VILLESI NEL MONDO - Villa Santa Maria, Patria di San Francesco Caracciolo

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DATA:  30/09/2015
Luciano Tinto
UNA DOMANDA AI VILLESI : CI SIETE TUTTI
? = Acciaccaferri – Accinni – Alimonti - Antinucci – Armenise - Azzurri - = Baccanti – Barra - Baruffal – Basilavecchia -Basilico – Bellomo - Beneduce – Bettati - Bevilacqua – Biondi - Boccagna – Boccin - Bottaro – Braccia – Breda - Bucco – Busico - = Caione – Calabrese - Canecchia – Caniglia – Cappellone – Carabba - Caracino – Carbonetta - Cardoni – Carlini - Carnevale – Carotenuto - Casagrande - Casciato – Case - Castracane – Cavaliere - Ceccarelli - Ceccato - Ceroli – Ciaglia - Ciardi - Ciavatta – Cignelli – Cimone - Cinalli – Chiacchietta - Cocca – Cocco - Colaizzi - Colecchi - Colecchia – Coletta – Corvatta - Costantini - Cotumaccio – = D’Abbenigno – D’Agostino – Dagri - D’Alfonso – D’Amore – D’Amico - D’Angelo – Daniele - D’Astolfo- De Angelis - De Caro - De Cicco – De Laurentis - De Leo - Dell’Orefice - Dell’Orso – De Luca - De Marco – De Palatis - Del Peschio - Dei Novellisti – De Prospero - D’Eramo – D’Erasmo – D’ Ercole – De Santis – De Simone - Diana - Di Biase – Di Carlo - Di Cicco – Di Criscio – Di Federico - Di Franco – Di Lello – Di Luca - Di Lullo - Di Matteo - Di Nardo - Di Nino – Di Nozzi – Di Nucci – Diolallevi - Di Paolo – Di Renzo - Di Rienzo - Di Sciullo - Di Silvio – Di Stefano – Di Tommaso - Di Toro – Di Tullio - Di Valerio - Donatelli – Donzelli - D’Orazio – D’ Ulisse - = Esposito – = Faienza - Falconio – Fantini – Farinacci – Favale - Ferrara – Festa - Ficcaglia – Filice - Finamore – Fini - Finocchio - Finuoli – Fioriti - Fortezza - Fortunato - Frare - = Giansante - Giordano – Giornandi – Girone - Griffa - Grillo - = Iannamico – Iezzi – Impicciatore – Isidori - = La Rosa - Lancillotto - Lemme - Leone – Liberatore - Lucchini - = Maiocco – Macerollo - Mammarella – Mannella - Maranzano - Marchetti - Marchitelli – Marcone - Marcozzi - Mariani - Mariano – Marini - Marziantonio - Mascioli - Mascitti – Massa - Massimini – Mastrodicasda - Mastrovincenzo – Matronola – Melatti - Melchiorre - Meloni – Mendola - Merlino – Mingoli – Monaco - Moneta – Morelli – Moretti - Morlotti – Mosca - = Napoleone - Nardizzi – Nasetti - = Pace – Paese – Palena - Palmieri – Palombo – Palumbo – Panelli - Paolini – Pascali – Pascarelli – Pasquariello - Pasquini - Pavia – Pecoraro - Pellegrini - Pellicciotta - Piccoli – Polidori - Pollice – Politi - Pomilio – Pompeo - Porfilio - Porreca - Pratarelli – Primativo - = Ranieri – Reale – Ronchi – Rossi - Rufini - Rullo - = Sabatini – Saccone - Salvatore – Santarelli – Salvemini – Sammarone - Sboro - Schiavutti – Sciorilli – Scopino - Scutti - Spaventa – Spinelli - Stanziani – Stella – Strizzi - Sulpizi - = Talone – Tantimonaco – Taraborrelli - Tarantini - Tavano – Tella - Tempesta - Teti – Tiberio – Timperio - Tinto – Tondi – Tosatto - Tritapepe - Trivellato – Tucci - Turco – = Ursini – = Valentini - Vecchi - Vinciguerra - Vitelli - Vitullo – Vizioli - = Zengaro – Zazzaro –
I Suddetti cognomi sono quelli che io ricordo e si riferiscono a famiglie che abitano o che hanno abitato a Villa Santa Maria. Chi manca ?
Tinto Luciano  

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I pionieri del Marchitelli 1968/69 Villa S. Maria. Foto inviata dal Sig. Oreste Di Iulio.

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CITTADINAZA ONORARIA AL COMM. PROF. NICOLA ANTONIO MACEROLLO
Il 7 agosto 2015, alle ore 18,30 sulla Piazza Martiri della Resistenza in Villa Santa Maria (Chieti) l’amministrazione comunale conferirà l’onorificenza della “Cittadinanza Onoraria” al Comm. Prof. Avv. Nicola Macerollo,villese doc. "in considerazione degli alti meriti nel campo nella professione,del sociale e degli studi in diritto,nonché per le origini della famiglia di appartenenza sia da parte di padre sia da parte di madre, che affonda le sue radici in terra abruzzese e nel comune di Villa Santa Maria,e in segno di alta considerazione per l'intensa attività umana, sociale, morale in difesa delle comunità e del diritto, che svolge nell’esercizio dell' incarico di dirigente presso la Procura Generale di Bari, la Città di Villa Santa Maria (CH) conferisce al Comm. Prof. Avv. Nicola Macerollo, la “Cittadinanza Onoraria"; L’avvocato Nicola Macerollo, nato a Villa Santa Maria (Chieti) il 6 novembre1949 da Antonietta Di Cicco e da Alfonso Macerollo e residente a Bari in Via Gobetti n. 6 , è dirigente dello Stato di II fascia in servizio presso la Procura Generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Bari. Laureato in giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Bari nell’anno 1973. Specializzato in Diritto del lavoro e previdenza sociale. Dirigente amministrativo della Procura Generale di Bari. Abilitato all’insegnamento in discipline giuridiche ed economiche. Insignito della onorificenza di Cavaliere e di Commentatore dell’Ordine al Merito dal Presidente della Repubblica Insignito del ”Nicolino d’Oro 2010” e del “Pestello d’Argento 2011”, rispettivamente dalla Città di Bari e dal Circolo della Sanità per alti meriti nel campo sociale e professionale e per l’attività di ricerca nel campo del Diritto Sanitario. Docente presso la Facoltà di Giurisprudenza presso l’Università di Bari al corso di perfezionamento post laurea in Diritto Sanitario e al Master post universitario “prevenzione e gestione multidisciplinare del Mobbing”. Il dottor Macerollo è autore di numerose pubblicazioni scientifiche tra le quali il Rapporto Fiduciario del Dirigente Pubblico.
22/06/2015
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Villa Santa Maria 14 maggio 2015
Lettera aperta
Si porta a conoscenza della Comunità quanto segue:
La BCC (BANCA CREDITO COOPERATIVO), agenzia di Villa Santa Maria, aveva messo a disposizione, fin dal mese di settembre 2014, una piccola somma per aiutare M.R. Sabatini, così come era già avvenuto tre anni fa, col parroco precedente, senza difficoltà alcuna.
Questa volta, però, l'attuale parroco (l'unico deputato a inoltrare domanda non essendoci altre associazioni e non potendo farlo i privati), si è rifiutato senza motivo alcuno !!!
E' stato chiesto anche l'intervento del vescovo di Chieti e della superiore delle suore locali, ma inutilmente.
Giuseppina Mastrovincenzo
_________________________________________________________________________________________________________________DATA:  01/03/2015
Luciano Tinto
email: lucianotnt@mail.com

GENERALE SESTO NICOLA TINTO
La lapide dedicata al Gen.le Sesto Nicola Tinto, è attualmente posta sulla facciata dell’ex- Chiesa di San Rocco nell’omonima strada in Villa Santa Maria. Come si può evincere non si riesce quasi più a leggerne lo scritto, essendo stata sottoposta alle continue intemperie e completamente trascurata. Il suddetto personaggio è stato un militare, anzi un altissimo ufficiale dell’esercito italiano, che ha combattuto in nome dell’Italia, sia in Eritrea che nella 1^ Grande Guerra e, quindi, meriterebbe il dovuto riguardo e soprattutto rispetto. Io questa lapide me la ricordo collocata sulla facciata della casa di famiglia in Corso Umberto I°, dove abitavano le signorine Tinto, sicuramente sue discendenti, e rimossa successivamente. Villa Santa Maria non ha mai avuto un monumento ai caduti delle due guerre; ha solo due lapide poste sul fabbricato sito in Largo Trento e Trieste: una in onore dei militari caduti della Grande Guerra e l’altra in onore dei militari caduti nel secondo conflitto mondiale (quest’ultima è stata pensata e realizzata dal sottoscritto, dopo aver effettuato lunghissime ricerche ed è stata posta in essere solo il 9 agosto 2008, dal momento che nessuna amministrazione cittadina ci aveva mai pensato). Ora io ritengo che il nostro concittadino, generale Sesto Nicola Tinto, debba essere onorato adeguatamente e pertanto la suddetta lapide, regolarmente restaurata, debba essere posta a fianco delle altre due che ricordano gli altri combattenti caduti per la difesa della Patria. Voglio sperare che “qualcuno” voglia provvedere ad attuare quanto sto richiedendo. Faccio presente che , come dicevo prima, finché le signorine Tinto sono vissute, la lapide era situata sulla facciata della loro casa. Quello che è certo, è che non essendoci rimasto a Villa alcun congiunto della famiglia, mai nessuno si è degnato di tenerla pulita, cosicchè la dedica in essa riportata, ora non si riesce a leggere bene. Comunque un particolare strano della dedica è che, fra le varie parole in essa contenute, non c’è alcun riferimento a dati anagrafici, né al luogo né alla data di nascita del personaggio in questione e tanto meno alla data ed al luogo di morte. Io sottoscritto, pur avendo lo stesso cognome, ma nessun rapporto di parentela con il generale in questione, da moltissimi anni ho cercato di averne notizie. Ho provato a rintracciarle attraverso l’archivio comunale di Villa Santa Maria e del registro parrocchiale delle nascite, ma non sapendo esattamente la sua data di nascita ne è stata impossibile la ricerca. Diversi anni addietro ho avuto la fortuna di trovare, fra le carte che la defunta signora Maria Castracane mi consegnò, un opuscolo redatto dall’ing. Alfonso Pollice, sindaco di Villa dell’epoca, nel quale si parlava del generale Sesto Nicola Tinto. L’ing. Pollice riportava diverse notizie relative alla carriera militare di detto generale, ma senza mai accennare alle generalità dello stesso. Partendo da tali notizie mi sono rivolto al Distretto Militare di Chieti dal quale, purtroppo, non sono riuscito ad avere alcun elemento che potesse essermi utile per successive ricerche. Sempre con le poche notizie prese dall’opuscolo dell’ing. Pollice, mi sono rivolto al Ministero della Difesa ed anche da qui nessuna informazione, ma l’invito a rivolgermi ad altri servizi dello stesso Ministero, con conseguenti esiti negativi. A suo tempo, del suddetto personaggio, scrissi un articolo sul Notiziario La Penna della nostra Associazione invitando i lettori villesi a farmene avere notizie, nel caso ne avessero avute. Ma, com’era già successo diverso tempo prima, quando cercavo di rintracciare i nominativi dei militari villesi deceduti nella seconda guerra mondiale per preparare la lapide da porre a loro ricordo, anche questa volta il mio tentativo è andato a vuoto. Allora ho scritto all’Archivio Generale dello Stato; ma poiché non ho potuto fornire le precise generalità, non hanno potuto aiutarmi. Mi venne in mente di cercare su internet qualche nominativo di ex-generale in pensione. Nonostante l’ottima disponibilità di alcuni di questi alti ufficiali interpellati, ugualmente non ho ottenuto alcun risultato. In ultimo, l’8 novembre 2013, scrivo al Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo dell’Archivio di Stato di Roma e, finalmente, ho avuto alcuni riferimenti. Successivamente, il 19 aprile 2014 ricevo, all’improvviso dal signor Franco Zatini, il seguente scritto: AL GENERALE SESTO NICOLA TINTO VALOROSO COMANDANTE DEGLI ASCARI ERITREI IN LIBIA TRA I PRIMI AL FRONTE NELLA GRANDE GUERRA MCMXV - MCMXVIII FERITO AL PETTO NELL'ASSALTO DI PLAVA, VITTORIOSO NELLA CONTROFFENSIVA SUL MONTE LAMERLE, INTREPIDO EROICO NEL DURO LUNGO TRAVAGLIO DELLA TRINCEA NEGLI ASPRI CIMENTI DECISIVI NOBILE ESEMPIO DI ABNEGAZIONE E DI SACRIFICIO ROMANAMENTE COMPIUTO NEL XII ANNUALE DI VITTORIO VENETO Con queste ultime notizie sono tornato a scrivere al Ministero della Difesa, chiedendo nuovamente un aiuto per rintracciare lo stato di servizio militare del generale Tinto e il 16 gennaio 2015 ricevo dal Ten.Col. Maura, Capo della 5^ Sezione del V Reparto 10^ Divisione Documentazione Esercito , la copia dello Stato di Servizio Militare dell’Ufficiale Generale Tinto. Così, finalmente, sono riuscito a sapere che Sesto Nicola Tinto è nato a Villa Santa Maria (Chieti) il 9 marzo 1863, figlio di Sabatino e di Letizia Di Nardo. Egli inizia la carriera militare il 2 ottobre 1882 come allievo alla Scuola Militare e presta giuramento di fedeltà al Regio Esercito Italiano in Alessandria l’8 settembre 1884. Nominato prima Sottotenente e poi Tenente viene assegnato al 22° Reggimento Fanteria della Brigata Forlì quale comandante di Compagnia. Promosso Capitano passa al 90° Reggimento Fanteria e nel 1911, col grado di Maggiore, viene trasferito al 70° Regg.to Fanteria. D’autorità il 23 novembre 1912 viene assegnato al Regio Corpo delle truppe coloniali in Eritrea, destinazione Massaua, a capo del VI Battaglione indigeni col quale, il 28 marzo 1913 viene destinato in Libia, a Bengasi. Nel maggio1913 il sindaco di Villa S. Maria, ing. Pollice, pronunciando il discorso per l’occasione della Festa dell’Albero, tra l’altro, dà il benvenuto della cittadinanza e suo personale al Maggiore Tinto, che nel frattempo era rientrato al paese per un breve periodo di licenza. Così come fa la sera del 17 maggio 1915 in occasione del banchetto offerto al Tinto, presso la sala del “Gambrinus”, dopo la sua promozione a Tenente Colonnello. (Il 23 luglio 1913 rientra in Italia per malattia) Il 16 maggio 1915, in pieno territorio di guerra, viene promosso Tenente Colonnello nel 44° reggimento fanteria al cui comando si distinse per l’eroico fatto d’arme e dove il 16 giugno viene ferito durante i duri combattimenti del suo reggimento contro Quota “383” di Plava e dopo tale episodio fu autorizzato a fregiarsi di un distintivo d’onore per la grave ferita riportata. Il 9 novembre 1915, promosso Colonnello, è autorizzato a fregiarsi della Croce d’Oro, sormontata dalla Corona Reale per anzianità di servizio, e, successivamente, viene decorato della Croce di Cavaliere dell’Ordine della Corona d’Italia, poi decorato della medaglia d’argento al valore militare per il seguente motivo : “ Comandante del VI Battaglione Eritrea, ne diresse l’azione con slancio, ardimento, celerità ed avvedutezza, tanto nell’avanzata quanto nell’ordinato ripiegamento. Guidò pure il Battaglione con intelligenza e valore nel combattimento di Al Buerat”. Decorato della medaglia di bronzo al valore militare perché nei due combattimenti del 16 e 17 giugno 1915 in territorio eritreo comandava le sue truppe con capacità e coraggio. Insignito della Croce di Cavaliere dell’Ordine di Sa, Maurizio e San Lazzaro. Il nostro Sesto Nicola Tinto, prima di essere posto a riposo, viene promosso Generale e non sono riuscito a concludere la sua vita, poiché mi è sconosciuta la data della sua morte.
Luciano Tinto  

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Fonte: Il Centro di martedì 24 febbraio 2015


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Signore e Signori, gli organi regionali competenti hanno finalmente ufficializzato il PROVVEDIMENTO DI DECADENZA DELL'AUTORIZZAZIONE UNICA per il progetto EOLICO di CIVITALUPARELLA (Civitaluparellawind). Per ora il partito del "che lo fate a fare, tanto perdete" è SCONFITTO.



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Villa Santa Maria 20 febbraio 2015
Una mensa per le persone meno abbienti
di Mauro Carbonetta
   Non è più possibile ignorare che una percentuale di giorno in giorno crescente delle famiglie ha difficoltà ad arrivare alla fine del mese: non si tratta di entità astratte, ma di persone che abitano accanto a noi, di persone che conosciamo, anche se il muro del riserbo e della vergogna ci impedisce a volte di vedere gli abissi di disperazione di chi crediamo non abbia bisogno del nostro aiuto, e a volte non è capace di chiederlo. E’ nostro dovere cercare di aiutare chi non ce la fa in questo difficilissimo frangente storico, in questi anni terribili che speriamo di poterci lasciare un giorno alle spalle come un brutto ricordo. Finchè la crisi non sarà passata, alle persone in difficoltà non servono parole, chiacchiere, dissertazioni, servono fatti concreti. In altri comuni più grandi, ad esempio Lanciano e Atessa, da molti anni sono attivi servizi che offrono pacchi-viveri alle persone bisognose, e una mensa garantisce quotidianamente un pasto ai bisognosi. Non trovo azzardato pensare che si potrebbe tentare di organizzare una mensa per le persone meno abbienti anche a Villa Santa Maria, sia perchè geograficamente accoglierebbe anche le persone e famiglie in difficoltà delle zone vicine che debbono rinunciare a questo servizio per la eccessiva lontananza dai centri che lo organizzano, sia perché a Villa Santa Maria ci potrebbe essere quell’insieme di mezzi che messi insieme potrebbero far funzionare la cosa: gruppi di volontariato, l’Istituto Alberghiero, la Chiesa, le istituzioni comunali, ecc. La garanzia di un pasto al giorno sarebbe un grosso aiuto per alcune famiglie o persone sole che attraversano serie difficoltà.
Si distolgono importanti risorse per organizzare attività ricreative o altro, che a volte di per sé umiliano ancora di più quelli che non vi possono accedere, quando poi non si organizzano servizi, come una mensa per i meno abbienti, che sono di vitale necessità. Non dico che non si debbano organizzare certe attività ludiche o ricreative, ma le istituzioni preposte al benessere dei cittadini queste iniziative sarebbe più opportuno che le portassero avanti solo dopo aver garantito i bisogni primari a chi non arriva a fine mese. Una mensa per i meno abbienti, se sono stati in grado di organizzarla in altri comuni, la possiamo organizzare anche nel nostro. Spero di aver offerto uno spunto di riflessione che si traduca in azione, e rimango in attesa di interventi e proposte sull’argomento, al contempo dichiarandomi disponibile a collaborare a questa iniziativa.
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Villa Santa Maria, caldaia esplosa a scuola: 'Malfunzionamento di una valvola'

Fonte: Abruzzo Live
Villa Santa Maria (Ch) 20 febbraio '15 -
Uno scoppio accidentale dovuto al malfunzionamento di una valvola della caldaia: questa l'ipotesi riguardo alla causa dell'esplosione avvenuta mercoledì scorso nell'istituto comprensivo "Benedetto Croce" di Villa Santa Maria (Ch). Al momento dello scoppio, avvenuto intorno alle 7.50, era presente solo un bidello che era appena entrato per aprire la scuola, che ospita i bimbi delle elementari e delle medie, e che è corso fuori subito dopo, quando si sono verificate due esplosioni, una dietro l'altra. Muri lesionati e due porte che sono volate via: questi i danni. "Stando ai primi accertamenti della Asl si tratterebbe di un guasto accidentale - spiega il sindaco Giuseppe Finamore -. Attendiamo ulteriori verifiche". La pm Rosaria Vecchi del Tribunale di Lanciano ha intanto aperto un'inchiesta per responsabilità colposa, al momento contro ignoti. La struttura di Villa Santa Maria conta 113 alunni, tra scuole primarie e secondarie. L'edificio rimarrà chiuso almeno fino a giovedì prossimo, fa sapere il sindaco Finamore, e nel frattempo gli alunni saranno trasferiti già da lunedì a Quadri (Ch) nello stesso istituto comprensivo. Intanto i carabinieri hanno rimesso un'informativa alla magistratura sull'accaduto.

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Esplode scuola: tragedia sfiorata a Villa Santa Maria

Fonte: Abruzzolive.tv

Villa Santa Maria (Chieti) 18 febbraio '15 -
Un forte boato e tanta paura: si è svegliata così Villa Santa Maria (Ch) con un esplosione che ha sventrato muri esterni ed interni dell'edificio e divelto due porte riempiendo i pavimenti di calcinacci dell'istituto comprensivo 'Benedetto Croce' di Quadri (Ch). La struttura di Villa Santa Maria è frequentata da circa 113 alunni tra scuole primarie e secondarie.
Non ci sono feriti visto che la scuola, situata in via Duca degli abruzzi, non era ancora aperta. Al momento dell'esplosione era presente solo un collaboratore scolastico che è uscito incolume. Ancora da stabilire le cause: probabilmente l'esplosione è stata causata da una fuga  di gas o dal cattivo funzionamento di una caldaia.
La deflagrazione è avvenuta intorno alle 7:45, poco prima dell'ingresso degli alunni, e ha causato la caduta di diverse pareti della struttura. Sul posto sono intervenuti vigili del Fuoco, carabinieri di Atessa ed il sindaco Giuseppe Finamore che  ha emesso immediatamente l'ordinanza di chiusura della scuola per due giorni. Sul posto, intanto, proseguono le indagini per stabilire le cause dell'esplosione. La pm Rosaria Vecchi del Tribunale di Lanciano ha aperto un' inchiesta per responsabilità colposa ed inviato il personale della Asl Lanciano - Vasto - Chieti, mentre gli artificieri dei carabinieri hanno avviato le prime perizie per capire le cause dell'esplosione.
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Fonte: Abruzzolive.tv

Eolico Civitaluparella, la Regione Abruzzo: 'Progetto difforme, atti in Procura'


Pescara 27 gen. '15 - La Regione ne è certa: c'è difformità tra il progetto esaminato dal Comitato Via (Valutazione di impatto ambientale) e quello definitivo redatto dall'impresa. Per ciò dev'essere dichiarata decaduta l'autorizzazione precedentemente rilasciata. Tra l'altro questa motivazione ha spinto la Regione stessa a rimettere gli atti, contenenti le palesi difformità, alla Procura della Repubblica di Lanciano. E' con queste conclusioni che, a Pescara, nella sede della Regione Abruzzo, si è svolta la conferenza dei servizi per discutere della revoca del permesso a installare un devastante impianto eolico (9 torri alte 150 metri) a Civitaluparella (Ch) e a costruire una sottostazione elettrica di 17 mila metri quadrati, altrettanto impattante, a Villa Santa Maria (Ch), a ridosso del fiume Sangro.
Riunione affollata, quella coordinata da Iris Flacco, dirigente settore Ambiente della Regione Abruzzo: erano presenti i Comuni di Civitaluparella e di Villa, che hanno proposto i ricorsi, e quelli di Pizzoferrato e Montelapiano. E poi la Soprintendenza; i comitati "La difesa" di Civitaluparella, "No centrale" di Villa Santa Maria e "No eolico Pizzoferrato"e la ditta "Civitaluparella Wind" che sta cercando di innalzare le pale eolico nel piccolo centro della Val di Sangro. C'erano inoltre le associazioni Lipu, "Salviamo l'orso", "Mountain Wilderness", "Stazione ornitologica abruzzese" e Forum Abruzzese Movimenti Acqua. Non è mancato neppure l'assessore regionale all'Ambiente, Mario Mazzocca.
Confronto soprattutto tra la Regione e "Civitaluparella Wind". Quest'ultima, presentando anche relazioni e tavole illustrative "di ragguaglio", ha tentato di ottenere un provvedimento che "sanasse" le modifiche progettuali. Ma la Regione ha ribadito, ferma, le incongruenze presenti negli elaborati tecnici, sottolineando che le carte sono state inviate alla magistratura che dovrà accertare se in esse sono ravvisabili ipotesi di reato.
A questo punto, tutto considerato, la Regione dovrebbe pronunciarsi, a breve, per il definitivo azzeramento dell'autorizzazione concessa il 15 luglio 2014.
La procedura di decadenza del nulla osta è stata avviata il 18 dicembre scorso, in seguito a segnalazioni e al ricorso al Tar (Tribunale amministrativo regionale) presentato contro la Regione dai Comuni di Civitaluparella e Villa Santa Maria e da diverse associazioni. Nei ricorsi sono state evidenziate varie incoerenze e contraddizioni.
Gli impianti previsti andrebbero a deturpare un paesaggio montano assolutamente da tutelare.




E' stata convocata per il 27 gennaio prossimo in Regione la conferenza dei servizi per discutere dell'annullamento dell'autorizzazione alla realizzazione di un impianto eolico a Civitaluparella e di una sottostazione elettrica a Villa Santa Maria.
A PESCARA SI DECIDE DI QUESTO, CHE E' ANCHE TUO, DI TUTTI, PER TUTTI. LO CONDIVIDIAMO CON IL CIELO, CON L'ORSO, IL NIBBIO DA MILLENNI.
L'evento potrà essere seguito in diretta streaming su
villasantamaria.com dalle ore 9:30 alle ore 16:00 con vari collegamenti ed interviste.


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Si comunica che il giorno 27 gennaio 2015 e' convocata la conferenza dei servizi per l'eventuale annullamento dell'autorizzazione rilasciata dalla Regione Abruzzo alla "Civitaluparella Wind" per la realizzazione di un impianto eolico a Civitaluparella e sottostazione elettrica a Villa S. Maria. La procedura di decadenza dell'autorizzazione è stata avviata in autotutela il 18 dicembre scorso in seguito al ricorso al TAR presentato contro la Regione Abruzzo dai Comuni di Civitaluparella e Villa S. Maria e dalle associazioni Salviamo l'orso, LIPU e Mountain Wilderness perchè come esposto nei ricorsi ci sarebbero delle difformità tra il progetto autorizzato dalla VIA con torri alte 123mt e quelle autorizzati dal servizio energia della Regione con torri alte 150mt. Nei ricorsi oltre a questa difformità si sono evidenziate molte altre problematiche quasi tutte relative alla VIA guidata all'epoca dal Arch. Sorgi famoso alle recenti cronache regionali per il suo arresto. Il comitato "LA DIFESA" insieme alle altre associazioni ambientaliste e ai Comuni interessati sarà presente alla conferenza del 27 gennaio, sperando in una presa di posizione forte da parte della Regione Abruzzo per l'annullamento dell'autorizzazione aspettando un esito positivo anche da parte del TAR che esprimerà il suo giudizio il 23 marzo prossimo.

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Varese, gennaio 2015
Caro sig. Carbonetta,
sono Licio Esposito che ha avuto il privilegio di scrivere sul vostro SITO il 25 agosto 2013 con " Momenti di vita cittadina.......1950-52",  ma ogni tanto leggo ciò che succede a Villa. Non so perchè ma mi sento molto legato a questa città, forse per la mia prima giovinezza oppure,come ho scritto, ho avuto a che fare con la spledida gente che l'abita. Volevo però chiederle, forse l'ho già fatto, se ci sono state  persone che hanno letto i miei ricordi e se  ci sono state quelleche ricordavano  quel periodo. Poi essere stato ,diciamo così, uno dei primi ad indossare la casacca del Villa, é stato per me motivo di orgoglio e ogni tanto mi rileggo il mio articolo. Forse lo pubblicherò altrove ed anche sul  Sito dove ho due rubriche.
Comunque volevo chiederle. Seguendo i vostri argomenti, dell'interessamento per l'energia  quando avete una centrale nel posto. Ma allora ciò che produce non viene immessa  nella zona del Sangro ma fornisce elettricità altrove. Ho letto di molte iniziative per esempio eoliche che hanno problemi di installazione dovuti anche alle vostre riserve. Insomma siete molto vivi e partecipate attivamente alle iniziative ambientali. Ho lavorato ,dopo Villa S. Maria. nel primo reattore nucleare italiano e successivamente dopo la crisi Chernobyl nel solare termico, accumulo di calore con tutti i pannelli solari ad aria ed acqua. Quindi non sono proprio estraneo. Ecco, non intravedete altre iniziative oltre a quelle che già si vogliono fare?
Mi pare un pò che dopo anni di lavoro per costruire una centrale elettrica, si debba ricorrere ad altre forme di alimentazione ed energia, per alimentare un zona vasta come la vallata del Sangro? Forse la mia é una mancanza di informazioni.
Cordialmente.
Licio Esposito
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Fonte: Il Centro di mercoledì 24 dicembre 2014

 



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Articolo tratto dall'edizione in edicola il giorno 12/10/2014 (La Stampa).

L’ex braccio destro di Falcone “Napolitano è un bersaglio”
GUIDO RUOTOLO
PALERMO
Non condivide quello che lui stesso definisce «il tiro al bersaglio contro il Capo dello Stato». Accusa di scelte «inquietanti» i suoi vecchi colleghi della Procura di Palermo: «Il processo che si sta celebrando a Palermo sulla cosiddetta trattativa tra lo Stato e Cosa nostra ha un impianto giornalistico che dal punto di vista tecnico giuridico non regge».
L’ex giudice istruttore del pool di Giovanni Falcone, Giuseppe Di Lello - è stato anche parlamentare di Rifondazione comunista - trova «inquietante che il Capo dello Stato sia diventato il bersaglio di questa variegata compagnia di giro composta da professionisti dello spettacolo, del mondo editoriale e anche da magistrati che pensano di essere depositari ed eredi esclusivi di una tragica e nello stesso tempo esaltante stagione della vita della nostra Repubblica».
Giudice Di Lello, Sabina Guzzanti chiede scusa agli imputati Totò Riina e Leoluca Bagarella perché esclusi dalla deposizione dove sarà sentito Giorgio Napolitano, al Quirinale.  
«Sabina Guzzanti, anche lei è in quel fronte antimafia dei duri e puri che in tutti questi anni ci hanno spiegato come si fa la lotta la mafia anche a noi, che crediamo di saperne un po’ di più. Quello che mi addolora è il non capire che la presenza in videoconferenza di Riina e Bagarella che interloquiscono con il Capo dello Stato sarebbe stata una pericolosa legittimazione della mafia».

Giudice, perché il «tiro al bersaglio» contro Napolitano?  
«È inquietante perché Napolitano oggi è il Capo dello Stato e ieri, quando quella stagione si consumò, era esponente di un partito che ha pagato un prezzo altissimo alla lotta alla mafia, dalla strage di Portella delle Ginestre all’omicidio di Pio La Torre».

Di Lello lei proprio su questo giornale fu il primo a polemizzare e a interrogarsi sulla polemica per l’uso nel processo delle conversazioni telefoniche tra il Capo dello Stato e i suoi collaboratori ed esponenti istituzionali.  
«La stessa Procura di Palermo dal primo momento quelle conversazioni le ritenne irrilevanti ai fini del processo, ma da allora ha preso vigore la campagna contro il Presidente della Repubblica. Distrutte quelle intercettazioni, la “compagnia di giro” ha aggiustato il tiro sul bersaglio, spostandolo sulla lettera che il consigliere giuridico del Quirinale, Loris D’Ambrosio, inviò a Napolitano».

In quella lettera, D’Ambrosio esternò il timore di essere stato considerato un ingenuo e «utile scriba» di cose utili a fungere da scudo per indicibili accordi. E la Procura vuole sapere da Napolitano cosa intendesse dire D’Ambrosio.  
«Purtroppo D’Ambrosio è morto. Ma perché mai il Capo dello Stato dovrebbe sapere quali fossero questi ipotetici indicibili accordi, quando ha già fatto sapere di non avere null’altro da aggiungere?».

E dunque la sua audizione non aggiungerà nulla al processo?  
«E cosa dovrebbe aggiungere? Di sicuro, però, il danno è stato fatto perché il coinvolgimento nel processo del Capo dello Stato è stato interpretato dal popolo antimafia duro e puro come la conferma che Napolitano sia depositario di tutti i segreti della trattativa e, di conseguenza, delle stragi».

A distanza di 22 anni da quella stagione, per lei ci fu la trattativa?  
«È indiscutibile che in quel preciso arco temporale che va dalla strage Borsellino agli attentati del ’93-’94 vi siano stati contatti tra uomini delle istituzioni e di Cosa nostra. Ma questi contatti hanno rappresentato un arretramento dello Stato e determinato le stesse stragi con personale responsabilità penale dei singoli indagati?».

Ma a Palermo allora quale processo si sta celebrando e perché non regge?  
«Se la tesi di fondo è che le stragi del ’93-’94 e la stessa strage Borsellino sono state provocate dalla trattativa, perché gli imputati non rispondono del reato di strage? Se addirittura l’allora ministro dell’Interno, Nicola Mancino, era il terminale di questa trattativa perché viene processato solo per falsa testimonianza?».

Naturalmente il suo ragionamento è un paradosso?  
«Più che un processo quello che si sta celebrando - mi verrebbe da dire sta andando in onda - è una ricostruzione giornalistica che pone sullo stesso palcoscenico come autori della ricostruzione degli eventi e delle responsabilità, esponenti politici di Forza Italia, della Dc, del Psi. Sembra una commedia pirandelliana. Il fine ultimo di questa trattativa sarebbe stato: benefici carcerari per i mafiosi, l’eliminazione del 41 bis, la fine dei pentiti, il riacquisto dei beni confiscati. I giudici di questo processo non potranno che prendere atto che a distanza di 22 anni, i boss sono ancora tutti in carcere, che il 41 bis addirittura è stato stabilizzato. Che sono state ampliate le possibilità di procedere alla confisca dei beni. E dunque, per lo Stato, le istituzioni, i cittadini questo processo farà tirare un sospiro di sollievo».

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Fonte: Il Centro
Mammografie Nuovo radiologo al distretto
VILLA SANTA MARIA. Prima si riattiverà il servizio delle mammografie, sospeso in estate per il trasferimento del radiologo, grazie all’arrivo di un nuovo medico. Poi sarà attivata la nuova workstation che oltre alle mammografie programmate permetterà di effettuare quelle dedicate agli screening per i tumori al seno.
Arrivano novità per il distretto sanitario di Villa Santa Maria, il maggiore delle zone interne che abbraccia 17 Comuni con 20mila utenti. «Dopo aver fatto i conti con la sospensione del servizio», spiega il sindaco Pino Finamore, «a causa del trasferimento ad Atessa del medico, ora in accordo con la Asl siamo pronti a ripartire. Dal concorso dell’azienda per dirigenti medici di radiodiagnostica, (il colloquio si è svolto ieri, ndc), arriverà un radiologo. Farà ripartire gli esami, vitali perché con i tempi di attesa prossimi allo zero, richiamava tanti utenti che negli ospedali attendono oltre un anno. Poi verrà ampliata l’offerta perché saranno eseguiti anche gli screening per i tumori al seno. Come accade per Atessa anche qui sarà attivata una workstation e le immagini degli esami in screening saranno inviate telematicamente al centro di Diagnostica senologica di Ortona». (t.d.r.)

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Il cane guida

In Italia, contrariamente a quanto accade altri paesi dell'Unione Europea,
la consapevolezza dei cittadini riguardo al diritto di accesso e di
movimentazione dei cani-guida per non vedenti, è molto limitata, malgrado la
legislazione nazionale, regionale e comunitaria.
Questa diffusa ignoranza spesso degenera in atteggiamenti aggressivi basati
su sciocchi preconcetti (relativi per esempio alla presunta "pericolosità
comportamentale e sanitaria" di un cane-guida), o in atteggiamenti che
mettono in seria difficoltà la persona non vedente che si ritrova spesso
emarginata, o aggredita.
Infatti, è solo di pochi giorni fa il caso, riportato da importanti testate
giornalistiche, di un non vedente accompagnato dal proprio cane guida che si
è visto rifiutato dai tassisti della capitale, così come frequenti sono le
richieste di consulenza al C.d.G. da parte di non vedenti che si vedono
rifiutare dai loro datori l'accesso dell'animale sul luogo di lavoro.
Il 16 ottobre p.v. si celebrerà la giornata nazionale del cane guida, tale
evento non solo darà modo di sensibilizzare l'opinione pubblica sull'accettazione
di questo importante amico a quattro zampe che per i non vedenti è un
imprescindibile strumento di autonomia e di mobilità, ma ci consentirà anche
di ricordare i validi strumenti normativi di cui disponiamo per facilitarne
un pieno e consapevole utilizzo.
Chiariamo quindi i concetti normativi che dovrebbero essere ritenuti
indiscutibili per evitare discriminazioni e limitazioni alla piena autonomia
dei non vedenti.
Il cane-guida, il non vedente e i loro diritti
Discriminare un non vedente per il fatto che sia accompagnato da un
cane-guida è punibile dalla legge. La materia è stata trattata per la prima
volta in Italia con l'emanazione della legge n.34 del 1974 modificata nel
2006 dalla legge n.60.
Non solo la normativa italiana prevede che i gestori dei mezzi di trasporti
e i titolari di esercizi che "impediscano od ostacolino, direttamente o
indirettamente, l'accesso ai privi di vista accompagnati dal proprio cane
guida" siano sono soggetti a multe dai 500 ai 2.500 euro, ma sancisce anche
che un cane-guida:
- può entrare in qualunque esercizio aperto al pubblico (L. n. 34/1974)
- è escluso dai divieti relativi al non permettere l'accesso degli animali
in spiaggia, parimenti ai cani destinati "al salvamento": in poche parole,
lui può accedere anche in spiaggia (L. n. 34/1974)
- è in genere esonerato dall'obbligo di portare la museruola a meno che non
sia richiesto in una data situazione (L. n. 34/1974)
- è esonerato dall'obbligo di avere al seguito paletta e sacchetto per la
raccolta delle deiezioni (come rintracciabile anche in molti regolamenti
comunali)
- è esonerato dal pagamento del biglietto per i mezzi pubblici (L. n.
34/1974)
- può accompagnare il non vedente anche su traghetti e aerei, in Italia e
all'estero (Reg. CE n. 1107/2006 e L. n. 34/1974)
- può viaggiare alloggiato sul sedile posteriore insieme al non vedente
assoluto da esso accompagnato, in quanto "l'animale domestico di indole
particolarmente tranquilla e come tale adeguata alle incombenze cui esso e'
appositamente addestrato", senza che ciò costituisca in alcun modo
violazione dell'art. 169 c. 6 del Codice (Lettera del Ministero delle
Infrastrutture e dei Trasporti n. 653/2004).
Il cane guida rappresenta gli "occhi" del non vedente e quindi non deve
essere allontanato dal diversamente abile visivo che accompagna. Esso non
solo è addestrato a "fare il cane-guida" (cioè caratterizzato da un'indole
tranquilla, appositamente selezionata per essere ulteriormente di supporto
al successivo addestramento), ma anche a non sporcare, è inoltre senza ombra
di dubbio vaccinato (o non sarebbe abilitato a fare il cane-guida) e,
infine, in qualità di cane da lavoro non deve essere disturbato/aggredito.
Si segnala inoltre che l'Ordinanza del Ministero della Salute del 6 agosto
2013 all'art. 5 espressamente ha escluso l'uso della museruola e del
guinzaglio ai cani addestrati a sostegno delle persone diversamente abili.
AGEVOLAZIONI FISCALI RELATIVE AI CANI GUIDA PER I NON VEDENTI
La normativa fiscale fortunatamente nel nostro paese, ha previsto importanti
agevolazioni fiscali sia per l'acquisto e sia per il mantenimento dei cani
guida destinati all'assistenza dei non vedenti. Tali spese sono infatti
considerate oneri agevolati.
La prima agevolazione consiste in una detrazione dall'Irpef pari al 19% del
costo sostenuto per l'acquisto del cane. Ai fini del calcolo della
detrazione, si considera l'intero ammontare del costo sostenuto fino ad un
massimo di 1.875,99 Euro.
La detrazione è prevista una sola volta in un periodo di quattro anni, salvo
i casi di perdita del cane e spetta per un solo animale.
La seconda agevolazione consiste nella detrazione forfettaria di 516,46 Euro
delle spese sostenute per il mantenimento del cane guida. La detrazione
viene riconosciuta senza che sia necessario documentare l'effettiva spesa.
Va precisato però che ai familiari del non vedente è preclusa l'opportunità
di fruire della detrazione forfettaria anche nel caso in cui il non vedente
sia da considerare a carico del familiare stesso.
Cane guida e posto di lavoro
Il datore di lavoro deve rispettare tutte quei provvedimenti normativi
nazionali e comunitari che garantiscono al disabile un inserimento
lavorativo rispettoso dei principi di uguaglianza e di pari opportunità.
Questi infatti, deve adempiere agli obblighi di sicurezza e salute, la cui
violazione è sanzionata dal legislatore in via amministrativa, civile e
penale e ove assuma un disabile deve innanzitutto adibirlo a mansioni
compatibili con le proprie minorazioni nel pieno rispetto dell'art. 10 della
legge 68/99 che dispone in suo favore tutele particolari, deve mettere a sua
disposizione tutti gli ausili necessari e garantirgli la piena fruibilità
dei permessi di cui all'articolo 3, comma 3 della Legge 104/1992 .
Si segnala inoltre che la Direttiva 27/11/2000 n.200/78/CE stabilisce un
quadro generale per la parità di trattamento in materia di occupazione e
condizioni di lavoro. In particolare all'art. 5 "Soluzioni ragionevoli per i
disabili" così dispone: "Per garantire il rispetto del principio della
parità di trattamento dei disabili, sono previste soluzioni ragionevoli. Ciò
significa che il datore di lavoro prende i provvedimenti appropriati, in
funzione delle esigenze delle situazioni concrete, per consentire ai
disabili di accedere ad un lavoro, di svolgerlo o di avere una promozione o
perché possano ricevere una formazione, a meno che tali provvedimenti
richiedano da parte del datore di lavoro un onere finanziario
sproporzionato. Tale soluzione non è sproporzionata allorché l'onere è
compensato in modo sufficiente da misure esistenti nel quadro della politica
dello Stato membro a favore dei disabili.
Per quanto concerne poi il cane guida le leggi 14/02/74 n.37 e 25/08/88
n.376, disciplinano - rispettivamente - la facoltà di accesso dei ciechi
muniti del proprio cane guida nei mezzi di trasporto pubblico e negli
esercizi aperti al pubblico. Alla luce dei principi costituzionali della
libertà di circolazione e delle pari opportunità, si può affermare che l'accesso
del cane guida è da ritenersi consentito in tutti i luoghi pubblici (uffici,
scuole ed ospedali) ed anche in luoghi privati - aziende, negozi ecc., in
cui sia previsto l'ingresso di soggetti terzi, generalmente considerati
"pubblico".
In via interpretativa, dunque, si può concludere che, ove non sia
espressamente vietato da apposite e motivate normative, il cieco potrà
liberamente farsi accompagnare dal proprio cane in ogni ambiente ed ufficio
pubblico od aperto al pubblico. Le motivate eccezioni potranno quindi
riguardare valori generali prevalenti quali la salute, l'incolumità e l'igiene
di una pluralità di persone (ad esempio la frequentazione degli ospedali).
Naturalmente l'accesso dei cani guida in questi ambienti aperti al pubblico
richiede il pieno controllo del cieco sull'animale, sia in ordine alla sua
disciplina sia alla sua igiene.
Normativa europea
Ecco cosa stabilisce il Reg. CE n. 1107/2006 riguardo al viaggiare in aereo
con un cane-guida:
Art. 7, comma 2: "Qualora sia richiesto l'utilizzo di un cane da assistenza
riconosciuto, tale utilizzo sarà reso possibile purché ne sia fatta notifica
al vettore aereo, al suo agente o all'operatore turistico, in conformità
delle norme nazionali applicabili al trasporto di cani da assistenza a bordo
degli aerei, ove tali norme sussistano.
Allegato I: "Assistenza a terra per cani da assistenza riconosciuti, ove
opportuno. Comunicazione delle informazioni sui voli in formato
accessibile."
Allegato II - "Trasporto in cabina dei cani da assistenza riconosciuti, nel
rispetto della regolamentazione nazionale".
Importante è ancora dal punto di vista normativo ricordare :
L. n. 67 del 1 marzo 2006 "Misure per la Tutela Giudiziaria delle persone
con disabilità vittime di discriminazioni";
La Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità, ratificata
dallo Stato Italiano con Legge 18/2009.
L. n. 488 del 23 dicembre 1999 (Capo II )
Lettera del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti n. 653/2004 del 1
marzo 2004 sulla "Presenza del cane-guida in auto"
Ordinanza del Ministero della Salute "concernente la tutela dell'incolumità
pubblica da aggressioni di cani"
Regolamento CE n. 1107 del 5 luglio 2006 del Parlamento Europeo e del
Consiglio, relativo ai "diritti delle persone con disabilità e delle persone
a mobilità ridotta nel trasporto aereo"

antonio cignelli

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Villa Santa Maria 13 ottobre 2014

Se pur con qualche difficoltà anche quest'anno abbiamo raggiunto l'obiettivo per le mele della vita aism. Grazie come sempre a tutti.
Antonio Cignelli

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Fonte: Il Centro
Chiude la mammografia a Villa Santa Maria per il radiologo trasferito
Iniziativa choc della Asl a due anni dall’apertura del servizio L’ex sindaco Paolini: «Assistiti costretti a fare cento chilometri per gli esami»
VILLA SANTA MARIA. È stato il fiore all’occhiello dell’intero distretto sanitario salutato giustamente, quando fu inaugurato un paio di anni fa, come una rivalutazione sanitaria dei poliambulatori e dei distretti sanitari di base al servizio di una popolazione il più delle volte territorialmente svantaggiata. È il servizio di mammografia, presidio fondamentale nella prevenzione del tumore al seno che da tre mesi non funziona.
«Tutto ha funzionato meravigliosamente fino a giugno scorso con somma soddisfazione degli utenti dell’intera area Sangro-Aventino e oltre» afferma l’ex sindaco Vito Paolini. «Da tre mesi quel servizio non funziona più e il mammografo rimane malinconicamente spento per mancanza dello specialista che sembra, nel frattempo, abbia ottenuto un trasferimento». Nel sistema tutto italiano dove se manca l’addetto all’accensione di un’ipotetica lampadina, quella lampadina resta spenta, ancora non si sa fino a quando il mammografo a Villa resterà inutilizzato. Piccolo particolare: le prenotazioni per sottoporsi alla mammografia rasentano tempi biblici (quasi due anni a Lanciano oltre due anni a Chieti e Ortona), salvo che non ci si rivolga al privato.
«Oggi gli assistiti del comprensorio devono percorrere dai 50 ai 90 chilometri in andata e altrettanti al ritorno per accedere a quelle prestazioni, ammesso che riescano a prenotare. Proprio come quarant’anni fa», dice Paolini «Intanto ci si chiede: ma quel servizio era stato istituito perché necessario agli assistiti oppure no? E allora che cosa si aspetta a disporre la sostituzione del radiologo?».
Quello di Villa è il distretto maggiore delle zone interne che abbraccia diciassette Comuni per circa 20mila utenti e il mammografo che non funziona perché manca personale è una situazione grottesca. Mesi fa, addirittura, si prospettò l’attivazione del servizio di mammografia del distretto di Villa anche nel pomeriggio così da snellire le prenotazioni degli ospedali, anche perché a Villa l’attesa per una mammografia era breve, al massimo una quindicina di giorni. «C’è sempre qualcuno che s’impegna e spesso si specializza a sfasciare quello che funziona», chiosa Paolini che aggiunge: «Da qualche tempo l’Asl ha accentrato a Chieti il servizio prenotazione per le mammografie. Prima ci si poteva prenotare in uno qualunque dei Cup del territorio provinciale, oggi solo a uno specifico numero telefonico che risulta, ovviamente, sempre occupato».
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Si rinnova anche per quest'anno l'appuntamento delle mele
dell'AISM.
Il banchetto sarà posto lungo corso UmbertoI ha partire da
sabato 11 ottobre dalle ore 17.00 e per tutta la giornata di domenica 12 ottobre. la solidarietà e una cosa nobile, non mancare!
Villa Santa Maria 3 ottobre 2014
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SORGI: SE MI DAVANO RETTA NON FINIVA AGLI ARRESTI

Ho personalmente denunciato per anni il ruolo svolto da Sorgi nella Regione Abruzzo.
Ho chiesto innumerevoli volte le sue dimissioni e tutte le volte veniva fuori un amplissimo fronte di estimatori e sostenitori da Sel al PD fino all'apoteosi di Forza Italia che con Chiodi ne ha fatto una sorta di plenipotenziario.
Se mi davano retta oggi probabilmente Sorgi non sarebbe oggetto di misure cautelari.
Se confermate le accuse alla base dell’arresto di Antonio Sorgi gettano un’ombra pesantissima sugli ultimi 10 anni di vita politico-amministrativa regionale.
Non si tratta di un dirigente qualunque ma di uno degli uomini più potenti d’Abruzzo che ha goduto della sponsorizzazione e della stima di centrodestra e centrosinistra che negli anni delle giunte Pace, Del Turco e Chiodi gli hanno progressivamente attribuito un ruolo abnorme.
Per Rifondazione Comunista e gli ambientalisti più seri per anni Sorgi è stato il “nemico pubblico numero 1”.
Ricordo che Sorgi è stato già oggetto di inchieste, anche derivanti da nostri esposti, come nel caso della filovia Pescara – Montesilvano. Finora se l’è sempre cavata come altri super-dirigenti della Regione. Non è detto che non ce lo ritroveremo candidato alle prossime elezioni.
Maurizio Acerbo
Partito della Rifondazione Comunista

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IL REGNO DEL RE SOLE
Arresto Antonio Sorgi, 15 anni di opere all’insegna del conflitto di interessi
Nell’esposto del Wwf le anomalie sui lavori di Ortona al porto, Postilli-Riccio e cimitero

L’AQUILA. «Non conosco i fatti, non ho ancora letto le carte giudiziarie, appena avrò opportunità prenderò gli opportuni provvedimenti. Di sicuro non perderemo tempo».
Così il presidente della Regione Abruzzo, Luciano D'Alfonso, ha commentato l'arresto del super dirigente regionale Antonio Sorgi, ai domiciliari da questa mattina con l’accusa di associazione a delinquere, turbata libertà degli incanti e corruzione.
D'Alfonso che fin dalle prime ore di questa mattina ha cercato di appurare se anche altri dirigenti regionali fossero coinvolti nell’indagine per prendere gli opportuni provvedimenti, parla di «dispiacere sul lato umano» ma annuncia una riorganizzazione e un «totale rinnovamento», cosa peraltro chiesta anche dal Movimento 5 Stelle che vuole la sospensione immediata del super dirigente. «Sulle sue spalle troppe deleghe e servizi», ammette D’Alfonso.
Proprio nella giornata di oggi il governatore avrebbe dovuto sancire la fine degli incarichi fiduciari di Sorgi come dirigente (insieme a quello di Pierluigi Caputi), incarico affidato dalla precedente giunta.
Secondo quanto si apprende la scadenza contrattuale era proprio oggi e la giunta dovrebbe scegliere altro professionista più vicino al centrosinistra.  D’Alfonso dopo il suo insediamento aveva rinnovato l’incarico come “commissario” per i rifiuti a Sorgi per 30 giorni mentre si discuterà oggi anche la contestuale sospensione che la legge prevede come obbligatoria per i dipendenti delle pubbliche amministrazioni colpiti da misure cautelari.
Si dice «sorpreso e sconcertato», invece, l'ex presidente della regione Gianni Chiodi che con Sorgi ha condiviso cinque anni di gestione della regione. Prima spiega di essere «convinto che dimostrerà la sua estraneità» poi dice a braccia aperte che «per quello che ho visto in cinque anni si è trattato di un dirigente molto efficiente e un gran lavoratore. Spero chiarirà quanto accaduto ma io non ho mai avuto nessun segnale che intorno a lui potessero esserci vicende del genere». Non sono mancati attestati di stima in questi 5 anni da parte dell’ex presidente specie nei momenti più delicati che hanno già sfiorato Sorgi come quando fu indagato nell’ambito dell’inchiesta sulla filovia di Pescara o dopo nell’ambito dell’inchiesta sui progetti Ipa Adriatic (inchiesta Caligola).
«Sono stato preso alla sprovvista quando mi hanno comunicato questa notizia», ha commentato invece il sindaco di Francavilla, Antonio Luciani, che aveva già vissuto le diverse perquisizioni in Comune della polizia.
L’indagine ruota attorno all’appalto del cimitero del suo comune ma il sindaco spiega:  «mi trovo spiazzato perché la gara di project financing era stata annullata mesi fa per una problematica tecnica. La ditta proponente non é riferibile a Sorgi». Di fatti la ditta proponente dell’idea è la LandBau srl ma la gara di cui si parla sarebbe servita ad individuare la ditta che avrebbe redatto progetto esecutivo e svolto i lavori.

