustizia. Mi ha risposto che va a finire che funziona pure. Al di là delle battute, ho visto che si parlava di mafia, e soprattutto ho visto che in un momento cosi delicato, ho sentito il bisogno di far sapere da che parte sto’, perché ritengo ingiusto sia sul piano istituzionale, sia sul piano personale, sia sul piano morale che tutti fanno finta di non vedere e si girano dall’altra parte. Quello che sta accadendo a Forleo e a De Magistris non è tanto e solo colpa di chi vuole che in qualche modo il loro lavoro sia fermato, ma è soprattutto colpa di tutti noi che siamo dentro le istituzioni che facciamo finta di girarci dall’altra parte.A Forleo e De Magistris qualche cosa che sul piano formale possano aver sbagliato lo si trova sempre, ma il problema è quello di guardare il dito o la luna. Oggi chi lavora può anche sbagliare, ma noi dobbiamo guardare alla forma o alla sostanza? A noi interessa sapere se delle persone che sono dentro le istituzioni hanno commesso dei reati o no? Io credo che qualsiasi politico, e qualsiasi persona, quando viene messa sotto indagini dalla magistratura, com’è capitato anche a me, debba sentire il bisogno di correre dal magistrato, perchè solo in questo modo mette a posto le cose. Ovviamente bisogna essere innocenti. Oggi sono venuto qui perché ci tenevo e ci tengo a far sapere da che parte sto’. Sono parte di questo Governo e faccio il mio dovere, ma non voglio abdicare, come Ponzio Pilato, a indicare da che parte sto’, e cioè da quella parte che De Magistris diceva ‘C’è un eguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge’, non solo nei diritti ma anche nei doveri. Ecco perché credo che in questo momento, mentre tutti fanno il loro dovere, noi dobbiamo sentire il nostro come cittadini, e anche di chi fa parte delle istituzioni, di far sapere da che parte stiamo.”: “Lei dice che il problema è guardare il dito o guardare la luna. Deduco che il CSM, dal suo punto di vista, non sta facendo bene il suo lavoro.”Pietro: “Vede, quando si mette in moto un meccanismo tutto è formalmente corretto. Lo faceva pure il medico che esce dalla sala operatoria e dice che l’operazione è andata bene. Il paziente è morto, ma l’operazione è stata corretta. Per cui il CSM sta facendo formalmente il suo lavoro. Il problema è che quando si mette in moto un meccanismo, questo è senza fine. Quando questo meccanismo è nell’attenzione pubblica, si cerca di aumentare la pressione per cercare di fermare chi sta facendo il proprio dovere. Quello che contesto non è quello che fa il CSM, ma contesto il fatto del conflitto d’interessi. Quando un magistrato fa il proprio dovere, sbagliato o giusto che sia, lo si lascia fare. Poi in via processuale si valuterà il suo operato, ma fermarlo a metà è un atto ingiusto sul piano proprio dell’esistenza dello stato di diritto.”: “E’ stato detto che il suo interesse per questa faccenda sarebbe tutto politico, perché vorrebbe prendere De Magistris e candidarlo nel suo partito.”Pietro: “Non ho mai parlato con De Magistris e non conosco personalmente De Magistris. Chiamatelo al telefono per chiedergli se ci ho mai parlato. Questo è il dato di fatto. E’ mai possibile che uno non possa prendere posizioni? Per non avere queste accuse bastava che stessi dall’altra parte, o bastava che non mi facessi vedere.Ma non sono qui per parlare di me. Sono venuto a riflettere assieme sulla questione della mafia.”: “C’è stato un accenno all’autostrada Salerno-Reggio Calabria, che aveva fatto prima Aldo Pecora, che forse le interessa come Ministro delle Infrastrutture.”Pietro: “Anche come persona informata sui fatti. Su quella autostrada, e su quello che sta accadendo, stiamo collaborando. Nella Salerno-Reggio Calabria, in questo momento, per diversi di quei lotti, ci sono delle attività investigative in corso da me promosse, e se oggi si può parlare di una situazione di infiltrazioni dentro la Salerno-Reggio Calabria è perché in questo anno il Ministero delle Infrastrutture non si è dotato solo di geni civili, si è dotato anche di una squadra di finanzieri, di una squadra di carabinieri e di una squadra di polizia, e il tutto coordinato dall’ex responsabile della polizia giudiziaria ai tempi di Mani Pulite, che mi sono portato al Ministero. Forse è meglio che lo sappiate.”: “Quindi il Ministero è vigile anche su questa partita.”Pietro: “Non basta mai, perchè nell’eterna lotta tra guardia e ladri, una ne fai e dieci se ne inventano.
Dal ‘92 si era capito il sistema di collegamento tra affari, politica e mafia.”: “C’è una connessione forte tra Tangentopoli, Milano e mafia a Palermo? “Pietro: “E’ talmente forte che 5 miliardi delle tangenti Enimont, che sono gli unici che non si sono trovati, sono andati a finire a Salvo Lima, 14 giorni prima di essere ucciso. Scoperto questo meccanismo, che cosa è successo? Oggi siamo qui noi, ma per me era molto più facile lavorare rispetto ai De Magistris e la Forleo di oggi, perché avevamo il consenso e la speranza di tutta la popolazione. Oggi sembra che bisogna quasi nascondersi, perché c’è il sistema dell’informazione che non vuole più informare. Per noi era più facile perché ci sentivamo più sicuri e più tutelati. Allora capimmo tutti cosa bisognava fare, e si sentiva la voglia di una nuova imprenditoria e di nuovi soggetti politici. E’ qui la furbizia dell’ “unto del Signore”, di essersi presentato come nuovo, ed è qui la colpa dell’informazione, o meglio il dono di una certa informazione che era servito al ‘nuovo’, e quindi l’ha presentato come tale. E qui la grande colpa della sinistra, che avendo la colpa di paglia, perché su tanti temi sulla legalità, a destra e a sinistra si trova sempre un accordo, come con l’indulto.La chiave di lettura che non ha permesso il cambio del sistema è stato quando, candidato Berlusconi, la sinistra non ha fatto valere la legge del ’57 che diceva che era incandidabile e ineleggibile perché proprietario delle concessioni televisive. Se avesse applicato la legge oggi avremo o un imprenditore o un politico, e non tutti e due. Questo è stato il grande errore del centrosinistra, che per tenersi Cecchi Gori si è preso pure Berlusconi.Credo che oggi come oggi, se si vuole passare ad una fase nuova, e in questo senso è apprezzabile la vostra presa di posizione affinché le istituzioni se ne facciano carico, e per quanto mi riguarda il mio piccolo me ne posso fare carico, ma non credo che posso contare molto, è necessario che ci sia una legge che stabilista l’ineleggibilità dei condannati con sentenza penale passata in giudicato, e che ci sia l’impossibilità di assumere incarichi istituzionali per persone con provvedimento o ordinanze di rinvio al giudizio, dove sotto processo si può essere candidati, ma non si può essere ne amministratore, ne Ministro, ne Assessore. Si deve risolvere il conflitto d’interessi in tutte le sue forme, no solo nel rapporto politica-affari, ma anche informazione-politica e controllore-controllati in tutte le varie forme, che ci siano delle sanzioni nei confronti del sistema delle imprese che non rispettano le regole del gioco, che vanno fino alla radiazione dall’albo dei costruttori piuttosto che dall’attività commerciale qualora vengano trovati in collusione mafiosa o di malvessazione, ed infine, che ci siano le riforme dei processi, che diano non solo la certezza della pena, ma in un tempo ragionevole e breve, eliminando tutte le previtate individuate in questi anni per arrivare alla prescrizione.”: “Mi scusi, ma questo Governo ha intenzione di fare queste bellissime cose che ha detto o no?”Pietro: “No.”
Per ulteriori informazioni sull'evento consultate il sito
Postato da Antonio Di Pietro in
Elettori senza rappresentanza
IL TEMA POLITICO DI QUESTE SETTIMANE È LA LEGGE ELETTORALE, TUTTO IL RESTO È PASSATO IN SECONDO PIANO. LE DISCUSSIONI IN CORSO HANNO COME OBIETTIVO, IN REALTÀ, LA CONSERVAZIONE O LO SVILUPPO DELLA PROPRIA QUOTA PARLAMENTARE. IL MODELLO DI RIFERIMENTO, TEDESCO O FRANCESE, PROPORZIONALE O MAGGIORITARIO, È SEMPRE MODELLATO SU MISURA PER LE AMBIZIONI ELETTORALI DI QUESTO O DI QUEL PARTITO. DELL’OPINIONE PUBBLICA NESSUNO TIENE CONTO.
I CITTADINI HANNO CHIARAMENTE ESPRESSO L’OTTO SETTEMBRE CON UNA LEGGE DI INIZIATIVA POPOLARE FIRMATA DA 350.000 PERSONE, TRA CUI IL SOTTOSCRITTO, UNICO MINISTRO (VIDEO | ARTICOLO ) E, CREDO, UNICO PARLAMENTARE, DI VOLERE PARTECIPARE DIRETTAMENTE AL PROCESSO DI DEFINIZIONE DELLA NUOVA LEGGE ELETTORALE.
LA PROPOSTA DI LEGGE POPOLARE PREVEDE LA PREFERENZA DIRETTA, UN MASSIMO DI DUE LEGISLATURE, ANCHE NON CONSECUTIVE, PER OGNI PARLAMENTARE E LA INELEGGIBILITÀ IN CASO DI CONDANNE PENALI DEFINITIVE. QUESTI TRE PUNTI SONO PER ME VINCOLANTI IN OGNI FUTURA E PRESENTE DISCUSSIONE SULLA LEGGE ELETTORALE CHE NON SI PUÒ FARE NÉ A PORTE CHIUSE E NEPPURE CON INCONTRI BILATERALI DI CUI NON RIMANE ALCUNA TRACCIA SCRITTA.
LE ELEZIONI SONO IL PUNTO MASSIMO DELLA DEMOCRAZIA, LE LORO REGOLE VANNO DISCUSSE PUBBLICAMENTE AVENDO COME OBIETTIVO LA MASSIMA TRASPARENZA E UNA REALE RAPPRESENTANZA DEI CITTADINI IN PARLAMENTO.
postato da antonio di pietro su www.antoniodipietro.com in data 06.12.2007
I PROCESSI SCOMPARSI
Quello che più colpisce nelle vicende legate ai magistrati luigi de magistris e clementina forleo è che sono state oscurate completamente le inchieste che stavano conducendo. Di why not e di unipol non parla più nessuno. Stiamo andando oltre alla metafora del dito che indica la luna. Qui hanno fatto scomparire direttamente la luna e ci hanno lasciato solo il dito da guardare.
Ho, come sempre, il massimo rispetto per le decisioni prese dagli organi della magistratura, ma anche il legittimo sospetto che ci sia un’influenza da parte della politica nell’accanimento verso due magistrati scomodi. Il problema non è più soltanto giudiziario, è soprattutto politico. Ai cittadini ormai non interessa sapere per via giudiziaria se dei politici sono colpevoli di qualche reato, per i cittadini l’allontanamento dei magistrati che indagavano su di loro è di per sé un’ammissione della colpevolezza dei politici e l’ennesima affermazione dell’utilizzo di due pesi e due misure tra eletti e elettori. L’opinione pubblica ha la certezza che gli eletti non si possono processare.
Va francamente ammesso che la gestione dei casi de magistris e forleo, foss’anche ineccepibile dal punto di vista formale, è una grave sconfitta politica di cui dovremo pagare le conseguenze.
Antonio Di Pietro in “Giustizia” su www.antoniodipietro.com –
Governo e riforme
La cosiddetta “spallata” è fallita. La Finanziaria è passata al Senato. La maggioranza di Governo è più solida di prima e il centro destra è in chiara difficoltà.
E’ quindi il momento adatto per dedicarsi finalmente alle riforme e al mantenimento delle promesse fatte agli elettori nel 2006. In questo quadro sembra invece che la prima e unica priorità del Paese sia diventata il partito fai da te di Berlusconi e il tramonto presunto o reale del bipolarismo. La priorità è in realtà una sola: governare bene fino alla scadenza naturale della legislatura del 2011.
I CITTADINI CHIEDONO FATTI NON NUOVE SIGLE E NUOVI NOMI.
I numeri per governare ci sono e non siamo in clima pre elettorale. Il Paese chiede di essere governato, il resto sono chiacchiere e Mediaset.
NUOVE ELEZIONI CON UN SISTEMA ELETTORALE SU MISURA SONO IL SOGNO PROIBITO DI CHI LE HA PERSE, MA È UN PROBLEMA SOLO SUO, NON DEGLI ITALIANI.
