VILLA CHE ERAVAMO CIOCIO IL GRANDE - Villa Santa Maria, Patria di San Francesco Caracciolo

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VILLA CHE ERAVAMO CIOCIO IL GRANDE

Da un po’ avevo in mente di pubblicare qualcosa su un cuoco di Villa che non c’è più e che ha avuto un grande ruolo nell’attività gastronomica del nostro paese e soprattutto nel mio cuore. Ora prendo lo spunto dal successo riscontrato dalla recente foto pubblicata che rappresentava la brigata di Riccione. C’era anche lui, si il “Ciocetto” (per differenziarlo dal fratello maggiore “Ciocio”) Enzo Falconio, il mio compare per eccellenza, il mio amico fraterno, il compagno di tante battaglie, soprattutto dietro i fornelli per onorare la fama di Villa dappertutto in Italia e all’estero. Abbiamo vinto sempre noi anche quando per tre volte abbiamo rappresentato la cucina abruzzese presso il Parlamento Europeo, a Bruxelles e a Strasburgo. Non credo ci siano parole per descriverlo compiutamente nel suo carattere mite, disponibile, buono, volenteroso, entusiasta e nella sua professionalità che sempre si dimostrava superiore alla media per la presenza di un ingrediente in più in ogni suo lavoro: la passione. Non siamo stati mai compari eppure era il “ mio” compare; non siamo stati fratelli di sangue eppure, insieme con Mauro, è stato il mio fratello. Data la differenza di età, siamo diventati amici troppo tardi, ma è stato il mio grande amico. Negli ultimi 30 anni ci siamo spartiti veramente il sonno. E giuro, non ce la faccio a scrivere altro di lui perché sono sopraffatto dalla commozione. Allora vi mostro 4  sue foto in età diverse. Quando era quasi in fasce (lo riconosciamo dalla cuffia) in braccio alla mamma e insieme a Tonino ed alla sorella; quando ha fatto la prima comunione, quando lavorava negli alberghi (con la berretta inclinata sul ciglio) quando andavamo in giro per promuovere l’arte culinaria di  Villa. Ciao compà, sei stato un pezzo importante della mia vita.
Vito PAOLINI

 
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