L’ESPOSTO FIRMATO DAL WWF: IL RE SOLE AD ORTONA
«Sorgi era contemporaneamente controllore e cointeressato con le società che si aggiudicavano gli appalti», è invece il teorema ipotizzato nell'esposto presentato dal Wwf, al centro delle indagini che hanno portato all'arresto di questa mattina del dirigente . Le "anomalie" riscontrate dagli ambientalisti riguardavano opere pubbliche: il porto di Ortona (oltre 30 milioni di euro), la Postilli- Riccio  e il cimitero di Ortona, il cui ampliamento è stato progettato da Giovanni Vaccarini e la manutenzione affidata alle ditte del “gruppo Sorgi”.
L'esposto, firmato dal presidente regionale del Wwf, Luciano Di Tizio, ed elaborato insieme ad Augusto De Sanctis, è stato presentato circa un anno fa in Questura, a Pescara, e riguarda le tre opere pubbliche per cui, secondo gli ambientalisti, c'erano delle irregolarità.
Irregolarità, relative a lavori precedenti, che potrebbero essere riconducibili alle modalità operative del sodalizio e delle singole società su cui si è concentrata ora l'attenzione della Procura dell'Aquila.
Nel mirino della denuncia, come detto, anche la strada 'Postilli-Riccio', una strada che è nata nei pensieri degli amministratori locali quasi 20 anni fa e che da almeno dieci è in itinere. La strada è una di quelle opere molto controverse per diverse ragioni. Una di queste è la sua reale utilità visto che è in riva al mare e parallela alla statale adriatica e molto più ampia di questa.

Gli ambientalisti che l’hanno contestata considerano questa infrastruttura, oltre che sproporzionata anche nell’investimento, (oltre 6 milioni di euro) una vera testa di ponte per poter poi cementificare uno dei tratti di costa abruzzese rimasta per decenni indenne, quella che va dal fiume Foro a Lido Riccio.
Anche l’iter è stato più volte bloccato anche per mancanza di finanziamento che ha coperto solo la prima parte dei lavori già effettuati e poi abbandonati.
Tornando all’esposto: nella fase progettuale della strada risalente a una decina di anni fa, ad esempio, la 'LT Progetti' - riconducibile a Sorgi e legalmente rappresentata dalla moglie (non indagata) - aveva ottenuto un incarico come supporto al Rup (responsabile unico del procedimento) per circa 70mila euro.
Lo stesso Sorgi, successivamente, in qualità di dirigente regionale, aveva firmato la compatibilità ambientale del progetto. Caso analogo anche per il porto di Ortona, opera costata complessivamente oltre 30 milioni di euro e realizzata in fase di emergenza. Lo stesso consorzio di società finito del mirino degli inquirenti per il cimitero di Francavilla al Mare, cioè la 'LT Progetti' e altre due ditte, attraverso un project financing si è occupato anche della realizzazione del cimitero di Ortona.
«Sulla base dei documenti di cui eravamo in possesso - spiega Di Tizio - ci sembrava che forse Sorgi era da un lato controllore e dall'altro cointeressato con le ditte che andavano a prendere gli appalti. Insieme all'esposto abbiamo presentato centinaia di pagine di documenti relativi ai lavori delle tre opere».

IL ‘NEMICO’ DEGLI AMBIENTALISTI
E proprio gli ambientalisti negli anni passati hanno contestato più volte Sorgi, presidente del comitato V.I.A. abruzzese, dove sono passati decine di progetti, piccoli e grandi. Oggi chiedono una chiara presa di posizione da parte del Consiglio regionale. «Serve una legge organica sulle procedure ambientali», dice il Forum dell’Acqua, «le altre regioni da anni hanno specifiche norme regionali mentre in Abruzzo le attivita' di valutazione sono organizzate attraverso semplici delibere di giunta regionale che in questi anni sono cambiate piu' volte».
Per il Forum «bisogna ripartire dalla legge 'Acerbo' su trasparenza e partecipazione nei procedimenti ambientali che fu prima approvata e poi rapidamente 'affossata' dallo stesso consiglio regionale che l'aveva varata, proprio dopo l'intervento di Sorgi. In Abruzzo esistono addirittura procedimenti del tutto opachi, come quelli che riguardano le valutazioni di incidenza ambientale degli interventi sui siti di interesse comunitario e sulle zone di protezione speciale, che rappresentano il 35% del territorio regionale. Ora la politica dovrebbe dare un unico segnale: riprendere quella norma, sentire comitati ed associazioni, e approvarla, subito, in Consiglio regionale aggiungendo un articolo sull'obbligo dell'inchiesta pubblica sulle opere piu' controverse».

ACERBO: «E’ UNO DEGLI UOMINI PIU’ POTENTI D’ABRUZZO»
«Ho personalmente denunciato per anni il ruolo svolto da Sorgi nella Regione Abruzzo», commenta invece l’ex consigliere regionale di Rc, Maurizio Acerbo.
«Ho chiesto innumerevoli volte le sue dimissioni e tutte le volte veniva fuori un amplissimo fronte di estimatori e sostenitori da Sel al PD fino all'apoteosi di Forza Italia che con Chiodi ne ha fatto una sorta di plenipotenziario. Se mi davano retta oggi probabilmente Sorgi non sarebbe oggetto di misure cautelari».
«Se confermate le accuse alla base dell'arresto di Antonio Sorgi - ha continuato Acerbo - gettano un'ombra pesantissima sugli ultimi 10 anni di vita politico-amministrativa regionale. Non si tratta di un dirigente qualunque ma di uno degli uomini più potenti d'Abruzzo che ha goduto della sponsorizzazione e della stima di centrodestra e centrosinistra che negli anni delle giunte Pace, Del Turco e Chiodi gli hanno progressivamente attribuito un ruolo abnorme. Per Rifondazione Comunista e gli ambientalisti più seri per anni Sorgi è stato il 'nemico pubblico numero 1'. Ricordo che Sorgi - ha concluso Acerbo - è stato già oggetto di inchieste, anche derivanti da nostri esposti, come nel caso della filovia Pescara- Montesilvano. Finora se l'è sempre cavata come altri super-dirigenti della Regione. Non è detto che non ce lo ritroveremo candidato alle prossime elezioni»

Fonte: PrimaDaNoi.it

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Fonte: Abruzzolive.tv
Lettere. Fossacesia, caro sindaco... 'Quel cipresso di plastica che offende...'

Lettera aperta al sindaco di Fossacesia da parte di un cittadino di Villa Santa Maria.
Le scrivo di nuovo per tornare sull'argomento del cipresso in plastica collocato tra l'abbazia di San Giovanni in Venere e la strada che porta alla spiaggia. So che le proteste sono state numerosissime da parte dei cittadini, in gran parte confluite nel comitato MirAl. Si tratta di cittadini che avevano tutto il diritto non solo di esprimere la loro opposizione, ma soprattutto, data la numerosità dei contrari, a vedere accolta la loro istanza, trattandosi di persone che vedono violato il loro diritto alla tranquillità per la loro salute e al rispetto dell'ambiente in cui vivono. Molti non sanno che il governo Renzi nel cosiddetto decreto "Sblocca Italia- Italia fossile" sta allontanando sempre più per tutti noi la possibilità di poter esprimere pareri e opporre veti riguardo a inquietanti progetti (trivellazioni, creazione di nuove centrali ecc) rischiosi e antiecologici, volti a trarre profitti temporanei a costo di danni di lunga durata per l'ambiente e per chi abita nelle zone interessate. Verrà data a chi gestisce il potere sempre maggiore libertà di decisione in materia, andando in senso contrario a quanto ci si aspetterebbe da una società responsabile e progredita. Faccio notare che:
1) Gli stravolgimenti climatici che stanno creando danni a intere popolazioni da tempo, a detta degli esperti, rappresentano un indice della gravità dello stato di salute del nostro pianeta, e sottolineano l'urgenza di porre in primo piano la salvaguardia dell'ambiente. Il decreto di cui sopra, al contrario, da maggiore libertà allo scempio ambientale;
2) l'Italia è una democrazia. Il termine "democrazia" etimologicamente significa che il popolo ha potere: eppure il decreto in questione allontana il potere del popolo di decidere su questioni di basilare importanza in termini di vivibilità e di benessere dell'abitato. Il fatto che l'antenna in questione sia stata posizionata senza dare alcun peso alle proteste degli abitanti non è stato un bell'esempio di democrazia. Per non parlare dell'insulto estetico che quella specie di parodia di albero rappresenta per chi lo guarda. Gli alberi sono sempre stati il simbolo della natura, della purezza dell'aria, del verde...Come è triste un albero di plastica! Ed è una imitazione talmente grossolana e caricaturale, che non vi si avvicinerebbe neanche un cane per pisciare. La contrarietà espressa dai cittadini non va ignorata, o si trasformerà prima o poi in sfiducia e delusione. Da frequentatore assiduo della spiaggia di Fossacesia quale sono, Le rinnovo infine la richiesta a porre un freno alla cementificazione nelle zone vicine alla spiaggia, e ad ampliare e tenere curata la spiaggia libera perché, lo ripeto, il mare è di tutti.
Mauro Carbonetta (Villa Santa Maria - Ch)
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Pronta la 36° Rassegna dei Cuochi di Villa Santa Maria
VILLA SANTA MARIA. FISSATE LE DATE AL 10-11 E 12 OTTOBRE. IL PROGRAMMA
Villa Santa Maria. Tradizione culinaria e rilevante appuntamento che popolano le vie del centro storico di Villa Santa Maria, in provincia di Chieti. Quest’anno, il fine settimana del 10 - 11- 12 ottobre è interamente dedicato al gusto e alla riscoperta dei sapori di un tempo. Al via la 36^ Edizione della Rassegna dei Cuochi, manifestazione simbolo del paese abruzzese che, in fatto di cucina, ha da insegnare a molti: dal rinomato Istituto Alberghiero Marchitelli escono infatti chef di fama internazionale che portano la gastronomia regionale e italiana in tutto il mondo.
L’edizione del 2014 avrà un programma ricco di appuntamenti, convegni e incontri, tutti legati da un filo conduttore comune: il pane. Inteso come simbolo assoluto della tavola e come prodotto che da secoli è stato il supporto dei popoli, la Rassegna dei Cuochi vuole ridare il giusto valore a questo prezioso nutrimento. Nulla di più indicato se si interpreta il pane anche in chiave religiosa poiché Patrono di Villa Santa Maria e di tutti i Cuochi è San Francesco Caracciolo, nato proprio nel paese abruzzese e qui ancora venerato.
La manifestazione avrà inizio ufficiale venerdì con i riti dedicati al Patrono e gli allestimenti lungo il corso principale del paese con isole di gusto, stand espositivi e di assaggio. Si entrerà nel vivo della kermesse sabato mattina con il convegno dal titolo “Pane Nostro. Il lievito madre e il valore di questo nutrimento”. Nel pomeriggio della stessa giornata al via lo Show Cooking nella piazza principale con l’alternarsi di quattro chef che daranno dimostrazione della loro abilità con pasta e lievitati. Il sabato sera poi ci sarà modo di degustare le specialità che alcuni ristoranti riserveranno al pubblico, tra piatti e prodotti della tradizione e ricette studiate ad hoc (su prenotazione).
La domenica mattina invece ci sarà la consueta Premiazione del Concorso Gastronomico Cuoco Doc, un riconoscimento che viene dato alla ricetta più originale proposta dagli Chef della Federazione Cuochi Italiani (FIC) delle province abruzzesi. Per tutta la giornata si alterneranno appuntamenti, banchi espositivi e dimostrazioni per concludere con il tradizionale Pasta Party De Cecco a cura dell’A.C.V.S. (Associazione Cuochi Valle del Sangro). Tra gli incontri che animeranno il fine settimana due argomenti di fondamentale importanza per il territorio quali Olio e Vino, tenuti da uno dei maggiori esperti in materia, Leonardo Seghetti, accademico nazionale e autore di oltre 100 pubblicazioni.                                                                                                                                                                        
“L’impegno che mettiamo nell’organizzare questo evento è unico. Ogni anno tutto il paese si mobilita e il nostro Istituto Alberghiero con alunni e professori conferma la sua alta professionalità. Del resto la Patria dei Cuochi ha una lunga tradizione che va a intrecciarsi alla volontà di guardare in modo propositivo al futuro di Villa Santa Maria”. Ha dichiarato Giuseppe Finamore, sindaco del paese.
La  Rassegna dei Cuochi anche per il 2014 avrà tra i suoi sponsor nomi d’eccezione del territorio abruzzese:
il Pastificio De Cecco, marchio di fama mondiale per la produzione di pasta di grano duro; la Cantina Tollo, una delle più grandi realtà vitivinicole del centro-sud; Feudo Antico, immagine dell’enologia abruzzese; la Cantina Orsogna, dai vini decisi; Cantina Spinelli, storica azienda della regione; Salumificio Sorrentino, leader nell’arte norcina e degli insaccati.
Fonte: PagineAbruzzo.it

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Fonte: Abruzzo live.tv
Fossacesia. ''Spiaggia trascurata, paese migliorato'

"Sono un cittadino di Villa Santa Maria e, come ogni anno, per le mie "vacanze" estive come spiaggia ho scelto Fossacesia. Quest' anno, però, la mia delusione è stata grande nel vederla nel degrado e nell'incuria: bottiglie, contenitori di plastica, escrementi di cane e rifiuti di vario genere. Spero si ponga rimedio a questo triste spettacolo di abbandono di un importante patrimonio naturale abruzzese. In contrasto con questa triste veduta ho notato invece incoraggianti miglioramenti nel paese, con abbellimenti di poca spesa e tuttavia di efficace gradevolezza: molte vie sono state abbellite con fioriere che hanno conferito allegria e vitalità alle zone interessate. Spero che l' amministrazione comunale continui a migliorare il paese che, come tanti piccoli centri urbani, ha una sua bellezza ma allo stesso tempo una fragilità dinanzi all' avanzare dell' accentramento progressivo della popolazione e delle risorse nei grossi centri urbani. La stagione non è ancora finita, spero di poter tornare nella zona marina e trovarla in condizioni migliori. Del resto la spiaggia è molto importante per l' economia del paese, essendone il principale richiamo turistico assieme alla splendida abbazia di San Giovanni in Venere, famosa per la sua intrinseca bellezza oltre che per il suo valore storico e culturale. A mio parere si dovrebbe porre un freno alla cementificazione nelle zone vicino alla spiaggia, attualmente ci sono già troppi edifici in prossimità del mare. Mi auguro,infine, che si voglia estendere e valorizzare la spiaggia libera, visto che il mare è di tutti."

Mauro Carbonetta
18 settembre 2014

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Ricordo di un Uomo speciale. Ritratto del Maestro Alessandro Stanziani  acquerello su tela.

      Caro Alessandro per me non sei andato via”sei solo andato nella stanza accanto … il filo non si è spezzato”.
Durante il tragitto mentre scortavo il tuo feretro non ho avuto la forza di parlarti mi bastava starti vicino per renderti l’ onore che spetta ad un Re.  Ora sento forte il bisogno  di scrivere questa lettera per sentirti più vicino. Ricordo tanti bei momenti vissuti con te; uno degli ultimi è stato quando il 21 gennaio 2014 hai incontrato gli allievi della Scuola Alberghiera di Villa Santa Maria ore 16. Indossavi il tuo cappello , la tua sciarpa bianca e l’ emozione di chi è contento.
Ricordo la tua commozione velatamente celata nell’essere nel laboratorio di cucina dedicato a tuo padre il grande Pacitt’ Stanziani.
Nel presentarti ai ragazzi ho indossato il mio cappello di cuoco perché sei un Uomo che merita rispetto.
Ricordo la ricetta che hai proposto ai ragazzi per diventare  Cuochi: buone dosi di  Umiltà, Passione e Amore verso questa meravigliosa professione.
Ricordo quando hai raccontato che a tuo figlio Domenico dicevi di viaggiare e rubare con gli occhi tutto  il meglio.
Ricordo la felicità che provavi nel raccontare la vita  delle personalità che hai servito nel tuo ristorante, i tanti momenti belli della tua carriera, i premi, i riconoscimenti internazionali.
E’ stato dolcissimo quando ci hai confidato che le donne più belle del tuo locale sono state Ornella Muti e Mara Venier  ma hai aggiunto con fermezza che l’ unica donna che hai amato è stata tua moglie bellissima .
Ricordo con forte emozione quando alla fine  dell ‘ incontro  ci hai detto che ci volevi bene e ci aspettavi tutti  Al Colombo.
Il Testamento che lasci è il Personaggio Alessandro Stanziani: Uomo colto, generoso, buono, intelligente, innamorato della sua famiglia; Cuoco capace, aperto al dialogo, al confronto, al costruire per il bene comune. Resta la tua appartenenza  al nostro paese, alla sua gente , ai suoi Cuochi. Desidero mantenere viva la tua eredità istituendo un premio che porterà il tuo nome che mi permetterà di farti conoscere ai nuovi custodi della nostra tradizione e che ricordi a noi che, abbiamo avuto l’onore di conoscerti, i tuoi  insegnamenti.
Grazie Alessandro e questo è per sempre. Associazione “Custode Della Tradizione 1563”


Villa S. Maria 30 agosto 2014                                                            Il Presidente
                                                                                                       Claudio Pellegrini
                                  


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Villa Santa Maria 30 luglio 2014

bello emozionante. questo e stato lo spettacolo dei ragazzi dell'anfas di lanciano. ma io voglio fare  qualche riflessione quale diversamente abile quale sono. come al solito la partecipazione e sempre deludente se e vero che in questa comunità c'e tanta solidarietà! bisognerebbe affiancare queste iniziative con pasta party e notti sotto le stelle, magari la partecipazione si moltiplicherebbe come con i pani ed i pesci di un certo personaggio famoso! poi riflettevo sulla sinistra villese! se non ricordo male la sinistra ne fa un cavallo di battaglia per la solidarietà e le pari opportunità! domanda: dov'erano!!! ah!!!
e vero, dimmi chi organizza e ti dirò se ci sarò! non sono meravigliato di questo, questa pochezza di solidarietà la vivo io ormai da venticinque anni sulla mia pelle. solidarietà? no grazie, io non abito in questa comunità! concludo dicendo che la disabilità nella vita e una risorsa da coltivare non un problema da evitare od affrontare! "il vero povero nella vita e colui che pensa che il disabile sia povero"! "orgoglioso di essere cieco", perchè forse ho piu di te da dare nella vita!  grazie ragazzi anfas per l'ennesima lezione di vita che avete dato.
Antonio Cignelli.
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Fonte: il Centro di domenica 27 luglio 2014


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L'alcol per socializzare... Se l'alcol distrugge i giovani... Allarme nei piccoli centri

di Mauro Carbonetta
Fonte: Abruzzolive.tv
Il consumo di alcol fra i giovani e giovanissimi rappresenta una emergenza sociale. Aumentano le notizie di giovanissimi finiti in coma etilico, si diffondono su internet inquietanti gare fra ragazzi a chi beve di più, tanto che questa follia sta diventando la nuova "normalità". I media incoraggiano il fenomeno: basti vedere come si è abbassata l'età media dei protagonisti degli spot pubblicitari dedicati agli alcolici. Una volta i testimonial dimostravano in media quarant'anni, ora spopolano allegri spot con ragazzi che si divertono insieme bevendo alcolici, incoraggiando i giovani a pensare che bere aiuta persino... a stare bene. Particolarmente vulnerabili sono i giovani dei piccoli centri, che rispetto ai coetanei delle città maggiori hanno meno diversivi alla noia e alla frustrazione.
I dati Istat dicono che il "primo bicchiere" in Italia viene consumato a 11-12 anni, l'età più bassa dell'intera Unione Europea che è di 14-15 anni. Sono oltre 400 mila i giovani che bevono in modo problematico. Il 7 per cento dei giovani dice di ubriacarsi anche più volte durante la settimana ed è in crescita il numero degli adolescenti che consuma alcol fuori dai pasti. Il "binge drinking", modalità di consumo alcolico che comporta l'assunzione in un'unica occasione e in un ristretto arco di tempo di quantità di alcol molto elevate, è diffuso maggiormente tra i giovani di 18-24 anni, rappresentando la quasi totalità del consumo a rischio in questa fascia di età. I giovani lo praticano soprattutto nei contesti della socializzazione e del divertimento collettivo, spesso bevendo volontariamente fino ad arrivare all'ubriachezza e all'intossicazione alcolica. Nel 2012 il 14,8% dei giovani fra i 18 e i 24 anni ha dichiarato comportamenti binge drinking, il 20,1% tra i maschi e il 9,1% tra le ragazze.
Una volta nei paesi c'erano fattori che contrastavano certe tendenze, come il senso di unità, l'importanza delle regole, e quel senso di responsabilità condivisa che faceva sì che gli adulti monitorassero il comportamento dei figli propri e di quelli altrui, come in una specie di famiglia allargata. Oggi questo modo di sentire il proprio paese è andato perduto, e i primi a farne le spese sono proprio i giovani, che non si sentono più osservati e controllati. Ci sono tante cattive strade che i ragazzi possono prendere: delinquenza, tossicodipendenza, alcolismo, ecc. Fino a che punto si può far loro una colpa se nel momento in cui scelgono di imboccare una strada sbagliata non c'è nessuno a fermarli? Non stiamo fermando i nostri ragazzi, ed è facile e vile dare la colpa alle cattive compagnie. C'è colpa, è vero, nell'adolescente che sceglie di bere e nelle cattive compagnie che lo invogliano. Ma c'è colpa dove c'è una famiglia che non vuole vedere ("E' l'età.", "Non voglio che mio figlio si senta diverso dai compagni.", " Capirà da solo quando deve fermarsi.", "C'è di peggio"). C'è colpa dove ci sono istituzioni che ignorano il problema, limitandosi a gestire le conseguenze senza intervenire sulle cause. C'è colpa dove c'è chi approfitta della immaturità, come alcuni esercenti di bar e negozi che a cuor leggero dispensano qualcosa di nocivo a ragazzi che al contrario dovrebbero proteggere. Chi vende alcolici ai minori è uno spacciatore di morte tanto quanto uno spacciatore di eroina. In entrambi i casi, se non è morte fisica, è comunque morte della personalità, e ben ne è consapevole chi comunque sceglie di speculare sulla pelle di ragazzi incoscienti. Se un giovane si perde, siamo tutti colpevoli: la famiglia, le istituzioni, chi specula sulla sua rovina, chi sa e non interviene. Occorrono interventi di persuasione, e non solo diretti ai giovani. Chi assiste alla vendita di alcolici a minori in un bar, in un negozio, sta assistendo alla corruzione di una vita, e ha il dovere di segnalarlo alle autorità. Accanto alle misure di repressione, sarebbe bene che fiorissero iniziative di prevenzione, attraverso l'incentivazione di forme associative, iniziative ludiche e culturali, manifestazioni sportive, ecc...
Per queste iniziative mancano i fondi? Eppure non mancano fondi per "pranzi" elettorali, feste di paese, ecc. Chi dirige le amministrazioni pubbliche fa una scelta tra due opzioni: aiutare i giovani senza clamore, o promuovere la propria immagine con eclatanti operazioni di immagine, come feste e festicciole, spettacoli pirotecnici, ecc... Troppe volte prevale la futilità. Occorre riflettere, e rivedere la scala dei valori. Per molti giovani perduti è troppo tardi. Per qualcuno di loro c' è ancora tempo, se cambiamo il modo di pensare.
Mauro Carbonetta
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Fonte: il Centro di venerdì 18 luglio 2014


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Associazione Amici di Villa Santa Maria e della Valle del Sangro

L’Associazione Amici di Villa Santa Maria e della Valle del Sangro invita tutti i cittadini villesi, residenti e non, a partecipare, mercoledì 13 agosto 2014, alle ore 17,30 presso  il Centro Letterario “Michele Marchetti”, in Via Supportico – alla presentazione del Libro “Villesi Emigranti” di Antonio Di Lello e Luciano Tinto. Detto libro narra la storia dell’emigrazione dei cittadini di Villa Santa Maria dal lontano 1800 ai tempi nostri. Questa opera più squisitamente storica, ha un valore aggiunto: oltre a svolgere una funzione fondamentale recuperando e salvaguardando la memoria dei luoghi, delle vecchie istituzioni, delle tradizioni locali ricostruendone la storia, si pone come obiettivo decisamente arduo quello del recupero della storia delle singole famiglie emigrate nel corso di vari decenni tra il 1800 ed il 1900 storicizzandole senza l'ausilio di fonti ufficiali come gli archivi. Ecco la peculiarità del libro in analisi, il coraggio di puntare al recupero dei tanti vissuti con le brevi gioie, con il dramma della separazione, con il dolore dell'abbandono. Storicizzare le loro vite, farle conoscere o riconoscere dai loro discendenti spesso ignari delle loro vicende e mettere in risalto la cura e l'attenzione con cui gli emigrati custodivano e mantenevano vive le tradizioni del proprio paese conservandone l'identità nel tempo e nei luoghi più lontani o persino ostili è una impresa di straordinario valore morale oltre che storico condotta con l'humanitas tipica del nostro comune sentire. Quel poco che i villesi di oggi conoscono – attraverso la trasmissione orale sul passato prossimo o remoto dei propri ascendenti sarebbe comunque destinato all'oblio  in un paio di generazioni.
Noi siamo convinti che questa pregevole opera, oltre ad appagare il naturale affettuoso desiderio di conoscere le vicende dei propri antenati abbia il più che  onorevole scopo di salvaguardare, dopo averle capillarmente ricercate, le storie di tante famiglie emigrate.

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Complimenti al Sindaco ed alla Giunta

di Fabio Fantini
Ho appena trascorso qualche giorno a Villa. Debbo dire che l'ho trovata molto pui pulita e curata. Complimenti al Sindaco ed alla Giunta. Continuate cosi!
Villa Santa Maria 28 giugno 2014
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La "Giustizia"

di Antonio Castracane
Con raccomandata 19114 del cinque marzo 2012 ho denunziato alla Procura della Repubblica di Milano, cioè all'Ufficio di Bruti Liberati, il pluripregiudicato Silvio Berlusconi per il reato di vilipendio della Magistratura, senza esito a tutt'oggi. Infatti, in uno dei suoi tanti attacchi, che si sono ripetuti, in questi giorni, nel Tribunale di Napoli, aveva definito la Magistratura "Cancro della Democrazia". Lo stesso Bruti Liberati al pluripregiudicato Silvio Berlusconi, condannato a quattro anni di carcere ed all'interdizione dai pubbli uffici per il reato di FALSO IN BILANCIO, falso in bilancio di un plurimiliardario , ha concesso I SERVIZI sociali e non il Carcere, dove, invece, va a finire il Ladro di Polli. Bruto uccise vigliaccamente Cesare, Bruti Liberati ha "ucciso" la GIUSTIZIA.
Viviamo in un Paese dove purtroppo ritorna "L'IMMUNITA'"!
FORZA URUGUAY,
23 giugno 2014
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Ecco come i paesi, soprattutto di montagna, stanno scomparendo...
di Mauro Carbonetta
Fonte: Abruzzolive.tv
21 giugno 2014
Cresce sempre più, incalzante, il divario tra "città" e "paese", e sembra che non ci si accorga che quest'ultimo è destinato a scomparire, se non si pone riparo alla indifferenza delle istituzioni, una indifferenza che "uccide". Un mondo lentamente sta morendo, ed è quello dei piccoli paesi. Una volta la città era uguale al paese, solo un po' più grande, un po' più dotata, un po' più fornita. Progressivamente si è determinato un sempre maggiore accentramento nelle città dei servizi, degli approvvigionamenti di merci, delle attività lavorative. Entro certi limiti ciò rispondeva a specifiche esigenze di risparmio, a logiche di organizzazione che portavano un equilibrio dinamico tra grossi centri urbani da una parte e piccole realtà di paese dall'altra, consentendo parallelamente che il progresso si dinamizzasse nei grossi centri, mentre contemporaneamente nei piccoli centri si conservava la memoria storica, culturale, generazionale che era la premessa del progresso stesso. Logiche economiche discutibili stanno incrementando questo processo di accentramento di risorse, a livelli che giocoforza comportano la morte progressiva dei piccoli paesi. A causa della eccessiva disponibilità nel rilascio di licenze nei comuni ad alta densità abitativa, nei grossi centri spuntano come funghi attività commerciali (soprattutto centri commerciali, franchising, catene di alimentari e casalinghi ecc...) destinate ad una competizione reciproca, cannibalesca, mentre parallelamente nei piccoli centri c'è un inesorabile depauperamento delle attività commerciali, condannate a una morte lenta dal colpevole abbandono delle istituzioni. Nei piccoli centri i soggetti con difficoltà negli spostamenti, soprattutto anziani e disabili, vedono ridursi progressivamente le opzioni di scelta degli acquisti, e non tarderà il momento in cui sarà necessario percorrere chilometri per acquisire anche i generi di prima necessità. Già da tempo gli anziani di piccoli centri come, ad esempio, Civitaluparella, Fallo, Colledimezzo, Bomba, Pennadomo, Pietraferrazzana, Montelapiano ecc sono costretti a rinunciare ad alcuni acquisti o a demandarli a familiari o conoscenti automuniti. E se presto dovessero essere costretti a percorrere chilometri per acquistare il pane? Mancando una politica che consenta la salvaguardia delle piccole attività commerciali di paese, diventa sempre più concreta l'ipotesi che esse scompaiano del tutto. La latitanza dello Stato sta modificando la struttura geografico-economica della nostra società, portando alla progressiva scomparsa dei piccoli comuni: un colpevole lassismo che ha come prime vittime gli anziani, ma che col tempo porterà a un sovvertimento delle abitudini e delle dinamiche sociali. Scomparirà un certo modo di vivere semplice, naturale, il cui ricordo si ancora per ora alla vita nei piccoli paesi? Lo stato sta favorendo la dissoluzione di quel modo di vivere, in favore di una omologazione di massa e spersonalizzazione degli individui. L'indifferenza delle istituzioni uccide. Essa uccide le piccole attività commerciali. Essa uccide gli anziani, abbandonati in realtà sempre più povere. L' indifferenza dello Stato uccide i piccoli paesi, e la tradizione che vive in essi.
Mauro Carbonetta
Giugno 2014

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Da oggi in Abruzzo le riprese di Storie Sospese di Stefano Chiantini

Partono oggi in Abruzzo, e precisamente a Villa Santa Maria, Avezzano e dintorni, le riprese di “Storie Sospese”, pellicola diretta Stefano Chiantini e prodotta da Faso Film in collaborazione con Rai Cinema.
Il film è ambientato in un cantiere d’alta montagna, dove un gruppo di rocciatori, tra cui Thomas (Marco Giallini), lavora per mettere in sicurezza le pareti dell’impervio versante di un monte. Un accadimento improvviso causa la chiusura del cantiere e il conseguente licenziamento dei rocciatori. Thomas, rimasto senza lavoro e con una famiglia da mantenere, deve affrontare le nuove e improvvise difficoltà economiche. Arriva in soccorso la chiamata di Ermanno (Antonio Gerardi), un vecchio “collega di roccia” che adesso gestisce una piccola impresa: c’è un lavoro per lui in un paese abruzzese. Qui Thomas incontra Giovanna (Maya Sansa), un’insegnante combattiva, e Alessandro (Alessandro Tiberi), un giovane geologo, che lo affianca nel lavoro. A contatto con una socialità che non è più abituato a vivere, proiettato in dinamiche lavorative “poco chiare”, Thomas sarà costretto presto ad una scelta…
Originario di Avezzano, Stefano Chiantini prepara il suo quinto film da regista dopo l’esordio nel 2004 con “Forse si…forse no”, “Una piccola storia”, “L’amore non basta” e “Isole”.
Il cast del film è composto da Marco Giallini, Maya Sansa, Alessandro Tiberi, Antonio Gerardi, Pietro Bontempo, Simonetta Solder e con la partecipazione di Giorgio Colangeli e Sandra Ceccarelli.
Il film è riconosciuto di Interesse Culturale con il contributo del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo / Direzione Generale per il cinema.
Fonte: www.cinemamente.com
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Villa Santa Maria, cani uccisi con bocconi avvelenati
Fonte: abruzzolive.tv

Villa Santa Maria (Ch) 06 giu. '14 - Un nuovo preoccupante atto di crudeltà verso gli animali è avvenuto a Villa Santa Maria (Ch). Sono passati solo alcuni mesi da quando alcuni giovinastri avevano lanciato un gattino da un ponte per divertimento. Dopo un lungo volo, il gatto era atterrato sulle pietre sottostanti, per fortuna cavandosela con ferite lievi, ed era stato successivamente riconsegnato ai proprietari. Le proteste che si erano levate in seguito all'episodio, lungi dall'ottenere effetto deterrente come sperato, avevano al contrario innescato fenomeni di emulazione, per cui, dopo il criminale lancio di altri gattini dal ponte, si era deciso di far scendere il silenzio sulla questione, per disincentivarne le ripetizioni. Ora qualcuno ha deciso di infierire contro i cani randagi, spargendo per il paese esche avvelenate, causando la morte di alcuni cani. I cani deceduti erano ben integrati nel territorio, e venivano accuditi da alcuni residenti. Una cagna che aveva partorito da poche settimane è morta, e potrebbe avere trasmesso il veleno ai cuccioli che allattava. Uno dei cuccioli infatti è stato trovato morto, mentre un altro è stato portato via in preda ad atroci dolori. Il ripetersi di questi gesti criminali non può che destare preoccupazione per il degrado sociale e morale  di cui è spia, e si spera che le autorità vogliano prendere gli opportuni provvedimenti per identificare e punire i responsabili. Non è chiaro se si tratti di azioni seriali da riferire a un unico individuo o gruppo o se vi siano più autori di siffatte bravate che agiscono individualmente. Si spera nella collaborazione di quanti possano avere visto o sentito informazioni utili alla identificazione dei responsabili. Nel frattempo inutilmente si rivolgono appelli agli enti preposti per il ricorso a strategie di controllo del randagismo: la sterilizzazione e reimmissione sul territorio delle femmine è gratuita per i comuni, ma il caso della cagna avvelenata con i suoi cuccioli dimostra che non c'è sufficiente controllo sul numero dei cani vaganti e sulla loro proliferazione. Nei mesi scorsi la cittadinanza aveva mostrato una certa sensibilità e attenzione verso i valori del rispetto della natura e dell'ecologia. In molti si erano levati contro l' eolico selvaggio e la costruzione di nuove centrali elettriche nel paese. Fanno da contraltare a queste dimostrazioni di profonda coscienza ecologica episodi di barbarie e inciviltà come quelli ora riportati, ma si spera che i più dimostrino di prendere le distanze da essi in maniera concreta, contribuendo alla segnalazione e identificazione dei responsabili di questi atti e di altri simili.
Mauro Carbonetta

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Argomento: PIANO TRAFFICO
Nome e Cognome: COMUNE DI VILLA SANTA MARIA
Data: 31 maggio 2014

AVVISO

Si comunica che a partire dal 2 giugno p.v. sarà attivo il nuovo Piano Traffico, destinato già nelle prime settimane di applicazione ad espandere il proprio raggio di azione, predisposto dalla Amministrazione Comunale con la preziosa collaborazione della Polizia Municipale e della locale Stazione Carabinieri al fine di regolamentare la sosta e la fermata all’interno del Paese di autovetture e motocicli, in tal modo migliorando anche la sicurezza della circolazione.
I cittadini sono pertanto invitati a fare massima attenzione alla segnaletica, sia verticale che orizzontale, perché l’Amministrazione Comunale ha raccomandato al Vigile urbano e ai Carabinieri
TOLLERANZA ZERO!!!
Il rispetto puntuale delle regole, infatti, è dovuto prima di tutto all’interno del proprio Paese poichè serve a migliorare la vivibilità e il senso civico di tutti.

L’Amministrazione Comunale

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Data: 31 maggio 2014
Argomento:
Nome e Cognome: Antonio Castracane



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Data: 27 aprile 2014
Argomento:
Un' altra giornata memorabile!
Nome e Cognome: Carmela Di Cicco
EMAIL: carmeladicicco@virgilio.it
Un' altra giornata memorabile !
Con grande rabbia ed indicibile indignazione ho appreso che la moratoria contro l'eolico selvaggio(e non solo) é stata abrogata. L'emendamento  é stato inserito da alcuni consiglieri del PD e PDL in un provvedimento destinato a stanziare fondi per il Mario Negri Sud (approfittando dell'assenza di Acerbo impegnato in campagna elettorale).
Questo “mezzuccio” ormai consueto (vedi i 7 miliardi alle banche  inseriti nel decreto IMU) dimostra chiaramente che l'approvazione della moratoria , salutata da tutti come un provvedimento storico ed un esempio a livello nazionale ,era solo una volontà di facciata con l'unico scopo di reperire voti alle imminenti votazioni e altrettanto chiaramente dimostra che la politica perseguita dalla Regione non é al servizio del cittadino e del territorio ma a favore delle lobbies e dei poteri forti. Il popolo non conta e la sua volontà ancora meno. La politica é arrogante e trova la sua forza in quanti si recano alle urne e  ancora votano “su indicazione”e/o in coloro che ,ancora fiduciosi,si aggrappano alla “ideologia”, valore che oggi ha significato solo se si fa riferimento  ai tempi di Moro e Berlinguer.
Attualmente la maggior parte dei candidati é costituita da “politicanti” che, come cavallette, passano da uno schieramento all'altro solo per rimanere aggrappati ad una poltrona ed il grave é che lo fanno con il sostegno e l'appoggio di quelli che fino a poco tempo prima erano i considetti“avversari”. Si   veda il teatrino per le regionali : candidati di destra, passati con D'Alfonso che , invece di essere respinti, sono stati accolti a braccia aperte e addirittura sponsorizzati da esponenti di “sinistra” (mi autocensuro e mi limito  al sic! doppio sic!!) .
Per il cambiamento é fondamentale che si comprenda che tutto quello che viviamo e/o subiamo é conseguenza delle nostre scelte  politiche che esercitiamo con il voto.  Ad esempio,lottare contro la centrale eolica e poi votare Chiodi é un paradosso perché é come se si votasse per il proprio carnefice: non si può non volere un cosa e poi  scegliere chi ce la impone! Il voto non é giustificabile neanche se lo si dà come riferimento “ideologico” perché il primo obiettivo dobbiamo essere noi e le scelte per il nostro benessere .!!!
Se si continua a separare il voto e a vederlo come un evento a  sé, distante dai nostri fatti quotidiani,continueremo a fare gli interessi di altri a discapito dei nostri e la strada per emanciparci da questa politica e dai suoi esponenti sarà ancora lunga e travagliata.
Sudditi siamo e sudditi continueremo ad essere!
Carmela Di Cicco
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VERGOGNA: SVELTINA BIPARTISAN CANCELLA MORATORIA EOLICO E BIOMASSE

TORNA L'EOLICO SELVAGGIO GRAZIE A PD E FORZA ITALIA
Con il più profondo disprezzo comunico che nel corso dell'ultima seduta del Consiglio Regionale è stata cancellata la moratoria per fotovoltaico nei campi. eolico selvaggio e centrali a biomasse.
L'emendamento sottoscritto da PD e Forza Italia (Giovanni D'Amico, Sospiri e altri) è stato cinicamente inserito nel provvedimento fuori sacco con cui si stanziavano fondi per Cotir e Mario Negri Sud.
Approfittando della mia momentanea assenza - sono arrivato in ritardo perché impegnato in una trasmissione in tv con Chiodi - i meschini hanno cancellato una norma di importanza enorme per la salvaguardia ambientale del nostro territorio.
Ancora una volta si conferma che come ambientalisti e  cittadini dobbiamo combattere un nemico bipartisan che da anni saccheggia la Regione Verde.
La moratoria approvata lo scorso 16 aprile era stata salutata come un esempio a livello nazionale (vedi comunicato LIPU nazionale) ed era stata richiesta da tutte le associazioni ambientaliste (vedi servizio tgr Abruzzo).
E' sempre più chiaro che per difendere la nostra terra non ci si può certo affidare ai caravanserragli lobbistici e affaristici di Chiodi e D'Alfonso e che in Abruzzo c'è bisogno di una svolta ambientalista.
Bloccheremo i lavori del Consiglio Regionale se non sarà riapprovata questa misura di tutela in apertura della prossima legislatura.

Maurizio Acerbo, candidato presidente Regione Abruzzo
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Data: 27 aprile 2014
Argomento: centrale idroelettrica
Nome e Cognome: Mauro Carbonetta
EMAIL: info@maurocarbonetta.com
Fonte: il Centro di domenica 27 aprile 2014



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Fonte: l'Unità di sabato 26 aprile 2014

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Data: 23 aprile 2014
Argomento:
centrale idroelettrica
Nome e Cognome: Mauro Carbonetta
EMAIL: info@maurocarbonetta.com

MINISTERO DELL’AMBIENTE  E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO
Regione Abruzzo, Ufficio Politiche Ittiche Comunitarie
Assessorato alle Oo.pp. della regione Abruzzo  -servizio qualità delle acque
Soprintendenza Archeologica di Chieti
Soprintendenza per i Beni  Architettonici e Paesaggistici dell’Abruzzo

p.c.
Presidente Provincia di Chieti
Sindaco di Villa S. Maria
Augusto De Sanctis,  forum abruzzese dei movimenti per l'acqua
Maurizio Acerbo  Consigliere Regionale
Amanda De Menna  Comitato “Acqua Bene Comune” di Lanciano

    Il sottoscritto Mauro Carbonetta, nato a Villa Santa Maria il 24 febbraio 1961 ed ivi residente in Via Scesa Valli, 3, nell’esprimere stima e considerazione per il Vostro costante impegno per la difesa dell’ambiente e del territorio, con la presente segnala alla Vostra cortese attenzione, quale ente competente, la comparsa sull’Albo Pretorio del comune di Villa Santa Maria di una ordinanza di istruttoria (DETERMINA DC 24/72 DEL 10 APRILE 2014)  relativa a domanda di concessione di derivazione ad uso idroelettrico interessante tratto del fiume Sangro e del torrente Turcano nel territorio di Villa Santa Maria.  
Si fa presente  che vi è già una centrale idroelettrica nel territorio di Villa Santa Maria, e costituirne una seconda in un territorio ristretto potrebbe avere i suoi rischi.
Per quanto non ancora possibile consultare il progetto nella sua interezza, nella ordinanza concernente si accenna alla creazione di un impianto complesso con più livelli (…”con opera di presa alla quota 274 m.s.l.m. a valle della confluenza con il Torrente Turcano e con la restituzione delle acque ad una quota di 253 m.s.l.m. nel Comune di Villa santa maria…”), talchè si supporrebbe che le strutture di captazione e di circolazione dell’acqua comporterebbero stravolgimento della estetica paesaggistica di una zona verde che si trova tra l’altro poco distante da due  chiese. Queste ultime, la chiesa di Madonna delle Grazie e quella di Madonna in Basilica, hanno un certo significato storico-culturale che risentirebbe a livello di impatto paesaggistico della vicinanza con la suddetta struttura. La realizzazione del progetto inoltre comporterebbe danni certi all’ecosistema, oltre che per la flora soprattutto per la fauna ittica. Inoltre sono presenti nella zona diverse specie protette che risentirebbero dell’inserimento nel loro contesto abitativo della centrale summenzionata. In tratti del fiume Sangro e del torrente Turcano vicino alla zona interessata dal progetto vivono gamberi ed esemplari di lontra. Quest’ultima era considerata specie protetta già con la Legge n. 503 / 81, così come nelle successive modifiche, e con la legge nazionale 11-2-1992 n 157 (Art. 2, comma 1), viene inserita tra le specie particolarmente protette. Nella zona si trovano anche esemplari di salamandrina dagli occhiali, anch’essa inclusa fra le specie protette, e importanti siti di nidificazione del nibbio reale, anch’esso incluso fra le specie particolarmente protette.
Vi sono pertanto validi motivi per valutare una eventuale opposizione alla messa in opera della summenzionata centrale, e qualsiasi intervento in merito andrebbe approntato in tempi brevi, prima che siano concesse le preventive autorizzazioni. Sperando in un Vostro interessamento, il sottoscritto rimane in attesa di Vostra cortese risposta.

                                                                                                                                         Mauro Carbonetta
Villa Santa Maria 23 aprile 2014

ALLEGATI: COPIA DELL'ORDINANZA.                                                                                                                                    _____________________________________________________________________________________________________________________________________
Data: 18 aprile 2014
Argomento:
stop all'eolico
Nome e Cognome: Carmela Di Cicco
EMAIL: carmeladicicco@virgilio.it
Come é noto, la regione Abruzzo  ha approvato una   moratoria per gli impianti fotovoltaici, eolici e biomasse nelle  zone agricole . Questo significa che  tutti i progetti  in corso sono sospesi e la Regione ha 6 mesi di tempo per scrivere una legge che recepisca le nuove direttive e in base a queste, concedere le autorizzazioni.Per quanto riguarda il progetto Civitaluparella W e la mega stazione di Villa, credo si possa cominciare a sperare in uno stop definitivo dal momento che sono presenti alcune delle condizioni previste nella moratoria .
A prescindere da quello che sarà l'esito della nostra lotta, l'evento é di portata storica perché finalmente si comincia a guardare nella giusta direzione  e cioé quella della tutela e salvaguardia del patrimonio naturalistico della nostra Regione  (miracolo elettorale!?!).
Credo di poter affermare che il risultato ottenuto é frutto , oltre che del particolare momento, di una battaglia strenuamente combattuta dal comitato di Civita e dal nostro, supportati da Stefano Allavena (Lipu) e Augusto De Sanctis (WWF)che si erano mobilitati ancora prima che noi conoscessimo il progetto e a loro va un nostro sentito ringraziamento. Un altro grazie grandissimo va a Maurizio Acerbo, unico politico  a raccogliere e a farsi portavoce delle nostre istanze,sempre presente nei nostri incontri e manifestazioni nonché  autore della moratoria.
Un popolo che si mobilita é indubbiamente una grande forza ma lo é ancora di più se é affiancato dalla politica il cui compito é proprio quello di mettersi a servizio del territorio e non , come ormai é prassi,il contrario: il territorio  considerato a servizio del politico che gli si rivolge solo quando ha bisogno di voti.
A Maurizio Acerbo, infiniti auguri per la sua candidatura a Presidente della Regione.
Buona Pasqua a tutti
Carmela Di Cicco

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STOP EOLICO SELVAGGIO: APPROVATA MORATORIA ANCHE PER BIOMASSE


Una vittoria storica per chi ama per l’Abruzzo Regione Verde e il movimento ambientalista.

Il Consiglio regionale dell’Abruzzo ha approvato la mia proposta di moratoria per gli impianti fotovoltaici in zona agricola, eolici e per centrali a biomasse di potenza superiore ad 1 MW.
Inoltre finalmente è stata introdotta una norma che pone un freno all’eolico selvaggio e pone divieti di istallazione a tutela dell’avifauna e dell’orso come da tempo richiesto dalle associazioni ambientaliste, dagli esperti e dalle comunità locali.
moratoriaAll’inizio di marzo avevo rilanciato insieme a Stefano Allavena della Lipu la proposta di moratoria in occasione del rinvenimento di due grifoni smembrati e avevo presentato un’interrogazione sui progetti a Civitaluparella (Ch) (leggi post). La moratoria sulle biomasse l’avevamo presentata in conferenza stampa io e Antonio Perrotti nel settembre 2013 (video intervista). L’emendamento approvato oggi è stato elaborato con Augusto De Sanctis. Un bel lavoro di squadra che ha avuto un forte iscoraggiamento nella mobilitazione dei comitati di Civitaluparella, Villa S.Maria e degli altri comuni del Medio Sangro oggetto di un’autentica colonizzazione.
Ai fini della tutela della biodiversità della Regione Abruzzo con particolare riferimento alle specie di avifauna e di mammiferi tutelate a livello comunitario che sono oggetto di mortalità aggiuntiva derivante dagli impatti con gli aerogeneratori, nonché in attuazione delle previsioni di cui all’accordo PATOM (Piano di azione per la tutela dell’orso marsicano) per quanto riguarda il disturbo per l’orso, la norma approvata introduce il divieto di installazione di aerogeneratori o gruppi di aerogeneratori aventi potenza singola o complessiva >0,300 Mw nelle seguenti aree:
– Important Bird Areas (IBA);
- aree importanti per il grifone così come segnalate dal Corpo Forestale dello Stato;
- aree circostanti in un raggio di 5 km dai dormitori di Nibbio reale segnalati nella Regione Abruzzo;
- buffer area di 2 km attorno al perimetro dei SIC in cui siano presenti Nibbio reale e Nibbio bruno;
- buffer area di 4 km attorno al perimetro delle ZPS;
- aree circostanti in un raggio di 5 km dalle pareti siti di riproduzione accertata di Lanario e Aquila reale e dal punto di nidificazione accertata di Biancone;
- aree circostanti in un raggio di 3 km da cavità o altri siti che ospitano colonie o siti di svernamento – per le specie gregarie – di specie di chirotteri inserite nell’Allegato II della Dir.147/2009/CE;
-  aree interessate dalla presenza di orso bruno così come riportato dal PATOM.
Purtroppo grazie a Franco Caramanico (SEL) non è passato per un voto il mio emendamento per portare a 3 ettari il lotto minimo edificabile nelle aree agricole. Caramanico si è sentito in dovere di intervenire contro la proposta come hanno fatto Mauro Febbo e Antonio Menna dell’UDC. E’ stato in compenso approvato un progetto molto light di Caramanico a parole contro il consumo di suolo a parole perchè non contiene alcuna norma seria e in compenso qualche principio sbagliato. Si è persa una grande occasione per tutelare meglio il nostro territorio agricolo e il paesaggio aggredito dalla cementificazione ovunque.