I GIUDICI DIVENTANO IMPUTATI
IN QUESTI GIORNI STIAMO ASSISTENDO A UN ROVESCIAMENTO DEI RUOLI: I GIUDICI SONO INDAGATI PER AZIONI DISCIPLINARI COME NEL CASO DI CLEMENTINA FORLEO E DI LUIGI DE MAGISTRIS E INVECE DEI POLITICI IMPLICATI NELLE LORO INDAGINI NON PARLA PIÙ NESSUNO.LE LACRIME DI UN GIUDICE VENGONO FATTE PASSARE PER LO SFOGO DI UNA PERSONA SULL’ORLO DI UNA CRISI DI NERVI, COME A TESTIMONIARE LA SUA INATTENDIBILITÀ. LE INDAGINI UNIPOL E WHY NOT VEDONO COINVOLTI PERSONAGGI DI PRIMISSIMO PIANO APPARTENENTI A ENTRAMBI GLI SCHIERAMENTI POLITICI, DELLE LORO EVENTUALI RESPONSABILITÀ SI È PERSA OGNI TRACCIA. SI PREFERISCE ORIENTARE L’OPINIONE PUBBLICA SULLE PRESUNTE MANCANZE DEI GIUDICI CHE SONO DIVENTATI IMPUTATI.LA GENTE ASSISTE A UN TEATRINO DI CUI HA CAPITO DA TEMPO LA TRAMA E GLI ATTORI. GLI ATTACCHI ALLA FORLEO E DE MAGISTRIS ALLONTANANO I CITTADINI DALLA POLITICA. E’ PASSATO IL MESSAGGIO, ANCORA UNA VOLTA, CHE I POLITICI SONO INTOCCABILI. TUTTO QUESTO RENDE LA NOSTRA DEMOCRAZIA OGNI GIORNO PIÙ DEBOLE.
postato da Antonio Di Pietro in giustizia
su www.antoniodipietro.com
CONDANNATI IN PARLAMENTO, NESSUNO SCONTO
L'ITALIA DEI VALORI DEPOSITERÀ MARTEDÌ 13 NOVEMBRE IN 1°COMMISSIONE AFFARI COSTITUZIONALI UNA PROPOSTA DI MODIFICA ALL'EMENDAMENTO DEL RELATORE SULLA INCANDIDABILITÀ DEI CONDANNATI IN PARLAMENTO. .IL CAPOGRUPPO DELL'ITALIA DEI VALORI ALLA 1°COMMISSIONE AFFARI COSTITUZIONALI, CARLO COSTANTINI, PRESENTERÀ UN SUBEMENDAMENTO PER ESTENDERE L’INCANDIDABILITA’ IN PARLAMENTO AI CONDANNATI ANCHE AD UN SOLO GIORNO DI RECLUSIONE.DOPO VARIE DISCUSSIONI SUL TIPO DI REATO E SULL’ENTITA’ DELLA PENA DA PRENDERE IN CONSIDERAZIONE PER ESCLUDERE I CONDANNATI DAL PARLAMENTO, E’ ARRIVATA IN 1° COMMISSIONE AFFARI COSTITUZIONALI DELLA CAMERA LA PROPOSTA DEL RELATORE DEL PARTITO DEMOCRATICO CHE HA SCOPERTO FINALMENTE LE CARTE CON IL SUO EMENDAMENTO.L’EMENDAMENTO PRESENTATO DAL RELATORE ESCLUDEREBBE DAL PARLAMENTO I SOLI CONDANNATI ALLA PENA EFFETTIVAMENTE COMMINATA DI DUE ANNI DI RECLUSIONE PER DELITTI NON COLPOSI.
LA PENA EDITTALE (SULLA CARTA) IN ITALIA PER REATI QUALI, AD ESEMPIO, LA CORRUZIONE PER UN ATTO DI UFFICIO, LA FRODE NELLE PUBBLICHE FORNITURE, LA FALSITA’ DEL PUBBLICO UFFICIALE IN ATTI PUBBLICI, IL SEQUESTRO DI PERSONA, LA TRUFFA PREVEDE CONDANNE CON UN MASSIMO DELLA PENA AL DI SOPRA DEI 2 ANNI MA CON UN MINIMO SPESSO AL DI SOTTO. NELLA REALTÀ, POI, QUELLO CHE ACCADE A CONCLUSIONE DI UN PROCESSO È BEN DIVERSO NEL NOSTRO PAESE, INFATTI NELLA MAGGIOR PARTE DEI CASI LE CONDANNE COMMINATE (EFFETTIVE) PER I REATI CITATI SONO DI SOVENTE INFERIORI AI DUE ANNI.
E’ EVIDENTE CHE A QUESTA PROPOSTA RISPONDEREMO MARTEDÌ 13 NOVEMBRE, SCADENZA DEI TERMINI PER DEPOSITARE EVENTUALI SUBEMENDAMENTI, CON L’UNICA CONTROPROPOSTA POSSIBILE IN QUESTA FASE DELL'ITER LEGISLATIVO: UN SUBEMENDAMENTO PER ESTENDERE L’INCANDIDABILITA’ AI CONDANNATI ANCHE AD UN SOLO GIORNO DI RECLUSIONE.
postato da Antonio Di Pietro in giustizia
su www.antoniodipietro.com
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BERLUSCONI E LO STATO DI DIRITTO
IN MERITO AI COMMENTI RILASCIATI DA SILVIO BERLUSCONI IERI A MONTECATINI SUI GIUDICI E SULLA MAGISTRATURA, MI PARE CHE A BERLUSCONI MANCHI IL SENSO DELLO STATO DI DIRITTO, PIÙ CHE DELLA DIVISIONE DEI POTERI. E' IN LINEA CON IL PERSONAGGIO: C'È CHI STA CON I FALCONE E I BORSELLINO E CHI CON I MANGANO...MA IL PROBLEMA, PIÙ CHE BERLUSCONI, SONO QUEGLI ITALIANI CHE VOGLIONO CHIUDERSI GLI OCCHI E FARE FINTA CHE CI SIA UNA GUERRA PER BANDE FRA POLITICA E MAGISTRATURA: UNA CORTINA FUMOGENA PER CRIMINALIZZARE ALCUNI PM CHE INDAGAVANO SUI POTENTI.
postato da Antonio Di Pietro in giustizia su www.antoniodipietro.com
I SOLDI DEI MILANESI
IERI IL CONSIGLIERE COMUNALE RAFFAELE GRASSI DELL'ITALIA DEI VALORI È INTERVENUTO IN SEDE DI CONSIGLIO A MILANO PER CHIEDERE CHE SI FACCIA LUCE SU UN'OPERAZIONE FINANZIARIA DELLA GIUNTA ALBERTINI. ALLA MORATTI È STATO CHIESTO, VISTA LA CONTINUITÀ POLITICA DELLE DUE GIUNTE, DI DISSOCIARSI E DI PROCEDERE CON I DOVUTI ACCERTAMENTI SU MANOVRE FINANZIARIE MOLTO RISCHIOSE CHE POTREBBERO ESPORRE I BILANCI AD UN BUCO DI OLTRE 400 MILIONI DI EURO.L'AMMINISTRAZIONE DEI SOLDI PUBBLICI NON PUÒ ESSERE CONDOTTA IN MODO SPECULATIVO E POCO TRASPARENTE DA PARTE DI COLORO CHE DEVONO GARANTIRE E TUTELARE GLI INTERESSI DEI VERI PROPRIETARI DI QUEI SOLDI: I CITTADINI.
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PONTE DI MESSINA: FINE DELLA STORIA
"INCONTRO STRAORDINARIO CON VOI MA NON PER PARLARE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI. VI VOGLIO SPIEGARE DI PERSONA LA QUESTIONE DEL PONTE SULLO STRETTO DI MESSINA. CREDO NON CI SIA STATO, QUESTA SETTIMANA, NIENTE DI PEGGIO DELLA DISINFORMAZIONE CHE È STATA FATTA.VI PARLO CON CARTE ALLA MANO.IL MESSAGGIO CHE È PASSATO È CHE DI PIETRO VUOLE FARE IL PONTE DI MESSINA E PER QUESTO ABBIA RISCHIATO DI FAR CADERE IL GOVERNO, SI SIA MESSO CONTRO TUTTO E TUTTI E VOGLIA ADDIRITTURA MANTENERE UN CARROZZONE DOVE CI SONO SPRECHI E CHISSÀ COSA D'ALTRO. MA QUANDO MAI!VIENE RACCONTATA COSÌ PERCHÉ NON SI VUOL DIRE COME STANNO VERAMENTE LE COSE: ALCUNI ESPONENTI DELLA SINISTRA MASSIMALISTA VOGLIONO DISTRUGGERE TUTTO SPENDENDO DIECI VOLTE DI PIÙ PER RAGGIUNGERE UN RISULTATO GIÀ RAGGIUNTO.ANDIAMO CON ORDINE: IL PONTE SULLO STRETTO ABBIAMO DETTO CHE NON LO FACCIAMO E NON LO STIAMO FACENDO. ABBIAMO DETTO ALL'INIZIO DELLA LEGISLATURA CHE I SOLDI CHE IL CENTRODESTRA AVEVA DESTINATO A QUEST'OPERA LI AVREMMO UTILIZZATI PER FARNE ALTRE PIÙ URGENTI IN SICILIA E CALABRIA.CARTE ALLA MANO: FIRMA MIA E DI LOIERO. PER LA CALABRIA, CON I SOLDI DEL PONTE, FACCIAMO DUE TRATTI DELLA S.S. 106 IONICA.CARTE ALLA MANO: FIRMA DEL MINISTRO DELLE INFRASTRUTTURE E DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE SICILIA CUFFARO, QUELLO CHE PARLA SEMPRE DEL PONTE. PURE LUI HA SOTTOSCRITTO L'ACCORDO. I FONDI LI DESTINIAMO ALL'AREA METROPOLITANA DI PALERMO, CATANIA E MESSINA. GIÀ DECISO.QUESTO EMENDAMENTO PRESENTATO PER ELIMINARE LA SOCIETÀ STRETTO DI MESSINA NON SERVE A NIENTE, PERCHÉ I SOLDI LI ABBIAMO DESTINATI PER COSE PIÙ URGENTI: METROPOLITANA IN SICILIA E STATALE IONICA IN CALABRIA.DI PIÙ: HANNO DETTO CHE SI DEVE ELIMINARE IL CARROZZONE DELLA SOCIETÀ STRETTO DI MESSINA PERCHÉ SPRECA MOLTI SOLDI. GIÀ FATTO!C'È GIÀ LA MIA DISPOSIZIONE PER LA SOCIETÀ STRETTO DI MESSINA: DISPOSIZIONE DI SOPPRIMERE OGNI SEDE SECONDARIA E TRASFERIRE QUELLA PRIMARIA PRESSO IL PROVVEDITORATO ALLE OPERE PUBBLICHE, AL MIO MINISTERO O PRESSO L'ANAS, A ZERO EURO. TUTTO IL PERSONALE, AD ECCEZIONE DI MASSIMO CINQUE UNITÀ INDISPENSABILI, VIENE ELIMINATO. IL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE VIENE AZZERATO, SOSTITUENDOLO CON UN AMMINISTRATORE UNICO NELLA PERSONA DEL PRESIDENTE DELL'ANAS CHE NON VERRÀ PAGATO.E' STATO INOLTRE DISPOSTA L'ELIMINAZIONE DI TUTTI I CONSULENTI. QUESTA SOCIETÀ, PER DISPOSIZIONE AMMINISTRATIVA, NON SPENDERÀ PIÙ NULLA.ALLORA MI SPIEGATE IL PERCHÉ DI QUEL TELEFILM L'ALTRA SERA IN SENATO, PER FAR CREDERE AGLI ITALIANI CHE SI DEVE SCIOGLIERE LA SOCIETÀ ED ELIMINARE LA LEGGE CHE DISPONE LA COSTRUZIONE DEL PONTE SULLO STRETTO? L'ABBIAMO GIÀ FATTO.COSA DICEVA L'EMENDAMENTO, CARTE ALLA MANO? CHE BISOGNA REVOCARE ANCHE LA LEGGE DEL 1971 CHE PREVEDE LA COSTRUZIONE DEL PONTE. SE SI ELIMINA QUESTA LEGGE, AUTOMATICAMENTE BISOGNA DARE ALLA SOCIETÀ CHE HA VINTO LA GARA 271 MILIONI DI EURO E LA SOCIETÀ STRETTO DI MESSINA, CHE HA UN VALORE DI 150 MILIONI DI EURO, SI AZZERA. SE SI ELIMINA QUELLA LEGGE, COME PREVEDE L'EMENDAMENTO, SI DEVE VALUTARE UN INDENNIZZO PER TUTTE LE SOCIETÀ INTERESSATE. ALLORA: 280-300 MILIONI DI PENALE, 150 MILIONI DEL VALORE DELLA SOCIETÀ STRETTO DI MESSINA, ALTRI 60 MILIONI DI INDENNIZZO. QUESTO SCHERZETTO SAREBBE COSTATO 500 MILIONI DI EURO CIRCA, PER RAGGIUNGERE UN RISULTATO CHE IO HO GIÀ RAGGIUNTO.IO NON VOGLIO FARE IL PONTE SULLO STRETTO, MA DA PERSONA CHE SA FAR DI CONTO NON VOGLIO SPENDERE ALTRI SOLDI. QUESTI SIGNORI AVREBBERO FATTO SPENDERE ALTRI 400-500 MILIONI DI EURO. DI PIÙ: IL LORO EMENDAMENTO RECITA: “ISTITUIRE UN'AGENZIA PER LO SVILUPPO DELLA LOGISTICA NELL'AREA DELLO STRETTO DI MESSINA”.NON HO CAPITO: UN ALTRO CARROZZONE? CHE COS'È L'AGENZIA PER LO SVILUPPO DELL'AREA DELLO STRETTO DI MESSINA? CI SONO GIÀ GLI UFFICI PER FARE LO SVILUPPO: C'È IL MINISTERO DEI TRASPORTI, QUELLO DELLE INFRASTRUTTURE, LA REGIONE SICILIA E IL SUO ASSESSORATO AI TRASPORTI, LA REGIONE CALABRIA E IL SUO ASSESSORATO AI TRASPORTI... MA POSSIBILE CHE OGNI VOLTA SIA NECESSARIA UNA SOCIETÀ PER ASSUMERE UN ALTRO CENTINAIO DI DIPENDENTI COME QUELLI DELLA SOCIETÀ STRETTO DI MESSINA?LO SCOPO QUAL È? ELIMINARE UN CARROZZONE DI CENTRODESTRA PER FARNE UNO DI CENTROSINISTRA. CARI SIGNORI DELL'INFORMAZIONE, RACCONTATE LE COSE COME STANNO. CARI SIGNORI DELLA POLITICA, NON APPROFITTATEVI DELLA BUONA FEDE DEI CITTADINI FACENDOGLI CREDERE CHE VOGLIO SPRECARE ALTRI SOLDI, QUANDO SIETE VOI A VOLERLO FARE.CON QUESTA MIA PRECISAZIONE, CHIUDO QUESTA QUESTIONE CONVINTO DI AVERLA SPIEGATA CORRETTAMENTE AI CITTADINI. AGLI ALTRI, CHE SON SORDI, NON IMPORTA NULLA DELLE MIE PAROLE."
