Villa Santa Maria Patria dei Cuochi e di San Francesco Caracciolo


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ITALIA DEI VALORI

POLITICA





ITALIA DEI VALORI
- CIRCOLO DI VILLA SANTA MARIA -
(a cura di Fabrizio Di Cicco)






SEZIONE ITALIA DEI VALORI - DI PIETRO
CIRCOLO COMPRENSORIALE DI VILLA S. MARIA
V.le della Vittoria, n°9
66047 Villa S. Maria (CH)
Tel e Fax 0872/940048
Pers 347/7008074

* * * *

Roma. Di Pietro: risultato Marino è segnale di speranza
“L’Italia dei Valori rispetta il risultato delle primarie del centrosinistra e sosterrà, con convinzione, Ignazio Marino per la corsa al Campidoglio. La sua candidatura è un segnale di speranza per la Capitale. L’IdV vuole contribuire alla realizzazione di una coalizione unitaria e riformista e, per questo, appoggerà il candidato del Pd, affinché si apra una vera fase di cambiamento. E’ necessario invertire la rotta e liberare Roma dalla gestione fallimentare della giunta Alemanno”. E’ quanto afferma l’onorevole Antonio Di Pietro.

* * * *
Esecutivo nazionale: l'IdV non si scioglie. Congresso a giugno
Carissime/i,
il 6 aprile u.s., si è svolto a Roma, l’Esecutivo nazionale dell’Italia dei Valori. A questo link troverete il verbale completo.
I componenti effettivi dell’Esecutivo hanno ribadito che l’IdV c’è e proseguirà il suo percorso, all’insegna del rinnovamento
e di un reale ricambio generazionale della dirigenza del partito. Io stesso, come potete leggere nel sopraindicato verbale, ho già annunciato (e qui ribadisco) che mi presenterò dimissionario al prossimo Congresso proprio per favorire al massimo tale ricambio.
E’ stato altresì confermato e ribadito quanto già deciso dall’Esecutivo nazionale nella precedente riunione del 10 marzo u.s. e cioè che il Congresso straordinario dell’IdV si svolgerà nei giorni 28-29-30 giugno 2013.
Potranno partecipare e avranno diritto di voto all’appuntamento congressuale di giugno tutti coloro che si sono iscritti o si iscriveranno al partito entro il prossimo 25 maggio 2013. Chi volesse aderire all’IdV può farlo, sin da ora, compilando il modulo online che si trova collegandosi a questo link.
In vista di questo importante appuntamento, i componenti dell’Esecutivo mi hanno chiesto di presentare all’Ufficio di Presidenza, e a loro stessi, le regole necessarie affinché il Congresso si possa svolgere in modo trasparente e democratico. A tal proposito, chi volesse dare suggerimenti utili può inviarci una mail all’indirizzo congressonazionale@italiadeivalori.it

L’Esecutivo IdV ha anche confermato all’unanimità l’appartenenza dell’Italia dei Valori all’ALDE (Alleanza liberaldemocratica europea) e la linea politica già deliberata a Vasto, auspicando che anche gli altri partiti del centrosinistra, e in particolare il Pd, si rendano conto che solo uniti si può vincere e portare avanti un comune programma di governo.

L’Italia dei Valori, come ha sempre fatto in questi anni, vuole proseguire le sue battaglie dalla parte dei cittadini e vuol farlo con maggiore entusiasmo ed energia. Per affrontare le sfide che ci attendono, siamo consapevoli che serva un radicale rinnovamento del partito: la strada è già tracciata e la percorreremo fino in fondo.

A presto

Antonio Di Pietro

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RISULTATI ELEZIONI POLITICHE CAMERA 2013 DI VILLA SANTA MARIA (CHIETI)

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Care amiche e cari amici,
il voto delle ultime elezioni politiche ha dato un segnale ben chiaro
circa la reale forza elettorale di Rivoluzione civile.
Di questo dobbiamo prenderne doverosamente atto. C’è stato il fallimento
di una lista che non è riuscita a rappresentare, come avremmo voluto, le
istanze> dell’elettorato dell’Italia dei Valori e non ha saputo interpretare le
domande> che arrivavano dal territorio. Non siamo riusciti a trasmettere quei valori
che, in questi anni, con forza, l’IdV ha portato avanti, fuori e dentro il
Parlamento, con una ferma opposizione prima alle politiche di Berlusconi e
poi a quelle di Monti.
Nel nostro percorso abbiamo tentato di promuovere, all’interno della
coalizione di centrosinistra, un programma chiaro di legalità che
rappresentasse davvero gli interessi dei lavoratori, delle fasce sociali
più deboli, dei precari e di quelle famiglie che non arrivano a fine mese.
Un programma alternativo alle politiche sia del centrodestra berlusconiano
sia a quelle volute, in questi ultimi dodici mesi, da Monti.
Abbiamo provato a fare tutto questo nel perimetro dello schieramento
riformista ma il Partito democratico, nonostante avessi scritto, in tempi
non sospetti, ben due lettere al segretario Bersani (lettera del 15 ottobre –
lettera del 3 dicembre), non ha voluto saperne di stringere un’alleanza
con noie di avviare un percorso comune che, partendo dalla foto di Vasto, avrebbe
assicurato al nostro Paese una governabilità certa. Così come dimostra l’
ottanta per cento delle esperienze nelle amministrazioni locali.
Il Pd, invece, ha preferito isolare l’IdV proprio per aver fatto
opposizione alle politiche di Monti, ovvero a quelle politiche da cui il Pd stesso
oggi prende le distanze.
Tra l’altro, il giorno dopo, è stato lo stesso Monti a voltare faccia al
Pd, presentando un’altra alleanza. Inoltre, l’altra grave colpa che ci hanno
imputato i dirigenti del Pd è stata quella di aver criticato il Capo dello
Stato per la questione delle intercettazioni. Noi abbiamo sempre e solo
chiesto che sulla Trattativa Stato-mafia venisse fatta piena luce per onorare la
storia e la memoria di chi ha pagato tutto questo con la propria vita.
Questa è la prova provata che abbiamo voluto costruire e non sfasciare una
coalizione realmente alternativa al berlusconismo e al montismo.
Il risultato che arriva dalle urne è inequivocabile: il nostro Paese è
finito nella palude dell’ingovernabilità.
Per questo, con senso di responsabilità, anche se dall’esterno del
Parlamento, siamo pronti a rimboccarci le maniche e a collaborare per fare in modo che
si eviti lo sfascio sociale ed economico in un momento di crisi profonda per famiglie e imprese.
Continueremo a batterci e a dialogare con la società civile con l’intenzione
di rinnovare, rifondare e rilanciare l’azione politica dell’Italia dei Valori.
Il primo passo è già stato fatto: ho doverosamente rassegnato le mie
dimissioni da presidente IdV, in segno di rispetto verso il partito, i
suoi militanti e gli elettori. Non voglio sottrarmi, però, alle mie responsabilità.
Per questo, ho risposto positivamente alla richiesta dell’Ufficio di
Presidenza di congelare le dimissioni in modo da accompagnare il partito
fino al Congresso.

C’è un percorso da costruire insieme e – per quanto mi riguarda – voglio
mettermi al servizio dell’IdV, per ora come semplice iscritto, e dei
cittadinicome ho sempre fatto.
Anche per questo, l’Ufficio di Presidenza del partito, che ha assunto
collegialmente ogni decisione, ha deliberato di avviare, attraverso una
capillare fase di tesseramento, un profondo rinnovamento del partito, per
arrivare, entro questo autunno, ad un Congresso nazionale in grado di
rinnovare cariche ed incarichi a tutti i livelli. Ha anche stabilito che vi sia un
confronto diretto con la base del partito, attraverso vari incontri
territoriali, da tenersi in tutta Italia. A questi incontri, parteciperà
l’intero Ufficio di Presidenza. Infine, è stata prevista la convocazione, a
breve, dell’esecutivo nazionale.
Il percorso della nuova Italia dei Valori è già iniziato e vogliamo
arrivare ad un Congresso, entro questo autunno, che faccia comprendere il messaggio
di rinnovamento e le istanze di cambiamento che il Paese, i nostri militanti
e gli elettori ci chiedono.
Sono certo che ci riusciremo se anche voi vorrete darci forza e fiducia
per rilanciare la nostra realtà politica.

Grazie per la comprensione

Antonio Di Pietro

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DOMENICA E LUNEDI
VOTA
RIVOLUZIONE CIVILE!!!
PERSONE CON LA SCHIENA DRITTA IN PARLAMENTO!!!
(Sez. Idv di Villa S. Maria)
Care amiche e cari amici,
le prossime elezioni saranno di grandissima importanza per il nostro Paese. Non ci nascondiamo che sono a rischio la tenuta della nostra democrazia, che è già stata largamente svuotata, e lo stesso futuro del Paese, minacciato da una crisi che le politiche dei governi Berlusconi e Monti hanno solo reso infinitamente più grave e più dura per i lavoratori e per il ceto medio basso della popolazione.
Nessuna delle grandi coalizioni in campo permette di sperare in un’inversione di marcia né per quanto riguarda i diritti dei lavoratori, che sono stati stracciati e riportati indietro di un secolo, né sul fronte vitale della lotta alla corruzione, che Berlusconi prima e Monti poi hanno reso più difficile che mai.
Sono già in corso le grandi manovre per realizzare, subito dopo le elezioni, qualche torbido inciucio che permetterà, ancora una volta, alla Casta e alle banche di fare ciò che vogliono, aggirando così la volontà dei cittadini e degli elettori.
E’ fondamentale che sia presente in Parlamento una forza politica pronta a denunciare i sotterfugi, capace di rappresentare una vera e ferma opposizione, e determinata a ostacolare manovre abiette come quella che, solo pochi anni fa, voleva privatizzare l’acqua e riempire il Paese di centrali nucleari.
E’ altrettanto importante che ci siano, in Parlamento, persone capaci di mettere in campo un compiuto progetto alternativo di governo, senza limitarsi al ruolo comodo ma improduttivo di chi protesta senza proporre rimedi.
Nel corso della scorsa legislatura questo ruolo è stato assunto da noi dell’Italia dei Valori. Siamo stati per anni la sola vera opposizione. Abbiamo più volte impedito che si realizzassero inciuci di ogni tipo e accordi sottobanco. E’ stata la nostra iniziativa referendaria a bloccare le centrali nucleari, le leggi ad personam, la privatizzazione dell’acqua. Siamo stati i soli a cercare davvero di modificare la legge elettorale, porcata che tutti gli altri criticavano a parole e si tenevano stretta nei fatti.
Come sapete, noi abbiamo scelto di presentarci alle elezioni non con il nostro simbolo, ma sotto quello di Rivoluzione Civile-Lista Ingroia, insieme a tutti quei soggetti politici e, soprattutto, a quelle forze della società civile che, come noi, si erano opposte sia al governo Berlusconi che a quello Monti in nome dei diritti, della libertà, della giustizia e della legalità.
Valori, questi, che si riassumono in una sola bandiera: la Costituzione repubblicana. Quella è la bandiera di Rivoluzione Civile-Lista Ingroia.
La presenza in Parlamento di Rivoluzione Civile-Lista Ingroia è fondamentale perché solo noi ci opponiamo tanto alla sopravvivenza del regime partitocratico quanto alle pulsioni antieuropeiste e populiste che stanno, purtroppo, crescendo in un Paese deluso e smarrito.
Siamo una presenza scomoda. Per questo, in campagna elettorale, siamo stati oscurati, silenziati e, spesso, hanno cercato di ridurre a caricatura il nostro progetto politico.
La nostra sola forza siete voi. Non dovete solo votare per Rivoluzione Civile-Lista Ingroia, ma convincere a votarci, spiegare chi siamo in realtà, sbugiardare il coro mediatico di regime.
Lo abbiamo e lo avete fatto già una volta, quando contro tutti i pronostici avete battuto col referendum gli stessi che oggi vorrebbero farci sparire. Possiamo ancora. Nei pochi giorni che restano da qui alle elezioni potete farlo di nuovo, perché loro sono il potere, ma noi siamo il popolo e la democrazia.

Antonio Di Pietro

Il 24 e 25 febbraio sulla scheda elettorale barra il simbolo di Rivoluzione Civile - Lista Ingroia

* * * * *
Grazie Mauro per la consueta collaborazione nel dare visibilità.
Alla luce delle tante richieste in tal senso, il che è gratificante sia
chiaro, approfitto per comunicare a chiunque fosse interessato che presso la
mia abitazione (v.le della Vittoria, 9 di Villa S. Maria) è attivo, come avrete
visto, un comitato elettorale c.d. spontaneo della lista Rivoluzione Civile -
Ingroia per la consegna di materiale elettorale e per qualsiasi altra informazione.
Grazie,
Fabrizio Di Cicco

***
I
DV A PD: NESSUN GARANTISMO A CORRENTE ALTERNATA
Di Ufficio Stampa il 13 Feb, 2013 in evidenza, informazione, politica | 0
Commenti

“In nessun caso noi siamo entrati nel merito e nello specifico delle vicende
giudiziarie, rispettando comunque il lavoro della magistratura, mentre al
contrario abbiamo sempre chiesto a tutti, senza eccezione alcuna, che si
rispettassero e si applicassero i doveri etici che applichiamo per primi a
noi stessi”. E’ quanto ha dichiarato il segretario regionale dell’IDV Alfonso
Mascitelli, indicando la posizione del suo partito in risposta ai commenti
di queste ore sul caso D’Alfonso. “Questo vuol dire che chi ha cariche nelle
istituzioni, in presenza di procedimenti giudiziari per reati legati alle
sue funzioni, si dimette e aspetta l’accertamento della giustizia difendendosi
nei tribunali e non fuori da essi, rispettando la funzione della magistratura e
non strumentalizzandola a seconda dei casi e delle convenienze del momento.
Questo è quanto avviene in qualsiasi Paese civile e solo da noi i soliti
mestieranti della politica hanno l’incoscienza e l’arroganza di parlare di moralismo
giustizialista.
Quello che ci allontana dal PD è il suo garantismo a corrente alternata, perché gli
abruzzesi ricorderanno che, dopo le vicende giudiziarie di due assessori
regionali del centrodestra, sia il segretario regionale del PD che il suo
capogruppo in Regione richiesero le dimissioni di Chiodi. Doveva dimettersi
perché aveva la tessera di partito sbagliata o perché regole elementari di
comportamento etico e politico valgono per tutti? Per il resto – ha concluso
ilsenatore Mascitelli – esprimo la mia vicinanza umana a D’Alfonso non solo
per l’assoluzione, ma soprattutto perché il suo ritorno in politica lo costringerà
dinuovo a trascinarsi dietro i tanti falsi cortigiani del suo stesso partito,
chelui sa bene come fossero soddisfatti del vuoto della sua assenza politica”.

* * * *
Amici, in allegato lettera del Segretario regionale Mascitelli, per la presentazione della lista RIVOLUZIONE CIVILE INGROIA.
Saluti
Segreteria IdV Abruzzo
<< clicca qui>>

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Ufficio stampa IDV

FOCUS 25 GENNAIO 2013

MPS: DI PIETRO, GOVERNO CORRESPONSABILE CON APPOGGIO PD-PDL-UDC
(AGI) - Roma, 25 gen. - "Il governo tecnico e' corresponsabile, perche' ha
prestato 4 miliardi di euro al Mps, con l'appoggio del Pd, del Pdl e dell Udc,
prendendoli dalle tasche dei cittadini". Lo sostiene sul suo blog il leader
dell'Idv, Antonio Di Pietro parlando dello scandalo dei derivati Mps."Di chi e'
la colpa se al Monte dei Paschi di Siena hanno potuto fare operazioni sempre
piu' torbide senza che nessuno facesse il proprio dovere e controllasse? -
scrive Di Pietro - Da due giorni i politici, i banchieri, il governo e
Bankitalia non fanno altro che accusare gli altri e assolvere se stessi. Il
solito gioco dello scaricabarile all'italiana. L'ultimo, per ora, e' stato
Monti dopo Berlusconi. Per ogni disastro combinato dal suo governo, il
responsabile e' sempre qualcun altro: sono tutte balle".

MPS: DI PIETRO, GOVERNO CORRESPONSABILE CON APPOGGIO PD-PDL-UDC (2)= (AGI)
Roma, 25 gen. - Per Di Pietro "le banche continuano, come se niente fosse, a
fare le stesse operazioni che hanno provocato la crisi. Per forza: non sono
mica stati loro a pagare dazio, anzi si sono arricchite ancora di piu'. Perche'
dovrebbero smettere?". "Certi politici furbetti, amici delle banche, invece di
contrastare la finanza - prosegue - infilano le mani in pasta fino al gomito,
intrecciano i loro interessi con quelli dei banchieri, e cosa vuoi che
controllino se sono tutti della stessa banda? Il governo Berlusconi e quello
Monti hanno fatto finta di non vedere per non disturbare gli amici banchieri.
Anzi, carta canta. Quando noi dell'Italia dei Valori, nel mese di maggio,
abbiamo detto forte e chiaro a Monti cosa stava succedendo a Siena attraverso
diverse interrogazioni parlamentari e gli abbiamo chiesto come pensava di
intervenire, lui nemmeno ci ha risposto e gli altri hanno taciuto. Oggi cascano
tutti dal pero e Monti giura che il suo governo non ha nessuna colpa". "Ma
quanto a controlli e rigore - secondo Di Pietro - Bankitalia non e' stata
meglio. Per rendere ai finanzieri spregiudicati la vita ancora piu' facile, i
partiti hanno anche eliminato il reato di falso in bilancio con Berlusconi, e
sono stati ben attenti a non ripristinarlo con Monti. E inutile andare a
cercare di capire chi e' piu' colpevole e chi meno. Colpevole e' un intero
sistema: quello che, proprio operando in questo modo, ha provocato il disastro
della crisi e ancora persevera grazie alla copertura del potere politico.
Continuera' cosi' fino a che non saranno i cittadini a imporre di cambiare
strada ai politici e ai banchieri con una Rivoluzione Civile".
Mps: Di Pietro, 2 interrogazioni Idv a Camera ma Monti non ha risposto =
(ASCA) - Torino, 25 gen - L'Idv aveva presentato due interrogazioni sul Monte
dei Paschi senza ottenere risposta. Lo ha detto oggi Antonio Di Pietro a Torino
per la presentazione delle liste di Rivoluzione Civile. 'In questi ultimi mesi
- ha riferito Di Pietro - avevamo avvisato con due interrogazioni alla Camera
il premier Monti sulla situazione chiedendogli delucidazioni; lui non ci ha mai
ascoltato o risposto e, allo stesso tempo, il Partito Democratico ha chiuso gli
occhi rendendosi colpevole di quanto successo'.

ELEZIONI: DI PIETRO, RIVOLUZIONE CIVILE PENALIZZATA, ESPOSTO AD AGCOM
Roma, 25 gen. (Adnkronos) - Oggi il presidente dell'Italia dei Valori e
candidato di Rivoluzione Civile, Antonio Di Pietro, ha presentato un esposto
all'Autorita' per le garanzie nelle comunicazioni per chiedere il rispetto
della par condicio nelle trasmissioni d'informazione radiotelevisive nazionali.
'Considerato che siamo in piena campagna elettorale - scrive Di Pietro - e'
inaccettabile che, sia sulle emittenti del servizio pubblico sia su quelle
private, esista un trattamento privilegiato nei confronti di alcuni competitori
elettorali a danno di altri e, in particolare, della lista 'Rivoluzione
Civile''. Per questo, Di Pietro si rivolge all'Agcom, e per conoscenza anche
alla Commissione parlamentare di vigilanza Rai e alla presidente Rai, Anna
Maria Tarantola, per sapere se 'non vi sia un vulnus democratico che falsa
gravemente una competizione elettorale che si svolge prevalentemente in
televisione'.

ELEZIONI: DOMANI DI PIETRO IN TRENTINO E LOMBARDIA
ROMA (ITALPRESS) - Domani il presidente dell'Italia dei Valori e candidato
con la lista Rivoluzione civile, Antonio Di Pietro, sara' in Trentino e
Lombardia. Alle ore 9.30 terra' una conferenza stampa a Trento presso l'Aula
Magna del Museo Tridentino di Scienze Naturali, via Calepina, 1.
Successivamente, alle ore 11.30, il leader IdV si spostera' a Bolzano per una
conferenza stampa organizzata presso la sala di rappresentanza del Comune,
vicolo Gumer, 1. Nel pomeriggio, invece, Di Pietro sara' in Lombardia. Alle ore
15 terra' una conferenza a Brescia presso il Novotel via Pietro Nenni, 22.
Infine, alle ore 17, Di Pietro sara' a Bergamo per una conferenza che si
svolgera' presso l'Una Hotel, via Borgo Palazzo, 154. Lo rende noto l'ufficio
stampa dell'IdV.

ELEZIONI: DI PIETRO, VOTO UTILE E' RAGGIRO, TRUFFA POLITICA
(ANSA) - ROMA, 25 GEN - 'Vogliamo avere la fiducia dell'elettorato che non si
riconosce nelle politiche di Monti e di Berlusconi, e che teme l'inciucio post
elettorale tra il centrosinistra e Monti'. Lo dice il leader dell'Idv Antonio
Di Pietro in un'intervista a Il Punto, che aggiunge : ' Ci proponiamo di
convincere il centrosinistra a fare un'alleanza con noi e non con il
centrodestra. Questa prospettiva implica una rivisitazione del quadro
programmatico. Invitiamo gli elettori a dare forza a Rivoluzione civile. Noi
siamo il vero voto utile perche' rimetteremo sulla giusta carreggiata il
centrosinistra. Ma dobbiamo superare il quorum anche al Senato'. In merito al
voto utile, Di Pietro spiega: 'Si tratta di un artifizio e di un raggiro che si
avvicina alla truffa politica. Il voto utile e' quello utile per i cittadini.
Chi vota il centrosinistra favorisce l'alleanza con Monti. Noi di Rivoluzione
civile ci poniamo in alternativa all'ultimo governo. Il nostro obiettivo era
l'apertura di un dialogo con il centrosinistra. Ma e' stato rifiutato ed e'
stata proposta la desistenza, che e' una vigliaccheria che non intendiamo
attuare. Se veramente si vuole fare insieme qualcosa di concreto, bisogna
allearsi da subito con un programma condiviso. La desistenza e' una richiesta
contronatura'. 'Come Rivoluzione civile - aggiunge il leader Idv - riteniamo
che ci sia stato un solo caso di desistenza: e' stato quello di Ponzio Pilato
che non ha preso posizione. Una formazione politica, come la nostra, che vuole
fare una vera e propria rivoluzione, non puo' fare desistenza. Noi chiediamo il
voto per obiettivi ben precisi come la tassazione dei grandi patrimoni, il
ritiro delle truppe dalla guerra e l'abolizione delle commesse agli strumenti
militari'.(ANSA).

FISCO: DI PIETRO, DOPO CERTA CIFRA GIUSTA PATRIMONIALE
(ANSA) - TORINO, 25 GEN - 'Dopo una certa cifra e' necessario procedere ad
una tassazione sui patrimoni'. Lo ha detto il leader dell'Idv Antonio Di
Pietro, oggi a Torino. 'Rivoluzione Civile - ha proseguito - ritiene che sia
necessario dare maggiore equita' al sistema delle entrate e delle uscite e c'e'
da fare una lotta vera all'evasione fiscale. Il governo Monti, nonostante 50
voti di fiducia, non ha avuto il coraggio di modificare la legislazione penale
sugli evasori fiscali, quelli veri e concreti'. (ANSA).

MPS: DI PIETRO, GOVERNO HA FATTO FINTA DI NON VEDERE
ANSA) - TORINO, 25 GEN - 'Monti e' corresponsabile del disastro di Mps:
l'avevamo avvertito due volte, un anno fa, documenti alla mano, ma ha fatto
finta di non vedere e non vi ha neppure risposto'. Lo ha detto il presidente
dell'Idv Antonio Di Pietro, oggi a Torino per la campagna elettorale di
Rivoluzione Civile. (ANSA).

MPS: DI PIETRO, GOVERNO HA FATTO FINTA DI NON VEDERE (2)
(ANSA) - TORINO, 25 GEN - 'Avevamo avvertito - ha aggiunto Di Pietro - che se
non fossero stati presi provvedimenti, poi sarebbe stato troppo tardi. E Monti
e' un ipocrita quando sostiene che nei guai del Monte dei Paschi sono coinvolti
solo il Pd e la classe dirigente della banca. Oggi - ha proseguito il leader
dell'Idv - Monti pensa di scaricare le sue responsabilita' sull'altro complice,
il Pd che pure c'e che ha chiudo gli occhi in questi anni. Ma Monti ha
corresponsabilita' politica in quanto e' successo a Mps'. (ANSA).

ELEZIONI: OGGI DI PIETRO PRESENTA IL PROGETTO RIVOLUZIONE CIVILE
(AGENPARL) - Roma, 25 gen - Oggi alle ore 10.30, presso la sede del Comitato
elettorale della lista Rivoluzione Civile - Ingroia, in via Ormea 15/F a
Torino, si svolgerà la conferenza stampa del presidente nazionale IdV Antonio
Di Pietro in merito al progetto di Rivoluzione Civile.