Maurizio Acerbo, consigliere regionale e candidato presidente della Regione Abruzzo
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Data: 15 aprile 2014
Argomento:
complimenti vivissimi!
Nome e Cognome: Carmela Di Cicco
EMAIL: carmeladicicco@virgilio.it
A Lucianna Di Lello, complimenti vivissimi per questo suo fortunato esordio letterario e tantissimi auguri per la doppia candidatura : premio Strega e Flaiano. Carmela Di Cicco

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Un romanzo per lettori esigenti, 08-04-2014
« Nel fiume di debordante letteratura di consumo e di cassetta ho scoperto un romanzo appena edito (Il paese senza nome di Lucianna Di Lello, Carabba editore) e ne sono rimasta attratta e stupefatta dalla ricchezza espressiva, e dalla inesauribile invenzione di situazioni e snodi affabulatori che mi hanno coinvolto con una girandola di eventi, intrecci, e personaggi descritti con la capacità di chi sa penetrare nell'anima, nella mente e nel cuore altrui, ma sa cogliere anche il lato grottesco delle situazioni.
Pur in questo intreccio di eventi e di rapporti umani, l'Autrice, dimostra la sua abilità di non perdere il filo del suo complesso romanzo, che con rapidi cenni potrei riassumere così: Giuditta, da giovanissima, ha amato il coetaneo Jear, ma delusa dal suo atteggiamento di bellimbusto e di dendy alla Byron, tenterà il suicidio. Per volontà del padre sposerà il più maturo Ferdinando e dall'Argentina, dove è nata e ha trascorso la sua adolescenza e giovinezza, si trasferirà nel paese degli avi, "un paese senza nome", si suppone nel sud d'Italia, ma il matrimonio sarà il rifugio nostalgico del suo passato e dell'amore perduto. Un triangolo amoroso di cui solo lei è a conoscenza, vivendo una doppia vita, quella reale e quella sognata, imprigionata nel neghittoso conforto della solitudine e del ricordo dell'amato. Il presente è per lei il sogno dell'amore perduto e allo stesso tempo il piacere notturno coniugale, che la rapisce con una sensualità allucinata e imprevista. "I pensieri al vento e il corpo in voluttà" suggerisce la voce narrante, che è quella di Lu Zenaide, aspirante scrittrice, discendente di Giuditta. Ma il romanzo è molto più di questa esile traccia e tanti sono i personaggi intrecciati in altrettante vicende. La storia - scritta da questa discendente "per intrattenere se stessa e tenere a bada la vita", e poi riscritta da una curatrice, dietro la quale si cela Lucianna Di Lello stessa, che sembra a volte ansiosa di diventare "personaggio" del proprio romanzo- è scritta in una prosa ricercata e preziosa, ricca di artifici, di criptocitazioni - tuttavia perfettamente individuabili da chi si è nutrito di letteratura -, digressioni da metaracconto, allusioni a fatti storici risorgimentali, descrizioni di ville con parchi che sprigionano fragranze inebrianti, di luoghi ameni e ridenti, e molto altro ancora. Ma ciò che può interessare e affascinare anche i lettori più esigenti è la disinvoltura di uno stile in continuo rimescolamento di livelli, sia del lessico che della sintassi, ma con così intensa naturalezza da apparire involontario, quasi a rappresentare il materiale eterogeneo di cui è composta l'esistenza umana. Godibile è il capitolo XXI intitolato "Lo fo per piacer mio non all'onor di Dio", nel quale le notti d'amore di Giuditta sono descritte come "strapazzate amatorie", i congiungimenti carnali sono vissuti come "doveri coniugali", "incombenze notturne", ma allo stesso tempo l'atto sessuale, subìto come qualcosa di animalesco, le eccita i sensi. Nulla concede però l'A. Al corrivo turpiloquio che spesso è solo il velo di una penosa elementarità di mezzi espressivi.
Forse qualcuno potrà criticare l'eccessivo inserimento di citazioni e digressioni, ma queste sono così parte integrante del romanzo da spingermi a controbattere che non sempre la "misura" e il perfetto equilibrio sono caratteri positivi di ogni scrittura o comportamento umano, come riteneva il grande poeta latino Orazio. Forse è più giusto ritenere che qualche balzo "sopra le righe" sia un complemento fecondo dell'abituale compostezza ed eleganza di ogni vero scrittore. »
Maria Pellegrini
Fonte: Libreria universitaria - Tutte le recensioni di M. Pellegrini -







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Data: 2 aprile 2014
Argomento: passeggiata a Civitaluparella

Nome e Cognome: Carmela Di Cicco
EMAIL: carmeladicicco@virgilio.it
Il giorno 31 Marzo , si é svolta a Civitaluparella l'annunciata passeggiata sui luoghi dove dovrebbero essere installate le pale eoliche. Invito i frequentatori del blog a visionare il filmato dell'evento su AbruzzoLive .
http://www.abruzzolive.tv/Civitaluparella,_passeggiata_tra_i_monti_contro_l_eolico_selvaggio-_-_s_7633.html
Saluti
Carmela Di Cicco
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AGENZIA ONU PER L'AMBIENTE PREOCCUPATA PER L'EOLICO SELVAGGIO IN ABRUZZO


COMUNICATO STAMPA DEL 10/03/2014

L'Agenzia dell'ONU per l'Ambiente preoccupata per il proliferare dell'eolico in Abruzzo.

Le associazioni: fauna protetta e paesaggio a forte rischio, fermare le autorizzazioni per pianificare attentamente.

Oltre al Segretariato della Convenzione di Bonn anche il Ministero dell'Ambiente chiese la Valutazione Ambientale Strategica per la localizzazione degli impianti: tutto rimasto lettera morta.
“La proliferazione selvaggia dell'eolico sulle montagne abruzzesi in Abruzzo preoccupa a livello internazionale e nazionale gli organismi posti a tutela dell'ambiente ed è necessaria subito una moratoria per i nuovi impianti” così le associazioni LIPU, Stazione Ornitologica Abruzzese ONLUS, Salviamo l'Orso e ALTURA durante la conferenza stampa convocata a Pescara per fare il punto sulla tematica dell'eolico nella regione.
Le associazioni hanno divulgato una nota del 2012 del Segreteriato della Convenzione di BONN, dell'UNEP, l'Agenzia dell'ONU per l'Ambiente, finora rimasta inedita, avente per oggetto lo sviluppo incontrollato dell'eolico in Abruzzo. La Convenzione di Bonn è un accordo internazionale per la tutela degli uccelli migratori ed è stato firmato da decine di paesi, compreso lo Stato Italiano. Il Segreteriato intervenne a seguito dell'invio di uno studio della Stazione Ornitologica Abruzzese e del Centro Italiano Studi Ornitologici sulla popolazione di Nibbio reale in Abruzzo che dimostrava la coincidenza tra le aree utilizzate dalla specie e quelle in cui viene prevista la costruzione di decine di enormi pale eoliche.
Nella lettera il Segretariato chiedeva spiegazioni direttamente al Ministero dell'Ambiente italiano su quanto avviene in Abruzzo sull'eolico, esprimendo preoccupazione per il numero di impianti già autorizzati o in fase di autorizzazione in aree di grande pregio ambientale. In particolare il Segretariato ricordava l'impatto che questi impianti possono avere su specie di grande valore conservazionistico come il Lanario, il più raro rapace nidificante in Abruzzo, e il Nibbio reale, presente in provincia di Chieti con una delle popolazioni più importanti d'Italia.
Si legge nella nota (traduzione dall'inglese a cura delle associazioni) “E' noto che i rapaci sono particolarmente vulnerabili rispetto alla collisione con gli aerogeneratori e quindi noi siamo preoccupati rispetto alla sovrapposizione di un gran numero di impianti eolici con le aree occupate da popolazioni di rapaci, inclusi il Lanario, Il Nibbio reale e il Nibbio bruno, specie inserite nell'allegato II della Convenzione”. Il Segretariato ricordava anche che la “risoluzione 10,19 dell'UNEP/Convenzione di Bonn sulla Conservazione delle Specie Migratrici e il Cambiamento Climatico adottata nel 2011 richiede che i Paesi e il settore energetico assicurino che ogni azione volta a mitigare il cambiamento climatico abbia le appropriate misure di conservazione ambientale. La Risoluzione richiede che i progetti siano assoggettati a Valutazione di Impatto Ambientale e Valutazione Ambientale Strategica, tenendo in considerazione le specie tutelate dalla Convenzione”. L'importanza della Valutazione Ambientale Strategica viene ribadita nuovamente quando il Segretariato richiama un'altra risoluzione, la 7.5, che prevede l'attuazione di questa procedura in caso di sviluppo consistente di impianti eolici.
La diffusione incontrollata in Abruzzo di impianti industriali per le energie rinnovabili aveva già attirato l'attenzione anche del Ministero dell'Ambiente che in una nota del 18/10/2010, in risposta alle puntuali richieste delle associazioni, aveva ribadito la necessità di realizzare una Valutazione Ambientale Strategica per esaminare il cosiddetto effetto cumulo di un tale numero di impianti, eolici e fotovoltaici.
Scriveva il Ministero “...si concorda con quanto riportato nelle segnalazioni, ovvero che una valutazione ambientale appropriata delle interferenze causate dai singoli impianti non può prescindere dalla considerazione dell'effetto cumulo di tutti gli altri interventi programmati ad insistere sulla medesima area e che quindi, in un'ottica più ampia, sarebbe necessario sottoporre tutte le proposte relative alla categoria di impianti di energia da fonti rinnovabili, quindi anche per la tipologia degli eolici, a procedura di Valutazione Ambientale Strategica”.
La Regione Abruzzo, e in particolare il Comitato CCR-VIA e la Direzione Urbanistica presieduti dal Dr. Antonio Sorgi, appaiono però sordi a qualsiasi richiamo in tal senso. La stessa Regione manca di studi relativamente alle specie di rapaci sopra ricordate che spesso vengono realizzati addirittura dai volontari o da altri organismi (è il caso del Grifone, studiato dal Corpo Forestale dello Stato). La Regione Abruzzo avrebbe precisi obblighi di legge per il monitoraggio delle popolazioni di specie di interesse comunitario, ma se oggi si ha una stima di quanti nibbi reali sono presenti nella regione bisogna ringraziare i volontari delle associazioni! In realtà per prevenire l'impatto sugli uccelli servono ricerche molto più approfondite, ad esempio, con trasmittenti utili a definire le traiettorie di volo e le aree più frequentate. La refrattarietà della Regione Abruzzo rispetto a questo tema è tale che al momento della stesura delle Linee guida sull'Eolico nel 2007, prive di Valutazione Ambientale Strategica, la Regione non recepì neanche il suggerimento di vietare precauzionalmente la costruzione di impianti in un raggio minimo dai nidi di Lanario, uno dei rapaci più rari d'Europa e sicuramente il più raro della regione, molto più dell'Aquila reale (in Abruzzo è presente con circa 15 coppie).
Tra l'altro le associazioni evidenziano che la Regione Abruzzo è inadempiente rispetto all'obbligo di pubblicare i monitoraggi prescritti per gli impianti già autorizzati (l'Art.28 comma 2 del Testo Unico sull'Ambiente così recita “2. Delle modalità di svolgimento del monitoraggio, dei risultati e delle eventuali misure correttive adottate ai sensi del comma 1 è data adeguata informazione attraverso i siti web dell'autorità competente e dell'autorità procedente e delle Agenzie interessate”).
In un contesto di ipertrofia energetica (rispetto al potenziale di produzione elettrica installato l'Abruzzo, secondo i dati TERNA, eccede di circa il 40% le sue necessità), le Associazioni chiedono una moratoria sull'eolico non solo sulle nuove autorizzazioni ma anche su quelle già rilasciate, viste le forti criticità riscontrate su molti progetti. Infatti bisogna considerare non solo gli impatti sugli uccelli e in genere sulla fauna (come Orso e chirotteri) ma anche l'effetto sul paesaggio derivante dalla costruzione di decine di torri alte 150 metri e del pervasivo reticolo di strade a servizio degli impianti.
La scorsa settimana le associazioni hanno assistito quasi incredule alla Conferenza dei Servizi presso la Regione Abruzzo su un nuovo impianto con 12 pale da 150 metri di altezza nel chietino. Il Comune di Civitaluparella ha messo nero su bianco che l'impianto eolico in esame ricadeva in aree vincolate in quanto percorse dal fuoco (dove la legge vieta costruzioni per anni!), mentre il Comitato CCR-VIA aveva precedentemente espresso parere favorevole accontentandosi di una perizia della stessa ditta proponente rispetto a tale tema. Questo la dice lunga sulle modalità con cui vengono esaminate le pratiche sull'eolico nella nostra regione, a conferma della posizione delle associazioni che non sono contrarie all'eolico tout court ma solo al Far West autorizzatorio a cui assistono da anni.
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Data: 7 marzo 2014
Argomento:
giornata memorabile
Nome e Cognome:  Carmela Di Cicco
Ieri mattina , a Pescara, si è svolta la Conferenza dei Servizi. Per chi ancora non lo sapesse torno a dire che questa convocazione rappresenta  il punto di arrivo di un iter procedurale la cui finalità é l'approvazione definitiva di un progetto.Infatti si indice quando  sono acquisite tutte le autorizzazioni da parte delle  Istituzioni chiamate in causa  (Soprintendenza per i Beni Architettonici e Geologici, Arta ,Ente Bacino, Corpo Forestale ecc.. )
In rappresentanza dei due  Comitati “NO CENTRALE “ e “LA DIFESA”( Civita) siamo  state ammesse come uditori  Loredana Peschi ed io, con noi ,due esponenti della LIPU che ho avuto il piacere di conoscere nell'incontro a Civita. La ditta Civitaluparella Wind era presente con 8 rappresentanti tra tecnici, ingegneri e legali ,a  loro dobbiamo aggiungere Arturo Scopino che, parteggiando sfacciatamente per la Wind ,ha più volte contrastato le argomentazioni  sia del nostro sindaco che quello di Civita.  Non me ne voglia Scopino, ma questa cosa mi sembra giusta segnalarla dal momento che lui é stato eletto alla Provincia anche con i voti dei villesi e  dei Civitaluparellesi e, anche se favorevole al progetto ,e nessuno gli vieta di esserlo, avrebbe dovuto avere il buon gusto di tacere per rispetto di due popolazioni che lo hanno votato e che , altrettanto liberamente,hanno  assunto posizioni diverse dalle sue.
Per il nostro Comune era presente il Sindaco supportato dall'ingegnere Capuozzo , Guido Stanziani come uditore.
Faccio una sintesi della gionata.

Alle 10 circa , siamo davanti ai cancelli della Regione; non vogliono farci entrare. Nel palazzo qualcuno interviene in nostro favore  e viene consentito l'accesso  solo ai rappresentanti dei Comitati. E' presente Tele Max e ci chiede un'intervista . Il tempo é poco e solo Loredana riesce a parlare. Il giornalista va via , probabilmente allontanato dal momento che alla giornalista di abruzzolive non é consentito entrare.La stanza é piena , la Presidente é sorpresa da tanta affluenza, ha saputo della TV e certamente sente il peso della responsabiltà che riveste il suo ruolo. Non vuole che si registri o si filmi.
Espletato il rituale di circostanza , il  primo argomento  é   quello della nostra sottostazione. Il Sindaco e l'ingegnere  espogono osservazioni riguardo all'evento esondazione nella zona “Piana delle Pietre”  e alla mancanza agli atti di un progetto di viabilità, alternativo alla pista ciclabile , per il raggiungimento dei luoghi di scavo . La ditta risponde  , si giustifica  e argomenta  . La cosa va per le lunghe,alla fine le nostre osservazioni  sono  ritenute pertinenti e di competenza della Conferenza perciò messe a verbale.  Bene! Un piccolo punto incassato, ma non é tutto . Il progetto viabilità della Wind dovrà  ricevere il consenso del Comune in quanto ricadente in territorio comunale; la prospettiva é ancora migliore!.
Si passa a parlare delle pale e qui si accendono gli animi! L'avvocato designato dal Comune di Civita,contesta l'ubicazione delle  pale in quanto ricadenti nelle zone incendiate e quindi soggette a vincolo. I documenti in possesso della Commissione contrastano con le sue  osservazioni . La Presidente fa  fatica a  centrare il problema e gli uditori , usciti dal loro ruolo , animano  l'assemblea con   interventi non autorizzati. La ditta reagisce; i legali ricordano che sono lì per ratificare e non per rimettere in discussione pareri già ottenuti e non mancano di sottolineare che la Conferenza costa soldi pubblici e ,portandola per le lunghe, si sta sprecando denaro . Si susseguono  botte e risposte : il nervosismo  aumenta  e rischia di degenerare.  Quando finalmente é tutto chiarito e la Presidente , riconosciuta la fondatezza delle osservazioni  le fa mettere a verbale   c'é un colpo di scena . Il sindaco di Civita consegna una delibera consiliare nella quale si contesta il progetto ma senza menzionare il problema della ubicazione delle pale. Per la Presidente quello é il documento ufficiale e quello deve essere verbalizzato. Panico e nervosismo ci assalgono, una concitata e rapida  consultazione ci porta alla soluzione : richiesta al Comune di una integrazione da inviare immediatamente  con posta certificata. Ci sono contestazioni ma la Conferenza non é conclusa e la Legge lo consente . L'integrazione  finalmente arriva e viene acquisita agli atti .E' fatta!!
Questi ,in sintesi , gli avvenimenti salienti.
La conferenza prosegue   e si conclude senza eventi eclatanti se non per il verdetto : NESSUN PARERE FAVOREVOLE . Tutto  é sospeso e rinviato alla VIA(Valutazione di Impatto Ambientale)
Questa é la  breve cronistoria di una giornata memorabile da cui  dobbiamo imparare almeno due cose: la prima  é quella di non dare mai niente per scontato, la seconda é quella di lottare sempre e comunque !! Se avessimo dato per buoni ed incontestabili i pareri ottenuti dal progetto e  se ci fossimo fatti travolgere dal pensiero comune : “tanto ormai non c'é più niente da fare” ,oggi non avremmo assaporato questa vittoria!! Tengo a sottileneare che si tratta di una battaglia e che dobbiamo ancora vincere la guerra! La decisione di rinvio del progetto alla VIA significa che l'iter ha fatto un passo indietro, che si  é socchiusa una porta che adesso dobbiamo spalancare.
Il lavoro che ci aspetta é tanto e abbiamo bisogno dell'aiuto di tutti !! Per il momento  però godiamoci questo successo!!!
Carmela Di Cicco
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Data: 6 marzo 2014
Argomento:
A Torre de’ Passeri, inaugurato il Parco dei Giusti
Nome e Cognome:  Francesca Piccioli
I nomi dei Giusti d’Abruzzo scolpiti sulle mattonelle del vialetto d’accesso ed il parco intitolato a quanti hanno difeso la dignità umana,contro tutti i totalitarismi. In occasione della  celebrazione della Giornata europea dei Giusti (Istituita nel 2012 dal Parlamento di Strasburgo), sotto una  pioggia insistente, il parco di via Einaudi diTorre de’ Passeri, è stato intitolato, stamane, giovedì 6 marzo,  Parco dei Giusti tra le Nazioni. A Roberto Castracane di Villa Santa Maria – Chieti (che quando era podestà,  salvò dalla furia nazista una madre e una figlia ebree), Emidio e Milietta Iezzi di Guardiagrele – Chieti (che salvarono la vita a Isaac Wentraub di sette anni e a suo padre, Adolfo) e Don Gaetano Tantalo di Villavallelonga – L’Aquila (il prete che offrì rifugio ai membri delle famiglie ebree Orvieto e Pacifici di Roma), gli unici 4 corregionali fra i 382 italiani non ebrei che salvarono gli ebrei dalla deportazione e dalla Shoah, è stata dedicata la giornata del 6 marzo con una cerimonia promossa dal Comune di Torre de’ Passeri e dall’Istituto tecnico commerciale nella cui sede, limitrofa al parco, si è svolta una cerimonia per celebrare tutti coloro che si sono opposti con responsabilità individuale ai crimini contro l’umanità e a tutti i totalitarismi del ventesimo secolo, alla presenza degli studenti.
Alla manifestazione pensata per ricordare, in particolare,  i 4 Giusti d’Abruzzo hanno preso parte il sindaco di Torre de’ Passeri, Antonello Linari, il dirigente scolastico Nicola De Grandis e il presidente della Provincia di Pescara Guerino Testa che hanno sottolineato “il valore e l’importanza di ricordare uomini e donne capaci di gesti di straordinario altruismo”. Con loro c’erano i nipoti di Roberto Castracane, Antonio Castracane e Vincenzo Carotenuto, la pronipote di Emidio e Milietta Iezzi, Gloria Di Crescenzo, il v.sindaco e l’assessore di Villa Santa Maria, Avv. Fabrizio Di Cicco e Domenico Di Nucci, l’assessore alla cultura di Guardiagrele Leo D’Angelo e il v.sindaco di Villavallelonga Domenico Bianchi.
Gli eredi dei Giusti d’Abruzzo hanno portato ai ragazzi una grande testimonianza, raccontando che per i loro cari, non c’era straordinarietà in quello che avevano fatto. Furono “esempi di grande altruismo e di eroi silenziosi che  scelsero la banalità del bene”, hanno detto Gloria Di Crescenzo e Vincenzo Carotenuto. Nel corso della manifestazione sono stati proiettati due video realizzati dagli studenti ed ascoltate le testimonianze di Filippo Di Pretoro (detto Fil) che conobbe Emilio e Milietta Iezzi e dello storico di Guardiagrele Mario Palmerio. Tra i presenti gli assessori comunali di Torre de’ Passeri Piero Di Giulio, Giovanni Mancini e Renzo De Vincentis, il parroco Don Mauro Pallini e il sindaco di Tocco da Casauria Luciano Lattanzio.
L’iniziativa messa in campo dall’istituzione scolastica e dal Comune di Torre de’ Passeri, con il patrocinio della Presidenza della Provincia di Pescara, è sostenuta da Gariwo, Gardens of the Righteous Worldwide (foresta dei Giusti), un’associazione nata a Milano nel 2000 su iniziativa di Gabriele Nissim, ebreo, e Pietro Kuciukian, armeno, per ricordare le figure esemplari di resistenza morale ai regimi totalitari nella storia del Novecento, anche attraverso l’istituzione di luoghi della memoria in diverse parti del mondo.
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Data: 3 marzo 2014
Argomento:
lotta contro il parco eolico
Nome e Cognome: Carmela Di Cicco
EMAIL: carmeladicicco@virgilio.it
Il nostro territorio ha un  valore inestimabile per la varietà della fauna e della flora presenti, per gli scorci panoramici dalle vedute mozzafiato, per l'aria incontaminata e il silenzio delle nostre montagne ,vere e proprie oasi di pace.  Provate a vedere Pizzoferrato ,  Montelapiano , Civita o   il nostro paese con gli occhi di un forestiero e vi accorgerete di quanto sia meraviglioso l'ambiente in cui abbiamo avuto la fortuna di vivere! Siamo ricchi ma non sappiamo di esserlo, conviviamo con la bellezza ma non la apprezziamo. Tutto ci appare scontato! Niente ci stupisce o attira il nostro sguardo.Un airone sul fiume, una poiana che vola bassa sulle nostre teste, una volpe o un capriolo ( giuro di averlo visto) che ci tagliano la strada,  sono eventi emozionanti a cui siamo abituati al punto   che finiscono con il lasciarci  indifferenti.
L'amore per il territorio e le  bellezze paesaggistiche, nonché la loro tutela ,dovrebbero essere il perno dei programmi  politici su cui far ruotare tutta una serie di iniziative  dalle ricadute benefiche per l'ambiente e per il turismo. Mai accaduto!
La disattenzione per l'ambiente é radicata dalle nostre parti e  crea effetti a catena  a livello  Istituzionale essendo gli eletti espressione della cultura popolare. La vulnerabilità ambientale, alimentata da   leggi vergogna del Governo, stanno permettendo a speculatori e   multinazionali  di  assediare l'Abruzzo, ed in modo particolare la provincia di Chieti, con un'infinità di progetti di eolico e ricerca di idrocarburi . Se molti di essi sono falliti é stato spesso per merito dei cittadini che si sono mobilitati come noi, e stiamo provando sulla nostra pelle quanto sia difficile, faticoso quasi impossibile ottenere dei risultati.Passano sulle nostre teste ignorando la volontà  popolare con una  violenza che giustificano in nome dell'interesse pubblico  che in realtà non c'è (l'energia prodotta in abruzzo é superiore al fabbisogno), e le ditte richiedenti sono per lo più SRL che nascono e si dissolvono alla velocità della luce.
La nostra battaglia  (tardiva e non per colpa nostra!!!!)contro la centrale e l'annesso parco a Civita, é giunta al traguardo. Giovedì 6 p.v. si terrà a Pescara la Conferenza dei Servizi che dovrebbe mettere la parola fine all'iter in corso.Noi del Comitato” No Centrale” abbiamo messo in campo tutte le nostre intelligenze e tutto il tempo a disposizione,per scrivere alle Istituzioni, allacciare relazioni, contattare Enti, raccogliere firme .
Sabato scorso, in azione comune con il Comitato “La Difesa” di Civita ( i cui componenti sono agguerriti e preparati), in un  incontro di cui potete leggere il resoconto su Abruzzolive , abbiamo sancito la nascita del” Coordinamento dei Comitati cittadini del medio Sangro in difesa del territorio  dagli impianti eoloci selvaggi e dall'inquinamento ambientale.”Questo sarà il punto di partenza per iniziare a considerare il territorio un bene comune da tutelare e salvaguardare.
Tutto questo scritto, oltre all'obiettivo informazione, ha quello dell'invito alla partecipazione. Come vi dicevo, giovedì si terrà la Conferenza dei Servizi e noi dovremo essere lì a presidiare in modo pacifico, ma numerosi e con cartelli. Questa azione é importantissima perché rappresenta la contestazione che, da verbale, assume concretezza e crea pressione ed attenzione. Come al solito, ci stiamo organizzando con Civita e chiederemo la presenza delle  Associazioni ambientaliste finora sempre presenti.Il nostro obiettivo é un rinvio e/o la richiesta di VAS (valutazione ambientale strategica) .
La causa merita un piccolo impegno e,se vogliamo , sacrificio,perché  la posta in gioco é altissima!! Il viadotto  ha scosso i cittadini solo quando sono apparsi i primi pilastri che  hanno  rivelato la mostruosità dell'opera . Temo che la stessa cosa succederà quando inizieranno i lavori della centrale.
Quando decine di camion al giorno percorreranno le nostre strade contribuendo alla loro distruzione (che nessuno  poi aggiusterà) ;quando i lavori  sventreranno  l'alveo del fiume per l'attraversamento dei cavidotti; quando disboscheranno tutta la zona e quintali e quintali di materiale di scavo verranno gettati nel fiume Sangro; quando affacciandoci dalla piazzetta, insieme al viadotto, ammireremo quest'altro scempio, quando i campi elettromagnetici disturberanno  (così pare) il segnale televisivo e  probabilmente faranno aumentare i casi di cancro,allora salirà l'indignazione ma sarà troppo tardi!! Questo scenario non é fantascienza sarà la realtà  Facciamo che non sia così!!
Le firme della petizione, verranno consegnate a mano giovedì; chi vuole firmare può ancora farlo.
Per andare a Pescara, se non riusciremo ad organizzarci con qualche bussino, ci organizzeremo con le macchine purché rispondiate all'appello. Contattate me oppure Gabriella ,Elisabetta, Teresa  o Mauro.
Ci aspettiamo partecipazione dai giovani. Speriamo non ci deludano perché stiamo lottando soprattutto per loro!!
Carmela Di Cicco
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Data: 28 febbraio 2014
Argomento:
GIUSTO TRA LE NAZIONI
Si tratta di un prestigioso invito che l'Amministrazione Comunale di Villa Santa Maria ha ricevuto poichè anche un nostro concittadino, Roberto CASTRACANE, verrà insignito della onorificenza di "GIUSTO TRA LE NAZIONI". Quando era Podestà, ha salvato dalla furia nazista una madre e una figlia ebrea.
L'Amministrazione Comunale parteciperà ed ha invitato a farlo anche gli eredi di Roberto, tra cui il dott. Antonio CASTRACANE, nipote, che di certo sarà presente.


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Data: 28 febbraio 2014
Argomento: COMUNICATO STAMPA


Chiodi sospenda iter mega-impianti eolici a Civitaluparella. Interpellanza di Rifondazione
Rifondazione Comunista sostiene la mobilitazione dei cittadini di Civitaluparella, Villa Santa Maria e altri comuni del Medio Sangro contro i mega-impianti eolici.
Ho predisposto un'interpellanza urgente al Presidente Chiodi in cui segnalo i motivi per cui dovrebbe sospendere l'iter autorizzativo in vista della conferenza dei servizi prevista per il prossimo 6 marzo.
La Regione Abruzzo dovrebbe sospendere l’iter al fine di sottoporre il progetto in discussione, insieme agli altri previsti e citati nella interpellanza all’interno della IBA “Monti Frentani-Majella” a procedura di VAS, viste anche le richiese in merito del Ministero e del Segretariato UNEP/CMS.
Dovrebbe richiedere sempre in sede della prossima conferenza dei servizi del 6 marzo una integrazione di documenti, in merito all’impianto di Civitaluparella Wind, al fine di poter mettere la competente commissione Regionale nelle condizioni di valutare l’incidenza dell’intervento in questione in particolare su nibbio reale, orso, lupo e salamandrina dagli occhiali sulla base di un monitoraggio di almeno un anno, nonché dei chirotteri in osservanza delle Linee Guida Eurobats, in merito a quanto previsto a livello europeo, nazionale e regionale sulla valutazione di piani e progetti sulla rete Natura 2000.
La Regione Abruzzo ha il dovere di garantire la riapertura dei termini della procedura anche al fine di consentire la partecipazione informata dei cittadini e dei portatori di interesse legittimi al processo decisionale.
Faccio presente a Chiodi che già nel 2010 il Ministero dell’Ambiente – Direzione Protezione della Natura ha inviato alla Regione Abruzzo, un nota in cui facendo riferimento ai numerosi progetti di impianti per le energie rinnovabili, dichiarava “in considerazione del grande numero di progetti (...) dislocati e previsti nella Regione Abruzzo, sembrerebbe opportuno avviare una procedura di VAS, al fine di fornire un quadro esaustivo di tutte le interferenze ambientali sulla base del quale realizzare una programmazione energetica a scala più ampia, allo scopo di garantire uno stato di conservazione soddisfacente del patrimonio ambientale regionale”.

Domani parteciperò a Civitaluparella all'incontro promosso da comitati dei cittadini e associazioni ambientaliste.

Maurizio Acerbo, consigliere regionale Rifondazione Comunista - Sinistra Europea

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Data: 28 febbraio 2014
Argomento:
Interpellanza al Presidente Chiodi
Nome e Cognome: Maurizio Acerbo, consigliere regionale Rifondazione Comunista - Sinistra Europea




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Data: 9 gennaio 2014
ARGOMENTO:
REALIZZAZIONE DI UNA NUOVA STAZIONE ELETTRICA DA 150 KV NEL COMUNE DI VILLA SANTA MARIA (CH)
NOME E COGNOME: Arcidiocesi di Chieti-Vasto
L'Arcivescovo ringrazia per l'informazione. Ha interessato il Vicario Zonale, don Loreto Grossi, per raccogliere ogni informazione e cercherà di sostenere la tutela ambientale e artistica che è a cuore di tutti Loro. Vi benedice.

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Fonte: Il Centro di venerdì 27 dicembre 2013



PER DIRE NO ALLA REALIZZAZIONE DELLA STAZIONE ELETTRICA DA 150 KV,

FIRMA LA PETIZIONE

http://www.avaaz.org/it/petition/Regione_Abruzzo_Provincia_di_Chieti_Ministero_dellAmbiente_Ci_rivolgiamo_a_Lei_per_dire_NO_alla_SOTTO_STAZIONE_ELETTRICA/?copy

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Data: 10 dicembre 2013
ARGOMENTO:
REALIZZAZIONE DI UNA NUOVA STAZIONE ELETTRICA DA 150 KV NEL COMUNE DI VILLA SANTA MARIA (CH)
NOME E COGNOME: Mauro Carbonetta

Da alcune settimane la zona dell’Alto e Medio Sangro, e in particolare Villa Santa Maria, è sede di dibattiti e proteste in merito alla discussa realizzazione, approvata alcuni anni fa, di una sotto stazione elettrica che andrà ad alimentare le pale eoliche di Civitaluparella, Fallo, Montelapiano e Colledimezzo. Secondo i piani, essa dovrebbe essere posizionata nei pressi della chiesa Madonna in Basilica. Oltre a rappresentare uno degli scorci paesaggistici più suggestivi e apprezzati del territorio del Medio Sangro, si tratta di una zona di notevole interesse storico-culturale. Vi si trova infatti una chiesa dell’VIII secolo e lì si formò il primo nucleo abitativo di Villa Santa Maria, che successivamente si spostò sotto la roccia. In origine il paese per l’appunto si chiamava Villa Santa Maria in Basilica, e si trovava originariamente nelle località Pietro grossa e Vallone liscia, ossia nel territorio oggi chiamato “macerine”, dove dovrebbe essere realizzata la sotto stazione. A questo riguardo sarà richiesta alla Soprintendenza ai Beni Archeologici, tutta la documentazione sugli scavi effettuati. Volendo fare un paragone sulle dimensioni dell’area che sarà occupata dalla sotto stazione, e che si troverà non lontano dalla chiesa , si potrebbe dire che essa sarà pari a circa due campi di calcio, o due volte il cimitero di Villa Santa Maria. Turismo, ambiente e conservazione dei Beni storici saranno duramente danneggiati dalla costruzione di tale impianto. Le ripercussioni di questa cementificazione scriteriata potrebbero essere pesanti, e i recenti fatti accaduti in Sardegna e in altre località dovrebbero far riflettere sulle possibili conseguenze. A pochi metri scorrono le acque del fiume Sangro e a ridosso confluiscono alcuni torrenti: sia il fiume che i vari torrenti si ingrossano nei periodi invernali, tant’ è che proprio la zona interessata con le piogge degli ultimi giorni si è allagata. Il fatto che la zona si sia subito allagata con le recenti piogge di per sé lascia supporre che non sia il luogo più adatto per la edificazione di una sotto stazione elettrica, e in ogni caso che un ulteriore dissesto idrogeologico come sarebbe quello apportato dai lavori di costruzione potrebbe creare rischi di smottamenti e frane. Potrebbe potenzialmente ripetersi quanto accaduto nel 1852, quando la zona a valle di Villa Santa Maria fu allagata dal fiume Sangro e dal torrente Turcano e ci furono diversi morti.
Per la realizzazione della centrale sono previsti espropri di terreni, alcuni dei quali attualmente coltivati. I sostenitori della realizzazione della Centrale elettrica parlano di creazione di nuovi posti di lavoro, ma non sembrano preoccuparsi della perdita economica e della profonda delusione morale di chi quei campi li possiede e li lavora, e che si troverà privato di un reddito con la promessa di un risarcimento che verosimilmente non sarà adeguato alla perdita, e che comunque tarderà a venire. I procedimenti di esproprio sono stati pubblicati, e si sta cercando di opporre ricorso. Inoltre a pochi metri dalla zona interessata è ubicata una casa ristrutturata da pochissimo tempo, è chiaro che la costruzione della centrale modificherà le prospettive abitative in termini di possibili rischi per la salute, impatto paesaggistico, conseguenze idrogeologiche ecc.
Ci saranno infine danni notevoli all’ ecosistema, con rischio addirittura di scomparsa di alcune specie. E’ stato detto che che tale impianto disorienterà il flusso migratorio degli uccelli. A questo punto è opportuno riflettere sul fatto che se le radiazioni elettromagnetiche avranno questo impatto sugli animali, non è escluso che possano esservi possibili conseguenze sulla nostra stessa salute. Saranno interpellati tutti gli enti interessati: Ispettorato Provinciale all’Agricoltura per la Provincia di Chieti; i Beni ambientali, la Regione ecc. Bisognerà anche chiarire se alcuni di questi enti abbiamo dato parere favorevole in passato, e se vi sono effettivamente i presupposti perché la costruzione sia in linea con le direttive nazionali concernenti la conservazione dei Beni naturali e storici, le normative sulla sicurezza delle costruzioni, la prevenzione di dissesti idrogeologici, ecc. Ci si augura che siano state fatte con coscienza tutte le valutazioni del caso, perché in caso contrario qualcuno dovrà rispondere un domani di eventuali danni a cose e persone provocate da uno scempio edilizio che prima o poi la natura stessa potrebbe rigettare, con prevedibili conseguenze. E’ in pericolo la bellezza stessa. La bellezza di una Chiesa antica immersa nel verde, la bellezza degli aironi bianchi che ancora è possibile ammirare lungo il fiume al mattino e all’ imbrunire, la bellezza dei bambini che giocano al sole in un ambiente sano. Al posto di tanta bellezza, qualcuno vuole lasciare una centrale elettrica, ma sarà una comunità compatta a dire di
NO.

Mauro Carbonetta, per il Comitato NO CENTRALE
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AVVISO

TUTTI COLORO CHE SONO INTERESSATI A RICORRERE CONTRO GLI ESPROPRI DEI TERRENI PER LA COSTRUZIONE DELLA SOTTOSTAZIONE ELETTRICA DI 150 KV IN LOCALITA' PIANE DELLE PIETRE NEL COMUNE DI VILLA SANTA MARIA, POSSONO PRESENTARSI PRESSO LA SALA CONSILIARE DEL NOSTRO COMUNE DALLE ORE 17.30 ALLE ORE 18.30 DI TUTTI I GIORNI A PARTIRE DA MARTEDI 10 DICEMBRE E FINO A SABATO 14 DICEMBRE .
PS: l’elenco con i nomi degli espropriati
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Fonte: Il Centro del 6 dicembre 2013
ERRATA CORRIGE: NULLA OSTA 2009 (condizionale d'obbligo poichè, da documenti in possesso, non emergerebbe nessun nulla osta) e non 2011 come erroneamente riportato.

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Argomento:
Il resoconto della seduta straordinaria del Consiglio comunale del 4 dicembre 2013
Il resoconto della seduta straordinaria del Consiglio comunale di ieri: Consiglio comunale straordinario del 4 dicembre 2013. O.D.G 1. Lettura e approvazione dei verbali della seduta precedente 2. Realizzazione di una nuova stazione elettrica 150Kv nel Comune di Villa S. Maria: comunicazioni e provvedimenti 3. Mozione urgente: documento sull’emergenza viabilità della provincia di Chieti Punto1: dopo averne dato lettura, si approvano all’unanimità i verbali della seduta precedente. Punto 2:il Sindaco ripercorre brevemente la storia del parco eolico che interessa vari Comuni del circondario e coinvolge diverse aziende. In particolare si sofferma a parlare di due società proponenti: Civitaluparella Wind e Ecowatt che hanno presentato progetti per la realizzazione di impianti eolici, rispettivamente, nei comuni di Civitaluparella e Fallo. Su di essi la commissione VIA ha espresso parere favorevole. Entrambi i progetti prevedono la realizzazione di un’unica stazione elettrica di trasformazione di 150Kv da utilizzarsi per l’immissione in rete dell’energia elettrica prodotta dagli impianti eolici. La stazione, se realizzata, occuperà una superficie di circa 17.500 mq, sarà ubicata a Villa in prossimità della Chiesa di Santa Maria in Basilica,su un’area di valore storico, archeologico e paesaggistico. Il Sindaco chiede ai consiglieri di esprimersi e, all’unanimità, il consiglio delibera di opporsi alla costruzione della Stazione elettrica. Tutti i consiglieri, infatti, sono convinti che la stazione, se costruita, avrebbe un impatto ambientale considerevole. Il consigliere di minoranza, Gabriella Di Cicco, chiede al Sindaco se è favorevole alla costituzione di un comitato cittadino che abbia una connotazione intercomunale che rafforzi l’azione di opposizione e coinvolga esponenti politici e organizzazioni a tutela dell’ambiente e del territorio. Suggerisce, infine, di promuovere ricorsi avversi alle procedure di esproprio nei termini consentiti dalla legge. Il Sindaco accetta e nomina il consigliere Guido Stanziani come rappresentante dell’Amministrazione nel comitato. Aggiunge che il Comune provvederà a nominare un esperto per analizzare e valutare le pratiche relative ai progetti approvati e riferisce anche che molti documenti sono depositati negli uffici regionali e non sono stati mai trasmessi al Comune di Villa S. Maria. Punto 3: viene approvata all’unanimità la mozione sull’emergenza viabilità trasmessa dalla provincia di Chieti. Dopo la chiusura del Consiglio i pochi volontari rimasti hanno dato vita a un comitato che, in primis, dovrebbe occuparsi di promuovere i ricorsi sostenendo l’azione dei cittadini i cui terreni sono stati espropriati. Abbiamo bisogno della collaborazione e dell’impegno di tutti per vincere questa battaglia, pertanto, vi invito a mettervi in contatto con le seguenti persone: Carmela Di Cicco Ilaria Trivellato Guido Stanziani Mauro Carbonetta Anna Fantini Filippo Colaizzi Elisabetta Di Biase Argentino D’Amico Tommaso Sboro Gabriella Di Cicco
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Data: 4 dicembre 2013
ARGOMENTO:
REALIZZAZIONE DI UNA NUOVA STAZIONE ELETTRICA DA 150 KV NEL TERRITORIO DEL COMUNE DI VILLA SANTA MARIA
NOME E COGNOME:  Maurizio Acerbo
Caro Mauro,  
A causa di una imprevista riunione di partito son dovuto partire per Roma e non posso essere con voi oggi a Villa Santa Maria.
Mi scuso con te e la cittadinanza ma mi e' proprio impossibile esserci.
Sono a vostra disposizione per tutte le iniziative che riterrete utili alla difesa degli interessi della comunita'.
Il territorio e' un bene comune che troppo spesso viene svenduto senza soppesare i valori comunitari che si sacrificano.
Trovo vergognoso che spesso e volentieri non si tenga conto della salvaguardia paesaggistica o dell'impatto complessivo di progetti assentiti con superficialità e senza coinvolgere la cittadinanza.
Un saluto fraterno a tutti voi  
Maurizio Acerbo
Consigliere regionale (Prc)
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Data: 2 dicembre 2013
ARGOMENTO:
impianto eolico
NOME E COGNOME:  antonio cignelli
quando ci sono in ballo migliaia di euro da incassare come per il progetto della nuova centrale eolica che dovranno fare vanno ha farsi fottere tutti i sani principi sulla tutela ambientale.
LA TUA E-MAIL:  antonio.cignelli@poste.it
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Data: 27 novembre 2013
ARGOMENTO:
REALIZZAZIONE DI UNA NUOVA STAZIONE ELETTRICA DA 150 KV NEL COMUNE DI VILLA SANTA MARIA (CH)
NOME E COGNOME: Mauro Carbonetta
- Al Presidente della Regione Abruzzo
- Al Presidente della Provincia di Chieti
- Al Consigliere Regione Abruzzo, Maurizio Acerbo
- Alla L.I.P.U. Sede Nazionale (Lega italiana protezione uccelli)
- Italia Nostra –Associazione Nazionale per il Patrimonio storico, artistico e naturale della Nazione
- Lega Ambiente
- Striscia la Notizia
( lettera inviata tramite pec, posta elettronica certificata)

OGGETTO: REALIZZAZIONE DI UNA NUOVA STAZIONE ELETTRICA DA 150 KV NEL COMUNE DI VILLA SANTA MARIA (CH)
 Una novità importante interesserà presto il Comune di Villa Santa Maria. Si tratta della realizzazione, approvata alcuni anni fa, di una nuova stazione elettrica da 150 KV. Sarà un nuovo scempio ambientale e paesaggistico che ricorderà il grosso e sofferto cambiamento che a suo tempo rappresentò per noi la costruzione del viadotto. Secondo i piani, essa dovrebbe essere posizionata nei pressi della chiesa di Madonna in Basilica, in seguito ad esproprio dei terreni della zona di interesse. E’ piuttosto avvilente e preoccupante che i cittadini non ne siano stati informati, dal momento che essa avrà un impatto considerevole sulle esistenze di tutti, per diversi aspetti. Intanto, l’aspetto paesaggistico ne sarà ovviamente devastato, e non c'è bisogno di ricordare che la zona della Madonna in Basilica offre attualmente uno degli scorci paesaggistici più gradevoli, per non parlare del significato storico-culturale che essa riveste. E' infatti una chiesa molto antica, e lì si formò il primo nucleo abitativo di Villa Santa Maria, che successivamente si spostò sotto la roccia. Volendo fare un paragone sulle dimensioni dell'area che sarà occupata dalla centrale, e che si troverà non lontano dalla chiesa , si potrebbe dire che essa sarà pari a circa  due campi di calcio, o due volte il cimitero di Villa Santa Maria. Lascia perplessi il fatto che dal 2009 ad ora non sia mai stata sollevata alcuna eccezione od obiezione alla realizzazione dell'impianto. L’unica persona che sollevò dei dubbi, a mio parere legittimi, è stata a suo tempo la Commissaria prefettizia, la quale dette parere contrario alla realizzazione dell'opera motivando la sua opposizione con la presenza di una chiesa antica, di scavi archeologici, e di un impatto paesaggistico negativo. Al di fuori di questa opposizione, non ne sono state mosse altre da parte di ben tre amministrazioni comunali succedutesi, nonostante fosse parte della propaganda di tutte loro la tutela dell’ ambiente e del paesaggio, la valorizzazione degli aspetti storico-culturali, l’ incentivazione del turismo. E’ chiaro che turismo, ambiente e conservazione dei beni storici saranno duramente danneggiati dalla costruzione della centrale. Non si sta vendendo solo l'uso di un pezzo di terra, si stanno cambiando le esistenze dei cittadini, in termini economici, ambientali, morali, e, chissà, forse anche di salute. I cittadini avrebbero dovuto essere informati di un tale grosso cambiamento che rischia di arrecare loro dei danni di varia natura, eppure non è mai stato emesso alcun comunicato sul progetto in questione, anzi lo si è saputo in occasione delle procedure di esproprio dei terreni interessati. Qualsiasi sia il vantaggio economico attuale e momentaneo della cosa per il paese, le ripercussioni di questa cementificazione scriteriata saranno pesanti e di lunga durata. Il danno all’ecosistema deve infine farci riflettere. E’ stato detto che la centrale e le pale eoliche disorienteranno il flusso migratorio degli uccelli. Se le radiazioni elettromagnetiche avranno questo impatto sugli animali, dovremo preoccuparci delle possibili conseguenze sulla nostra stessa salute. Invito i cittadini ad esprimere il loro parere ed eventualmente a promuovere opere di dissuasione.
Mauro Carbonetta
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Data: 26 novembre 2013
ARGOMENTO:
parco eolico
NOME E COGNOME:  carmela di cicco
Non esito a definire drammatica la notizia che ho appena letto. Se ho ben capito,verrà realizzato un parco eolico che interesserà i comuni di Civitaluparella ,Montelapiano, Monteferrante e Villa che in più ospiterà una centrale in località Madonna in Basilica , quindi in pieno centro urbano, per convogliare , suppongo, l'energia prodotta dalle pale. Non c'é due senza tre, recita un motto popolare a cui Villa non sembra fare eccezione. Prima il viadotto, poi la genialata del gas e adesso una nuova centrale! Il peggio sembra non aver mai fine! Sono indignata e non trovo parole sufficienti per esternare tutta la mia rabbia. Inquinamento e devastazione ambientale: sono questi gli obiettivi per rilanciare il nostro paese? E' così che vogliamo incrementare il turismo ? E' questa l'eredità che vogliamo lasciare ai nostri giovani? Per quanto ne sappia, tutti i progetti seguono un iter quindi, vorrei sapere dai nostri amministratori come sia stato possibile che questo dell'eolico ci sia caduto sulle teste dalla sera alla mattina. Mi preme ricordare che qui non é in ballo solo l'impatto ambientale ma anche la salute visto che si vanno ad incrementare campi elettromagnetici già notevolmente presenti a causa di 2 centrali idroelettriche , ripetitori e antenne di telefonia . Dal mio punto di vista ,non possiamo rimanere inermi e limitarci ed esternazioni di condanna! Non c'é un minuto da perdere se non vogliamo fallire come per il viadotto. Propongo , pertanto,la costituzione di un comitato di contrasto alla realizzazione di questa opera e invito i cittadini a dire la loro. Carmela Di Cicco
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Data: 22 novembre 2013
Argomento: impianto eolico e stazione elettrica da realizzarsi, rispettivamente, nei Comuni di Civitaluparella e Villa S. Maria.

Davanti all'ennesimo "sconcio" ambientale, non possiamo rimanere indolenti. L'inettitudine di alcuni, porta spesso al degrado e all'oblìo del territorio.
Mauro Carbonetta.


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Data: 22 novembre 2013
Argomento:
impianto eolico e stazione elettrica da realizzarsi, rispettivamente, nei Comuni di Civitaluparella e Villa S. Maria.
Invito gli amici di villesi nel mondo a prendere visione dell'avviso pubblico n.314 pubblicato all'albo pretorio del Comune http://www.villasantamaria.eu/albo_pretorio.html  e relativo alla costruzione di un impianto eolico e di una nuova stazione elettrica da realizzarsi, rispettivamente, nei Comuni di Civitaluparella e Villa S. Maria.
Sarebbe stato giusto informare e sensibilizzare i cittadini in tempo utile, visto che per i terreni da espropriare o occupare sono stati già avviati i relativi procedimenti.
La vera ricchezza del nostro territorio è il paesaggio e credo sia compito di tutti, in primis di chi amministra, tutelarlo e valorizzarlo in modo corretto. Non mi sembra che le pale eoliche, che stanno spuntando ovunque come funghi, assolvano a questo compito e la costruzione di una centrale elettrica, in prossimità di un'area di grande interesse storico e archeologico,come è quella della Madonna in Basilica, rende il "quadro" ancora più inquietante!
Gabriella Di Cicco

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Consiglio comunale del 13 novembre 2013.

O.D.G
1. Lettura e approvazione dei verbali della seduta precedente
2. Approvazione del Regolamento per la disciplina TARES
3. Approvazione piano finanziario e tariffe del tributo comunale sui rifiuti e sui servizi
TARES

PUNTO 1: viene data lettura dei verbali della seduta precedente. Sul riconoscimento dei debiti fuori bilancio, la consigliera di minoranza fa notare che nel verbale redatto dalla segretaria ci sono delle inesattezze e che il suo intervento non è stato trascritto integralmente. In particolare precisa che:
1. l’intervento non era personale ma a nome del gruppo di minoranza
2. nell’intervento la consigliera non ha detto:“come mai con solerzia e priorità si è proceduto al riconoscimento di questi debiti e non di altri” come, invece, trascritto nel verbale; ha semplicemente chiesto di conoscere il criterio utilizzato dall’Amministrazione nel riconoscere i due debiti in oggetto, anche a fronte della difficile situazione finanziaria del Comune 3. il rinvio della votazione è stato richiesto per una ragione precisa di cui nel verbale non si fa menzione e cioè che negli atti messi a disposizione della minoranza prima del Consiglio non era stata inserita tutta la documentazione amministrativa che comprovava il vantato credito.
I consiglieri di minoranza, pertanto, chiedono di rettificare il verbale limitatamente all’intervento della consigliera nel seguente modo:
“ La consigliera di opposizione interviene e, a nome del gruppo di minoranza, chiede al Sindaco di conoscere il criterio in base al quale l’Amministrazione ha scelto di riconoscere questi due debiti anziché altri. Precisa che rispetta e riconosce l’operato dei vari professionisti coinvolti, ma il chiarimento si rende necessario per i seguenti motivi:
• l’importo complessivo dei debiti fuori bilancio è consistente (circa 47.000 euro) e pertanto il loro riconoscimento andrebbe a gravare non poco sulla situazione economica del Comune che tutti, compreso il Commissario Prefettizio, hanno definito critica se non disastrosa; • gli altri creditori, vedendosi esclusi, potrebbero a ragione rivendicare gli stessi diritti verso
l’Amministrazione.
Il Sindaco riconosce come giuste le osservazioni della consigliera e risponde che alla data odierna agli atti del Comune per questi due debiti esiste tutta la documentazione amministrativa che comprova il vantato credito, mentre per gli altri creditori sono presenti solo le fatture emesse per il lavoro svolto e questo non è sufficiente al riconoscimento per il quale sono necessarie anche le delibere. La consigliera fa notare che questa documentazione non è stata allegata agli atti messi a disposizione prima del Consiglio e pertanto chiede di rinviare la votazione al Consiglio successivo per dare modo anche all’opposizione di visionarla. Il
Sindaco non accetta, i due consiglieri di minoranza si riservano la facoltà di visionare tutti gli atti amministrativi e il Sindaco si dichiara disponibile per qualsiasi ulteriore chiarimento. Il riconoscimento viene approvato a maggioranza; i consiglieri di minoranza votano contro perché ritengono che il debito fuori bilancio sia indicativo di una cattiva gestione amministrativa. Non si possono sostenere spese senza la relativa copertura finanziaria e per la stessa Corte dei Conti il debito fuori bilancio è un'obbligazione sorta senza il rispetto delle regole giuridiche contabili proprie degli Enti Locali”.
Il Consiglio accoglie la richiesta, il verbale viene rettificato e approvato all'unanimità.
In merito ai punti 2 e 3 all’o.d.g. i consiglieri di minoranza chiedono se rispetto alla gestione del Commissario Prefettizio la tassa comunale sui rifiuti è diminuita. Il Sindaco risponde che, ad eccezione delle categorie commerciali (bar, ristoranti, pizzerie, pasticcerie…) a cui è stata applicata una riduzione della tariffa pari al 35% e delle abitazioni occupate da nuclei familiari
con portatori di handicap gravi o da persone sole con redditi non superiori a 7.150 euro che beneficiano di una riduzione del 30%, non c’è stata diminuzione; per una famiglia media, ad esempio, rispetto alla precedente TARSU, si registra un incremento del tributo di circa il 30%.
La nuova imposta (TARES), spiega il Sindaco, è maggiorata dalla tassazione sui servizi d’illuminazione e verde pubblico, non contemplata nella TARSU. La minoranza fa notare che l’aumento potrebbe giustificarsi per l’illuminazione pubblica ma non altrettanto per il verde pubblico. A Villa non ci sono parchi o aree verdi attrezzate che abbiano elevati costi di
gestione e manutenzione per il Comune. Dai dati riportati nella tabella dei costi sostenuti dal Comune per la gestione del servizio rifiuti nell’anno 2013 (Piano finanziario e tariffe del tributo TARES), inoltre, si evince che le spese maggiori sono relative al trattamento e smaltimento dei rifiuti indifferenziati e l’opposizione chiede al Sindaco se al vaglio di questa Amministrazione ci siano idee, proposte o progetti per ottimizzare la raccolta e ridurre la quantità dei rifiuti conferiti in discarica. Solo così, sottolinea la consigliera, sarà possibile abbattere la principale voce di spesa per il Comune, tutelare cittadini ed imprese da aumenti
della tassazione e favorire la sostenibilità ambientale. Il Sindaco condivide la riflessione del gruppo di minoranza e afferma che, attualmente, stanno valutando due progetti tesi a rimodulare il servizio e a migliorarlo, anche attraverso un’operazione di controllo dei comportamenti dei cittadini che non sempre differenziano in modo corretto e responsabile.
Ammette che, così com’è, il servizio oggi non funziona e dichiara di volersi impegnare per ripristinarne l’efficienza in tempi brevi così da ottenere quei vantaggi economici e ambientali a cui la minoranza faceva riferimento.
Il regolamento TARES e il piano finanziario vengono approvati a maggioranza, la minoranza si astiene.