Articolo postato dal ministro sul proprio sito www.antoniodipietro.com in informazione… corretta ( !!!!!!!!) e non demagogica e tendenziosa…
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Ufficio Stampa il 24 Ott, 2007 in comunicato stampa
IL COORDINATORE REGIONALE DELL’ITALIA DEI VALORI ALFONSO MASCITELLI ESPRIME UNA CONVINTA SOLIDARIETÀ AL PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE BILANCIO, SEN. ANGELO ORLANDO, PER IL SENSO DI RESPONSABILITÀ DIMOSTRATO CON LE SUE DIMISSIONI, DOPO LA DISCUSSA E DISCUTIBILE SEDUTA CONSILIARE CHE HA PORTATO ALL’APPROVAZIONE DELLA NUOVA MANOVRA FINANZIARIA DELLA REGIONE. “NOI DELL’ITALIA DEI VALORI, – HA DICHIARATO - NON PARTECIPANDO IN AULA AL VOTO SULLA MANOVRA FINANZIARIA, ABBIAMO VOLUTO RIMARCARE QUANTO DICIAMO ORMAI DA TEMPO E CHE È ALLA BASE DI UNA CRISI ISTITUZIONALE E POLITICA CHE È DAVANTI AGLI OCCHI DI TUTTI. NON POSSIAMO FAR PASSARE COME UN SUCCESSO L’AVER COPERTO D’URGENZA UN DISAVANZO FINANZIARIO, CHE ERA GIÀ STATO ANNUNCIATO E DOCUMENTATO DA MESI E CHE RISCHIA DRAMMATICAMENTE DI RIPETERSI SENZA IL CONTROLLO DI INTERVENTI STRUTTURALI. LA DEBOLEZZA DI UNA INCISIVA CAPACITÀ DI PROGRAMMAZIONE E UNA GESTIONE AUTOREFERENZIALE DELLE ISTITUZIONI STANNO TRASMETTENDO ALL’ABRUZZO LA PERCEZIONE ELA PROSPETTIVA DI UN FUTURO INCERTO. SI CONTINUA A NON TENER CONTO DEL DISAGIO DIFFUSO DELLE FAMIGLIE, DELLE FORZE PRODUTTIVE, DELLE ASSOCIAZIONI DI CATEGORIA E DEI RAPPRESENTANTI DEGLI ENTI LOCALI CONTINUANDO UNA NON PIÙ PROPONIBILE CULTURA DELL’EMERGENZA. DOPO L’USCITA DALLA MAGGIORANZA DI UN PARTITO COME L’IDV, CHE RAPPRESENTA IL 4% DELL’ELETTORATO ABRUZZESE, E LE DIMISSIONI DA PRESIDENTE DI UN ESPONENTE DI PRIMO PIANO COME IL SENATORE ORLANDO, COS’ALTRO DOVRÀ ACCADERE PER FAR COMPRENDERE LA NECESSITÀ DI UN RECUPERO DI CREDIBILITÀ DELLE ISTITUZIONI E DELL’AZIONE DI GOVERNO ?”
L’AQUILA, 24 / 10 / 2007
ALFONSO MASCITELLI
COORDINATORE REGIONALE
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L’INFORMAZIONE IN ITALIA È FUNZIONALE AL MANTENIMENTO DEI POTERI COSTITUITI.
Articolo postato dal Ministro Di Pietro sul proprio sito in data 24. 10. 2007
QUESTA AFFERMAZIONE PUÒ APPARIRE SCONTATA, IN PARTICOLARE SE DETTA DA ME E DALL’ITALIA DEI VALORI CHE CI BATTIAMO DA TEMPO PER UN’INFORMAZIONE LIBERA. I MEDIA HANNO STRUMENTALIZZATO LA MIA RICHIESTA DI RESTITUIRE A DE MAGISTRIS L’INCHIESTA WHY NOT TRASFORMANDOLA IN UNA CONTRAPPOSIZIONE TRA ME E IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA. LA CONTRAPPOSIZIONE È INVECE TRA IL PAESE E QUESTA CLASSE POLITICA CHE NON VUOLE FARSI GIUDICARE.SUL TRASFERIMENTO DI DE MAGISTRIS, TRANNE RARE ECCEZIONI, SONO D’ACCORDO TUTTI, NEL CENTRO SINISTRA E NEL CENTRO DESTRA. SE L’INCHIESTA DI DE MAGISTRIS AVESSE RIGUARDATO CITTADINI COMUNI E NON DEI POLITICI CI SAREBBERO STATI LA RICHIESTA DI TRASFERIMENTO DI DE MAGISTRIS, LA CONTINUA FUGA DI NOTIZIE E LA LORO PUBBLICAZIONE SUI GIORNALI, L’AVOCATURA E, INFINE, IL TRASFERIMENTO DEGLI ATTI DELL’INCHIESTA ALLA PROCURA DI ROMA? LA RISPOSTA NON PUÒ CHE ESSERE NEGATIVA.
WHY NOT COINVOLGE IN PRIMA PERSONA IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO E IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA IN UNA VICENDA LEGATA ALL’EROGAZIONE DI MILIARDI DI EURO DI FONDI EUROPEI IN CALABRIA. DE MAGISTRIS DEVE ANDARE FINO IN FONDO O IL GOVERNO SARÀ, DI FATTO, DELEGITTIMATO.
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SONDAGGI – POLITICA
Fonte: La Repubblica
QUANTA FIDUCIA HA NELL'AZIONE DEI PARTITI ?(tra parentesi il grado di fiducia e la posizione al 17 settembre scorso)
PARTITO
FIDUCIA
NUMERO POSIZIONE
ITALIA DEI VALORI
LISTA DI PIETRO
44 (42)
1° (1)
ALLEANZA NAZIONALE
44 (42)
1° (1)
PARTITO DEMOCRATICO
42 (40)
2° (4)
FORZA ITALIA
39 (41)
3° (3)
VERDI
36 (36)
4° (6)
UDC
35 (33)
5° (7)
LEGA NORD
20 (20)
6° (9)
SDI - SOCIALISTI DEMOCRATICI ITALIANI
20 (20)
6° (9)
RADICALI
19 (20)
7° (9)
SINISTRA DEMOCRATICA
18 (20)
8° (9)
RIFONDAZIONE COMUNISTA
18 (18)
8° (13)
COMUNISTI ITALIANI
18 (18)
8° (13)
LA DESTRA
18 (-)
8° (-)
POPOLARI UDEUR
12 (12)
9° (15)
GRAZIE !!!
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PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI
Articolo postato dal ministro Di Pietro sul proprio sito www.antoniodipietro.com in GIUSTIZIA
"Oggi dobbiamo fare qualche riflessione importante e delicata sullo Stato di Diritto nel nostro Paese e sulla tenuta democratica del nostro Paese.Lo dobbiamo fare anche perché i giornali di oggi, ancora una volta, spacciano per litigio fra Di Pietro e Mastella una questione politica che io ho posto e che, con malaccorta indecenza, il mio collega cerca di ribaltare riversando su di me ingiurie e contumelie.Una premessa: Mastella se la prende con me dicendo che avrei fatto chissà cosa di poco trasparente, nella vita passata. Sui fatti che mi riguardano è bene ripetere ancora una volta che allorché fui messo sotto indagine mi dimisi, prima da magistrato e poi da ministro e corsi dal mio giudice per farmi giudicare. Il giudice prosciolse me e condannò per diffamazione e calunnia i miei accusatori. Questa è la mia storia personale. E’ finita. Non se ne parli più.
Il problema non è questo: fossi anche il diavolo della situazione, la questione è l’inchiesta che a Catanzaro si sta portando avanti nei confronti di una classe politica e la reazione della stessa atta a far togliere l’inchiesta a quel magistrato. A questa domanda dobbiamo dare una risposta.
Di che cosa stiamo parlando? E’ successo che nei mesi scorsi un magistrato, fino a quel momento poco conosciuto, ha messo in piedi un’inchiesta detta “Poseidone” riguardante contributi, anche europei, finanziamenti non trasparenti e rapporti fra politica e affari.In questa inchiesta era coinvolto un tale Pittelli, parlamentare di Forza Italia, e addirittura personaggi vicini al Procuratore Capo di Catanzaro. A farla breve: questa inchiesta è stata tolta al magistrato titolare.Nel frattempo lo stesso magistrato aveva istruito anche l’inchiesta “Why not”, pure riguardante contribuzioni pubbliche e “scorciatoie” per acquisire questi fondi e per dare e avere favori.Nell’ambito di questa inchiesta, sono finiti sotto indagine anche il Presidente del Consiglio Romano Prodi e il ministro della Giustizia Clemente Mastella.Non credo ci sia niente di più doveroso, quando un magistrato fa indagini su politici di rilievo, che gli si lasci fare il proprio mestiere.Invece è stata attivata, per lui, una procedura di trasferimento proprio dal ministro della Giustizia. L’immagine che ne viene fuori è di una Casta che non vuole farsi giudicare, di un potere che respinge lo Stato di Diritto e la legalità uguale per tutti, di una magistratura delegittimata ogni volta che cerca di fare il proprio dovere. Questa non era la politica di Berlusconi?Non era questa la ragione per cui abbiamo chiesto agli italiani di votarci, per fare una politica giudiziaria totalmente opposta?Abbiamo iniziato con l’indulto e finiamo con la delegittimazione dei magistrati.Diranno che è tutto corretto, a norma di legge. Sì, è tutto corretto. Diceva Morvillo, cognato di Falcone, che la colpa dell’attentato al giudice era dei “professionisti delle carte a posto”.Professionisti che pongono in essere degli atti che sicuramente potevano essere posti in essere, ma che messi insieme uccidono lo Stato di Diritto e, a volte, le persone come Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Destabilizzazione, isolamento, delegittimazione portano a questo.
Io ho chiesto una cosa al Presidente del Consiglio, al Consiglio dei Ministri e al Parlamento, l’ho chiesto da ministro in carica e da Presidente di un partito che tiene in piedi questa maggioranza: ci si deve interrogare su quale politica giudiziaria vogliamo fare per questo Paese. Vogliamo che ci sia una discussione pubblica e trasparente, non questi continui colpi di mano che finiscono per essere colpi allo Stato di Diritto se non veri e propri colpi di Stato.Io voglio portare all’attenzione la necessità che si faccia una riforma del processo penale: pochi reati ma con pene certe. Una riforma del diritto penale procedurale: si deve arrivare alla sentenza in un terzo dei tempi attuali. Una riforma finanziaria sulla struttura degli uffici: accorpamento delle circoscrizioni giudiziarie, gestione computerizzata delle procedure, dei carichi pendenti, del casellario giudiziale, dei rapporti fra gli organi di polizia e magistratura. Una struttura che permetta alla Giustizia di funzionare meglio.Questo non è stato discusso né dal precedente governo né da quello attuale. Noi dell’Italia dei Valori chiediamo che su questi temi venga rilanciata l’attenzione prima che sia troppo tardi e per questo abbiamo deciso di lanciare una campagna nazionale di informazione a partire dalla fine di questa settimana, con una manifestazione per chiederci se è finito lo Stato di Diritto, affinché si discuta una volta per tutte sui soggetti legittimati, capaci e volenterosi di realizzare una nuova politica giudiziaria per questo Paese.Voglio sapere se il ministro della Giustizia vuole questa nuova politica o se si sia ridotto ad essere una "longa manus" di chi vuole bloccare le indagini.
Questo fine settimana chiamiamo tutti al primo appello di una manifestazione in difesa della Giustizia e dello Stato di Diritto e contro le procedure barbariche di prevaricazione nei confronti dei magistrati che fanno il proprio dovere.Prima che sia troppo tardi. Prima che “i professionisti delle carte a posto” si rendano colpevoli di qualche mano pesante che a posto mette la vita di qualche magistrato."