E
SODATI: ZIPPONI, FORNERO SCONCERTANTE,DIRA' ACCENDERE CERO?
(ANSA) - ROMA, 25 GEN - 'Ogni giorno l'ex ministro, Fornero, aggiunge
dettagli sconcertanti sul suo operato'. Lo afferma in una nota il responsabile
lavoro e welfare dell'IdV e candidato di Rivoluzione civile, Maurizio Zipponi,
che aggiunge: 'Non solo non conosceva il numero degli esodati che lei stessa ha
provocato, non solo ha mentito dicendo che l'abrogazione dell'art.18 avrebbe
creato nuovi posti di lavoro, ora confessa che non conosce gli effetti della
sua controriforma e spera che possa servire ad agganciare la ripresa.
Sicuramente domani, a quanti cercano un'occupazione, dira' che le uniche
soluzioni sono: andare ad accendere un cero in chiesa o fuggire all'estero.
Colpisce che il Pd, dopo aver votato tutte le inique, inutili e
controproducenti manovre sul lavoro, oggi afferma che la riforma Fornero non va
bene. Si sono sbagliati ancora. Per fortuna che i giovani lavoratori, pubblici
e privati, della scuola, delle fabbriche e degli ospedali hanno memoria lunga e
sapranno giudicare, con il voto, chi ha operato finora contro di loro.
Rivoluzione civile e' la vera alternativa alla politica di solo rigore che
Monti, con il sostegno di Pd e Pdl, ha varato sulle spalle dei cittadini onesti
e delle fasce sociali piu' deboli'. (ANSA).

MPS: BORGHESI (RC), PD AMMETTA QUELLO CHE ORMAI E' PALESE
(ANSA) - ROMA, 25 GEN - 'La vicenda Monte dei Paschi di Siena e' l'emblema
del corto circuito della politica ingorda. E' l'etica, oggi come non mai, il
principio da ricercare a ogni costo'. Lo ha detto durante la lezione inaugurale
dell'anno accademico del Logimaster di Verona, Antonio Borghesi, presidente dei
deputati Idv e candidato nella lista Rivoluzione Civile di Antonio Ingroia.
'Puo', mi chiedo, un partito che si candida a governare il Paese, negare il
proprio coinvolgimento dal momento che riceveva finanziamenti ancorche'
legittimi e dichiarati da Mussari per 683.500 euro?' ha detto Borghesi.
'All'amico Bersani - ha concluso - chiedo solo perche' non ammettere quello che
e' ormai palese, perche' non ammettere la propria responsabilita' come leader.
L'etica professionale non puo' prescindere dal rispondere sempre, e comunque,
delle responsabilita' del contesto che sarete chiamati a dirigere'.

SCUOLA. RODANO (IDV): TORNARE A ISCRIZIONE CARTACEA

(DIRE) Roma, 25 gen. - "Dopo i casi dei figli di immigrati o degli ex
conviventi, ecco purtroppo un nuovo caso in cui il sistema di iscrizione
scolastica on-line si inceppa: quello dei bambini la cui procedura d'adozione
e' ancora in corso. Non sembra dunque destinata a placarsi la bufera sulla
scelta del Miur di limitare alla modalita' on-line le iscrizioni scolastiche.
Il ministero deve trovare soluzioni immediate per risolvere le difficolta' di
iscrizione: l'innovazione dev'essere contemperata con l'inclusione e i diritti.
Occorre quindi un'immediata circolare che riapra, per tutti, la possibilita' di
effettuare l'iscrizione secondo le modalita' tradizionali. Stiamo rischiando di
bloccare l'avvio del prossimo anno scolastico". Lo dichiara in una nota Giulia
Rodano, responsabile nazionale Cultura e Istruzione di Italia dei Valori.

* * * * *
Bersani non fare l’indiano
Posted gen 24 2013 by Rivoluzione Civile -
Pierluigi Bersani questa mattina ad Agorà ha dichiarato di “non avere in agenda in numero di Antonio Ingroia”. Eppure il 22 dicembre scorso alle 8.59 Ingroia gli aveva inviato questo sms (trovate la foto del messaggio semplicemente connettendovi al sito www.rivoluzionecivile.it ndr):
“Caro onorevole Bersani, sono Antonio Ingroia. Questo è il mio nuovo numero. L’ho cercata al telefono ma non mi ha risposto. Avrei bisogno di parlarle se avesse l’opportunità di farlo. Cordiali saluti, Antonio Ingroia”. La risposta
non è mai arrivata.
La prova l’ha pubblicata su Twitter questa mattina Ingroia stesso: la foto del messaggio accompagnata dal commento :”Bersani, non hai il mio numero di cellulare, ma gli sms li leggi?”.
Bersani non fare l’indiano
* * * *
Le dimissioni di Mussari non mi stupiscono, era solo questione di tempo. Già
alcuni mesi fa avevo depositato un’interrogazione parlamentare in ordine a una
serie di condotte poste in essere a partire dal 2007 e protrattesi sino al
2012, in occasione dell’acquisizione di Banca Antonveneta da parte degli
spagnoli del Banco Santander.
Gravissime le ipotesi di reato, manipolazione del mercato ed ostacolo alle
funzioni delle autorità di vigilanza in relazione alle operazioni finanziarie
di reperimento delle risorse necessarie all’acquisizione di banca Antonveneta e
ai finanziamenti in essere a favore della Fondazione Monte dei Paschi.
Chiedevamo all’allora Presidente tecnico Monti di intervenire per chiedere il
commissariamento urgente della Banca MPS e di revocare in tal modo la nomina
del signor Alessandro Profumo, indagato per frode fiscale ai danni dello Stato
e, nell’ipotesi di condanna, privo dei requisiti di onorabilità previsti dalle
vigenti normative per amministrare gli istituti di credito.
Chiedevamo inoltre al Premier, allora titolare anche del Dicastero dell’
Economia, quali misure urgenti il Governo intendesse attivare per impedire che
primarie banche fossero gestite con criteri amicali, anche da Fondazioni
bancarie, praticando regole non scritte nella gestione, spesso alquanto
discutibile, del credito e risparmio, che ha generato una lunga catena di crack
finanziari ed industriali, quali Cirio, Parmalat, My Way, For You, Lehman
Brothers.
Oggi, a questa lista di vergogne finanziarie posso solo aggiungerne un’altra:
Alexandria, ma la vergogna sovrana è la Legge Amato, che ha privatizzato il
sistema italiano delle banche pubbliche istituendo le fondazioni, che sono
diventate a loro volta titolari delle quote azionarie della banca di
riferimento con tutte le conseguenze derivanti: tra le varie,le nomine del
consiglio d’amministrazione.
Il controllo politico delle banche si trasferisce così dal livello nazionale a
quello locale, che si aggiunge alle lobby connaturate, diventane così l’
effettiva cabina di comando. Così Monte dei Paschi di Siena non è semplicemente
sfuggita a questa logica. In virtù di questa legge lo statuto della fondazione
Mps prevede che il Sindaco della Città elegga 8 dei 16 consiglieri d’
amministrazione, la Provincia 3, e così via. Arrivando ai giorni nostri (Marzo
2012) accade che il Partito di maggioranza locale sia spaccato da un lotta
tutta intestina fra la corrente storica dalemiana e quella più nuova montiana,
e si consuma sulle nomine del board del nuovo Presidente Mancini.
Da tempo andiamo denunciando l’emergenza delle varie gestione bancarie:
amministratori che investono e distribuiscono milioni di euro rispondendo
squisitamente a logiche di potere e di lobby, spesso ai limiti della legalità.
Da tempo andiamo sostenendo che la certificazione dei bilanci non garantisce
alcuna trasparenza, finché le nomine dei controllati sono stabilite dai
controllori. Da tempo andiamo insistendo perché si parli di conflitto di
interesse non solo per le televisioni di Berlusconi ma anche per ogni gestione
di interessi economici ai quali certi Partiti non riescono a rinunciare,
assicurazioni e cooperative incluse.
Ora che grazie alle lacrime degli italiani il Monte aveva salvato la faccia,
che il vecchio Presidente ( che nel frattempo honoris causa era stato nominato
Presidente dell’ Associazione Bancaria Italiana, con un indennità milionaria)
venga lasciato al suo triste destino da difendere non ci stupisce; così come
credo che nessun politico ci metterà la faccia, in fondo cosa c’entrerebbe? Non
facciamo la solita demagogia! I poteri forti non esistono!
Il Governo Monti a Novembre ha buttato in tasca al Monte dei Paschi 3,9
miliardi di euro: sarà solo un caso che Alberto Monaci, ex Consigliere del
Monte dei Paschi (fratello di Alberto Monaci Presidente del Consiglio della
Regione Toscana in aperto contrasto con il sindaco) è già candidato nella Lista
Civica Monti? A pensare male…

Antonio Borghesi (Italia dei Valori ndr)

candidato al Senato per Rivoluzione Civile nella circoscrizioni Veneto ed
Emilia Romagna


Focus IdV - 7 gennaio '13

PDL-LEGA: DI PIETRO, UNIRE PROGRESSISTI O BERSANI COME OCCHETTO =
Sommacampagna (Verona), 7 dic. - Dopo il nuovo accordo fra Pdl e Lega,
raggiunto nella notte, serve "unire le forze progressiste", cosi' da "evitare
che, per meri interessi elettorali, anche chi si e' scannato come ieri", come
appunto il partito di Berlusconi e il Carroccio, "possano far fare a Bersani la
fine di Occhetto". A sostenerlo e' Antonio Di Pietro, che per questo ha
lanciato un "appello al Pd". "Il '94 c'e' gia' stato una volta", per questo,
secondo l'ex magistrato, e' necessario "unire tutte le forze che si riconoscono
in un'unita' di programma", come possono essere Idv e Pd, visto che l'Italia
dei Valori "in questo anno di governo Monti ha detto le stesse cose che ora
dice il Pd", ovvero che bisogna cambiare molte leggi dello scorso esecutivo.
"Noi di rivoluzione civile e noi dell'Idv abbiamo dato l'esempio, rinunciando a
qualcosa di noi, non presentandoci da soli e unendo le nostre forze anche con
altri con cui non siamo in linea su ogni questioni, ma con cui - aggiunge il
leader Idv in campagna elettorale nel Veronese - troviamo un punto d'incontro
su due temi fondamentali, diritto al lavoro ed equita' sociale e fiscale".

ELEZIONI: DI PIETRO, PD SI STA CONSEGNANDO MANI E PIEDI AL CENTRODESTRA
Sommacampagna (Verona), 7 gen. - (Adnkronos) - "L'obiettivo di
Rivoluzione civile e' fare un risultato tale e tanto da rimettere in
carreggiata il Centrosinistra che attualmente si sta consegnando mani e piedi
al centrodestra, perche' il programma che ha in mente non parla alle fasce
sociali piu' deboli". A lanciare il duro j'accuse e' il presidente dell'Idv,
Antonio Di Pietro, oggi nel corso di una conferenza stampa. E Di Pietro
ha spiegato: "Noi dopodomani ci recheremo in Cassazione a depositare un
milione di firme per abrograre la riforma dell'articolo 18. Il Centrosinistra,
guidato da Bersani, cosa fara'? In quella coalizione c'e' un partito, come
Sel, che ha raccolto le firme con noi, e c'e' una parte moderata del
Centrosinistra, come Tabacci, che vuole far saltare l'articolo 18. Quando uno
non e' ne' carne ne' pesce non andarci a tavola". E Di Pietro e' tornato ad
attaccare il premier: "Cio' che contestiamo a Monti non e' che porta il loden,
ma che fa le stesse politiche di Berlusconi".

ELEZIONI: DI PIETRO, RIVOLUZIONE CIVILE NON E' SOLO PROTESTA COME M5S =
Sommacampagna (Verona), 7 gen. - (Adnkronos) - "La chance di Rivoluzione
Civile e' di parlare a chi non si vuole rassegnare a forme di protesta come
l'astensione o il voto al Movimento 5 Stelle". A sottolinearlo e' il leader
dell'Idv, Antonio Di Pietro, che oggi ha cosi' preso le distanze dal movimento
di Beppe Grillo. "La nostra chance e' di parlare ai cittadini che hanno
capito che i politici promettono di fare quello di cui non sono stati capaci
e che non si vogliono rassegnare a protesta come astensione e Movimento 5
Stelle", ha stigmatizzato. Di Pietro ha quindi spiegato che "in Rivoluzione
Civile non ci sono quote di rappresentanza, ma soprattutto la societa' civile,
con i partiti che hanno messo a disposizione le loro macchine per persone che
possono raccontare una storia al paese". (segue)

ELEZIONI: DI PIETRO, RIVOLUZIONE CIVILE NON E' SOLO PROTESTA COME M5S (2) =
Per il leader dell'Idv gli obiettivi del movimento sono ''rilanciare l'economia
creando vantaggi e interessi nel motore dell'economia, ovvero le pmi e, come
prima mossa in Parlamento, presenteremo una riforma della giustizia che eviti
lungaggini burocratiche e che porti certezza del diritto e certezza della
pena". "Nell'interesse del Paese - ha concluso Di Pietro - abbiamo creato una
nuova realta' che mette assieme tutti coloro che si sono opposti alle
politiche del governo Monti e del governo Berlusconi, in Parlamento e fuori.
Creare una 'Rivoluzione Civile - ha sottolineato - e' l'unico modo per evitare
una rivoluzione armata, perche' il Paese e' stufo di queste prese in giro, a
partire da Monti, che oggi ci dice che vuole cambiare tutto, vuole fare quello
che non ha avuto il coraggio e la volonta' di fare durante l'ultimo anno con
una maggioranza bulgara che gli ha votato la fiducia 50 volte".

ELEZIONI: DI PIETRO, RIVOLUZIONE CIVILE PER EVITARLA'ARMATA' - VERONA, 7 GEN
- ''Rivoluzione Civile e' l'unico modo per evitare la rivoluzione armata'': lo
ha detto Antonio Di Pietro a Verona presentando la lista che alle prossime
elezioni sosterra' Antonio Ingroia come candidato premier, mentre nelle
elezioni locali l'Italia dei valori manterra' liste e simbolo propri. ''Il
paese - ha spiegato il leader Idv - e' stufo di questa presa in giro, a
cominciare dal presidente del Consiglio, che oggi ci dice che l'Imu, l'Irpef,
l'Iva, la legge anticorruzione, la legge sull'incandidabilita' che ha fatto il
suo governo vanno cambiate''. ''Allora - ha chiesto Di Pietro - cos'ha fatto
Monti? Ma tutta la maggioranza bulgara che gli ha dato 50 volte il voto di
fiducia con quale faccia si presenta al paese?''. ''E' questa la nostra
rivoluzione civile - ha concluso - un nuovo programma, nuove facce ed un
impegno, quello dell'Italia dei Valori, di costruire un'alternativa in
Parlamento, prima che scoppi la rivoluzione''.

ELEZIONI: DI PIETRO, IDV E' PIU' PRESENTE CHE MAI - VENEZIA, 7 GEN - Per
Antonio Di Pietro ''l'Italia dei Valori e' piu' presente che mai, ma con grande
responsabilita' si e' fatta promotrice di una nuova realta' che mette insieme
tutti coloro che si sono opposti alle politiche dei governi Monti e
Berlusconi''. Il presidente IdV ha incontrato i giornalisti a Sommacampagna
(Verona), al termine di una riunione con il coordinamento regionale del Veneto
e di Trento e Bolzano. ''In Parlamento - ha ricordato - c'eravamo solo noi ad
opporci al governo Monti, per questa ragione abbiamo ritenuto necessario
aggregare tutte queste forze in una lista civica che abbiamo chiamato
Rivoluzione Civile, candidando a premier Antonio Ingroia''.

ELEZIONI: DI PIETRO, IDV E' PIU' PRESENTE CHE MAI (2) - VERONA, 7 GEN - "La
chance di Rivoluzione Civile - ha spiegato Di Pietro - è di non rassegnarsi al
voto fine a se stesso, ma di puntare su protagonisti seri e affidabili, per
provengono dalla società civile, per costruire un'alternativa con la
credibilità di candidati che possono raccontare con la loro storia personale. A
cominciare da Antonio Ingroia".

ELEZIONI: DI PIETRO, BUNGA BUNGA E LODEN SONO ENTRAMBE FREGATURE =
Bologna, 7 gen. - "Con tutto il rispetto per la differenza tra il 'bunga
bunga' e il 'Loden', sono tutte e due fregature". Lo ha detto il leader
dell'Idv Antonio Di Pietro, a margine di un incontro a Bologna con i
sostenitori della lista 'Rivoluzione civile' che candida Antonio Ingroia a
premier. Di Pietro boccia dunque sia ipotesi di un governo Monti bis, sia un
ritorno dell'ex premier Silvio Berlusconi. In particolare Di Pietro
ricorda che "ieri Monti ha detto che deve modificare l'Imu, intervenire
sull'Iva e su tutto il sistema delle entrate e delle uscite". Pertanto in
materia di riforme "lui stesso si guarda allo specchio e si prende a schiaffi
da solo -sostiene Di Pietro- perche' non lo ha fatto con la maggioranza
>bulgara che ha avuto fino ad adesso". Quanto al leader del Pdl, "se
Berlusconi torna al governo, tornera' a fare leggi ad personam che, mai come
ora, gli servono per sistemare i suoi affari giudiziari, imprenditoriali e di
conflitto di interessi. Il mio dovere -rimarca Di Pietro- e' impedire che cio'
accada". Insomma, conclude Di Pietro, "gli avversari di Rivoluzione civile non
sono le politiche del centrosinistra, ma quelle personalistiche del governo
Berlusconi e quelle ragionieristiche e dei poteri forti del governo Monti".

ELEZIONI: DI PIETRO, PD CORNUTO E MAZZIATO E MONTI CON VETERODEMOCRISTIANI
=
Bologna, 7 gen. "Il Pd ha votato la fiducia a quel governo perche' diceva che
era un esecutivo tecnico e adesso e' rimasto cornuto e mazziato perche' Monti
si e' presentato con una coalizione di liste veterodemocristiane, pronte a
stare un po' di qua e un po' di la' a seconda di chi gli offre di piu'". Lo ha
detto il leader dell'Idv Antonio Di Pietro, oggi a Bologna per incontrare i
sostenitori della lista Rivoluzione civile. Di Pietro ha ricordato dunque che
"noi siamo gli unici ad aver fatto opposizione al governo Monti".

I
MU: DI PIETRO, MONTI SI PRENDE A SCHIAFFI DA SOLO = Bologna, 7 gen. - Monti
stesso si guarda allo specchio e si prende a schiaffi da solo": cosi' il leader
dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, ha commentato l'intenzione
annunciata dal premier dimissionario Mario Monti nel caso di un governo bis di
ridurre l'Imu. Il leader dell'Idv ha lamentato il fatto che le promesse
annunciate da Monti non sono state messe in atto "con la maggioranza bulgara"
che lo stesso capo dell'esecutivo "aveva fino ad adesso". Di Pietro e' arrivato
nel pomeriggio a Bologna per incontrare i dirigenti locali del suo partito.
>
ELEZIONI: DI PIETRO, IMPEDIRE RITORNO GOVERNO BERLUSCONI = Bologna, 7 gen. -
"Se Berlusconi torna al governo, tornera' a fare leggi ad personam che, mai
come ora, gli servono per sistemare i suoi affari giudiziari, imprenditoriali e
di conflitto di interessi. Il mio dovere e' impedire che Berlusconi torni al
Governo": lo ha detto il leader dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro
arrivato a Bologna per un incontro con i dirigenti locali del suo partito. "Gli
avversari di Rivoluzione Civile - ha osservato Di Pietro sostenendo la lista
dell'ex pm Antonio Ingroia - non sono le politiche del centro sinistra ma
quelle personalistiche del governo Berlusconi e le politiche ragionieristiche e
dei poteri forti
del governo Monti".

PD: DI PIETRO, NON ACCETTO IDEA DI ESSERE STAMPELLA BERSANI
'MA SPERO IN UN RIPENSAMENTO DEI DEMOCRATICI DOPO LE ELEZIONI' - BOLOGNA
, 7
GEN - No al considerarsi una stampella per un ipotetico governo Bersani. Si'
alla speranza che ''il nostro sforzo elettorale si traduca in una forza
politica presente in Parlamento che induca a un ripensamento del Partito
democratico il giorno dopo le elezioni che invece di buttarsi tra le braccia
del suo carnefice (Monti, ndr) scelga con umilta' e responsabilita' di
ricostruire con noi un'alternativa di Governo''. E' questo il pensiero del
leader Idv, Antonio di Pietro, a Bologna per incontrare i dirigenti locali del
partito. L'ex Pm, che e' tornato a parlare della lista guidata da Ingroia
come di una possibile forza di governo (contrapposta alla pura opposizione del
Movimento 5 Stelle), ha spiegato che per un futuro appoggio a Bersani non gli
piace l'idea di essere considerato una riserva di voti in caso di problemi al
Senato: ''Non accetto ne' l'idea di essere considerato una stampella - ha detto
- ne' l'idea che il Pd debba svendere qualcosa per avere l'appoggio dell'Idv.
Noi, rivoluzione civile ed Ingroia ci confronteremo con i programmi''. Detto
questo, nel caso dovesse uscire un ramo del parlamento instabile ''Bersani fa
bene a dire che se non vince si torna alle elezioni. Il suo programma e'
alternativo a quello di Monti e di Berlusconi''.

F
ONDI LEGA: DI PIETRO, MAGISTRATURA FACCIA IL SUO CORSO SERVE SERIA RIFORMA
DELLA GIUSTIZIA, CON CERTEZZA DIRITTO E PENA VERONA,
7 GEN - Per il leader
dell'Idv Antonio Di Pietro ''la magistratura deve fare il suo corso nei
confronti di tutti i partiti''. Lo ha detto a Verona a commento dell'inchiesta
della magistratura romana sui fondi della Lega Nord. ''Nel '94 - ha aggiunto
Di Pietro - la colpa sembrava dei magistrati e non di chi commetteva i reati,
adesso con la trattativa Stato-mafia e' la stessa cosa''. ''Mai come in questo
momento - ha spiegato l'ex magistrato - chi crede nella giustizia deve lasciar
lavorare i magistrati e bisogna fare una seria riforma della giustizia, con la
certezza del diritto e della pena''. ''Se le aziende straniere non vengono ad
investire in Italia non e' perche' c'e' l'articolo 18, ma perche' trovano un
paese pieno di corruzione, burocrazia, favoritismi e nepotismi'' ha concluso
Di Pietro.

ELEZIONI: BELISARIO (IDV), SIAMO LA VERA ALTERNATIVA A MONTI E BERLUSCONI
Roma, 07 gen - "Ci batteremo con le unghie e con i denti affinché il Paese non
torni nelle mani di Monti o di Berlusconi. E' preoccupante che il futuro degli
italiani sia deciso da lobbies e banchieri, che fanno solo i loro interessi, o
da un governo PdL-Lega che già ha provocato tanti disastri". A dichiararlo il
capogruppo dell'Italia dei Valori in Senato, Felice Belisario, che aggiunge:
"addirittura Berlusconi mira al ministero dell''Economia. Proprio lui, proprio
quel presidente del Consiglio che ha negato la crisi fino all'ultimo istante,
che parlava di ristoranti e alberghi pieni mentre le cifre della disoccupazione
in Italia raggiungevano punte impensabili. Monti non ha fatto di meglio, anzi
ha dato il colpo finale alle famiglie, ai giovani e ai lavoratori. I due si
attaccano ma sono la faccia della stessa medaglia. L'unico strada per cambiare
radicalmente le cose è portare avanti un'alternativa vera, una Rivoluzione
Civile. Vogliamo restituire l'Italia agli italiani che si meritano un Paese
migliore di quello rappresentato in questi anni dai suoi pessimi governanti.
Non a caso - conclude Belisario - punti irrinunciabili del nostro programma
sono, tra gli altri, crescita, solidarietà, difesa del diritto al lavoro, lotta
alla corruzione e all'evasione fiscale".

ELEZIONI: BELISARIO, BERLUSCONI E MONTI HANNO OCCUPATO LA TV = Roma, 7 gen. -
"La Tv e' tutta per Berlusconi, Monti e loro seguaci. L'ex premier, il
dispensatore di promesse non mantenute, continua ad abusare delle sue
televisioni per farsi spot elettorali 'ad hoc'. Quanto accaduto ieri al Tg5 ha
dell'inverosimile: una pubblicita' politica, una vera e propria televendita
targata Pdl, durata quasi 6 minuti. A seguire un po' di Monti e tutti gli altri
in un pastone indistinto e incomprensibile. Nessuna discontinuita' rispetto al
passato, anzi sempre peggio". Lo ha dichiarato Felice Belisario, capogruppo
dell'Italia dei Valori a Palazzo Madama. (AGI)

ELEZIONI: BELISARIO, BERLUSCONI E MONTI HANNO OCCUPATO LA TV (2)= Roma, 7
gen. - "E se questa e' la situazione delle reti Mediaset, in Rai la musica non
cambia - sostiene Belisario - l'Italia dei Valori e' sparita quasi ovunque e il
Movimento, guidato da Ingroia, 'Rivoluzione Civile' viene con tanta facilita'
ignorato. Per questo siamo stati costretti a presentare un esposto all'Agcom.
Ci troviamo di nuovo vittime di chi, come Berlusconi, gestisce una posizione
dominante da troppi anni e di chi, come il 'silenziatore' Monti, ha dalla sua
parte i poteri forti, la finanza , le banche e propri uomini o donne nei posti
'chiave' della Tv pubblica e della carta stampata. Non e' possibile continuare
ad accettare una distorsione cosi' abnorme della competizione elettorale, che
dovrebbe invece essere libera per definizione. I cittadini hanno il diritto di
avere un'informazione corretta e completa, corrispondente alla realta' delle
forze in campo. Altrimenti - conclude - la partita e' truccata e questo va
denunciato in tutte le sedi, anche in quelle internazionali".