In allegato il verbale del consiglio del 30 ottobre sui debiti fuori bilancio __________________________________________________________________________________________________

Ciao Mauro, mi permetto di scriverti perché mi sembra di aver capito che gestisci i siti Villesinelmondo e Villasantamaria.com se così è e soprattutto se lo ritieni utile potresti pubblicare il comunicato e la foto che ti allego in quanto l’iniziativa nasce dalla storia dei cuochi di Villa?
Grazie
lorenzo pace


Costituito in Abruzzo l’Ordine dei Cavalieri dei Maccheroni alla Chitarra

In occasione della “Festa del cuoco”, del 35° anno della fondazione dell’Associazione Regionale Cuochi Abruzzesi e del 450° anniversario della nascita di San Francesco Caracciolo, Patrono dei cuochi, il 13 ottobre 2013 l’Unione Cuochi Abruzzesi (UCA) ha costituito l’Ordine dei Cavalieri dei Maccheroni alla Chitarra. L’Ordine nasce con l’obiettivo di favorire la diffusione, lo studio, la ricerca e la promozione dei “Maccheroni alla Chitarra”, piatto che maggiormente rappresenta l’Abruzzo nel panorama gastronomico italiano.
Il debutto pubblico dell’Ordine si è tenuto durante la 35esima Rassegna dei Cuochi a Villa Santa Maria (Ch), paese che ha dato i natali  a San Francesco Caracciolo nel ‘500 e alla prima organizzazione dei cuochi abruzzesi nel 1978.
«Sentiamo con gioia tutta la responsabilità di farci ambasciatori di un piatto assolutamente peculiare del nostro patrimonio culinario – spiega Peppino Tinari, presidente del Comitato direttivo dell’Ordine – È incredibile come ingredienti semplici come acqua, uova e farina, per i maccheroni, e pomodoro e carni di maiale, vitello e agnello, per la salsa, costituiscono la comune storia della gastronomia regionale».
«Abbiamo ritenuto doveroso questo omaggio al piatto simbolo della  tradizione culinaria abruzzese – aggiunge Andrea Di Felice, presidente UCA – Per questo abbiamo stabilito che ogni anno verranno nominati 5 “Cavalieri dei Maccheroni alla Chitarra”, suddivisi fra 3 cuochi in attività e 2 personalità del mondo della ristorazione, della cultura, della scienza e del giornalismo, che possano documentare una congrua attività profusa alla diffusione della cultura gastronomica abruzzese».
Il primo Comitato Direttivo è composto dai 10 fondatori, che hanno eletto  Presidente lo chef  Giuseppe (Peppino) Tinari (al centro nella foto) e Segretario Cristina Mosca, direttore della rivista di enogastronomia abruzzese “C come magazine”. I Consiglieri sono:  il vice presidente dell’Unione cuochi abruzzesi Antonio De Sanctis, il presidente dell’Unione cuochi abruzzesi Andrea Di Felice, il presidente dell’Associazione cuochi valle del Sangro Domenico Di Nucci, il presidente dell’Associazione cuochi Teramo Lorenzo Ferretti, il presidente onorario dell’Unione cuochi abruzzesi Leo Giacomucci, il presidente dell’Associazione cuochi Pescara Lorenzo Pace, il gastronomo  Leonardo Seghetti e lo chef Marcello Spadone.

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ARGOMENTO:
Non c'e da meravigliarsi!
NOME E COGNOME: Antonio Cignelli
LA TUA E-MAIL: antonio.cignelli@poste.it
Data: 3 novembre 2013
Dopo aver ascoltato su questo sito le vicissitudini amministrative con varie multe, pagamenti, ecc., che non c'e' da meravigliarsi di nulla! A mio modesto avviso, si dovrebbe pensare di più e meglio alle problematiche dei cittadini, al decoro del paese, alle strade secondarie dissestate, alle buche che creano enormi problemi ai diversamente abili, ai cani che infastidiscono in modo incessante interi quartieri, ai parcheggi selvaggi lungo le strade del paese. Concludo rivolgendomi all'Amministrazione Comunale chiedendo: perchè non "osare" fare qualche Ordinanza in più (e mi riferisco a quanto scritto sopra)...?! E' questo sarebbe il
"bene" tanto decantato per Villa Santa Maria?
Antonio Cignelli
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ARGOMENTO:
richiesta...
NOME E COGNOME: Carbonetta Mercurio Nicola
LA TUA E-MAIL: marcocarbonetta@libero.it
Data: 29 ottobre 2013
Preg.mo Signor Sindaco,
Preg.mi Amministratori Giunta Comunale,
Preg.mi Consiglieri ,
Il sottoscritto Carbonetta Mercurio Nicola, nato a Villa S.Maria il 05.12.1957, residente a Napoli in Via San Mattia 34, dopo aver letto dall'albo Pretorio del Comune di Villa S. Maria (www.villasantamaria.eu)  la determina n.13 del 25.10.13, con la presente, in qualità di cittadino e contribuente del Comune di Villa Santa Maria, chiede di conoscere se attualmente il Comune di Villa S. Maria è munito del provvedimento autorizzativo - concessorio dell' Autorità competente  per il prelievo di acqua pubblica dal fiume Sangro e dal torrente Turcano, e di conoscere altresì chi all'epoca dei fatti contestati, non s'è fatto carico di munirsi della predetta autorizzazione visto che per questa negligenza  il Tribunale di Lanciano ha condannato il Comune di Villa Santa Maria alle sanzioni pecunarie di circa euro 80.000.00 alle quali si aggiungono le spese dell'assistenza legale per circa 31.000.00 euro, ciò al fine di evitare di incorrere nella medesima situazione, con il rischio di vedere comminate ulteriori sanzioni.
Fiducioso attendo riscontro.
Carbonetta Mercurio Nicola
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ARGOMENTO:  
Consiglio comunale del 23 ottobre 2013
Fonte: www.quellicheledonne.it
O.D.G
1.  Approvazione dei verbali della seduta precedente
2. Variazione al B.P. 2013
3. Riconoscimento debiti fuori bilancio
4. Art. 193 del TUEL 267/00- Salvaguardia equilibri di bilancio
5. Integrazione Commissione elettorale comunale
6. Approvazione regolamento e tariffe per depositi cauzionali dei tagli e manomissioni stradali.
Punto1: dopo averne dato lettura, si approva all’unanimità il verbale della seduta precedente
Punto 2: il gruppo di minoranza vota no alla variazione del bilancio di previsione e fa notare che non è stata consegnata al consigliere Tommaso Sboro, recatosi in Comune per ben due volte, la documentazione relativa alle pratiche da trattare; in questo caso, lo schema delle diminuzioni e degli aumenti sui singoli capitoli di bilancio. Il Sindaco illustra brevemente alcune variazioni che hanno riguardato lo spostamento di somme tra cui:
• le spese per le mense scolastiche da 45.000 euro a 30.000 euro
• i contributi per manifestazioni varie di promozione turistica da 0 euro a 9.950 euro
• i contributi per le attività culturali da 0 euro a 8.000 euro.
Punto 3: il Sindaco chiede al Consiglio di poter discutere insieme il punto 3 e il punto 4 all’o.d.g. Il Consiglio all’unanimità acconsente. Il Sindaco informa poi il Consiglio che i debiti fuori bilancio da riconoscere sono due, nella fattispecie:
1. credito vantato dall’avvocato Pasquale Di Cicco quale difensore delle ragioni del Comune, pari a 30.893.72 euro per competenze professionali prestate dal 2003 al 2009 (giusta delibera del Commissario Straordinario n.54 del 26 maggio 2013);
2. crediti per interventi urgenti ed indifferibili all’edificio Casa di Riposo Madonna in Basilica per 16.000    euro di cui 14.300 all’impresa appaltatrice Cavorso Giuseppe e 1.700 per competenze professionali all’ingegnere Di Carlo Salvatore (giusta ordinanza sindacale n.35 del 11/11/2011).     
La consigliera di opposizione Gabriella Di Cicco interviene e chiede al Sindaco di conoscere il criterio in base al quale l’Amministrazione ha scelto di riconoscere questi due debiti anziché altri. Precisa che rispetta e riconosce l’operato dei vari professionisti coinvolti, ma il chiarimento si rende necessario per i seguenti motivi:
• l’importo complessivo dei debiti fuori bilancio è consistente (circa 47.000 euro) e pertanto il loro riconoscimento andrebbe a gravare non poco sulla situazione economica del Comune che tutti, compreso il Commissario Prefettizio, hanno definito critica se non disastrosa;
• gli altri creditori, vedendosi esclusi, potrebbero a ragione rivendicare gli stessi diritti verso l’Amministrazione.
Il Sindaco riconosce come giuste le osservazioni della consigliera e risponde che alla data odierna agli atti del Comune per questi due debiti esiste tutta la documentazione amministrativa che comprova il vantato credito, mentre per gli altri creditori sono presenti solo le fatture emesse per il lavoro svolto e questo non è sufficiente al riconoscimento per il quale sono necessarie anche le delibere. La consigliera fa notare che questa documentazione non è stata allegata agli atti messi a disposizione prima del Consiglio e pertanto chiede di rinviare la votazione al Consiglio successivo per dare modo anche all’opposizione di visionarla. Il Sindaco non accetta, i due consiglieri di minoranza si riservano la facoltà di visionare tutti gli atti amministrativi e il Sindaco si dichiara disponibile per qualsiasi ulteriore chiarimento. Il riconoscimento viene approvato a maggioranza; i consiglieri di minoranza votano contro perché ritengono che il debito fuori bilancio sia indicativo di una cattiva gestione amministrativa. Non si possono sostenere spese senza la relativa copertura finanziaria e per la stessa Corte dei Conti il debito fuori bilancio è un'obbligazione sorta senza il rispetto delle regole giuridiche contabili proprie degli Enti Locali.
Punto 5: risultano eletti membri effettivi della Commissione elettorale: Stanziani Guido, Fortunato Marcello e Gabriella Di Cicco. Membri supplenti: Di Nucci Domenico, Di Cicco Fabrizio, Sboro Tommaso.
Punto 6: si approva all’unanimità il regolamento in oggetto.
Il Sindaco chiede al Consiglio di inserire all’o.d.g. una mozione avente per oggetto “Rischio soppressione Direzione territoriale del Lavoro di Chieti” trasmessa con una delibera del Consiglio provinciale con la quale la provincia di Chieti ha espresso all’unanimità la propria contrarietà alla trasformazione della Direzione Territoriale del Lavoro in Ufficio di Presidio. La mozione viene condivisa e approvata all’unanimità.
In chiusura il consigliere Tommaso Sboro fa presente di essersi recato per ben due volte in Comune per richiedere la documentazione preventiva che non gli è stata mai consegnata al completo. Il Sindaco prende atto, si scusa e promette per il futuro un controllo più rigoroso.
Car  ho pubblicato sulla mia pagina f.b. il resoconto del Consiglio.Sarebbe opportuno che tutti gli amici e compagni di ...sventura lo commentassero( e non solo con un poco impegnativo "mi piace"!) perchè io credo che fare politica significhi impegno e partecipazione spontanea per tutti. Non bisogna aspettare, come già accaduto, che ci sia sempre qualcuno che ci prenda per mano e ci guidi passo passo. Siamo o non siamo adulti responsabili che, oltretutto, si professano di sinistra? Purtroppo, come da me ipotizzato da tempo, finita la fregola della campagna elettorale e delle lotte intestine per chi doveva essere vicesindaco, assessore ecc..., sono rimasta sola. Vicino a me pochissime persone. Francesco lo sa, con lui mi rapporto spessissimo! Continuerò ad esercitare il mio ruolo per senso civico, per responsabilità, coerenza e rispetto verso i villesi, ma è duro portare avanti da sola tutto.
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ARGOMENTO:
famiglia Di Sciullo Ursini
NOME E COGNOME: Camillo Di Sciullo
LA TUA E-MAIL: disciullo@prodigy.net.mx
Data: 17 ottobre 2013
Questa è una foto scattata a mio figlio, Stefano alla fine degli studi liceali.


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ARGOMENTO:
al Sig. Sindaco di Villa Santa Maria
NOME E COGNOME: Lettera firmata
Data: 17 ottobre 2013

Villa S. Maria, 15.10.2013   

      Sig. Sindaco
      Comune di
      VILLA SANTA MARIA

I sottoscritti cittadini di Villa S. Maria con la presente intendono riferirsi al recente incontro avuto presso il Suo ufficio per trattare del progetto di ristrutturazione della strada per C.da Pagliai.
Da quell’incontro si era usciti con l’intesa che la S.V. ci avrebbe tenuto informati sull’evolversi della pratica in vista della presentazione ufficiale del progetto, ma a tutt’oggi nulla è dato conoscere in merito all’argomento che sta a cuore a noi come a tanti altri cittadini interpellati.
 Noi cittadini stiamo seguendo  da vicino la situazione poiché siamo fermamente convinti della produttività dell’opera da realizzare  e della favorevole ricaduta socio-economica di un tale cospicuo investimento nei confronti dell’intero paese. Ma, si ribadisce, non si vuole entrare al momento nel merito di tale argomento.  Ci preme solo vigilare affinché non si perda questa occasione più unica che rara di ottenere fondi e fare qualcosa di produttivo per la nostra comunità...
In merito ci risulta che il progetto della strada è tecnicamente esecutivo perché riconsegnato dal progettista già da due settimane adeguatamente aggiornato, ma per diventare “cantierabile” occorrono alcuni assolvimenti da parte del Comune come la delibera di Giunta ed altri atti e validazioni da parte dell’Ufficio Tecnico. La speranza è che tali incombenze siano già state definite perché sappiamo che non mancano troppi giorni per la scadenza della presentazione del progetto all’Ente finanziatore, anzi, per meglio dire, per il via telematico alla presentazione a sportello, dove l’ordine cronologico di presentazione (questa sì) è determinante ai fini del finanziamento. Come dire che   tutti i pretendenti si stanno attrezzando per essere pronti davanti al PC per l’inoltro della pratica a partire da mezzanotte del fatidico giorno.
E’ su questo che, prima di tutto, sarà fissata  la nostra attenzione e la presente richiesta di notizie tende a conoscere se tutti gli assolvimenti di competenza comunale siano stati definiti e se il progetto “Strada Pagliai” sia perfetto in tutte le sue parti.
Certo sarebbe un gran guaio se si perdesse il finanziamento per leggerezza  da parte dell’Ente richiedente. Si tratta infatti di contributi che mai più nessuno finanzierà ad un piccolo paese come il nostro.
Si conta perciò su una celere risposta in merito alla “cantierabilità” del progetto per strada Pagliai.
Distinti saluti.
Lettera firmata
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ARGOMENTO:  
ringraziamenti
NOME E COGNOME: antonio cignelli
LA TUA E-MAIL: antonio.cignelli@poste.it
Data: 17 ottobre 2013
desidero ringraziare coloro che hanno volontariamente contribuito alla vendita delle mele AISM. GIULIA, ANGELA, LUCIANNA, LINA E SABRINA. grazie ancora ed appuntamento al prossimo anno per le arance della salute AIRC. desidero ringraziare coloro che hanno permesso la vendita e la iuscita anche per quest'anno per la vendita delle mele  


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ARGOMENTO:  
una mela per la vita AISM
NOME E COGNOME: antonio cignelli
LA TUA E-MAIL: antonio.cignelli@poste.it
Data: 5 ottobre 2013
Anche quest'anno si rinnova l'appuntamento de "una mela per la vita AISM". nei giorni di sabato 12/13 ottobre c.m c/o corso Umberto I verranno vendute le mele dell'AISM.
Tutti sono invitati a partecipare. grazie. AISM Associazione italiana sclerosi multipla
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ARGOMENTO:  
rami di alberi ed amministrazione che latita!
NOME E COGNOME: antonio cignelli
LA TUA E-MAIL: antonio.cignelli@poste.it
Data: 26 settembre 2013
Capisco che tagliare dei piccoli rami non e sinonimo di grande importanza e visibilità come può essere un grande intervento od una grande manifestazione, però anche io ho il diritto di poter camminare liberamente sulle strade cittadine e non rischiare di incappare in particolari problemi di natura fisica che gli stessi possono provocare alla mia persona! Quindi chiedo di cuore all’attuale amministrazione di farsi carico di questo problema esposto ormai già cinque mesi fa ma non preso in considerazione ancora oggi! se siamo considerati uguali agli altri allora dobbiamo avere la stessa possibilità o meglio diritto a poter camminare affinchè non si incorra in qualcosa di spiacevole.
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ARGOMENTO:  
data Sagra dei cuochi
NOME E COGNOME:  Iannamico Fabio
LA TUA E-MAIL: iannamico70@tiscali.it
Data: 27 settembre 2013
Buongiorno a tutti...sapete indicarmi la data esatta della Sagra a Ottobre...? Grazie Fabio..
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ARGOMENTO:
Via Sangrina
NOME E COGNOME: Gabriella Di Cicco e Mauro Carbonetta
Data: 21 settembre 2013

I sottoscritti Gabriella Di Cicco e Mauro Carbonetta vogliono esprimere alcune perplessità sulle scelte stilistiche e costruttive che la Sua Amministrazione sta compiendo in merito alle opere di rifacimento e riqualificazione di Via Sangrina e lo vogliono fare ripercorrendo le tappe di quella che, fino a un certo punto, è apparsa a tutti come una singolare e apprezzata forma di collaborazione.
Premesso che riteniamo il progetto importantissimo ai fini del recupero e della valorizzazione di una parte del borgo antico, vogliamo ricordarLe le valutazioni che in più di un’occasione abbiamo espresso e che Lei, almeno in un primo momento, ha pienamente condiviso.
Gli esperti che hanno redatto il progetto indiscutibilmente hanno operato le loro scelte in base a fondate ragioni tecniche. Tuttavia noi riteniamo che una reale riqualificazione della zona non possa prescindere dallo studio delle sue preesistenze e dei suoi caratteri formali e costruttivi. Quando a giugno abbiamo visionato il rendering del progetto (1) ci siamo resi conto immediatamente che le scelte sulla pavimentazione non andavano in questa direzione: pochissima attenzione veniva posta sull’utilizzo della pietra di fiume che nella resa grafica era solo accennata e non valorizzata, nonostante storicamente abbia sempre fatto parte della nostra tradizione costruttiva; le scelte cromatiche, i materiali selezionati e la loro posa in opera, inoltre, avevano poca attinenza con il contesto storico e paesaggistico. Consapevoli che scelte di questo tipo non avrebbero portato a una reale riqualificazione della zona, abbiamo ritenuto opportuno informarLa e Lei in quella circostanza, condividendo le nostre osservazioni, ci chiese di collaborare prima di tutto per la scelta della pavimentazione. Così da luglio e con il Suo consenso, abbiamo iniziato la ricerca valutando, confrontando e selezionando diversi tipi di materiale, in particolare ciottoli di fiume appositamente diversificati per ottenere superfici piane, sicure, calpestabili e antisdrucciolo. Abbiamo studiato con cura i possibili abbinamenti cromatici fra le diverse pietre e valutato attentamente il loro inserimento nel contesto circostante. Di volta in volta, L’abbiamo informata mostrandoLe le campionature e i relativi accordi cromatici su cui Lei non ha espresso veti per cui abbiamo ritenuto doveroso condividere i risultati della ricerca con l’architetto responsabile del progetto che si è reso disponibile ad apportare dei cambiamenti alla luce dei nuovi materiali individuati.
Tuttavia dopo questo lavoro, che Lei stesso ci aveva richiesto e a cui abbiamo dedicato tempo ed energie, inspiegabilmente siamo stati ignorati e nonostante le diverse sollecitazioni da parte nostra, abbiamo atteso invano che Lei ci ricontattasse e ci fornisse delucidazioni sugli esiti dell’attività svolta. Non abbiamo avuto alcuna risposta.
La Sua Amministrazione, invece, ha deciso di adottare una soluzione diversa non tenendo conto delle nostre scelte e ignorando il lavoro condotto con tanto impegno. E’ superfluo precisare che ci siamo resi disponibili a collaborare solo perché abbiamo colto nel progetto l’occasione giusta per restituire a una parte del borgo che ha perso la sua identità quella unitarietà che anticamente si basava sull’uso di materiali e colori in armonia con la roccia e il fiume. E’ questo che fanno le persone orientate da fini nobili e non di parte.
Incredibilmente ci è stato poi richiesto di esprimere un parere su pietre scelte da altri come in una sorta di paradossale “ripescaggio”.
Amareggiati da questo trattamento, abbiamo provato nuovamente a chiederLe chiarimenti che tuttavia non sono mai arrivati nonostante gli appuntamenti da Lei richiesti e da Lei puntualmente disattesi. Alla luce di quanto espresso Le chiediamo:
1. per quale ragione sia stata richiesta la nostra collaborazione se poi non la si è tenuta nella dovuta considerazione. Riteniamo non siano plausibili eventuali motivazioni di carattere economico poiché i fornitori da noi contattati si erano detti disposti ad abbassare i prezzi per rientrare nel budget stabilito e, in ogni caso, si sarebbe potuta fare un’analisi comparata dei costi privilegiando, ovviamente, il dato qualitativo;
2. con quali scelte e quali motivazioni intende perseguire gli obiettivi di recupero e valorizzazione di quella parte del borgo antico stravolto da una lunga serie di interventi pseudo innovativi che hanno compromesso la sua  riconoscibilità.
In chiusura ci piacerebbe chiederle come giudica il Suo comportamento nei nostri confronti. Sicuramente Lei da Sindaco ha la libertà e il diritto di fare le scelte che con la Sua Giunta ritiene più opportune, ma dal momento che ha in più occasioni citato la collaborazione e la trasparenza come presupposti di una corretta Amministrazione, ci chiediamo come mai non abbia avvertito il bisogno di informarci, spiegarci e perché no, anche scusarsi.
In attesa di una cortese risposta, La salutiamo cordialmente.
                                                                               Gabriella Di Cicco e Mauro Carbonetta
NOTE
1) è opportuno precisare, a  riguardo, che Mauro Carbonetta sollevò tali eccezioni all’Università di Chieti circa due anni fa, protocollo n° 4209 del 14 Novembre 2011Comune di Villa Santa Maria


Nelle foto alcuni esempi di pavimentazione realizzati utilizzando, per la maggior parte, ciottoli di fiume


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I cocktails del barman di Villa Santa Maria, Antonio Di Criscio (II parte)
    
(clicca qui)

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ARGOMENTO:  MOMENTI  DI  VITA CITTADINA E LAVORATIVA.  UN  TEATINO a Villa S.Maria(1950-52).
NOME E COGNOME: lettera firmata
LA TUA E-MAIL:
Data: 25 agosto 2013
(un amico di Villa)
Alla fine del 1950, fresco di studi tecnici e con un diploma in mano, cercavo, come tutti i giovani, del  lavoro in tempi difficili come allora ma con una grande speranza per la ricostruzione dopo la bufera della guerra. L’entusiasmo era forte e lo spirito di sacrificio  molto alto e con una determinazione  di mettere a frutto  ciò che l’Istituto ci aveva insegnato  per la vita ed il lavoro. Appena superati gli esami finali mi ero dato un pò da fare con qualche impianto elettrico ma niente di importante, dopo qualche mese mi si presentò l’occasione  per un lavoro in una centrale idroelettrica in costruzione sul fiume Sangro, a Villa Santa Maria in provincia. Dopo pochissimo andai a Villa S.Maria per una specie di colloquio, la costruenda centrale in caverna(400 metri di profondità) era della S.M.E. –Società Meridionale di Elettricaità ed era stata formata un”Consorzio Idroelettrico del Sangro” (C.I.S.) per portare a termine la costruzione, iniziata nel 1942 poi sospesa per gli eventi bellici e solo da qualche anno ripresi i lavori. Ritornai a casa e dopo l’espletamento delle varie  pratiche e notizie, partii dal capoluogo, era il distacco dalla famiglia.
Qualche mese fa, nel mio consueto aggiornamento di dati sulle squadre di calcio (curo alcune rubriche sul Chieti calcio), ho fatto qualche ricerca su siti internet  sperando di trovare qualcosa sulle squadre. A parte che sulle minori su internet trovo molto poco anzi pochissimo specie nelle formazioni, ma di questo  ho già esternato  questo pensiero nella mia rubrica. Allora, sfogliando mi è capitato di leggere il nome di Villa Santa Maria come squadra promossa in 2^categoria, mi son detto di andare a vedere se c’era qualcosa su questa squadra che mi riportava indietro di tanti anni. Apro il SITO e comincio a navigare e con grande felicità e con attenzione ammiro la grande foto della cittadina e tutte le sue innumerevoli foto.
Devo ringraziare tutti i Villesi per avermi trasportato senza muovermi di casa nella località a me molto cara.
Vi ringrazio, con gli ingrandimenti  ho potuto ritrovare la mia casa di allora (in fondo al corso della parte della chiesa) e poi il corso Umberto e tutte le strade che ho percorso in lungo e in largo. E’ vero sono ritornato circa quindici anni fa e ho ritrovato i posti da me amati e che poi spiegherò dopo ma con l’internet ho rivisitato tutto, forza formidabile dell’informazione.
Però sono andato, poco dopo, a vedere l’angolo dello sport-calcio e devo dire che sono rimasto in po’ deluso. La società fondata nel 1955, sono andata spulciare qualche foto e comincia dal 1956, trovandoci in quest’ultima in nome di Zengaro e mi son detto ma non era il portiere della “mia squadra” degli anni 1950-52? Allora gli anni con cui ho giocato erano anni  pionieristici?
Dopo essere giunto a Villa e sistematomi, ho cominciato il mio lavoro recandomi sul posto in cantiere, insieme a colui che mi era stato presentato come collega di lavoro  e cioè un perito compagno di scuola di mio fratello, di Palena.
La sistemazione mi fu agevolato perché mi presentarono un impiegato di Chieti Scalo già prigioniero in Germania, funzionario in direzione, che per una serie di circostanze in occasione della mia venuta a Villa, si interessò alla mia sistemazione trovandolo proprio dove lui abitava. Nacque tra di noi un’amicizia che fu prolungata nel tempo quando poi ci siamo rivisti nella nostra città, dopo diversi anni  del fine lavori della centrale.
Io e il compagno di Palena avevamo le nostre residenze a Villa che erano vicinissime  e ci si preparava  a partire per raggiungere il cantiere che distava qualche chilometro dalla città. Il cantiere chiamato “quadro aperto” era nel territorio del comune di Villa S.Maria e posto addossato al monte alla cui sommità era situata la vasca di carico, nel  territorio del comune di Montelapiano. Il cantiere era raggiungibile, per chi andava al lavoro, con un mezzo che partiva dalle abitazioni della direzione  e dei dipendenti funzionari poste nella zona vicina all’Istituto Alberghiero.
Ma cos’era il cantiere o quadro all’aperto?
L’imboccatura della centrale si trovava all’incirca a metà strada sull’asse verticale tra Montelapiano (mt. 740) e Villa Santa Maria(390 mt) e faceva  parte del quadro all’aperto, come da foto cioè sottostazione di distribuzione con la parte impiantistica elettrica già installata allora, poi del cantiere che era composto da edifici tecnici ed enormi baracche di legno che formavano le officine elettriche e meccaniche con annessi locali per compressori e locali per il montaggio, smontaggio e riparazioni di materiale vario.
Quando si arrivava al piazzale a destra la stazione distribuzione poi l’imboccattura e via gli altri edifici e locali. All’imboccatura era sistemata una gru e un montacarichi che si muoveva su un piano inclinato ferrato che conduceva in fondo alla sala macchina dove era ancora in fase di lavorazione con gli operai con i loro martelli pneumatici,come tutte gli altri cunicoli annessi per le strutture della centrale e inoltre a fianco della sala macchina la condotta forzata verticale che scendeva verticalmente dalla località Montelapiano dov’era posta, sempre in costruzione,  la vasca di scarico. Dall’imboccatura a sinistra era sistemata una scalinata inclinata (quante scale 5000 o forse più? Mi pare che la chiamavano “discenteria”)che scendeva verso il basso(Sala Macchina). Delle volte  era vietato salire sulla piattaforma del montacarichi ed allora scendere era anche divertente ma stancante e faticoso per la risalita perchè  era veramente faticoso e snervante. Faceva un certo senso ,quando si era in basso, osservare questa enorme galleria che si poteva vedere per tutta la sua lunghezza obbliqua, con queste scale che sembravano inerpicarsi verso il cielo.Non era mio compito andare nella centrale, che era solo agli inizi del montaggio, ma quando fui destinato per il montaggio della gru che operando in modo orizzontale era destinato alla sala macchina.Le turbine, gli alternatori e quant’altro che poteva servire già con il pensiero pensavo a quando sarebbe avvenuta la posa  definitiva. La ditta costruttrice naturalmente di Milano(Zerbinati) ottenne per il suo montatore (così chiamato il tecnico della ditta) e per i tecnici del cantiere, di usufruire del montacarichi per scendere e risalire in Centrale.
La mia sezione “elettrica” formata da due diplomati e di un bocia, si interessava della manutenzione e rifacimento dei motori elettrici che erano moltissimi e in continuo rifacimento, avevamo cariche batterie per le lampade ad elmetto dei minatori o di coloro che andava in caverna. Poi c’erano degli elettricisti di cantiere che non facevano capo alla nostra sezione. Abbiamo avuto a che fare appunto con minatori e con dei saldatori elettrici delle condotte verticali. Un’esperienza indimenticabile per i disagi che ci raccontavano e che abbiamo potuto vedere con i nostro occhi solo pochissime volte.Non eravamo abilitati a nessun servizio del genere. Ma bastava anche solo pochissime volte per vedere come si lavora in galleria o in una condotta forzata di tipo verticale. Ho portato con me questi ricordi del loro lavoro e delle mie impressioni. Come tutti i cantieri c’era un capo cantiere anzi da noi ne erano due. Uno per la parte edilizia e l’altro per parte nostra cioè delle officine. Ambedue classici veneti nell’aspetto, nel vestire, molto burberi ma io e il mio collega però eravamo ligi a ciò che si faceva e molto attenti  a delle disposizione che potevano venire non confacenti alle tecniche e alle educazioni che ci avevano insegnato. Qualche volta uscivano fuori dal seminato con qualche epiteto che noi consideravamo frutto della loro parlata veneta, erano quasi tutti di Vittorio Veneto. Adesso non so come reagirebbero quelli come noi. Comunque l’educazione deve avere sempre la priorità.
Riprendo la camminata per raggiungere il cantiere. Dicevo raggiungibile con un mezzo o a piedi. Ecco io facevo parte di quella categoria che non poteva usufruire di quel mezzo e dovevo per forza basarmi sulle proprie gambe. D’Altra parte non ero solo e mi è servito moltissimo quando andai, dopo, al servizio militare, perché ero allenatissimo per le marce sfiancanti che ci facevano fare
Sempre a piedi percorrevamo il Corso principale Umberto poi si arrivava alla fine dove c’era una diramazione a destra  si scendeva giù sino al piano  passando davanti al cinema (di allora che oltre che alla domenica apriva al pubblico,mi pare, il giovedì) mentre a sinistra si imboccava una leggera salita che doveva condurre alla Centrale. Dopo qualche centinaia di metri si passava davanti ad un fabbricato a sinistra e mi si disse che era la scuola per cuochi poi più avanti a destra la mensa impiegati per i dipendenti e funzionari e a sinistra gli uffici, la sede centrale e le abitazioni dei dipendenti.
                                                        
Centrale Idroelettrica Villa Santa Maria.
“Quadro all’aperto” 1950-52.
Si proseguiva e dopo ancora qualche centinaia di metri si arrivava ad uno spiazzo con un campo di calcio e due porte montate. Chiesi al collega se era il campo della squadra di Villa e mi rispose che ogni tanto facevano delle partite ma non ne sapeva molto.Si proseguiva ancora in salita perché la strada era ancora lunga, ma il collega mi insegnò una scorciatoia e poco dopo arrivammo al cantiere e la prima cosa che mi colpì fu la sottostazione elettrica con  tralicci, cavi e trasformatori che erano in fase di avanzata costruzione. Nel proseguo del mio lavoro dopo qualche tempo, cominciai a chiedere a qualcuno del cantiere e in special modo ai residenti, della squadra di calcio.
Mi dissero che al cantiere c’erano degli operai e impiegati che ogni tanto giocavano con il Villa fra di loro c’erano molto giovani dotatissimi nel gioco del pallone, la locale squadra di calcio ingaggiò moltissimi dei giocatori da tutta la comunità lavorativa presente.
Mi presentarono anche a un caposquadra veneto-geometra del cantiere idroelettrico, il quale mi indirizzò ad un responsabile della squadra che aveva la sede in corso Umberto.
Chiaramente non ricordo i nomi, ma i fatti sì. La sede era sopra il caffè principale a metà corso ed aveva dirimpetto uno spiazzo con balconata dopo si poteva ammirare la bellezza della vallata e la sponda opposta e si intravedeva la strada  che da Piane d’Archi conduceva a Castel di Sangro.
Bene per accedere ai locali citati bisogna salire una scalinata o una leggera salita. Dalle foto noto che infatti che questo accesso esiste ancora. Mi chiesero alcuni dati, secondo me legittimi, risposi che fin da ragazzo ho sempre praticato calcio e con la mia squadra rionale giocai contro i titolari del Chieti. Un convincente  curriculum corredato dalla finale vinta,sempre con una squadra cittadina, dei  tornei Regionale e studenteschi  con la formazione dell’Istituto Industriale di Chieti, famosa perché formata da elementi che avevano giocato con il Pescara riserve. Ci fu una mezza prova sul campo in un momento che ero libero, ma veramente il tempo non ne avevo abbastanza. Anche perché all’epoca non c’era la settimana corta, anzi. Cominciai l’avventura calcistica.
La prima partita, mi pare con il Bomba, segnò il mio esordio  come centravanti. Una squadra mica male, eravamo quasi imbattibili.Incontrammo in amichevole diverse squadre della zona ed anche giocammo a Castel di Sangro in un campetto, naturalmente senza erba, molto sassoso e polveroso. Bei ricordi. Per la cronaca io giocavo  da centravanti e segnai anche diverse reti.      
La massiccia presenza di personale aveva fatto di quella cittadina un centro di riferimento per tutta la vallata del Sangro ed allora i dirigenti sportivi locali allestirono una squadra di calcio con tutti gli elementi presenti. Ne venne fuori, con molti veneti che già giocavano in squadre minori, una formazione che al giorno d’oggi potrebbe paragonarsi almeno ad una 1^ categoria o serie D e forse anche più.

Le maglie erano neroverdi e gli spogliatoi stavano nella sede, la chiamo così, e tutti insieme si andava a piedi fino al campo sportivo. Era lo stesso che avevo già visto per tutte le mattine che andavo al lavoro, a quel tempo non c’era nessun mezzo che accompagnava i lavoratori al cantiere e le pochissime macchine erano riservate ai gruppi dirigenti, montatori e funzionari. Qualche volta gli autisti che si conosceva, ci davano uno strappo nell’andata o nel ritorno, ma devo dire che la cosa avveniva molto raramente. Quindi zaino in spalle ed andare. Il campo era sempre quello visto e devo ringraziare Mauro Carbonetta che con le sue foto dell’epoca mi ha riportato indietro  perché il campo che si vede nel 1956, è sempre lo stesso campo di allora. Rivedo il pubblico numeroso che si assiepava nei rialzi del campo e la nostra forza ci veniva principalmente dall’incitamento femminile che era festosa ed appassionante. Ma anche gli uomini non scherzavano con l’incitamento, erano solo amichevoli ma per me sempre importanti. In pratica conoscevo poco i miei compagni di squadra ma è bastato poco per amalgamarci. In porta doveva esserci un certo Zengaro che, se non sbaglio, fece una bella carriera e giocò qualche anno dopo nel Campobasso. Un terzino sinistro che aveva un rimando micidiale ed era un tipo tosto, naturalmente non ricordo i nomi ma erano misti tra locali e non. Infatti il capo squadra del cantiere M. , biondo di capelli, era un mezzo sinistro come si giocava all’epoca, era una squadra che a me piaceva moltissimo. Aveva una caratura, come da me descritto precedentemente, almeno di 1^ categoria o di Promozione. Vincemmo la partita ed io segnai una rete da centravanti ma con una “ginocchiata”, ricordo che la porta era quella opposta alla strada. Campo naturalmente come era allora, polveroso, terriccio ma gli altri campi visitati non erano da meno. Nell’intervallo un breve riposo con qualche aranciata che i solerti membri della Società  ci distribuivano, non avevamo nessun riparo e mi sembrava di essere, come si dice adesso, in una gita fuori porta.  La nostra partecipazione era piuttosto volontaria e a noi giovani bastava giocare, lo stare insieme e perché no, tenevamo moltissimo che le ragazze ci guardavano. Che bei tempi, però!

A fine partita, poi ritorno a piedi sino alla “sede” del corso. Vi assicuro che facevo più fatica a ritornare camminando con le scarpe con i tacchetti rumorosi e scomodi e che sull’asfalto in discesa era veramente  faticoso. Però ammetto che la nostra era una specie di passarella ed in un certo senso eravamo conosciuti dai tifosi, questo mi faceva enormemente piacere come a  tutti i giovani compagni della squadra. Gli allenamenti non c’erano perché  eravamo tutti al lavoro, ma per quanto mi riguardava, non era necessario inquantochè durante la settimana per il lavoro dovevo percorrere diversi chilometri e quindi ero sempre pronto ed allenato. Certo l’allenamento è diverso ma per me era come adesso fare il tappeto in palestra, leggesi aerobica. Per la parte tecnica ci si pensava solo la domenica perché i veri allenamenti, come abbiamo visto, non erano possibili. C’era qualcuno che faceva da allenatore e prima della partita cercava di spiegarci alcuni schemi approssimativi. A questo proposito devo dire che quando andai al corso AUC per il militare, ci facevano fare certe marce nelle colline circostanti delle Marche e mentre molti miei commilitoni AUC  erano semidistrutti per la stanchezza, io viceversa dopo due anni di scarpinate a Villa, ero abbastanza sereno e senza segni di eccessivo affaticamento.

Il pubblico era, come dicevo, festoso ed era formato anche da coloro che lavoravano nell’ambito del cantiere e della centrale in costruzione. Nella mensa impiegati,dirimpetto alle sedi direzionali, esisteva un campo da tennis ed io, ritornando una volta da casa, riportai la mia racchetta (di legno che tuttora ho come cimelio) e ne approfittai  per fare qualche partita.

Le discussioni sulla squadra di calcio non erano come adesso che se ne discute in ogni momento, la squadra di Villa giocava solo le amichevoli e quindi l’interessamento non era molto alto, cosa invece che era per le  squadre di serie A, specie il Napoli. Infatti dopo il lavoro, appena tornato a casa, ci si attardava al terrazzino del Bar che stava sotto la sede, insieme ad un mio zio che era direttore del Banco di Napoli(a pochi passi dal Caffè) e al cassiere villese doc per parlare di vari argomenti gustando, almeno io, il solito frappè al latte, si accennava al calcio Villese ma solo accenni come pure gli altri avventori che si sedevano magari per prendere aria. Fra questi c’erano degli “intellettuali” che parlavano con linguaggio forbito ed educato su argomenti vari della cittadina ed anche disquisizioni storiche e politiche (ho saputo poi che erano degli avvocati). Come gli sportivi locali parlavano sempre del Napoli, anche loro si dilungavano con aneddoti ispirati ad avvenimenti napoletani. Ho capito che c’era una certa affinità di pensieri e di azioni forse si sentivano legati a quel tipo di cultura? Anche nel commercio c’era qualcuno che andava a Napoli per rifornirsi di abbigliamento residuale nuove che si poteva acquistare al porto partenopeo. Infatti io ed il mio amico di Palena ci rifornivano spesso da questo signore ed un giorno trovammo in questo negozio-magazzino delle giacche-giubbini di pelle nera e indossandoli facemmo un figurone come eleganza e praticità. Ci disse che, appunto, era arrivato dall’America con le navi che allora portarono materiale di ogni genere dall’oltre-Oceano.
Alcuni sportivi che che seguivano molto la squadra napoletana, un giorno organizzarono un autobus per i primi del mese di marzo 1952, ricordo  la partita Napoli-Sampdoria e da lì sono risalito all’avvenimento:  9 Marzo 1952, Napoli-Sampdoria 1-0 con rete di Astorri, queste le formazioni: NAPOLI: Casari, Del Frati,Comaschi, Castelli, Vjnjei,Gramaglia, Mike, Granata, Astorri, Amadei, Krieziu.All. Monzeglio.  SAMPDORIA: Moro, Oppezzo, Coscia, Bergamo, Ballico, Fommei, Sabbatella, Lorenzo, Gei, Podestà, Gratton. Volevo andare ma poi rinunciai.
                                                          
Stand  impianti sul  fiume Sangro. 1^ Mostra
Abruzzese CHIETI,1951-52,Villa Comunale

Non si giocava tutte le domeniche  però quando si stava alla mensa del cantiere c’erano degli appassionati anche tra le maestranze e qualcuno, seppi poi, diventò anche un organizzatore della società. Accennavo alla mensa, ma per me ed anche ora si cucinava non bene ma benissimo (la città dei cuochi non poteva smentirsi) e la pasta al sugo che facevano credo che altrove non l’ho più trovato e di mense ne ho provate. I cuochi erano due, ma uno era un signore magro e l’ altro  non era un giovanissimo. Mangiavo sì alla mensa degli “operai” e non quello dei “tecnici-montatori” ma la differenza non c’era, nella prima dovevi essere tu ad andare ad uno sportello e prendere i piatti viceversa nell’altro c’era qualcuno che te lo portava. Allora era così anche se nelle mense attuali specialmente nei Centri di ricerca nazionali e comunitarie,dove io poi  ho lavorato, c’erano o credo ci sono ancora, delle sale separate per ospiti internazionali e personaggi illustri, ma non sempre. Comunque attualmente tutte le mense dove si lavora, la sala è unica. All’uopo vorrei raccontare un breve aneddoto che la dice lunga sulla differenza che allora esisteva anche per la mensa. Nel cantiere nella baracca dell’officina esistevano vari reparti come officina macchine utensili, fucina, sala compressori e il nostro angolo di officina elettrica. Io ero in quest’ultimo con un altro tecnico ed un ragazzo emiliano. Alle ore 12 uno dei dipendenti apriva una valvola, attigua alla sala compressori, che emetteva un grosso sibilo era il segnale del fine orario(ore 12) e quindi l’ora del pranzo. Ebbene nella mensa c’erano due stanze con un grosso tavolo di legno rettangolare ed uno era per i funzionari  ed un altro per gli operai. Un giorno io e il mio collega, che avendo qualche anno più di me e già da qualche tempo nel cantiere, praticamente era come se fosse un responsabile  del lavoro, ci siamo chiesti il perché di questa divisione inquantochè  se i tecnici stavano dall’altra parte anche noi tecnici con lo stesso titolo potevamo avere diritto ad andarci. Era più una sfida che altro, ed entrammo. Nulla di cambiato solamente che c’era qualcuno che ti serviva, ci presentammo  con le nostre divise di lavoro, pantaloni e giubbetto  color  jeans. Ci fu  detto che non era posto perchè riservato. Ci guardammo negli occhi e ritornando nel locale a noi riservato pensammo subito che il vitto era sempre lo stesso: Ottimo. Però con il nostro silenzio volevamo dimostrare che con il tempo le cose forse sarebbero cambiate. Infatti il mio collega divenne funzionario dell’Ente elettrico e io di un Ente nucleare, ci siamo separati ma sono sicuro che il fatto della mensa io come lui l’abbiamo portato sempre ad esempio di ciò che stava per cambiare in Italia sul lavoro. Nessuna politica ma il segno dei tempi che sarebbero mutati. Dovevamo fare la gavetta anche per queste piccole cose ma dimostrative.
Il fatto fu raccontato e qualcuno forse cominciò a pensare diversamente. Infatti la sera si ottenne di cenare, ed anche la domenica, alla mensa degli impiegati che era a Villa e che ho accennato pocanzi. Naturalmente non eravamo in tenuta da lavoro! Questo intervallo per me al limite del comico poi l’ho raccontato ai miei  colleghi di lavoro negli anni che vennero e che magari si lamentavano di qualcosa che non andava. Nei miei due anni ho imparato a crescere di molto e ho avuto a che fare con molti lavoratori e  minatori specialisti nel costruire gallerie, provenienti da Vittorio Veneto, Pordenone, Bassano ed altre località della zone. Vi era una vasta comunità di persone ed ho potuto apprezzare le persone e le loro famiglie per la loro laboriosità, gentilezza, la loro spiccata franchezza. Comunque bravissima gente e sono contento di aver avuto a che fare con loro e poi mi piaceva il dialetto veneto. Una scuola di vita.

Perché mi sento legato a Villa? Perchè gente splendida come tutti noi abruzzesi e con chi ho avuto a che fare direi anche preparati culturalmente cancellando la mia prima concezione delle cittadine o paesi. La mia era una distrazione cittadina. Mi sono poi informato bene sulla città anche dopo aver lasciata. Certo ognuno ha la sua cultura e tradizione e non mi faceva effetto vedere a fianco alla mia abitazione, nel centro abitato, la stalla dove gli animali chiamati “vetture” come li ho sentiti chiamare venivano in città insieme ai contadini che avevano un pezzo di terra da coltivare. Anche i negozi, descritti con le porte massiccie che sostituivano le moderne saracinesche, erano un segno della tradizione, noi abituati alle nostre città con gli addobbi e saracinesche moderne, allora! Invece a me piaceva molto la questo modo di addobbo era una sicurezza in anche se un po’ poco elegante  e quando dopo vidi in televisione il film”Pane ,amore e ..fantasia..” mi sembrava, in un certo senso, Villa S.Maria. Non credo che rivedrò il mio Abruzzo di allora, anche adesso magari è tutto cambiato. Se non c’è variazione rendiamo tutto un fascio e perciò certo cose di adesso non mi piacciono. Forse sono un sentimentale. Sono la vecchia e moderna generazione!Quando andavo dal tabaccaio che stava in fondo al corso vicino la chiesa, che vendeva di tutto mi ero un po’ meravigliato. Perché? Vendeva tutto: Sali e tabacchi, pane, pasta ed anche abbigliamento e tante altre cose come giornali ma non era un pioniere dei moderni supermercati? Certamente! Infatti io e il mio collega di Palena quando andavamo presto la mattina per il montaggio nella gru in galleria, ci fermavamo(erano anche loro mattinieri) per comprare pane, formaggio, affettati per il pranzo di mezzogiorno.

Mi preparavo alla partita domenicale,sempre amichevole, stavolta si doveva andare in trasferta a Castel di Sangro. Squadra fortissima ma campo quasi infame e polverosa, abbiamo perso, mi pare ma che partita. La nostra squadra meritava di più ed io pensavo veramente di essere un villese che difendeva la maglia (lo stesso colore della mia città di origine)con onore perché le persone erano entusiaste e poi eravamo giovani. Quando il Castel di Sangro ebbe una notorietà nazionale per aver raggiunto la serie B, molto mi chiesero: tu che sei abruzzese ci parli di questa squadra? Veramente mi sono inorgoglito per aver giocato negli anni che nessuno sapeva della cittadina se non geograficamente e poi avendo giocato con il Villa Santa Maria, ho spiegato loro della cittadina dove avevo vissuto anni della mia gioventù con gente magnifica.

Dopo Villa ho giocato nella squadra militare allievi ufficiali, quindi ristretto in quell’ambito. nella successiva occupazione ho fatto parte di tornei aziendali dei Centri Comunitari di Ricerca ma erano tornei a 11 e a 7 ma  riguardanti nei centri stessi. Comunque la mia professione e le mie intenzioni non erano quelle di calciatore bensi quella di tecnico-ricercatore.
Dopo Castel di Sangro affrontammo altre squadre come Pollutri ed in casa con una squadra di Chieti e cioè la “Ballarin” fortissima e potevo così salutare il mio amico M.G. che già in forza al Chieti insieme ad altri era la forza di questa squadra. Risultato 2-0. Volevo fare bella figura nei confronti dell’amico e di altri che componevano la squadra e con cui avevo giocato  insieme. In me c’era un senso di rivalsa che forse non era motivo di esistere, però c’era.  Mi sentivo Villese ma ho dovuto riconoscere che erano più forti e ci siamo salutati caramente. Non so bene come arrivarono al campo sportivo, mi sembra che un mezzo trasportò i giocatori già in tenuta da giocatore. Noi la solita camminata interrotta qualche volta da qualcuno che dotata di auto di riportare in sede giù al corso.Ricordiamoci che i mezzi allora era molto scarsi ed avere l’auto non era un lusso ma un avvenimento. Qualche volta ho visto anche un carabiniere sugli “spalti” perché mi pare che allora c’era un brigadiere come comandante della stazione con qualche carabiniere. Tornai a casa poche volte, prima perché non c’erano licenze e poi affrontare un viaggio di circa settanta chilometri era un’impresa faticosa e molto scomoda.Dovevo prendere due autobus uno da Villa a Lanciano poi attendere una coincidenza per andare a Chieti. Comunque il percorso più terribile era  Castel di Sangro-Villa S.Maria-Lanciano e ritorno. Il tratto Piane d’Archi-Bomba, Colledimezzo,Villa era quasi insopportabile, quante curve c’erano? Moltissime e siccome era sempre molto affollato delle persone non resistevano e si sentivano male.Non era bello a vedersi. Ho conosciuto due autisti : uno  che con questo autobus abbastanza piccolo non faceva altro che cambiare marcia  ed era uno spettacolo vederlo, per me si divertiva e non vedevo l’ora di arrivare, alquanto distrutto. L’altro autista piuttosto normale nella guida mi parlava della sua “Sangritana” e sperava di guidare un mezzo della Ferrovia quando si decideva di rcostruirla. Qui devi dire che le coincidenze nella vita sono parecchie e si presentano quando meno te lo aspetti. Dopo circa otto-nove anni feci il mio viaggio di nozze guidando  la mia seicento verso Napoli passando da Castel di Sangro. Ci fermammo ad un bar per prendere qualcosa di caldo, era d’inverno e chi incontro? L’autista in questione che era seduto ad un tavolo. E’ stato un attimo, ci siamo riconosciuti a distanza di anni. Chi chiesi del suo desiderio della Sangritana e mi rispose che si stava facendo qualcosa per la ricostruzione e, se non mi sbaglio perché non ricordo bene, mi sembra che mi abbia accennato che “attualmente guidava un autobus più moderno” che faceva servizio per la Sangritana.