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CASO UNIPOL-BNL-DS, I PUNTINI SUGL’”I”di marco travaglio
Sul caso Unipol-Bnl-Ds, che qualche furbetto seguita a chiamare “caso Forleo” (inesistente), si continua a raccontare un sacco di frottole. 1)Si favoleggia che la gip Clementina Forleo si sia spinta al di fuori delle propria orbita, “anticipando una sentenza di condanna”. Ma, che almeno due dei tre esponenti Ds sorpresi al telefono con Giovanni Consorte non siano stati semplici “tifosi” della scalata Unipol alla Bnl, ma ben di più e di peggio, non lo dice solo la Forleo: lo dicono anzitutto gli stessi D’Alema e Latorre al telefono con Consorte. Il 6 luglio 2006 Consorte ha il problema di accordarsi con il socio forte di Bnl, Francesco Gaetano Caltagirone, editore, costruttore, suocero di Casini e capofila dei “contropattisti” Ricucci, Coppola, Lonati, Statuto e Bonsignore. E dice a Latorre: “L'ingegnere (Caltagirone, ndr) e i suoi accoliti si sono defilati [...]. Io domani ho l'incontro con loro alle sei, alle otto ti chiamo e ti dico come va a finire”. Latorre, che in teoria sarebbe un parlamentare Ds e non un uomo d’affari, propone: “Ma che deve fare una telefonata Massimo (D'Alema, ndr) all'ingegnere (Caltagirone, ndr)?”. Consorte: “È meglio che Massimo fa una telefonata. Perché a questo punto se le cose non vengono fatte, si sa per colpa di chi”. L’indomani, puntualmente, Caltagirone e i contropattisti si accordano con Unipol. Missione compiuta. E’ “tifo” questo? E’ “informarsi”? O è partecipare a una scalata che i magistrati ritengono illecita (“disegno criminoso”), in quanto occulta, compiuta prima del lancio dell’Opa? Qualche giorno dopo, 14 luglio 2005, D’Alema riparla con Consorte: “Ho parlato con Bonsignore, che dice cosa deve fare, uscire o restare un anno… Se vi serve resta (azionista della Bnl, ndr)… Evidentemente è interessato a latere in un tavolo politico”. Consorte:“Chiaro, nessuno fa niente per niente”. Ecco: trattare pacchetti azionari con un socio della Bnl come Vito Bonsignore, fra l’altro eurodeputato dell’Udc e pregiudicato per corruzione, in cambio di misteriosi e finora inspiegati “tavoli politici a latere” che cos’è? Tifare, informarsi, o partecipare – in palese conflitto d’interessi tra politica e affari - a una scalata che i giudici ritengono illegale in quanto occulta, compiuta prima del lancio dell’Opa? 2)Si favoleggia di un insanabile contrasto fra la Procura, che non ha iscritto i parlamentari Ds nel registro degli indagati, e la Gip che, “invadendo il campo” dei pm, li ha accusati di complicità in un “disegno criminoso”. Ma non c’è alcun contrasto tra gip e pm milanesi. L’ha detto il procuratore Francesco Greco, domenica scorsa, al Sole 24 ore: “La nostra scelta è stata di non far nulla nei confronti dei parlamentari (non iscriverne ancora nessuno sul registro degli indagati, ndr) finchè le Camere non avessero dato l’autorizzazione a utilizzare le intercettazioni telefoniche che li riguardano. E da questo punto di vista la Forleo ci dà ragione”. Del resto, anche se pochi se ne sono accorti, nella richiesta di autorizzazione all’uso delle telefonate intercettate del caso Unipol-Bnl inoltrate dalla Procura alla gip Forleo il 10 luglio 2007 (a firma del pm Luigi Orsi), si legge che questa è finalizzata a indagare sull’“aggiotaggio manipolativo e informativo” commesso da “Consorte, Sacchetti, Cimbri, Fiorani e Boni (…) in concorso fra loro e con altri da identificare” perché “con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso, attivavano una scalata occulta alla Bnl e compivano atti concretamente idonei a provocare una sensibile alterazione del prezzo dell’azione ordinaria della Bnl ed in particolare, mentre negavano reiteratamente e specificamente al mercato di condurre la scalata a Bnl, rastrellavano pacchetti di azioni Bnl (…), disponevano acquisti a nome e nell’interesse di altri soggetti ad essi collegati (…), e finalmente il 18 luglio 2005 coordinavano ed eseguivano i plurimi contratti in virtù dei quali veniva formalizzato il passaggio delle azioni già proprietà dei soci di Bnl definiti ‘contropattisti’ (Caltagirone, Coppola, Statuto, Lonati, Grazioni, Bonsignore) ai soggetti legati alla ‘cordata Unipol’ e rendevano pubblico il concerto che non si era costituito quel giorno, ma preesisteva quanto meno dalla metà di giugno 2005. Così provocavano una sensibile alterazione del prezzo dell’azione ordinaria della Bnl e ciò in ragione dell’effetto che detta occulta attività determinava in più direzioni (…): Fatti di aggiotaggio informativo (propalazione di notizie false) e manipolativo (negoziazioni sul mercato ordinario e dei blocchi della Borsa di Milano) consumato in Milano tra il 18 marzo ed il 18 luglio 2005 (…). Le fonti di prova che si sono sinteticamente rassegnate trovano decisivi riscontri nelle conversazioni telefoniche degli indagati, comprese quelle alle quali hanno preso parte membri del Parlamento. Ciò per la fondamentale ragione che le comunicazioni telefoniche intercettate cadono proprio nel corso del periodo in cui il reato di aggiotaggio ipotizzato si sta consumando (giugno-luglio 2005). Nel corso di queste conversazioni infatti l’indagato Consorte espone ai suoi interlocutori quello che sta facendo (…)”. Ora, se le parole hanno un senso, i reati di aggiotaggio sono stati commessi “in concorso con altri da identificare”: e, visto che al telefono si è sempre in due, anche per i pm di Milano i possibili concorrenti nel “disegno criminoso” sono i parlamentari che parlano con Consorte. La Forleo non ha fatto altro che esplicitare questo concetto, spiegando al Parlamento perché quelle telefonate sono assolutamente necessarie per le indagini già avviate e per quelle ancora da avviare e chiarendo che, una volta autorizzate, le telefonate potranno essere usate anche contro i parlamentari interessati. Alcuni insigni giuristi scrivono che la Gip non poteva comunque “accusare” parlamentari non ancora indagati dalla Procura. Ma la Procura e la Gip ribattono di non aver ritenuto possibile indagare quei parlamentari, visto che le eventuali prove a loro carico, le uniche, sono contenute proprio nelle telefonate in questione: che, finchè il Parlamento non ne autorizzerà l’uso, sono inutilizzabili. Come se non esistessero. Se anche fosse vero che s’è sbagliato, lo si è fatto perché la legge Boato del 2003 che impone l’autorizzazione del Parlamento per qualunque telefonata intercettata in cui compaia la voce di un parlamentare, è una boiata pazzesca. Una “norma indecorosa, scritta coi piedi, grossolanamente invalida”, tant’è che “è facile previsione che tale sia dichiarata dalla Corte costituzionale”. Parola di Franco Cordero, principe dei processualisti italiani, su la Repubblica di ieri. Invece di prendersela con la Forleo, il Parlamento farebbe bene a non legiferare coi piedi. O comunque, dopo averlo fatto, a prendersela con se stesso.
Marco Travaglio 25 Luglio 2007
Fermiamo la LEGGE BAVAGLIO!
Presidente Della Repubblica Italiana
Raccogliamo firme per contrastare il DDL del Ministro Della Giustizia Italiana Clemente Mastella, che sta per passare al Senato. Cosiddetto DECRETO BAVAGLIO, che tenta appunto di imbavagliare i giornalisti Italiani. Questo il sunto del decreto: Il Ddl dice: "è vietata la pubblicazione,anche parziale o per riassunto,degli atti di indagine contenuti nel fascicolo del pubblico ministero o delle investigazioni difensive,anche se non più coperti dal segreto,fino alla conclusione delle indagini preliminari ovvero fino al termine dell'udienza preliminare" vi ricordo che gli atti non sono più segreti dal momento in cui diventano conoscibili dall'indagato o dal difensore "è vietata la pubblicazione,anche parziale,per riassunto o nel contenuto,della documentazione,degli atti relativi a conversazioni,anche telefoniche,o a flussi di comunicazioni informatiche o telematiche ovvero ai dati riguardanti il traffico telefonico o telematico,anche se non più coperti da segreto,fino alla conclusione delle indagini preliminari ovvero fino alla conclusione dell'udienza preliminare" "è vietata la pubblicazione,anche parziale,per riassunto o nel contenuto,delle richieste e delle ordinanze emesse in materie di misure cautelari.Di tali atti e tuttavia consentita la pubblicazione nel contenuto dopo che la persona sottoposta ad indagini ovvero il suo difensore abbiano avuto conoscenza dell'ordinanza in materia di misure cautelari" cioè si può ancora dire che uno è sottoposto a misure cautelari,ma le intercettazioni restano segrete fino alla fine dell'udienza preliminare "se si procede al dibattimento,non è consentita la pubblicazione ,anche parziale,degli atti del fascicolo del pubblico ministero,se non dopo la pronuncia della sentenza in grado di appello.è sempre consentita la pubblicazione degli atti utilizzati per le contestazione o dei quali sia sitata data lettura in pubblica udienza" Gli atti non coperti da segreto che non siano contenuti nei commi precedenti possono essere pubblicati. QUINDI: le intercettazioni di qualunque tipo restano segrete fino alla fine delle indagini o dell'udienza preliminare,i fascicoli del pm fino alla fine del processo di appello.Si può ancora dire che qualcuno è indagato o è stato arrestato ma non si possono riprodurre le parti che riguardano intercettazioni.Le notizie sono vere o non sono segrete,ma non si possono pubblicare. Le intercettazioni che,anche se magari potrebbero essere interessanti per il pubblico,non vengono acquisite agli atti del processo perchè penalmente irrilevanti,sono sempre coperte da segreto ,ugualmente tutti i documenti contenenti dati acquisiti illecitamente sono sempre coperti da segreto. Se vengono acquisiti nel processo,sono anch'essi coperti dal segreto fino alla fine delle indagini preliminari. Veniamo ora alle sanzioni: "chiunque rivela indebitamente notizie inerenti ad atti del procedimento penale coperti da segreto(cioè tutti i casi che abbiamo visto prima)dei quali è venuto a conoscenza in ragione del proprio ufficio o servizio svolti in un procedimento penale,o ne agevola in qualsiasi modo la conoscenza,è punito con la reclusione da 6 mesi a 3 anni." "Salvo che il fatto costituisca più grave reato,chiunque rivela,mediante qualsiasi mezzo di informazione al pubblico,in tutto o in parte,il contenuto di documenti redatti attraverso la raccolta illecita di informazioni èpunito con la reclusione da 6 mesi a 4 anni." La multa per i giornalisti che pubblicano gli atti coperti da segreto passa da"51 a 258 euro" a "da 10.000 a 100.000 euro"!!! e si prevede una detenzione fino a 30 giorni.
E’ possibile firmare sul sito www.marcotravaglio.it !!!
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Consiglio dei Ministri
Il protocollo sul welfareTesto:"Oltre alla relazione sul Consiglio dei Ministri di venerdì scorso, una riflessione il giorno dopo l'affluenza record alle urne per costituire il Partito Democratico e la vittoria, annunciata, di Walter Veltroni. Di grande credo ci sia stato soprattutto il numero di cittadini che hanno deciso di andare a scegliere i delegati di questo nuovo partito.Andiamo con ordine. Al Consiglio dei Ministri di venerdì non si sono approvate leggi ma si è discusso principalmente di due questioni, una per rinviarla al prossimo CdM cioè il pacchetto sicurezza. Io sono contento che sia affrontato il problema, sono d'accordo che le norme in discussione siano approvate al più presto e sono d'accordo sul fatto che il Governo proponga un suo pacchetto a cui il Parlamento aggiunga norme sia sulla sicurezza sia sul buon funzionamento della macchina della Giustizia. E' inutile arrestare le persone la sera e farle uscire la mattina dopo. Noi dell'Italia dei Valori, e io come Ministro, intendiamo intervenire e intervenire alla "Di Pietro maniera" perché credo sia ora che finisca il tempo dei finti buonisti, di coloro che pensano che sia sempre colpa della società quando qualcuno delinque e commette reati.Sul welfare in Consiglio dei Ministri si respirava aria di soddisfazione e di condivisione. I ministri che si sono astenuti o hanno votato con riserva, che sono quelli dell'estrema sinistra dei Comunisti Italiani, Verdi, Rifondazione comunista e Sinistra Democratica, mi pare l'abbiano fatto più per partito preso che per legittima convinzione. Ho l'impressione che sul pacchetto welfare si sia raggiunto un accordo sostanziale, sul quale sono favorevole, e che oggi chi recita la parte dell'insoddisfatto lo faccia per accontentare gli iscritti di questo o quel sindacato, di questa o quella corporazione.Questo fine settimana si è costituito il Partito Democratico, che ha individuato il leader e la classe dirigente.Penso sia un fatto democraticamente importante: quando un partito si da una sua classe dirigente con l'aiuto e il voto di tre milioni di persone, va rispettato.Ma questo dimostra che non è, caro Veltroni, la politica che vince sull'antipolitica, come hai detto. Affermando ciò sei già partito male. Quando tre milioni di persone votano per il PD. Quando 500.000 persone partecipano alla manifestazione di Alleanza Nazionale. Quando un milione e mezzo di persone partecipano al V-Day per una politica più trasparente, la riduzione dei suoi costi, il limite alle candidature. Non si può parlare di politica se riguarda te e antipolitica quando riguarda altri. E' tutta politica. Dimostra che i cittadini hanno voglia di fare politica direttamente, di scegliersi i candidati e di mandare a casa quelli da cui non vogliono più farsi prendere in giro.Non c'è politica e antipolitica. Ieri c'è stata continuità nella voglia dei cittadini di farsi ascoltare.Oggi, il giorno dopo la nascita del Partito Democratico, noi dell'Italia dei Valori ti chiediamo subito di darci alcune risposte: cosa vuoi fare adesso? Una politica liberale e solidale o una politica vetero comunista di assistenzialismo e dirigismo statalista? Cosa vuoi fare, in concreto, per dare sicurezza ai cittadini in termini di lotta alla criminalità diffusa, di equa distribuzione del sistema fiscale, di precarietà?Noi siamo pronti ad avere, con il PD, un dialogo aperto, libero, concreto, partecipativo, di responsabilità. Abbiamo bisogno, però, di sapere che questa volta non si fa ecumenismo a tutti i costi mettendo insieme di tutto e di più solo per arrivare al 51%. La prossima coalizione dovrà essere di governo e fondata su un programma, quindi non potrà essere questa stessa coalizione.In questa prospettiva noi dell'Italia dei Valori affermiamo di rispettare il voto di ieri, di ammirare la partecipazione democratica di questi milioni di cittadini, di voler dare ad essi una risposta positiva in termini di compartecipazione alla costruzione del nuovo programma e ci auguriamo che la classe dirigente del PD sappia essere all'altezza delle speranze dei cittadini, così come ci auguriamo di poterlo essere noi, in questo dialogo costruttivo e unitario.
"Postato da Antonio Di Pietro in Informazione
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I costi della politica
A Vasto ho affrontato il tema dei costi della politica, lo riporto:
"I costi della politica sono stati al centro delle discussioni nelle ultime settimane: un tema importante, ma nella sostanza marginale, irrilevante.
Non il costo, ma la qualità della politica deve essere il tema reale del dibattito: i risultati della politica, la sua capacità di interpretare i bisogni dei cittadini e di applicare il programma che ha presentato alle elezioni.
Se non vengono raggiunti questi punti, la politica può costare anche un euro, ma non serve a nulla. Nel Paese c’è una evidente insofferenza verso l’incapacità dei politici di ottenere risultati concreti e verso il loro rinchiudersi a riccio nei confronti delle nuove istanze sociali.