SCUOLA. IDV:INACCETTABILE RIPARTIRE FONDI CON CRITERI EFFICIENZA Roma, 7 gen.
- "La norma del ddl stabilita' che prevede di legare la ripartizione del fondo
di funzionamento delle scuole pubbliche a presunti, non misurabili criteri di
efficienza, e' del tutto inaccettabile, incostituzionale, ed incoerente con gli
obiettivi propri dell'istruzione pubblica. quale premio o punizione per il
buono o cattivo funzionamento puo' essere rappresentato da una diversa
elargizione di fondi destinati alla cancelleria, ai materiali didattici, alle
pulizie, alla manutenzione?". Lo dichiara in una nota Giulia Rodano,
responsabile nazionale Cultura e Istruzione di Italia dei Valori. "Questa nuova
norma va invece nella stessa direzione gia' tracciata col decreto
sull'autonomia scolastica, ovvero creare scuole pubbliche di serie A e di serie
B" dichiara Rodano. "Una vera e propria deriva aziendalistica della nostra
pubblica istruzione, che abbiamo il dovere di respingere con forza e senza
mediazioni. Tra i primi atti della nuova legislatura deve esserci la
sospensione della erogazione delle cosiddette quote premiali, per tornare a
dare alle scuole e alle universita' quello di cui hanno bisogno per funzionare.
"E su questo tema chiediamo al Partito Democratico di assumere una posizione
chiara e inequivocabile".

* * * * *
NOI STIAMO CON IDV!... e tu?

Siamo certi che anche tu vuoi questo e che dedicherai 5 minuti per leggerci fino in fondo e agire nell'interesse comune.

In questi anni ti abbiamo spesso coinvolto per costruire, insieme, un nuovo modo di fare politica finalizzato al bene collettivo.
Lo abbiamo fatto convinti della necessità di unire le persone oneste superando gli steccati ideologici.
Lo abbiamo fatto convinti che il cambiamento è possibile solo attraverso la partecipazione e la formazione di una nuova classe dirigente.
Lo abbiamo fatto convinti che legalità e onestà sono precondizioni per una politica equa, in grado di realizzare giustizia sociale e meritocrazia.

Lo abbiamo fatto contribuendo a dar vita, e a costruire, Italia dei Valori.

Lo abbiamo fatto a mani nude lottando contro u n cinico sistema di poteri che ha utilizzato tutte le sue armi per distruggerci!
Lo abbiamo fatto forti delle nostre idee!
Lo abbiamo fatto con l'impegno di migliaia di persone oneste che sui territori hanno portato avanti battaglie a difesa della collettività:
- difesa dell'art. 3 della Costituzione (giustizia uguale per tutti e pari dignità dei Cittadini)
- difesa di un ambiente pulito (NO al nucleare)
- difesa dell'acqua pubblica
- difesa del diritto al lavoro

- difesa della piccola e media impresa
- difesa di un’informazione libera da condizionamenti
- difesa della cultura
- difesa del diritto alla salute
- difesa del diritto a una dignitosa pensione
- difesa dei più deboli
- lotta agli sprechi della politica
- lotta a evasione e corruzione
- contrasto alle politiche "berlusconiane"
- contrasto alle politiche "montiane"
- per Istituzioni ripulite da mafia, cricche e condannati

- per un’Europa dei popoli e non dei banchieri

Tutto questo è scritto negli atti parlamentari, è attestato da milioni di firme referendarie raccolte nelle piazze.

Grazie alla forza delle nostre ragioni, milioni di cittadini erano pronti a dare un forte segnale di cambiamento premiando nelle urne un'Italia dei Valori coerente e con la schiena diritta; ci apprestavamo a essere determinanti nel panorama politico.

Il sistema dei poteri lo ha capito, ha pianificato a tavolino la nostra delegittimazione, ha utilizzato gli enormi strumenti a sua disposizione.
Il fuoco nemico si è scatenato contro di noi e al contempo, ancor più pericoloso, ecco il fuoco amico di chi ha utilizzato il partito solo per soddisfare la propria ambizione e il proprio narcisismo.

NOI STIAMO CON IDV!

Non ci stiamo a veder morire il tuo sogno, non ci stiamo a veder morire il nostro sogno.

Dove erano quelli che oggi salgono in cattedra a insegnarci le cose che noi abbiamo imparato nelle piazze?
Dove erano quelli che oggi si ergono a moralisti di chi ha onestamente combattuto nelle aule parlamentari e nelle Istituzioni locali?
Dove erano quelli che oggi vorrebbero prendersi Italia dei Valori senza nulla aver fatto per migliorarla?

NOI STIAMO CON IDV!

Non ci stiamo a farci mettere da parte, non ci stiamo a doverci vergognare se leggi e regolamenti hanno consentito a qualche "virus" di intaccare il nostro partito.

NOI STIAMO CON IDV!

Non ci stiamo a prendere in giro migliaia di iscritti e di militanti che hanno sostenuto le nostre battaglie.
Non ci stiamo a vedere umiliati centinaia di volonterosi dirigenti!
Non ci stiamo a mortificare centinaia di validi rappresentanti di Italia dei Valori nelle Istituzioni!

NOI STIAMO CON IDV!

Non ci stiamo a "farci sciogliere" dopo che per anni abbiamo combattuto per sconfiggere quei delinquenti che "scioglievano" corpi di cittadini liberi solo perché non asserviti!
Vogliamo la mafia fuori dalle Istituzioni!

NOI STIAMO CON IDV!

E stando con IDV stiamo con quella società civile che vuole essere protagonista del cambiamento.
Quella società civile da cui proveniamo e di cui sentiamo forti drammi, esigenze, speranze.
Quella società civile a cui da sempre siamo aperti e di cui sollecitiamo un coinvolgimento diretto.

NOI STIAMO CON IDV!

... E siamo convinti che anche "TU STAI CON IDV".

Con orgoglio vogliamo che IDV viva; con orgoglio vogliamo che il simbolo IDV sia sulle schede delle prossime el ezioni politiche!
Con orgoglio ci batteremo affinché IDV possa essere una risorsa per il futuro governo di centro sinistra del Paese.

Se qualcuno ha deciso di non reagire o di andare in un'altra direzione ... noi non ci stiamo!

Per questo ti chiediamo di scrivere una semplice mail con l'oggetto: "IO STO CON IDV"

Indirizzala alle mail:
organizzazione@italiadeivalori.it


Inoltra questa mail a tutti gli indirizzi mail che hai, condividila su ogni social network.

È giunta l'ora di mobilitare tutti i Cittadini onesti, è giunta l'ora di "stringerci a coorte" per tenere viva la speranza che un mondo migliore può nascere grazie a un'onda di persone normali unite dalla sete di giustizia.

Anche tu puoi ... SE VUOI!

In ogni caso Buon Natale con l'augurio che porti a te e a tutti noi la serenità per affrontare il 2013 alle porte.

Ivan Rota e Ignazio Messina

------------------------------------
UFFICIO NAZIONALE ORGANIZZATIVO
Via Santa Maria in Via, 12 - 00187 Roma

on. Ivan Rota
Responsabile Organizzazione IDV
Palazzo Marini 3 - Via del Pozzetto, 105 - 00187 Roma
tel. 06.67605752 - fax 06.67603393
e-mail: rota_i@camera.it
facebook: http://www.facebook.com/ivan.rota1
sito: http://www.ivanrota.it


on. Ignazio Messina
Responsabile Eletti ed Enti Locali IDV
Palazzo Marini 3 - Via del Pozzetto, 105 - 00187 Roma
tel. 06.67603401 - fax 06.67604216
e-mail messina_i@camera.it

* * * * *
Focus Idv 20 Dicembre

Liste pulite/ Di Pietro: Dl è presa per fondelli, scatola vuota Ma Pdl si
attacca a espediente per fermarlo Roma, 20 dic. - "Il decreto
sull`incandidabilità dei politici condannati è il solito topolino partorito
dalla montagna, una presa per i fondelli ai danni di tutto il popolo italiano.
Ma anche questa scatola vuota, al partito di Berlusconi sembra troppo. E così,
oggi, si è attaccato a un altro espediente per fermarne o rallentarne
l`approvazione". E` quanto scrive sul suo blog il presidente dell`Italia dei
Valori, Antonio Di Pietro. "Cosa gliene importa? Gliene importa - dice -
perché potrebbe succedere che anche nelle maglie di una legge così permissiva
finisca impigliato qualche alto dirigente della vecchia Forza Italia e, alla
fine, il fondatore in persona. Però, di qui a parlare di liste pulite ce ne
passa. Per un Parlamento che in percentuale ha più inquisiti di qualsiasi
quartiere malfamato d`Italia, ci vorrebbe un`inondazione di Aiax Tornado
Bianco. Qui, invece, hanno tirato fuori un pezzettino microscopico di pessimo
sapone. Se una persona non è condannata in via definitiva non c`è il divieto
alla candidatura".

Liste pulite/ Di Pietro: Dl è presa per fondelli, scatola... -2- Roma, 20
dic. (TMNews) - "In Italia, lo stragista del Connecticut - sostiene Di Pietro -
potrebbe candidarsi e nessuno potrebbe dirgli niente. Se uno è condannato a
meno di due anni ha tutto il diritto di candidarsi. Siccome i reati contro la
Pubblica amministrazione, che sono di gran lunga quelli principali per i
politici, tra riti abbreviati e attenuanti varie finiscono quasi sempre con
condanne inferiori a due anni, vuol dire che per il 99% dei politici corrotti e
condannati la legge di Monti sarà acqua fresca. Chi patteggia, poi, se la
sfanga comunque". "Con i politici, il governo dei tecnici - attacca ancora il
leader Idv - è stato di manica larghissima in tutto, non solo nella finta
pulizia delle liste. Se andate a vedere quello che è stato fatto davvero, dopo
gli annunci fragorosi, scoprirete che mentre per i poveracci e per la classe
media la vita nel 2012 è diventata molto più dura, per la Casta è rimasta
uguale. Per tagliare lo stipendio dei parlamentari, come se si trattasse di un
problema di astrofisica, hanno convocato addirittura commissioni che ci hanno
pensato e poi hanno detto che per loro il compito era troppo difficile. Le
Province le volevano diminuire, invece di eliminarle come promesso, però hanno
rimandato fino a che non c`è stato più tempo. Sarà per il prossimo secolo. Le
auto blu sono ancora dov`erano. Delle migliaia di consigli d`amministrazione,
che servono solo a finanziare la clientela, non ne è stato eliminato nessuno.
La legge sui finanziamenti ha addirittura legalizzato quello che, fino a ieri,
era finanziamento illecito". "Io credo che, come Italia dei Valori, dobbiamo
prendere l`impegno preciso di colpire, subito dopo le elezioni e senza pietà, i
privilegi anche economici della Casta. A partire dai nostri stessi
parlamentari", conclude Di Pietro.

CONFLITTO INTERESSI:DI PIETRO A PD, SARA'SOLO PRIMO ANNUNCIO - ROMA, 20 DIC -
'' Sul conflitto di interessi prendo atto della volonta' di Bersani: speriamo
veramente che sara' la sua prima legge e non il suo primo annuncio''. Lo dice
il leader dell'Idv, Antonio Di Pietro che dubita fortemente che il Pd possa
fare alcunche' su incandidabilita', conflitto di interessi e legge elettorale
perche' ''Bersani dice di volersi alleare con i moderati, gli stessi che hanno
gia' impedito il varo di tutte e tre le leggi''.

LISTE PULITE: DI PIETRO, ANCORA UN'OCCASIONE MANCATA - ROMA, 20 DIC -
''Ancora una volta si e' mancata l'occasione per fare qualcosa per il Paese.
Come al solito veti incrociati e partiti maggiori del compromesso hanno
impedito l'approvazione di questa legge''. Lo dice il leader dell'Idv, Antonio
Di Pietro, commentando lo stop all'incandidabilita'. ''Finalmente il Parlamento
arrivava a chiedere il voto sull'incandidabilita' e lo dico anche se per noi si
trattava comunque di una legge al ribasso'' aggiunge Di Pietro.

DL FIRME: DI PIETRO, DA PARLAMENTO NUOVA LEGGE AD PERSONAM - ROMA, 20 DIC -
''Questa legislatura e' cominciata con leggi ad personam e finisce con leggi ad
personam''. Cosi' Antonio Di Pietro commenta l'impasse sul decreto firme e
aggiunge: ''siccome alcuni deputati si vogliono costruire una nuova lista,
visto che non hanno piu' spazio in quella di provenienza, pretendono che si
faccia una legge che li esoneri dal raccogliere le firme come se loro fossero
piu' speciali rispetto agli altri cittadini che le devono raccogliere. Questa -
aggiunge - e' l'ennesima dimostrazione di come questo Parlamento non si occupa
piu' del Pese ma solo di come fare a mantenere la poltrona''.

Editoria: Di Pietro, solidarieta' a giornalisti e lavoratori 'Pubblico' = -
Roma, 20 dic - ''A nome mio e dell'Italia dei Valori esprimo solidarieta' ai
giornalisti e ai lavoratori del quotidiano 'Pubblico' che stanno attraversando
una fase molto difficile. Ogni volta che un giornale rischia la chiusura si
affievolisce una voce importante per la democrazia. Ci auguriamo che tutto il
lavoro svolto fino ad oggi venga riconosciuto e che si trovi al piu' presto una
soluzione affinche' la redazione possa continuare a dare il suo prezioso
contributo al Paese''. Lo afferma, in una nota, il presidente dell'Italia dei
Valori, Antonio Di Pietro.
IDV: DOMANI DI PIETRO A PRESENTAZIONE MANIFESTO 'IO CI STO' = Roma, 20 dic. -
"Ho condiviso i dieci punti del 'manifesto' programmatico 'Io ci sto'. Per
questo domani saro' con Antonio Ingroia all'iniziativa che si terra' a Roma, al
teatro Capranica, alle ore 17.30. Trasmetteremo l'evento in diretta streaming
dal sito del partito, www.italiadevalori.it e dal mio blog www.antoniodipietro.
it.". E' quanto scrive sulla sua pagina facebook il leader dell'Italia dei
Valori, Antonio Di Pietro.
Ddl stabilità/ Belisario (Idv):No fiducia,archiviare agenda Monti Manovre non
hanno garantito equilibrio bilancio Roma, 20 dic. - L'Idv ha confermato
nell'Aula del Senato il voto contrario del gruppo alla fiducia posta dal
governo sul ddl stabilità. A prendere la parola, il capogruppo Felice
Belisario, il quale ha affermato che le politiche del governo vanno
"archiviate" e "non si può dialogare con un'agenda Monti bis" che farà
diventare "l'Italia fanalino di coda dell'Europa". Secondo l'Idv, le manovre
del governo Monti non hanno garantito l'equilibrio di bilancio, hanno
"aumentato il debito pubblico" e "anche il debito delle amministrazioni
pubbliche". Belisario ha accusato il premier Mario Monti di essere "entrato a
gamba tesa in tutti i giochi che si svolgeranno" in vista delle elezioni.
L'Idv, ha concluso Belisario, "continuerà con coerenza la sua opposizione al
governo".

Legge stabilita': Belisario, angosciante violazione della Costituzione = -
Roma, 20 dic - ''I padri costituenti mai e poi mai avrebbero immaginato che la
carta fondamentale della nostra Repubblica sarebbe stata ripetutamente
sfregiata, cosi' come sta accadendo in questa legislatura. Da un anno a questa
parte stiamo vivendo in una situazione di angosciante violazione della carta
costituzionale. Per il Governo le fiducie sono ormai come le ciliege: una tira
l'altra. 52, 53....''. Lo ha detto in Aula il Capogruppo dell'Italia dei Valori
al Senato, Felice Belisario, intervenendo in discussione generale contro il
voto di fiducia sul Ddl stabilita': ''Le politiche montiane vanno archiviate
senza se e senza ma - ha proseguito Belisario -, e non si potra' continuare con
un'agenda Monti bis che fara' diventare l'Italia fanalino di coda dell'Europa.
L'esecutivo non ha garantito l'equilibrio di bilancio, ha aggravato
l'indebitamento dello Stato e ha causato il crollo verticale del Pil. Monti e'
entrato a gamba tesa in tutti i giochi che si svolgeranno in vista delle
elezioni, era venuto per salvare l'Italia dal baratro e invece in questi
tredici mesi ha preparato un lancio propagandistico della sua prossima
attivita' politica. Ma ha fatto male i suoi conti: infatti non si potra'
presentare agli elettori come il salvatore del Paese perche' e' indubbio che il
suo nome e' e sara' legato indissolubilmente al debito record, all'aumento
delle tasse, ai dati allarmanti sulla disoccupazione, alla riduzione del
welfare e ad un rigore che sta facendo precipitare la societa' italiana sotto
la soglia di poverta'. Monti si prenda le proprie responsabilita', noi
porteremo fino in fondo le nostre battaglie, con la coerenza che ci ha sempre
contraddistinto'', ha concluso Belisario.

INCIDENTI LAVORO: BUGNANO, ORMAI VERO BOLLETTINO DI GUERRA - ROMA, 20 DIC -
''La sequenza quotidiana di infortuni sul lavoro e' ormai un vero e proprio
bollettino di guerra. Dopo i numerosi episodi dei giorni scorsi, anche oggi a
Bergamo un operaio e' deceduto e a Lucca un altro ha riportato ustioni di
secondo e terzo grado. E' necessario dare la priorita' alla sicurezza sul
lavoro per spezzare questa lunga catena di incidenti''. Lo dichiara il
Capogruppo dell'Italia dei valori in Commissione di inchiesta sugli infortuni
sul lavoro, Patrizia Bugnano. ''I dati Inail relativi al Lazio, che rilevano
un lieve calo del 2011 rispetto all'anno precedente - osserva Bugnano - non
sono certo incoraggianti anche perche' non tengono conto del sommerso, della
disoccupazione reale e della crisi economica. Aver smantellato il Testo unico
sulla sicurezza sul lavoro e' stato un atto aberrante i cui effetti sono sotto
gli occhi di tutti, ora e' necessario mettere la salvaguardia dei lavoratori al
primo posto. Diritti, sicurezza e tutela della salute - conclude - sono le vere
risorse del mondo produttivo''.

MARO', CAFORIO (IDV): NATALE PIU' SERENO, ORA LIBERTA' Roma, 20 dic - "La
decisione dell'Alta Corte di Kerala, che ha concesso due settimane di licenza
ai marò detenuti ingiustamente in India, è un'ottima notizia che salutiamo con
soddisfazione. Con il rimpatrio di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone
potremo tutti festeggiare un Natale più sereno, ma ora è necessario il massimo
impegno per mettere fine a questa situazione kafkiana. Il Governo deve
rivendicare con forza i diritti del nostro Paese, anche coinvolgendo la
comunità internazionale. Noi continueremo a lottare fin quando Massimiliano e
Salvatore saranno definitivamente a casa, da cittadini liberi e innocenti". Lo
dichiara il senatore Giuseppe Caforio, Capogruppo dell'Italia dei Valori in
Commissione Difesa.

CARCERI: LI GOTTI (IDV), IN COMMISSIONE UN MOSTRO GIURIDICO - Roma, 20 dic -
"Oggi in commissione Giustizia abbiamo esaminato per 15 minuti il disegno di
legge Severino che sostituisce al carcere la detenzione domiciliare . Ho solo
avuto il tempo di segnalare il macroscopico errore del testo". A dichiararlo il
capogruppo dell'Italia dell'Italia dei Valori in commissione Giustizia in
Senato, Luigi Li Gotti, che aggiunge: "infatti la detenzione domiciliare, sino
al massimo di 4 anni, può essere applicato a sentenze di condanne finanche di
15 anni. Questo perché, mentre il giudice che emette la sentenza può applicare
l'aumento di pena per reato continuato, l'aggravante della recidiva e altre
circostanze aggravanti, per sostituire il carcere con la detenzione
domiciliare, non si deve tener conto dell'aumento di pena per la continuazione,
per la recidiva e per altre aggravanti. Un assurdo giuridico. Anzi un mostro
giuridico. Peraltro - aggiunge - il giudice non potrà negare la detenzione
domiciliare motivando con l'esistenza di aggravanti perché ciò è impedito da
questo testo. Peraltro si esclude una qualsiasi modifica, in quanto non i
farebbe in tempo per un nuovo esame da parte della camera. Ciò che accadrà
domani, con il voto in Aula, è il risultato di un atto di imperio del
Presidente del Senato che non ha consentito i lavori della commissione, in
pendenza della sessione di bilancio fissando, invece, il voto in Aula di un
provvedimento che modifica una cinquantina di articoli di procedura penale. Con
questi risultati scandalosi. Alla faccia della sicurezza e della certezza della
pena", conclude Li Gotti.

L. STABILITA': MASCITELLI (IDV), NON VOTEREMO L'EPITAFFIO DI QUESTO GOVERNO -
Roma, 20 dic - "Noi dell'Idv riteniamo che con questa legge di stabilità questo
governo di ex tecnici ha scritto l'epitaffio della propria attività di
quest'anno. E' solo un emblema della confusione e della mancanza di
prospettive. In quest'anno il nostro paese, l'Italia e gli italiani sono
cambiati. Sono 6 milioni di italiani che vivono sotto la soglia di povertà.
Questa legge di stabilità ha tre aspetti fondamentali che ci condurranno a non
votare la fiducia al Governo: scaricherà la responsabilità al prossimo governo
di varare una nuova manovra economica con nuovi sacrifici per gli italiani;
questa legge di stabilità è poi in continuità con il governo del passato nel
portare avanti tagli lineari; infine questa legge di stabilità è stata
trasformata in una grande manovra elettorale, è stato messo di tutto e di più.
Almeno da voi ci aspettavamo qualcosa di diverso, si è caduto invece nella
farsa". E' quanto dichiara il senatore Alfonso Mascitelli (Idv) durante le
dichiarazioni di voto in corso a Palazzo Madama sulla questione di fiducia,
posta ieri dal Ministro per i rapporti con il Parlamento Giarda, alla legge di
stabilità.

MARO', EVANGELISTI (IDV): CHIEDIAMO GIUSTIZIA IN ITALIA Roma, 20 dic -
"Accogliamo con piacere la notizia che i due marò trascorreranno il Natale in
Italia con le loro famiglie" sostiene Fabio Evangelisti deputato Idv "Ma
ricordiamo che sono ancora detenuti in India in attesa di giudizio, mentre
vorremmo che venissero giudicati nel nostro Paese. Ci auguriamo che la
diplomazia italiana faccia passi avanti e che arrivi presto la decisione della
Suprema Corte." ha concluso.
ANSA/ SPETTACOLO: FINISCE IL MONOPOLIO IMAIE SUI DIRITTI ROMA, 20 DIC -
Finito il monopolio Imaie in termini di diritti dell'audiovisivo. A sancirlo,
quasi sul filo di lana, il decreto attuativo (che non ha quindi bisogno di
ulteriori passaggi), firmato oggi dal sottosegretario alla Presidenza del
Consiglio Paolo Peluffo per il premier Mario Monti. La notizia ha aperto a
sorpresa la conferenza stampa indetta alla Camera da Artisti 7607, associazione
che da mesi conduce una battaglia per la costituzione di una societa' di
collecting 'alternativa' all'Imaie, e dall'Italia dei Valori, proprio per
denunciare ''i diritti violati'' e un'altra liberalizzazione che dopo mesi di
promesse e ritardi sembrava ormai ''mancata''. Invece, tra abbracci e lacrime
di molti, Emma Bonino ha portato la buona notizia con copia del decreto firmato
alla mano. ''Quando il vecchio Imaie e' stato sciolto - aggiunge il capogruppo
dell'Idv alla Camera Antonio Borghesi - e' rinato in mano alla politica.
C'erano milioni di euro che a qualcuno piaceva gestire. Questo decreto si e'
cercato di ritardarlo o di ostacolarlo perche' non l'Imaie non voleva
concorrenti''. La nuova societa' che Artisti 7607 si dice pronta ad avviare
gia' da gennaio e che conta tra i suoi sostenitori, tra gli altri, Claudio
Santamaria, Paolo Calabrese e Neri Marcore', potra' dunque raccogliere i
diritti provenienti dallo sfruttamento dell'immagine di tutti i suoi iscritti,
stabilendo tariffe e stipulando accordi con broadcast e societa' di produzione.
''Avra' diritto anche - aggiunge Borghesi - a meta' dei 100 milioni di euro
derivanti dalla liquidazione della vecchia Imaie, finora congelati''. ''Non
mi sembra neanche di essere in Italia in questo momento - commenta entusiasta
Claudio Santamaria - Mettere insieme tutte queste persone e riuscire a ottenere
un diritto e' davvero una piccola rivoluzione''. E' un ''grande regalo di
Natale per tutti'', secondo Cinzia Mascoli, anima della battaglia in piedi da
ormai tre anni per il diritto degli artisti a scegliere da chi farsi
rappresentare. ''Molti - dice - non hanno capito che lo abbiamo fatto anche
per chi si e' iscritto al nuovo Imaie. Ora dobbiamo scegliere delle regole che
durino nel tempo e non siano solo di reazione. Tutto quello che riusciremo a
mettere da parte lo vogliamo rinvestire in cultura e spettacolo. Sono soldi che
non avremmo potuto chiedere a nessuno. Abbiamo studiato per tre anni e ci siamo
circondati di persone competenti. Ora che la legge ci consente di esistere,
troveremo una sede, prepareremo un database e decideremo insieme i criteri da
adottare nell'interesse di tutti''.

FIAT: ZIPPONI (IDV), RISPEDIAMO A MARCHIONNE SACCO DI CARBONE - Roma, 20 dic
- "Il sacco di carbone che Marchionne offre agli italiani lo rispediamo subito
al mittente". Lo afferma in una nota il responsabile Lavoro e welfare dell'IdV,
Maurizio Zipponi, che spiega: "L'amministratore delegato della Fiat, che aveva
promesso investimenti per 20 miliardi di euro in Italia se i lavoratori si
fossero trasformati in schiavi moderni rinunciando ai loro diritti, oggi ha
fatto marcia indietro. Ha dichiarato, infatti, che il suo impegno, tra lo
stabilimen to di Pomigliano e quello di Melfi, sarà al massimo di due miliardi.
Siamo abituati alle giravolte di Marchionne, ma stupisce davvero
l'inettitudine, l'assenza e la connivenza del governo che dovrebbe chiamare gli
azionisti dell'azienda a rendere conto dei finanziamenti pubblici ricevuti fino
ad oggi. Soprattutto ora che alle piccole e medie imprese viene negato
qualsiasi accesso al credito e soprattutto perché dal 2008 sono gli stessi
cittadini a pagare circa il 50% degli stipendi dei dipendenti Fiat, mentre gli
azionisti incamerano i dividendi. Questo esecutivo farebbe bene a convocare al
più presto tutte le parti sindacali, affinché si possa aprire una discussione
seria sulla politica industriale a sostegno del settore auto in Italia".