Intanto in un altro incontro , che non ricordo con quale squadra al campo di Villa, noi ci sentivamo sempre forti e ai primi minuti ci concessero un rigore a favore. Il pubblico faceva un tifo d’inferno e noi ci guardammo attorno, mi dissero che dovevo tirarlo io, c’era qualcuno invece che diceva(sottovoce) che segnare a principio di una partita e che si poteva vincere largamente non era bello.
Questi ragionamenti venivano fatti in pochi istanti ed anche io ero d’accordo, ma non tanto. Era una bella presa di posizione. Insomma tirai il rigore (sempre dalla porta opposta alla strada) e non convinto calciai alto sulla destra della porta. Poi la partita si fece difficile e noi per poco non perdemmo.
Morale: Non bisogna essere presuntuosi nel gioco e nella vita. Volevamo essere indulgenti ma non lo eravamo. Una lezione per il domani.

La domenica era sempre un problema per noi e considerando che eravamo giovani si era pensato con qualche altro amico, di andare a Lanciano. Come? Con il taxi. Ecco questa era una soluzione per divertirci un po’ anche perché non sempre  a Villa proiettava dei film, perché erano spettacoli ad orari e quelle poche volte che io andai alle proiezioni, erano sempre affollatissime.
Tra la vasta comunità presente  poi conobbi vari miei concittadini che lavoravano in direzione,

C’erano molti giovani anche di Pescara, Scafa e di Alanno e operai che avevano lavorato nella costruzione delle centrali sul Pescara.Un capo reparto minatore, con cui si strinse un’amicizia, che  aveva lavorato al IV salto della centrale sempre sul Pescara e poi sposò una ragazza teatina. Poi tra un passeggio e un altro,sempre nei primi giorni, incontrai una faccia conosciuta era un teatino di Chieti che lavorava alla posta e fui contentissimo di averlo rivisto e insieme agli altri che hanno fatto parte  degli amici che mi hanno accompagnato nella permanenza a Villa, che sapevo a tempo limitato.Quando tutto era terminato tutti a casa, ovvero ognuno aveva davanti a sé una strada che avrebbe percorso.

Adesso le cose sono cambiate di molto, ma allora,come dicevo prima, non ancora era arrivata la stagione della motorizzazione.Cominciavano a circolare le prime lambrette o vespe ma erano rare e,per il momento, costose. Dopo invece!

Ultima riflessione, fantasticando: quindici anni fa insieme a mio fratello si decise di andare a Villa Santa Maria.Sapevamo che era stata costruita una Superstrada da Piane D’Archi a Castel di Sangro e partiamo tutto autostrada. Finalmente, mi dissi, perché ho fatto la strada di prima ma era tutta curve e ancora curve  e i pochi viaggi fatti allora, per me sono rimasti  solo da ricordare. Infatti sulla nuova strada ho potuto ammirare il lago Di Bomba che avevo visto prima dell’allagamento ed ora invece mi sembrava tutto naturale! Nell’approccio a Villa vediamo un ponte maestoso e nello stesso tempo il panorama sottostante, scendiamo al piano e risaliamo per Villa  e nelle parti dove c’era il locale cinema parcheggiamo. Andiamo a piedi fino all’imbocco del corso .Mi fermo ad osservarla fontana e dopo uno sguardo a destra(dove porta verso la Centrale) andiamo verso il corso. Rimango un po’ fermo ad osservare e fermo le immagini, stavo ritornando indietro di molti anni. Mi scuoto e insieme a mio fratello ci  incamminiamo lungo il corso sino al mio vecchio caffè con il terrazzino-balconata, ci sediamo. Mi seggo e immagino il barista che esce dal caffè e mi porta il frappè al latte. Sto fantasticando e indico a mio fratello: vedi sopra il caffè a sinistra andava alla “sede” della squadra di calcio e da lì facevo tutta la strada a piedi(mi è rimasto impresso questo fatto),poi ci andremo con la macchina. Ci sediamo anche per ammirare il panorama, ma la visione del ponte dell’autostrada  è bella da vedere architettonicamente ma il paesaggio dov’è ? Interrotto da quel coso che mi rovina tutto. Sono i segni del progresso!
Quel coso è il cavalcavia  della superstrada che avevano costruita da Piane d’Archi , Colledimezzo, a Castel di Sangro.Certo rimasi deluso ma stavo fantasticamente e per me quel coso non esisteva!

Omaggio a Colledimezzo.
Ho ricordato sul sito che riguarda le vicende del Chieti calcio e che si riferisce alla la località di Colledimezzo che ha ospitato la squadra in allenamento e preparazione, così ho scritto:
“Ho letto anche i saluti del sindaco di Colledimezzo che  descrive la località:” è un piccolo paese situato nelle colline dell’entroterra dell’Abruzzo, sulla sponda destra del lago di Bomba, in una posizione geografica invidiabile”.
Vorrei approfittare  per un piccolo amarcord riferito proprio alla cittadina, perché quando ho visto spicchi di panorama di montagna, una leggera nostalgia  mi ha riportato a quei posti che sono stati per me familiari nei primi anni del mio approccio nel campo del lavoro. Infatti dopo aver terminato i miei studi sono partito da Chieti per Villa S.Maria in Val di Sangro, dove si stava costruendo una centrale idroelettrica in caverna. Erano i tempi epici e il lago di Bomba non esisteva ancora, inquantochè nel periodo della mia presenza si cominciò il lavoro di riempimento dell’invasa valle adiacente alla località di Bomba per una diga in terra per alimentare  una centrale elettrica  situata nel comune di Altino. Servirà a produrre l’energia elettrica per la Capitale. Colledimezzo e dintorni la conosco di passaggio quando percorrevo la Statale che conduceva da Villa al mare a Piane D’Archi., passando da Pietraferrazzana, Colledimezzo e poi Bomba. Strada tortuosa e polverosa ora servita da una superstrada che apre lo sguardo a stupendi panorami della Val di Sangro. L’ammiravo anche dal piazzale della centrale in costruzione che essendo in alto si poteva osservare tutto ciò che era di fronte a noi e al suo disotto, della sua vallata.Paesaggi magnifici abruzzesi con il fiume Sangro che nel fondovalle faceva sentire lo scorrere  delle acque a volte un po’ impetuose, era una musica continua della natura. Questo mio brevissimo ricordo vuole essere un saluto al sindaco di Colledimezzo, ai suoi abitanti e alle nostre genti abruzzesi dal profondo Nord.

Dopo aver girato nel paese ritorniamo a prendere la macchina e andiamo verso la centrale, dopo la fontana ritrovo a sinistra la scuola dei Cuochi, poi non vedo più la mensa della Direzione, a sinistra un gruppo di case, mi pare anche ristrutturate, delle abitazioni della direzione. Più avanti arriviamo ad un spiazzo, con qualche fabbricato. E il campo? Ho chiesto ad un signore che abitava dirimpetto all’ex campo e quando ha saputo che avevo lavorato alla centrale, mi ha guardato un po’ come un alieno. Nessuna meraviglia da parte di quel signore.

Nel campo vi avevano costruito un poliambulatorio. Ho detto a mio fratello che la strada che stavamo percorrendo con la macchina lo facevo a piedi per raggiungere il lavoro. Però! Mi ha risposto.
Risaliti in macchina facciamo la salita che porta alla centrale, mi è sembrata corta ma in effetti non lo é. Arriviamo al piazzale e non c’è nessuno. Rivedo i posti, tranne le baracche di legno, naturalmente tolte, sapevo però che tutte le operazione si svolgevano tramite comandi computerizzati a Piane d’Archi o altrove. Era entrato il regime di automazione. L’edificio-entrata della centrale lo conoscevo abbastanza. Specialmente quando allora venni incaricato di manovrare la gru posta appunto all’entrata, per caricare gli alternatori che dovevano essere montati in centrale. Ero stato incaricato di svolgere un’operazione delicata e non ho capito perché avevano scelto me. Forse polso fermo, nervi saldi, tecnica forse conoscevo le macchine? Comunque l’entrata la conoscevo benissimo.
I miei ricordi ormai si stavano affollando e venivano fuori. Ripenso al piazzale quando  cominciarono a scaricare  le prime amcchine per la centrale, il via vai di “montatori” addetti al montaggio din una centrale, L’andirivieni degli specializzati che vennero da Napoli per montare definitivamente la sottostazione all’aperto, le infrastrutture che venivano rifinite, il ricordo indelebile dell’aver (è descritto a parte) contribuito in un certo senso alla messa in opera  degli alternatori. Macchine studiate nei miei libri che poi avevamo toccato con mano nelle nostre visite scolastiche ed anche personali. Ma su di me incombeva la chiama di leva che giunse secondo programma. Portai questa mia esperienza nel servizio militare che essendo un corso allievi ufficiali era abbastanza operativo, facendomi dimenticare gli anni passati. Ma con il ragionamento si ritornava sui diversi punti ripromettendomi di ritornare  per vedere com’era andata a finire. Poi la mia storia non ha avuto una diversa collocazione lavorativa.Sempre nel campo dell’energia da quella idroelettrica(anche se in fase di costruzione) a quella nucleare a quella del risparmio energetico e solare con apanneli ad aria e ad acqua.
Ma le mie riflessioni sono state interrotte e sono ritornato in terra per la presenza di qlcuni dipendenti della centrale.

Infatti dopo poco, dall’edificio escono due signori che montano in macchina, ma vedendoci si fermano, ci presentiamo  e si prestano a qualche nostra domanda. In effetti tornavamo a Piane d’Archi dove avevano la loro abitazione. Io ero compiaciuto di essere tornato a visitare il mio vecchio posto di lavoro. Ho ripensato quando dovevo fare migliaia di scalini in discesa e poi in salita per raggiungere il salone macchina, non ancora con le macchine montate. Ricordando quella zona a moltissimi metri di profondità, in effetti mi poteva venire, allora, anche un attacco di claustrofobia. Per la verità il mio posto non era nella centrale in caverna e solo saltuariamente andavo laggiù. Anche perché ero addetto al montaggio elettrico della gru, proprio nella sala macchine. Pensare che dopo il mio lavoro ha avuto delle analogie perché sono stato per anni in fase lavorativa nell’interno del  primo reattore nucleare di ricerca in Italia che poteva avere come  parallelismo la dislocazione nel terreno. Sala macchine in caverna e quindi isolata, sala reattore al livello del suolo ma isolato al massimo dall’esterno, per uscire bisognava adoperare sistemi pneumatici per entrare o uscire.


Però prima di andare via ho voluto  rivedere il panorama che si vede dal ciglio del piazzale, la sottostazione sempre enorme con i suoi trasformatori, le strade asfaltate sino al cancello di entrata principale. E la mensa? Sono passati gli anni e la realta è sempre diversa. Uno sguardo in alto a Montelapiano, veramente ho visto poco ma il paese è lì. Sono sicuro!
Discendiamo verso Villa, non vedo nessuno e ripenso alle persone che gravitavano attorno al cantiere e quando ero di turno per la cabina elettrica, mi sedevo insieme al guardiano (mancava di un gamba ed aveva una protesi) sul ciglio  della discarica del materiale ma che era curata per renderla adatta ad accogliere le piante  ed il verde per renderla solida. Ecco quando si faceva sera si vedevano delle luci che apparivano sul versante opposto cioè verso Monte Fischietto. Erano delle lucciole? Macchè erano le luci dei minatori che scendevano verso valle e provenivano probabilmente da Monteferrante, e dalle altre località.
Vedere al buio queste luci che si muovevano verso il basso, sembravano veramente delle lucciole che cercavano spazio, scendevano a zig-zag disegnando, nel buio, le stradine e viottoli. Minatori che si accingevano a svolgere il proprio turno di lavoro. Questo lo ricorderò sempre.
Con l’auto siamo arrivati a fondo valle e riprendiamo la Super che conduce verso il mare, stavolta senza curve, senza polvere rivedendo Pietraferrazzana, Colledimezzo, Bomba e il suo lago,che era in fase di costruzione nel mio periodo, mi ricordo la zona prima dell’invaso. Poi Archi Stazione e l’ingresso all’autostrada verso Francavilla-Pescara. Ma le ferie stanno per terminare.
Quando ritornerò?



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MARCHITELLI Pietro (Petrillo)
Dizionario Biografico degli Italiani - Volume 69 (2007)
di Guido Olivieri
MARCHITELLI Pietro (Petrillo). - Nacque a Villa Santa Maria (presso Chieti) nel 1643 circa. Trasferitosi a Napoli nel 1657, entrò al conservatorio di S. Maria di Loreto, dove studiò con il celebre violinista Carlo de Vincentiis. Alla morte del maestro, nel dicembre del 1677, il M. fu chiamato a occuparne il posto nelle file del prestigioso gruppo dei musici della Cappella Reale di palazzo, istituzione al cui servizio rimase per oltre cinquant'anni. Partito inizialmente con lo stipendio più basso fra i violinisti (appena 2 ducati al mese), grazie alle sue eccellenti doti di virtuoso dal 1693 il M. divenne primo violino della Cappella Reale. In quel ruolo fu protagonista, nel 1702, del noto episodio della sfortunata esibizione napoletana di A. Corelli. Come riferisce Burney, fu infatti proprio "Petrillo" a umiliare con la sua abilità il celebre Corelli. Anche un altro eminente storico della musica del Settecento, J. Hawkins, include il M. tra i più illustri violinisti d'Europa dell'inizio del diciottesimo secolo.
Dopo essere stato ingaggiato al teatro di S. Bartolomeo a Napoli nella stagione 1684-85, il M. fu probabilmente anche primo violino dell'orchestra di quel teatro dal 1693 al 1706 (Prota-Giurleo); negli anni 1694-95 servì come strumentista "straordinario" in occasione delle cinque più importanti festività della Real Casa della Ss. Annunziata.
Il 22 dic. 1700 sposò Anna Maria Lanzuolo, figlia - come si legge nei capitoli matrimoniali - di un "dottor fisico" (Olivieri, p. 61) e con lei risiedette nei pressi della chiesa di S. Maria Ognibene. Dal matrimonio nacque un'unica figlia, Caterina Anna Petronilla, che alla morte del M. divenne erede di tutti i suoi beni.
Nel 1707, nella difficile fase di passaggio del Viceregno napoletano al dominio asburgico, il M. fu eletto, con Pietro Ugolini e Giovanni Carlo Cailò, governatore e tesoriere della Congregazione dei musici di palazzo, carica che tornò a coprire diciassette anni più tardi.
Nello stesso anno fu scelto fra i musicisti chiamati a Barcellona per far parte della Real Capilla voluta dal re Carlo d'Asburgo (Carlo III come re di Spagna). Sebbene alcuni contratti di procura sembrino indicare i preparativi per un'imminente partenza (ibid., pp. 65, 67), il nome del M. non figura nell'elenco dei musicisti effettivamente ingaggiati da Carlo d'Asburgo: al suo posto fu invece chiamato il giovane Angelo Ragazzi (Sommer-Mathis). Lo stesso Ragazzi nel 1723 tentò invano di spodestare il M., che, sebbene ottantenne, fu confermato dal viceré alla guida dell'orchestra, e mantenne saldamente la sua posizione di primo violino della Cappella Reale fino alla morte.
Il M. morì a Napoli il 6 febbr. 1729 e, come membro dell'importante Congregazione dei musici di S. Nicola alla Carità, fu sepolto nella chiesa omonima.
L'eccezionale prestigio professionale, esercitato attraverso l'attività di violinista, didatta e compositore, consentì al M. non solo di emergere nel panorama musicale napoletano, ma gli permise di migliorare la sua condizione sociale e accumulare guadagni che seppe oculatamente investire. Conti a lui intestati e transazioni finanziarie sono infatti rintracciabili in quasi tutti gli otto antichi banchi pubblici napoletani. Un inventario stilato nell'ottobre 1707 elenca i beni posseduti dal M., che includevano, oltre a una preziosa collezione di violini di A. Amati e numerosi gioielli ricevuti in dono da nobili napoletani, anche una splendida quadreria. Fra gli oltre cinquanta dipinti dei più illustri artisti dell'epoca - Andrea Del Po, Francesco Solimena, Luca Giordano - vi era anche un ritratto del M. di Paolo De Matteis (Prota-Giurleo, p. 68). Parte di queste fortune dovette certo provenire anche dal favore di cui godette presso alcune nobili famiglie napoletane, in particolare quella dei Caracciolo, che in quel periodo erano feudatari di Villa Santa Maria.
Grazie all'ascendente di cui godeva nell'ambiente musicale napoletano, il M. ebbe la possibilità di favorire la carriera di un gruppo di musicisti provenienti come lui dall'Abruzzo. Suo allievo fu il nipote Michele Mascitti (1664-1760), che, trasferitosi a Parigi, fu tra gli artefici della diffusione della sonata italiana in Francia. Un altro nipote, Giovanni Sebastiano Sabatino (1667-1742), figlio di Domenico e Berardina Marchitelli, si trasferì a Napoli dove, probabilmente anche grazie all'appoggio del M., entrò al servizio della Cappella Reale come violinista al posto di Francesco Scarlatti. Legami di parentela esistevano forse anche con Francesco Sabatino, violinista presso la Casa Santa di S. Maria di Costantinopoli, che il M., ormai anziano, volle nominare tutore della figlia. Il M. fu probabilmente in stretti rapporti anche con un'altra illustre famiglia di musicisti provenienti da Villa Santa Maria, quella dei Cotumacci.
Delle circa trenta sonate attribuibili al M., la raccolta della Biblioteca del Conservatorio S. Pietro a Majella di Napoli (Mss., 5328-5332) costituisce un'interessante testimonianza della sua fama postuma. Il manoscritto raccoglie infatti quattordici sonate che furono copiate e rimaneggiate per un'esecuzione orchestrale fra l'agosto e il settembre 1743 a uso del conservatorio di S. Onofrio. Sono attribuite al M. tre brevi composizioni strumentali (Ibid., Musiche diverse, 33.2.9, c. 43v). Un altro gruppo di undici sonate si trova presso la Music Library della University of California di Berkeley (Mss., 489 A-B); la raccolta, incompleta, reca nel frontespizio la dicitura "Di Petrillo di Napoli contemporaneo di Corelli". Una "sinfonia a due violini e basso" è conservata a Milano, Biblioteca del Conservatorio G. Verdi (Noseda, L.23.16). Altre due sonate apparvero a stampa ad Amsterdam, presso Estienne Roger, come appendice alla seconda edizione delle Suonate… di Giovanni Ravenscroft op. II (1710 circa). Un gran numero di "sinfonie" e "concerti" del M. si trovano inclusi nell'inventario compilato nel 1743 al momento della morte di Michel-Charles le Cène, erede dell'attività commerciale di Roger (Rasch).
Dal punto di vista formale le sonate del M. seguono il modello corelliano, imitandone in qualche caso gli spunti tematici. Tuttavia esse si caratterizzano per l'uso di un linguaggio armonico a tratti arcaico, una marcata tendenza a un fraseggio più irregolare, e un deciso interesse per la scrittura contrappuntistica.
Fonti e Bibl.: Arch. di Stato di Napoli, Cappellano maggiore, Diversi, f. 1161: Conto della Cappella Reale, pagamento di musici(1688-1710), cc. 8, 15; Tesoreria generale antica, Ruota dei conti, vol. 3, c. 73; Napoli, Arch. della parrocchia di S. Maria Ognibene o dei Sette Dolori, Matrimoni, vol. 6 (1674-1709), c. 168; Defunti, vol. 8 (1718-31), alla data; J. Hawkins, A general history of music, London 1853, p. 808; Ch. Burney, A general history of music from the earliest ages to the present period to which is prefixed, London 1789, p. 439; U. Prota-Giurleo, Breve storia del teatro di corte e della musica a Napoli nei secoli XVII-XVIII, in Il teatro di corte del palazzo Reale di Napoli, a cura di F. de Filippis - U. Prota-Giurleo, Napoli 1952, pp. 19-159; R. Rasch, I manoscritti musicali nel lascito di Michel-Charles le Cène (1743), in Intorno a Locatelli. Studi in onore del tricentenario della nascita di Pietro Antonio Locatelli (1695-1764), a cura di A. Dunning, II, Lucca 1995, p. 1070; A. Sommer-Mathis, Entre Nápoles, Barcelona y Viena. Nuevos documentos sobre la circulación de músicos a principios del siglo XVIII, in Artigra
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- La Madonnina dell'Emigrante -
Ass. Amici di Villa Santa Maria e della Valle del Sangro

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ARGOMENTO:  
Portale Chiesa di S. Francesco Caracciolo
NOME E COGNOME: Mauro Carbonetta
LA TUA E-MAIL: info@maurocarbonetta.com
Caro Massimiliano, vorrei informarti che non sono più il consulente estetico per comune di Villa Santa Maria e non sono a conoscenza degli interventi di cui mi parli. In qualità di cittadino, così come ho fatto per le tele di Rocco Olivo Castracane (a tal proposito allego la lettera inviata a padre Raffaele Mandolesi), mi informerò per il portale realizzato da tuo nonno, grande Maestro ebanista.
Mauro.
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Carissimo padre Raffaele,
ti scrivo per renderti nota una circostanza che ha destato delusione e rammarico in molti cittadini villesi, nella speranza che tu possa comprendere che, al di là del fatto in sé, vi sono anche dei risvolti di natura religiosa che non solo hanno creato sconcerto e perplessità, ma prestano il fianco a critiche sul vostro intervento nel caso in questione: si vuole infatti cancellare il gesto di intenso e sentito omaggio a San Francesco Caracciolo da parte di un uomo che disse più di una volta di essere stato spinto a dipingere scene del Santo in preda a un forte sentimento di estasi religiosa, a una esperienza di estatica comunione col divino che aveva sorpreso lui stesso, fino a quel momento poco incline ad accostarsi alla dimensione spirituale. Crea sconcerto che ora sia proprio la Chiesa a voler cancellare alla vista dei visitatori della Cappella la testimonianza tangibile di quell’ atto di fede, ossia le tele di cui parliamo: molti di noi hanno percepito la rimozione delle tele come una sorta di “profanazione”.
Ti riassumo i fatti, che comunque tu già conosci. Da alcuni giorni sono state rimosse le tele del pittore Rocco Olivo Castracane (1913-2000) che abbellivano la cappella di San Francesco Caracciolo, e sono state “trasferite” in uno scantinato dell’ asilo, in attesa di una ipotetica collocazione in un museo che probabilmente è destinato a rimanere chiuso. Su questo argomento avevo già scritto in passato al vescovo Bruno Forte, sollecitato anche da altri cittadini villesi che, pur non avendo avuto come me la fortuna di conoscere Olivo personalmente, tuttavia lo consideravano un vanto per il paese in ragione dei suoi meriti artistici, e comunque ritenevano la creazione ispirata delle tele in questione e la loro donazione un gesto di devozione religiosa che non si aveva il diritto di cancellare. Ti allego anzi copia del carteggio intercorso in quel periodo tra me e il vescovo Forte, perché tu possa avere una idea dei sentimenti di sconcerto che seguirono in paese alla notizia della possibile rimozione delle tele in questione. Come potrai vedere, la genesi delle tele e la loro donazione rappresentano qualcosa che va oltre l’atto artistico, assumendo piuttosto l’immagine di un momento di mistica conversione, di cui le tele furono importante testimonianza per tutti noi. A quel tempo Olivo si sentiva al crepuscolo della vita, tanto che soleva dire che era tornato a Villa Santa Maria per morire nel suo paese. Improvvisamente, disse che una sera era stato come “illuminato dal santo”, queste furono le sue parole, e da quel momento per alcuni anni dedicò tutto sé stesso alla creazione di scene rappresentative della vita del santo, destinate ad abbellire la cappella. Si trattò di un lavoro non solo di pittura, ma di intenso e profondo studio. Tuttavia, a fronte di quello sforzo il pittore soleva dire di sentirsi via via “trasformato”, e l’ impegno che gli comportava il dedicarsi alla risposta a quella che lui continuava a ribadire essere stata una vera e propria “chiamata interiore”, più che fiaccarlo sembrava come infondergli un rinnovato vigore fisico e morale: il caro Olivo si professava convinto di avere ricevuto una specie di “grazia” che a suo dire gli avrebbe regalato più anni di vita, e una vita più intensa e consapevole. Le sue parole facevano riflettere tutti noi. Alla fine Olivo realizzò 10 tele che rappresentavano scene di vita, opere e morte del santo. Le tele non avrebbero avuto una genesi tanto lunga se non fossero state precedute da anni di studio inerenti l’aspetto agiografico e l’aspetto tecnico in sé. Per quanto riguarda il primo punto, Olivo si avvalse della spontanea e grata collaborazione di padre Giulio Capetola, che lo aiutò a effettuare approfonditi studi storici e agiografici, allo scopo di tradurre nel modo più giusto nel messaggio pittorico di devozione di Olivo quello che era stato il messaggio di fede che San Francesco Caracciolo aveva espresso nella sua intera esistenza. Per quanto riguarda invece l’aspetto tecnico, la creazione delle tele non fu mai avulsa dalla precognizione di quella che sarebbe stata la loro futura ben precisa collocazione nella cappella, per cui ogni dettaglio di colore, di dimensione, di movimento di linee non prescindeva dai rapporti reciproci che avrebbero avuto i quadri fra di loro e con i vari elementi della cappella: esse dunque sono state realizzate tenendo conto delle misure della cappella, delle proporzioni, della prospettiva, dei vari punti di vista, cosa che non potrà dirsi delle opere che saranno eventualmente collocate in loro sostituzione. Ho saputo che qualcuno avrebbe espresso il parere che i colori accesi delle tele di Olivo erano troppo in contrasto con una tela raffigurante san Francesco Caracciolo posta sopra l’ altare dai colori tetri, ma i colori accesi di Olivo avevano proprio l’obiettivo di alienare la tetraggine e di trasmettere a chi li osservava un messaggio di letizia, senza contare che l’ambiente poco luminoso della cappella non troverà un miglioramento di immagine quando saranno presumibilmente collocate al posto delle tele di olivo immagini iconografiche classiche come quelle che spesso rabbuiano i fedeli in cerca di conforto in molte chiese. Inoltre Olivo aveva scelto i colori accesi, oltre che per infondere gioiosità e speranza ai fedeli, anche perché sapeva che nel corso degli anni i colori subiscono delle alterazioni, e soprattutto i vari rosso cadmio e il blu di Prussia vanno incontro a un lento e naturale processo di spegnimento. Al di là di questi dettagli meramente tecnici, mi preme inoltre dirti che ho trovato alquanto indelicato che non ci si sia premurati di avvisare la figlia del pittore della avvenuta rimozione delle tele. Non era forse atto dovuto, ma sarebbe stato atto di rispetto e di cortesia che avrebbe evitato che la stessa, tornata per un periodo a Villa santa Maria, scoprisse la cosa nell’accompagnare le figlie a vedere i quadri del padre che credeva essere ancora nella cappella. La vista del volto di lei rigato di lacrime di delusione e di offesa mi ha ferito nel profondo, non solo per il fatto che conoscessi Olivo, ma perché la cosa avrebbe dovuto assolutamente essere gestita con maggiore tatto e umano rispetto per quella cara donna. Credo che ora lei abbia intenzione di riprendere le tele e portarle via, delusa dal trattamento ricevuto per quella che a suo tempo fu una fiduciosa donazione alla chiesa del santo. Se ciò avvenisse, ed è probabile che sia così, sarà per Villa Santa Maria una perdita di una parte importante del patrimonio storico- artistico, dal momento che Olivo, fondatore del movimento “Onirismo”, a suo tempo fu un personaggio importante nel panorama artistico del suo contesto storico-culturale. La figlia di Olivo ha informato dei fatti padre Giulio Capetola, il quale, sia per la sua nota sensibilità, sia per il ricordo che lui conserva del fervore mistico che a suo tempo aveva ispirato Olivo, ha promesso un suo interessamento per favorire un ripensamento da parte dei fautori della decisione di rimuovere le tele. Sono certo che egli si rende perfettamente conto che non è in discussione solo una mera questione artistica, bensì anche la mortificazione di un gesto di fede che da circa 24 anni perpetua il suo messaggio di devozione dalle mura della cappella, di un omaggio al santo che da allora è radicato nelle nostre coscienze: si rischia ora di radicare in sua vece il ricordo dello spregio di quel gesto di fede e di gratuità da parte della chiesa stessa.
Caro padre Raffaele, ringraziandoti per l’ attenzione che fin qui mi hai gratamente rivolto, rimango in attesa di una tua risposta alla mia presente, e anzi mi farebbe piacere, se sei d’ accordo, che ci incontrassimo per scambiare alcune impressioni sull’ argomento fin qui discusso. Ti porgo i miei sentiti ossequi.
Con stima, tuo Mauro Carbonetta.

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ARGOMENTO: Portale Chiesa di S. Francesco Caracciolo

NOME E COGNOME:  Massimiliano Caretta Fantini
LA TUA E-MAIL:  massimiliano_caretta_fantini@yahoo.it
Caro Mauro, considerando che sei il consulente estetico del comune, cortesemente ti chiedo un parere tecnico circa gli interventi che sono stati effettuati ultimamente al portale della chiesa di S. Francesco Caracciolo.
Grazie.
Massimiliano
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Argomento: RIQUALIFICAZIONE DI VIA SANGRINA -PROGETTO -
Data: 13 luglio 2013

Parere espresso da Mauro Carbonetta in relazione alla documentazione con relativi RENDERINGS - RICOSTRUZIONE VIRTUALE - inerente alla riqualificazione di Via Sangrina, in data 14 Novembre 2011.
Il sottoscritto Mauro Carbonetta (leggi tutto)




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Argomento: Villa e' piu' pulita...grazie alla nuova Amministrazione

E-MAIL: Fotofabio@mac.it
NOME E COGNOME: Fabio Fantini
Data: 26 giugno 2013
E' con piacere che ho notato una maggior pulizia nel paese. Sono stato piacevolmente colpito dalla pulizia del cimitero , della installazione della Adsl, e della pulizia maggiore delle strade...questa e' una foto che ho scattato stamane...Via Sangrina...Complimenti alla nuova Amministrazione!
Fabio Fantini

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Argomento:
Arrivederci Zia Leda
E-MAIL: Fotofabio@mac.it
NOME E COGNOME: Fabio
Data: 25 giugno 2013
Pubblico questo racconto di mio padre per ricordare Leda...
Ieri la mia mente era a ritroso nel tempo, mi rivedevo bambino, mentre salivo le scale della "preite", trascinando, o meglio, tirando la piccola sorellina per mano, che a sua volta faceva del tutto per rendere il mio compito piu` difficile; dove eravamo diretti? all`asilo infantile di Villa, oggi chiamato Palazzo S. Francesco Caracciolo. Rivedevo questa ostinata sorellina con i capelli ricci e gli occhi grandi e neri, il naso a patatina, il grembiulino a quadratini bianchi e celesti, il colletto bianco, con in mano il panierino di cartone pressato con dentro la merendina; due fette di pane con dentro la frattatina di un uovo, o, in alternativa una fetta di cacio cavallo o di mortadella ed a volte una piccola ed agra di Altino. Anche io portavo il panierino con la stessa merenda; ma il grembiulino che indossavo orgogliosamente era a quadretti bianco-rosso. E dopo la faticosa ascesa di 110 scalini, o, 108, li ho contati parecchie volte nella mia infanzia e mai il risultato e` stato lo stesso...; comunque in cima a quella infinita scalinata, si percorre lo stretto vicolo che sfocia "a la Piazze", che poi ha un nome importante : Piazza S. Nicola. Mi sebrava immenso quello spiazzo, con la farmacia sulla sinistra, si, proprio quella di Don Raffaele Di Cicco, quel signore magro con le guance cascanti dalla vecchiaia, i pochi capelli, sempre ben pettinati, il sigaro in bocca quasi sempre spento ed il suo ciabattare incerto; la farmacia aveva quell`odore di etere, iodio, erbe medicinali, il tutto rendeva quel luogo misterioso e degno di rispetto. Rispetto che non ebbero i fascisti venuti da Bomba, che volendo purgare il suo pensiero socialista, con un intruglio schifoso, che "loro" chiamavano olio di ricino... non lo riuscirono a trovare. Don Raffaele che si era nascosto sul tetto del suo palazzo....A lui ando` bene quella volta... Non fu cosi fortunato mio zio Quirino, lui lo beccarono sui scalini della chiesa di S. Nicola. Sotto la minaccia dei manganelli fu costretto ad ingurgitare l`intruglio. Si racconta il seguente episodio: Zio Quirino, prese il bicchiere con la mano destra, guardo` in faccia quei prepotenti e con il dito della mano sinistra, con il dito indice, s`intende, disse: voi purgate qui, e porto` il dito sullo stomaco, e prosegui` ...e non qui, e questa volta l`indice lo punto` sulla fronte. Questo sfogo leggittimo in regime cosi "democratico" gli costo` una scarica di manganellate...
Dante Fantini Villa Santa Maria, 1933-1934
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Argomento:
Leda Fantini (Carnevale)
E-MAIL: Fotofabio@mac.it
NOME E COGNOME: Fabio
Data: 24 giugno 2013
Questa mattina a Fossacesia è spirata Leda Fantini (Carnevale). Domani pomeriggio la salma verrà tumulata nel cimitero di Villa Santa Maria.
Fabio Fantini.
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I cocktails del barman Antonio Di Criscio
(clicca qui)


                  
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In occasione dei 450 anni della nascita di S.Francesco Caracciolo  Patrono dei cuochi d’Italia,
l’Associazione Custode della Tradizione in collaborazione con l’Istituto Alberghiero di Villa S.Maria
HA ORGANIZZATO:
A TAVOLA CON SAN FRANCESCO CARACCIOLO


vedi le altre foto:
clicca qui

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LA DISFATTA DELLA GIUSTIZIA
COMMENTO - GIUSEPPE DI LELLO
Fonte: il manifesto del 5 giugno 2013
Il cartellone degli scontri tra Berlusconi e i giudici mostra una programmazione sempre più fitta. Il prossimo 19 la Corte Costituzionale dovrebbe pronunciarsi sul legittimo impedimento eccepito dalla difesa del Cavaliere, ma non accolto, in una delle udienze del processo Mediaset. Poi il 24 potrebbe esserci la sentenza nel processo Ruby e, a seguire, tra alcuni mesi, la sentenza della Cassazione sullo stesso processo Mediaset con una condanna che prevede anche l'interdizione dai pubblici uffici. Secondo i falchi del Pdl, le conseguenze di un eventuale esito sfavorevole in uno dei tre casi avrebbero effetti distruttivi per il governo, mentre di parere opposto sembrano le colombe che, però, non avevano esitato a fondere le loro ugole con quelle dei rapaci nel coro patriottico intonato davanti al Tribunale di Milano mesi or sono. Sembra di capire dunque che la giurisdizione dovrebbe sì applicare la legge uguale per tutti, come le impone la Costituzione, ma farsi anche carico della tenuta della maggioranza e delle sorti del Governo. Può sembrare bizzarro che questo suggerimento provenga proprio da una parte politica che ha sempre tuonato contro la politicizzazione dei giudici e i loro sconfinamenti impropri in ambiti riservati alla politica, ma non lo è perché per il Cavaliere e i suoi accoliti la vera giustizia è quella che protegge il potere e lo mette al riparo dal rispetto delle regole quando queste gli possono nuocere.
In un passato non troppo remoto la giustizia non creava problemi perché c'era la condivisione dell'idea di società «ordinata» che affratellava i vertici giudiziari e quelli politici. Poi i tempi sono cambiati e nel ventennio berlusconiano, non potendo cambiare le teste dei giudici, ci si è dovuti acconciare a cambiare le leggi in corso d'opera, con scudi, depenalizzazioni e prescrizioni abbreviate.
Alcuni di questi trucchi si sono rivelati efficaci, mentre altri sono andati ad infrangersi contro il muro della Costituzione. Con le larghe intese poi debbono darsi per abbandonate tutte quelle riforme tese ad abbattere il castello di privilegi del Cavaliere, dal conflitto di interessi in giù. Nonostante ciò però la giustizia, come suol dirsi, ha fatto il suo corso andando ora a parare in fasi processuali che richiedono decisioni non più eludibili.
Detto per inciso, sarebbe interessante sapere se gli incombenti riformatori della Costituzione pensano ad una qualche diabolica modifica che imponga un domani alla giurisdizione di farsi carico delle compatibilità governative: tutto è possibile con le larghe intese, ma i tempi stringono mentre preme salvare il soldato Berlusconi oggi.
Ecco dunque il messaggio devastante, non più alle forze politiche che nulla possono in questo campo, ma alle varie magistrature interessate: attenti a giudicare e condannare perché potrebbe cadere il Governo e, conseguentemente, dire addio agli ammortizzatori sociali, al lavoro per i giovani, alla radiosa futura ripresa economica, e altre immaginifiche meraviglie. Ecco anche la risposta ininfluente del tandem Letta-Alfano secondo cui i guai giudiziari di Berlusconi non avrebbero riflessi sulla tenuta del Governo: quelli che contano dentro il Pdl non si stancano di predire il contrario e sembrano abbastanza credibili.
Certo, può accadere di tutto e può anche darsi che le varie Corti diano ragione a Berlusconi, ma allora perché permettere a qualche malpensante di dire che il messaggio ha colto nel segno, ha fatto breccia in qualche corte «amica»? Ci sarebbe voluta una qualche presa di posizione autorevole, magari del Csm o del suo vicepresidente Vietti, per ricordare che in questo Paese vige ancora la separazione dei poteri e non è consentito a nessuno di scaricare sui giudici la responsabilità della tenuta del Governo.
C'è ancora tempo per rimediare e ne varrebbe la pena, per dare ai giudici un segnale forte di protezione in tempi così cupi di sfaldamento delle istituzioni.

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Mercoledì 5 Giugno 2013 ore 19.30


In occasione dei 450 anni della nascita di
S.Francesco Caracciolo  Patrono dei cuochi d’Italia,
l’Associazione Custode Della Tradizione in collaborazione con l’Istituto Alberghiero di Villa S.Maria

ORGANIZZA

la manifestazione “A tavola con S. Francesco” Cena Caracciolina con prodotti alimentari che si usavano nel 1563 rivisitati in chiave moderna, la tavola avrà come capo tavola la statua del Santo,  si allestirà  lungo il Corso di Villa S.Maria, avrà una lunghezza di  150 metri con 500 posti. Il servizio a tavola di Sala e Vini sarà curato dagli Allievi dell’Istituto Alberghiero  di Villa S.Maria, ci sarà la copertura della piazza in caso di maltempo. Per partecipare alla Cena in prevendita sono disponibili i biglietti al costo di 15 euro.

Menù
Il Pane di FRANCESCO
Zuppa Caracciolina
Maccheroni alla Napolitana maniera
Stracotto di maiale alle mandorle di Pilo Sottano ( cipolline, mele, pere in agrodolce)
Dolce allo zafferano con crema di ricotta, canditi e sciroppo di vino
Vini : Cantina Tollo, Cantina Frentana, Cantina Spinelli, Acqua

A tutti i partecipanti, esibendo il biglietto,  sarà consegnato al Punto Informazione all’inizio della tavola il KIT con la sacca da collo contenente il bicchiere di vetro e le posate.




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Argomento:
Ricordi di Villa Santa Maria
E-MAIL: lucio.salvatore48@gmail.com
NOME E COGNOME: Lucio Salvatore
Data: 18 febbraio 2013
Il mio pensiero và a tutti i momenti belli e spensierati che ho passato per tantissimi anni in questo meraviglioso paese, vorrei che nulla fosse cambiato. Un salutone a voi che avete la fortuna di viverci.
Lucio Salvatore
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Argomento:
segnalazione alla rai...
E-MAIL:
NOME E COGNOME: Nicoletta Marchitelli
Data: 8 gennaio 2013
Lettera inviata il 2 gennaio 2013.
Oggetto: segnale assente da giorni (mesi) in Villa Santa Maria
Cordiali saluti.
Nicoletta Marchitelli.
Risposta dal Call Center tecnico di RAI WAY
Gentile Utente,
a seguito della sua richiesta le comunichiamo che il servizio sul ripetitore di Monteferrante e' stato ripristinato.
AD oggi non abbiamo segnalazioni di disservizi dall'intera zona.
Per sue future richieste di informazioni tecniche o segnalazioni di problemi alla ricezione dei programmi RAI può anche contattare il numero Verde 800 111 555 (tutti i giorni dalle 08,00 alle 23,00 – solo dall’Italia e solo da rete fissa), scrivere alla casella di posta elettronica raiway@rai.it o visitare il sito www.raiway.it.
Grazie per averci scritto.
Cordiali saluti
Enza
Call Center tecnico di RAI WAY
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Argomento:
Auguri
E-MAIL: antoniettapavia@gmail.com
NOME E COGNOME: Antonietta Pavia
Data: 23 dicembre 2012
Fare gli auguri di Buon Natale al mondo intero non fa mai male. Che gioia e speranza possano circondare la terra e porre fine a povertà e guerre.
Buone feste da Antonietta Pavia e Stefano da Roma.
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Argomento:
E-MAIL:
NOME E COGNOME: Daniele Falconio
Data: 14 dicembre 2012
« Fama di loro il mondo esser non lassa; misericordia e giustizia li sdegna: non ragioniam di lor, ma guarda e passa. »
A Mauro, con stima.
Daniele Falconio
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Argomento:
lettera aperta
E-MAIL: info@maurocarbonetta.com
NOME E COGNOME: Mauro Carbonetta
Data: 10 dicembre 2012
Con mia sorpresa, da un po' di tempo sento parlare ogni tanto di una mia candidatura alle prossime elezioni comunali, non ho ben capito per quale schieramento. La cosa sorprendente è che non ho mai detto né pensato nulla del genere, e non capisco da chi siano partite queste dicerie, né per quale motivo vengano diffuse. Se ciò fosse vero, e non lo è, una decisione del genere da parte mia andrebbe in senso contrario alle mie stesse convinzioni su come ci si dovrebbe dedicare alla politica. Infatti, considero la candidatura come un passo molto importante nella storia politica di una persona, perché il momento in cui il candidato presenta sé stesso e i suoi obiettivi agli elettori a mio parere dovrebbe avvenire al termine di un lungo percorso personale fatto di riflessioni, di impegni sociali, di esperienze concrete, e, perché no, anche di quegli sbagli, delusioni e pentimenti che aiutano a diventare migliori. Non condivido l'atteggiamento di chi da un giorno all'altro decide di diventare un candidato alle elezioni come se fosse un gioco di ruolo che ha come posta i destini della gente… La trasformazione della politica in una sorta di gioco è quello che un certo diffuso berlusconismo ha prodotto in molti gruppi e schieramenti politici, plagiando le menti dei politici stessi e degli elettori e stabilendo nuove regole di entrata in politica dei candidati che stanno facendo di noi italiani lo zimbello degli altri paesi. Una volta la politica era una "scelta", ora è diventato un "mestiere". La commistione tra la propria attività politica e il proprio interesse è sempre più stretta anche perché da molto tempo i media ci presentano questa oscena condizione come la nuova "normalità", e così un certo atteggiamento predatorio, anno dopo anno, è diventato per noi la norma. Tornando al sottoscritto, vorrei chiarire che non ho mai detto di volermi candidare alle prossime elezioni, e gradirei che si smettesse di far circolare queste scempiaggini, come anche altre. Per chi avesse visto la mia passata collaborazione con il Comune come una sorta di trampolino di lancio per un futuro politico, forse è ora di smettere di vedere intrighi politici e giochi di potere dappertutto, e di guardare le cose per quello che semplicemente sono. Ossia che ho prestato la mia collaborazione alla passata amministrazione per proporre e portare avanti dei progetti che a mio parere avrebbero portato beneficio al paese, insistendo su iniziative che valorizzassero la storia del nostro paese, l'ambiente, la nostra tradizione religiosa. A tal fine :
1) Ho curato i contatti con l' Arcidiocesi di Napoli per proporre al Cardinal Sepe un gemellaggio che ci avrebbe aiutato ad incrementare il flusso dei pellegrini in visita ai nostri luoghi di culto di San Francesco Caracciolo. Di recente mi ero interessato a interventi di riscoperta delle nostre radici, della nostra tradizione e della nostra storia, e insieme al prof Antonio Di Lello si cercava di portare avanti, oltre il gemellaggio con l'Arcidiocesi di Napoli, la preparazione di eventi rievocativi delle nostre origini per creare una nuova immagine del nostro paese, nella speranza di contrastare quel declino ambientale e culturale che è sotto gli occhi di tutti. L'invito alla delegazione di Castel San Vincenzo per celebrare le origini comuni dei due paesi che faceva parte di un percorso di riscoperta delle nostre radici, della nostra tradizione e della nostra storia che avrebbe potuto offrire spunto per quelle rievocazioni medievali che da anni in altri Comuni sono una occasione per rivitalizzare il turismo locale.
2) Ho cercato di proporre interventi di miglioramento dell'estetica del paese, che ho sempre avuto molto a cuore. Ricordo con stima l' ing, Alberto Di Cicco, le cui opinioni tengo in gran conto, il quale redasse un piano regolatore, negli anni '70, ancora attuale e sicuramente degno di un paese armonicamente elegante: ho cercato di portare avanti le sue idee, che sono in gran parte anche le mie. Nella passata gestione comunale avevo avuto modo di dare il mio contributo in interventi di estetica urbana; ho espresso in alcuni progetti di riqualificazione del centro storico, alcune osservazioni e indicazioni, tutte recepite. Infine ho tentato di far presente alla Soprintendenza per i Beni Architettonici che abbiamo nella nostra Chiesa di Madonna in Basilica un raro "pulvino", purtroppo mal conservato.
3) Con lettere, fotografie e segnalazioni agli enti preposti ho insistito sulla tutela e valorizzazione
dell'ambiente, anche a tutela della nostra stessa salute; ho anche cercato di segnalare l' incremento dei cani randagi, ed avevo fatto notare che era possibile, senza alcuna spesa per il Comune, la sterilizzazione delle femmine (bastava una firma su un modulo, ma mentre da mesi e mesi ancora si aspetta quella firma continuano a nascere cucciolate).
Ho dedicato tempo e impegno a questi progetti credendo di fare qualcosa di buono, anche se poi non è mancato chi ha voluto diffamarmi mettendo in giro voci false su un mio presunto cambiamento di idee politiche. Non ho mai capito il nesso tra le attività appena menzionate e il mio orientamento politico, e a suo tempo certe dicerie mi hanno molto irritato, soprattutto perché il mio impegno per il paese veniva evidentemente visto da qualcuno come un qualcosa da combattere, quasi da punire, a colpi di maldicenza. Il mio credo politico è rimasto sempre lo stesso, e chiunque lo metta in dubbio può considerarsi escluso dalla mia amicizia. A suo tempo queste meschinerie non mi hanno fatto desistere dal volere fare qualcosa di costruttivo per il mio paese. Ancora adesso continuo a offrire (così come per la passata amministrazione) la mia disponibilità, tant' è che anche con l' attuale commissaria prefettizia sono stato disponibile a collaborare in determinate circostanze, come per la gestione del sito comunale e altri aspetti di comunicazione telematica, assieme all'amico Franco Marchitelli che ha curato molto la parte tecnica.
Ciò non toglie che fatico a comprendere come la mia disponibilità passata e presente debba per forza infastidire certe persone, al punto da spingerle ad attacchi nei miei confronti che a volte, più che rabbia, mi ispirano avvilimento e pena per chi li esercita: non posso non provare pena per persone che sputano per terra e si tappano il naso alla mia vista (bell'esempio di civiltà!!!), che mi dileggiano con termini offensivi. E provo stupore dinanzi alle accuse di aver fatto denunce anonime, io che ho pubblicamente reso noto di aver chiesto chiarimenti alla Corte dei Conti sullo stato finanziario del Comune di Villa Santa Maria (senza avere accusato nessuno), e che ho sempre detto quello che pensavo su diversi argomenti scomodi pubblicamente proprio su questo spazio web. Non solo mi sono sempre firmato, ma ho sempre pensato che i problemi, quelli legati alla politica, si risolvono solo facendo politica e non rivolgendosi alla Magistratura.
Chiusa questa sgradevole parentesi, torno a ribadire che non ho alcuna intenzione di candidarmi.