La percezione del cittadino è che i politici siano un circolo chiuso, elitario, a cui qualunque cosa è concessa, separati dalla vita sociale, non giudicabili dalla magistratura.
E’ stato scritto che all’uscita di Montecitorio i deputati preferiscano non farsi riconoscere e farsi passare da avvocati o funzionari della Camera per evitare insulti.
Quale sarà il prossimo passaggio? Io ho firmato la proposta di legge popolare di Grillo per non avere più parlamentari condannati, per non avere eletti in Parlamento per più di due legislature e per ripristinare la preferenza diretta da parte dell’elettore. Io sono stato il solo responsabile di partito e l’unico ministro a firmare.
Nei giorni successivi Grillo e il milione e mezzo di persone scese in piazza per esprimere civilmente il loro malcontento sono state criminalizzate dai partiti e dai media dei partiti, incluse Rai e Mediaset. Si parla da un mese a vanvera di antipolitica quando la vera antipolitica la fa il Parlamento.
Il sistema ha bisogno di profonde riforme per sopravvivere, i costi dei parlamentari sono briciole in confronto ai mille enti inutili, alle Province, alle comunità montane, ai più di 8.000 comuni, alle collusioni tra criminalità e politici locali attraverso le tangenti, ai circa quattro milioni di dipendenti statali. Il debito pubblico è in continuo aumento, gli interessi che paghiamo ogni anno sul debito ci impediscono di fare politica sociale, infrastrutture, scuole, ospedali, prevenzione, ricerca.
Prima o poi bisognerà che ce ne rendiamo conto per evitare di finire in un baratro. La riduzione delle spese deve avvenire, in modo drastico, insieme a una rinnovata efficienza dello Stato."
Postato da Antonio Di Pietro in Competitività del sistema economico il 12. 10. 2007
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Solidarietà a Luigi De Magistris
Lunedì 8 ottobre (decisione rinviata al 17 dicembre p.v. ndr) il CSM deciderà in merito al trasferimento del Pm di Catanzaro Luigi De Magistris in seguito alla richiesta del ministero di Grazia e Giustizia. Il Pm De Magistris sta indagando su possibili relazioni tra uomini delle istituzioni e associazioni criminali, chiederne il trasferimento vuol dire non aver capito nulla di quello che sta succedendo nel Paese. Questa richiesta è percepita dall’opinione pubblica come l’ennesimo atto di prevaricazione della classe politica.
In questo clima non si può chiedere che la puntata di Anno Zero dedicata a De Magistris del 4 ottobre non vada in onda. Il mio commento è che solo in Birmania possono succedere cose simili, e forse neppure lì. L’informazione non la fanno, o almeno non la dovrebbero fare, i ministri, ma i giornalisti. Si chiamino Floris o Santoro, finché riportano la verità fanno solo il loro dovere e vanno lasciati in pace.
La politica e l’informazione devono essere separate per legge, autonome una rispetto all’altra. L’Italia potrà considerarsi un Paese civile solo quando questo avverrà. Luigi De Magistris ha tutto il mio appoggio.
Postato da Antonio Di Pietro in Giustizia sul sito www.antoniodipietro.com
L'ITALIA DEI VALORI ABBANDONA LA MAGGIORANZA IN REGIONE ABRUZZO.
Domenica 16. 09. u.s., in occasione del 2° Congresso Regionale IDV, il Segretario Alfonso Mascitelli (nell'occasione rieletto per acclamazione per il prossimo triennio) ha annunciato l'uscita dell'Italia dei Valori - Lista Di Pietro dalla maggioranza di centro - sinistra che governa la Regione Abruzzo.Alfonso Mascitelli, nella sua ampia e dettagliata relazione, ha illustrato i motivi che hanno spinto il Partito a questa scelta.Varie testate giornalistiche hanno dato risalto a tale notizia. La pagina dedicata dal quotidiano "Il Centro" é affissa presso la bacheca della Sezione IDV di V. S. Maria, lungo Corso Umberto I°.Inoltre, venerdi 28. 09. p.v., il Segretario cittadino di V. S. Maria, in occasione della assemblea dei tesserati, illustrerà i passaggi salienti del Congresso di domenica al quale ha partecipato di persona.Chiunque fosse interessato ad intervenire, sarà il benvenuto.
IL DIRETTIVO
Media e pallottole
Sono rimasto molto sorpreso dalla reazione dei giornalisti e degli opinionisti al V-day dell’otto settembre.Un comico organizza un evento per raccogliere le firme per una proposta di legge popolare e più di 300.000 cittadini aderiscono in un solo giorno.Non è mai successo nella storia della Repubblica.Beppe Grillo propone quindi delle liste civiche senza la presenza di pregiudicati e invita i cittadini a presenziare ai consigli comunali. Tutto all’interno delle leggi dello Stato.Il giorno dopo i politici, che avevano ignorato fino ad allora il popolo della Rete, nella speranza che non disturbasse il manovratore, cercano di diminuirne il messaggio, anche squalificandolo. Ma i politici, va detto, salvo alcune valutazioni infelici, non si sono accaniti più che tanto e in qualche caso hanno persino condiviso parte delle critiche di Grillo. I giornalisti invece no, quasi tutti, senza distinzione di testata hanno descritto Grillo come un anticristo. E’ per me imbarazzante ascoltarli mentre insultano pesantemente le persone che sono scese in piazza, disprezzandole, e dando a Grillo la patente di fascista e di terrorista. La sensazione è che il V-day sia stato organizzato contro di loro, non contro i partiti e che cerchino di difendersi.L’evocazione delle pallottole e di un nuovo terrorismo da parte dei giornalisti quando in piazza si sono visti solo cittadini italiani di tutte le età in file ordinate è un gioco al massacro che non mi sta bene. Se dovesse succedere qualcosa, chi evoca le pallottole ne porterà la responsabilità .
Postato da A. Di Pietro in Informazione il 27. 09. 2007-
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IL V - DAY"
Come rode a tutti quanti! Il Palazzo si divide tra quelli che non ne vogliono parlare per esorcizzare il problema e quelli che sentono il bisogno di parlarne per screditarlo, pensando, così, di ridurre il fenomeno.La parola che più si sente è "antipolitica". Cittadini italiani, spontaneamente, di ogni estrazione sociale e di ogni parte d'Italia, senza far male a nessuno, si recano a un banchetto a lasciare una firma per esercitare un diritto costituzionale: una proposta di legge popolare per dire che i condannati non devono stare in Parlamento. Questa è politica. Lo capiscono tutti, ma devono sparare a zero perché pensano, appunto, di isolare il fenomeno. Mi ricorda tanto il malato che butta fuori casa il medico per non sentir parlare della malattia.Io sono orgoglioso di essere stato uno di quei cittadini che ha partecipato a questo momento di democrazia diretta.Ora bisogna stare attenti che la procedura non vanifichi la sostanza, com'è successo a me anni fa.Raccolsi circa 150.000 firme per una legge di iniziativa popolare che riguardava la riduzione del numero di partiti e il voto diretto da parte dei cittadini. Depositai le firme, ma le misero nei cassetti. Dopo sette anni quella proposta non è stata ancora discussa.Bisogna raccogliere tutte le firme, insieme ai certificati elettorali, e soprattutto portarle al Parlamento in modo che tutto il Paese, tutta l'opinione pubblica si mobiliti. Bisogna mettere il Palazzo davanti alle sue responsabilità per evitare che faccia finta che non sia successo niente.Quel giorno ci deve essere una grande manifestazione di piazza, persone che, tutte insieme, invochino la discussione di questo disegno di legge.Anche io, come parlamentare, avevo presentato lo stesso disegno di legge. Non ci ascoltavano mai. Ora quella mia proposta è stata messa all'ordine del giorno, ma solo per poter dire quando arriverà il disegno di legge popolare: "E' già stato discusso".Non vi preoccupate: io ho già detto che il veicolo principale deve essere la legge firmata dai cittadini.Un'altra cosa a cui fare attenzione è questa: la legge prevede che quando un disegno di legge viene presentato, il Parlamento è tenuto a discuterlo ma non sono indicati né il limite di tempo né il limite alla possibilità di emendarlo.Bisognerà, quindi, controllare giorno per giorno gli emendamenti che verranno proposti. Ognuno dei quesiti, con un piccolo emendamento, può essere annullato.Il primo dice: "I condannati non possono essere candidati"; qualcuno aggiungerà un emendamento come "salvo quelli che." con una serie di eccezioni per cui, alla fine, in galera ci andranno quelli che hanno raccolto le firme.O ancora: "Non si può stare in Parlamento più di due legislature". Basta aggiungere una parola: "consecutive", per cui basterebbe che, tra un'elezione e l'altra, una persona facesse il consigliere regionale o il parlamentare europeo per bypassare la norma. Se poi si aggiunge: "in ciascun ramo del Parlamento", si potrà stare due legislature alla Camera, due al Senato e così via.Ho già sentito quelli che già si muovono per costruire accorgimenti tali per darvi formalmente ragione ma sostanzialmente una fregatura: stiamo attenti."Postato da Antonio Di Pietro in Politica IL 18.09.07... Come siamo ridotti male! Il modo migliore per lasciare che certi "signori" continuino ad imperversare, a mò di patrizi nei confronti dei plebei, é disinteressarsi del problema.Noi però non abbiamo l'anello al naso e adesso andremo fino in fondo e li manderemo a casa...
Saluti
Fabrizio DI CICCO
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LA SQUADRA DI GOVERNO (iintervista rilasciata il 12.09.07 dal ministro Di Pietro a "La Repubblica")
La Repubblica: Ministro Di Pietro, circola voce di un rimpasto di governo. Teme per la sua poltrona?
ADP: «Metto a disposizione la mia persona se si dovesse decidere di riaccorpare i ministeri dei Trasporti e delle Infrastrutture. Faccia Prodi la ristrutturazione che crede necessaria e non tema che Italia dei Valori si metta di traverso per mettere il cappello sulla poltrona».
La Repubblica: Vuol dire che è pronto a lasciare?
ADP: «Dico che sono pronto a mettere a disposizione il mio incarico, lasciando alla responsabilità del Presidente del Consiglio la valutazione. Dico questo perché sono convinto che non basta un Di Pietro o un Bianchi per far funzionare i due ministeri. È ovvio però che quest'operazione non può essere finalizzata a togliere di mezzo solo Di Pietro, ma deve essere un'attività complessiva e coinvolgere più ministeri. Accorpandone alcuni e specificando meglio i compiti di alcuni. L'attuale divisione dei ministeri, dopo un anno e più di governo, genera spesso confusione di ruoli, duplicazioni o vuoti e assenze».
La Repubblica: Stavo giusto per chiederle un giudizio sulla squadra e sui risultati.
ADP: «Cambiare i giocatori per pensare di giocare una partita migliore è del tutto inappropriato e screditerebbe il buon lavoro del governo svolto fino ad ora. E non lo meriterebbero neanche i ministri direttamente interessati. Non è questione di nomi o di rimpasto. Il problema è l'attuale organizzazione del governo, a prescindere dai singoli ministri. Però non posso però fare il giudice di me stesso e dare giudizi su un governo di cui faccio parte. E pertanto mi astengo dall'indicare i vari ministeri che dovrebbero essere ristrutturati».
La Repubblica: Faccia qualche nome.
ADP: «No, ma io saprei benissimo come fare. E del resto basta che un elettore di buona volontà guardi l'elenco dei ministeri per capire dove operare. Gli attuali 24 ministeri sicuramente si potrebbero ridurre ad una quindicina. Con conseguente riduzione di almeno 50 sottosegretari. Nomi non ne faccio, ma posso parlare del mio ministero. È stato un errore, e non basta dire che a suo tempo io mi ero opposto, scorporarlo in Infrastrutture e Trasporti. Tutti lavorerebbero meglio se tutta la gestione fosse unitaria».
La Repubblica: Dunque prende sul serio il rimpasto di governo?
ADP: «Non ho sentito né Fassino né Prodi e dunque non so nulla di prima mano su questa presunta proposta del segretario dei Ds. Non posso quindi giudicare affermazioni che non so se davvero siano state fatte. Ma tutta la vicenda mi pare difficilmente possa avere un seguito e quindi credo che dovrebbe essere trattata come l'ultima bolla estiva. E dico bolla per non dire balla».
La Repubblica: Ministro, lei comunque parla di "buon lavoro" del governo. Ma i sondaggi dicono che gli elettori non sembrano apprezzare.
ADP: « Quando si governa non basta produrre, ma bisogna anche trasferire fiducia agli amministrati. Il governo merita la promozione per il solo fatto di avere raggiunto in un anno l'obiettivo del risanamento delle finanze. Uno dei tre punti programmatici insieme alla solidarietà e allo sviluppo. Ciò nonostante la percezione dell'opinione pubblica è di un'insufficienza di risultati. Bisogna allora correre ai ripari prima che la malattia si diffonda. E una forma salutare potrebbe essere il salasso dell'accorpamento dei ministri».
La Repubblica: Le diranno che è demagogico, che cavalca l'antipolitica. A maggior ragione dopo il suo appoggio all'iniziativa di Beppe Grillo.
ADP:«Che non si tratta di demagogia lo dimostrano alcuni miei comportamenti. Per esempio, ho sempre sostenuto la riduzione del numero dei partiti e per questo, nonostante metta a rischio anche il mio, ho raccolto le firme per il referendum. Inoltre penso che la manifestazione di Grillo, al di là delle espressioni colorite usate a Bologna, non è stato un atto di antipolitica, ma un atto di vera e propria politica garantita dalla Costituzione. Raccogliere le firme su una legge di iniziativa popolare è quanto di più politico si possa fare. Parlare di antipolitica dimostra allora solo l'incapacità di analisi e di dare risposte alle domande dei cittadini».