IDV: PREMIO EUROPEO 'LEADER' AD ASSESSORE PALUZZI - Roma, 19 dic -
L'assessore provinciale alla Sicurezza di Roma Ezio Paluzzi (Idv) ha vinto il
premio "LeaDer" (Liberal Democrat Regional and Local Politicians Awards -
Riconoscimento ai politici dei partiti liberali e democratici regionali e
locali), promosso dal gruppo Alde del Comitato delle Regioni. A darne notizia è
il capodelegazione Idv e vicepresidente Alde al Parlamento europeo, Niccolò
Rinaldi, che ha sostenuto la candidatura di Paluzzi al premio "LeaDer". Scopo
dell'iniziativa è valorizzare le buone pratiche attuate da amministratori
locali a favore del dialogo, della tutela dei diritti dei cittadini e del
raccordo con l'Unione europea. Il riconoscimento all'amministratore del Lazio è
stato assegnato grazie al successo del progetto "In strada come in rete",
promosso dall'assessorato provinciale alla Sicurezza, che ha l'obiettivo di
contrastare i nuovi rischi dell'adolescenza sulle due reti: quella stradale,
con campagne di sensibilizzazione per la guida sicura, e quella del web, con
iniziative volte a prevenire insidie come pedopornografia e cyberbullismo.
L'europarlament are Niccolò Rinaldi ha espresso "grande soddisfazione" per il
riconoscimento assegnato a Paluzzi, "a testimonianza di una politica concreta
portata avanti sul territorio nell'interesse esclusivo dei cittadini".


* * * * *
Candidature sul web, la rete sarà il nostro filtro
Carissimi amici, iscritti e simpatizzanti dell’Italia dei Valori,

durante l’Assemblea Generale degli iscritti del 15 dicembre, ho lanciato l’idea delle "pubblicazioni di nozze”, ovvero come individuare candidature, per le elezioni politiche anticipate del 2013, online e in modo trasparente.

Per questo, chiedo aiuto a voi e alla Rete. Sarete voi a mettervi in gioco in prima persona, a proporre candidature, a controllare quelli che vorranno proporsi e a dirci se possono essere considerati affidabili o no.

Perciò abbiamo lanciato le "pubblicazioni di nozze” dell’Italia dei Valori. Chi vuole proporsi, potrà compilare questo modulo, indicando.... Leggi tutto

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Il 21 dicembre sarò con Ingroia - video - Il manifesto "Io ci sto"

L’Italia dei Valori considera importante che il centrosinistra non abbia una deriva definitiva verso l’agenda Monti. Quindi è necessario che tutte le forze che si sono opposte prima a Berlusconi e poi alle scelte liberiste del Governo Monti creino in Italia un’alternativa vincente per un governo che sia in discontinuità sui temi fondamentali della giustizia sociale, della legalità e della trasparenza nella gestione della cosa pubblica. L’Italia dei Valori, che si è sempre battuta in questi anni con una forte capacità di proposta, ritiene i dieci punti del Manifesto "Io ci sto” , che convoca l’a
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IdV sostiene la protesta degli agricoltori meridionali

Mar - 18 Dic
Agricoltura e Pesca
"Italia dei Valori sostiene la protesta degli agricoltori meridionali che oggi, con una delegazione coordinata e organizzata da Gianni Fabbris dirigente di Altragricoltura, saranno a Roma per illustrare la situazione di una crisi del settore che sta minando l’esistenza di centinaia di aziende. Leggi tutto...


Elezioni, Di Pietro in Molise il 22 dicembre

Mar - 18 Dic Molise
Nella giornata di sabato, 22 dicembre, alle ore 18:30 presso il ristorante "Settimo Cielo” di c/da Pozzo Innamorato a Montenero di Bisaccia, il leader dell’Italia dei Valori, on. Antonio Di Pietro prenderà parte ad un incontro pubblico con la cittadinanza. Leggi tutto...


Ilva. Decreto palliativo, lo Stato intervenga a livello strategico industriale - approfondisci - Acciaierie Terni. Sconcertati da risposta Ue

Mar - 18 Dic
Lavoro e Welfare
"Non è più il tempo delle promesse, è ora dell'azione. Sull’Ilva ciascuno deve fare la propria parte: la proprietà con i Riva e lo Stato italiano attraverso un intervento pubblico, un nuovo keynesianesimo verde. Occorre avere il coraggio politico di pronunciare una parola ormai desueta: nazionalizzazione”.

Leggi tutto...


Sanità. Garantire assistenza a pazienti Mcs

Mar - 18 Dic Sanità e Salute
"La Sensibilità Chimica Multipla, detta MCS, è una sindrome multisistemica di severa intolleranza alle sostanze chimiche che colpisce circa 5.000 persone. E' una patologia cronica ed invalidante, che può compromettere in modo irreversibile vari apparati e organi. Leggi tutto...


Video -
La verità di Di Pietro


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Ufficio stampa IDV

FOCUS IDV DEL 12 DICEMBRE 2012

GOVERNO: DI PIETRO, TOGLIENDO FIDUCIA PDL TRUFFA CITTADINI = - Roma, 12 dic.
- Rivendicando mani libere rispetto al governo Monti, il Pdl mette in atto "una
truffa, ed e' bene i cittadini lo sappiano". Lo ha detto Antonio Di Pietro
intervenendo in Aula a Montecitorio sul voto di fiducia al dl Sviluppo.
Rivolgendosi ai deputati del Pdl presenti in Aula, Di Pietro ha rimarcato: "Vi
hanno dato per 50 volte la fiducia, votandola, ora in vista delle elezioni
vogliono dissociarsi pensando di illudere i cittadini perche' sanno che quel
che avete fatto ha creato ancor piu' disastri e disuguaglianza sociale. Ma i
berlusconiani del Pdl hanno piu' colpe di voi che non siete dei professori, ma
dei lustrascarpe". "Noi lo sappiamo perche' vi tolgono la fiducia - accusa il
leader dell'Idv - e' per l'incandidabilita' sui condannati. Avete fatto una
legge su questo ed avete visto che e' successo? Per loro e' meglio che e'
andate a casa piuttosto che fate la legge. La vera ragione per cui vi tolgono
la fiducia l'ha detta testualmente Alfano: perche' in materia di giustizia
c'era un accordo. Vi hanno tolto la fiducia perche' non avete tolto di mezzo le
intercettazioni e fatto la legge sulla responsabilita' civile dei magistrati.
Non avete fatto i delinquenti, non avete ceduto all'ultimo ricatto".
>
>DI PIETRO,GOVERNO SFIDUCIATO PER COLPA LEGGI GIUSTIZIA NON AVETE FATTO QUELLE
CHE VOLEVA IL PDL - ROMA, 12 DIC - Il governo Monti ''viene mandato a casa''
per 'colpa' delle leggi sulla giustizia che non ha fatto, ne' riformato ''come
voleva il Pdl''. A cominciare dal provvedimento sulle intercettazioni. Lo
afferma nell'Aula della Camera il leader dell'Idv Antonio Di Pietro
intervenendo sul ddl Sviluppo per il quale annuncia il voto contrario del suo
gruppo. Di Pietro critica quindi il Pdl per il suo ''puerile'' tentativo di
disconoscere l'operato del governo solo per fini elettorali. ''Vorrei ricordare
infatti - prosegue il deputato - che il Pdl per ben 50 volte ha votato la
fiducia al governo. Un governo che ha portato avanti esattamente le stesse
politiche che stava portando avanti Berlusconi''. Il Pdl, dice ancora il leader
dell'Idv, ''si vuole dissociare da se stesso. Vuol far credere di non aver
colpe. Ma non e' cosi'''. Per quanto riguarda le leggi sulla giustizia, Di
Pietro avverte che ''c'era un accordo segreto tra Monti, Casini, la Severino e
Bersani per fare una legge anticorruzione. L'hanno fatta, ma e' finta perche'
non combatte davvero la corruzione''. ''Ora - sostiene - bisogna costituire
una forza alternativa di governo programmatica che metta al primo posto
l'uguaglianza sociale. E rilanciamo l'appello a quelle forze politiche che si
vogliono porre come alternativa al governo Monti''. Di Pietro ricorda poi
che milioni di cittadini che hanno firmato per i 4 referendum proposti da lui
e, tra gli altri, dal Prc rischiano con le elezioni anticipate di ''vedersi
vanificare questo atto di democrazia diretta''.
>
>IDV: DI PIETRO, AGENDA MONTI? E' COME DRACULA - ROMA, 12 DIC - ''Voglio
sapere cosa intendono fare gli altri del centrosinistra. Se si riparte
dall'agenda Monti e' come ripartire da Dracula''. Lo ha detto Antonio Di Pietro
a margine della manifestazione del Movimento arancione che si tiene in un
teatro romano. ''Mario Monti se vuole fare politica - ha aggiunto il leader
dell'Idv - si deve ricandidare perche' non e' concepibile una democrazia a
scartamento ridotto con un premier che deve ricorrere 50 volte al voto di
fiducia''. Rispondendo ad una domanda dei giornalisti l'ex pm ha aggiunto:
''Quanto a coerenza non abbiamo nulla da imparare da Pier Luigi Bersani''.
>
>IDV: DI PIETRO, BERSANI LASCI PERDERE MODERATI-INCIUCISTI = LAVORIAMO A
COSTRUZIONE LISTA UNITARIA, MA NON RINUNCIAMO A SIMBOLO Roma, 12 dic. -
"L'Idv sta lavorando per costruire una lista unitaria e si rivolge a Bersani
per costringerlo a non aprirsi e a non sbracare verso quelli che si definiscono
moderati ma che non sono altro che inciucisti". Lo ha affermato il leader
dell'Idv, Antonio Di Pietro, poco prima di prendere parte all'assemblea
fondativa del movimento arancione guidato dal sindaco di Napoli Luigi de
Magistris. Nel costruire l'annunciata lista unitaria, tuttavia, Di Pietro non
sembra disposto per ora a rinunciare al simbolo del partito. "L'Idv ha un suo
simbolo, una sua fisionomia e un suo impegno politico che c'e' e restera'
tale".
>
>IDV, DI PIETRO: LAVORIAMO PER LISTA E COALIZIONE UNITARIA Roma, 12 dic -
"L'Italia dei valori sta lavorando per costruire una lista unitaria per una
coalizione unitaria che, preso atto della vittoria di Bersani alle primarie, lo
convinca a non aprire o a 'sbragarsi' con quelli che lui chiama moderati, che
sono semplicemente degli inciucisti che, pur di rimanere incollati alla
poltrona, fanno finta oggi di opporsi al governo Monti ma che domani porteranno
avanti le stesse azioni politiche e programmatiche che ha portato avanti prima
Berlusconi e poi Berlusconi travestito da Monti". A dirlo è stato il leader Idv
Antonio Di Pietro, questo pomeriggio a Roma in occasione lancio del Movimento
Arancione di Luigi De Magistris. Di Pietro ha aggiunto che il congresso
lavorerà "per rifondare una formazione politica che si chiama Idv".
>
>ELEZIONI: DI PIETRO "GARANTIRE PARTECIPAZIONE A TUTTI" ROMA 12 DIC, - "Che
democrazia e' quella in cui i partiti che sono gia' in Parlamento possono
presentarsi alle elezioni senza dover fare niente, mentre quelli che in
Parlamento ancora non ci stanno devono faticare per raccogliere le firme e
conquistarsi i diritti che gli altri hanno 'per nascita'?". E' quanto scrive in
un post sul suo blog il presidente dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro.
"Questo e' uno dei tanti schiaffoni in faccia alla democrazia del 'porcellum',
la legge elettorale che i partiti non hanno voluto riformare e nemmeno
correggere nelle sue parti piu' ingiuste, perche' quelle regole saranno pure
antidemocratiche, ma gli fanno comodo - aggiunge -. 'Meno concorrenza c'e',
meglio e''. Noi dell'Italia dei Valori non la pensiamo cosi'. Secondo noi la
democrazia deve permettere a tutti di partecipare e di verificare con il voto
il consenso tra gli elettori. Dunque, anche se possono portarci via dei voti,
io preferisco che il Movimento 5 Stelle e quello Arancione possano mandare i
loro esponenti in Parlamento, piuttosto che cercare di impedirglielo con il
trucco della raccolta delle firme. Stavolta quel trucco e' particolarmente
basso perche', con l'accelerazione improvvisa che hanno voluto Berlusconi e
Monti, il tempo per raccogliere e autenticare le firme e' ridotto all'osso.
Dunque, tutti i nostri pubblici ufficiali, tutti gli assessori, i consiglieri e
i sindaci sono a disposizione per autenticare le firme e permettere a questi
movimenti di presentare le loro liste - conclude Di Pietro -. Prendere piu'
voti possibile per un partito politico e' molto importante. Ma difendere la
democrazia e impedire che la competizione elettorale sia truccata e' ancora
piu' importante".
>
>PIAZZA FONTANA: DI PIETRO, IDV RICORDA VITTIME E CHIEDE VERITA' = - Roma, 12
dic - ''A 43 anni di distanza dalla strage di piazza Fontana, l'Italia dei
Valori ricorda con profonda commozione tutti coloro che, in quel terribile
attentato, persero la vita''. Lo scrive sulla sua pagina Facebook il presidente
dell'IdV, Antonio Di Pietro. ''I famigliari delle vittime - aggiunge -
aspettano ancora di conoscere la verita' e di avere giustizia. Per questo, al
ricordo doveroso di quanto accadde si unisce il monito alle istituzioni,
affinche' sia fatta al piu' presto luce su una delle pagine piu' drammatiche
del nostro Paese''.
>
>ELEZIONI, DI PIETRO: PD NON CEDA A INCIUCI, SIA ALTERNATIVO A MONTI
>Roma, 12 dic - Il Partito democratico "non ceda alla tentazione di riproporre
le politiche di Monti, che altro non sono quelle di Berlusconi, e di accordarsi
in una sorta di inciucio post-elettorale con quelli che queste politiche hanno
portato avanti". Lo ha detto ai cronisti alla Camera il leader di Italia dei
valori Antonio Di Pietro. "L'idv - ha ribadito - intende proporsi come
alternativa a tutti quei partiti che hanno appoggiato e persistono ancora
nell'appoggiare il governo Monti. Per questa ragione ci siamo fatti promotori
di mettere insieme tutte quelle forze politiche e sociali, movimenti e
associazioni, affinché possiamo tentare di convincere Bersani, e quella parte
del centrosinistra che ha partecipato alle primarie, di portare avanti un
programma seccamente alternativo al governo Monti. Altrimenti noi dell'Idv
insieme a tutta questa realtà vogliamo rappresentare i cittadini che sono stati
vessati dapprima dal governo Berlusconi e poi dal governo Berlusconi travestito
da Monti".
>
>ELEZIONI: DI PIETRO, AIUTEREMO GRILLO PER RACCOLTA FIRME = NOI ALTERNATIVI MA
E' GIUSTO CHE ENTRINO IN PARLAMENTO Roma, 12 dic. -"L'Idv non deve raccogliere
firme" per la politiche "perche' e' gia' in Parlamento, ma daremo una mano a
Grillo e altre formazioni nuove nella raccolta firme. E' giusto farlo anche se
si tratta di forze che non si alleeranno con noi, anche se rappresentano
un'alternativa, perche' questa e' democrazia". Lo dice Antonio Di Pietro,
conversando con i giornalisti a Montecitorio. "Preferisco che il Movimento 5
Stelle mandi in Parlamento i suoi rappresentanti - spiega - piuttosto che
impedirglielo con i trucchi" di una legge elettorale invariata "nonostante la
richiesta di 1,2 milioni di cittadini che si erano espressi con il referendum".
"Noi daremo loro una mano - dice Di Pietro - anche se ci toglieranno voti
perche' e' giusto farlo: questa e' la democrazia".
>
>GOVERNO: DI PIETRO, FA POLITICA DI BERLUSCONI CON IL LODEN = Roma, 12 dic. -
L'Idv vuole essere "punto di riferimento di coloro che vogliono dire basta alla
politica del governo Monti, che altro non e' che la politica di Berlusconi con
il loden". Lo ha detto il leader dell'Idv, Antonio Di Pietro, conversando con i
giornalisti.
>
>P.A.: DI PIETRO, STABILIZZARE PRECARI E NO A TAGLI LINEARI = ROMA, 12 DIC -
''E' necessario avviare un percorso di stabilizzazione dei precari della
pubblica amministrazione che lavorano nella scuola e nella sanita' e
garantiscono il funzionamento di due pilastri essenziali del welfare come
l'istruzione e l'assistenza sanitaria''. Lo scrive il leader dell'Italia dei
Valori, Antonio Di Pietro, in un'interrogazione parlamentare rivolta al
ministro della pubblica amministrazione e semplificazione, Filippo Patroni
Griffi. ''In molti casi - spiega Di Pietro - il precariato, per via dei
passaggi d'intermediazione della manodopera, costa piu' delle assunzioni
dirette. Questa piaga va sanata nell'interesse dei cittadini che vogliono una
sanita' sicura e una scuola pubblica efficiente e di alta qualita'''.
Nell'atto ispettivo il leader IdV chiede al governo ''se non intenda dare avvio
a un percorso di stabilizzazione dei precari, cadenzato nel tempo con date
certe e con le necessarie coperture finanziarie, e se non ritenga di voler
chiarire come garantire i servizi pubblici con i 260mila precari censiti, senza
che ci siano prospettive di lavoro immediate e, in prospettiva, di lavoro
stabile''. Nel testo dell'interrogazione, inoltre, Di Pietro denuncia la
politica sbagliata dell'esecutivo ''fatta da una parte di blocco delle
assunzioni e dall'altra di tagli lineari'' che ha prodotto precariato senza
diritti, creando anche il dramma degli esodati. Secondo il leader dell'IdV ''e'
necessario da un lato predisporre un intervento urgente che dia prospettive di
lavoro immediate ai precari della Pubblica amministrazione in scadenza e,
dall'altro, adottare scelte politiche di segno drasticamente contrario a quelle
che hanno creato questa mole enorme di precariato in modo da garantire lavoro
stabile''.
>
>POLITICHE AGRICOLE: IDV, CATANIA NON POTEVA NON SAPERE - ROMA, 12 DIC - ''Il
Ministro Catania piu' che pensare al suo futuro politico, come dichiara nelle
interviste, dovrebbe pensare a quello attuale e cominciare a preoccuparsi per i
dilaganti casi di corruzione, a partire dal 'Centurione' Giuseppe Ambrosio''.
Lo dichiara il Presidente dei Senatori dell'Italia dei Valori Felice Belisario,
che aggiunge: ''Come faceva Catania a non sapere, dal momento che in 34 anni ha
occupato svariati uffici del Mipaaf, di cui e' diventato dirigente dall'88,
prima di diventarne, un anno, fa il responsabile politico?'' ''Negli anni di
riferimento - prosegue il capogruppo - Mario Catania ricopriva le cariche di
direttore generale delle politiche agricole, delle politiche comunitarie e di
quelle europee e comunitarie. Avendo quindi competenze amplissime e di assoluto
rilevo, e' paradossale che scopra ora la carenza di controlli sulle spese
discrezionali delle direzioni. Gia' in passato abbiamo chiesto a Catania,
attraverso interrogazioni parlamentari, la rimozione dell'ingegner Patrone,
che, nonostante una doppia condanna per danno erariale, continua ancora a
ricoprire l'incarico di Capo del Corpo forestale dello Stato''. ''Per questo -
conclude Belisario, annunciando una nuova interrogazione - chiediamo se sia
stata disposta in tempi rapidi un'indagine interna, i cui risultati sul
dettaglio delle attivita' ministeriali oggetto dell'inchiesta con riferimento
alle responsabilita' politiche e amministrative, con corrispondenza ai relativi
periodi 2007-2011, siano comunicati urgentemente alle Camere''.
>
>BERLUSCONI, IDV: ATTACCA UE PER DEPISTARE DA SUE COLPE Roma, 12 dic -
"L'Europa deve coniugare rigore ed equità; non può essere strumento di
mortificazione di diritti economici e sociali per garantire impunità a
speculatori e criminali finanziari. Berlusconi ha mortificato rigore, sviluppo
ed equità e Monti ha mortificato equità e sviluppo, finendo con garantire di
fatto impunità alla finanza speculativa". E' quanto afferma in una nota il
portavoce dell'Italia dei valori, Leoluca Orlando, che aggiunge: "Che
Berlusconi critichi la Germania è l'ennesimo tentativo di depistaggio rispetto
alle sue responsabilità. Il modo migliore per rispondere alle critiche che
vengono dalla Germania, ma anche per rispondere a Berlusconi e Monti è stare in
Europa e promuovere rigore, sviluppo ed equità, per realizzare l'Europa dei
diritti".
>
>FECONDAZIONE: PALAGIANO, BENE TRIBUNALE FIRENZE, ITALIA ENORME BANCA EMBRIONI
= Roma, 12 dic. - Accoglie con favore la decisione del tribunale di
Firenze di sollevare la questione di costituzionalita' su un nuovo punto della
legge 40 Antonio Palagiano, presidente della Commissione parlamentare
d'inchiesta sugli errori in campo sanitario, "visto che l'Italia si appresta a
diventare la piu' grande banca di embrioni 'abbandonati' e malati". La Corte
costituzionale dovra' infatti pronunciarsi sul divieto dell'utilizzo degli
embrioni 'sovrannumerari' per la ricerca scientifica e sull'irrevocabilita' del
consenso informato della donna ai trattamenti di fecondazione assistita, due
punti della legge 40. "Dal 1 aprile 2009, data della prima sentenza della
Consulta su questa normativa - ha ricordato Palagiano oggi a Roma a margine
della presentazione dei dati raccolti dalla commissione proprio sulla Pma - si
sono accumulati embrioni e la legge italiana non prevede quale debba essere il
loro destino. Non e' possibile impiegarli per la ricerca sulle cellule
staminali, un paradosso ancora piu' grande, dato che invece e' possibile
eseguire questi studi su cellule provenienti dall'estero. Quanto alla revoca
del consenso informato, il divieto vigente potrebbe equivalere a un trattamento
sanitario obbligatorio. In tutti gli altri casi, infatti, il consenso puo'
essere revocato in qualsiasi momento".
>
>PROCREAZIONE. PALAGIANO (IDV): INSERIRE LA PMA NEI LEA 'SQUILIBRIO FRA I
RIMBORSI NELLE VARIE REGIONI' Roma, 12 dic. - "Con questo tasso altissimo di
mobilita' passiva, tra l'altro in continua crescita, le regioni del nord
continuano ad arricchirsi a spese delle regioni piu' povere". Cosi' Antonio
Palagiano, presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sugli errori
sanitari commenta la 'Relazione statistica sulla procreazione medicalmente
assistita' presentata oggi alla Camera. "L'unico modo per superarlo e'
inserire la riproduzione assistita all'interno dei Lea, per far in modo che
venga reso omogeneo su tutto il territorio tanto il servizio che il costo. Allo
stesso modo e per lo stesso motivo, sarebbe necessario prevedere un unico costo
per il rimborso, valido in tutto il paese come avviene per le altre patologie-
spiega il Presidente Palagiano- Inoltre ridurre la mobilita', sarebbe atto
umanitario nei confronti delle coppie che si trovano ad affrontare una fase
delicata come il progetto di diventare madri e padri, non solo affrontando le
difficolta' dovute alle tecniche in se stesse, ma anche lontani da affetti,
famiglia e terre d'origine. Quanto al rimborso medio nazionale- conclude
Palagiano- appare improbabile che una performance possa essere qualitativamente
la medesima con rimborsi tanto differenti che vanno da un minimo di 928 e un
massimo 3.547 euro. Il dato evidenzia, invece, che le performance, quanto a
know-how, ambienti, qualita' dei materiali, non sono le stesse, ma nessuno puo'
controllare i risultati".
>
>SCUOLA. CIAMPINO, IDV: INVESTIRE SU SICUREZZA EDIFICI "ASPETTARE TRAGEDIA
PRIMA CHE SI PRENDANO PROVVEDIMENTI?" Roma, 12 dic. - "Di fronte all'ennesimo
incidente, per fortuna questa volta senza gravi conseguenze, e' davvero
scandaloso che non si sia fatto assolutamente nulla per la messa in sicurezza
degli edifici scolastici. Dobbiamo forse aspettare la tragedia, prima che si
prendano provvedimenti opportuni in tal senso?". Lo dichiara il senatore Fabio
Giambrone, capogruppo dell'Italia dei Valori in commissione Istruzione, che
augura una pronta guarigione alla bimba di cinque anni e alla sua maestra
ferite nella scuola materna di Ciampino dal crollo di un solaio. "In Italia
sono oltre quarantamila gli edifici scolastici che necessitano di immediata
manutenzione: sono queste le grandi opere su cui investire, altro che Ponte, e
invece anche la sicurezza degli studenti e' sottoposta ai limiti del risparmio
di spesa. L'unico spiraglio era costituito dal decreto per il riordino delle
province, provvedimento che non sara' piu' convertito. E quindi andra' alle
ortiche anche il fondo unico per l'edilizia scolastica, oltre tutto il resto.
Un altro fallimento del governo in termini politici ed economici e, questa
volta- conclude Giambrone- anche sociali di sicurezza e salute".
>
>MIPAF: IDV, MINISTRO CATANIA RIFERISCA SULLO SCANDALO DEGLI APPALTI TRUCCATI
Roma, 12 dic - "Mentre gli agricoltori muoiono di fame, al ministero si
banchetta con i soldi per l'agricoltura". E' quanto dichiara l'onorevole
Ignazio Messina, responsabile del dipartimento agricoltura dell'Idv. "Chiediamo
al ministro Catania che venga a riferire alla Camera, ne ha l'obbligo morale
anche in veste di dirigente del ministero delle politiche agricole". In accordo
con i deputati dell'Idv in commissione Agricoltura Anita Di Giuseppe e Ivan
Rota "presenteremo un'interrogazione urgente sulla vicenda di corruzione,
emersa da un'indagine della magistratura e riportata oggi da alcuni quotidiani,
che ha portato negli ultimi 5 anni a uno spreco di fondi pubblici per 32
milioni di euro che avrebbero potuto essere destinati a chi ne ha bisogno. Ci
riferiamo agli agricoltori che stanno facendo lo sciopero della fame in
Sicilia, e quelli che in Puglia sono strozzati da Equitalia." ha concluso
Messina.
>
>ILVA: ZAZZERA (IDV), DECRETO INCOSTITUZIONALE, CHI VOTA COMPLICE DI UN
GENOCIDIO - Roma, 12 dic "Chi voterà il decreto Ilva si renderà complice di un
genocidio, è per questo che oggi presentiamo e depositiamo la pregiudiziale di
costituzionalità su un provvedimento che non salva né Taranto né i lavoratori
ma che, al contrario, condanna a morte la città". Così, in aula, Pierfelice
Zazzera, deputato pugliese dell'Idv. "Possiamo fidarci di lei, ministro, che
propone l'evacuazione del quartiere Tamburi a Taranto come soluzione ai
problemi dell'Ilva? Possiamo fidarci di lei che presenta un decreto che è
assolutamente pro Riva? - ha chiesto - In questi 20 anni lo Stato ha svenduto
l'acciaio a una persona che nel tempo si è dimostrata un criminale, che ha
messo sotto ricatto il Paese, che ha inquinato l'ambiente, le falde e i cibi. E
tutti sapevano...". "Nei giorni scorsi - ha ricordato - abbiamo incontrato il
procuratore della Repubblica di Taranto Franco Sebastio che ci ha mostrato le
lettere inviate in questi anni agli amministratori locali per mettere in
guardia sul rischio esplosione della vicenda. Tutti, però, si sono voltati
dall'altra parte. E poi cos'è accaduto? E' accaduto che a fronte di tutto
questo, invece di imporre all'Ilva la legge, è stata cambiata la legge. In
questo modo l'azienda ha potuto inquinare Taranto per legge comprandosi, in
cambio di occupazione e finanziamenti, il silenzio di clero, sindacati e
politici". "Ora ci costringete a scegliere tra lavoro e salute - ha detto -
ma violate la Costituzione, nello specifico gli articoli 32 e 41, e l'autonomia
e l'indipendenza dei magistrati. E fate danni anche peggiori visto che
estendete a tutti i siti di interesse strategico, e con più di 200 dipendenti,
la possibilità che i provvedimenti di sequestro possano cadere". "Mentre Riva è
ancora latitante e, invece di tornare per riammodernare gli impianti, continua
la sua opera di ritorsione annunciando il licenziamento di 4.000 persone per il
mancato dissequestro dei prodotti, lei, ministro, sta facendo scempio del
diritto. Questo provvedimento sarà bocciato dalla Corte Costituzionale perché è
un decreto vergogna. E allora, prima di votare mettetevi una mano sulla
coscienza".
>
>ILVA: DL; ZAZZERA (IDV), VA CONTRO LA COSTITUZIONE - ROMA, 12 DIC - ''Noi
siamo schierati a favore di Taranto, della popolazione e della Magistratura
perche' questo e' un decreto che non salva e non risolve i problemi della
citta' ma e' fatto solo contro la Magistratura e contro la Carta
costituzionale''. Lo dice il deputato dell'Idv, Pierfelice Zazzera, dopo il suo
intervento in Aula alla Camera sulla pregiudiziale di costituzionalita' sul
decreto per l'Ilva. Attraverso questo provvedimento, di fatto, il ministro
Clini rende inefficaci i provvedimenti giudiziari, non per salvare la citta' ma
per salvare l'Ilva. E voglio ricordare che c'e' un latitante inseguito dalla
giustizia italiana che ancora non si consegna e che in questi anni ha investito
due miliardi e sette in termini di risanamento ambientale mentre oggi ne
servirebbero ben 4''.
>
>DIFESA: ZAZZERA (IDV), GOVERNO OFFENDE MEMORIA DI POSITANO MORTO IN
AFGHANISTAN - Roma, 12 dic - "Il governo offende la memoria di Francesco
Positano militare morto in Afghanistan nel 2010. Con una risposta vergognosa il
governo uccide per la seconda volta Francesco. Il militare italiano e' morto
investito da un blindato per cause accidentali, ma c'e' chi in questi anni ha
raccontato un'altra storia parlando di malore con pesanti omissioni. La
magistratura ha riaperto il caso grazie alla tenacia dei familiari e del dott.
Ielo e le perizie hanno dimostrato che Francesco invece e' deceduto investito
da un blindato. Un fatto di estrema gravita' che fa crollare la fiducia nelle
forze armate. Il governo non ha provveduto neppure a rimuovere i responsabili
di quelli che sarebbero responsabili di reati penali. Forse sono ancora in
Afghanistan, questo e' grave. E il governo nella risposta e' complice di queste
omissioni." E' quanto dichiara l'on. Pierfelice Zazzera deputato pugliese idv
interrogando il governo sulla triste vicenda del militare Francesco Positano
morto in strane circostanze in Afghanistan.
>
>AGRICOLTURA: DI GIUSEPPE (IDV), ZUCCHERIFICIO DEL MOLISE CHIESTO NUOVAMENTE
INTERVENTO DEL GOVERNO - Roma, 12 dic - "Sono ben cinque anni che l'Italia
dei valori solleva la questione riguardante lo zuccherificio del Molise che
come tutti sanno è uno dei quattro, su diciannove, zuccherifici rimasti in
attività nel nostro Paese. Avevo già fortemente criticato il rientro, in
Bilancio dello Stato, delle risorse destinate al bieticolo saccarifero, aiuti
che lo stato avrebbe dovuto erogare dopo che, a causa della riforma dell'Ocm e
la ristrutturazione dell'industria europea dello zucchero, il nostro Paese ha
rinunciato a 1.049.064 t di quota zucchero, passando da 1.557.443 t, prima
della riforma, alle attuali 508.379 t di quota". Cosi l'On. Anita Di Giuseppe,
capogruppo IdV in Commissione agricoltura "Il 6 dicembre c'è stato un
Fronte comune delle regioni Molise e Puglia a sostegno dello zuccherificio
molisano, in cui è stato chiesto lo sbocco dei 35 milioni di euro da erogare
all'Agea per la riconversione della produzione bieticolo saccarifera. Una
storia infinita quella dello zuccherificio del Molise, l'ultima quella degli
avventizi, una questione che mette in evidenza la mancata tutela dei diritti
dei lavoratori. Come si può pagare una consulenza 800.000 euro, dare un
compenso all'Amministratore Delegato di oltre 200.000 euro e a non seguire gli
accordi sindacali stipulati negli altri stabilimenti saccariferi italiani ed
europei? La Regione Molise e i dirigenti responsabili dello zuccherifi cio
perché non hanno avanzato richiesta degli ammortizzatori sociali in deroga, per
gli avventizi che non hanno raggiunto i requisiti idonei per poter usufruire
della disoccupazione?" . Prosegue il deputato molisano "Ho chiesto ancora
una volta al Governo di interessarsi della vexata quaestio dello zuccherificio
del Molise, un'azienda che fa parte della storia del territorio molisano e
delle sue famiglie, che sarebbero le prime a subire danni se lo stabilimento
dovesse smettere la sua attività".
>
>AGRICOLTURA: DI GIUSEPPE (IDV), MIPAAF TRAGEDIA ANNUCIATA, ORA BISOGNA FAR
LUCE SU LATI OSCURI PIU' VOLTE DENUNCIATI - Romna, 12 dic - "Sono indignata
per quanto successo,ma affatto stupita nell'apprendere la notizia della vasta
operazione della Guardia di Finanza, che ha visto finire in manette undici
persone, tra dirigenti e funzionari pubblici facenti capo al Ministero delle
politiche agricole". Cosi l'on. Anita Di Giuseppe, capogruppo IdV in
Commissione agricoltura. "Sarebbe comico, se non fosse tragico, il vergognoso
elenco degli oltre trenta capi d'imputazione contestato a questi 37
galantuomini indagati, infatti si va dalla corruzione per atti contrari ai
doveri di ufficio, alla turbata libertà di incanti e turbata libertà nella
scelta del contraente; tutto ciò mentre aziende agricole e migliaia di
agricoltori, sull'orlo del fallimento a causa della crisi economica e delle
calamità naturali, aspettano interventi ed aiuti economici dal Mipaaf. Dopo
anni di denunce e di interrogazioni parlamentari, finalmente ci è dato sapere
qualcosa,circa l'operato di persone come il Direttore generale del Consiglio
per la Ricerca e la Sperimentazione in agricoltura e si apre un'altra parentesi
che rimanderebbe alle mie precedenti denunce sulla vicenda quote latte ed altri
episodi poco chiari, avvenuti sotto l'ultimo Governo Berlusconi". Prosegue il
deputato molisano "Le indagini condotte hanno individuato un diffuso
sistema corruttivo radicato nell'ambit o del ministero,attuato in maniera
sistematica in occasione di erogazioni di denaro pubblico, in pratica i
dirigenti e i funzionari del Ministero coinvolti, si accordavano di volta in
volta con alcuni imprenditori per l'erogazione di contributi e finanziamenti
pubblici, per la stipula di contratti o l'aggiudicazione di gare pubbliche in
regime di favore, il tutto dietro lauto compenso. Con questo sistema, gli
imprenditori coinvolti pare siano riusciti ad aggiudicarsi 32 milioni di euro
di finanziamenti pubblici, nel periodo tra il 2007 e il 2011. Vorrei fingermi
sorpresa ,ma proprio non posso, ho presentato numerosi atti di sindacato
ispettivo sollevando questi ed altri dubbi, l'ultimo in ordine di tempo è la
mia interrogazione a risposta immediata in Commissione, la n° 5-08485 del 21
novembre 2012, che in relazione all'utilizzo del Fondo europeo agricolo di
garanzia (FEAGA) e dal Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR),
chiedeva di ottenere un più efficace modello di gestione e controllo dei fondi
erogati dall'Unione europea, proprio il Sottosegretario Braga aveva risposto
in Commissione agricoltura, enunciando una serie di dati e riferimenti, utili
solo a glissare elegantemente le mie domande". Insiste il deputato Dipietrista
"Il ministro Mario Catania, che ha dichiarato di avere totale fiducia nella
magistratura e di attendere gli sviluppi del procedimento anche mantenendo
pieno rispetto degli indagati, deve venire a riferire urgentemente in
Commissione agricoltura perché, sebbene i fatti contestati siano accaduti dal
marzo 2007 al maggio 2011, il ministero è stato più volte sollecitato ad
attivarsi per chiarire gli innumerevoli aspetti fumosi delle vicende economiche
che fanno capo al suo dicastero. Ora mi aspetto l'immediata sospensione delle
persone investite dall'indagine e l'avvio di una seria, anzi serissima,
verifica interna su tutto quello che è stato denunciato negli anni e che, ad
oggi, è rimasto al di fuori delle indagini giudiziari e" conclude la Di
Giuseppe.
>
>SCUOLA. CIAMPINO, RODANO: INCIDENTE INAMMISSIBILE "SERVE PIANO STRAORDINARIO
SU EDILIZIA SCOLASTICA". Roma, 12 dic. - "L'incidente avvenuto stamane alla
scuola M.L. King di Ciampino desta molta preoccupazione. Il fatto che le
conseguenze fortunatamente non siano state gravi non modera affatto l'allarme:
il crollo di un solaio in una scuola pubblica e' inammissibile in se', e'
l'ennesimo segnale della necessita' indifferibile di un piano straordinario di
manutenzione ordinaria sull'edilizia scolastica. Un Paese consapevole di un
rischio del genere non puo' che intervenire rapidamente, altrimenti non puo'
dirsi piu' ne' civile ne' democratico". Lo dichiara in una nota Giulia Rodano,
responsabile nazionale Cultura e Istruzione di Italia dei Valori. "La
seconda riflessione che nasce dall'evento di stamattina- continua Rodano- e' il
rilievo dell'eccessiva rigidita' delle possibilita' di intervento dei Comuni:
troppe volte le briglie troppo strette del Patto di Stabilita' impediscono ai
Sindaci di rispondere alle esigenze di manutenzione delle scuole comunali. Non
basta avere la facolta' di chiudere la scuola per infiltrazioni d'acqua, come
il sindaco di Ciampino aveva gia' fatto il 6 novembre scorso: bisogna anche
poter intervenire per riparare il danno, tempestivamente ed efficacemente".
"La vicenda di stamane conferma dunque quanto sia urgente l'apertura di una
fase nuova e diversa anche in ambito di finanza locale e facolta' di intervento
delle amministrazioni comunali", conclude Rodano.

