CONTRADA MONTEBELLO E IL CASTELLO DEI CARACCIOLO. - Villa Santa Maria, Patria di San Francesco Caracciolo

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CONTRADA MONTEBELLO E IL CASTELLO DEI CARACCIOLO.

CONTRADA MONTEBELLO E IL CASTELLO DEI CARACCIOLO.

Qualcuno lo chiama “Castello di S. Francesco”, altri lo chiamano  “Casino di Montebello”, ma forse la denominazione più appropriata sarebbe “Casino Caracciolo” del fondo di Montebello, almeno secondo quanto riportato da Lucio CUOMO nella pubblicazione del 2009 “Il Feudo di Montebello” in territorio di Villa S. Maria.  Trattasi, comunque, di fabbricato realizzato nella prima metà del XIX secolo dai Caracciolo e adibito alla conduzione del fondo agricolo di Montebello. Dunque non un castello realizzato a scopo difensivo o di rappresentanza, ma edificio funzionale al feudo e prevalentemente all’uso agricolo. Oggi di quella costruzione non rimangono che ruderi invasi da sterpaglie e piante rampicanti proprio nelle adiacenze del Villaggio Turistico “Olimpo” e nella disponibilità del Sig. Sergio Pantalone, proprietario dell’Agriturismo stesso. Consta di un blocco originario di due piani  e tre blocchi annessi ad un solo livello. Sarebbe bello veder rivivere quei ruderi almeno nelle  strutture portanti principali per inserire il tutto in un circuito turistico “VillaPatria dei Cuochi- S. Francesco Caracciolo Patrono- I luoghi del Santo-i Musei del Cuoco e del Santo-Palazzo Caracciolo- Montelapiano (altro luogo di S. Francesco)-Istituto Alberghiero-Olimpo – Casino Caracciolo…..” e tanto altro.  Ma iniziative tanto importanti quanto costose dovrebbero essere incentivate da chi crede (o dovrebbe credere) nelle potenzialità di questo territorio.
La verdeggiante Contrada Montebello  ad alcuni km da Villa verso Pennadomo è, con l’altra più a valle denominata “Pagliai” (Paglier’) tra le più rappresentative del territorio di Villa S. Maria e nel passato anche le più popolose. Abbiamo parlato recentemente della scuola istituita a Pagliai nel 1937; ebbene la stessa scuola agli inizi del 1950 fu trasferita a “Montebello”  evidentemente perché lì in quegli anni la popolazione in età scolare era numericamente superiore. Comunque sarebbe molto interessante visitare quei ruderi che lasciano solo intravedere un passato molto più opulento ed operoso, ma nel frattempo vi mostro alcune foto che potrebbero dare una idea abbastanza precisa della conformazione del ”Castello” o del “Casino” che dir si voglia.

Vito PAOLINI

 
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