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La mia firma al V-Day
(Postato da Antonio Di Pietro in Politica sul sito www.antoniodipietro.com)
Oggi mi sono tolto la giacchetta da ministro e ho messo quella da cittadino, perché sento il bisogno di appoggiare un'iniziativa che è un disegno di legge di iniziativa popolare, affinché il Parlamento venga scosso da un'ondata di democrazia diretta e capisca che non può continuare a fare lo gnorri. Dice che non è bene che i condannati debbano stare in Parlamento, però non fa la legge per metterli fuori. Allora è bene che ci pensino i cittadini. Io come ministro e come rappresentante di un partito, Italia dei Valori, ho già depositato in Parlamento una decina di volte questo disegno di legge, tutti quanti mi dicono 'che bel disegno di legge' e lo mettono nel cassetto. Allora forse è meglio unirsi a questa moltitudine di persone per bene, perché l'unione fa la forza, ma l'unione con la "u" piccola per non far vedere che è un partito, quella dei cittadini con tanta volontà per intenderci, un unione in grado di cambiare le facce di quelli che fanno politica e non solo la forma e le sigle.
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98 MILIARDI DI DOMANDE
Articolo di Antonio Di Pietro
Ho ricevuto molte lettere sulla notizia riportata dal Secolo XIX di Genova dell'evasione fiscale di 98 miliardi di euro da parte delle società concessionarie ai danni dell'Agenzia dei Monopoli di Stato, struttura preposta al controllo.
Ne pubblico una delle tante che le riassume.
"Salve Ministro,
volevo chiederLe perchè non dedica un post alla mega evasione da 98 miliardi dei Monopoli di Stato? Ormai è passato un po' di tempo da quando la notizia è apparsa sul blog di Beppe Grillo, 98 miliardi sono un'enormità: sono tre volte le riserve auree del nostro paese, proprio quelle che il Presidente del consiglio voleva vendere per ridurre il debito pubblico, se si facesse pagare questa evasione con tanto di interessi e adeguate multe si arriverebbe ad avere una cifra di almeno 150 miliardi di euro, che sono molto ma molto di più di tutte le riserve auree del paese, e con questa cifra si potrebbe ridurre decisamente il debito pubblico italiano che è il più alto d'Europa, o ridurre la pressione fiscale che strozza il paese e il progresso economico!!
Le porgo distinti saluti e le auguro un buon lavoro nell'interessi di tutti i cittadini."
Francesco
Ho inviato ai diretti interessati: Romano Prodi, Tommaso Padoa Schioppa e Vincenzo Visco, e per conoscenza a tutti i ministri, una lettera per discuterne in Consiglio dei ministri. Riporterò sul blog le loro risposte. Ricordo che, come scritto dal Secolo XIX, la Corte dei Conti ha chiesto alle società concessionarie alcune decine di miliardi di euro per il risarcimento del danno patito dallo Stato e il direttore dei Monopoli ha un procedimento in corso per 1,2 miliardi di euro di danni.
Non si può chiedere ai cittadini di pagare le tasse e, allo stesso tempo, non dare risposte su 98 miliardi di euro di evasione fiscale.
Proprio oggi è stata data una prima risposta su questo argomento sul sito del Governo.
Postato da Antonio Di Pietro in Economia
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I TAGLI ALLA SPESA PUBBLICA
Intervsita rilasciata da Antonio Di Pietro a "La Repubblica" in data 05.09.2007
ADP: «Lo scorso anno il mio ministero ha ridotto la spesa corrente di ben dieci volte, se si escludono quelle per il personale. Detto questo ben venga qualcuno che mi aiuti a trovare una soluzione per migliorare ancora».
Repubblica: Eppure il suo dicastero è tra quelli cui potrebbero essere chiesti sacrifici.
ADP: «Mi metto a disposizione del ministero dell'Economia, ma vorrei ricordare che da quando mi sono insediato ho ridotto tutte le consulenze esterne, che erano tantissime, riportando il lavoro all'interno. Mi sono trovato di fronte pacchi interi di studi sul "sesso degli angeli", molti non li ho nemmeno pagati e ho inviato tutto alla Corte dei Conti. C'era anche un nucleo di persone i cosiddetti commissari straordinari, li ho mandati tutti a casa. Ne era stato nominato uno per ogni opera prevista dalla legge obiettivo, una follia. Le faccio poi un altro esempio: per la posta e-mail il ministero pagava 23 euro ogni mese per ogni dipendente. Oggi è gratuita».
Repubblica: Quindi sono gli altri dicasteri a dover tagliare?
ADP: «Come ho già spiegato mi metto a disposizione. Detto questo penso che il governo debba dare il buon esempio su tre temi fondamentali: è necessario tagliare la spesa corrente e fermare quelle fuori controllo; eliminare sprechi e favoritismi legati alla politica iniziando dal Parlamento per finire al consiglio circoscrizionale e io abolirei anche le Province e le Comunità montane: infine è necessario rendere più efficiente la burocrazia eliminando le procedure inutili. Per capirsi: dopo la mia firma un atto del ministero ha "bisogno" di altre 42 firme, che senso ha? Questi sono i tre passaggi necessari a recuperare credibilità. Fatto questo va continuata la lotta all'evasione spiegando però ai cittadini che se non paga le tasse va in galera. E ogni euro recuperato all'evasione fiscale deve andare alla riduzione delle imposte».
Repubblica: Quindi è d'accordo con Veltroni che chiede una diminuzione della pressione fiscale già da quest' anno?
ADP: «Io dico che se quest'anno recuperiamo tre miliardi di evasione ogni euro recuperato deve andare alla diminuzione delle tasse. Tagli alla spesa e riduzione delle imposte devono marciare insieme perché sono due facce della stessa medaglia, ma soprattutto non possono attendere un minuto di più».
Repubblica: Teme tagli agli investimenti previsti dal suo ministero?
ADP: «Quando sono arrivato ho trovato 270 miliardi di euro per investimenti previsti dalla legge obiettivo. Soltanto che erano soldi solo approvati, in realtà non c'era una lira. Io ho fatto un programma di spesa di 5-6 miliardi l'anno. Questa è la cifra che ho richiesto. Attenzione però a tagliare sugli investimenti in infrastrutture perché questi sono soldi che guardano al futuro, sono guadagni, non perdite».
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COME SEMPRE IL MINISTRO ESPONE FATTI E NON CHICCHIERE...
ORA PERO' E' IL MOMENTO DI SCEGLIERE L'INNO E LO STEMMA DEL PARTITO DEMOCRATICO...
CON TUTTO IL RISPETTO PER VELTRONI E PRODI, MI PARE PROPRIO UN ESIBIZIONISMO MEDIATICO DI BERLUSCONIANA MEMORIA...
"...Allora, l'azzurro é il nostro colore..."
"...Troviamo un inno pe' rincoglionì i bambini..."
Da Benigni Show "95/"96, immaginando Berlusconi ed i suoi alleati (tipo Pilo del Polo...) che decidono di fondare un Partito, di "scendere in campo" prima che sia troppo tardi...
Saluti !!!
Fabrizio Di Cicco
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Consiglio dei Ministri. Finanziaria e infrastrutture
(articolo sull'ultimo Consiglio dei Ministri postato da Antonio Di Pietro).
Passate le ferie, bisogna ricominciare a lavorare. Riprendono con un giorno di anticipo i lavori del Consiglio dei Ministri e del CIPE.Si è discusso di molto di problemi politici e poco di problemi amministrativi di poco peso.Sul piano politico abbiamo stabilito una scaletta per approvare entro fine settembre la legge finanziaria, quella in cui si decide cosa fare con i soldi che entreranno nelle casse dello Stato.Da oggi fino a fine settembre, dunque, il governo sarà impegnato a decidere come utilizzare le risorse per accontentare il più possibile gli italiani, soprattutto quelli più bisognosi.Al CIPE si è discusso solo degli investimenti del Ministero delle Infrastrutture, che ha presentato quattro progetti, tutti approvati, che sono:- il quadruplicamento ferroviario Verona - Fortezza, che servirà per il collegamento con il nord Europa. Si tratta di un'opera di 2.5 miliardi di euro, abbiamo approvato i costi di progettazione. Credo sia un'opera importante ed è il miglior modo di iniziare il lavoro del "partito del fare".- la piattaforma logistica di Città di Castello - San Giustino: in Umbria, a Città di Castello, c'è un distretto industriale che può lavorare bene se sono collegate con le principali vie di comunicazione, in particolare la E45 e soprattutto le ferrovie. Questo progetto è un sistema integrato di comunicazione con le strade e le ferrovie nazionali.- un lotto della metropolitana di Napoli- un segmento della metropolitana di Milano, il primo tratto funzionale della linea 4.Complessivamente, la grande maggioranza del miliardo e trecento milioni investiti sono destinati a ferrovie e metropolitane. Come ministro delle Infrastrutture sono orgoglioso: mentre sui giornali si continua a parlare di cronaca e gossip, in silenzio continuo a lavorare per l'interesse del Paese, settimana dopo settimana.Mi auguro che durante il mese di settembre, quando si discuterà la finanziaria, gli altri partner della coalizione si impegnino a sostenere proposte costruttive: sono convinto che, in questo modo, i cittadini ritroveranno un po' di fiducia in coloro che, invece di fare i disfattisti, lavorano nell'interesse di tutti sulle infrastrutture, sulla solidarietà, sullo sviluppo e sul rigore.
Otto settembre: Parlamento Pulito
Uno strano silenzio da parte dei media, ma forse non così strano, circonda la raccolta delle firme per un disegno di legge di iniziativa popolare che si terrà l'otto settembre in tutta Italia nella giornata ribattezzata V-day e organizzata da Beppe Grillo. La legge popolare detta "Parlamento Pulito" prevede tre punti: la non eleggibilità in Parlamento dei condannati in via definitiva; l'impossibilità di essere eletti per più di due legislature; l'elezione diretta del candidato da parte dei cittadini.
L'Italia dei Valori ha presentato per questi stessi punti un disegno di legge parlamentare e sosterrà l'iniziativa del V-day.
L'otto settembre firmerò per "Parlamento Pulito" e così invito a fare eletti e elettori di Italia dei Valori e ogni cittadino italiano che desideri essere rappresentato da persone di specchiata onestà.
170.000 persone hanno aderito, gruppi di 120 città italiane e di 20 città nel mondo partecipano all'iniziativa, ma nessun giornale o televisione ne dà notizia, se non in modo marginale. E' un ulteriore segno di distacco della politica e dell'informazione dalla società civile. Si preferisce parlare di autocandidature di questo e di quello evitando un vero confronto con i cittadini.
Rinnovo l'invito a partecipare consultando la mappa (la mappa é disponibile sul sito www.antoniodipietro.com. In ogni caso per eventuali informazioni è POSSIBILE RIVOLGERSI A FABRIZIO DI CICCO 347 7008074 ndr) per trovare la propria città.
Postato da Antonio Di Pietro in Politica
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IL PARTITO DEMOCRATICO HA PERSO UN'OCCASIONEIl
Partito Democratico ha perso un'ottima occasione per potersi qualificare tale giacchè un partito, per potersi definire davvero "democratico" deve essere aperto e pluralista altrimenti semplicemente "non è", non esiste.La giustificazione formale circa la mia esclusione dalla candidatura per la segreteria nazionale è semplicemente un furbo espediente per non avere tra i piedi un concorrente vero e reale, un candidato che avrebbe rotto le uova nel paniere, che avrebbe potuto rimettere in discussione gli equilibri precostituiti.A coloro che tanto sbrigativamente si sono voluti disfare della mia candidatura e della partecipazione dell'Italia dei Valori dal processo costituente del futuro "cosiddetto" Partito Democratico vorrei chiedere di riflettere sui seguenti punti fermi:1 - Io e l'Italia dei Valori abbiamo aderito e partecipato attivamente alla raccolta delle firme per avviare il referendum elettorale, al fine di addivenire ad un sistema elettorale di tipo maggioritario e con una forte riduzione del numero dei partiti.Ciò vuol dire che abbiamo già dimostrato con i fatti - ripeto con i fatti e non solo a parole - il nostro intendimento di andare oltre il nostro partito di appartenenza;2 - Ho personalmente partecipato nel 2005 all'esperienza delle primarie dell'Unione, candidandomi per rappresentare al Governo tutta la coalizione;3 - E' evidente che - con la costituzione del Partito Democratico - chi aspira a diventare segretario (e lo diventa) non può che riconoscersi esclusivamente in questo partito. In tal senso io ho dichiarato la mia disponibilità di essere parte integrante del PD alla fine del percorso costituente, cosa che ho anche ribadito per iscritto nella dichiarazione di intenti depositata insieme alla mia richiesta di candidatura;4 - E' altrettanto evidente che quei militanti dell'Italia dei Valori che avessero ritenuto di aderire al costituendo Partito Democratico avrebbero dovuto fare altrettanto al momento dell'iscrizione formale al nuovo partito.5 - E' infine evidente che l'iscrizione oggi non può avvenire semplicemente perché il Partito Democratico ancora non esiste formalmente;6 - Sul piano formale, la mia candidatura è stata presentata nei termini e non sta scritto da nessuna parte che contestualmente avrei dovuto dimettermi dall'Italia dei Valori. D'altronde nemmeno gli altri candidati hanno smesso di essere iscritti nel loro partito di provenienza. L'iscrizione all'originario partito potrà cessare solo nel momento in cui nascerà giuridicamente quello nuovo e vi potrà essere così il trasferimento - anche automatico - nella nuova struttura;7 - Sempre sul piano formale, bisogna considerare che io non sono il legale rappresentante dell'Italia dei Valori, poichè sono ministro, e quindi non avrei potuto sciogliere in alcun modo il partito senza prima passare attraverso l'Assemblea. Al riguardo faccio rilevare che, come reso pubblicamente noto da tempo, avevamo già fissato apposita riunione per i giorni 28, 29 e 30 settembre p.v. a Vasto (peraltro, invitando allo scopo anche tutti i vari leader dei partiti della coalizione).8 - Vorrei ricordare infine che l'Italia dei Valori fa parte della coalizione dell'Unione sin dalla sua costituzione, ne ha sottoscritto il programma e ne condivide la responsabilità di governo.La verità è purtroppo molto più semplice e molto più amara: gli attuali promotori del costituendo Partito Democratico non vogliono né la presenza mia né quella dell'Italia dei Valori.Con il tempo ed a mente serena bisognerà riflettere sulle reali motivazioni di questo diniego (che, in realtà, sono molto gravi e per certi versi inconfessabili) e trarne le inevitabili conseguenze (ANCHE SULLA OPPURTUNITA'DI RESTARE O MENO IN UNA COALIZIONE CHE DI FATTO CI RESPINGE!).Per ora una cosa è certa: chi non ci vuole non ci merita!Né io né l'Italia dei Valori faremo ricorso contro le decisioni adottate in fretta e furia a notte fonda da un gruppo di 6-7 persone che - senza alcuna riflessione né preventivo dibattito aperto e pubblico - hanno preteso di rappresentare la volontà di tutti gli elettori dell'Unione e dei possibili aderenti al futuro Partito Democratico.La politica è sì partecipazione ma anche dignità da difendere.