Mauro Carbonetta
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Argomento:
Ringraziamento
E-MAIL: fabriziodicicco1979@libero.it
NOME E COGNOME: Fabrizio Di Cicco
Data: 25 ottobre 2012
Grazie di cuore a Costanzo, a nome di tutti i compagni di squadra!
Fabrizio.
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Argomento:
E-MAIL: costanzo.saccone@telecomitalia.it
NOME E COGNOME: COSTANZO SACCONE
Data: 23 ottobre 2012
Dopo aver appurato su questo sito web che ognuno ha i suoi liberi ed indipendenti parametri come riferimento per i propri livelli di cultura senza che nessuno ci ”accolli i suoi a furor di inchiostro”, e dopo aver letto su questo muro che Ferrero ha dato mandato ai legali di RC di costituirsi parte civile nel processo “TRATTATIVA STATO-MAFIA” (informazione che non sapevo e credo ignorata colpevolmente e forse ad hoc dalla maggior parte dei media) volevo umilmente riportare, per un pochino, questa meravigliosa rubrica “Villesi nel mondo” ai fatti di casa nostra. Con orgoglio leggo la classifica del girone G di seconda categoria del campionato di calcio FIGC Abruzzo e vedo il nome del mio Paese primeggiare in classifica….sarà banale ma in questo momento in cui il nostro bistratto e vituperato paese è devastato sotto vari aspetti, leggerlo sulle cronache regionali e nazionali primo in classifica in una competizione agonistica mi dà una sensazione positiva e rafforza il mio senso di appartenenza (sarò frivolo e superficiale ma mi emoziono anche per questo). Caro Mauro era dai tempi in cui tu eri in società come DS che non si soffriva di vertigini (correggimi se sbaglio) con Lallà allenatore…..Non so se durerà ma intanto ringrazio pubblicamente tutti quei ragazzi che ci mettono ancora una volta la faccia e le gambe per amore dei colori nero-verdi. E sempre Forza Villa…..
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Argomento: TRATTATIVA STATO-MAFIA: RIFONDAZIONE COMUNISTA CHIEDE DI COSTITUIRSI PARTE CIVILE NEL PROCESSO
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NOME E COGNOME: Paolo Ferrero
Data: 22 ottobre 2012
Oggi a Palermo si è tenuta una conferenza stampa in cui Paolo Ferrero, segretario nazionale di Rifondazione comunista, affiancato dall’avvocato Fabio Lanfranca, ha annunciato la richiesta di Rifondazione Comunista di costituirsi parte civile nel processo che si aprirà lunedi prossimo a Palermo sulla trattativa stato-mafia.
Nell’incontro l’avvocato Lanfranca ha fatto presente come «La Procura della Repubblica di Palermo ipotizza che all’inizio degli anni ’90 si sia verificata una trattativa tra la mafia e organi dello Stato al fine di determinare una modifica dell’azione politica dello stato medesimo. Se così fosse ci troveremmo di fronte a una profonda alterazione del corretto funzionamento delle istituzioni e ad una palese violazione della Costituzione e delle leggi dello stato».
Paolo Ferrero ha quindi sottolineato: «Sulla base delle accuse formulate dalla Procura di Palermo, chiediamo al governo italiano di costituirsi parte civile nel procedimento, come per altro già annunciato dal Comune di Palermo. Parallelamente abbiamo dato mandato all’avvocato Lanfranca di chiedere la costituzione di parte civile di Rifondazione Comunista. In quanto partito che ha concorso all’epoca dei fatti e concorre democraticamente alla definizione della politica nazionale, ci riteniamo parte lesa da una prassi che in modo occulto ed illegale abbia potuto condizionare l’operato dello stato.
Ci auguriamo quindi che il processo che si apre lunedì possa fare piena luce su questa inquietante vicenda e parimenti invitiamo tutti i partiti politici democratici a costituirsi parte civile nel processo. Infatti, se la mafia è una organizzazione criminale, la trattativa segreta con questa organizzazione da parte dello stato costituisce una pratica eversiva».
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Argomento:
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NOME E COGNOME: Daniele Falconio
Data: 19 ottobre 2012
In arricchimento allo scambio di opinioni intercorso tra me e Roberto Colecchia e alla disamina da lui fatta sulla vicenda Sofri, allego, per chi abbia voglia di approfondire l'argomento, l'interessante recensione di un libro (per me istruttivo) di Carlo Ginzburg, edito nel 2006 da una nota casa editrice italiana, dal titolo "Il giudice e lo storico. Considerazioni in margine al processo Sofri".
Così, come ulteriore spunto di riflessione.
Saluti Daniele Falconio
<<Il giudice e lo storico. La coppia è suggestiva e di una attualità che tocca la pelle. Il giudice non dovrebbe scrivere la storia e lo storico non dovrebbe giudicare. Questa potrebbe essere, forse, la conclusione di questo libro. La premessa, invece, è del tutto diversa. Considerazioni in margine al processo Sofri: recita così il sottotitolo del libro di Carlo Ginzburg. Ed il processo, anzi, i processi giudiziari sono stati in Italia un proscenio sul quale i ruoli si sono pericolosamente confusi.
L'antefatto di questa vicenda è un delitto commesso 34 anni fa: l'assassinio del commissario Luigi Calabresi, ucciso a colpi di pistola sotto casa. Contro di lui il quotidiano militante "Lotta Continua" aveva iniziato una dura campagna di opinione, in quanto lo riteneva responsabile della morte di Pino Pinelli: il corpo del ferroviere anarchico vola proprio dalla finestra dell'ufficio del commissario Calabresi, nel quale era stato convocato per accertamenti, nel corso delle indagini sulla strage di Piazza Fontana, il 12 dicembre 1969.
Nel 1988 un ex operaio ed ex militante di Lotta Continua, Leonardo Marino, si costituisce e confessa al sostituto procuratore della Repubblica Ferdinando Pomarici di aver preso parte all'omicidio Calabresi e accusa come suoi complici e mandanti, Giorgio Pietrostefani e Adriano Sofri e, come esecutore materiale, Ovidio Bompressi. Inizia allora una odissea processuale che termina per la giustizia, con la condanna definitiva di Sofri, ma che rimane ancora aperta per quanto riguarda la nostra Storia.
Il libro di Ginzburg non esce ora. Viene pubblicato da Einaudi nel 1991. "Per influire sull'esito del processo d'appello", scrive l'autore nella prefazione dell'attuale ristampa per la Feltrinelli. Si tratta di una involontaria ammissione di "colpa", che conferma come in una certa fase della storia italiana tutti hanno favorito la confusione dei ruoli e non rende onore al grande merito di aver fatto luce su una delle più oscure e importanti vicende della nostra storia. Ed è un libro che è riuscito a smontare il castello di accuse e di prove costruite contro Sofri. Se lo storico fa il giudice menoma la sua funzione, alla pari del giudice che avesse voluto riscrivere la storia d'Italia. Ristabiliti i ruoli e messa in soffitta, dopo quindici anni, qualsiasi velleità di "influenza" sul giudizio processuale, resta la lucida e documentata ricostruzione storica di un processo di omicidio che lascia senza risposte domande pesanti sullo stato della giustizia in Italia e, infondo, della stessa società italiana.
Come storico Carlo Ginzburg si è occupato molto di processi d'inquisizione del periodo tra '500 e '600. Da questi parte per ricostruire la vicenda processuale di Adriano Sofri, a cominciare da una suggestiva analogia. Tanto quei processi, quanto il processo Sofri hanno in comune due elementi: la chiamata di correo e la centralità della figura di imputato-teste. Il lavoro dello storico è dimostrare se ci troviamo di fronte a una coincidenza di elementi non caratterizzanti, ovvero se si tratti di comunanze strutturali che ne determinano la natura.
La ricostruzione di Ginzburg parte proprio dal ruolo dello storico. Certo, di fronte al dilemma "giudicare o comprendere?" si deve optare, insieme a Bloch, per il comprendere. Ma lo storico non deve rinunciare al valore costitutivo della "prova" e della "verità"; l'alternativa è lo scetticismo, insieme pigro e radicale, indifferente eppure acquiescente. Lungo questo crinale si dipana, dunque, l'analisi dello storico. E i risultati sono, a dir poco, inquietanti.
Il 2 maggio 1990, dopo cinque giorni di camera di consiglio, la Corte di Assise di Milano condanna Sofri, Pietrostefani e Bompressi a ventidue anni, Marino a undici anni. Nel gennaio 1991, otto mesi dopo, vengono depositate le motivazioni. Il 2 luglio 1991 la sentenza viene confermata in Appello, anche nei confronti di Sofri che ha rinunciato di avvalersi del gravame. Ma il 23 ottobre 1992 le sezioni unite penali della Corte di Cassazione annullano la sentenza per gravi vizi di metodo e di logica.
E quali sono queste incongruenze? Innanzi tutto, si tratta di veri e propri errori: il colore dell'auto degli assassini, una FIAT 125, blu e non beige; il percorso seguito per allontanarsi dal luogo del delitto, opposto, anzi "al rovescio", rispetto a quanto risulterebbe da una corretta lettura della cartina di Milano. Poi ci sono le deposizioni dei tre carabinieri che per primi hanno ricevuto le confessioni di Marino: piene di contraddizioni e incongruenze, tanto da far pensare che quella fornita alla fine in Aula non fosse necessariamente la versione vera, ma semplicemente l'ultima. Ed infine va registrata la scomparsa ripetuta di prove fondamentali: i vestiti indossati da Calabresi scompaiono nel 1972 senza che nessuna li abbia mai esaminati; la Fiat 125 viene demolita il 31 dicembre 1988, cinque mesi dopo l'arresto degli imputati; la pallottola che colpì Calabresi viene addirittura venduta in un'asta giudiziaria di corpi di reato.
Ma la crepa più profonda di tutto il castello accusatorio sta nella formale acquisizione, a fondamento della condanna di Sofri, della "prova logica": se è vero che in giurisprudenza va difesa la "fallacia della generalizzazione", tuttavia, la valutazione della chiamata in correità va "valutata globalmente, quando la vicenda presenta intrinseci caratteri unitari e logicamente inscindibili". Insomma per provare che due più due fa quattro basta dirlo, non bisogna trovarlo scritto. E' così che Marino testimone-imputato è diventato credibile, malgrado le incongruenze, le contraddizioni, i veri e propri errori, l'assenza di riscontri univoci. Il giudice istruttore Lombardi e il sostituto procuratore Pomarici, insomma, si sono comportati da storici e non da giudici. Siamo tornati alla questione iniziale: ridurre lo storico a giudice significa impoverire la ricostruzione storica; ma fare di un giudice uno storico significa inquinare l'esercizio della giustizia.
Il libro di Ginzburg si conclude con un post-scriptum ed una post-fazione che approfondiscono ed aggiornano l'edizione dell'Einaudi. E non manca un accenno all'ipotesi del complotto del Pci - rispolverata anche di recente - per metter in difficoltà il Psi di Craxi, colpendo i suoi intellettuali, con il ricordo dell'incontro di Marino con l'ex senatore comunista, Flavio Bertone, sindaco di Sarzana, al fine di discutere dell'aspetto "politico" dell'omicidio, un paio di mesi prima che Marino si costituisse. Il 21 dicembre 1993 la Corte di Appello di Milano assolve gli imputati. Ma il 27 ottobre 1994 la prima sezione penale della Corte di Cassazione annulla la sentenza per vizio di forma. La sentenza di Milano era infatti una "sentenza suicida": il giudice a latere, in dissenso, così come il presidente, con la maggioranza dei giurati, la redasse in maniera talmente illogica da esporsi volontariamente all'annullamento. Così l'11 novembre 1995 la Corte di Appello, riunitasi nuovamente, condanna gli imputati a ventidue anni ed assolve Marino per prescrizione. Il 22 gennaio 1997 la quinta sezione della Cassazione conferma. Nel 2000 viene respinta la richiesta di revisione del processo. Sofri e Bompressi sono attualmente in carcere. Pietrostefani è latitante in Francia.
La giustizia dello Stato si è pronunciata e le sentenze non vanno commentate. Certo, sul piano storico, resta aperta una voragine di incomprensione rispetto ad una storia processuale a dir poco singolare e di fronte al semplice fatto che uno degli intellettuali più lucidi, autonomi e sensibili, Adriano Sofri, resti in carcere per omicidio. Pure la questione della concessione della grazia, malgrado la grande dignità dimostrata dall'interessato, non è diventata in questa nostra Italia oggetto di un dibattito di alto profilo, ma è stata risucchiata dentro le secche della querelle politica contingente.
Il Caso Sofri è stato il nostro Caso Dreyfuss. Ma l'Italia di oggi è ancora priva di intellettuali del calibro di Émile Zola.>>
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Argomento:
E-MAIL:
NOME E COGNOME: Daniele Falconio
Data: 18 ottobre 2012
Dopo aver letto con interesse e attenzione l'intervento circostanziato e appassionato di Roberto, colgo innanzitutto l'occasione per ringraziarlo per aver dato un contributo a quanto da me sostenuto nell'intervento iniziale, circa il fatto che Rostagno nulla ha a che fare con la vicenda Sofri/Calabresi, poi però mi permetto di tornare ad esprimere la mia opinione personale su questa vicenda (e , in quanto libera opinione, non necessita di alcun riferimento al codice penale) che è quella di ritenere sproporzionata, come ho già detto precedentemente, la pena data a Sofri rispetto alla pena data al correo confesso Marino. Inoltre aggiungo che a parte il rammarico per questa disparità di trattamento, per me Sofri non è né un eroe né un cattivo maestro (categorie che non appartengono al mio pensiero), è un uomo che ha avuto la sua storia, che è stato processato per un reato che lui dice di non aver commesso, che ha scontato la sua pena e che in seguito a ciò è tornato (dal mio punto di vista - ovvio) uomo libero degno di vivere come tutti gli altri uomini liberi; leggo spesso ciò che scrive, talvolta ne condivido le opinioni, altre volte no; lo reputo un uomo di cultura (intellettuale riconosciuto, checché se ne dica), un uomo i cui scritti vale la pena leggere; nello stesso tempo ne ricavo che la sua cultura è più ampia della mia, ma questo, come giustamente Roberto fa osservare, non è sufficiente perché io possa dire che "sovrasta tutti noi [che scriviamo su questo sito] per cultura"; ho stima di lui non più di quanta ne abbia per tanti miei colleghi di lavoro o amici o conoscenti; infine giudico non vergognoso il fatto che un suo articolo sia comparso su questo sito, anzi.
Questo è ciò che penso, e non c'è nessun "impeto ideologico" che mi impedisce di riflettere adeguatamente su quanto scrivo.
In conclusione, mi auguro che Roberto continui a intervenire su questo sito, con la stessa dovizia di particolari e la stessa conoscenza dimostrata, sui tanti misteri irrisolti della storia recente del nostro Paese (es. Piazza Fontana, cui ha accennato, o la strage di Bologna, o altro ancora…) perché, come si dice in gergo, sembra che ne sappia a mucchi; io lo leggerò con lo stesso interesse e la stessa attenzione, riservandomi di intervenire eventualmente liberamente per esprimere la mia opinione su ciò che lui ha scritto, su ciò che altri hanno scritto.
Cordialmente, senza "impeto ideologico"
Daniele Falconio
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Argomento: risposta a Daniele Falconio
E-MAIL: rcolecchia@tiscali.it
NOME E COGNOME: Roberto Colecchia
Data: 17 ottobre 2012
Nel leggere lo scritto di Daniele percepisco (almeno questa è la mia sensazione) il rammarico per la disparità di trattamento nella condanna relativa all'omicidio del commissario di PS Calabresi tra l'intellettuale Sofri ed il killer (peraltro anche un po' "spia") Marino. Sofri in quanto "di fatto accertato" non esecutore materiale dell'omicidio Calabresi e comunque "proclamatosi innocente" ha scontato 22 anni, mentre il killer Marino "esecutore materiale" , ma pentito solo pochi anni. E' evidente nel pensiero la profonda ingiustizia ai danni di un “autoproclamatosi innocente”. Si precisa (peraltro correttamente) che "Sofri non ha ucciso nessuno di sua mano" In effetti anch'io concordo sul fatto che vi sia stata una grande ingiustizia in quella vicenda:
1) Perché è inesatto attribuire al “pentito” Marino il ruolo di Killer (lui era l'autista, mentre Bompressi il killer)
2) Perche se Marino a differenza di Sofri ha fatto solo alcuni anni (e questa è comunque una ingiustizia), Bompressi ha avuto la grazia nel 2006 dal presidente Napolitano su istruttoria Ciampi. Immagino con non poca angoscia visto che nel 72 egli era senatore PCI e bene ha memoria degli anni di piombo.
3) Perche Pietrostefani (l'altro “cattivo maestro” insieme a Sofri che ha la responsabilità morale quale mandante dell'omicidio) è fuggito in Francia e nel silenzio di tutti prospera impunito; proprio la Francia, nota alcova dorata per ex terroristi travestiti da intellettuali di sinistra. E perché (da quel che so) nessuno in Italia (neanche quelli che si strappavano i capelli per riavere l' assassino Battisti) lo reclama, lasciandolo al comodo mestiere di scrittore.
4) Perchè la condanna di Sofri a 22 anni di cui molti trascorsi tra domiciliari e lavori universitari e' certamente ingiusta ed inadeguata. Meglio forse 25/30 anni. Sofri ove nella migliore delle ipotesi non si consideri mandante diretto, in quanto a conoscenza dell'evento (cosi accerta il processo con sentenza definitiva di Cassazione che altrimenti non lo avrebbe condannato) aveva quantomeno l'obbligo giuridico di impedirlo. Non facendolo -anche mediante condotta omissiva- ha cagionato l'evento omicidio (art 40 CP). Pertanto ai sensi dell' art 110 CP egli ha concorso con più persone nel medesimo reato e soggiace alla pena per esso stabilita (come vedi per macchiarsi di sangue non basta dire come hai scritto “non ha ucciso nessuno di sua mano”. Palo e rapinatore vanno entrambi dentro per rapina...sul punto http://www.diritto.it/materiali/penale/grimaldi1.html#). Inoltre ai sensi dell' art 112 CP per chi, “ha promosso od organizzato la cooperazione nel reato, ovvero diretto l'attività delle persone che sono concorse nel reato medesimo concorre circostanza aggravante che comporta aumento della pena”. In merito al reato commesso è indubbio si parli di omicidio ex art 575 “Chiunque cagiona la morte di un uomo è punito con la reclusione non inferiore ad anni ventuno”. 22 anni. Solo un anno in più del minimo mi pare proprio poco!!
5) Perchè da ex leader indiscusso, proclamarsi innocente quando non ha impedito che dalle pagine di “lotta continua”, in anni in cui la pistola era nelle borse degli studenti come la penna, venivano pubblicati gli elenchi di proscrizione dei fascisti con nome, cognome, abitudini zona e sezione di riferimento nonché indirizzo di abitazione proprio e dei parenti, accompagnati da slogan quali “uccidere un fascista non è reato” “hazet 36 fascista dove sei”- significa essere dei primo dei VIGLIACCHI (ed uso un termine pulito perché il pensiero va ai residui organici dei cani randagi di Villa) e secondo degli ASSASSINI. Perche se poi qualche esaltato (come è successo....vedi Cuori neri di Luca Telese ….non certo un fascista...) incendia una sezione o un appartamento o spara o spranga o infila una hazet 36 (la celebre chiave inglese dei metalmeccanici antifascisti) nella testa di Sergio Ramelli o comunque contribuisce a creare da parte avversa altre violenze (Valerio Verbano), nella logica perversa del “sangue chiama sangue”, quel sangue corre sulle mani di chi ha permesso (anche voltandosi indietro o chiudendo gli occhi) quelle pubblicazioni e dunque anche del sig. Sofri
6) Perche Calabresi non centrava nulla con la morte di Pinelli. A quell'ora non era neanche in stanza. Furono molto probabilmente i questurini di Milano che notoriamente non andavano per il sottile. Sul punto invito a guardare “Romanzo di una strage” di M.T. Giordana. Giordana che conosco personalmente, mi ha confermato che lui stesso -in quegli anni studente attivista di sinistra al liceo- era stato più volte interrogato da Calabresi il quale era persona equilibrata, non schierata ed assolutamente non avvezzo alla violenza (a differenza di altri sottufficiali e poliziotti degli uffici politici della questura). Calabresi aveva simpatie socialdemocratiche. Conosceva Pinelli fin dal 1967 !! e si erano persino scambiati in dono dei libri (anche qui per chi volesse “Spingendo la notte più in la” di M. Calabresi). Nel 1969 ha salvato Mario Capanna (ve lo ricordate il barbuto di democrazia proletaria??) da un linciaggio che stava per esser fatto da altri poliziotti quando il “Che Guevara milanese”, leader degli studenti di sinistra ( che ora dopo aver appurato forse che la proprietà privata non è più un furto e che certamente“pecunia non olet” fa il proprietario terriero, coltiva OGM free ed ha avuto nel 2011 un finanziamento per la ricerca di circa 20 mln di euro oltre al castello di Ladispoli in uso) si presentò spavaldamente al funerale di Antonio Annarumma.
7) Perche Antonio Annarumma era un umile poliziotto della celere morto a 22 anni durante un servizio di ordine pubblico. E' stato sprangato da qualche imbecille ammaliato dalle chiacchiere dei cattivi maestri (all'epoca non rari...chissa forse un lettore di lotta continua del nostro intellettuale Sofri “che noi tutti sovrasta per cultura” come Daniele scrive”??? o del nostro scrittore transalpino Pietrostefani?? non lo sapremo mai perche l'omicidio è rimasto impunito!!!) Annarumma Antonio. Un eroe che cito e ricordo con orgoglio su questo muro!!! Un vero proletario, figlio di Carmine, contadino di Monteforte Irpino in Campania. Un contadino che non ha potuto far studiare il figlio nelle comode università delle metropoli con la garanzia del “18 politico”. La polizia era per lui -come per tanti proletari e figli di contadini del sud di allora- un occasione di lavoro che gli permetteva di rifuggire la povertà delle campagne irpine di fine anni 60. La “democratica” sprangra di tubo “innocenti” ha provocato una ferita di circa 5 cm profonda fino a meta cranio.
8) Perche Luigi Calabresi era un servitore dello stato che svolgeva il suo lavoro con passione e senza estremismi. Che sebbene armato, è morto ammazzato come un cane dalla furia vigliacca di due killer (che caro Daniele non sono meno colpevoli dei mandanti... almeno per il nostro CP). Ha lasciato una moglie incinta e 3 figli!!! Anche questo un eroe degno di essere ricordato su questo muro!!
9) Perche “lotta continua” (ed il minuscolo non è casuale ma segna il mio disprezzo per quel foglietto pregno di apologia di reato e istigazione a delinquere) dal 1969 al 1972 ha continuamente propagandato in maniera falsa ed artefatta -con lo stile della menzogna, persino la più improbabile e fantasiosa, tipica di quegli anni nella sinistra italiana- la responsabilità diretta del Commissario Calabresi nella morte dell'anarchico Pinelli. Dipingendolo come assassino protetto dal sistema. Morte che peraltro ha fatto comodo a chi voleva accreditare la bomba di P.zza Fontana come anarchica e non invece come di diversa matrice terroristica. Peraltro Calabresi (ed anche qui la menzogna e la vigliaccheria è accertata con sentenza!!) – da morto -vinse una causa per diffamazione ai suoi danni proprio con lc. Questi “perche” spiegano (almeno nella mia opinione che non intendo imporre ad alcuno) non solo il motivo per il quale posso anch'io dire che Sofri è vittima di una sentenza ingiusta, ma anche, portarmi ad affermare che -al contrario di quanto Daniele scrive- SOFRI NON E' AFFATTO UN “AFFERMATO INTELLETTUALE CHE SOVRASTA TUTTI NOI PER CULTURA” E CHE ALMENO A ME NON MI SOVRASTA AFFATTO! Sono certo che tu diversamente da me, ma in maniera altrettanto legittima e rispettabile, stimi molto Sofri e dunque solo involontariamente, ed in piena buona fede lo hai collocato al vertice di un ipotetica piramide culturale che contiene tutti i lettori del “muro”. L'impeto ideologico evidentemente ti ha impedito di riflettere adeguatamente su quanto scrivevi. Ovviamente sei libero di ritenerti meno acculturato di chicchessia, ma non estendere quest'esercizio di misura e classifica alle altrui culture. Ti pregherei - nel prossimo lavoro di misura del grado culturale di qualcuno che tu stimi di giudicare solo rispetto a te stesso. Certamente Sofri ha letto molto più di me (forse ha avuto anche più tempo....) ed anche le esperienze di vita sono certamente più intense e dense. Ma la cultura non si pesa col numero delle pagine lette magari anche acriticamente, bensì con l'esercizio al ragionamento nella libertà del proprio pensiero e della propria coscienza, e perche no col riconoscimento dei propri errori. Da ultimo un grazie a chi su questo muro senza tagli e senza censure permette a tutti di esporre le proprie idee.
Roberto Colecchia
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Argomento: gruppo spruzzo
E-MAIL: antonio.cignelli@poste.it
NOME E COGNOME: Antonio Cignelli
Data: 10 ottobre 2012
Merito al "Gruppo Spruzzo" per aver saputo riprendere la festa di S.FRANCESCO CARACCIOLO ed avergli ridato la giusta collocazione che merita, cioè quella al di fuori di ogni lobbi politica. Quando a Villa la politica e al di fuori di qualsiasi interesse ed arrivismo personale, tutto e fattibile! Ed in questi due giorni appena passati ne sono la dimostrazione.
antonio cignelli
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Argomento:
E-MAIL:
NOME E COGNOME: Daniele Falconio
Data: 10 ottobre 2012
Non esiste "nessuna penna che brucia di livore", so benissimo inoltre che il processo a Conte è una barzelletta rispetto al processo a Sofri, ci mancherebbe. Eppure tra le due cose ci ho visto delle analogie e con il mio commento volevo provare a metterle in luce. In pratica, si tratti di giustizia ordinaria o di giustizia sportiva,in Italia si celebrano spesso e volentieri processi che dire singolari è poco, processi dove la confusione (puramente casuale o puramente causata?) dei giudicanti sembra regnare sovrana; e infatti se si rilegge l'iter processuale del processo Calabresi si può capire dove sia la somiglianza con il processo barzelletta di cui sopra; tale somiglianza è quanto meno nel modo assolutamente ondivago dei giudici di comminare le pene nei diversi momenti di giudizio, punto. E infatti, come ho già scritto, Sofri, accusato da Marino di essere il suo mandante, dichiaratosi sempre innocente e, fatto accertato, non esecutore materiale del delitto (cioè Sofri non ha ucciso nessuno di sua mano), ha scontato 22 anni nelle patrie galere (con arresti domiciliari nell'ultimo periodo come si è fatto giustamente notare), mentre Marino, esecutore materiale del delitto perché lui stesso l'ha confessato, quindi colui che ha assassinato Calabresi, ha scontato una pena a dir poco irrisoria se paragonata a quella di Sofri. In più mi permetto di ribadire che trovo quanto meno inutile e fuorviante l'accostamento tra Rostagno e la vicenda Sofri (come fare di tutt'erba un fascio!) e inoltre reputo che ospitare su questo sito un articolo di Sofri, che, da riconosciuto intellettuale qual è, sovrasta tutti noi per cultura (me per primo), sia tutto tranne che vergognoso. Parliamo pure del nostro paese, d'accordo, parliamo pure della nostra regione, d'accordo, ma perché non parlare anche della storia recente d'Italia con la giusta onestà?
Senza livore
Saluti a tutti

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Argomento: risposta a Costanzo
E-MAIL: info@maurocarbonetta.com
NOME E COGNOME: Mauro Carbonetta
Data: 09 ottobre 2012
Caro Costanzo,
a questo punto ti invito a rileggere la tua precedente missiva, dove, in riferimento a una precedente lettera di altro autore, mi invitavi testualmente  "a fare delle pause di riflessione prima di elaborare e pubblicare in rete uno scritto avendo letto  (come dichiarato) in precedenza "pezzi" con due tematiche così lontane…", onde evitare " clamorosi autogol", ecc. Non mi pare che non siano termini volti a limitare la libertà di espressione dell'altro, ma può darsi che diamo significati diversi a certe espressioni. E poi dici che il mio blog "dovrebbe attenersi a tematiche relative a "Villesi nel mondo".…Quali sono le tematiche cui secondo te ci si deve attenere? Sei sicuro che su un blog di libera espressione e discussione sia giusto limitare le tematiche? Per me al contrario possono essere proposte TUTTE le tematiche che possano interessare i Villesi nel Mondo. Non devo essere io (né tu) a decidere che cosa deve e non deve interessare a quelli che lo leggono e ci scrivono come argomento di discussione. Posso solo pensare che non volessi effettivamente esprimere certi contenuti con certi toni, e che quanto hai detto non era quello che volevi dire. In effetti bastava dire un semplice "non volevo dire quello che ho detto", e ci si chiariva senza andare a parare, cito testualmente al  " risentimento su argomenti cari alla Tua cultura politica passata". La mia cultura politica di un certo stampo non è affatto "passata", non condivido la tua espressione. Essa è PRESENTE, attuale, e anche in futuro sarà sempre parte integrante della mia persona, per cui  ti invito a non presentare più la mia appartenenza e la mia attività politica come cosa passata. Della mia impostazione politica e culturale  fa parte la convinzione che si possa liberamente pensare, scrivere, dire quello che si vuole, purchè si rispettino gli altri. Comunque, personalmente preferisco pensare che ti sia semplicemente espresso male, in entrambe le tue missive.
Mauro Carbonetta.
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Argomento: risposta a Mauro
E-MAIL: costanzo.saccone@telecomitalia.it
NOME E COGNOME: COSTANZO SACCONE
Data: 09 ottobre 2012
Carissimo Mauro, il ripasso di un articolo della Costituzione in questo periodo che sto preparando un esame di Diritto pubblico dei media fa sempre molto comodo e Te ne ringrazio. Premesso questo non era assolutamente mia intenzione limitare nessuno ma mi sto rendendo conto che come si toccano troppo certi argomenti e certi rapporti personali anche Tu perdi, a mio modesto avviso, quell’equilibrio che Ti ha sempre contraddistinto tanto da non valutare, sempre a mio modestissimo avviso che la mia frase “…viva il sito di Mauro Carbonetta che ci permette, ad ognuno di noi, di scrivere le prime cose che ci passano per la mente…” era un inno alla trasparenza ed alla libertà che si può egregiamente esprimere su questo muro. Mi dispiace che Tu l’abbia interpretata come una considerazione che facesse scadere il blog che gestisci addirittura imputandomi il fatto di voler “…imporre il limite arbitrario dettato da mie personali convinzioni su ciò che è giusto o sbagliato pensare e dire..” scusandoti per mio conto per l’offesa ricevuta(da chi ? ed a chi?) .Asserendo ciò e mi dispiace riscriverlo vedo/leggo in Te il risentimento su argomenti cari alla Tua cultura politica passata ed alle tue amicizie privando Tu, a questo punto ma soprattutto con questa presa di posizione, il blog della libertà che l’ha sempre contraddistinto. Quando avrai modo di incontrare la figlia di Mauro Rostagno potrai dirle che la vicenda di suo padre, sul Tuo blog che dovrebbe attenersi a tematiche relative a “Villesi nel mondo”, è stata accostata a quella di Carobbio e Conte. Io scrivo e continuerò a scrivere su questo muro su tutto ciò che riguarda Villa o fatti che afferiscono alla vita del paese indistintamente ed a trecentosessanta gradi. Credimi…sinceramente mi dispiace che Tu possa aver minimamente pensato/scritto che…”….Ti deluderò informandoti che non intendo impostare alcuna censura “…immagino che Tu abbia sbagliato persona. A disposizione per qualsiasi forma di chiarimento in merito, Ti saluto cordialmente senza rancore ma con un po’ di delusione.  
COSTANZO SACCONE
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Argomento:
E-MAIL: info@maurocarbonetta.com
NOME E COGNOME: Mauro Carbonetta
Data: 09 ottobre 2012
Leggendo i commenti su un sito in cui si affrontano argomenti che ci riguardano, ho notato che si tacciano di latitanza gli ambientalisti locali per il loro silenzio su una zona dove sono state notate panchine rovesciate, sedie rotte e rifiuti sparsi. Ora, è ovvio che si tratta di una situazione da segnalare e soprattutto da sanare, ma sembra quasi che la mancata segnalazione di questa situazione, dovuta probabilmente al fatto che le situazioni da segnalare sono INFINITE e non si riesce a occuparsi di tutte allo stesso momento, sia una dimostrazione di indifferenza…quando semplicemente l'interesse è stato dato prioritariamente ad altre situazioni semplicemente perché ritenute più gravi e urgenti. Mi riferisco ad esempio all'inquinamento del fiume Sangro (località Villa Santa Maria) da liquami e da sostanze tossiche, che, pur essendo meno appariscente delle panchine rovesciate in bella mostra, dal momento che interessa zone appartate e meno in vista, tuttavia rappresenta un problema che mette a rischio la salute pubblica e che pertanto va affrontato prioritariamente rispetto ad altre situazioni che sono sì sgradevoli, ma possono essere affrontate dopo che abbiamo pensato alla salute dei cittadini. Sono inoltre rimasto stupito e deluso nel leggere i commenti all'articolo. In essi par di capire che si parli di qualcuno di cui si saprebbe che abbia  commesso atti di danneggiamento dell'ambiente, si criticano apertamente quanti forse sanno ma non intervengono per presunte ragioni di comodo, ma poi si finisce per "girarsi dall'altra parte": ossia, dopo tante belle parole, chi fa capire che sa qualcosa non aiuta a identificare i responsabili. Questi nobili censori dell'ignavia altrui dunque potrebbero fare qualcosa per aiutare a identificare gli autori di danni all'ambiente, ma non lo fanno, preferendo semplicemente additare e giudicare quanti fanno lo stesso.
Mauro Carbonetta.
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Argomento: risposta a Costanzo
E-MAIL: info@maurocarbonetta.com
NOME E COGNOME: Mauro Carbonetta
Data: 09 ottobre 2012
<< Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione…>>( Articolo 21 della Costituzione italiana)
Caro Costanzo, se mi permetti l'ironia, ho raccolto il tuo invito e ho fatto, come suggerisci tu, una pausa di riflessione prima di pubblicare il tuo scritto… Poi ho deciso di pubblicarlo comunque, perché, nonostante il contenuto e soprattutto i toni fossero in contrasto con il su citato Articolo 21 della Costituzione, e in generale con la tolleranza e il rispetto delle opinioni altrui che mi è caro esprimere, ho pensato che in fondo non pubblicandolo avrei implicitamente accolto le direttive che esso suggeriva, ossia di delineare delle limitazioni di natura personale su quello che si può dire o non si può dire su questo blog. Ti deluderò informandoti che non intendo impostare alcuna censura che abbia come parametri di giudizio quello che piace o non piace a te, e neppure una censura che delimiti la libertà di pensiero e di pubblicazione su questo spazio in base a quello che piace o non piace a me o in base a quello che piace o non piace a chicchessia. Questo blog, come ho ribadito più di una volta, ha il fine di offrire un LIBERO spazio di espressione e di dialogo a chiunque voglia in esso cercare una modalità di comunicazione, di informazione, di discussione, di scambio di opinioni ecc. L'unico limite che ho tenuto a imporre a chi scrive è quello della educazione e del rispetto altrui, rifiutandomi di pubblicare missive che abbiano contenuti offensivi. Per quanto il tuo scritto sia poco cortese nei confronti di chi ha liberamente espresso una sua opinione senza offendere nessuno e firmandosi con nome e cognome, e nei confronti miei, ho deciso di pubblicarlo. Va da sé che quando scrivi " comunque viva il sito di Mauro Carbonetta che ci permette, ad ognuno di noi, di scrivere le prime cose che ci passano per la mente", suona un  pò offensivo nei confronti di quanti leggono e scrivono su questo sito con l'intenzione di proporre una discussione costruttiva su svariati argomenti, e mi scuso con quanti possano risentirsi leggendo questa espressione. Quanto all'argomento in discussione, per quel che mi riguarda chiunque è libero di fare i parallelismi che vuole e di interpretare i fatti di allora e quelli di adesso come meglio crede, alla luce delle proprie libere convinzioni. Personalmente, sono amico di Maddalena, la figlia di Mauro Rostagno, persona memorabile oltre che per le sue posizioni ideologiche progressiste, anche per la sua incessante lotta contro la mafia. Mi ha fatto piacere comunicare qualcosa su quest'uomo così intelligente, altruista, idealista su questo blog. Lotta Continua nacque, giova ricordarlo, in un contesto sociale profondamente diverso da quello attuale, un contesto dove vi era necessità di cambiare tante cose che erano sbagliate. Da questo movimento nacquero grandi trasformazioni ideologiche, anche se poi alcuni elementi commisero azioni che andarono ben al di là di quelle che erano le intenzioni trasformatrici e riformatrici della società che erano il reale obiettivo del movimento. Se poi qualcuno a suo tempo, per togliersi delle responsabilità, finì per addossarle ad altri, o se non andò così, è cosa che non è dato a noi conoscere e giudicare, così come ora non sta a noi decidere come è andata davvero la faccenda Carobbio-Conte. Allora come ora è compito dei magistrati cercare di fare chiarezza, ma ciò non toglie che ciascuno è libero di fare deduzioni, accostamenti, ripensamenti, confronti su questo e su qualsiasi argomento, purchè abbia cura di esprimersi in termini civili e di esprimere i commenti, se non si tratta di verità accertata, in termini di proprio pensiero liberamente espresso che può essere liberamente condiviso o non condiviso. Pertanto, caro Costanzo, continuerò volentieri a pubblicarti se vorrai scrivere altri interventi, ma non pretendere che io imponga a quanti leggono e scrivono su questo sito il limite arbitrario delle tue personali convinzioni su ciò che è giusto o sbagliato pensare e dire.
Mauro Carbonetta.
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Argomento:
E-MAIL: costanzo.saccone@telecomitalia.it
NOME E COGNOME: Costanzo Saccone
Data: 09 ottobre 2012
Capisco che ogni volta che mi si legge la penna brucia di livore…ma sono io che chiedo cosa c’entra Rostagno accostato a Conte e Carobbio? A Leonardo Marino..????....Invito cordialmente a fare delle pausa di riflessione prima di elaborare e pubblicare in rete uno scritto avendo letto (come dichiarato)in precedenza “pezzi” con due tematiche così lontane sia nei contenuti che nel tempo….ma forse la precipitazione nel dover a tutti costi contrastare il tanto antipatico porta a questi clamorosi autogoal(per rimanere in tema). Parlare ancora in questo contesto e su questo muro dedicato a Villa ed ai villesi nel mondo di Adriano Sofri che sì è stato condannato a 22 anni ma ne ha scontati solo 15 per lo più tra arresti domiciliari (dal 2007 per problemi di salute) mentre dal 2005 aveva usufruito di un permesso per lavorare fuori dal carcere nell’archivio della Normale di Pisa…e poi parlare di Carobbio (sich!!!)…e di Conte(che come Sofri) ha subito una riduzione della…..”pena” da parte del TNAS…..mi sembra veramente inverosimile…ma comunque viva il sito di Mauro Carbonetta che ci permette, ad ognuno di noi, di scrivere le prime cose che ci passano per la mente…buona giornata…
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Argomento:
E-MAIL:
NOME E COGNOME: Daniele Falconio
Data: 6 ottobre 2012
Avendo letto, poco prima, su un altro sito un articolo relativo alla tanto attesa sentenza sul caso Conte (allenatore di calcio), coinvolto in una vicenda di calcio-scommesse dal suo accusatore Carobbio (calciatore), e poi, appena dopo, un commento, su questo sito, in merito alla ben più famosa e triste vicenda Calabresi-Sofri, mi è venuto da pensare (paragone forzato?):
Leonardo Marino sta ad Adriano Sofri come Carobbio sta a Conte!
In ogni caso (fonte wikipedia, per definizione "l'enciclopedia libera") Adriano Sofri, indicato da Leonardo Marino come colui che, insieme a Pietrostefani, l'avrebbe incaricato di commettere l'omicidio del commissario Calabresi, ha espiato totalmente la sua pena con 22 anni di carcere; Leonardo Marino, invece, che, dopo una crisi di coscienza, confessò alle autorità la sua partecipazione attiva all'omicidio del commissario Calabresi, in quanto collaboratore di giustizia, scontò complessivamente alcuni mesi di carcere preventivo e alcuni anni di arresti domiciliari.
Ma tutto ciò solo perché è giusto precisare che Mauro Rostagno, in questa triste vicenda, non c'entra un bel nulla, ha semplicemente condiviso da giovane con Sofri, con tanti altri e ahimé anche con Marino, delle idee politiche.
Saluti a tutti
Daniele Falconio
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Argomento:
E-MAIL:
NOME E COGNOME: costanzo saccone
Data: 30 settembre 2012
Onore a Mauro Rostagno, un martire, ucciso dalla mafia…oppure si pensò che il delitto potesse essere maturato all'interno di Saman, per traffico di stupefacenti nella comunità…oppure legata alla scoperta di un traffico d'armi con la Somalia in cui fossero coinvolti Servizi deviati e volesse farne pubblica denuncia…chissà…Rostagno, uomo dalla sensibilità unica fu il primo giornalista in Italia a girare, negli anni ottanta, uno spot sulla prevenzione dell'Aids….vi rendete conto negli anni 80…agli albori di questa peste…però…però…celebrare su questo muro un condannato nel 1990, e nel 1997 in via definitiva, insieme a Giorgio Pietrostefani e Ovidio Bompressi, che il 9 gennaio 2009, in una intervista al Corriere della Sera, pur ribadendo la sua innocenza, si è assunto la corresponsabilità morale dell'omicidio….mi sembra troppo…parliamo di Villa…parliamo del nostro adorato paese…della nostra amata regione…parliamo anche di martiri…quelli veri e non perché sono stati vigliaccamente assassinati…. e non celebriamo persone, almeno su questo muro, che hanno preso in giro molti di noi per molti anni…
costanzo saccone
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Argomento: degrado ambientale
E-MAIL: info@maurocarbonetta.com
NOME E COGNOME: Mauro Carbonetta
Data: 29 settembre 2012
Come molti cittadini avranno notato, negli ultimi tempi alcune situazioni di degrado ambientale, segnalate inutilmente alle autorità competenti nei mesi passati, stanno degenerando fino ad assumere le caratteristiche di emergenza ambientale. In particolare mi riferisco a:
1)   Rottura di porzioni della rete fognaria, con conseguente scarico di liquami nel fiume. A tale riguardo, per chi volesse verificare, consiglio di visionare i video prodotti (Villa Santa Maria...un posto fantastico lasciato all'abbandono!!!)  da Alex Caporale, ex consigliere provinciale ed esponente dei Verdi. In essi è possibile inoltre vedere come nel fiume si trovino diversi pezzi di eternit, materiale notoriamente pericoloso per la salute e per cui è obbligatorio lo smaltimento in appositi siti di raccolta. Inoltre, a causa della inciviltà e della incuria di pochi cittadini, tutti gli altri sono costretti a trovare lungo gli argini, come si vede dai video, copertoni di automobili e rottami di vario genere. Si tratta di situazioni segnalate inutilmente da anni dai cittadini, ma non vi è stato posto rimedio, nonostante il potenziale danno per la salute della popolazione.
Spiace percepire in certi toni e commenti nei video summenzionati che vi sia scarso rispetto e considerazione delle nostre bellezze naturali da parte della popolazione locale; probabilmente chi ha visto con tristezza il degrado ecologico del nostro fiume e ha realizzato tali video con lo scopo di intervenire in qualche modo, probabilmente non sa che da anni certi problemi sono oggetto di segnalazione e di lamentele da parte degli inascoltati cittadini di Villa Santa Maria. Fino a quando sarà tollerata dalle autorità competenti la persistenza di situazioni di grave inquinamento (eternit, liquami fognari, ecc) che arrecano danno alla salute dei cittadini? Ci auguriamo che finalmente qualcuno decida di affrontare questi problemi. Colgo l'occasione per ringraziare Alex Caporale e i Verdi, sperando che l'interesse da loro dimostrato per le nostre bellezze naturali a rischio e per la salute dei cittadini minacciata dalle sostanze inquinanti mostrate nei video non si esaurisca con la semplice documentazione dei fatti, ma continui con iniziative concrete, che molti cittadini, ne sono certo, saranno pronti ad appoggiare.
  
                                                 -  16 agosto 2012 -                                                                             29 settembre 2012 -

2)   Nonostante alcuni cittadini si fossero attivati per l' accalappiamento da parte della ASL, successiva sterilizzazione e reimmissione sul territorio dei cani femmina senza proprietario vaganti per il paese, il tutto gratuitamente, senza alcun onere di spesa per il comune, la firma della apposita richiesta è stata sempre rimandata, con la ovvia conseguenza che nella inutile attesa sono nati altri cani randagi, e altre femmine continuano ad andare in calore. Pertanto, nonostante rientrasse tra i compiti delle autorità comunali preposte occuparsi di tale problema, se alcuni cittadini ci hanno voluto pensare da soli sono stati bloccati nella loro azione dalla indifferenza delle autorità, e avremo una ulteriore proliferazione di randagi che si sarebbe potuta evitare. La sterilizzazione, gratuita, avrebbe arrecato vantaggio sia ai cittadini che ai cani stessi, poichè ovviamente, finchè il numero dei randagi è limitato, è più facile che trovino di che sfamarsi ed è meglio tollerata la loro presenza.
Mauro Carbonetta.
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Argomento:
E-MAIL: fabriziodicicco1979@libero.it
NOME E COGNOME: Fabrizio Di Cicco
Data: 28 settembre 2012
Ho letto abbastanza della vita di Mauro Rostagno e dentro di me onoro sempre la sua memoria. Complimenti di cuore a chi ha inviato alla redazione l'articolo di Adriano Sofri e il discorso tenuto da Giuliano Pisapia. Si leggono di un fiato e riempiono il cuore di emozioni, voglia di vivere e desiderio di combattere per la LEGALITA', contro tutte le mafie e tutti i ladri.
Fabrizio Di Cicco
P.S.: dopo aver inviato la mail che avete appena letto, ho saputo dal gestore del sito che gli articoli sul compianto Mauro Rostagno li ha pubblicati lui. Mi pare doveroso pertanto inviare i miei complimenti a Mauro Carbonetta per il bel pensiero.
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Argomento:  Il mio amico Rostagno ucciso quindici anni fa di Adriano Sofri
E-MAIL:
NOME E COGNOME:
Data: 28 settembre 2012
Il mio amico Rostagno ucciso quindici anni fa
di Adriano Sofri
“La Repubblica” 19 settembre 2012
È così bello il settembre, e così pieno di cattivi anniversari. Il 26 settembre di quindici anni fa è morto ammazzato Mauro Rostagno, in un agguato, su un viottolo che lo riportava alla comunità che era la sua casa, nella campagna di Trapani. Era nato il 6 marzo 1942, aveva quarantasei anni, chissà quante vite avrebbe avuto ancora. Di tutti quelli che ho conosciuto, era il più pronto a prendersele tutte, le vite che abbiamo in offerta. In una era stato un leader del ´68, come si dice, ironico, geniale, seducente, spavaldo e musicale. Ora si fanno dei film, non so se sia un buon segno, né se siano brutti o belli. Non so nemmeno se fosse bella o brutta la cosa stessa, quando successe.
Fra gli acquisti senz´altro importanti di quella stagione sta l´amicizia. Ogni tanto succede che le persone diventino amiche dentro larghi e trascinanti cambiamenti del loro mondo, sicché un ideale e un sentimento comune, giorni e notti condivisi, suscitino in loro un´intimità di pensieri speranze e gesti capaci di sopravvivere alla fine della consuetudine, al mutamento dei pensieri e dei gesti, e anche al mutamento di sé. La comunanza politica in tempi normali non basta a questo. Solidarietà o rivalità magari, ma è un´altra cosa. Le amicizie saldate dentro tempi accesi hanno una forza cui non si saprebbe rinunciare. Rischiano anche una meschinità, una vanità o un astio da reduci di qualcosa, e bisogna guardarsene. Ma si è grati del riconoscimento reciproco e generoso, della fiducia che si può riporre in tante altre e tanti altri una volta che le belle bandiere e le brutte maschere ideologiche siano cadute, e abbiano lasciato sole le persone.
Così ero amico di Mauro Rostagno, benché dopo la liquidazione di Lotta Continua si scegliesse vite così differenti dalle mie che potevamo riderne allegramente a ogni incontro. Fu inquilino della Macondo milanese e notturna, arancione di Poona, bianco della Comunità di Saman, pedagogo della "scuola del Sud", denunciatore intrepido della mafia siciliana, e chissà quante cose ancora che non ho saputo. Nemmeno per quale di quelle esistenze sia stato assassinato, e da chi: gente numerosa, che cammina libera nelle strade di questo mondo. Quando tanti amici venuti da tutte quelle vite seguirono in una Trapani stupefatta il funerale di Mauro io mancavo, perchè ero agli arresti, accusato di aver fatto da mandante di un altro omicidio. Mentre venivo processato come mandante di un omicidio, fu insinuato in un´aula di tribunale che avessi avuto parte di complice anche nell´assassinio di Mauro. Ci sono state enormità che non si devono commentare, in questi nostri anni, se si abbia rispetto di sé. Venne anche il momento in cui la giustizia catturò come correa dell´assassinio di Mauro la donna che era la sua compagna e la madre di sua figlia. Un piccolo sbaglio, commesso nel clamore e corretto alla chetichella. Basta così.
Quindici anni dopo, ho ritrovato quello che scrissi allora, e che gli avvenimenti travolsero. Andai alla tomba di Mauro a novembre. E´ in un camposanto di Valderice, in cima a uno sperone, dirimpetto a Erice. Ci tira vento, e la vista spazia sul mare omerico e le isole. E´ strano come sia difficile comprare dei fiori freschi a Trapani: o sarà perché ce ne sono già dovunque. Vanno forte i fiori artificiali. Ma nonostante il novembre i campi attorno erano pieni di iris selvatici e di calendole arancioni. Andai poi a visitare la sua stanza, a guardare i suoi pochi libri - io avevo, nel frattempo, accumulato migliaia di libri - a guardare le cassette delle sue intrepide denunce televisive contro i mafiosi, ad abbracciare Monica, la sua figlia di quando aveva avuto vent´anni, e Maddalena, che era nata dentro Lotta Continua e ora aveva quindici anni e un cane pastore bianco con la coda dipinta di azzurro. C´era, ospite della comunità, una ragazza autistica di nome Veronica, una specialmente sensibile e intelligente, di cui Mauro si era preso più cura. Veronica comunicava solo attraverso brani di canzoni scelti dentro una sua pila di dischi. Quando seppe della morte di Mauro, Veronica
mise su la canzone che dice: "Signore, è stata una svista, abbi un po´ di riguardo per il tuo chitarrista".
Mauro aveva avuto paura di essere brutto, da bambino. Venuto il momento si era fatto crescere la barba per nascondercisi dietro, e aveva scoperto di essere bello, e somigliante al Che - o piuttosto, mi sembrava, a un moschettiere della regina. Sua sorella raccontava che da bambino era convinto che le cose gli andassero storte. A scuola, al Rosmini, fecero piantare agli scolari dei bulbi in vasetti, per imparare la sintesi clorofilliana. I bulbi crebbero, benché sbiaditi, chiusi dentro l´armadio dei cappotti: tranne quello di Mauro, perché l´aveva piantato alla rovescia, e alla fine germogliò dalla parte di sotto. Era timidissimo, e continuava a pettinarsi. Alle elementari, raccontava lui, "avevo difficoltà a esprimermi, ero balbuziente, ero bravo negli scritti ma non negli orali". Da grande diventò, a Trento e nelle assemblee di tutta Italia, un leader carismatico e un oratore smagliante. Negli scritti andava meno forte, ma per un´impazienza ai pensieri troppo ordinati e pettinati. Piuttosto, era un magistrale coniatore di slogan - e in qualche angolo scriveva poesie. Era felicemente eclettico, ciò che in tempi dogmatici lo rendeva sospetto ai sistematori politici e a chi si aspettava molto dalle scuole quadri: sospettava lui stesso del proprio eclettismo, e di tanto in tanto si costringeva a qualche pedanteria scolastica.
Suo padre aveva suonato per diletto la chitarra classica, lui alla fine la ereditò e ci cantava sopra, un giorno la regalò a un giovane della comunità perché gli era simpatico. Quando morì Jimi Hendrix Mauro faceva il giornale di Lc e pubblicò una sua foto e la didascalia: "Suonava e cantava da dio. Morto a 24 anni per eccesso di droga. Con lui i padroni hanno vinto". Del mimetismo, che era il contrassegno della nostra "militanza", era un vero maestro. L´eclettismo sta alle idee come il mimetismo sta alle persone in carne e ossa. Mauro poteva diventare un operaio (lo era stato), uno studente di sociologia, un docente di sociologia, un proletario occupante di casa di Palermo - restava maschio, naturalmente: questo fu il limite insuperato del nostro mimetismo, nonostante qualche imbarazzante tentativo...
Nel ´69 l´Italia conobbe per l´ultima volta il tentativo degli operai di diventare una classe dirigente generale, l´aspettativa che era stata della rivoluzione comunista di Gramsci e della rivoluzione liberale di Gobetti. Mauro lasciò la troppo periferica Trento per Milano, e si arruolò al marciapiede della Pirelli. "Ogni giorno mi alzavo alle quattro del mattino per andare davanti alla Pirelli. Poi tornavo a casa, dormivo un paio d´ore, ritornavo alla fabbrica verso le undici e ci stavo fino alle tre. Un panino e tornavo alle porte alle cinque per l´uscita del 'giornaliero´. Dopo la riunione, tra le sette e le otto, andavo a mangiare. Dalle dieci alle undici, di nuovo di fronte alla fabbrica per l´entrata e l´uscita dei turni". "Ci spiegava le cose che facevamo in un modo così bello che noi non avremmo potuto accorgercene", avrebbero detto gli antichi operai della Philips in una serata dedicata al suo ricordo. Era un poliglotta politico, parlava con entusiasmo e applicazione il dialetto di un operaio delle valli trentine, o il brianzolo, o il palermitano. In Sicilia, dove si era trasferito a fare il dirigente di Lotta Continua, guidò una clamorosa occupazione popolare, a partire dallo Zen, nella cattedrale di Palermo, conclusa con una specie di adesione dello stesso cardinale arcivescovo.
Mimetico, Mauro era però inimitabile. Le sue idee erano inservibili senza di lui, fantastiche in lui. Le sue idee erano meno importanti di lui: ci sono persone per le quali è vero il contrario, e non hanno da starne allegri. Più delle idee esplicite, c´era nel trascinante mimetismo di Mauro qualcosa che contava di più, e durò sempre: un lancinante desiderio di essere amato. Conquistava gli altri perché voleva essere amato, e intanto era prodigo di sé. Più tardi fu pronto a deplorare il leaderismo e il maschilismo di allora, e a rimpiangere di non essere stato più amato "per sé".
Era trionfalista, come noi allora: e anche spaventato e allarmato, come noi. A differenza della maggioranza di noi, illusi che la maturità della lotta di classe tenesse l´Italia al riparo dal flagello
della droga, sapeva che cosa sarebbe successo - era già successo. Quando salutammo la rivoluzione che non avevamo fatto, e ci salutammo reciprocamente, se ne andò con una tristezza ma senza risentimenti. (Venne a cercarmi una volta in piena notte, da un´altra città, per dirmi che aveva avuto un pensiero urgente: che io non ero stato un padre in Lc, ma una madre. E ripartì). A Trento, aveva festeggiato i vent´anni del Sessantotto con un discorso pubblico in cui spiegava che eravamo stati sconfitti, e aggiungeva: "Per fortuna". Infatti, l´abbiamo scampata bella.
Anniversari. Pochi giorni fa Mauro è diventato nonno di un bambino. Maddalena aveva quindici anni, dunque ne ha trenta. Le ho scritto in pubblico, così. "Siccome dormo poco, ho tempo per immaginare cose: certe volte non distinguo più fra le cose che immagino e quelle che sogno. Ho immaginato che una trentina di anni fa Mauro e io fossimo insieme in qualche ristorante balcanico, e una brava zingara ci leggesse la mano, trasalisse come al solito e poi, alle nostre spavalde insistenze, predicesse che saremmo diventati nonni nello stesso anno, il 2003, uno dei due da morto, l´altro da carcerato; e che io e Mauro ci fossimo guardati per un momento seri, poi fossimo scoppiati a ridere, e avessimo offerto da bere alla brava zingara e a noi, brindando a nipotina e nipotino. Poi ho immaginato - forse sognavo già - che Mauro non fosse stato ammazzato e io non fossi in galera, e che ci fossimo dati un appuntamento in qualche osteria balcanica per festeggiare fra noi due coetanei la pressoché contemporanea promozione a nonni, e che bella bevuta avremmo fatto, e che brava zingara avremmo invitato al nostro tavolo per leggerle la mano
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Argomento MESSAGGIO DI GIULIANO PISAPIA, Sindaco di Milano, per Mauro Rostagno, letto la sera del 25 settembre alla Sala della Provincia.
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NOME E COGNOME:
Data: 28 settembre 2012
Cari amici,
questa è una serata di libertà e di verità: due valori che Mauro ha inseguito per tutta la vita, e anche nella morte.
La vita di Mauro è stata una corsa verso la libertà. Una corsa tumultuosa, appassionata. Una corsa pagata con la vita. Mauro è stato un uomo libero che ha inseguito la giustizia, la libertà. Da 24 anni, dal giorno della sua morte, Mauro ci insegna che chi lotta per un’idea è vivo. Sempre. Mauro è vivo stasera, nell’impegno e nella lotta dei suoi amici, di sua figlia Maddalena, e di tutti coloro che credono ad una Italia libera, aperta, nuova.
...Un impegno che è vivo anche nella città. Perché se dopo tanti anni di silenzio e di negazione Milano è tornata ad essere una Città antimafia lo deve a quei semi di reazione civile, di coscienza pubblica che uomini come Mauro hanno diffuso nella società italiana.
Milano ha abbattuto il muro del silenzio contro le mafie, ha costituito una Commissione antimafia, ha messo in campo strumenti amministrativi nuovi contro le infiltrazioni, ha ricominciato a collaborare a tutto campo con la magistratura. Oggi Mauro sarebbe felice di una Milano che è tornata ad essere l’avanguardia dell’innovazione sociale e della legalità.
Mauro aveva scelto Milano per la sua attività politica e culturale, con Macondo e non solo. Mauro vedeva in Milano un contesto adatto al cambiamento, una disponibilità di energie capaci di dare un messaggio nuovo al Paese. Oggi Milano attraversa molte difficoltà, ma è tornata a credere nel cambiamento, in una idea nuova di cittadinanza, di partecipazione, di solidarietà.
Il 26 settembre riprende il processo Rostagno contro i due imputati Vincenzo Virga e Vito Mazzara. Il processo va avanti da un anno e otto mesi. Milano chiede con forza la verità su Rostagno. Una verità che la storia e la cronaca hanno già scritto, perché che Mauro sia morto per mano mafiosa è un fatto solare. Bisogna però fare luce: luce sui mandanti, e luce anche sul contesto, per dirla con Sciascia, sulle connivenze, sulle omertà. Mauro è stato un uomo di pace, di pensiero, di creatività. Un uomo che non si accomodava nelle definizioni degli altri, che cercava sempre un orizzonte nuovo. Per questo Milano ne onora oggi non la memoria, ma la vita: la testimonianza, la passione civile.
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Argomento: Il calzolaio inventore
E-MAIL:
NOME E COGNOME: Isabella Turco
Data: 28 settembre 2012
Lo scopo della ricerca che i nostri figli Andrea in maggior modo e Claudio hanno voluto fare, era solo rivendicare che l'invenzione del Casco, era stato fatto da un italiano, maggiormente da un Abruzzese!
Enzo e Isabella.
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Argomento: calzolaio-inventore = Luciano Di Lello
E-MAIL: ltinto@excite.it
NOME E COGNOME: Luciano Tinto
Data: 25 settembre 2012
LUCIANO DI LELLO, NON SOLO INVENTORE DEL CASCO, MA...leggi tutto
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AVVISO A TUTTI I POSSESSORI DI FABBRICATI RURALI
OBBLIGO DI ACCATASTAMENTO DI TUTTI I FABBRICATI RURALI