UE: RINALDI, IDV APPOGGIA RICHIESTA ESPULSIONE BERLUSCONI CONSERVATORI USCITI
PER EUROSCETTICISMO,MA MOLTO MENO VIRULENTI - STRASBURGO, 12 DIC - ''L'Italia
dei Valori si riconosce nelle dichiarazioni del capogruppo Alde al Parlamento
europeo, Guy Verhofstadt, che nel dibattito sul prossimo Consiglio europeo ha
chiesto al gruppo dei Popolari di chiarire la loro identita' europea e prendere
una decisione sulla compatibilita' di Silvio Berlusconi nella famiglia del
Partito popolare europeo''. E' quanto scritto in una nota del capodelegazione
dell'IdV, Niccolo' Rinaldi, a seguito del dibattito di oggi in plenaria a
Strasburgo, durante il quale Guy Verhofstadt ha chiesto al capogruppo del Ppe,
Joseph Daul, l'espulsione di Berlusconi dal partito. ''Tre anni fa i
conservatori britannici lasciarono il Ppe per molto meno. Il loro
euroscetticismo - conclude Rinaldi - era molto piu' ragionevole della virulenta
propaganda contro l'Europa di Berlusconi''.


* * * * *


Di seguito il Focus dell'Italia dei Valori.
>>Cordiali saluti
>>
>>Ufficio stampa IDV
>>
>>Focus IdV del 16 Novembre
>>
>>PRIMARIE: DI PIETRO, PARTECIPEREMO E VOTEREMO VENDOLA O BERSANI = Firenze,
>>16
> nov. - Di Pietro invita ad andare a votare alle primarie e a votare
> Vendola o
> Bersani, a suo dire, unica alternativa al Governo Monti. "L'IdV - ha
> detto -
> invita i propri militanti e la cittadinanza si riconosce nel
> centrosinistra a
> partecipare alle primarie e a votare secondo coscienza". "Per quanto mi
> riguarda mi auguro che possa vincere una proposta di alternativa alle
> politiche
> del Governo Monti e in quest'ottica prendiamo atto con soddisfazione che
> questa
> proposta e' contenuta nel programma di Vendola e anche in quello di
> Bersani,
> che ha detto che non possono bastare le politiche ragionieristiche del
> Governo
> Monti".
>>
>>IDV: DI PIETRO, NON VEDO LORA DI TOGLIERE NOME DA SIMBOLO = Firenze, 16
>>nov.
> - "Non vedo l'ora di togliere il mio nome dal simbolo perche' vorra' dire
> che
> il partito cammina con le proprie gambe". Lo ha detto il segretario
> dell'IdV,
> Antonio Di Pietro, a margine di un'iniziativa a Firenze.
>>
>>M5S: DI PIETRO, RISPETTO GRILLO MA E' MOVIMENTO DI MERA PROTESTA = -
>>Firenze,
> 16 nov. - "Abbiamo un rispetto profondo per tutti quei cittadini
> arrabbiati che
> stanno protestando attraverso un movimento politico che si presenta con
> queste
> caratteristiche, cio' nonostante noi non possiamo seguire il progetto di
> Grillo
> che e' un progetto di mera protesta". Lo ha detto il segretario dell'IdV,
> Antonio Di Pietro, a margine di un'iniziativa a Firenze.
>>
>>M5S: DI PIETRO, RISPETTO GRILLO MA E' MOVIMENTO DI MERA PROTESTA (2)=
>>- Firenze, 16 nov. - "Noi sentiamo l'obbligo e la responsabilita' - ha
> aggiunto Di Pietro - di costruire un'alternativa progressista e riformista
> di
> Governo, un'alternativa che noi vediamo soltanto in un'alleanza con altre
> forze
> politiche che vogliano costruire con noi un'alternativa, lo avevamo
> proposto a
> Vasto, lo proponiamo ancora oggi. Ovviamente bisognera' vedere cosa vuol
> dire
> fare quella parte del Partito democratico che ancora oggi mette come punto
> di
> riferimento il proseguimento del Governo Monti". Di Pietro ha poi
> ribadito: "O
> ci si allea con le forze del centrosinistra o ci si allea con le forze
> moderate
> dell'Udc, il cui obiettivo e' riportare un Monti dopo Monti anche se non
> si
> chiama Monti".
>>
>>PRIMARIE CS: DI PIETRO, RISPETTO RENZI MA NO A MARCHIONNE-MANIERA =
>>- Firenze, 16 nov. - "Per quanto mi riguarda ho rispetto per tutti, Renzi
> compreso, ma mi auguro che possa vincere quell'area alternativa a Monti e
> al
> neo liberismo e alla Marchionne-maniera di cui Renzi e' innamorato". Lo ha
> detto il leader dell'IdV, Antonio Di Pietro, a margine di un'iniziativa in
> corso a Firenze, sottolineando poi che "questo impegno lo hanno dato
> Vendola e
> Bersani, non lo ha dato Renzi il cui programma, in concreto, non mi e'
> neanche
> pervenuto".
>>
>>IDV:DI PIETRO,SONDAGGI?NON CI AZZECCANO MAI E PER ME FALLIREBBERO = -
> Firenze, 16 nov. - "In questi anni non ho mai trovato un sondaggio che
> abbia
> azzeccato il risultato finale. Ogni volta che ci hanno dato una
> percentuale,
> grazie a Dio l'abbiamo smentita". Lo ha detto il segretario dell'Italia
> dei
> Valori, Antonio Di Pietro, a margine di un'iniziativa a Firenze,
> rispondendo ai
> giornalisti che gli domandavano un commento sui sondaggi che vedono l'IdV
> in
> picchiata. "Mi dispiace dirlo - ha concluso Di Pietro - ma se fosse per me
> l'impresa dei sondaggisti fallirebbe".
>>
>>L. ELETTORALE: DI PIETRO, CAMBIARLA PRIMA DEL VOTO = - Firenze, 16 nov. -
> L'Italia dei Valori chiede che la legge elettorale "venga modificata prima
> del
> voto" e chiede anche "che si possano fare in un'unica giornata tutte le
> elezioni regionali e nazionali perche' in un momento come questo in cui i
> cittadini non hanno i soldi neanche per un piatto di pastasciutta fare
> elezioni
> diverse a quindici giorni di distanza una dall'altra e' un'esagerazione e
> uno
> spreco". Lo ha detto il segretario dell'IdV, Antonio Di Pietro, a margine
> di
> un'iniziativa in corso a Firenze.
>>
>>IDV: DI PIETRO, ALLEANZE? PER NOI ANCORA VALIDA FOTO DI VASTO =
>> VOGLIAMO COSTRUIRE ALTERNATIVA PROGRESSISTA E RIFORMISTA, NO A
> UDC Firenze, 16 nov. - ''Noi sentiamo l'obbligo, la
> responsabilita' di
> costruire un'alternativa progressista e riformista di governo,
> un'alternativa
> che noi vediamo soltanto in un'alleanza con altre forze politiche che
> vogliono
> costruire con noi un'alternativa: lo avevamo proposto a Vasto, lo
> proponiamo
> ancora oggi''. Lo ha affermato il leader dell'Idv, Antonio Di Pietro, a
> margine di un'iniziativa del partito a Firenze. ''Ovviamente
> bisognera'
> vedere cosa vuol fare quella parte del Pd -ha proseguito Di Pietro- che
> ancora
> oggi mette come punto di riferimento il proseguimento del governo Monti.
> O ci
> si allea con le forze del centrosinistra, o ci si allea con le forze
> moderate
> dell'Udc -avverte il leader dell'Idv- il cui obiettivo e' riportare un
> Monti
> dopo Monti, anche se non si chiama Monti''.
>>
>>GOVERNO: DI PIETRO "IN UN ANNO MONTI NON HA CAVATO RAGNO DA BUCO"
>>ROMA - "Io rispetto Beppe Grillo e il Movimento 5 Stelle. Comprendo la
>>loro
> protesta e la condivido. Pero', come ho gia' detto piu' volte, credo che
> oggi
> la protesta non basti. Serve la proposta. Noi dell'Italia dei Valori
> critichiamo il governo Monti per tutto quel che fa di sbagliato e, ancora
> di
> piu', per quello che non ha fatto". E' quanto scrive sul suo blog il
> presidente
> dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro. "Le sue leggi non vanno
> contrastate
> solo perche' sono ingiuste e feroci, ma anche perche' non hanno cavato un
> ragno
> dal buco quanto a risanamento dei conti pubblici - sottolinea -. Non lo
> dico
> io: lo dimostra il debito pubblico che, dopo un anno di cura Monti, e'
> piu'
> alto che mai. Monti non e' capace. Dunque, bisogna che a governare ci vada
> qualcuno con una proposta alternativa per fronteggiare e risolvere la
> crisi.
> Voglio spiegarmi anche meglio. Quello che verra' fatto nei prossimi anni
> pesera' sulle sorti italiane per decenni. Siamo di fronte a una scelta: o
> riusciamo a reimpostare l'intera politica economica adeguandola alle sfide
> di
> questo secolo, oppure imbocchiamo la strada di un declino irreversibile.
> Oggi
> siamo davanti a un bivio e dobbiamo scegliere subito, non fra dieci anni.
> Proprio per questo, la protesta non basta e ci vuole un progetto
> d'alternativa.
> Noi riteniamo che mettere a punto e poi tradurre in una pratica di governo
> quel
> progetto, sia il compito storico del centrosinistra".
>>
>>MAFIA: DI PIETRO, GOVERNO INTERVENGA SU RISCHI INFILTRAZIONE COMUNE
>>FALCONE
> = IDV PRESENTA INTERROGAZIONE Roma, 16 nov. - Il leader
> dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, ha presentato
> un'interrogazione al
> presidente del Consiglio dei ministri, Mario Monti, al ministro
> dell'Interno,
> Anna Maria Cancellieri, e al ministro della Giustizia, Paolo Severino,
> per
> chiedere un accesso prefettizio presso il Comune di Falcone, in provincia
> di
> Messina, per verificare se, a seguito delle dichiarazioni dei
> collaboratori di
> giustizia, ricorrano pericoli d'infiltrazione di tipo mafioso nei servizi
> del
> Comune. ''Appare grave - scrive Di Pietro nell'atto ispettivo -
> l'intreccio di responsabilita' tra amministratori locali, funzionari e
> personaggi in odor di mafia che, predisponendo in apparente sinergia atti
> amministrativi, hanno concorso ad azionare un meccanismo che ha stravolto
> la
> buona amministrazione del Comune di Falcone e, contestualmente,
> consentito di
> liberare fiumi di denaro attraverso la realizzazione di opere non
> soggette ad
> alcun sistema di gara d'appalto e finanziabili con la pratica della
> discrezionalita'''. Nell'interrogazione il presidente dell'IdV
> chiede
> inoltre al governo ''se la competente Procura della Repubblica abbia
> avviato
> sul punto le opportune indagini'' e ''quali provvedimenti e iniziative
> intenda mettere in atto per verificare e prevenire fenomeni
> d'infiltrazione di
> tipo mafioso nei servizi e nell'attivita' amministrativa del Comune di
> Falcone''.
>>
>>BALNEARI. DI PIETRO (IDV): DIFENDIAMO LA SPECIFICITA' DELL'IMPRESA
>>ITALIANA
> Roma, 16 nov. - "Il problema di fondo è che se alla globalizzazione delle
> imprese del lavoro non corrisponde la globalizzazione dei diritti, è ovvio
> che
> chi rispetta le regole è avvantaggiato. Non si possono mettere sullo
> stesso
> piano le multinazionali e il sistema delle imprese balneari italiane che
> sopravvivono grazie al lavoro di trentamila famiglie". Lo ha dichiarato,
> questo
> pomeriggio a Viareggio, l'on. Antonio Di Pietro, che ha incontrato presso
> la
> Croce Verde le Associazioni dei Balneari della Versilia. "L'attuale
> Governo è
> chiamato a far quadrare i conti perché lo ha chiesto l'Europa e per questo
> è
> disposto a tutto. In questa situazione è necessario far sentire la voce
> della
> specificità italiana è fondamentale affinché all'interno del Parlamento si
> prenda una decisione", ha spiegato Di Pietro. "Nel breve tempo è
> necessario
> fermare la procedura d'infrazione e fare in modo che l'Italia inizi un
> dialogo
> costruttivo e interdittivo nei confronti della Commissione Europea, ma
> questo
> il Governo non lo fa e non lo farà mai perché Monti è uno degli artefici
> della
> Bolkestein. Questo è possibile attraverso l'introduzione di una norma: la
> proroga di trent'anni per le concessioni balneari. Questo è l'obiettivo
> immediato". "La proposta che ha fatto l'Italia dei Valori - ha aggiunto Di
> Pietro - prevede una questione più ampia: noi chiediamo di avviare una
> procedura di contenzioso politico e giuridico perché difendendo le imprese
> balneari non si difende l'interesse privato ma l'interesse pubblico delle
> migliaia di lavoratori del settore. Al di là della soluzione temporanea
> dei
> trent'anni, è necessario trovare una soluzione complessiva per il tutto il
> tessuto delle Pmi italiane, perché la realtà italiana si basa sulla
> piccola e
> media impresa ed è nostro dovere difenderla dagli assalti della
> globalizzazione
> promuovendo la qualità del prodotto e l'eccellenza". "Tutti si occupano
> dei
> principi della libera concorrenza, della liberalizzazione, della
> Bolkestein e
> nessuno si preoccupa di difendere la realtà italiana", ha concluso Di
> Pietro.
> "Quella dei balneari è un'economia di sistema che interessa tutto il Paese
> e
> che dà lavoro a trentamila persone".
>>
>>SCONTRI ROMA: BORGHESI (IDV), GOVERNO RIFERISCA IN AULA = Roma, 16 nov. -
> "Chiediamo al governo, in particolare ai ministri Annamaria Cancellieri e
> Paola
> Severino, di venire a riferire in Aula sulla gestione dell'ordine pubblico
> a
> Roma, mercoledi' pomeriggio ed in particolare sul filmato inquietante, che
> lascerebbe presumere un lancio di lacrimogeni su manifestanti in fuga,
> senza
> maschere, ne' caschi, ne' scudi, dalla sede del ministero della Giustizia"
> lo
> chiede Antonio Borghesi, presidente dei deputati di Italia dei Valori. "Se
> il quadro che sta emergendo dovesse essere confermato si tratterebbe di
> fatti
> di una gravita' inaudita. Chi ha il compito di gestire l'ordine pubblico
> deve
> garantire innanzitutto la sicurezza dei cittadini e non mettere
> ulteriormente a
> rischio l'incolumita' di chi manifesta democraticamente" conclude
> Borghesi.
>>
>>CORTEI. LI GOTTI: INACCETTABILE LANCIO LACRIMOGENI DA MINISTERO Roma, 16
>>nov.
> - "Inaccettabile". Cosi' il responsabile Giustizia dell'Italia dei Valori,
> senatore Luigi Li Gotti, giudica il lancio di lacrimogeni dal ministero
> della
> Pubblica amministrazione documentato in un video di Repubblica durante la
> manifestazione degli studenti di mercoledi' scorso. "Ci sono stati
> diversi
> episodi di violenza durante i cortei e tutti vanno condannati. Ma e'
> ancora
> piu' grave se provengono in modo cosi' evidente da chi e' chiamato a
> tutelare
> la giustizia, la legalita' e rappresenta lo Stato. Non cadiamo
> nell'inganno di
> fare di tutta l'erba un fascio, ma allo stesso tempo non possiamo girarci
> dall'altro lato se qualcuno deturpa le Istituzioni in questo modo.
> Apprendo con
> piacere che anche il ministro Cancellieri voglia fare chiarezza sulla
> vicenda.
> In ogni Paese democratico e' d'obbligo assicurare ai cittadini il diritto
> di
> manifestare il modo pacifico e la verita' e' nell'interesse di tutti",
conclude.