Postato da Antonio Di Pietro in Politicasul sito www.antoniodipietro.com
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GLI INCENDI NEL MERIDIONE
Gli incendi nel nostro Meridione sono opera della criminalità organizzata. Ci sono delle eccezioni, ma del tutto marginali. Gli incendi sono quindi un problema di ordine pubblico, prima ancora che di investimenti nella prevenzione.Bisogna spegnere il cerino prima che scoppi l'incendio e mettere in galera chi lo tiene in mano.Dopo i morti di Peschici in Puglia, del pilota di un Canadair e di un ragazzo di vent'anni nella Sila nel tentativo di spegnere un incendio, ieri in Campania hanno sparato contro un elicottero antincendio che trasportava dell'acqua e attuato un sabotaggio del ponte radio della Regione.Siamo ormai al Far West, o forse peggio.Lo Stato deve tutelare i suoi cittadini e farsi rispettare. Non è più possibile concedere una sorta di extra territorialità rispetto alle leggi a una parte purtroppo consistente del Paese.Questo Governo rischia di essere, in materia di ordine pubblico, solo ricordato per l'indulto e per la messa in libertà di migliaia di criminali, se non farà una rapida inversione di rotta, tutelando territorio e cittadini con un'applicazione rigorosa e senza sconti delle leggi e con un presidio delle aree a rischio anche con l'invio dell'esercito.
Postato da Antonio Di Pietro in Informazione
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Di seguito riporto una lettera scritta da Salvatore Borsellino per commemorare il 15° anniversario della morte del fratello Paolo.Saluti Fabrizio
Borsellino, 15 anni dopo
Oggi ricorre il quindicesimo anniversario della morte di Paolo Borsellino. Voglio ricordarlo con una lettera di suo fratello Salvatore.19 Luglio 1992 : Una strage di Stato."Per anni, dopo l'estate del 1992 sono stato in tante scuole d'Italia a parlare del sogno di Paolo e Giovanni, a parlare di speranza, di volontà di lottare, di quell'alba che vedevo vicina grazie alla rinascita della coscienza civile dopo il loro sacrificio, dopo la lunga notte di stragi senza colpevoli e della interminabile serie di assassini di magistrati, poliziotti e giornalisti indegna di un paese cosiddetto civile.Poi quell'alba si è rivelata solo un miraggio, la coscienza civile che purtroppo in Italia deve sempre essere svegliata da tragedie come quella di Capaci o di Via D'Amelio, si è di nuovo assopita sotto il peso dell' indifferenza e quella che sembrava essere la volontà di riscatto dello Stato nella lotta alla mafia si è di nuovo spenta, sepolta dalla volontà di normalizzazione e compromesso e contro i giudici, almeno contro quelli onesti e ancora vivi, è iniziata un altro tipo di lotta, non più con il tritolo ma con armi più subdole, come la delegittimazione della stessa funzione del magistrato, e di quelli morti si è cercato da ogni parte di appropriarsene mistificandone il messaggio.Per anni allora ho sentito crescere in me, giorno per giorno, sentimenti di disillusione, di rabbia e a poco a poco la speranza veniva sostituita dalla sfiducia nello Stato, nelle Istituzioni che non avevano saputo raccogliere il frutto del sacrificio di quegli uomini, e allora ho smesso di parlare ai giovani convinto che non era mio diritto comunicare loro questi sentimenti, soprattutto che non era mio diritto di farlo come fratello di Paolo che, sino all'ultimo momento della sua vita, aveva sempre tenuto accesa dentro di sé, e in quelli che gli stavano vicino, la speranza, anzi la certezza, di un domani diverso per la sua Sicilia e per il suo Paese.Per anni allora non sono neanche più tornato in Sicilia, rifiutandomi di vedere, almeno con gli occhi, l'abisso in cui questa terra era ancora sprofondata, di vedere, almeno con gli occhi, come tutto quello contro cui Paolo aveva lottato, la corruzione, il clientelismo, la contiguità fossero di nuovo imperanti, come nella politica, nel governo della cosa pubblica, fossero riemersi tutti i vecchi personaggi più ambigui, spesso dallo stesso Paolo inquisiti quando ancora in vita, e nuovi personaggi ancora peggiori dato che ormai oggi essere inquisiti sembra conferire un'aureola di persecuzione e quasi costituire un titolo di merito.Da questa mia apatia, da questo rinchiudermi in una torre d'avorio limitandomi a giudicare ma senza più volere agire, sono stato di recente scosso da un incontro illuminante con Gioacchino Basile, un uomo che ha pagato sempre di persona le sue scelte, che, all'interno dei Cantieri Navali di Palermo e della Fincantrieri, ha sempre condotto, praticamente da solo e avendo contro lo stesso sindacato, quella lotta contro la mafia che sarebbe stata compito degli organismi dello Stato, Stato che invece, secondo le sue circostanziate denunce, intesseva accordi con la mafia trasformando le Partecipazioni Statali in un organismo di partecipazione al finanziamento e al potere della mafia in Sicilia.I fatti riferiti in queste denunce, di cui Paolo Borsellino si era occupato nei giorni immediatamente precedenti il suo assassinio, sono state oggetto di una "Relazione sull'infiltrazione mafiosa nei Cantieri Navali di Palermo" da parte della Commissione Parlamentare di inchiesta sul fenomeno della mafia (relatore on. Mantovano) ma come purtroppo troppo spesso succede in Italia con gli atti delle commissioni parlamentari, non hanno poi avuto sviluppi sul piano parlamentare mentre su quello giudiziario, come sempre succede quando si passa dalle indagini sulla mafia a quello sui livelli "superiori", hanno subito la consueta sorte dell'archiviazione.Gioacchino Basile è convinto che l'interesse personale che Paolo gli aveva assicurato nell'approfondimento di questo filone di indagine e l'averne riferito in uno dei suoi incontri a Roma nei giorni immediatamente precedenti la sua morte, sia il motivo principale della "necessità" di eliminarlo con una rapidità definita "anomala" dalla stessa Procura di Caltanissetta e che la sparizione di questo dossier dalla borsa di Paolo sia stata contestuale alla sottrazione dell'agenda rossa.Per parte mia io credo che questo possa essere stato soltanto uno dei motivi, all'interno del più ampio filone "mafia-appalti" che lo stesso Paolo aveva fatto intuire fosse il motivo principale dell'eliminazione di Giovanni Falcone insieme alla sua ormai certa nomina a Procuratore Nazionale Antimafia.Il motivo principale credo invece sia stato quell'accordo di non belligeranza tra lo Stato e il potere mafioso che deve essergli stato prospettato nello studio di un ministro negli incontri di Paolo a Roma nei giorni immediatamente precedenti la strage, accordo al quale Paolo deve di sicuro essersi sdegnosamente opposto.Su questi incontri, che Paolo deve sicuramente aver annotato nella sua agenda scomparsa, pesa un silenzio inquietante e l'epidemia di amnesie che ha colpito dopo la morte di Paolo tutti i presunti partecipanti lo ha fatto diventare l'ultimo, inquietante, segreto di Stato, come inquietanti sono i segreti di Stato e gli "omissis" che riempiono le inchieste su tutte le altre stragi di Stato in Italia.Ma il vero segreto di Stato, anche se segreto credo non sia più per nessuno, è lo scellerato accordo di mutuo soccorso stabilito negli anni tra lo Stato e la mafia.A partire da quando i voti assicurati dalla mafia in Sicilia consentivano alla Democrazia Cristiana di governare nel resto dell'Italia anche se questo aveva come conseguenza l'abbandono della Sicilia, così come di tutto il Sud al potere mafioso, la rinuncia al controllo del territorio, l'accettazione della coesistenza, insieme alle tasse dello Stato, delle tasse imposte dalla mafia, il pizzo e il taglieggiamento.E, conseguenza ancora più grave, la rinunzia, da parte dei giovani del sud, alla speranza di un lavoro se non ottenuto, da pochi, a prezzo di favori e clientelismo e negato, a molti, per il mancato sviluppo dell' industrializzazione rispetto al resto del paese.A seguire con il "papello" contrattato da Riina con lo Stato con la minaccia di portare la guerra anche nel resto del paese (vedi via dei Georgofili e via Palestro), contrattazione che è stata a mio avviso la causa principale della necessità di eliminare Paolo Borsellino, e di eliminarlo in fretta.A seguire, infine, con l'individuazione di nuovi referenti politici dopo che le vicende di tangentopoli aveva fatto piazza pulita di buona parte della precedente classe politica e dei referenti "storici".Accordi questi che costituiscono la causa del degrado civile di oggi dove si consente che indagati per associazione mafiosa governino la Sicilia e dove, a livello nazionale, cresce, almeno nei sondaggi, il consenso popolare verso chi ha probabilmente adoperato capitali di provenienza mafiosa per creare il proprio impero industriale con annesso partito politico.Come possono allora chiamarsi "deviati" e non consoni all'essenza stesso di questo Stato quei "Servizi" che, per "silenzio-assenso" del capo del Governo o su sua esplicita richiesta, hanno spiato magistrati ritenuti e definiti "nemici" nei relativi dossier e addirittura convinto altri magistati a spiare quei loro colleghi che, sempre negli stessi dossier, venivano definiti come "nemici", "comunisti" e "braccio armato" della magistratura, con un linguaggio che non è difficile ritrovare negli articoli di certi giornali e nelle dichiarazioni di certi poltici.Giaocchino Basile mi dice che sarebbe mio diritto "pretendere" dallo Stato di conoscere la verità sull'assassinio di Paolo, ma da "questo" Stato, dal quale ho respinto "l'indennizzo" che pretendeva di offrirmi quale fratello di Paolo, indennizzo che andrebbe semmai offerto a tutti i giovani siciliani e italiani per quello che gli è stato tolto, sono sicuro che non otterrò altro che silenzi.Gli stessi silenzi, lo stesso "muro di gomma", che hanno dovuto subire i figli del Generale Dalla Chiesa, i parenti dei morti in quella interminabile serie di stragi, la strage di Portella della Ginestra, la strage di Piazza Fontana, la strage di Piazza della Loggia, la strage del Treno Italicus, la strage di Ustica, la strage di Natale del rapido 904, la strage di Pizzolungo, le stragi di Via dei Georgofili e di Via Palestro, delle quali oggi si conoscono raramente gli esecutori, mai i mandanti e spesso neanche il movente, susseguitesi mentre nel nostro Sud, grazie alla latitanza delle altre istituzioni dello Stato, uno dopo l'altro venivano uccisi tutti i Magistrati e i rappresentanti delle forze dell'ordine che della lotta alla mafia avevano fatto la propria ragione di vita, in una tragica sequenza che non ha eguali in nessuno degli altri paesi del mondo cosiddetto civile.Io mi chiedo invece, con amarezza , di quante altre stragi, di quanti altri morti avremo ancora bisogno perché da parte dello Stato ci sia finalmente quella reazione decisa e soprattutto duratura, come finora non è mai stata, che porti alla sconfitta delle criminalità mafiosa e soprattutto dei poteri, sempre meno occulti, ad essa legati, perché venga finalmente rotto quel patto scellerato di non belligeranza che, come disse il giudice Di Lello il 20 Luglio del 1992, pezzi dello Stato hanno da decenni stretto con la mafia e che ha permesso e continua a permettere non solo la passata decennale latitanza di boss famosi come Riina e Provenzano ma la latitanza e l'impunità di decine di "capi mandamento" che sono i veri padroni sia di Palermo che delle altre città della Sicilia.Da parte mia sono certo che non riuscirò a conoscere la verità in quel poco che mi resta da vivere dato che, a 65 anni, sono solo un sopravvissuto in una famiglia in cui mio padre, il fratello di mio padre, mio fratello, sono tutti morti a 52 anni, i primi per cause naturali, l'ultimo perché era diventato un corpo estraneo allo Stato le cui Istituzioni egli invece profondamente rispettava (sempre le Istituzioni, non sempre invece quelli che le rappresentavano).Spero soltanto che, in questo anniversario, mi siano risparmiate la vista e le parole dei tanti ipocriti che oggi piangono su Paolo e Giovanni quando, se fossero ancora in vita, li osteggerebbero accusandoli, nella migiore della ipotesi , di essere dei "professionisti dell'antimafia" o li farebbero addirittura spiare da squallidi personaggi come Pio Pompa come "nemici" o come "braccio armato della magistratura" .Chiedo solo, in questa occasione, di avere delle risposte ad almeno alcune delle tante domande, dei tanti dubbi che non mi lasciano pace.Chiedo al Proc. Pietro Giammanco, allontanato da Palermo dopo l'assassinio di Paolo, ma promosso ad un incarico più alto piuttosto che rimosso come avrebbe meritato, perché non abbia disposto la bonifica e la zona di rimozione per Via D'Amelio.Eppure nella stessa via, al n.68 era stato da poco scoperto un covo dei Madonia e, a parte il pericolo oggettivo per l'incolumità di Paolo Borsellino, le segnalazioni di pericolo reale che pervenivano i quei giorni erano tali da da far confidare da Paolo a Pippo Tricoli lo stesso 19 Luglio: "è arrivato in città il carico di tritolo per me".A meno che, come affermato dal Sen. Mancino in un suo intervento del 20 Luglio alla camera, anche lui credesse che "Borsellino non era un frequentatore abituale della casa della madre" : infatti vi si recava appena almeno tre volte alla settimana!La stessa domanda inoltro all'allora prefetto di Palermo Mario Jovine anche se la risposta ritiene di averla già data con l'affermazione fatta in quei giorni: "Nessuno segnalò la pericolosità di Via D'Amelio" .Affermazione palesemente risibile : in quei giorni si erano susseguite le segnalazioni di possibili attentati a Paolo Borsellino e bastava interrogare gli stessi agenti della scorta, cinque dei quali morti insieme a lui, per sapere quali erano i punti più a rischio.Chiedo alla Procura di Caltanissetta, e in particolare al gip Giovanbattista Tona, il motivo dell'archiviazione delle indagini relative alla pista del Castello Utveggio: eppure proprio da questo luogo partirono, subito dopo l'attentato, delle telefonate dal cellulare clonato di Borsellino a quello del dott.Contrada, oggi finalmente condannato in via definitiva dalla Corte di Cassazione per collusione e favoreggiamento.Chiedo alla stessa Procura di Caltanissetta, e sempre allo stesso gip Giovanbattista Tona, i motivi dell'archiviazione dell'inchiesta relativa ai mandanti occulti delle stragi.Per un'altra archivazione, quella relativa alle vicissitudini del fascicolo Fincantieri ho già inoltrato richiesta di chiarimenti in via ufficiale.Chiedo alla Procura di Caltanissetta di non archiviare, se non lo ha già fatto, le indagini relative alla sparizione dell'agenda rossa di Paolo e di chiarire il coinvolgimento dei tutte le persone, dei servizi e non, in essa coinvolte.Chiedo soprattutto al sen. Nicola Mancino, del quale ricordo, negli anni immediatamente successivi al 1992, una sua lacrima spremuta a forza durante una commemorazione di Paolo a Palermo, lacrima che mi fece indignare al punto da alzarmi ed abbandonare la sala, di sforzare la memoria per raccontarci di che cosa si parlò nell'incontro con Paolo nei giorni immediatamente precedenti alla sua morte.O spiegarci perché, dopo avere telefonato a Paolo per incontrarlo mentre stava interrogando Gaspare Mutolo, a sole 48 ore dalla strage, gli fece invece incontrare il capo della Poliza dott. Parisi e il dott. Contrada, incontro dal quale Paolo uscì sconvolto tanto, come raccontò lo stesso Mutolo, da tenere in mano due sigarette accese contemporaneamente. Altrimenti, grazie alla sparizione dell'agenda rossa di Paolo, non saremo mai in grado di saperlo.E in quel colloquio si trova sicuramente la chiave dalla sua morte e della strage di Via D'Amelio."Salvatore BorsellinoPostato da Antonio Di Pietro in Giustizia sul sito www.antoniodipietro.com
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Pubblico la lettera che ho inviato, questa mattina, al presidente del Consiglio Romano Prodi e ai ministri Chiti e Mastella.