A CAUSA DELL'ENTRATA IN VIGORE DELL'IMU SPERIMENTALE PREVISTA ALL'ART. 13 DEL D.L. 201/2011 I fabbricati rurali iscritti al catasto terreni dovranno essere dichiarati al catasto edilizio urbano entro il 30 novembre 2012, tramite presentazione di apposito Doc.Fa (la denuncia catastale di accatastamento degli immobili).
Si invitano i possessori di tali fabbricati di rivolgersi per tempo al proprio tecnico di fiducia per regolarizzare la propria posizione.
Si ricorda, peraltro, che tali immobili, anche se classati nel corso del 2012, saranno comunque tassati già dall'1/01/12: nel caso in cui la pratica di accatastamento non fosse ancora completata, il versamento dell'acconto IMU 2012 in scadenza il prossimo 18/06/12 avverrà sulla base di una rendita presunta, imposta che poi verrà conguagliata una volta attribuita la rendita definitiva.
Rimangono esclusi dall'obbligo di accatastamento al catasto dei fabbricati gli immobili indicati all'art.3, co.3, del D.M. n. 28/98; si tratta di immobili agricoli di rilevanza del tutto residuale, ossia:
o manufatti con superficie coperta inferiore a 8 metri quadrati;
o serre adibite alla coltivazione e protezione delle piante sul suolo naturale;
o vasche per l'acquacoltura o di accumulo per l'irrigazione dei terreni;
o manufatti isolati privi di copertura;
o tettoie, porcili, pollai, casotti, concimaie, pozzi e simili, di altezza utile inferiore a 1,80 metri, purché di volumetria inferiore a 150 metri cubi;
o manufatti precari, privi di fondazione, non stabilmente infissi al suolo.
Nel caso di inadempienza del contribuente all'obbligo di accatastamento, provvederà il Comune a segnalare l'immobile agli uffici catastali che provvederanno al classamento d'ufficio, ovviamente con spese a carico del contribuente e applicazione delle sanzioni
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Argomento:
E-MAIL: l_ianna@libero.it
NOME E COGNOME: Loris Iannamico
Data: 19 settembre 2012
Un ringraziamento particolare a Mauro e a tutti coloro che mi sostengono in questo mio percorso...Grazie di cuore.
Loris Iannamico
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Argomento:  all'anonima
E-MAIL:
NOME E COGNOME: TRIVELLATO LUCIANO
Data: 13 settembre 2012
Penso che su ogni lettera sia buona norma farsi precedere da nome e cognome, ma io le voglio rispondere egualmente...io sono innamorato di villa anzi di tutto l'abruzzo anche se no e' la mia regione....amo lo spuntar della luna su monteferrante.l'altra mattina all'alba mi sono alzato alle tre per scattare una magnifica foto ad una magnifica falce di luna. amo la penna cioe' la roccia che con la sua ombra serale disegna magnifichi arabeschi sul paese.venni per la prima volta a villa nel 1949 e quando tornai al mio paesello in veneto. su di un tema frequetavo la secconda ell. scrissi cosi' villa un paese meraviglioso attraversato da un nastro d'argento.......se non lo capisce sarebe il fiume sangro.....ma nulla mi impedisce di dire che villa non e' piu la piccola capitale le sangro come io la definivo molto tempo fa nessuno mi puo impedire che attualmente e un paese non troppo pulito come ebbe a riferire sua ecc. il vescovo in mia presenza al comissario prefetizio durante la sua visita pastorale....LA saluto e si firmi.
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Argomento:  
E-MAIL:  
NOME E COGNOME:  
Data: 9 settembre 2012
Ma quanto parlare male di questo paese, SONO INDIGNATA, si parla solo di immondizia, di risanamento della cassa comunale, di gattini buttati al vento, del cimitero, delle tele del MAESTRO OLIVO ecc....perchè non parlare del premio LAUZI assegnato a LORIS JANNAMICO, della MOSCA ripristinata al palazzo MOSCA ? E chissà di quante altre belle cose che questo paese ha. E' IL MIO PAESE E SONO ORGOGLIOSA DI ESSERE NATA QUÌ.
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Argomento: risposta a Carmela
E-MAIL: info@maurocarbonetta.com
NOME E COGNOME: Mauro Carbonetta
Data: 28 agosto 2012
Cara Carmela,
ho letto e riletto la tua lettera, ma non riesco a capirla. In effetti non mi sembra di essermi dissociato dalla tua iniziativa, semplicemente intendevo dire che se uno decide di passare all' "azione", non per questo ha il diritto di denigrare la "comunicazione". Mi chiedi a quali denigrazioni mi riferisco?
1)   Le lamentele sul web non servono a niente!!
2)   Caro Mauro, hai ragione, le lamentele sul web servono infatti il cimitero è pulito, la raccolta differenziata funziona, l'acqua è tornata, il paese è uno splendore e il Comune ha riaperto.
p.s. Carmela il web è un mezzo che risulta sterile se non è seguito da azione
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In passato, se permetti, sono passato all'azione tante volte, ma non mi sono mai sentito di denigrare chi decideva di limitare il proprio intervento all'area della discussione e dello scambio di vedute. Anche questo è un modo di esercitare la DEMOCRAZIA, e se non sei
d'accordo è evidente che non abbiamo lo stesso concetto di democrazia. Inoltre, in democrazia anche chi decide di passare all'azione è libero di farlo nel modo che più gli aggrada. Per rispondere col tuo stesso esempio, dopo l'episodio del gattino, ho riflettuto su quello che doveva essere il modo migliore di rispondere al gesto, e sono intervenuto nel modo che, fatte diverse considerazioni, a me sembrava il più sensato. Ciò non toglie che tu in qualsiasi momento possa decidere di scegliere al riguardo le azioni che più ti aggrada di fare. Io non devo necessariamente fare le scelte tue, io faccio le mie; nessuno ti impedisce di fare le scelte tue; io rispetto le tue scelte, tu rispetta le mie. Quanto al mio spazio web, se ti sembra che sia inutile e non serva a niente, neanche capisco perché lo leggi e perché ci scrivi...
Mauro.
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Argomento: risposta a Mauro
E-MAIL:
NOME E COGNOME: Carmela Di Cicco
Data: 28 agosto 2012
Caro Mauro,
prendo atto della  tua  dissociazione dalla mia inziativa di incontrare la Commissaria e la rispetto. Certamente si tratta di un'azione  personale e rimane tale e l'averti chiesto ospitalità era solo per avere un mezzo di comunicazione. Quanto poi alle denigrazioni e alle limitazioni di libertà nelle discussioni non capisco a cosa ti riferisca. Detto questo,tengo a precisare che la mia iniziativa nasce perché, pur rispettando le Istituzioni, ritengo si debba  chiedere conto del loro operato . Esse non sono Enti virtuali ma sono composti da cittadini come noi,  pagati con i nostri soldi ed anche eletti da noi e non li ritengo "a prescindere" infallibili o intoccabili. Noi cittadini dobbiamo essere il loro pungolo e con il nostro continuo controllo  dobbiamo incitarli a ben operare. Non mi sembra irriguardoso nei loro confronti o sovversivo, andare a chiedere le motivazioni delle disfunzioni o dei rimedi che si intendono applicare ,magari prospettando anche soluzioni od offrendo collaborazione. Questo per me è partecipazione diretta alla cosa pubblica, é sinonimo di vitalità è in una parola esercitare la DEMOCRAZIA  .
Una domanda : - l'intervento ironico non firmato a cui ti riferisci è quello in cui si dice che il cimitero é pulito ecc...?- beh, se parli di quello é firmatissimo perchè c'é il mio nome ed è evidente che si è trattato di un errore di trascrizione ; il p.s. era sotto la firma. Comunque, visto che c'era della palese ironia nelle mie parole, era chiaro che non volessi demolire  il  Web ,  ma  ribadisco che se le proteste non sono seguite da azioni, la loro efficacia é limitata e circoscritta nel tempo, pertanto destinata ad esaurirsi.  
Per meglio chiarire il mio pensiero su cosa intendo  dire, prendo spunto dalla storia  del gattino.
Il brutto episodio del gatto sicuramente ha suscitato indignazione in tutti noi ma dopo mezz'ora quanti stavano ancora a pensarci? l'episodio aveva esaurito l'effetto e l'atto vandalico annoverato tra i tanti venuti a nostra conoscenza. . Se invece  ci avessi raccontato che qualcuno all'indignazione aveva fatto seguire l'azione  denunciando il ragazzo  per maltrattamento agli animali , non avremmo dimenticato questo atto  di civiltà che ci sarebbe stato da esempio ed oggi avremmo un vandalo in meno in giro.
Carmela
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Argomento: a proposito del gattino...
E-MAIL: info@maurocarbonetta.com
NOME E COGNOME: Mauro Carbonetta
Data: 28 agosto 2012
Sono d'accordo anche io che certi comportamenti vanno repressi, ma sono sicuro che un intervento diretto si infrangerebbe contro un muro di "non l'ho fatto apposta, è stato un incidente", "il gattino mi è scivolato di mano mentre ci giocavo", ecc. Il farla franca poi rafforzerebbe la spavalderia. Ho preferito per ora allertare i genitori del ragazzo, sperando che si rendano conto che quanto è accaduto prelude ad azioni ben peggiori, se non viene inculcato a questo degenere il senso del rispetto per tutte le forme di vita e l'educazione civica. Il gattino l'ho riportato io alla signora, era contento, mi ha ringraziato pisciandomi addosso.
Mauro Carbonetta
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Argomento:
E-MAIL: info@maurocarbonetta.com
NOME E COGNOME: Mauro Carbonetta  
Data: 25 agosto 2012
Ci sono enti specifici preposti a fare supervisione, denuncia e intervento in merito a situazioni come quelle che di recente sono state oggetto di discussione su questo sito: il cimitero, il degrado urbano, la mancata rimozione dei rifiuti. Fatta questa ovvia premessa, non condivido le critiche sulla presunta inutilità delle segnalazioni e discussioni sui tali argomenti su questo sito, e le velate accuse di mancato intervento diretto con le autorità competenti.  Questo spazio web  non vuole sostituirsi alla vigilanza molto attenta degli enti preposti, come il Corpo Forestale dello Stato, la Protezione Civile, i Carabinieri, i Vigili Urbani, ecc; esso intende essere semplicemente una vetrina di connessione e di comunicazione, dove si può esporre, proporre e discutere, facilitando semmai l'opera dei suddetti enti tramite segnalazioni e a volte anche proposte di collaborazione concreta. Ben venga se poi ne nascono dei miglioramenti manifesti, come dimostra l'impegno dei volontari dell'Ass. amici di Villa Santa Maria, che hanno pulito il cimitero e l'attivazione della ditta preposta alla raccolta dei rifiuti che ha continuato il lavoro. Questo sito è un semplice mezzo di comunicazione, e non di azione, anche se poi possono nascere delle azioni tangibili e costruttive da dissertazioni e discussioni: in molti, hanno usufruito di questo spazio per esporre varie problematiche, e spesso sono sorte opportunità di aggregazione, di mutuo aiuto che hanno portato a cercare di risolvere alcuni problemi, e ciò mi sembra di per sé un risultato raggiunto. L'iniziativa personale rivolta alle autorità competenti va al di là delle finalità di questo sito, e deve essere una libera scelta. Tale scelta non conferisce a chi l'ha fatta propria il diritto di limitare la libertà di discussione e dei dialogo su questo sito, e di denigrare chi liberamente partecipa con i propri interventi.
Infine, se qualcuno preferisce partecipare con commenti ironici di dubbia sagacia senza neanche la correttezza di firmarsi come fanno gli altri faccia pure, ma mi sembra che questo in realtà non serva a niente.
Mauro Carbonetta.
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Argomento:
E-MAIL: info@maurocarbonetta.com
NOME E COGNOME: Mauro Carbonetta  
Data: 25 agosto 2012
Negli ultimi tempi abbiamo ampiamente discusso del degrado urbano che affligge il nostro paese, argomentando su cumuli di rifiuti, inquinamento del fiume e delle aree verdi, stato di abbandono del cimitero, ecc. Ci sono altre forme di degrado più sottili ma ugualmente deleterie che aumentano ancor più lo squallore imperante. Mi riferisco a gesti di totale inciviltà come quello che ha avuto come protagonista un povero gattino pochi giorni orsono. La bestiola si era smarrita, e fiduciosamente si avvicinava ai passanti, facendo le fusa, sperando forse di essere soccorsa. Alcuni giovani per passatempo hanno deciso di scaraventare l'innocua bestiola oltre il parapetto del fiume, in un punto dove era destinata a precipitare sulle pietre. Senza un motivo: così, per noia. A quanti hanno espresso biasimo per il gesto e dispiacere per il gattino devo dire che il micino, a sorpresa, è ricomparso, miracolosamente illeso, ed è stato riconsegnato alla proprietaria, che lo cercava da giorni. Penso che non ci sia bisogno di commentare il gesto dei nostri annoiati teppisti. Mi limito a riportare l'opinione al riguardo di un "noto personaggio"… " La grandezza di una nazione ed il suo progresso morale si possono giudicare dal modo in cui essa tratta gli animali." Mahatma Gandhi
Mauro Carbonetta
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Argomento: le grandi cose, i grandi problemi!
E-MAIL: antonio.cignelli@poste.it
NOME E COGNOME: antonio cignelli  
Data: 24 agosto 2012
le grandi cose, i grandi problemi! si da voce alle grande problematiche di un paese quali i rifiuti, la situazione idrica, od un comune chiuso per ferie! sacrosante problematiche, guai ha non farlo! non scrivo perchè diretto interessato del problema, quindi da portatore dĚndicap quale sono perchè sarebbe troppo facile, ma da semplice cittadino di questo paese. Dei parcheggi selvaggi anche in tempo di senso unico, oppure di rami di alberi che fioccano al di qua della strada e che andrebbero mantenuti come si dovrebbero dai proprietari, dei locali pubblici inaccessibili, dello stesso giardino comunale od altro che dir si boglia inaccessibile, mai nessuno ne parla in modo serio! Si parla tanto di senso civico, di rispetto delle regole ecc... però mai una vera e profonda presa in considerazione di questi problemi che tutti ribattezzano problema sociale o pari opportunità! Tutti i problemi che riguardano una società sono di livello sociale, tutti hanno e devono avere il diritto di accedere a questo od a quello per un proprio crescere personale e confrontarsi nel corso della vita. Di questi problemi ci si riempie la bocca, ci si ferma e ci si riflette solo in tempo di elezioni solo per accaparrarsi qualche voto, di questi problemi ancora più grave e quando si viene toccati in prima persona e gli si da importanza! per troppi anni mi sono sentito dire: tu ai il problema quindi sei sempre tu che reclami e fai polemiche! e vero! io vivo il problema io lo porto a conoscenza io mi ci incazzo! ma delle persone anziane con buste della spesa, delle mamme con carrozzini che non sanno dove camminare perchè spesso i marciapiedi sono occupati da macchine o scuteroni, e che riscontrano lo stesso problema. Mai nessuno se le posto! Dei cani di proprietà, dove io accorgendomi della loro presenza chiedo sempre se siano randagi oppure no lasciati liberi di fare i loro bisogni in uno spiazzale di un poliambulatorio dove tutti vedono e reclamano,(oltre al problema che crea ad Eros ed al sottoscrritto) nessuno dice nulla! Solo chiacchiere e chiacchiere. Si prendono iniziative per ripulire una parte del paese e ci si preoccupa solo di pubblicizzarlo senza poi darne seguito durante l'anno. E non mi riferisco alla pulizia del giardino, li mi sono già espresso con chi di dovere, nessuno dice nulla! Fare critica e giusto quando la stessa e costruttiva, più facile viene da farla quando non segue nulla di costruttivo e si critica solo per il gusto di farlo!  
antonio cignelli.
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Argomento: PULIZIA DEL PAESE
E-MAIL: marialoreta.sozio@email.it
NOME E COGNOME: Loreta Sozio
Data: 24 agosto 2012
Invito i villesi ad una riflessione sull’argomento. Tutti si lamentano dei rifiuti, della sporcizia, dell’abbandono in cui versa il nostro paese, ma chi sporca? Chi getta rifiuti? Chi devasta? Non credo siano gli abitanti dei paesi viciniori o di un altro pianeta, siamo noi villesi, che ci lasciamo andare troppo spesso ad espressioni del tipo “Perché sporco? Lo faccio io perché lo fanno tutti”...” A che serve fare la differenziata se gli altri non la fanno?”...”succede perché non c’è controllo”... “è colpa di questa o quella amministrazione”...”è colpa degli ALTRI”. Penso che queste siano solo posizioni di comodo che ci lasciano fuori da ogni responsabilità personale. Per fare in modo che la fervida e proficua attività di informazione e denuncia intrapresa, l’impegno dei volontari e di semplici cittadini, possano essere strategie in grado di dare un efficace risultato nel tempo, esse devono essere necessariamente sostenute da una sempre più matura COSCIENZA CIVICA che porti i villesi a pensare che casa propria non è solo quell’appartamento, casa, villa in cui si vive, ma è tutto il paese (a voler essere ancora restrittivi). Molti centri del circondario ne sono una prova. La possibilità di migliorare è dentro di noi, basta avere voglia di tirarla fuori insieme.
Loreta Sozio
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Argomento:
E-MAIL:
NOME E COGNOME: senza nome
Data: 24 agosto 2012
Caro Mauro, hai ragione, le lamentele sul web servono infatti il cimitero è pulito, la raccolta differenziata funziona, l'acqua è tornata, il paese è uno splendore e il Comune ha riaperto.
p.s. Carmela il web è un mezzo che risulta sterile se non è seguito da azione
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Argomento: ...quando le lamentele sul web non servono a niente (sic)!
E-MAIL: info@maurocarbonetta.com
NOME E COGNOME: Mauro Carbonetta
Data: 24 agosto 2012
La ditta affidataria del servizio di raccolta dei rifiuti del Comune di Villa Santa Maria, ha provveduto in data odierna alla rimozione dei cumuli di rifiuti giacenti nei pressi dei cassonetti del cimitero. Pertanto, alle ore 8.00 il cimitero di Villa si presentava così:


clicca qui per vedere le altre foto
Mauro Carbonetta.
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Argomento: I VOLONTARI DELL'ASS. AMICI DI VILLA SANTA MARIA PULISCONO PARTE DEL CIMITERO
E-MAIL:
NOME E COGNOME: Luigi Stanziani e Fabio Fantini per conto dell'Associazione
Data: 23 agosto 2012
Enzo Tinto, Luigi Stanziani, Fabio Fantini e Micol da Taiwan, aderenti all'Associazione mentre danno il loro contributo al decoro del cimitero di Villa Santa Maria.

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Argomento: grazie
E-MAIL:
NOME E COGNOME: Nicoletta Marchitelli
Data: 19 agosto 2012
grazie Mauro Carbonetta.
Nicoletta.
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Argomento:  CHIUSURA COMUNE PER FERIE
E-MAIL:
NOME E COGNOME:
Data: 19 agosto 2012
è una vera vergogna! per quanto tempo ancora questo paese potrà tirare avanti in questo modo?
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Argomento:  Museo dei Cuochi
E-MAIL:
NOME E COGNOME: Fabio Fantini
Data: 17 agosto 2012
Come e' possibile che il Museo dei Cuochi sia chiuso in agosto? I volontari ci sarebbero....ma il Comune non dà le chiavi....storia incredibile
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Argomento:  Pulizia del paese
E-MAIL:
NOME E COGNOME:
Data: 16 agosto 2012
In tanti siamo intervenuti commentando lo stato di abbandono e degrado in cui vertono alcune zone (molte, a dire il vero!!) del nostro paese. Adesso...passiamo all'azione!!
DOMANI MATTINA ALLE 09.00 TUTTI IN PIAZZETTA, PRONTI A PULIRE!
Vi aspettiamo      
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Argomento:  il degrado: fiume Sangro nei pressi di Villa Santa Maria
E-MAIL: info@maurocarbonetta.com
NOME E COGNOME: Mauro Carbonetta
Data: 16 agosto 2012

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Argomento:  Mostra fotografica "Una finestra sull'India"
E-MAIL:
NOME E COGNOME: Fabio Fantini
Data: 16 agosto 2012
La mostra rimarrà aperta fino al 22 Agosto 2012 presso il Centro Letterario di Villa Santa Maria.
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Argomento:  l'Eterno Degrado...
E-MAIL: info@maurocarbonetta.com
NOME E COGNOME: Luigi Stanziani e Mauro Carbonetta
Data: 13 agosto 2012
A Villa Santa Maria cambiano le amministrazioni ma resta e si aggrava il degrado al cimitero comunale. Le foto pubblicate documentano parzialmente la triste e indecorosa situazione di un luogo che da sempre misura la civiltà di un popolo. Non per niente se ne occupò perfino Napoleone!
Mauro Carbonetta e Luigi Stanziani.

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Argomento:  Foto panoramiche
E-MAIL: carmeladicicco@virgilio.it
NOME E COGNOME: trivellato luciano
Data: 1 agosto 2012
Chi indovina la via una delle principali di villa s.maria
trivellato luciano


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Argomento:  
E-MAIL: carmeladicicco@virgilio.it
NOME E COGNOME: Carmela Di Cicco
Data: 31 luglio 2012
Cara Isabella,
ringrazio te e l'Associazione per la sensibilità e la disponibilità dimostrate. Grazie ancora per aver definito i miei appelli "accorati"perchè significa che hai colto nelle mie parole sincerità e tanta  preoccupazione ma spero siano emerse anche la tenacia e la voglia di fare.
Appena torni ci metteremo in contatto e sono sicura che questa circostanza sarà l'inizio di una collaborazione proficua e di lunga durata.
Un saluto affettuoso a tutti.
Carmela Di Cicco

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Argomento:  il degrado ambientale nei pressi del lago di Villa Santa Maria
E-MAIL:
NOME E COGNOME: Danilo Fantini
Data: 24 luglio 2012

clicca qui per vedere le altre foto
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Argomento:  
E-MAIL:
NOME E COGNOME: Isabella Turco
Data: 24 luglio 2012
Cara Carmela non è la prima volta che ti leggo tanto accorata e dispiaciuta per le sorti del nostro paese. Tutto quello che denunci è sacrosanta verita'. Per il periodo che saro' a Villa la nostra Associazione collaborera' per delle iniziative che voi stesse ci indicherete. Un grazie al Dott.Castracane per le espliciti citazioni .
Auguriamoci di avere tante adesioni.
Isabella.
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Argomento:  uniti contro il degrado
E-MAIL: carmeladicicco@virgilio.it
NOME E COGNOME: Carmela Di Cicco
Data: 23 luglio 2012
Vorrei riprendere l'intervento di Silvana sul degrado del paese ed aggiungere che, oltre alla sporcizia che ormai ci circonda , trovo sconcertante la passività con cui si tollera praticamente tutto : cumuli di spazzatura vicini ai cestini vuoti,  atti vandalici,  scritte sui muri,... nessuno che parli o che alzi la voce neanche se coglie qualcuno sul fatto. Io non capisco come questo possa accadere, sembra quasi che non siano fatti nostri e che il paese non sia la nostra casa!!
Purtroppo ,il degrado che viviamo non è un fenomeno momentaneo legato alla mancanza di una Amministrazione ma è il malcostume penetrato nel connettivo dell'uomo: le regole non sono provvedimenti necessari per  la realizzazione della democrazia,ma  imposizioni da aggirare non appena è possibile evitare  le sanzioni (ricordiamoci  cosa diventava il Corso non appena cessava il servizio del vigile!).
     E' doloroso ammetterlo ma il nostro è un paese con una buona percentuale di cittadini  priva di senso civico che sta prendendo il sopravvento sulla parte rispettosa delle regole e della libertà altrui. Considerandomi in questo secondo gruppo,  non posso che essere indignata per questo stato di cose e, siccome  sono sicura che questo sentimento sia comune a tante altre persone che la pensano come me, propongo di creare un movimento civico che potremmo chiamare di  "opposizione  al degrado". Ognuno di noi, singolarmente, può fare ben poco , ma se ci si unisse sarebbe possibile dare una svolta a questo paese. Cominciamo con le scritte che praticamente sono firmate; andiamo dai carabinieri e facciamo una denuncia. Non credo sarebbe tanto difficile scoprire quante Fiorelle o Giuliane frequentano l'Istituto Alberghiero, perciò sarebbe  facile arrivare ai loro spasimanti. Far ripulire le scritte potrebbe già  essere sufficiente come lezione e monito per gli altri.
       E poi occupiamoci un po' di verde! Il paese potrebbe essere riempito di piante e fiori, GRATIS perchè fornite dalla Forestale, e si potrebbero creare aree fiorite  da far adottare agli abitanti dei vari quartieri.  
        Riguardo alla pulizia si potrebbe fare tanto,almeno in questo periodo critico, lavorando in collaborazione con la protezione civile.
    Il nostro paese pulito ed accogliente  diventerebbe realtà se  lo volessimo!!!
La nostra forza  e determinazione avrebbero il sopravvento sugli incivili e  ciò sarebbe educativo per le nuove generazioni.
    La proposta l'ho lanciata , spero che a raccoglierla siate in tanti e, forse , per una volta potremmo provare  ad assere uniti in nome della civiltà da ritrovare.
Ricordiamoci:  noi siamo la democrazia ed a noi appartiene la sovranità!

Carmela Di Cicco

P.S  ho appena letto lo scritto del dott. Castracane che conferma , se mai ce ne fosse bisogno,la gravità e l'attualità del problema.
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Argomento: Le tele di Rocco Olivo Castracane
E-MAIL: silvanatonmmaso@alice.it
NOME E COGNOME: Tommaso Di Lello
Grazie e bravo a Rocco Di Franco!
Ho letto con piacere la tua mail su "villesi nel mondo" e ho recepito il tuo pensiero, anche perchè rispecchia esattamente il mio. Tommaso.
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Argomento: Calzolaio-inventore: è suo il casco per la moto. "Ora l'Italia riconosca il suo genio
Fonte: affaritaliani.it
Data: 17 luglio 2012
(clicca qui e leggi tutto)
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Argomento: LETTERA APERTA ....a TUTTI....
E-MAIL:
NOME E COGNOME:  Rocco Di Franco
Data: 16 luglio 2012
alla bambina che chiede al PAPA , come immagina il PARADISO, S.S.BENEDETTO XVI risponde:
come essere a casa , in famiglia a chiacchierare....
Immagino....
PRINCIPE ASCANIO CARACCIOLO....
artista Rocco Olivo Castracane,
Chiamami FRANCESCO, carissimo OLIVO,
...hai sentito cosa dicono di noi? ...e pensare che ho rinunciato a titoli , onori....suggerito , penitenza e digiuno....e mi ritrovo proclamato SANTO ....e SANTO PROTETTORE DEI CUOCHI!
.....e il mio"onirismo" è il sogno luminoso dedicato a TE.
Grazie di tanta bella luce, amo la penombra , ma accetto il tuo dono.
Ricordando che il "pane quotidiano", tramutato in arte dai nostri famosi cuochi , serve a nutrire il corpo , senza ...intenzione di peccare di gola. e soprattutto, un invito a fare ..molto uso , di "pane , nutrimento dell'anima"...la SACRA EUCARESTIA !!!
....guarda , guarda ....
il NOSTRO TEOLOGO e il nostro AGNOSTICO ....che stanno dialogando....Oh adorata , VILLA SANTA MARIA!!!!!
Rocco Di Franco
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Argomento: la spazzatura ed altro!
E-MAIL: antonio.cignelli@poste.it
NOME E COGNOME:  Antonio Cignelli
Data: 11 luglio 2012
Cara Silvana, posso solo dirti che il tutto sarà un piacevole e prossimo argomento per la campagna elettorale del prossimo anno. Quindi tranquilla, non disperare di tutto cio! Basti pensare che delle fioriere posizionate lo scorso anno lungo il corso (che per me rappresentavano barriera architettonica in quanto io non vedente), c'e chi si e' preso il lusso in questo paese di riderci sopra! Questo per dire e farti capire cos'è il paese che tutti amano (se non in tempo di campagna elettorale)! Il paese lo facciamo noi, le istituzioni dovrebbero e dico dovrebbero solo, a volte, vigilare e far rispettare le leggi, ordinanze e quant'altro. Ma tutto ciò sembra non appartenere a quel di Villa Santa Maria!
Antonio Cignelli
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Argomento: IL DEGRADO DEL PAESE
E-MAIL: casamammozza@alice.it
NOME E COGNOME: SILVANA MAIOCCO
Data: 9 luglio 2012
Sono stata due giorni a Villa a raccogliere spazzatura davanti casa, strada comunale, per poter entrare a casa senza dover calzare degli stivali. Questo lavoro, purtroppo devo farlo tutti gli anni, ma questa volta è stata peggio degli scorsi anni. Venendo da Roma, passo da Quadri e questo paese migliora ogni anno (fioriere verniciate in vari colori con fiori in tutto il paese) e strade pulite e ordinate. Poi arrivo a Villa...strade sporche, fiorire abbandonate con erbaccia secca, non parliamo del cimitero..... Ma  i residenti  non potrebbero darsi da fare per riempire queste fioriere con delle piante e innaffiarle? Penso che basterebbe poco per dare un aspetto più dignitoso al nostro paese e porterebbe un po di allegria per tutti.  
SILVANA MAIOCCO.
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Argomento: quadri di Olivo Castracane
E-MAIL:
NOME E COGNOME: Pina Mastrovincenzo
Data: 29 giugno 2012
Non voglio alimentare la polemica, che ci fu a suo tempo, (io non la conoscevo) e riaperta, ora, dalle parole del vescovo!
Dico solo che non è giusto essere l'uno contro l'altro, per dei quadri, sulla vita di San Francesco Caracciolo, dipinti da un artista di Villa Santa Maria, ormai scomparso, che ha voluto generosamente, donargli al suo paese natìo.
Infine, aggiungo che il vescovo poteva evitare di pronunciarsi in merito alla collocazione degli stessi, dopo tanti anni dalla sistemazione nella cappella del palazzo Caracciolo.
Pina Mastrovincenzo
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Argomento:
E-MAIL: Fotofabio@mac.com
NOME E COGNOME: Fabio Fantini
Data: 24 giugno 2012
Buongiorno a tutti. Ho passato un bellissimo weekend a Villa la scorsa settimana. Ho pero notato lo stato di abbandono della Preita...delle scalinate che vanno dal ponte a sopra il paese. Le scalinate sono piene di erbacce...dando un senso di grande abbandono...inoltre ci sono colate di cemento vicino alla fontanella sulle gradinate...Come è possible che questo scorcio storico si stia degradando cosi tanto? Chiedo cortesemente un intervento ai volontari del gruppo Spruzzo...solo voi potete aiutarci...
Fabio
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Argomento: i cani? e di quelli tenuti in catena?
E-MAIL: antonio.cignelli@poste.it
NOME E COGNOME: Antonio Cignelli
Data: 24 giugno 2012
Tutti siamo amanti degli animali, randagi o meno che siano! giusta l'osservazione di mauro, pero vorrei portare all'attenzione anche di quei cani che barbaramente 24 ore no stop vengono tenuti alla catena violando la loro dignita' oltre che alla loro liberta'! cani da guardia o presunti tali che ladrano continuamente senza che nessuno di loro, quei padroni sconsiderati, non fanno nulla perchè stiano zitti togliendo anche la tranquillita' serenita' ed il sonno ad un intero quartiere! e qui non c'e un discorso di puro accanimento come qualcuno puo pensare! gli stessi cani che qualche volta girano per il paese liberamente senza che gli stessi padroni facciano qualcosa perchè cio non accada. anche verso il mondo animale c'e differenza e diverso trattamento?
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Argomento: randagismo
E-MAIL: info@maurocarbonetta.com
NOME E COGNOME: Mauro Carbonetta
Data: 23 giugno 2012

Alla cortese Attenzione della Commissaria
    Comune di Villa Santa Maria
                                   
Io sottoscritto Mauro Carbonetta,
in qualità di cittadino, intendo porre alla Sua attenzione un problema che è segnalato con preoccupazione da molte persone, ma che allo stesso tempo appare di facile soluzione. Come tutti gli anni, dall’inizio dell'estate a Villa Santa Maria è aumentata la popolazione dei cani randagi, problema questo che tipicamente ha una sua ciclica recrudescenza estiva, per via dell'abbandono dei cani da parte dei loro sconsiderati proprietari in partenza per le vacanze. Per principio sono contro ogni violenza perpetrata dall'uomo nei confronti del cane, compresa la detenzione nei canili, che spesso sono dei lager. Non posso però ignorare la realtà che il cane, più che un animale ben inserito nel contesto naturale, sia il frutto di una millenaria selezione genetica che come effetto collaterale ha accentuato la sua dipendenza dall'uomo: per questo motivo, i randagi lasciati a sé stessi perché sono vecchi, o malati, o perché i proprietari non vogliono portarli con sé in vacanza, o semplicemente si sono stufati di loro, sono destinati spesso a una fine atroce, vuoi per cause naturali come fame, sete e malattie, vuoi per mano di individui senza scrupoli che li maltrattano o uccidono per sadismo, o li destinano ai combattimenti fra cani, ai laboratori di vivisezione, ecc.
Di recente è aumentato il numero di cani vaganti nel nostro comune, e pertanto, dopo alcune segnalazioni di cittadini, sono andato con Simona, una volontaria animalista di Lanciano, e l'amico Nicola Di Matteo a fare un sopralluogo. Abbiamo "censito" finora una decina di cani, soprattutto femmine, di cui alcune gravide ed altre già con cucciolate al seguito! Molti erano denutriti e pieni di zecche. Alcuni villesi di buon cuore se ne prendono cura, ma è bene evitare che i cani aumentino di numero per evitare che  creino eccessivi problemi e vengano accalappiati o uccisi da malintenzionati.
Si fa presente che:
1) Il Sindaco, o chi ne fa le veci, è responsabile legalmente dei danni causati da randagi, per cui è ovvio che se non si interviene con un controllo demografico aumentano esponenzialmente nel tempo i casi di morsicature, incidenti stradali causati da cani vaganti, ecc, di cui poi dovranno rispondere i diretti interessati e si dovrà attingere alle casse comunali;
2) esiste  una procedura di facile attuazione per la richiesta di accalappiamento, sterilizzazione delle femmine e  loro reimmissione sul territorio che non prevede oneri di spese per il comune.
A tal proposito, prima che nascano altre cucciolate di randagi, si richiede che siano attuate le procedure di sterilizzazione e reimmissione sul territorio delle femmine. Personalmente, metto a disposizione il mio sito web www.villasantamaria.com
per ospitare campagne anti-abbandono, raccolte-fondi, iniziative di volontariato ecc.
Nell'attesa di un riscontro alla presente, invio cordiali saluti.
Mauro Carbonetta.
Villa Santa Maria 23 giugno 2012
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Argomento:
E-MAIL:
NOME E COGNOME: Elia Cotumaccio
Data: 20 giugno 2012
Mauro scusami, avrei voluto risponderti subito ma, qualcosa non andava qui sopra mentre scrivevo. Ho parlato in quel modo perche, ti sei reso parte in causa, quindi è inevitabile che si risponde a te. Poi hai ragione , ci sono poche missive e molta indifferenza in questo argomento, possibile che c'ero solo io...? va bene che molte amiche non ci sono più.. e, poi il computer, l'email, possibile, che in un paese nessuno lo sa usare!? mi devo ritenere fortunata che ne sono capace !? Invece sono convinta che a Villa c'è di molto....non" vedo" non "sento" non "parlo" e questo dice tutto. Quello che tu proponi sarebbe bellissimo si si avverasse, certo da solo..., se non hai chi ti affianca rimangono solo sogni , non ho visto uno scritto per la tua proposta che ti incoraggia oppure qualche altra idea come tu avresti desiderato. Se puoi non desistere vai avanti e, arrivederci a presto.
Elia Cotumaccio
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Argomento: per Elia
E-MAIL: info@maurocarbonetta.com
NOME E COGNOME: Mauro Carbonetta
Data: 11 giugno 2012
Cara Elia,
ti ringrazio per i complimenti riguardo ai miei lavori, ma ti confesso che sono un pò dispiaciuto per il tuo sospetto che io abbia pubblicato solo missive "a mio favore"(?). Ho pubblicato solo la tua lettera in contrasto con le precedenti per il semplice fatto che finora mi è arrivata solo la tua di tale tenore. Non mi è chiaro cosa intendi con la dicitura "a tuo favore", dal momento che  non stiamo parlando di miei lavori e non vedo in che modo mi debba avvantaggiare la loro permanenza nella cappella. Naturalmente sei libera di pensarla come credi sui quadri di Olivo e sulla loro collocazione nella cappella. Personalmente, mi piacerebbe che  a Villa Santa Maria ci fosse più interesse         per l'arte, che si organizzasse ogni tanto qualche mostra, che si invitassero artisti di un certo livello. Gli artisti invitati a questi eventi sono soliti lasciare all'ente ospitante un loro lavoro, per cui col tempo si potrebbe creare una pinacoteca o un museo d'arte con le opere donate. Perché non  bandire, di tanto in tanto, mostre estemporanee, come ad esempio ha fatto la città di Treglio con i suoi affreschi? Treglio ha saputo valorizzarsi molto con queste semplici iniziative, e con minima spesa in poco tempo è diventato un piccolo paese diverso dagli altri piccoli paesi simili, con una elegante caratterizzazione estetica, molto frequentato in occasione di eventi come la festa del vino novello, per il quale si predispongono addirittura bus-navetta da Lanciano e da altri centri. Quando c'è la volontà, i progetti si realizzano, ed  è un peccato che da noi non sempre ci sia volontà. Apprezzerei se  qualcuno esprimesse opinioni anche su queste proposte, o ne proponesse di nuove.
Saluti.
Mauro.
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Argomento: precisazione sui quadri di San Francesco
E-MAIL:
NOME E COGNOME: elia cotumaccio
Data: 9 giugno 2012
Carissimo Mauro, sarebbe più onesto dire la verità , sai benissimo per questi quadri di Olivo.. appena messi dove sono, c'è stata una rivolta cittadina con tanto di raccolta firme ... Poi se ricordi, abbiamo avuto un incontro nella cappella di san Francesco con Padre Giulio e mai come quella sera era strapiena , Padre Giulio con la sua calma ha creduto bene di farci una lezione di cosa rappresentasse quelle pitture, siccome la gente era in fermento riusci poco a parlare ma, non si smontò dalla decisione di far rimanere le opere lì, se non altro abbiamo ottenuto che, il frontale di San Francesco non fosse spostato " perchè anche quello doveva essere spostato ma,che dico! doveva essere tolto definitivamente . Non ho niente contro questi quadri, sicuramente avranno il loro valore artistico ma non è detto che deve piacere a tutti , Si è vero, in quella chiesetta sembrava un cazzotto in occhio dico sembrava.. perchè ora non ci faccio più caso. Vedo che fin'ora hai messo solo lettere a tuo favore quindi non so se è valso la pena scrivere queste poche righe se lo pubblicherai . p.s. ci tengo a farti sapere che le tue opere mi piacciono molto e messi nel posto giusto danno vita e colore.  
elia cotumaccio
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Argomento: risposta a Sua Eccellenza Bruno Forte - Arcidiocesi Chiet-Vasto -
E-MAIL: info@maurocarbonetta.com
NOME E COGNOME: Mauro Carbonetta
Data: 6 giugno 2012
> Alla Curia vescovile di Chieti-Vasto, Sua Eccellenza Bruno FORTE
> p.c. Parroco padre Giulio CAPETOLA
> p.c. padre Raffaele MANDOLESI
> p.c. padre Giuseppe LUCARELLI
> p.c. Commissario Prefettizio di Villa Santa Maria
> p.c. architetta Aida CASTRACANE - Cordoba - Argentina
> p.c. ai cittadini di Villa Santa Maria

Illustrissima Eccellenza,
la ringrazio per la celerità nel rispondermi e per la gentile benedizione alla famiglia. Tuttavia, non mi trova d'accordo quando sostiene che le opere di Rocco Olivo Castracane illustranti scene della vita di  San Francesco Caracciolo "non erano forse adatte all'ambiente rinascimentale o anche più antico, semplice e austero, della Cappella che le ospita", e che  sarebbero meglio valorizzate  in una esposizione a Palazzo Caracciolo.
Innanzitutto, si perderebbe gran parte del loro messaggio spirituale e religioso, dal momento che a suo tempo furono concepite per ispirare certi sentimenti ed emozioni nel credente in visita alla cappella, che non è la stessa cosa del visitatore interessato al quadro in sé. In un contesto "museale", è chiaro che i quadri verrebbero osservati sotto altri aspetti, perdendo gran parte della forza comunicativa che Olivo cercò di trasmettere ad essi quando si poneva nell'animo di chi li avrebbe osservati pregando in una chiesa, con la mente al santo più che ai movimenti artistici. Come le avevo già accennato nella precedente missiva, Olivo si impegnò molto a studiare l'ambiente (la cappella) per quanto riguarda la luce, le varie prospettive e l'armonizzazione del santo e del luogo dove egli pregava. Quei quadri furono pensati e creati per mandare il loro messaggio simbolico dal  luogo in cui si trovano. Inoltre, non vedo perché Palazzo Caracciolo sarebbe adatto a ospitare opere "moderne" e la cappella no dal momento che Palazzo Caracciolo e la cappella del santo sono parte del medesimo edificio, e pertanto hanno la medesima datazione, il medesimo stile architettonico, ecc. Quanto alla "modernità" dell'opera, faccio presente che anche Michelangelo, Raffaello, Tiziano ecc, che noi siamo abituati a pensare come vecchi maestri, al loro tempo erano considerati "moderni". Il restauro della Cappella Sistina portò alla luce inaspettati colori forti, tinte vivide (il blu di lapislazzuli, ecc) che i secoli avevano sbiadito, ma che a suo tempo dovevano essere stati…esteticamente prorompenti. Il che significa che oggi non avremmo quel capolavoro se a suo tempo lo si fosse visto come "troppo moderno" per una chiesa. E che dire dei colori accesi del Tiziano? Il rosso tiziano, come sappiamo, è appunto un rosso-arancione inventato da lui, molto acceso, utilizzato spesso dal pittore per dipingere opere di soggetto religioso. Le critiche da lei mosse riguardo alle tonalità accese dei quadri di Olivo a mio parere nulla devono togliere al potere comunicativo che essi hanno, alla capacità di evocare suggestioni nei visitatori della cappella, cui Olivo voleva in qualche modo trasmettere quello "smarrimento" che egli stesso provò in quella cappella nel suo incontro interiore col santo. Le mie opinioni che ho finora espresso sono condivise da altri conoscenti con cui in questi giorni si parla dell'argomento da lei sollevato, ossia l' opportunità o meno di spostare le tele di Olivo. Ci auguriamo che lei voglia riflettere bene prima di suggerire questa possibilità che, mi creda, scontenterebbe molti.
Le porgo i miei ossequi.
Mauro Carbonetta.
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Argomento: in risposta ad Aida Castracane
E-MAIL: arcidiocesi@diocesichieti.it
NOME E COGNOME: Arcidiocesi Chiet-Vasto
Data: 4 giugno 2012
Gentile e cara Architetto Aida,
La ringrazio del Suo messaggio. Quanto ho espresso riguardo alle tele dipinte da Suo Padre sulla vita di San Francesco Caracciolo non riguarda la qualità artistica dell'opera. Mi limitavo ad osservare che un'opera d'arte moderna come quella starebbe forse meglio in un ambiente diverso da una Cappella di forme sobrie e ancora medioevali qual è quella della conversione di San Francesco Caracciolo. Potrebbero costituire, ad esempio, uno spazio significativo all'interno del Palazzo Caracciolo nella parte da
restaurare e che potrebbe diventare uno splendido Museo catechesi sul Santo. Lascio naturalmente ciascuno libero di valutare la mia proposta. Le assicuro il ricordo nella preghiera per Lei e Suo padre e La benedico di cuore con i Suoi cari.
+ Bruno Forte
Arcivescovo di Chieti-Vasto
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Argomento: le opere del Maestro Rocco Olivo Castracane
E-MAIL: silvanatommaso@alice.it
NOME E COGNOME: Tommaso Di Lello
Data: 4 giugno 2012
Ill.ma Eccellenza,
sono un villese che vive a Padova, e ho letto su Villesi nel Mondo che lei ha proposto di far  spostare i quadri di Castracane che sono nella cappella dedicata a San Francesco Caracciolo. La cosa mi è dispiaciuta molto, perché ogni volta che torno a Villa Santa Maria vado in chiesa, e quei quadri mi trasmettono forza e speranza. Lei sa meglio di me che in molte chiese si preferiscono dipinti dalle tonalità scure, spente,ma, mi creda, per il credente che si reca in chiesa in cerca di conforto, trovare un po’ di colore che caratterizza certi luoghi di culto può essere di aiuto.  Qualora tornassi in chiesa a Villa e non trovassi più quei dipinti che trasmettono una fede intrisa di solarità e speranza, ne  resterei deluso, soprattutto se questa decisione è stata presa da chi dovrebbe curare il mio spirito. Spero che il suo sia stato solo un commento passeggero.
Le porgo i miei saluti.
Tommaso Di Lello
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Argomento: in risposta a Mauro Carbonetta
E-MAIL: arcidiocesi@diocesichieti.it
NOME E COGNOME: Arcidiocesi Chiet-Vasto
Data: 4 giugno 2012
L'Arcivescovo La ringrazia molto per la Sua lettera e desidera precisarle quanto ha espresso: non si trattava di un giudizio estetico, ma di una semplice osservazione circa il fatto che opere di un Artista moderno - ovviamente caratterizzate dall'epoca in cui ha vissuto - non erano forse adatte all'ambiente rinascimentale o anche più antico, semplice e austero, della Cappella che le ospita e potrebbero essere meglio valorizzate ad esempio in una esposizione ben fatta in altri ambienti del Palazzo dei Caracciolo a Villa Santa Maria. L'Arcivescovo apprezza comunque quanto gli ha scritto e ammira il Suo senso di fedeltà all'amicizia a un Suo Collega artista scomparso. La benedice di cuore e prega per Lei e i Suoi cari.
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Argomento: lettera aperta al vescovo Bruno Forte
E-MAIL: aidacas@arnet.com.ar
NOME E COGNOME: Aida Castracane
Data: 3 giugno 2012
Sua Eccellenza Bruno Forte,
    A Villa Santa Maria, prov. di Chieti, presso la cappella dedicata a San Francesco Caracciolo, c'è un capolavoro, un gruppo di tele che fu dipinto per mostrare e diffondere la storia della vita del nostro Santo locale.
   Con tanto dispiacere ho ricevuto la notizia che i quadri che rappresentano la storia del Santo Patrono dei Cuochi d'Italia potrebbero venire addirittura rimossi, come lei avrebbe consigliato.
  Queste opere sono state eseguite da mio padre, il pittore e architetto Rocco Olivo Castracane, nato a Villa Santa Maria nel 1913, e morto nel 2000. Lui, dopo aver studiato disegno all'Accademia di San Luca e scultura nella reale Zecca di Roma, completò i suoi studi universitari nella Facoltà di Architettura della stessa città.
Ha tenuto importantissime mostre con grande successo a Milano, Venezia, Roma, Washington, Buenos Aires, Mendoza, Cordoba fra altre città. Oggi i suoi lavori sono apprezzati a livello internazionale.
  Mio padre, oltre ad aver  studiato approfonditamente la vita del Santo per dipingere le scene raffigurate nelle tele, disse di essersi sentito "illuminato" mentre le dipingeva.
  I quadri sono dunque un'occasione straordinaria per far conoscere più a fondo la vita di San francesco Caracciolo, grazie all'importantissimo apporto di un artista rinnomato.
  Pertanto costituirebbe motivo di grande merito per la cultura villese lasciare i quadri nella cappell, dato che essa è visitata da una notevole quantità di villesi (e non solo) in numerose occasioni.
 Gradirei che riflettesse sulla sua dichiarazione.
   In attesa di una Sua Cortese risposta, porgo a Lei I miei distinti saluti.
   Aida Castracane - Cordoba - Argentina.
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Argomento: lettera aperta al vescovo Bruno Forte
E-MAIL: info@maurocarbonetta.com
NOME E COGNOME: Mauro CARBONETTA
Data: 30 maggio 2012