* * * * *
Caro Maurizio Crozza,

in Italia, come sai, non solo i politici rispondono agli interessi di fazione ma anche giornalisti, conduttori e persino uomini e donne di spettacolo si prestano spesso a operazioni di killeraggio per conto del padrino politico di turno.
Ma se persino una persona come te, che a quelle logiche faziose non ha mai obbedito, contribuisce a divulgare, in perfetta buona fede, le bugie che sono state dette in questi giorni, è segno che la campagna di disinformazione e calunnia ha raggiunto davvero livelli molto allarmanti.
Sul mio conto, anzi sui miei conti, a te, come a milioni di altri italiani, sono state raccontate grandissime e sfacciate bugie. Ma, come ben sappiamo, una bugia ripetuta mille volte, amplificata da giornali e televisioni compiacenti, diventa una verità. E’ la legge su cui si basano tutte le campagne di calunnia e killeraggio politico e nessuno ci andava a nozze quanto Berlusconi. Pare che abbia fatto scuola. A guidarli c’è anche la paura di una possibile alleanza del fronte dei non allineati a Monti e al governo della finanza e dei finanzieri.
Io non ho a disposizione televisioni e conduttori, anche perché l’Italia dei Valori è l’unico partito che abbia rinunciato a posti nel cda Rai, nelle reti Rai e nei Tg, mentre tutti gli altri lottizzavano a man bassa. Ho solo la forza della verità e della Rete, che ci permette di incrinare quel monopolio dell’informazione grazie al quale erano solo i padroni dei media a decidere cosa era vero e cosa falso.
Dunque, ho già iniziato a mettere in Rete una puntigliosa documentazione. Se hai un attimo, verifica di persona sul mio sito. Mai come in questo caso “carta canta”. Ho dimostrato, con le visure catastali, che un modesto appartamento diviso in due e da me regalato nel 2008 ai miei figli Anna e Toto, a Milano, è diventato nella campagna di calunnia “15 case”.
Ho messo a disposizione di chiunque i documenti che dimostrano come in quell’agguato travestito da inchiesta siano state fatte passare per mie proprietà marciapiedi, svincoli, strade di accesso e persino giardinetti pubblici.
Ho chiarito, sempre con le visure catastali, che i due appartamenti di Bergamo, sui quali è stato sollevato un ennesimo polverone, sono in realtà un solo appartamento, acquistato a nome suo e dei nostri figli da mia moglie Susanna Mazzoleni, al termine di una carriera forense di notevole successo e che giustamente le ha fruttato meritati guadagni.
Nei prossimi giorni continuerò a mettere in Rete la documentazione che smantella punto per punto il castello di accuse mosse contro di me, e che sono in realtà copiate di sana pianta da quelle sollevate a suo tempo da giornali che fanno della calunnia la loro forza, salvo poi dovermi pagare fior di quattrini in seguito alle querele da me sporte. Proprio come mi accingo a fare contro i nuovi calunniatori.
E’ proprio questo che mi indigna. Tutti possiamo sbagliare, anche i migliori giornalisti. Ma in questo caso non si tratta di errore. Sarebbe bastato, oltre a copiare le accuse della stampa berlusconiana, andarsi anche a vedere come avevo risposto a quelle accuse. Ma se lo sforzo era troppo grande per quei bravi cronisti, sarebbe bastato chiedermi lealmente spiegazioni, invece di organizzare un’imboscata. Avrei risposto esattamente, come sto facendo adesso in Rete. Ma non era questa la loro intenzione. Era mettere a tacere una voce scomoda, non cercare la verità.
A volte bisogna saper fare un passo indietro. Io l’ho fatto due volte, e sono ben pochi gli uomini pubblici che in Italia possono dire altrettanto. Ho lasciato senza esitazione prima un lavoro che amavo, nel quale avevo raggiunto risultati direi soddisfacenti, e poi un posto di ministro, per difendermi dalle accuse ipotizzate dalla magistratura con le mani libere e senza recare nocumento alle istituzioni.
Ma ci sono occasioni in cui bisogna, invece, non arretrare di un millimetro. Quando ti calunniano personalmente per toglierti di mezzo politicamente, quando cercano di ottenere con le campagne scandalistiche quello che non possono ottenere altrimenti, cioè la resa mia e dell’Italia dei Valori, non ci si piega ma si combatte a viso aperto, sapendo che presto o tardi la verità avrà la meglio.
Posso dire che spero che tu sia tra i primi ad accorgertene?

Con sincera stima,

Antonio Di Pietro










8 luglio 2009, in Peter Gomez
Silvio e la mafia: la lettera


Una missiva che documenta i rapporti tra Berlusconi e Cosa Nostra. Anche dopo la "discesa in campo". E' stata trovata tra le carte di Vito Ciancimino. E "L'espresso" la pubblica in esclusiva.

Adesso c'è la prova documentale. Davvero, secondo la procura di Palermo, Silvio Berlusconi era in contatto con i vertici di Cosa Nostra anche dopo la sua "discesa in campo", come era stato già stato raccontato da molti collaboratori di giustizia.

I corleonesi di Bernardo Provenzano, infatti, scrivevano al premier per minacciarlo, blandirlo, chiedere il suo appoggio e offrirgli il loro. Lo si può leggere, qui, nero su bianco, in questa lettera da tre giorni depositata a Palermo gli atti del processo d'appello per riciclaggio contro Massimo Ciancimino, uno dei figli di don Vito, l'ex sindaco mafioso di Palermo, morto nel 2002.

Una lettera che "L'Espresso" online pubblica in esclusiva. Si tratta della seconda parte di una missiva (quella iniziale sembra essere stata stracciata e comunque è andata per il momento smarrita) in cui in corsivo sono state scritte le seguenti frasi: "... posizione politica intendo portare il mio contributo (che non sarà di poco) perché questo triste evento non ne abbia a verificarsi.Sono convinto che questo evento onorevole Berlusconi vorrà mettere a disposizione le sue reti televisive".

Chi abbia vergato quelle parole, lo stabilirà una perizia calligrafica. Ai periti verrà infatti dato il compito di confrontare la lettera con altri scritti di uomini legati a Provenzano. I primi esami hanno comunque già permesso di escludere che gli autori siano don Vito, o suo figlio Massimo, che dopo una condanna in primo grado a cinque anni e tre mesi, collabora con la magistratura.

Tanto che finora le sue parole hanno, tra l'altro, portato all'apertura di un'inchiesta per concorso in corruzione aggravata dal favoreggiamento mafioso contro il senatore del Pdl Carlo Vizzini, i senatori dell'Udc Salvatore Cuffaro e Salvatore Cintola, e il deputato dell'Udc e segretario regionale del partito in Sicilia, Saverio Romano. Con i magistrati Massimo Ciancimino ha parlato a lungo della lettera, che lui ricorda di aver visto tra le carte del padre quando era ancora intera.

Ma tutte le sue dichiarazioni sono state secretate. Le poche indiscrezioni che trapelano da questa costola d'indagine, già in fase molto avanzata e nata dagli accertamenti sul patrimonio milionario lasciato da don Vito agli eredi, dicono comunque due cose. La prima: la procura ritiene di aver in mano elementi tali per attribuire il messaggio a dei mafiosi corleonesi vicinissimi a Bernardo Provenzano, il boss che per tutti gli anni Novanta ha continuato ad incontrarsi con Vito Ciancimino.

Anche quando l'ex sindaco, dopo una condanna a 13 anni per mafia, si trovava detenuto ai domiciliari nel suo appartamento nel centro di Roma. La seconda: i magistrati sono convinti che la lettera dei corleonesi sia arrivata a destinazione. Il documento è stato trovato tra le carte personali di don Vito. A sequestrarlo erano stati, già nel 2005, i carabinieri: "Parte di Foglio A4 manoscritto, contenente richieste all'On. Berlusconi per mettere a disposizione una delle sue reti televisive", si legge un verbale a uso tempo redatto da un capitano dell'Arma.

Incredibilmente però la lettera era rimasta per quattro anni nei cassetti della Procura e, all'epoca, non era mai stata contestata a Ciancimino junior nei vari interrogatori. L'unico accenno a Berlusconi che si trova in quei vecchi verbali riguarda infatti una domanda sulla copia di un assegno da 35 milioni di lire forse versato negli anni '70-'80 dall'allora giovane Cavaliere al leader della corrente degli andreottiani siciliani. Dell'assegno si parla a lungo in una telefonata intercettata tra Massimo e sua sorella Luciana il 6 marzo del 2004
(il testo della telefonata è pubblicato sul sito www.voglioscendere.it ndr)

Venti giorni dopo si sarebbe tenuta a Palermo la manifestazione per celebrare i dieci anni di Forza Italia. Luciana dice al fratello di essere stata chiamata da Gianfranco (probabilmente Micciché, in quel periodo assiduo frequentatore dei Ciancimino) che l'aveva invitata alla riunione perché voleva presentarle Berlusconi.


Ma nella perquisizione a casa Ciancimino, la polizia giudiziaria l'assegno non lo trova. Interrogato il 3 marzo 2005, Ciancimino jr. conferma solo che gliene parlò suo padre, ma non dice dove sia finito: "Sì, me lo raccontò mio padre? Ma poi era una polemica tra me e mia sorella, perché io l'indomani invece sono andato alla manifestazione di Fassino".

Adesso, invece, dopo la decisione di collaborare con i pm, sarebbe stato più preciso. Ma non basta. Perché Ingroia e Di Matteo, dopo aver scoperto per caso la lettera nell'archivio della procura, hanno anche acquisito agli atti della nuova indagine il cosiddetto rapporto Gran Oriente, redatto sulla base delle confidenze (spesso registrate) del boss mafioso Lugi Ilardo, all'allora colonnello dei carabinieri, Michele Riccio.

Ilardo è stato ucciso in circostanze misteriose alla vigilia dell'inizio della sua collaborazione ufficiale con la giustizia. Ma già nel febbraio del '94 aveveva confidato all'investigatore come Cosa Nostra, per le elezioni di marzo, avesse deciso di appoggiare il neonato movimento di Berlusconi. Un fatto di cui hanno poi parlato dozzine di pentiti e storicamente accertato in varie sentenze. Ilardo il 24 febbraio aveva spiegato a Riccio come qualche settimana prima "i palermitani" avessero indetto una "riunione ristretta" a Caltanissetta con alcuni capofamiglia del nisseno e del catanese.

Nell'incontro "era stato deciso che tutti gli appartenenti alle varie organizzazioni mafiose del territorio nazionale avrebbero dovuto votare 'Forza Italia'. In seguito ogni famiglia avrebbe ricevuto le indicazioni del candidato su cui sarebbero dovuti confluire i voti di preferenza... (inoltre) i vertici 'palermitani' avevano stabilito un contatto con un esponente insospettabile di alto livello appartenente all'entourage di Berlusconi. Questi, in cambio del loro appoggio, aveva garantito normative di legge a favore degli inquisiti appartenenti alle varie "famiglie mafiose" nonché future coperture per lo sviluppo dei loro interessi economici..". Una delle ipotesi, ma non la sola, è che si tratti dell'ideatore di Forza Italia, Marcello Dell'Utri, già condannato in primo grado a 9 anni per concorso esterno in associazione mafiosa.

La procura di Palermo, sospetta dunque, che la lettera ritrovata nell'archivio di Ciancimino si inserisca all'interno di questa presunta trattativa. Nel '94, infatti, Berlusconi governò per soli sette mesi e anche le norme contenute all'interno del cosiddetto decreto salvaladri di luglio, approvato per consentire a molti dei protagonisti di tangentopoli di uscire di galera, che avrebbero in teoria potuto favorire i boss, alla fine non vennero immediatamente ratificate.

Da qui, è la pista seguita dagli investigatori, le apparenti minacce al Cavaliere ("il triste evento"), la richiesta della messa a disposizione di una rete televisiva e i successivi sviluppi politici che portarono all'approvazione di leggi certamente gradite anche alla mafia, ma spesso approvate con il consenso bipartisan del centro-sinistra.


11 luglio 2009, in PETER GOMEZ
Che vita da papi

di Peter Gomez, Marco Lillo e Antonio Massari
da L'espresso in edicola

Gli appuntamenti istituzionali saltati. A favore di cene e centri benessere. Con la presenza fissa di Tarantini e la sua pattuglia di ragazze.

La frase chiave è "mal di schiena" o, come dice lui, "colpo della strega". La traduzione esatta, però, è Giampaolo 'Giampi' Tarantini, il giovane imprenditore di Bari al centro di un sistema di potere fatto di relazioni ai massimi livelli, gare d'appalto truccate, belle donne e qualche escort. Sì, perché dietro ad almeno due improvvise inspiegabili assenze di Silvio Berlusconi dalla scena poltica, spunta adesso la figura di Giampi e della sua corte di amiche.

La prima volta accade mercoledì 24 settembre quando il premier lascia all'improvviso Roma e, dopo aver salutato i giornalisti appostati davanti palazzo Grazioli, scompare. Siamo in piena crisi Alitalia. Proprio quel giorno, stando ai programmi ufficiali, Berlusconi dovrebbe essere a New York per parlare, accanto al sindaco di Milano Letizia Moratti, di Expo e del Millennium Goal, la 'campagna del Millennio' contro la povertà e la fame nel mondo. Ma l'agenda è saltata e salterà giovedì anche il previsto intervento del premier davanti alle Nazioni Unite, dove invece si presenta il ministro degli Esteri, Franco Frattini. La situazione della compagnia di bandiera, che è ormai a un passo dal fallimento, "impone la presenza costante del presidente del Consiglio" per arrivare a un accordo con i piloti, si giustifica Frattini.

Ma il giovedì i cronisti scoprono che il premier non è né a Roma, né a Milano. Si è rifugiato a Melezzole, vicino a Todi, nell'health center di Marc Mességué, per "risolvere il mal di schiena che lo affligge da alcuni giorni", spiega un inviato dell'Ansa. Nessuno però sa che Berlusconi, come ora 'L'espresso' è in grado di rivelare, la sera prima di partire su un elicottero della Protezione civile alla volta del centro Mességué, ha fatto festa. Martedì 23, ha avuto a cena Giampi Tarantini, alcune amiche e altri ospiti tra i quali sono stati anche visti personaggi molto noti in tv.

Si tratta, con tutta probabilità, della stessa cena di cui ha parlato con 'la Repubblica' l'arredatrice barese Maria Teresa 'Terry' De Nicolò che, intervistata martedì 7 luglio, ha spiegato di essere stata a Palazzo Grazioli in settembre assieme ad altre 20 ragazze e quattro uomini. "Abbiamo chiacchierato di Alitalia, abbiamo fatto le quattro del mattino, Berlusconi raccontò che a breve sarebbe dovuto partire per un centro benessere e io da Giampaolo ho ricevuto mille euro come rimborso spese", ha detto Terry, prima di rifiutarsi di rispondere alla domanda più imbarazzante: "Le informazioni raccolte da 'Repubblica' indicano che lei ha dormito con altre ragazze a palazzo Grazioli, è andata così?".

Un interrogativo a cui adesso se ne aggiunge un altro, tutto politico. L'intensa vita notturna del Cavaliere rischia di danneggiare, oltre che l'immagine, anche il buon funzionamento dello Stato? Certo, lui assicura di avere il fisico di un ventenne. "Se dormo per tre ore, poi ho ancora l'energia per fare l'amore per altre tre", dice il 5 ottobre mentre fa ingresso verso l'una di notte nella discoteca Lotus di Milano. "Fra un'ora comincio a lavorare, ma mi sento fresco. Ero alla notte bianca di Parigi, poi un amico mi ha invitato a questa festa e non ho saputo resistere", giura uscendo sempre dallo stesso locale alle 6 e un quarto del mattino.

Ma il dubbio rimane. Perché, pure se il suo nuovo intervistatore di fiducia, il direttore di 'Chi', Alfonso Signorini, ha svelato che i più "stretti collaboratori" lo chiamano 'Duracell', a settant'anni passati da un pezzo e con un pacemaker nel petto, il corpo non reagisce più come prima. Chi lo ha sentito per telefono parlare di Alitalia mentre si trovava da Mességué racconta infatti che Berlusconi aveva la voce quasi spettrale. Anche se poi le cure e i massaggi devono aver fatto il miracolo. Già due giorni dopo il premier sembra rianimarsi, al pari dell'allora segretario del Pd, Walter Veltroni, che subito dopo la sua scomparsa, dagli studi di 'Porta a Porta', aveva attaccato a fondo: "In queste ore cruciali per la compagnia aerea Berlusconi non si sa dove si trovi".

Venerdì 26 settembre, in piena forma, il presidente del Consiglio è comunque a Todi, per un fuori-programma politico. Interviene a sorpresa a un convegno dei Popolari-Liberali del sottosegretario Carlo Giovanardi, dove dal palco parla, tra l'altro, di valori cattolici: "La famiglia per noi, nonostante questa pretesa modernità, è sempre e soltanto quella indicata dalla tradizione cristiana". Da Mességué restano invece ancora centinaia fra poliziotti e carabinieri, da subito impegnati a proteggere la privacy del premier e di quello che le agenzie chiamano "il suo staff".

Secondo dubbio: chi ne faceva parte? Anche questo interrogativo non nasce per caso. Perché Berlusconi, in Umbria, ci tornerà di nuovo due mesi dopo - e questa volta, lo ha scoperto 'L'espresso' - in compagnia di Giampi Tarantini e le sue girls. È un weekend di fine novembre. E, venerdì 28, Berlusconi scompare ancora da tutti gli schermi radar. Non si fa vedere, non si rintracciano sue dichiarazioni. Si sa solo che per domenica è atteso a Sesto San Giovanni, dove dovrebbe parlare ad un convegno organizzato dalla Dc per le autonomie del ministro Gianfranco Rotondi. Ma a Sesto il premier non andrà mai e si limiterà a un appluditissima telefonata in cui tra l'altro rivendica con orgoglio il fatto di aver raddoppiato l'Iva a Sky Tv, la rete criptata dell'ex amico Rupert Murdoch.

"Una modalità (quella dell'intervento telefonico) che", secondo l'Ansa, "ha portato qualche sostegno alle voci diffusesi in questi giorni che lo davano fuori dal capoluogo lombardo, forse per curare il mal di schiena che lo affligge". E infatti anche a fine novembre il capo del governo si sta sottoponendo a terapie a base di massaggi. Solo che con lui c'è l'amico Giampi e ci sono molte ragazze.

Alcune sono arrivate da Milano, altre invece, dopo aver rischiato di perdersi nelle campagne della regione più verde d'Italia, sono giunte in auto assieme a Tarantini. Tra loro, stando a quanto è stato riferito a 'L'espresso', c'è Barbara Guerra, un'ex valletta Rai, già sentita a Potenza, nel 2006, dal pm Henry John Woodcock, nell'indagine che porterà all'arresto di Fabrizio Corona, il fotografo tra l'altro accusato di averla fatta prostituire, a Roma e Vicenza, con due uomini d'affari.

"Non ho capito? State scrivendo un articolo su dove vado in vacanza? Non intendo parlarne e non mi cerchi mai più", taglia corto ora Barbara. Così non si ha nemmeno il tempo di chiederle come mai Canale 5, nell'inverno del 2009, le abbia trovato un posto nel reality 'La Fattoria', tirandosi addosso, com'era prevedibile, più di una critica, visti i suoi rapporti con Corona. Altrettanto sbrigativa, il giorno dopo, è Licia Nunez, al secolo Licia Del Curatolo, attrice, amica di Giampi e nata a Barletta, a 60 chilometri da Bari. Dopo le prime domande, attacca il telefono, "Sono di corsa, non posso parlare. Non so nulla in merito". A quel punto si rifà viva con 'L'espresso' Barbara Guerra. Vuole dire che non conosce né Licia, né Giampi e che lei in Umbria non c'è mai stata. Così il mistero sui weekend del Cavaliere riprende quota. Come sempre.

10 luglio 2009, in PINO CORRIAS
La fiction del G8

Il G8 è il più grande allestimento di fiction che il palcoscenico del mondo conosca. Arruola migliaia di comparse armate. Attiva controlli satellitari, forze navali e aeree. Isola una porzione geografica del Paese ospitante e la occupa, la perquisisce, la sterilizza. In quello stesso luogo fa convivere il massimo del segreto (il potere) con il massimo della visibilità mediatica (la tv) in modo che uno illumini l'altro e lo moltiplichi.

Il G8 dilaga come una febbre nei palinsesti di tutte le nostre vite. Diventa lo spettacolo dei buoni sentimenti e della politica di superficie. Un grande ballo senza musica, un racconto fiabesco. Illumina i volti e i corpi di una pattuglia di comandanti in capo (detti Gli Otto Grandi) che convergono con i rispettivi staff (ognuno un aereo, un servizio di sicurezza, un plotone di esperti) per sorridersi e abbracciarsi in pubblico, e poi ritirarsi in segreto dietro a schiere di uomini armati, porte blindate, a consumare i famosi Summit "dove vengono discussi i grandi problemi del mondo". Anzi ponderati. Mentre le loro mogli, circondate da altrettante telecamere, riflettori, bodyguard, visitano bimbi, consolano ammalati (o terremotati) bevono il tè, ma specialmente fanno shopping, ognuna esibendo una qualità peculiare, la bellezza, il sorriso, il tailleur.

Questo mentre a Urumqui, nello Xinijang, l'esercito cinese fa strage di uomini e donne uiguri; a Teheran sparano sulla folla che manifesta contro il regime di Ahmadinejad; a Mosca regna Putin e sparisce l'inchiesta sull'omicidio di Anna Politovskaja; l'Africa muore di fame, eccetera.

A L'Aquila non si è deciso nulla - clima, inquinamento, povertà del mondo, crisi finanziaria, armamenti - tutto rimandato o deciso altrove. Dell'immenso spettacolo resteranno un paio di immagini: quella di Barack Obama che stringe la mano a Gheddafi, e di Stefania Pezzopane che bacia George Clooney, e che ci sono costate quanto un intero programma alimentare per l'Africa.

Oggi i Grandi Del Mondo partiranno. Papi invece resta, andrà a rilassarsi nella spa di Arcore con metaldetector anti registratori. E i terremotati? Quelli rimangono in tenda, bye bye.



9 luglio 2009, in MARCO TRAVAGLIO
Non si parla di Garibaldi

Leggo su tutti i giornali, l'Unità compresa, che "Di Pietro attacca il Quirinale". Che, secondo Bondi, questo attacco segna la decisiva trasformazione dell'Idv in un "movimento a tratti antidemocratico", ragion per cui "il Pd deve affrancarsi definitivamente e nettamente dall'Italia dei Valori". Appello subito accolto da Dario Franceschini: "E' intollerabile che Di Pietro coinvolga il Presidente della Repubblica nella polemica politica" anziché "essergli grato" come lo è già "tutto il Paese".