"Il testo del provvedimento di riforma dell’ordinamento giudiziario approvato dalla Commissione giustizia del Senato presenta vistosi elementi di forte perplessità che, alterando sensibilmente l’assetto delle questioni come deliberate dal Consiglio dei Ministri, ne minano pericolosamente la stessa legittimità.Delle molteplici modifiche apportate in Commissione rispetto al testo approvato dal Consiglio dei Ministri, infatti, voglio segnalarne alcune in particolare che introducono palesi violazioni ai canoni costituzionali di indipendenza della magistratura.La rilevanza delle questioni impone che, a fronte della valutazione positiva in merito alla compatibilità del provvedimento in oggetto con la Costituzione già in sede di votazione parlamentare sulle questioni pregiudiziali, in occasione dell’esame del provvedimento medesimo presso l’Aula del Senato, dal Governo giunga la puntuale rassicurazione, della presentazione di emendamenti governativi correttivi delle distorsioni segnalate, in grado di fornire le dovute chiarificazioni sull’effettivo orientamento del governo e della maggioranza sui problemi più spinosi che si prospettano nel senso coerente con l’orientamento già assunto dal Consiglio dei Ministri nella sua collegialità. Nel merito, le questioni in esame sono tre.La prima attiene alla introduzione di nuovi e inopinati vincoli al passaggio di funzioni (da requirenti a giudicanti e viceversa) per i magistrati ben oltre quanto definito in Consiglio dei Ministri, così in realtà dissimulando l’intenzione di introdurre il perno della inaccettabile separazione delle carriere.A conferma dell’irrigidimento in questo modo inserito si segnala la nuova previsione che vincola anche il numero di volte nelle quali nell’arco dell’intera carriera è consentito il passaggio di funzioni, espressione anche questa volta solo di una volontà di accentuazione della divisione che prelude alla separazione.È altrettanto non accettabile che l’organizzazione degli uffici di procura sia sottratto alla valutazione preventiva ed oggettiva che è assicurata dall’apposito programma, che consente anche agli organi di autogoverno la possibilità di consapevole ed approfondito esame di eventuali problematicità emergenti.Del pari del tutto inaccettabile è la previsione che consente agli avvocati componenti del Consiglio giudiziario di esprimersi anche sulle questioni afferenti alla progressione in carriera dei magistrati. Sono fin troppo evidenti, in questo caso, i rischi di conflitti di interessi che la questione può comportare, senza una necessità funzionale di sorta. Senza contare il conseguente rischio di paralisi successiva dell’attività giudiziaria, di fronte alla evidente necessità di astensione di un magistrato già valutato (positivamente o negativamente) da un avvocato poi costituito nei successivi giudizi a lui rimessi, ovvero semplicemente a fronte della futura valutazione che proprio da quell’avvocato sarà condotta.Per questi motivi, non dubitando certo della opportunità della composizione dei consigli giudiziari arricchiti con tali partecipazioni, è necessario che il ruolo dei rappresentanti del mondo forense sia limitato alle altre questioni di competenza dei consigli giudiziari, relative alla funzionalità degli uffici giudiziari del territorio, senza intromissioni nel campo della valutazione circa la progressione in carriera del magistrato.Le ragioni esposte impongono, come detto, un immediato e forte impegno del governo che sia in grado di offrire rassicurazioni nell’unico senso descritto, a garanzia della inviolabilità di valori civili fondamentali e insopprimibili precetti di matrice costituzionale.Sono convinto che, su questa base, condividete le mie preoccupazioni e troveremo l’adeguata soluzione che la delicata questione impone."
Antonio Di Pietro
11 PUNTI PER CAMBIARE L'ITALIA
su queste basi IDV ha deciso di appoggiare il PD
1. LAVORO
" Miglioramento della legge 30, garantendo reddito e riqualificazione nei periodi di non occupazione e prevedendo agevolazioni fiscali per i lavoratori precari
" Per i giovani, salario minimo di ingresso di 1000/ 1100 euro
" Controlli effettivi sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e rigore nell'applicazione delle sanzioni
2. SICUREZZA
" Rimpatrio immediato ed effettivo degli immigrati clandestini e obbligo per quelli condannati di scontare le pene nei paesi di origine
" Più polizia nelle strade e più videosorveglianza nel territorio
" Inasprimento delle pene per i reati contro i minori e contro le donne
3. LEGALITÀ
" Reintroduzione del reato di falso in bilancio
" Eliminazione del conflitto di interessi di ogni tipo e ad ogni livello
" Pene certe e processi civili più rapidi (possibilità di applicazione della pena dopo il secondo grado di giudizio e sospensione della prescrizione dopo il rinvio a giudizio)
4. ECONOMIA
" Meno burocrazia per le imprese e detassazione degli investimenti in ricerca
" Liberalizzazione dei servizi pubblici
" Diminuzione del carico fiscale sulle imprese
5. INFORMAZIONE
" Fine del duopolio rai-mediaset in attuazione delle direttive europee della corte costituzionale e della corte di giustizia europea
" Revisione dei criteri di assegnazione ed effettivo controllo sull'utilizzo dei finanziamenti pubblici all'editoria
" Fuori la politica dalla rai
6. SALUTE
" Nomine e incarichi nelle asl e negli ospedali secondo criteri di competenza e professionalità valutati da organi indipendenti
" Realizzazione di strutture mediche di eccellenza su tutto il territorio nazionale
" Maggiori finanziamenti alla ricerca medica
7. POLITICA
" Incandidabilità al parlamento per i condannati con sentenza passata in giudicato
" Restituzione agli elettori della scelta dei candidati
" Riduzione del numero dei componenti delle assemblee elettive (parlamentari e consiglieri comunali, provinciali e regionali)
8. FAMIGLIA E DIRITTI DELLE PERSONE
" Riconoscimento di un sistema di diritti e doveri per le coppie di fatto
" Agevolazioni sulla prima casa per le giovani coppie
" Diffusione capillare di asili e asili nido con orari di apertura identici a quelli di lavoro e creazione di un sistema di tutele per le lavoratrici madri
9. SCUOLA / UNIVERSITA'
" Integrazione università ed impresa su progetti di ricerca e innovazione
" Diffusione della tecnologia di wi max e loro insegnamento a partire dalle scuole elementari
" Insegnamento della lingua inglese a partire dagli asili
10. LOTTA A SPRECHI E INEFFICIENZA PUBBLICA
" Obbligo di gestione unificata dei servizi generali nei comuni con meno di 5000 abitanti
" Riduzione di almeno il 50% del numero di società a partecipazione pubblica sia dello stato che degli enti locali
" Abolizione delle province nelle aree metropolitane e abolizione delle comunità montane
11. AMBIENTE E QUALITA' DELLA VITA
" Sviluppo energie rinnovabili (finanziamenti auto elettriche, pannelli solari, centrali elettriche e autonome)
" Incentivazione del trasporto pubblico;
" Realizzazione nelle realtà inadempienti di un ciclo di rifiuti basato su raccolta differenziata, riutilizzo del riciclabile e smaltimento ecocompatibile
IL 13 e 14 APRILE, NON VOTARE PER PARTITO PRESO
IL 13 E 14 APRILE VOTA I PROGRAMMI E CHI PUO' SERIAMENTE REALIZZARLI
IL 13 E 14 APRILE VOTA IL PARTITO DELLA LEGALITA'
IL 13 E 14 APRILE
SCEGLI
ITALIA DEI VALORI - LISTA ANTONIO DI PIETRO
Edizione a cura della Sezione IDV di Villa S. Maria
Chi volesse avere una o più copie del programma di IDV, può rivolgersi a:
Fabrizio DI CICCO (347. 7008074)
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RELAZIONE Di Pietro sull’ultimo Consiglio dei Ministri
"Dopo le tensioni dei giorni scorsi, oggi il Consiglio dei Ministri ha preso decisioni importanti, nell’ottica di restituire credibilità alla politica.Ci vuole tempo per risolvere i problemi: i disegni di legge approvati oggi devono passare al vaglio del Parlamento, sperando che non vengano stravolti ma migliorati.Mi riferisco, in particolare, al disegno di legge per la riduzione dei costi della politica. In questi mesi se n'è parlato tanto: la politica ha costi esorbitanti e comunque vergognosi rispetto ai tanti cittadini che non hanno i soldi per comprare il pane.Abbiamo approvato un provvedimento per razionalizzare le risorse, con una serie di interventi sul numero dei rappresentanti, sugli emolumenti, sui benefit.E' un buon disegno di legge, che noi di Italia dei Valori abbiamo fortemente voluto e che, se verrà approvato dal Parlamento, coinvolgerà anche il mio stesso Ministero, rendendolo più snello. Molti uffici e molti ruoli saranno ridimensionati o eliminati, ed è giusto che sia così.Un altro intervento riguarda il credito al consumo. Il mercato ora è libero e succede di tutto e di più. Abbiamo deciso che, per determinate cifre, devono esserci delle regole di trasparenza, gestione e controllo, specialmente per quanto riguarda il ruolo degli intermediari.Troppi "furbetti" si approfittano dei cittadini e promettono prestiti che, poi, diventano usura.Infine, e diranno che è colpa mia ma ne sono orgoglioso, abbiamo rinviato a settimana prossima la ratifica della convenzione penale europea sulla corruzione. Ora vi spiego perché.A livello europeo sono state stabilite norme sulla corruzione molto importanti, come la corruzione privata con pene, anche accessorie, molto serie: la destituzione dagli incarichi pubblici, l'impossibilità di avere contratti con la pubblica amministrazione, il licenziamento dei dipendenti infedeli, la chiusura di attività.Ho fatto rinviare questo provvedimento perchè mancano dei presupposti, che mi auguro siano approvati settimana prossima.Mi spiego: quando c'è una rapina lo strumento del rapinatore è la pistola. La pistola sta alla rapina come il falso in bilancio sta alla corruzione. Per corrompere, l'imprenditore che paga il politico o il funzionario pubblico deve recuperare i fondi dall'attività dell'impresa. Nel bilancio, ovviamente, non può riportare "pagata corruzione" dunque lo deve falsificare.Col falso in bilancio, accantona fondi neri coi quali opera la corruzione.Negli anni passati questo reato era previsto ma, sotto il governo Berlusconi, sono state cambiate le regole e, ad eccezione di pochi casi dimostrabili con procedure lunghissime, è stato eliminato di fatto il falso in bilancio. Come se venisse punito solo il reato di rapina, ma nulla fosse fatto se si venisse sorpresi armati davanti a una banca. Il falso in bilancio presuppone che tu voglia corrompere o, comunque, non pagare il fisco: questa legge va approvata a condizione che anche la falsificazione dei conti venga punita.Hanno chiesto una settimana per pensarci: speriamo che questi giorni, e queste notti, di riflessione possano aiutare."
Postato da Antonio Di Pietro in Informazione ( www.antoniodipietro.com)