Ingolosito, vado in cerca dell'attacco di Di Pietro al Quirinale. Dovrebbe essere sul suo blog. Dove, in effetti, si parla di Napolitano. Comincio a leggere, speranzoso: "Signor Presidente, lei sta usando una piuma d'oca per difendere la Costituzione dall'assalto di un manipolo piuttosto numeroso di golpisti". Ma questo è un attacco al manipolo di golpisti, cioè al governo Al Pappone. Proseguo: "Oramai non è più evitabile lo scontro con un governo che ha agito esclusivamente nell'interesse di pochi, spesso di una sola persona, a colpi di fiducia, di cene carbonare, di vili attacchi verbali, negando la realtà, la crisi del Paese, insultando la dignità dei cittadini e usando la menzogna come strumento sistematico di propaganda". Ecco, mi pareva: è un attacco al governo. Ma ora dovrà per forza arrivare anche l'attacco al Quirinale. "Non basta affidarsi al buonsenso della maggioranza…". Niente da fare, nessun attacco al Quirinale. Torno indietro e rileggo tutto da capo. Impossibile che tutti i giornali abbiano preso un abbaglio. Nella fretta della lettura, dev'essermi sfuggita qualche espressione insultante, aggressiva, offensiva, diffamatoria, calunniosa contro Napolitano. Finalmente la trovo. Eccola: "Signor Presidente". Parole grosse. Roba da querela.


8 luglio 2009, in Peter Gomez
Silvio e la mafia: la lettera
Una missiva che documenta i rapporti tra Berlusconi e Cosa Nostra. Anche dopo la "discesa in campo". E' stata trovata tra le carte di Vito Ciancimino. E "L'espresso" la pubblica in esclusiva.

Adesso c'è la prova documentale. Davvero, secondo la procura di Palermo, Silvio Berlusconi era in contatto con i vertici di Cosa Nostra anche dopo la sua "discesa in campo", come era stato già stato raccontato da molti collaboratori di giustizia.

I corleonesi di Bernardo Provenzano, infatti, scrivevano al premier per minacciarlo, blandirlo, chiedere il suo appoggio e offrirgli il loro. Lo si può leggere, qui, nero su bianco, in questa lettera da tre giorni depositata a Palermo gli atti del processo d'appello per riciclaggio contro Massimo Ciancimino, uno dei figli di don Vito, l'ex sindaco mafioso di Palermo, morto nel 2002.

Una lettera che "L'Espresso" online pubblica in esclusiva. Si tratta della seconda parte di una missiva (quella iniziale sembra essere stata stracciata e comunque è andata per il momento smarrita) in cui in corsivo sono state scritte le seguenti frasi: "... posizione politica intendo portare il mio contributo (che non sarà di poco) perché questo triste evento non ne abbia a verificarsi.Sono convinto che questo evento onorevole Berlusconi vorrà mettere a disposizione le sue reti televisive".

Chi abbia vergato quelle parole, lo stabilirà una perizia calligrafica. Ai periti verrà infatti dato il compito di confrontare la lettera con altri scritti di uomini legati a Provenzano. I primi esami hanno comunque già permesso di escludere che gli autori siano don Vito, o suo figlio Massimo, che dopo una condanna in primo grado a cinque anni e tre mesi, collabora con la magistratura.

Tanto che finora le sue parole hanno, tra l'altro, portato all'apertura di un'inchiesta per concorso in corruzione aggravata dal favoreggiamento mafioso contro il senatore del Pdl Carlo Vizzini, i senatori dell'Udc Salvatore Cuffaro e Salvatore Cintola, e il deputato dell'Udc e segretario regionale del partito in Sicilia, Saverio Romano. Con i magistrati Massimo Ciancimino ha parlato a lungo della lettera, che lui ricorda di aver visto tra le carte del padre quando era ancora intera.

Ma tutte le sue dichiarazioni sono state secretate. Le poche indiscrezioni che trapelano da questa costola d'indagine, già in fase molto avanzata e nata dagli accertamenti sul patrimonio milionario lasciato da don Vito agli eredi, dicono comunque due cose. La prima: la procura ritiene di aver in mano elementi tali per attribuire il messaggio a dei mafiosi corleonesi vicinissimi a Bernardo Provenzano, il boss che per tutti gli anni Novanta ha continuato ad incontrarsi con Vito Ciancimino.

Anche quando l'ex sindaco, dopo una condanna a 13 anni per mafia, si trovava detenuto ai domiciliari nel suo appartamento nel centro di Roma. La seconda: i magistrati sono convinti che la lettera dei corleonesi sia arrivata a destinazione. Il documento è stato trovato tra le carte personali di don Vito. A sequestrarlo erano stati, già nel 2005, i carabinieri: "Parte di Foglio A4 manoscritto, contenente richieste all'On. Berlusconi per mettere a disposizione una delle sue reti televisive", si legge un verbale a uso tempo redatto da un capitano dell'Arma.

Incredibilmente però la lettera era rimasta per quattro anni nei cassetti della Procura e, all'epoca, non era mai stata contestata a Ciancimino junior nei vari interrogatori. L'unico accenno a Berlusconi che si trova in quei vecchi verbali riguarda infatti una domanda sulla copia di un assegno da 35 milioni di lire forse versato negli anni '70-'80 dall'allora giovane Cavaliere al leader della corrente degli andreottiani siciliani. Dell'assegno si parla a lungo in una telefonata intercettata tra Massimo e sua sorella Luciana il 6 marzo del 2004.

Venti giorni dopo si sarebbe tenuta a Palermo la manifestazione per celebrare i dieci anni di Forza Italia. Luciana dice al fratello di essere stata chiamata da Gianfranco (probabilmente Micciché, in quel periodo assiduo frequentatore dei Ciancimino) che l'aveva invitata alla riunione perché voleva presentarle Berlusconi.

Luciana: "Minchia, mi telefonò Gianfranco.. ah, ti conto questa? all'una meno venti mi arriva un messaggio?"
Massimo: "L'altra volta l'ho incontrato in aereo"
Luciana: "Eh... il 27 marzo, a Palermo... per i dieci anni di vittoria di Forza Italia, viene Silvio Berlusconi. È stata scelta Palermo perché è la sede più sicura... eh... previsione... In previsione saremo 15 mila..."
Massimo: "Ah"
Luciana "...eh allora io dissi minchia sbaglia, e ci scrivo stu messaggio: "rincoglionito, a chi lo dovevi mandare questo messaggio, sucunnu mia sbagliasti" ...in dialetto, eh... eh (ride) e mi risponde: "suca" ...eh (ride) ...mezz'ora fa mi chiama e mi fa: "Minchia ma sei una merda" e allora ci dissi "perché sono una merda".

Dice, hai potuto pensare che io ho sbagliato a mandare? io l'ho mandato a te siccome so che tu lo vuoi conoscere [Berlusconi, nda]? io ti sto dicendo che il 27 marzo "
Massimo: "E digli che c'abbiamo un assegno suo, se lo vuole indietro..."
Luciana "(ride) Chi, il Berlusconi?
Massimo: "Si, ce l'abbiamo ancora nella vecchia carpetta di papà?"
Luciana: " Ma che cazzo dici"
Massimo : "Certo"
Luciana: "Del Berlusca?"
Massimo: "Si, di 35 milioni, se si può glielo diamo..."

Ma nella perquisizione a casa Ciancimino, la polizia giudiziaria l'assegno non lo trova. Interrogato il 3 marzo 2005, Ciancimino jr. conferma solo che gliene parlò suo padre, ma non dice dove sia finito: "Sì, me lo raccontò mio padre? Ma poi era una polemica tra me e mia sorella, perché io l'indomani invece sono andato alla manifestazione di Fassino".

Adesso, invece, dopo la decisione di collaborare con i pm, sarebbe stato più preciso. Ma non basta. Perché Ingroia e Di Matteo, dopo aver scoperto per caso la lettera nell'archivio della procura, hanno anche acquisito agli atti della nuova indagine il cosiddetto rapporto Gran Oriente, redatto sulla base delle confidenze (spesso registrate) del boss mafioso Lugi Ilardo, all'allora colonnello dei carabinieri, Michele Riccio.

Ilardo è stato ucciso in circostanze misteriose alla vigilia dell'inizio della sua collaborazione ufficiale con la giustizia. Ma già nel febbraio del '94 aveveva confidato all'investigatore come Cosa Nostra, per le elezioni di marzo, avesse deciso di appoggiare il neonato movimento di Berlusconi. Un fatto di cui hanno poi parlato dozzine di pentiti e storicamente accertato in varie sentenze. Ilardo il 24 febbraio aveva spiegato a Riccio come qualche settimana prima "i palermitani" avessero indetto una "riunione ristretta" a Caltanissetta con alcuni capofamiglia del nisseno e del catanese.

Nell'incontro "era stato deciso che tutti gli appartenenti alle varie organizzazioni mafiose del territorio nazionale avrebbero dovuto votare 'Forza Italia'. In seguito ogni famiglia avrebbe ricevuto le indicazioni del candidato su cui sarebbero dovuti confluire i voti di preferenza... (inoltre) i vertici 'palermitani' avevano stabilito un contatto con un esponente insospettabile di alto livello appartenente all'entourage di Berlusconi. Questi, in cambio del loro appoggio, aveva garantito normative di legge a favore degli inquisiti appartenenti alle varie "famiglie mafiose" nonché future coperture per lo sviluppo dei loro interessi economici..". Una delle ipotesi, ma non la sola, è che si tratti dell'ideatore di Forza Italia, Marcello Dell'Utri, già condannato in primo grado a 9 anni per concorso esterno in associazione mafiosa.

La procura di Palermo, sospetta dunque, che la lettera ritrovata nell'archivio di Ciancimino si inserisca all'interno di questa presunta trattativa. Nel '94, infatti, Berlusconi governò per soli sette mesi e anche le norme contenute all'interno del cosiddetto decreto salvaladri di luglio, approvato per consentire a molti dei protagonisti di tangentopoli di uscire di galera, che avrebbero in teoria potuto favorire i boss, alla fine non vennero immediatamente ratificate.

Da qui, è la pista seguita dagli investigatori, le apparenti minacce al Cavaliere ("il triste evento"), la richiesta della messa a disposizione di una rete televisiva e i successivi sviluppi politici che portarono all'approvazione di leggi certamente gradite anche alla mafia, ma spesso approvate con il consenso bipartisan del centro-sinistra.



7 LUGLIO 2009
Azzerare l'attuale sistema politico
Tratto da www.antoniodipietro.com
Il G8 comincia sotto una cattiva stella, a dispetto di migliaia di abruzzesi indegnamente parcheggiati nelle tendopoli e costretti prima a rimirare un'efficienza loro negata, poi a sopportare il timore di manifestazioni fuori controllo.
In un clima di abbandono istituzionale arriva, dalle pagine del The Guardian, un'amara previsione che si aggiunge alle tante notizie sull'Italia della stampa internazionale: il Belpaese sarebbe prossimo all'estromissione dal G8, e quindi anche dal G20. A rimpiazzarlo la Spagna.
Nell'articolo del The Guardian si legge ancora: "la sostanziale assenza d'iniziativa da parte del governo italiano ha spinto il governo statunitense a prendere il controllo dei lavori e organizzare delle telefonate tra diplomatici, per tentare di inserire delle proposte concrete nell'agenda del meeting".
Il ministro Frattini subito smentisce ma, vista l'inclinazione alla menzogna di questo governo, attenderei la rettifica del quotidiano anglossassone prima di cambiare idea.
In Italia esplode il malcontento a tutti i livelli: lavoratori, tifosi di calcio, cattolici, laici, imprenditori, studenti, insegnanti, a cui si aggiungono i fischi di Napoli, Prato, Viareggio, Cinisello.
Il motivo è semplice, quando sei governato da persone che lavorano instancabilmente per fare i propri interessi alla fine non c'è Minzolini che tenga, i cittadini capiscono chi sei, e ti scaricano.
L'Italia ha bisogno di un'alternativa di governo per lasciarsi alle spalle ballerine, cantanti, mafiosi, lacchè e un Presidente del Consiglio debole e ricattabile.
Dobbiamo azzerare questo sistema politico vecchio che rimescola le solite quattro carte da gioco.
I vari Berlusconi, D'Alema, Fassino, Rutelli, Bossi, Cuffaro, Bondi, Gasparri e compari sono parcheggiati nella politica da decenni e non hanno progetti che parlino di futuro, di progresso, di innovazione, di giovani, e come tali non possono essere parte del cambiamento, al più spettatori.
Dopo il G8, su cui vi aggiornerò via Twitter, avremo due priorità di cui occuparci: il conto che due giudici della Consulta devono pagare agli italiani dimettendosi o non pronunciandosi sul Lodo Alfano e far chiarire al Pd l'ambigua posizione sulle intercettazioni tentando di rigettare in mare il relativo disegno di legge.
"DOMANI ORE 15:00 DIRETTA STREAMIG"
Domani, mercoledì 8 luglio, alle ore 15:00 interverrò alla Camera per un'interrogazione parlamentare sul disegno di legge sulle intercettazioni e sul bavaglio all'informazione. Trasmetterò l'intervento in diretta streaming dal blog. Su questo disegno di legge non c'è dialogo, le intercettazioni funzionano, hanno permesso di impedire e punire migliaia e migliaia di reati. Impedirne esecuzione e pubblicazione, a tempo dovuto, equivale ad istituire un'amnistia permanente che per lasciare impuniti qualche centinaio di politici corrotti sacrifica la sicurezza di milioni di cittadini.


6 LUGLIO 2009
Sugli spalti per non far danni
Tratto da www.antoniodipietro.com
Dopo l'articolo di ieri avrei scommesso sul titolo dei giornali: "Di Pietro attacca Napolitano", e avrei vinto. A travisare non deve neanche scomodarsi il governo, ci pensa Dario Franceschini.
Non accetto lezioni da chi fa opposizione a giorni alterni. Non ho coinvolto il Capo dello Stato nella polemica politica, perchè non c'è alcuna polemica, c'è solo il coraggio di dire e fare ciò in cui si crede.
La legge sulle intercettazioni è una porcata, non bisogna rivederla, bisogna cancellarla ed occuparsi delle priorità per il Paese, della crisi economica. Non intendo fare opposizione su questa legge con la fionda quando di fronte ho un avversario che esibisce l'atomica.
Franceschini si indigni per la replica del ministro della Giustizia, quella sì che ha umiliato il ruolo del Presidente Giorgio Napolitano. Nella migliore delle ipotesi il governo proporrà modifiche di facciata, per illudere di aver recepito il confronto, magari consentiranno alla stampa di pubblicare le intercettazioni, ma sarà una panacea visto che, comunque, il resto della legge, di fatto, impedirà che le intercettazioni possano essere fatte.Ribadisco quindi: nessun credito a chi non ne è degno, ed il governo non lo è, un rinnovato invito al Capo dello Stato, alla fermezza nei confronti del testo della legge, e un appello al Pd affinché sieda sugli spalti, come ha fatto per il lodo Alfano, e si goda la partita senza far danni. Anzi, una mano può darla anche dagli spalti, facendo in modo, almeno, che nessuno dei suoi parlamentari, approfittando della votazione anonima, confluisca nel gruppetto di franchi tiratori come avvenuto nella precedente votazione alla Camera.
"DIMETTETEVI IX: CENA DIGERITA"
Dov'è finita la cena di casa Mazzella? Il riflettore si è spento, la notizia è scemata, assimilata con i tempi della digestione mediatica, una manciata di giorni, è durata poco più della digestione dei commensali di quella cena di maggio. Ma io non cederò su questo inciucio culinario finchè i due commensali interessati della Consulta non si faranno da parte, almeno sul giudizio di costituzionalità del lodo Alfano il 6 ottobre. Unica alternativa rivolgerci alla comunità internazionale, e lo faremo..
Antonio Di Pietro


4 luglio 2009, in Marco Travaglio
Immoral suasion

Qualche ingenuo starà brindando per l'iniziativa assunta dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e annunciata oggi da Liana Milella su la Repubblica. Siccome nessuna smentita è giunta dal Quirinale, se ne deduce che è tutto vero. Il capo dello Stato ha convocato il Guardagingilli Angelino Jolie per fargli sapere che la legge sulle (anzi contro le) intercettazioni e il bavaglio alla stampa, così com'è uscita dalla Camera e sta per essere approvata anche dal Senato, lui non la firma. E' preoccupato per le eccessive limitazioni alla libertà di stampa e per l'irragionevolezza di alcuni paletti alle intercettazioni che, a suo avviso, potrebbero indurre la Corte costituzionale a bocciare la legge. Dunque, dirà qualche ingenuo, dobbiamo essere felici. Nossignori. Anzitutto per una questione di procedure: come lo stesso Napolitano ha più volte detto in pubblico, "quando il Parlamento lavora, il capo dello Stato tace". Attende cioè che una legge sia approvata per esaminarla e decidere se promulgarla con la sua firma, oppure rinviarla alle Camere per manifesta incostituzionalità (o per scopertura finanziaria, ma non è questo il caso). Lui invece s'è inventato questa prassi sconosciuta alla nostra Costituzione, che i soliti tromboni e pompieri al seguito chiamano elogiativamente "moral suasion": far sapere riservatamente alla maggioranza che la legge non gli piace, affinchè sia modificata come vuole lui.

L'aveva già fatto col decreto anti-Eluana, e giustamente il governo aveva protestato contro l'insolita prassi di dare un parere preventivo mentre il consiglio dei ministri era riunito per decidere. Ora la scena si ripete mentre il Senato sta esaminando il testo. Lo scopo dell'iniziativa quirinalesca è evidente: "migliorare" una legge-porcata assolutamente impossibile da migliorare (come pensare di profumare un ammasso di letame con una goccia di Chanel numero 5) e risparmiare al governo Al Tappone lo smacco plateale di un disegno di legge bocciato dal Quirinale dopo essere passato in entrambi i rami del Parlamento. Peccato che, fra i poteri che la Costituzione riserva esplicitamente al capo dello Stato, non sia contemplato quello di preoccuparsi delle figuracce del governo (come non è previsto che il capo dello Stato inviti le opposizioni e la stampa a una "tregua" per non disturbare il governo alla vigilia del G8).

Il risultato sarà che la legge-bavaglio verrà lievemente ritoccata, produrrà ugualmente danni indescrivibili, ma alla fine il Quirinale ne firmerà la nuova versione, riducendo le speranze che la Corte costituzionale la faccia a pezzi. Se c'è il rischio che la Consulta non bocci nemmeno il Lodo Alfano, capolavoro di incostituzionalità, figurarsi i tremori dei nostri ermellini (compresi i compagni di merende di Papi) quando dovranno esaminare la porcata "migliorata" dalla "moral suasion" quirinalizia. Insomma, le peggiori notizie, nella politica italiana, sono proprio quelle che, all'apparenza, sembrano le migliori. Nella celebre commedia "A che servono questi quattrini", il protagonista Eduardo De Filippo consiglia a un suo giovane discepolo il da farsi in caso di eventi apparentemente negativi: mettersi di fronte allo specchio e ripetere alternativamente due frasi: "Chi ti dice che sia una disgrazia?" e "Chi ti dice che non sia una fortuna?", facendole precedere entrambe con un bell'"A me nun me passa manco pe' 'a capa". Noi, ogni volta che entra in scena la moral suasion napolitana, dobbiamo fare esattamente il contrario. Cioè ripetere allo specchio: "Chi ti dice che non sia una disgrazia?" e "Chi ti dice che sia una fortuna?", ""A me nun me passa manco pe' 'a capa".




Focus idv del 3 luglio 09

LODO ALFANO: DI PIETRO, TUTTO CHIARO, CORTE HA GIA' DECISO (ANSA) - ROMA, 3 LUG - La cena tra Silvio Berlusconi e i giudici della Corte Costituzionale e', per Antonio Di Pietro, ''il dito'' al quale si vuole far guardare, ma ''la luna'' e' la decisione sulla costituzionalita' del Lodo Alfano che, secondo il leader dell'Idv, sarebbe ''gia' presa'', salvo che per avere ''la certezza'' i due giudici Luigi Mazzella e Paolo Maria Napolitano sarebbero ''indispensabili''. Di Pietro lo scrive sul suo blog, ''nell'attesa delle azioni legali del giudice Napolitano, che mi auguro ci siano davvero e non siano solo chiacchiere''. L'ex pm conferma il suo giudizio sulla ''inadeguatezza a ricoprire il ruolo di giudici costituzionali di Mazzella e Napolitano. Ora pero' - aggiunge - guardiamo la luna distogliendoci dal dito''. ''Il capo dello Stato - riassume - non si pronuncia, anzi, si pronuncia zittendo chi gli chiede di dissociarsi ed invitare i due 'amici per la pelle' a dimettersi o quanto meno ad astenersi il 6 ottobre, giorno in cui la Consulta e' chiamata a valutare la costituzionalita' del lodo Alfano. Mazzella risponde picche, scrive all'amico piduista Silvio Berlusconi, e tra una protesta e un'indignazione, comunque, non si schioda, anzi, fa sapere che non si asterra' il 6 ottobre. E il giudice Napolitano? Anche lui risponde picche, anche lui non si schioda, e anche lui dichiara che non si asterra' il 6 ottobre, ma per distinguersi dal collega oggi scrive a De Bortoli lamentando un 'attacco furibondo' ''. ''Il presidente della Corte, Amirante - aggiunge - con fare conciliante, invita ad abbassare i toni ma, nei fatti, lascia al loro posto i due giudici e decide di non escluderli il 6 ottobre dal giudizio di costituzionalita' della legge 128. Dunque, mentre e' in corso una campagna mediatica per costringere i cittadini a guardare il dito, distolgono l'attenzione dai fatti, la luna''. ''E la luna - secondo Di Pietro - e' chiara in questa notte della democrazia, sul lodo Alfano hanno gia' deciso ma, per ottenere la certezza della costituzionalita' del lodo, quei due 'amici per la pelle' sono indispensabili''.(ANSA).

lLodo Alfano/ Di Pietro:Amirante intervenga,2 giudici non autonomi _Non arretreremo nella battaglia per l'autonomia della Consulta Roma, 3 lug. (Apcom) - Il leader dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, insiste nel chiedere le dimissioni dei due giudici costituzionali - Luigi Mazzella e Paolo Maria Napolitano - che hanno partecipato ad una cena con il premier e il Guardasigilli. "Il presidente della Corte Costituzionale, Francesco Amirante - scrive Di Pietro sul suo blog - nonostante un centinaio di costituzionalisti si sia pronunciato contro il lodo Alfano, nonostante i quindici della Consulta siano in estremo imbarazzo per il comportamento di due colleghi, nonostante quella cena fosse tutto fuorché di piacere, come testimonia la bozza di riforma costituzionale, apparsa appena due giorni dopo quella cena, negli uffici del Senato, nonostante tutto questo, non interviene per salvaguardare l'autonomia dell'istituzione che rappresenta". "Ricordo, al Presidente Amirante - prosegue l'ex pm - che la Corte ha tra i suoi membri almeno due giudici non autonomi, e che la sua tardività nel pronunciarsi rischia, se dovesse ulteriormente protrarsi, di essere vista come un oscuro messaggio. Quello che chiediamo ad Amirante di farsi garante della terzietà, dell'indipendenza, ed autonomia della Corte Costituzionale. L'incuria e la superficialità con cui i due giudici hanno liquidato la cenetta di maggio, unite alla loro ostinazione nel non volersi astenere dalla votazione del 6 ottobre, denotano la malafede che li muove". "La lettera aperta del giudice Mazzella al corruttore senza sosta denota, infine - conclude Di Pietro - un atteggiamento di riverenza, mista a servilismo, che giunge come un campanello dallarme sull'effettiva indipendenza dei membri della Consulta. Ricordo a Mazzella quanto gli studenti di giurisprudenza apprendono nei primi mesi di studio: mentre i giudici ordinari, in casi simili al suo, devono astenersi e possono essere ricusati, tali provvedimenti non sono stati previsti per la Corte Costituzionale, per il semplice fatto che, fino allo scorso maggio, era inimmaginabile che un giudice della Corte, rivendicando la sua amicizia personale con un imputato interessato alle decisioni della Consulta, lo invitasse a casa sua alla vigilia di un giudizio che lo coinvolge, addirittura insieme al ministro della Giustizia, che quella legge 'ad personam' aveva promosso ed ordito. Non arretreremo di un passo in questa battaglia sull'autonomia della Consulta e sulla decisione che la Corte stessa dovrà prendere il 6 ottobre con riferimento alla legge 128 (nota come lodo Alfano) di cui Silvio Berlusconi, per ora, l'unico beneficiario".

LODO ALFANO: DE MAGISTRIS, STATO DI DIRITTO IN PERICOLO NON E' IL MOMENTO DI TACERE (ANSA) - ROMA, 3 LUG - ''Altro che abbassare i toni! Ci sono tutte le ragioni per non restare in silenzio. Le vicende degli ultimi giorni sono un ulteriore campanello d'allarme per lo Stato di diritto e la trasparenza del nostro Paese''. Lo afferma in una nota l'eurodeputato dell'Italia dei Valori Luigi de Magistris commentando la cena tra due giudici della Corte Costituzionale, il premier e il ministro della giustizia Angelino Alfano. ''La cena organizzata a casa del giudice della Consulta Mazzella, con i protagonisti ormai noti, in qualsiasi altro Paese democratico - osserva De Magistris - avrebbe provocato interventi istituzionali. E invece non possiamo che registrare il sostanziale silenzio e l' invito ad abbassare i toni, mentre la democrazia perde colpi ogni giorno. Speriamo che non si debbano abbassare i toni anche nei confronti della legge xenofoba, approvata ieri al Senato, che criminalizza l'immigrato in quanto tale e non perche' ha commesso un reato, e che privatizza la sicurezza affidandola alle ronde e mortificando le forze dell'ordine''. ''Queste - prosegue l'ex Pm - vengono cosi' delegittimate, ancora una volta, dal Governo, che non le mette in condizione di lavorare, come accade anche alla magistratura, quotidianamente umiliata''. ''Non taceremo, poi, nemmeno di fronte al Lodo Alfano bis, il provvedimento sulle intercettazioni che sta per essere approvato e che, di fatto - conclude - cancellera' uno strumento di indagine essenziale per i magistrati e il diritto di cronaca''. (ANSA).

IDV: DI PIETRO MARTEDI' A STAMPA ESTERA SU 'ERA BERLUSCONI' = (AGI) - Roma, 3 lug. - "L'era Berlusconi: l'utilizzo delle istituzioni per fini privati", e' il tema della conferenza stampa che il presidente dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, terra' martedi' 7 luglio, alle 16, presso la Sala stampa Estera di Roma, in via dell'Umilta', 83/c. Crisi/ Idv: Da Berlusconi inutile e pericoloso ottimismo _Donadi: Nessuna serietà nelle parole del premier Roma, 3 lug. (Apcom) - "Non c'è serietà nelle parole del premier. Dal primo giorno ripete che il peggio è passato. Continua a spargere un inutile e pericoloso ottimismo, mentre servirebbero misure serie e concrete per contrastare la caduta della domanda interna e la contrazione del mercato del lavoro". Lo afferma in una nota il capogruppo dell'Idv alla Camera, Massimo Donadi, aggiungendo che "ogni giorno in più che passa preoccupa l'inadeguatezza di questo governo e la sua incapacità di affrontare una crisi così insidiosa".

Intercettazioni/ Idv: Dalla legge colpo mortale ad antimafia _Belisario: non trascurare allarme magistrati a Csm Roma, 3 lug. (Apcom) - "Chissà se la forte preoccupazione espressa oggi congiuntamente al termine di una riunione dai consiglieri della sesta commissione del Csm, dal procuratore capo dell'Antimafia Grasso e dai procuratori delle principali sedi giudiziarie delle regioni del sud sarà tenuta in qualche considerazione dal governo". Se lo chiede il presidente dei senatori dell'Italia dei Valori, Felice Belisario, che commenta così il giudizio espresso sul ddl intercettazioni all'esame della commissione Giustizia di Palazzo Madama e già passato alla camera con un voto di fiducia. "La riunione di oggi - prosegue Belisario - darà vita a una relazione che spiegherà nei dettagli quello che noi diciamo da tempo, e cioè che il ddl sulle intercettazioni, tra gli altri danni, infliggerà un colpo mortale alla lotta alla criminalità organizzata. Berlusconi fa orecchie da mercante pur di poter colpire i magistrati, anche coloro che rischiano ogni giorno la propria vita e che dal giorno dell'emanazione della legge avranno molti meno poteri per combattere mafia, camorra e 'ndrangheta". Pda

SICUREZZA: BELISARIO (IDV), E' UN BENE MA NON SI SACRIFICHINO DIRITTI UMANI = Roma, 3 lug. - (Adnkronos) - "Come Italia dei valori lo abbiamo detto varie volte ed e' significativo ed importante che mons. Papini lo ripeta anche oggi, sebbene a legge ormai approvata per precisa e conclamata volonta' del governo e della maggioranza: le norme sulla sicurezza appena entrate nel nostro ordinamento giuridico sono aberranti dal punto di vista umano". Lo sostiene il presidente del gruppo Italia dei valori al Senato, Felice Belisario, che ricorda come "tutte le associazioni cattoliche abbiano sempre sostenuto che la sicurezza dei cittadini, delle loro famiglie, dello Stato e' un bene prezioso che va perseguito con responsabilita' e gestito con misura, ma senza sacrificare i diritti umani e la sacrosanta solidarieta'". "Per questo -sottolinea Belisario- apprezziamo particolarmente le parole del portavoce della Conferenza episcopale italiana, soprattutto laddove sostiene che una risposta dettata dalle sole esigenze di ordine pubblico risulta insufficiente, che il singolo provvedimento finisce con l'essere fatalmente inadeguato e bisogna invece attivare una strategia piu' ampia e articolata, fatta di aiuti internazionali e di maggiore integrazione. Senza di questa, che il governo non ha certamente messo in campo, l'emergenza immigrazione rimarra' irrisolta e si sara' definita solo e soltanto una sicurezza, quella personale del signor Berlusconi".

SICUREZZA: ORLANDO (IDV), IN ARRIVO RONDE DI STREGONI (ANSA) - ROMA, 3 LUG - Leoluca Orlando, portavoce dell'Idv, sostiene che con l'approvazione definitiva del disegno di legge sulla sicurezza ''arriveranno sul territorio, al posto della polizia di stato, ronde di stregoni: con camicie colorate e simboli di parte in alcune zone del paese, con compari incensurati di casalesi, mafiosi e camorristi in altre''. ''L'affidamento alle ronde del controllo del territorio - afferma Orlando - consegnera' a terzi sconosciuti e incontrollati un compito che nei paesi civilizzati e' compito inalienabile dello stato e delle sue forze dell'ordine''.

SCUOLA: CONSULTA;GIAMBRONE (IDV),VITTORIA BAMBINI E FAMIGLIE (ANSA) - ROMA, 3 LUG - ''E' un successo per Regioni e Comuni, ma prima di tutto una vittoria per le famiglie e per i loro bambini''. Cosi' il senatore Fabio Giambrone, capogruppo dell'IdV in commissione Istruzione, ha commentato la decisione con cui la Corte Costituzionale ha accolto il ricorso delle Regioni stabilendo che lo Stato non puo' dettare le modalita' del dimensionamento della rete scolastica. ''Tutte le preoccupazione dell'Italia dei Valori sono state confermate dalla sonora bocciatura della Consulta. Ora - ha concluso Giambrone - il governo non potra' che fare retromarcia in merito alle assurde decisioni prese sulla scuola pubblica e dovra' avviare un tavolo di concertazione con enti locali e organizzazioni di categoria per superare questa brutta pagina dell' istruzione italiana''. (ANSA).

SCUOLA: IDV, 'BENE CONSULTA. GELMINI FUORI LUOGO' = (AGI) - Roma, 3 lug - 'Sono fuoriluogo le espressioni usate dal ministro Gelmini nei confronti della sentenza della Corte Costituzionale. I rilievi dei giudici della Consulta sulla incostituzionalita' di due punti della riforma della scuola sono palesi, legittimi e condivisibili e non possono, pertanto, essere liquidati come 'marginali'- Lo dichiara Pierfelice Zazzera, capogruppo IDV in Commissione Cultura alla Camera. 'Il principio, poi, che il ministro della pubblica Istruzione abbia il potere di decidere sull'intero sistema formativo italiano, con l'emanazione di un semplice regolamento, e' sbagliato non solo perche' viola il potere delle regioni, cui spetta la competenza in maniera scolastica come ha ribadito la Corte, ma perche' non corrisponde a nessun principio democratico' aggiunge Zazzera. 'La verita' e' quella che Italia dei Valori ribadisce da tempo. Obiettivo di questa riforma e' tagliare in maniera autoritaria e irrazionale, non certo migliorare la qualita' di tutti i livelli della scuola, da quello formativo a quello organizzativo' conclude il capogruppo di IDV in Commissione cultura alla Camera.(AGI)

AFGHANISTAN: EVANGELISTI (IDV), LA RUSSA RIFERISCA A CAMERE = (AGI) - Roma, 3 lug. - "Facciamo ai nostri due soldati feriti in Afghanistan gli auguri di pronta guarigione. Non possiamo nascondere pero', alla luce dell'attentato al contingente italiano, di essere sempre piu' preoccupati per l'escalation di violenza in quei luoghi martoriati da anni di guerra". Lo afferma Fabio Evangelisti, vicepresidente dell'Idv alla Camera e membro della commissione Affari Esteri. "Ci domandiamo - continua Evangelisti - se si possa davvero continuare a parlare di missione di pace e se abbia un senso la decisione del ministro La Russa di inviare due tornado e altri 400 soldati. Per questo, chiediamo al titolare della Difesa di riferire in Parlamento sull'origine e la causa dell'attentato e di illustrare le condizioni attuali nelle quali si trovano ad operare i nostri soldati, anche alla luce dell'eccezionale dispiegamento di forze deciso dagli Stati Uniti". (AGI) Com/Ted



3 LUGLIO 2009
DIMETTETEVI VII: giu' la maschera
Nell'attesa delle azioni legali del giudice della Consulta Paolo Maria Napolitano, che mi auguro ci siano davvero e non siano solo chiacchiere, non mi resta che commentare l'inadeguatezza a ricoprire il ruolo di giudici costituzionali di Mazzella e Napolitano. Ora pero' guardiamo la luna distogliendoci dal dito.
Il Capo dello Stato non si pronuncia, anzi, si pronuncia zittendo chi gli chiede di dissociarsi ed invitare i due "amici per la pelle" a dimettersi o quanto meno ad astenersi il 6 ottobre, giorno in cui, lo ricordo, la Consulta è chiamata a valutare la costituzionalità del lodo Alfano.
Mazzella risponde picche, scrive all'amico piduista Silvio Berlusconi, e tra una protesta e un'indignazione, comunque, non si schioda, anzi, fa sapere che non si asterrà il 6 ottobre. E il giudice Napolitano? Anche lui risponde picche, anche lui non si schioda, e anche lui dichiara che non si asterrà il 6 ottobre, ma per distinguersi dal collega oggi scrive a De Bortoli lamentando un "attacco furibondo".
Il presidente della Corte, Amirante, con fare conciliante, invita ad abbassare i toni ma, nei fatti, lascia al loro posto i due giudici e decide di non escluderli il 6 ottobre dal giudizio di costituzionalità della legge 128.
Dunque, mentre è in corso una campagna mediatica per costringere i cittadini a guardare il dito, distolgono l'attenzione dai fatti, la luna. E la luna è chiara in questa notte della democrazia, sul lodo Alfano hanno già deciso ma, per ottenere la certezza della costituzionalità del lodo, quei due "amici per la pelle" sono indispensabili.

2 LUGLIO 2009
DIMETTETEVI VI: la Corte abbandonata
Il Presidente della Corte Costituzionale, Francesco Amirante, nonostante un centinaio di costituzionalisti si sia pronunciato contro il lodo Alfano, nonostante i quindici della Consulta siano in estremo imbarazzo per il comportamento di due colleghi, nonostante quella cena fosse tutto fuorché di piacere, come testimonia la bozza di riforma costituzionale, apparsa appena due giorni dopo quella cena, negli uffici del Senato, nonostante tutto questo, non interviene per salvaguardare l'autonomia dell'istituzione che rappresenta.
Ricordo, al Presidente Amirante, che la Corte ha tra i suoi membri almeno due giudici non autonomi, e che la sua tardività nel pronunciarsi rischia, se dovesse ulteriormente protrarsi, di essere vista come un oscuro messaggio.
Quello che chiediamo ad Amirante è di farsi garante della terzietà, dell'indipendenza, ed autonomia della Corte Costituzionale.
L'incuria e la superficialità con cui i due giudici hanno liquidato la cenetta di maggio, unite alla loro ostinazione nel non volersi astenere dalla votazione del 6 ottobre, denotano la malafede che li muove.
La lettera aperta del giudice Mazzella al corruttore senza sosta denota, infine, un atteggiamento di riverenza, mista a servilismo, che giunge come un campanello d'allarme sull'effettiva indipendenza dei membri della Consulta.
Ricordo a Mazzella quanto gli studenti di giurisprudenza apprendono nei primi mesi di studio: mentre i giudici ordinari, in casi simili al suo, devono astenersi e possono essere ricusati, tali provvedimenti non sono stati previsti per la Corte Costituzionale, per il semplice fatto che, fino allo scorso maggio, era inimmaginabile che un giudice della Corte, rivendicando la sua amicizia personale con un imputato interessato alle decisioni della Consulta, lo invitasse a casa sua alla vigilia di un giudizio che lo coinvolge, addirittura insieme al ministro della Giustizia, che quella legge "ad personam" aveva promosso ed ordito.
Non arretreremo di un passo in questa battaglia sull'autonomia della Consulta e sulla decisione che la Corte stessa dovrà prendere il 6 ottobre con riferimento alla legge 128 (nota come lodo Alfano) di cui Silvio Berlusconi, per ora, è l'unico beneficiario.



A PROPOSITO DI MEMORIA STORICA E COERENZA, DI SEGUITO PUBBLICO ALCUNI CENNI BIOGRAFICI DI SANDRO BONDI… FORSE NON TUTTI LO SAPETE, MA SANDRO BONDI ERA COMUNISTA… SI SI!!! AVETE CAPITO BENE… COMUNISTA… UNO DI QUELLI CHE, PER DIRLA CON BERLUSCONI, BOLLIVA I BAMBINI… MA IN ITALIA TUTTO SI DIMENTICA E TUTTI SI RIABILITANO… TANT'E' VERO CHE, PER FARE UN ESEMPIO RELATIVO AL MONDO DEL CALCIO, SI RICOMINCIA GIA' A PARLARE DI MOGGI…

CENNI BIOGRAFICI
Unico figlio di Renzo Bondi, operaio di idee socialiste, e di Maria Bertoli, emigra con la famiglia in Svizzera, dove trascorre l'infanzia e frequenta le prime scuole a Losanna. Tornato in Italia nel 1970, continua gli studi al Liceo scientifico di Villafranca. Entra giovanissimo nella Federazione Giovanile Comunista Italiana, della quale diventa presto segretario della Lunigiana. Nel 1984 si laurea in Filosofia presso l'Università di Pisa con una tesi su frate Leonardo Valazzana, anch'egli nato a Fivizzano, predicatore agostiniano avversario di Girolamo Savonarola. Il testo, successivamente rielaborato e integrato, è stato poi dato alle stampe sotto forma di saggio nel 2001.
Cattolico democratico, svolge presso l'Università di Firenze l'attività di ricercatore, milita nel PCI e intanto lavora come assicuratore per la Unipol. Dal 1987 collabora per circa due anni con la testata Il Tirreno.
Nel 1990 viene eletto sindaco di Fivizzano nelle liste del PCI, ma nel 1992 la giunta comunale da lui guidata viene rovesciata dai socialisti locali, in associazione con la Democrazia Cristiana. Già allora gli attivisti lo paragonano scherzosamente ad un "rapanello": cioè rosso fuori e bianco dentro. In seguito lascia il PCI.
Nel 1993 ritrova una sua ex compagna di liceo, Gabriella Podestà, che sposa due anni dopo e dalla quale ha un figlio, Francesco, nato nel 1998.
Attraverso lo scultore Pietro Cascella, che sta lavorando ad Arcore per la cappella funeraria di Villa Berlusconi, nel 1994 conosce Silvio Berlusconi, che gli affida dapprima la direzione del Dipartimento beni culturali del Centro studi di Forza Italia. Successivamente Bondi viene incaricato di curare la corrispondenza personale di Berlusconi, di cui diviene in breve tempo segretario particolare e collaboratore fidato, tanto da ricevere il compito, in occasione della campagna elettorale del 2001, di coordinare la stesura di Una storia italiana, un libro fotografico sulla vita pubblica e privata di Berlusconi spedito, come mezzo di propaganda elettorale in vista delle successive elezioni, a tutte le famiglie italiane.
Bondi ricambia la fiducia accordatagli dal Cavaliere diventandone negli anni uno dei maggiori sostenitori, esternandogli pubblicamente in più occasioni la propria devozione e fedeltà [1], anche tramite poesie che ha talvolta letto in alcuni programmi televisivi, tanto da essere stato spesso bersaglio di critiche o battute ironiche. Nel 2001 è eletto alla Camera dei Deputati nelle liste di Forza Italia nella III circoscrizione (Lombardia 1) ed entra nella Commissione affari costituzionali della Camera. Dal 2002 è portavoce di Forza Italia.
Nella campagna elettorale per le elezioni regionali del 2005 si occupa della comunicazione del partito e nello stesso anno viene nominato coordinatore del movimento forzista. Esce un suo libro sul potere femminile, intitolato "Civiltà dell'amore".
Alle elezioni politiche del 2006 riceve un nuovo mandato parlamentare alla Camera, risultando eletto nella circoscrizione XX (Campania 2). Collabora intanto al settimanale Vanity Fair con una rubrica di poesie. Nell'estate 2006 pubblica il suo ultimo saggio dal titolo "Laici e credenti: una fede comune".
Alle elezione del 2008 è candidato al Senato della Repubblica nella regione Toscana nelle liste del Popolo della Libertà, nonché candidato del centrodestra alla carica di presidente della Provincia di Massa Carrara. Viene eletto al Senato, mentre per la presidenza della provincia accede al ballottaggio col presidente uscente (sostenuto dal Partito Democratico) Osvaldo Angeli, che vince con il 55.4% dei voti, contro il 46% di suffragi raccolti da Bondi.
Nel 2008 è nominato Ministro per i Beni e le Attività Culturali del Governo Berlusconi IV, lasciando la carica di coordinatore nazionale di Forza Italia a Denis Verdini.
Nel Novembre 2008 suscita vivaci polemiche la scelta del Ministro dei Beni Culturali Sandro Bondi di affidare a Mario Resca, ex amministratore delegato di McDonald's, dapprima la consulenza e poi la direzione del progetto di gestione e sviluppo dei musei italiani. In un primo momento, il nome che era stato fatto per lo stesso incarico era quello di Antonio Paolucci, ex sovrintendente ai Beni Culturali della Regione Veneto, poi Sovrintendente del Polo Museale Fiorentino ed infine designato dalla Santa Sede come direttore dei Musei Vaticani.
Dopo il congresso fondativo de Il Popolo della Libertà, ne viene nominato coordinatore nazionale assieme a Ignazio La Russa e Denis Verdini.
Fonte: www.wikipedia.org


QUESTION TIME DEL PRIMO LUGLIO 2009

di Antonio Di Pietro (sul sito www.antoniodipietro.com é possibile vedere il video)

Pubblico il mio intervento alla Camera su quella che ho definito "cena carbonara" a cui hanno partecipato due giudici della Consulta, Mazzella e Napolitano, un corruttore ma improcessabile per il lodo, Silvio Berlusconi, il firmatario del lodo, Angelino Alfano, un sottosegretario, Gianni Letta, ed i presidenti delle commissioni Affari Costituzionali alla Camera e al Senato, Carlo Vizzini e Donato Bruno. Commensali ben assortiti che il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Elio Vito, vuol venderci come grandi amici che han parlato di tutto fuorchè del lodo.

Gli italiani si stanno svegliando, signori del governo, e vi chiederanno il conto di quanto avete "mangiato".

Alfano, Mazzella e Napolitano abbiano la decenza di dimettersi.

QUESITO

Antonio Di Pietro: Signor Presidente, signor Ministro della giustizia - anche se non c'è -, vogliamo sapere da lei perché ha partecipato ad un incontro riservato e carbonaro tra lei, il Presidente del Consiglio e due giudici della Corte costituzionale Luigi Mazzella, promotore della cena galeotta, e Paolo Maria Napolitano.
Lei sa bene che il Presidente del Consiglio è un plurinquisito, nei cui confronti i giudici italiani non possono procedere proprio perché lei, Ministro Alfano, ha promosso e ottenuto una legge che permette a Berlusconi l'impunità durante tutto il suo mandato. Lei dovrebbe capire che così facendo ha compromesso la credibilità della Corte, perché la Corte stessa dovrà decidere il 6 ottobre sul lodo Alfano. Per questo vogliamo sapere: se si rende conto della gravità e della scorrettezza istituzionale da lei promossa; per quale ragione avete organizzato e realizzato quella cena; se non ritenga doveroso a questo punto ed ora che la tresca è stata scoperta dimettersi dal suo incarico per restituire dignità al suo ufficio e a quello della Corte costituzionale (Applausi dei deputati del gruppo Italia dei Valori).

RISPOSTA

Elio Vito: Signor Presidente, per la correttezza e il rispetto profondo che il Governo nutre nei confronti del Parlamento, naturalmente farò riferimento al testo scritto e presentato dall'onorevole Di Pietro e dagli altri deputati del gruppo dell'Italia dei Valori e non risponderò alle affermazioni che sono state rese poco fa in Aula.
Gli onorevoli interroganti, riprendendo un articolo del settimanale L'Espresso, chiedono di sapere di un incontro presso l'abitazione privata del giudice della Corte costituzionale Luigi Mazzella dove, nello scorso mese di maggio - a dire degli interroganti e dell'articolo citato - si sarebbe svolta, testualmente, "una delle più sconcertanti e politicamente imbarazzati riunioni organizzate dal Governo Berlusconi".
L'articolo citato, secondo quanto ripreso ed evidenziato dagli interroganti, nella parte relativa a quello che sarebbe stato il contenuto della riunione organizzata dal Governo Berlusconi, fa poi frequenti e generici riferimenti ad espressioni del tipo "più fonti concordano", "sembra" e a interlocuzioni che, nello stesso testo in esame, riportano mere congetture ed ipotesi disparate.
In ordine a quello che nel testo viene indicato - come ho detto - come un fatto certo, "una delle più sconcertanti e politicamente imbarazzanti riunioni organizzate dal Governo Berlusconi" va subito chiarito, onorevole Di Pietro, che il Governo Berlusconi, che mi onoro in questa sede di rappresentare, non ha organizzato presso l'abitazione del giudice Mazzella alcuna riunione. Molte settimane prima del mese di maggio di quest'anno, il Presidente Silvio Berlusconi, unitamente al sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dottor Gianni Letta, al Ministro della giustizia onorevole Angelino Alfano, al senatore Carlo Vizzini e al giudice costituzionale Paolo Maria Napolitano e alle loro rispettive consorti (molto prima, quindi, delle date da lei indicate, molte settimane prima del mese di maggio) riceveva un invito ad una cena organizzata presso la propria abitazione dal giudice costituzionale professor Luigi Mazzella. Tale incontro conviviale, che è naturale conseguenza di un rapporto di conoscenza e stima risalente nel tempo (peraltro riconosciuto nello stesso articolo citato dagli interroganti), che lega il padrone di casa e i suoi ospiti, si è svolto nella prima metà del mese di maggio.
L'incontro dunque ha avuto luogo, onorevole Di Pietro, in ogni caso rispetto alle congetture e alle ipotesi disparate citate, in un'epoca antecedente al 26 giugno scorso, giorno nel quale il presidente della Corte costituzionale ha fissato per il prossimo 6 ottobre la data di inizio della discussione sul lodo Alfano ed ha indicato nel giudice Gallo il relatore della medesima discussione. Se permette, signor Presidente, vista anche la delicatezza del tema, la trattengo per pochi secondi ancora.
Per quanto concerne quello che tra i "sembra" e i "si dice" sarebbe stato il contenuto della discussione della serata, è appena il caso di osservare che l'incontro non ha avuto in alcun modo ad oggetto temi che riguardassero l'agenda della Corte costituzionale, né ipotesi di riforma del Titolo IV della Costituzione, la cui iniziativa - come si spera gli onorevoli interroganti sappiano bene - appartiene esclusivamente al Parlamento, su impulso anche del Governo, organo al quale è conferito dalla legge costituzionale e al popolo, essendo invece competenza della Corte giudicare delle eventuali controversie. Concludo tranquillizzando gli onorevoli interroganti, dicendo che le iniziative del Governo sul piano legislativo in materia di giustizia saranno rispondenti al programma presentato di fronte al corpo elettorale e che da esso hanno ricevuto il pubblico consenso.

REPLICA

Antonio Di Pietro: Signor Presidente, la risposta è insoddisfacente e inaccettabile, e lei consentirà anche a me qualche secondo in più, come ha consentito al rappresentante del Governo.
La Corte costituzionale - ricordo a me stesso - è un organo costituzionale talmente indipendente che non dovrebbe in alcun modo essere oggetto di interferenze, né da parte del Governo, né da parte di altri organi costituzionali. A maggio dell'anno scorso già c'era il lodo Alfano e già c'erano le richieste dei giudici di Milano e di Roma di valutare la costituzionalità della legge.
Un Ministro della giustizia che si fa promotore, insieme al Presidente del Consiglio - lui inquisito nei processi che riguardano proprio i fatti per cui deve giudicare il giudice della Corte costituzionale -, di un incontro, mina la credibilità della Corte stessa. Con il vostro concorso e con il concorso di quei due giudici spregiudicati, voi avete infangato la sacralità della Corte ed oggi, noi che abbiamo a cuore la sua imparzialità e la sua indipendenza, la vediamo totalmente minata. Ora non sapremo mai se qualsiasi decisione sarà presa il 6 ottobre sarà frutto di una valutazione assunta in totale indipendenza o se invece sarà il frutto di una cena carbonara e piduista realizzata quella sera (Commenti dei deputati del gruppo Popolo della Libertà).
A noi non resta perciò che ribadire: primo, la sfiducia totale a questo Governo; secondo, la deplorazione di questi comportamenti; terzo, la richiesta formale di dimissioni, oltre che dei due giudici della Corte costituzionale che si sono prestati al gioco, o quantomeno la loro astensione, le dimissioni sue, Ministro della giustizia, perché lei per il ruolo e la funzione che svolge non doveva permettere, non dover accettare, non doveva farsi promotore di una riunione in cui si discute di quella legge da parte di quei giudici che mettono in discussione la legge di cui lei si è fatto promotore. A noi non rimane altro, pertanto, che ribadire l'impegno, come Italia dei Valori, del referendum e della validità di quel referendum affinché le firme già raccolte, quel milione di firme, si trasformino poi in un referendum che cancelli quella legge truffa di cui lei, Ministro Alfano, e lei, Presidente del Consiglio, vi siete fatti promotori. Oggi avete anche infangato la Corte costituzionale e le valutazioni che dovrà svolgere (Applausi dei deputati del gruppo Italia dei Valori - Commenti dei deputati del gruppo Popolo della Libertà).





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