> Alla Curia vescovile di Chieti-Vasto, Sua Eccellenza Bruno FORTE
> p.c. Parroco padre Giulio CAPETOLA
> p.c. padre Raffaele MANDOLESI
> p.c. padre Giuseppe LUCARELLI
> p.c. Commissario Prefettizio di Villa Santa Maria
> p.c. architetta Aida CASTRACANE - Cordoba - Argentina

Ill.ma Eccellenza,
in qualità di cittadino di Villa Santa Maria, agnostico per libera scelta, intendo esprimere il mio dissenso  in merito alle Sue esternazioni sulla presunta inadeguatezza stilistica di alcune opere d' arte da tempo esposte presso la nostra cappella dedicata a San Francesco Caracciolo, esternazioni da lei proferite in presenza di padre Giuseppe Lucarelli, parroco di Villa santa Maria, in occasione di una Sua recente visita pastorale.
Mi riferisco in particolare ad alcune tele del pittore Rocco Olivo Castracane (1913-2000), ospitate nella cappella dedicata a San Francesco Caracciolo, delle quali Lei avrebbe auspicato addirittura la rimozione, ritenendole non consone al contesto in cui esse si collocano. Si fa presente che:
1) Il pittore Rocco Olivo Castracane, del quale mi onoro di essere stato amico, fu il fondatore del movimento chiamato "Onirismo", e le sue opere furono considerate di notevole valore da importanti critici coevi e contemporanei. Essendo pertanto un'importante personaggio della nostra tradizione locale, il suo ricordo non fa che dare lustro al nostro paese, soprattutto tramite la conoscenza e l'esposizione delle sue opere. Il nostro rimpianto e indimenticato artista venne apprezzato a livello internazionale: ad esempio, in occasione del bicentenario nordamericano, alcune sue opere furono esposte presso la George Town University di Washington, con grande successo di critica e di pubblico.
In vita Olivo si dimostrò sempre persona di grande profondità e umanità. I commenti da Lei espressi arrecano dispiacere a quanti sono stati di lui amici, o semplicemente suoi concittadini, o, come me, entrambe le cose.
2) Le opere di Castracane sono state collocate a suo tempo in un clima di gratitudine per la loro donazione, e sono rimaste dopo la sua morte a rappresentare per il nostro paese il ricordo commosso della persona speciale che era, e l'orgoglio di noi tutti per un concittadino che si è distinto in maniera tanto incisiva nella storia dell'arte. A suo tempo le tele furono donate  da Olivo, mentre il fratello di questi, l' ing. Giulio Castracane, volle donare le cornici. Va detto che la genesi delle tele ha una sua particolare e significativa storia. A quel tempo Olivo diceva a molti, me compreso, che era tornato dall'Argentina a Villa Santa Maria per morire nel suo paese, ma che una sera era stato "illuminato dal santo". Decise pertanto di studiare vita, morte e miracoli del principe Caracciolo, realizzando le 10 tele che rappresentano la vita, le opere e la morte del santo. Tali opere furono realizzate dopo studi storici e agiografici approfonditi  fatti dall'artista assieme al prete di allora, padre Giulio Capetola, il quale, pur essendo come Lei uomo di chiesa, evidentemente non trovò nulla di sbagliato nel progetto di Olivo, e anzi lo incoraggiò e favorì come potè. Le opere richiesero anni di impegno da parte di Olivo, ma questi soleva dire che era stato come "trasformato" da quell' impegno, dalla "chiamata interiore" che lo aveva indotto a impegnarsi in quel progetto, in quanto in quel periodo della sua vita sentiva una sorta di intima comunione con la dimensione spirituale. Man mano che andava avanti nel lavoro diceva di sentirsi meglio nel corpo e nello spirito, quasi avesse ricevuto, come diceva spesso, una specie di "grazia" che gli aveva regalato non semplicemente più anni di vita, ma una vita più intensa.
A questo punto, illustrissimo Vescovo Bruno Forte, gradirei conoscere i motivi che l'hanno spinta ad esprimere scarso apprezzamento per i dipinti di Olivo e a suggerirne addirittura la rimozione dalla cappella di San Francesco Caracciolo. In apparenza non sembrano esservi solide motivazioni né artistiche né ideologiche, stante l'unanime giudizio della critica sul valore di Olivo Castracane, e il percorso personale di meditazione e riflessione che portò l'artista a creare le sue opere sulla vita del santo. Qualora si tratti di un giudizio estetico personale, ossia Ella abbia dei conflitti per quanto concerne i colori e l'armonizzazione tonale (antico-moderno), sono pronto ad un colloquio per fornire spiegazioni tecniche sulla bontà e l'armonizzazione dei lavori di Olivo nella cappella del santo. A suo tempo lui stesso ci tenne a spiegare le sue scelte stilistiche e cromatiche, e l'effetto psicologico che esse intendevano evocare in chi avrebbe osservato
l'opera, e di questi argomenti amava dissertare frequentemente con me per il fatto che anche io sono pittore, e pertanto potevamo meglio condividere talune idee. Gradirei dunque incontrarLa, se Lei lo desidera, per darLe informazioni e spiegazioni sull'artista e sulle sue opere in modo da consentirLe di osservare queste ultime nella loro giusta luce, sperando che Lei possa così apprezzare la grandezza e il valore artistico e umano di Olivo, cosa che mi preme molto per via della immensa stima e amicizia che avevo per lui. In attesa di Sua cortese risposta, Le porgo i miei saluti.
                                                                               Con ossequio
                                                                            Mauro Carbonetta


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Argomento: chi pagherà la caduta di un'amministrazione in un momento di crisi a livello nazionale!
E-MAIL: antonio.cignelli@poste.it
NOME E COGNOME: Antonio Cignelli
Data: 28 marzo 2012
Cade un'amministrazione in un piccolo paese a neanche un anno dal suo insediamento! C'e da essere contenti a tal punto da festeggiare? Dove sta il rispetto per l'intero popolo! Chi sara' a pagarne le conseguenze di queste dimissioni? "CERTAMENTE NOI CITTADINI" CHE STIAMO GIA' PAGANDO, E NON COLORO CHE STANNO FESTEGGIANDO! Ignoro totalmente le motivazioni per cui sono avvenute queste dimissioni, pero' quali loro possano essere, attraversiamo un momento direi critico e drammatico che credo questo possa solo danneggiare ulteriormente una intera cittadinanza. E questa vuol essere la mia, solo una riflessione da cittadino e non da altro come qualcuno dall'altra parte POTREBBE pensare come io creda!
Antonio Cignelli
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Argomento:
E-MAIL: ltinto@excite.it
NOME E COGNOME: Luciano Tinto
Data: 2 dicembre 2011
Voglio formulare un carissimo infinito augurio alla cara concittadina signora Armerina Fantini vedova Di Sciullo per il compimento dei suoi 100 anni di vita avvenuto il 22 novembre 2011. La ricorrenza è stata festeggiata affettuosamente dai figli Maria e Sandro, dai nipoti Stefano con la moglie Monica, Laura, Sandra e Alessia e pronipote Chiara oltre che da parenti ed amici.
Luciano Tinto
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Argomento:
E-MAIL:
NOME E COGNOME: Isabella Turco
Data: 30 novembre 2011
Caro Mauro, grazie al tuo interessamemto le piante alla Madonnina sono state posizionate e per tutti gli altri progetti che stai portando avanti: sai bene quanto ci tengo ai vasi della Fonte vecchia,,,,,,,,Mi auguro che per l'8 dicembre ci sia anche l'illuminazione sempre alla Madonnina,,ciao e Grazie.
Isabella.
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Argomento: Diretta Streaming
E-MAIL: daltobe@hotmail.it
NOME E COGNOME: Domenico
Data: 16 ottobre 2011
Bellissima iniziativa complimenti a tutti coloro che hanno reso possibile tutto questo 10+
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Argomento: 33 Rassegna dei Cuochi - Trasmissione in diretta
E-MAIL: afinamore@uol.com.br
NOME E COGNOME: Arlete Finamore
Data: 14 ottobre 2011
Sensazionale vedere qui in Brasile a 33. I Rassegna Cuochi. Grazie e complimenti per l'idea illustri. Mio nonno è nato a Villa Santa Maria. Sono molto felice di partecipare alla festa in lontananza.
Arlete Finamore
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Argomento: il pulvino...
E-MAIL: info@maurocarbonetta.com
NOME E COGNOME:  
Data: 19 settembre 2011
Davanti alla chiesa della Madonna in Basilica è presente un "pulvino", che è un antico elemento architettonico non comune e di un certo valore. In pratica sulla colonna vicino alla porta della basilica poggia un elemento architettonico a forma di piramide tronca rovesciata decorato con motivi geometrici, davanti a cui passiamo entrando nella chiesa, è un bene storico-archeologico di una certa importanza. E' importante che questo elemento architettonico sia protetto e valorizzato, sia per la sua importanza artistica, sia per il suo valore storico-culturale. Mi auguro pertanto che le soprintendenze che hanno ricevuto la richiesta di sopralluogo- intervento da parte del comune e di seguito il mio sollecito intendano assolvere alla richiesta.

                                                                 -Soprintendenza ai Beni architettonici e Paesaggistici, L'Aquila                                                                                                                                                                                                                           
                                                    e p.c.    - Soprintendenza ai Beni Archeologici dell'Abruzzo, Chieti                                  
                                                       
Il sottoscritto Mauro Carbonetta,
residente a Villa Santa Maria (Chieti), intende segnalare lo stato di inadeguata conservazione di un antico elemento architettonico di pregio, un pulvino, sito all'esterno della chiesa della Madonna in Basilica a Villa Santa Maria. Al momento attuale tale elemento, oltre a non essere debitamente valorizzato nella presentazione in modo da esaltarne il valore storico-culturale, è esposto all'azione lesiva di agenti ambientali. Nei primi giorni di luglio c.a. era stata inviata segnalazione sul medesimo elemento architettonico da parte del Comune di Villa Santa Maria, della quale riporto parte del testo: "…In seguito a sopralluogo effettuato da nostro incaricato, abbiamo riscontrato che nella chiesa di Madonna in Basilica (VIII secolo) è presente un pulvino, all'entrata della chiesa, a sinistra, appoggiato su colonna granitica, decorato con motivi geometrici, apparentemente di architettura bizantina. Ci preme assicurare la messa in sicurezza dell'elemento, attualmente essendo in collocazione non ottimale ai fini della conservazione. Riteniamo che il pulvino dovrebbe essere collocato in apposita teca all'interno della chiesa, ma non è opportuna alcuna presa di decisione al riguardo senza la preliminare supervisione di un esperto. A tal fine chiediamo l'invio di un vostro tecnico qualificato per l'effettuazione di indagine periziale e successiva valutazione della messa in sicurezza dell' opera. In attesa di vostra cortese risposta, porgiamo distinti ossequi.
Il Sindaco."
Non essendo pervenuta finora alcuna risposta alla richiesta inviata dal Comune, il sottoscritto sollecita con la presente un interessamento da parte delle istituzioni preposte onde predisporre idonei interventi di prevenzione di ulteriore degrado del pulvino, e possibilmente di  valorizzazione dello stesso mediante miglioramento delle condizioni di esposizione. In attesa di vostra cortese risposta, il sottoscritto fornisce come eventuali recapiti:

Mauro Carbonetta
indirizzo: Via Scesa Valli 3
66047  Villa Santa Maria (Chieti)
e-mail: info@maurocarbonetta.com

p.s.) si allegano immagini del pulvino.
Distinti saluti.
Mauro Carbonetta                                                                    

Villa Santa Maria, 19-09-2011


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Argomento:
E-MAIL: costanzo.saccone@telecomitalia.it
NOME E COGNOME:  Costanzo Saccone
Data: 26 agosto 2011
Ottimo Matteo...tutti parlano dell'ultimo trentennio...mettiamo di fronte i "protagonisti" di queste legislature amministrative e forse ci capiremo qualche cosa su questo "balletto" di responsabilità ma soprattutto di cifre...sarebbero da apprezzare tutti-inizialamente- coloro che si metterebbero in discussione...in pubblico...senza veli...appoggio l'iniziativa...
Costanzo Saccone
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Argomento: Missive, diatribe e manifesti
E-MAIL: ydilello@inwind.it
NOME E COGNOME:  Matteo Di Lello
Data: 25 agosto 2011
Premesso che non voglio entrare nel merito delle polemiche di questi giorni e premesso che (come tutti, credo!) ho una mia idea in merito alla questione, volevo focalizzare l'attenzione di lettori e scrittori su un punto, che forse è sfuggito ai più e che potrebbe davvero portare ad una critica costruttiva e ad una chiarificazione dei fatti. In uno dei manifesti è stato proposto un CONFRONTO PUBBLICO per dirimere la questione (carte alla mano), ma mi sembra che la proposta sia stata ignorata o magari sia sfuggita: cosa c'è di meglio di un confronto "all'americana", magari alla presenza di un moderatore esterno e della Ragioneria Comunale, per dirimere la questione fornendo ai cittadini e a quanti sono interessati domande e risposte "in tempo reale"? Non penso sia utopia e soprattutto sarebbe un gesto di civiltà e trasparenza...prima di andare alle carte bollate ed agli esposti alla Corte dei Conti. Un saluto di stima a tutti.
Matteo Di Lello
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Argomento: comunicato
E-MAIL: info@maurocarbonetta.com
NOME E COGNOME: Mauro Carbonetta
Data: 24 agosto 2011
Ho letto stamane l'ultimo manifesto in ordine di apparizione sulla controversa questione della situazione debitoria (manifesto firmato) . In riferimento alla frase contenuta nel manifesto "si è provveduto a sporgere denuncia querela nei confronti dell' amministratore dei sito "villasantamaria.com" che ha pubblicato i dati mendaci senza verificarne la fonte e lo si diffida dalla ulteriore permanenza del comunicato sullo spazio web".
Nell' attesa della menzionata querela, nei prossimi giorni mi recherò insieme ai miei legali di fiducia, presso le autorità competenti per sporgere denuncia sulla questione in oggetto (anche a tutela dei navigatori che frequentano il sito) e sia sulla precedente pubblicazione su altri canali internet di  contenuti offensivi e diffamatori nei miei confronti, di cui ho raccolto e conservato le tracce nel tempo.
p.s.
 Da notare che i cosiddetti "dati mendaci" pubblicati sul mio sito erano, prima di essere esibiti anche sul sito, oggetto di pubblica affissione nelle vie del paese.
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Argomento: per Gabriella
E-MAIL: info@maurocarbonetta.com
NOME E COGNOME: Mauro Carbonetta
Data: 24 agosto 2011
Vorrei fare alcune  considerazioni, sperando con ciò di chiudere l' argomento. "Livore", il termine che attribuisci alla mia risposta, è, guarda caso, lo stesso termine che Tonino attribuisce alla tua. Evidentemente Tonino, già a una prima lettura, vi ha colto quel "qualcosa" che tu, leggendo e rileggendo, dici di non vedervi. Condivido l'impressione che la tua missiva ha fatto a Tonino, anche se preferisco pensare che scrivendola non ti sia resa conto di certe connotazioni che stavi dandole. Ad esempio, tu che conosci così bene l' italiano, sai che quando dici "sarebbe stato più corretto" equivale a dire che ciò a cui ti stai riferendo non è molto corretto, e ciò a cui ti stai riferendo è la mia iniziativa. Ho trovato la cosa poco gentile, e spero che ne converrai. Oltretutto, ognuno di noi è libero di chiedere chiarimenti sulla questione che gli pare, senza essere "poco corretto" se non focalizza la sua attenzione esattamente sugli stessi argomenti che colpiscono la tua.  Sarebbe stato come se in risposta alla tua lettera ti avessi detto di essere stata riduttiva e poco corretta per non aver accennato alla situazione di ancora prima del trentennio…Nella seconda lettera mi hai scritto: "non trovo nulla da ridire sull'iniziativa che hai intrapreso e, tanto meno ho inteso criticarla": questo tono è pacifico e accettabile, ma il contenuto  è in evidente contraddizione con "Trovo riduttivo…sarebbe molto più corretto…" della lettera precedente; permane qualche ambiguità di interpretazione, ma preferisco prendere per buona la frase della seconda lettera. Quanto alla tua frase "non ho nulla di cui preoccuparmi ", l'espressione cui essa fa accenno non era in alcun modo riferita a te, sappi che se te ne stai preoccupando, lo stai facendo  di tua iniziativa. I tuoi riferimenti alle mie passate dimissioni mi hanno riportato a quei tempi passati, tempi in cui i cittadini si rivolgevano per le loro necessità ai consiglieri. Ricordo che in quel periodo molti cittadini si lamentavano di strani disturbi, e vennero da me a parlarne. Il medico del paese mi suggerì che questi strani malesseri in qualche modo potessero dipendere da qualcosa che si diffondeva con la rete idrica. Decisi di far approfondire la cosa, ma inspiegabilmente mi trovai tutt'intorno un muro di ostilità, molti si dissociarono dalla mia iniziativa, mi trovai solo e impotente di fronte a un problema che reputavo di enorme importanza. Le mie dimissioni non furono una fuga, come tu un po' superficialmente le hai interpretate: le mie dimissioni furono un atto di esplicita dissociazione da un gruppo che rifiutava di affrontare un problema che minava addirittura la salute dei cittadini; dimettermi fu un sottrarre deliberatamente la mia forza, il mio impegno, la mia persona a quel gruppo. "Non avrei mai avallato un comportamento del genere", così sentenziarono alcuni "compagni" di allora, in merito alle mie proposte di intervento sulla questione della rete idrica: questa fu l'ultima goccia, che mi portò alla decisione di dimettermi. Le mie dimissioni furono quindi non un abbandono, ma un atto di protesta attivo, un volermi dissociare da un gruppo che rifiutava di affrontare un problema di tale rilevanza. In realtà, dopo le mie dimissioni, il gruppo cambiò atteggiamento e portò avanti la stessa battaglia. In quel periodo inoltre erano subentrati nella mia situazione personale problemi familiari che mi portarono per un certo tempo ad allontanarmi dalla politica, per cui dopo l'episodio mi allontanai per un pò dalla vita politica. Chiuso questo argomento, ti invito a rivedere più obiettivamente la missiva che hai pubblicato su villesi nel mondo, perché se tu hai colto dei toni " astiosi " nella mia risposta, forse dovresti rintracciarne l' origine nei tuoi toni un po' sbilanciati. Prova a rileggerla di nuovo, con serena obiettività,  e forse vi coglierai delle "sfumature" che a mio parere non erano consone né alla mia iniziativa, né alla mia persona. Ti confesso che mi ha anche stupito la tua missiva, perché non avevi proprio motivo di scriverla, se, per usare la tua stessa espressione, "quando non si è di parte, l'invito alla chiarezza su tutto e su tutti dovrebbe essere accolto senza se e senza ma.", frase che condivido anch'io. Stupito dunque dalla tua missiva e dai tuoi toni, spero che queste ditruttive schermaglie si interrompano, perché esse sono alla fine lesive proprio a quelle esigenze di chiarezza cui tutti aspiriamo. Mi auguro che il dialogo tra noi possa proseguire su basi più costruttive, nel rispetto reciproco. Perché no, potremmo anche instaurare una collaborazione artistica per apporre migliorie al paese. Vorrei proporre (da cittadino) degli interventi conservativi di antichità e di recupero e di valorizzazione del centro storico, e in tal caso potresti mettere a disposizione le tue competenze, come io umilmente metterò le mie, unendo i nostri intenti in maniera costruttiva.
Mauro Carbonetta
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Argomento: da Gabriella a Tonino
E-MAIL: gabriella.dicicco@tin.it
NOME E COGNOME: Gabriella Di Cicco
Data: 24 agosto 2011
Grazie Tonino per i chiarimenti e le rassicurazioni ma, nel ribadirti l'amicizia e l'affetto che ci legano da lungo tempo, mi sento di dirti che dopo aver letto il manifesto della Giunta uscente, da cui si evincono pignoramenti, fatture pregresse non pagate, debiti fuori bilancio, sanzioni amministrative…. documentabili e riferibili a un periodo che va dagli anni '90 al 2006… mi sento davvero più tranquilla!  Senza entrare nel merito delle valutazioni espresse dalle varie fazioni, penso sia  giusto che ognuno si prenda le sue responsabilità.
Senza rancore
Gabriella
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Argomento:
E-MAIL: gabriella.dicicco@tin.it
NOME E COGNOME: Gabriella Di Cicco
Data: 24 agosto 2011
Non è mia abitudine prestare il fianco alle provocazioni, soprattutto quando sono gratuite e dettate da un livore la cui origine, francamente, mi sfugge. Il tono che hai usato lascerebbe intendere un astio personale nei miei confronti che non ha ragione di esistere a meno che non sia indirizzato alla parte politica che rappresento in consiglio comunale.
In effetti non mi sembra che il mio intervento nascondesse significati reconditi ed alla luce delle polemiche che imperversano in questi giorni, ritengo fosse un intervento legittimo nonché, per chi è in buona fede, estremamente chiaro!  Tuttavia, non mi sottraggo alle tue richieste  e ti rispondo.

. Punti 1 e  2
o   Cito testualmente la tua affermazione: " Tu non sei un semplice cittadino, sei un Consigliere Comunale, per cui rientra fra i tuoi doveri assicurare che siano assicurati il rispetto e la legalità nei confronti dei cittadini"
Accetterei volentieri le tue istruzioni su come si adempie al ruolo di consigliere comunale se solo tu, investito di tale carica nel 2001, non ti fossi prontamente dimesso sottraendoti così a un compito che i cittadini ti avevano affidato attraverso il voto. E pretendi di insegnarmi quali sono i doveri di un consigliere? Perdonami, ma sei davvero poco credibile!  Chissà… se avessi avuto allora l'attenzione e la verve che mostri oggi, forse non staremmo qui a discutere!
Prima che consigliere di minoranza, mi sento una comune cittadina che si è sempre interessata alle problematiche del paese e che ha tutto il diritto di esprimere le sue opinioni. Senza per nulla sottrarmi al mio ruolo, e considerato che  personalmente non ho nulla di cui preoccuparmi dal momento che non ero presente nelle passate amministrazioni, sul tuo blog ho inteso parlare da cittadina, cosa che avrei fatto comunque a prescindere dalla carica che rivesto. Come consigliere di minoranza, compito che io intendo assolvere per tutto il mandato, mi riservo invece di parlarne nelle sedi istituzionali e con i modi che riterrò più opportuni  per garantire ai cittadini villesi  quella chiarezza e trasparenza che meritano.
Un blog non può e non deve sostituire un'aula consiliare!

o   Cito testualmente un'altra tua frase: " …invece tu trovi addirittura da ridire se tali iniziative decide di prenderle un comune cittadino in una comune democrazia…"
Scusa, ma hai difficoltà nella comprensione di un testo! Non ho mai scritto nulla che si prestasse a una simile interpretazione e da cittadina che rispetta la democrazia, non trovo nulla da ridire sull'iniziativa che hai intrapreso e, tanto meno ho inteso criticarla; la condivido, invece, e non so perché tu abbia maturato questa convinzione visto che dal mio intervento nulla si evinceva in merito.  Più semplicemente il mio era un invito a fare chiarezza a 360 gradi e una riflessione sulla necessità che quest'attenzione così capillare nei confronti dell'attuale situazione finanziaria del comune, fosse stata rivolta anche verso le scelte fatte in passato. D'altra parte io non ho mai lesinato critiche costruttive anche sull'operato degli amministratori che ho sostenuto!

o   Cito testualmente la tua provocazione: "…perché non scrivi anche tu alla Corte dei Conti (…) Dacci il buon esempio!"
Premesso che non ho la presunzione di pormi come modello da seguire, credo che la mia vita politica sia stata sempre caratterizzata da coerenza e senso della misura, diversamente da quella di chi preferisce muoversi più liberamente lungo l'arco costituzionale. Non ho bisogno di scrivere alla Corte dei Conti perché l'hai fatto tu per tutti e non mi sono dissociata dalla tua iniziativa che, più semplicemente, e lo ripeto, invitavo ad allargare.

Punto  3. … mi devo proprio "disturbare", come scrivi tu. L'italiano, lo sappiamo tutti, non è una lingua semplice ma non c'è bisogno di una laurea per capire che la mia affermazione, per quanto tacita, era riferita ai tutti i cittadini in difficoltà.

CONCLUSIONI
Hai tutto il diritto di replicare se lo ritieni opportuno; per quanto mi riguarda questa storia si conclude qui perché non sono a caccia di visibilità e non intendo, come spesso accade sul tuo sito, alimentare sterili polemiche che potrebbero dar luogo a inutili dicerie. Ho riletto più volte il mio intervento nella vana speranza di trovarci almeno una delle insinuazioni che mi attribuisci. Nulla, se non una legittima e palese richiesta di una più ampia indagine.
Quando non si è di parte, l'invito alla chiarezza su tutto e su tutti dovrebbe essere accolto senza se e senza ma.
Gabriella Di Cicco
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Argomento: Da Tonino Salvatore a Gabriella di Cicco
E-MAIL:
NOME E COGNOME: Tonino Salvatore
Data: 23 agosto 2011
A proposito di casse comunali durante "il trentennio", mi onoro di aver fatto parte di quel luminoso e prosperoso periodo, grazie alla capacità amministrativa e forza politica di chi guidava l'amministrazione comunale e di tutti i suoi uomini che ne facevano parte. Intravedo un po' di livore nello scritto di Gabriella alla quale, nel ribadire tutta la mia stima verso la sua persona e la sua famiglia, dico di stare tranquilla, perché nel "suo famoso trentennio" le CASSE COMUNALI sono sempre state attive e SANE E FLORIDE!!! Mai vi è stato un solo attimo di sofferenza economica, mai prospettati debiti fuori bilancio, mai ricevute ingiunzioni di pagamento.Tutto questo perché prima di affrontare qualsiasi spesa ci si confrontava con la ragioniera e con il segretario e poi si decideva. Questo è per rassicurarti sul "trentennio". Se poi non ti fidi di me, visto che sei Consigliere Comunale, puoi controllare tutti i bilanci preventivi e consuntivi dal 1978 al 28 maggio 2006 con tutte le fatture e gli allegati vari. Sulla questione "Quadrifoglio" stendo un velo pietoso e concordo con quanto scritto da Antonio Cignelli: è solo vergognoso. Ti assicuro che abbiamo assistito anche altre persone!!! Concordo in pieno con Mauro per l' invio dei manifesti alla Corte dei Conti, anche se ( per me) chiarezza è stata fatta con il manifesto a firma della giunta 2005: Sindaco Salvatore Antonio, v.sindaco: Finamore Pino, Assessore: Di Lello Antonio.
p.s approfitto per ringraziare pubblicamente tutti i ragazzi e le ragazze del meraviglioso GRUPPO SPRUZZO!!!
Saluti e w Villa Santa Maria.
Tonino Salvatore
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Argomento: alcune domande al consigliere comunale Gabriella Di Cicco
E-MAIL: info@maurocarbonetta.com
NOME E COGNOME: Mauro Carbonetta
Data: 23 agosto 2011
Alcuni punti della tua missiva non mi sono chiari, e vorrei che mi aiutassi a capire meglio. Te li elenco, riportando di volta in volta il testo così come l'hai scritto:
1) "Sarebbe interessante, nonché molto più corretto, capire cos'è accaduto alle casse del nostro comune da circa un trentennio!" La domanda che ti pongo è questa: se ti interessa, ebbene, perché non scrivi anche tu alla Corte dei Conti per avere un chiarimento sulla questione? Mi sembra che nulla ti impedisca di farlo, e non si capisce perchè gli altri dovrebbero farlo e tu no. Si è bravi a criticare, ma poi? Ora mostraci tu per prima l'interesse e la correttezza di cui additi la carenza negli altri. Aspettiamo. Dacci il buon esempio!

2) "Anch'io, come altri cittadini villesi, vorrei fosse fatta chiarezza sui conti pubblici". Tu non sei un semplice cittadino, sei un Consigliere Comunale, per cui rientra fra i tuoi doveri assicurare che siano assicurati il rispetto e la legalità nei confronti dei cittadini. Certe iniziative sarebbe stato lodevole se le avessi prese tu! Invece trovi addirittura da ridire se tali iniziative decide di prenderle un comune cittadino in una comune democrazia. In ogni caso, di tutti quelli che sono chiamati in causa sulla questione attualmente in discussione, chi non ha nulla di cui preoccuparsi dovrebbe avere accolto con soddisfazione la mia iniziativa, per cui mi farò delle personali previsioni in merito, in base ai toni e alle risposte che essa susciterà.

3)…"se sceglie di sostenere con il denaro pubblico chi è in difficoltà, deve poter offrire e garantire lo stesso trattamento a tutti i cittadini." Qui non è chiaro se intendi dire "a tutti i cittadini in difficoltà", oppure "a tutti i cittadini". Se quella giusta è la seconda opzione, non disturbarti a commentarla, si commenta da sé.
Mauro Carbonetta
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Argomento: SITUAZIONE FINANZIARIA DEL COMUNE
E-MAIL: gabriella.dicicco@tin.it
NOME E COGNOME: Gabriella Di Cicco
Data: 23 agosto 2011
Anch'io, come altri cittadini villesi, vorrei fosse fatta chiarezza sui conti pubblici. Trovo riduttivo, però, sull'onda emotiva dei manifesti pubblicati, circoscrivere le "indagini" alle ultime "legislature". Sarebbe interessante, nonché molto più corretto, capire cos'è accaduto alle casse del nostro comune da circa un trentennio!
Sulla questione "Quadrifoglio", invece, nel pieno rispetto dei soggetti coinvolti, mi sento di dire che un comune veramente attento alle problematiche socio-assistenziali, se sceglie di sostenere con il denaro pubblico chi è in difficoltà, deve poter offrire e garantire lo stesso trattamento a tutti i cittadini.
Gabriella Di Cicco
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Argomento: SITUAZIONE FINANZIARIA DEL COMUNE
E-MAIL: fabriziodicicco1979@libero.it
NOME E COGNOME: Fabrizio Di Cicco
Data: 22 agosto 2011
'in fondo non è un attacco all'uno o all'altro, è solo una richiesta di chiarezza e di trasparenza' Mosso da questo legittimo nonchè ineccepibile desiderio, A TITOLO PERSONALE E COME PRIVATO CITTADINO (il maiuscolo non è casuale...), mi associo alle richieste di chiarimenti inoltrate da Mauro alla Magistratura contabile. Se infatti in politica non si capisce mai chi ha ragione e chi ha torto (il famoso, micidiale linguaggio politichese infatti sistematicamente confonde il cittadino... Fatte le salve le dovute eccezioni tipo ad esempio quel politico accusato di frequente, anche da italianisti improvvisati e da bar, di non azzeccarci tanto con l'italiano...), i numeri, almeno quelli, rappresentano un dato oggettivo, pure in politica.
Attendo con ansia, pertanto, il responso della Corte dei Conti, precisando che reputo un gesto di civiltà associarsi ad una richiesta siffatta avanzata da un concittadino.
Saluti!
Fabrizio Di Cicco
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Argomento:
E-MAIL: info@maurocarbonetta.com
NOME E COGNOME: Mauro Carbonetta
Data: 22 agosto 2011

Alla Corte dei Conti
Procuratore regionale
Via Buccio di Ranallo, 65/A (ex Convento di San Domenico)
67100 L'Aquila

Da cittadino villese (Villa Santa Maria, Provincia di Chieti), dopo aver letto il manifesto sulla situazione debitoria pubblicato dall'attuale amministrazione comunale, quello con cui ha risposto l'amministrazione comunale precedente e infine la risposta dell'amministrazione 2005 chiamata anch'essa in causa, credo sia doveroso chiedere l'intervento della Magistratura contabile, allo scopo di avere una definitiva chiarificazione della questione. Se ci sono state colpe o errori, è giusto che chi ha causato un danno al paese faccia ammenda in proporzione al danno arrecato: se io cittadino sbaglio a guidare o parcheggiare la macchina devo pagare, se io cittadino sbaglio a compilare la dichiarazione dei redditi devo pagare, se io cittadino sbaglio anche solo a parlare devo pagare, possibile che se uno sbaglia ad amministrare i beni di tutto il paese ed arreca dei danni incalcolabili non debba prendersi le sue responsabilità? E' diritto dei cittadini sapere come è stato speso il denaro pubblico, perché non sono stati pagati dei servizi (es, smaltimento rifiuti) per i quali i cittadini hanno pagato la dovuta tassa. Chiedo che ci venga chiarito quanto grave è il dissesto economico in cui ci troviamo, e perché ci troviamo in tale dissesto. E' possibile visionare la lista delle forniture pagate? In realtà non serve a molto porsi domande e fare inutili congetture, per cui ho deciso di cercare risposte. Sono sicuro di non essere il solo a volere chiarezza e verità. Invito tutti a farsi un esame di coscienza, e a cercare nella nostra apatia e indifferenza collettiva le radici di tutto il male che ci viene fatto solo perché chi decide di fare di noi ciò che vuole sa che non reagiamo e non ci opponiamo. E' ora di cambiare, e di reagire. Questa missiva verrà inviata alla Corte dei Conti, per avere una chiarificazione sulle differenti versioni sul debito pubblico dei tre manifesti. Mi piacerebbe che qualcuno si unisse a me in questa azione, in fondo non è un attacco all'uno o all'altro, è solo una richiesta di chiarezza e di trasparenza: dimentichiamo sempre che esse ci sono dovute. Vorrei fosse chiaro che la mia richiesta di chiarimenti non è nel mio interesse, è nell'interesse di tutti, compresi quelli che sono stati chiamati in causa nei tre manifesti. Forse, chissà, magari si scoprirà che il debito è servito per acquisti di beni immobili, servizi sociali, rivolti al bene della comunità!  
Mauro CARBONETTA
n.b.) si allegano copie dei tre manifesti.
rdia Forestale. Finchè nessuno ha il coraggio di opporsi al malcostume e alla inciviltà, continueremo a essere in balia di delinquenti e teppisti che non rispettano noi e il nostro paese: l'omertà favorisce i delinquenti e indebolisce e impoverisce gli onesti.
Mauro Carbonetta.
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Argomento: Precisazione di Luigi Rinaldi e Maria Grazia Marchetti
E-MAIL:
NOME E COGNOME: Luigi Rinaldi e Maria Grazia Marchetti
Data: 13 agosto 2011
In merito al nostro articolo "Censimento delle strutture di accoglienza gestite ai Villesi", apparso sull'ultimo numero de "La Penna", ci teniamo a precisare a proposito della "Rassegna dei cuochi", che fu solo l'organizzazione tecnico-pratica e cioè la cucina, ad essere delegata agli chef quali, in ordine alfabetico, Nicola Lemme, Domenico Pace, Antonio Stanziani e altri ancora che qui, per brevità e scusandoci, non nominiamo.
Luigi Rinaldi e Maria Grazia  Marchetti
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Argomento:  situazione debitoria...
E-MAIL:
NOME E COGNOME: Giunta 2005
Data: 13 agosto 2011
La Giunta comunale in carica nell'anno 2005, fino all'aprile del 2006, chiamata in causa dalla Giunta uscente, tiene a precisare quanto segue:

1)    il disavanzo finanziario di £ 330.000 che la Giunta 2005 avrebbe lasciato all'Amministrazione comunale "Falconio" non è corretto. Infatti la Giunta 2005 lasciò un disavanzo finanziario di £ 162.185,81 (cfr Deliberazioni comunali n. 23 del 12/09/2006 e n. 36 del 15/09/2007), quasi naturale nei Comuni, ma solo ridicolo rispetto all'attuale situazione debitoria. Si precisa, infatti, che quel disavanzo non era un debito, ma solo un disavanzo finanziario in quanto la Giunta 2005 lasciò un fondo di cassa addirittura di £ 258.223,02, che costituivano soldi liquidi disponibili e che  pertanto non solo coprivano ampiamente il disavanzo finanziario citato, ma lasciavano il Comune in una situazione economica e contabile ancora più ampiamente attiva e solida e non gravemente debitoria come l'attuale. La matematica non è un'opinione:
+£ 258.223,02 (fondo di cassa liquidi) - £ 162.185,81 (disavanzo finanziario)
= + £ 96.037,21 ( fondo di cassa liquidi lasciato).

2)   La Giunta 2005 ha lasciato nei confronti del Quadrifoglio una sola fattura inevasa di circa £ 1.500, che sarebbe stata evasa nel  corso dell'anno. Il resto è responsabilità di chi ha continuato ad amministrare non di altri. Non ci sembra poi proprio di buon gusto "attaccarsi" ad un caso umanitario.

3)     Infine, la Giunta 2005, dal momento che è stata ritenuta dalla Giunta "Falconio" responsabile di tutta la situazione debitoria (sic!), è pronta a sostenere un dibattito pubblico su tutta la questione con la stessa Giunta "Falconio".
                                                                                                                     LA GIUNTA 2005
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Per "Villesi nel mondo", seconda e, per me, ultima puntata di Una cronaca paesana.  
E-MAIL:
NOME E COGNOME:
Data: 2 Luglio 2011
Prendo atto che il sig. Stanziani conferma di aver messo nero su bianco, nel risvolto di copertina del suo ultimo libro, ma anche di quelli precedenti, una colossale balla o fandonia, se si preferisce un termine più ricercato. Va da sé che se ne assumi la paternità e infatti che colpa ne avrebbe il suo ignaro editore?
Ignara anche Dacia Maraini, se è vero che avrebbe presentato il libro o i libri del suddetto autore alla Fiera del libro di Torino. Gliene parlerò appena ne avrò l'occasione.
Se poi il sig. Stanziani, a suo dire, non ha replicato "con gli  stessi toni" (i miei), certamente non lo ha fatto "per ragioni di eleganza". Forse per rispondere con i miei stessi "toni", avrebbe dovuto procedere a una seconda lettura di quanto ho scritto, anzi a una esegesi, che è, secondo l'esatta definizione del Grande dizionario italiano dell'uso della Utet, una "interpretazione critica di testi, spec. sacri, giuridici o letterari". E nel mio caso si tratterebbe di un testo letterario. Forse è per questo motivo che il sig. Stanziani, come mi è stato riferito, avrebbe consultato per il mio testo addirittura un italianista? O forse nell'eventualità che io mi dichiarassi Dante Alighieri?
Quanto al fatto di non voler "indulgere alla polemica" (la sua), ha tutta la mia comprensione, così facendo eviterà di arrampicarsi sugli specchi. E dovrebbe evitare anche di minacciare a vuoto quando dice:
"Mi riservo, inoltre, di agire nelle sedi opportune a tutela delle mie ragioni per i profili ingiuriosi e diffamatori eventualmente ravvisabili negli scritti della Sig.ra Di Lello-Finuoli". Li ravvisi pure, se ci riesce e buon lavoro!
Comunque, minacciare a vuoto, lo si sa, è l'espediente più abusato a cui si ricorre per salvare la faccia.
Tempo fa, su questo stesso sito, qualcun altro aveva minacciato di adire le vie legali e poi non l'ha fatto e non per magnanimità, è che semplicemente non poteva. Forse avrebbe potuto risparmiarsi la spesa (se spesa c'è stata) di andare a consulto da un avvocato, se  solo per un momento avesse riflettuto con chi aveva a che fare.
Tuttavia, bene che vada, la querela è esente da bolli e dunque la sua presentazione è a costo zero e te la puoi anche scrivere da te, al contrario però, nel caso risultasse priva di fondamento, il querelante, ahilui, potrebbe essere a sua volta querelato, perciò a buon intenditor e quel che segue.
E ora basta, ho altro di meglio da fare che star dietro a future, vaniloquenti elucubrazioni e questa volta non scomodo Kant, mi limito a citare Totò e rispondo :"Ma mi faccia il piacere!".
Il tutto, ovviamente, con cordialità, A. L. Di Lello-Finuoli.

P.S. Rilevo l'abitudine, piuttosto comune, di riferirsi a una donna non con il suo legittimo titolo accademico, ma chiamandola semplicemente "signora". Lo trovo poco "elegante". A meno che non si adotti l'uso anglosassone o francese di dare del "signore" anche all'uomo pluriaddottorato. In questo modo si eviterebbero discriminazioni sia sessiste sia classiste.

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Argomento:
E-MAIL:
NOME E COGNOME: Antonio Stanziani
Data: 24 giugno 2011
In riferimento alle lettere pubblicate sul sito villasantamaria.com dalla Sig.ra Anna Di Lello-Finuoli, senza indulgere alla polemica ed evitando (per ragioni di eleganza) di replicare con gli stessi toni alle affermazioni ivi contenute, intendo confermare quanto scritto nel risvolto di copertina del mio ultimo libro in ordine al mio ruolo di co-fondatore della Rassegna dei Cuochi, con ciò assumendomi la paternità di tale affermazione ed esonerando sotto ogni punto di vista l'editore. Contesto, pertanto, le accuse mossemi dalla Sig.ra Di Lello-Finuoli, in quanto infondate. Mi riservo, inoltre, di agire nelle sedi opportune a tutela delle mie ragioni per i profili ingiuriosi e diffamatori eventualmente ravvisabili negli scritti della Sig.ra Di Lello-Finuoli.
Antonio Stanziani.
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Argomento:
E-MAIL:
NOME E COGNOME: Isabella Turco
Data: 20 giugno 2011
Caro Antonio, non voglio farti passare inosservato. M i è molto dispiaciuto quello che pensi. Non so la descrizione che ne hai avuto della bella fontana di prima e di oggi, tutti abbiamo dei ricordi ;!!!!! cCome ad esempio del lavatoio addirittura venduto senza aver mosso un dito. Adesso vi state accanendo a questo piccolo operato.Non vado oltre Siamo tutt i villesi DOC. Ciao Isabella
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Argomento:
E-MAIL:
NOME E COGNOME: Isabella Turco
Data: 20 giugno 2011
Caro Mauro, leggendo il tuo scritto capisco che amate il nostro paese,ma non dimenticate ,è anche il nostro .Sai bene quanto l'amiano: Se quello che è stato fatto per la fontavecchia non piace a molti mi dispiace abbiamo creduto di fare bene Peccato!!!!!!!!!!!!!!!Isabella
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Argomento: il salotto di fontana vecchia
E-MAIL:
NOME E COGNOME: Antonio Cignelli
Data: 19 giugno 2011
mi chiedo da villese puro sangue se questo censimento piccolo che sia deve contare così tanto? di solito si interpella l'intera popolazione affinchè si possa cambiare qualcosa di storico, e non poche persone che rientrano l'estate! mi è stato descritto ben bene com'è stata ristrutturata e così cambiata la fontana vecchia che da piccolo come tanti ci sguazzavamo sopra! beh, non voglio essere cattivo, però meno male che non ci vedo, altrimenti mi sarei tappato gli occhi da subito! la fontana non è di pochi, ma bensì del popolo o popolazione di villa santa maria, e che debbano essere i soliti pochi a dover decidere ogni volta che qualcosa debba cambiare a questo paese sinceramente non va bene! e se ogni volta piccoli gruppetti che si svegliano al mattino vogliono cambiare qualcosa in questo paese, staremmo sempre a cambiare cambiare e cambiare! la fontana vecchia come altre parti del paese sono dei villesi tutti e non dei villesi pochi, a buon intenditor poche parole! non coltiviamoci sempre e solo il proprio orticello davanti casa, credo sia arrivato il tempo di finirla! forse nel tempo appena passato qualcuno si è abituato troppo bene a voler fare cio che vuole!
Antonio Cignelli
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Argomento:
E-MAIL:
NOME E COGNOME: Mauro Carbonetta
Data: 19 giugno 2011
Cara Isabella,
non credo sia opportuno accontentare i pochi "censiti" che hanno invocato il ricollocamento originario dei vasi vicino alla fontana vecchia scontentando i tanti "non censiti" che hanno espresso il loro plauso al momento dello spostamento di tali vasi, "non censiti" che ritenevano che per loro natura essi non fossero in armonia con un monumento antico e che per la loro posizione  rendessero difficoltoso prendere l'acqua dalla fontana per l' innaffiamento delle piante stesse. Fortunatamente non tutti sono propensi a considerare un monumento storico come un proprio mobile di casa su cui si può appoggiare la bomboniera preferita o l'ultimo acquisto fatto al mercatino. Abbiamo dei monumenti di paese che dovremmo valorizzare, e questo non può avvenire finchè c'è chi continua a considerare certi angoli del paese come il salotto di casa, da abbellire(???) secondo il proprio gusto. La conservazione dei centri storici, come tu sai,  pone come prima regola quella di conservare le caratteristiche peculiari del luogo. Inoltre, un posizionamento errato di elementi vecchi o nuovi, come i vasi in questione, distoglie l' attenzione dell'osservatore da caratteristiche importanti dell'opera. Mi pare che già il restauro della fontana in questione avesse modificato irreparabilmente la storicità della stessa con una pavimentazione che poteva essere meno "moderna"; che adesso si insista con iniziative che tendano a far dimenticare che è la nostra cara vecchia fontana e non una copia del  terrazzino di casa può star bene ad alcuni ma non a tutti. La fontana è da considerarsi in effetti un monumento artistico, con bassorilievi di buona fattura e motivi architettonici molto interessanti. Ritenersi liberi di modificare l' "arredo circostante" di un monumento artistico a proprio piacimento è come ritenersi liberi di passare del colore sui bronzi di Riace o cambiare gli infissi nella casa di Leopardi perché così ci piacciono di più, oppure di "abbellire" la fontana di Trevi circondandola di vasi e fioriere. Naturalmente sei libera di pensarla diversamente e di tentare di imporre le tue personali convinzioni estetiche, ma ti troveresti in disaccordo con quanti considerano le cose antiche un patrimonio da  conservare così com'è, e inoltre con quanti considerano i monumenti antichi come un ricordo di chi ci ha preceduto e come un pezzo della storia da cui proveniamo. A decidere a chi dare ragione sulla questione dei vasi sarà il comune. Personalmente mi auguro che chi dovrà decidere sulla collocazione dei vasi non dimentichi di aver espresso il proprio parere e le proprie intenzioni sugli interventi conservativi in genere e sulla fontana in particolare.
Mauro Carbonetta.
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Argomento:
E-MAIL:
NOME E COGNOME: Isabella Turco
Data: 19 giugno 2011
Caro Mauro da un piccolo censimento è risultato , I vasi sulla fontavecchia dovrebbero essere riposti al loro posto.
Sicura di non deluderci . Mi rivolgo a te visto il promotore della decisione.
Ciao, Isabella.
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Per "Villesi nel mondo" : una cronaca paesana, che voglio rendere nota con due lettere a un editore e altro ancora.
E-MAIL:
NOME E COGNOME: Anna L. Di Lello-Finuoli
Data: 13 giugno 2011
Illustre Editore, Le scrivo in merito ai libri del sig. Antonio Stanziani, da Lei pubblicati. Vengo al punto: su i risvolti di copertina, nella  sua nota biografica, l'autore afferma, testualmente, che " Con A. Di Lello e altri è stato uno dei fondatori della manifestazione culinaria più prestigiosa in Italia, la Rassegna dei Cuochi, che si svolge annualmente a Villa Santa Maria". Le faccio presente che si tratta di una grossolana mistificazione. Il fondatore di detta manifestazione, nel 1977, è stato il sen. Giuseppe Di Lello Finuoli, all'epoca sindaco, in collaborazione con l'allora presidente della Pro Loco, dott. Antonio Di Lello. Non altri. Tantomeno il suddetto sig. Stanziani. Ciò è documentato e anche riportato nella "Guida storico-artistica di Villa Santa Maria", Carsa Edizioni 2003, p. 61.  Sapendola un editore attento e corretto, in grazia della Sua riconosciuta professionalità, Le chiedo di rimediare a quello che considero un sopruso ai limiti della legalità. Glielo chiedo come citta-dina e non come sorella di Giuseppe Di Lello Finuoli, il quale ha ben altri meriti, avendo rischiato la vita per tutti noi, compreso il sig. Stanziani.
Ovviamente non si tratta di risarcimento materiale, ma di trovare il modo di ristabilire la verità dei fatti, un modo che Lei sicuramente vorrà concordare con me. Il mio cellulare è xxxxx : confido nella Sua disponibilità.  Cordialmente A.L. Di Lello Finuoli.

Gentile Editore,
rispondo solo ora alla Sua mail del 5 maggio, 2011 e in occasione della presentazione del libro o dei libri del sig. Stanziani alla Fiera del libro di Torino. Non l'ho fatto prima per miei inderogabili impegni di lavoro.
Le avevo scritto per chiederLe di trovare un modo, da concordare con me, per ristabilire la verità dei fatti. E Le avevo scritto da cittadina di Villa Santa Maria e  non in quanto mi considero "parte lesa", come  Lei impropriamente mi definisce.
La Sua risposta, mi permetto di dirLe, fa torto alla Sua intelligenza, perlomeno secondo la mia opinione, ma comunque questo è affar Suo, Lei però non può prendersi gioco della mia di intelligenza.
Dunque, secondo quanto Lei mi comunica, la faccenda si risolverebbe con lo Stanziani che La autorizza a comunicarmi il suo numero telefonico (nel senso. presumo, che dovrei essere io a chiamarlo!), rendendosi così disponibile, a" fornire le delucidazioni del caso", alla sottoscritta. E, secondo quanto Lei, testualmente, mi scrive, il sig. Stanziani sarebbe anche "disposto" a farmi, "visionare la sua personale rassegna stampa che parte proprio dalla Prima Sagra fino ad arrivare agli anni recenti dalla quale si evince che il signor Stanziani non ha mentito fornendo quelle notizie pubblicate".  
Stia pur certo che non mi scomoderò per un'indagine del genere e proprio per non far torto, in questo caso,  non tanto alla mia intelligenza quanto al comune buon senso.
Le faccio un esempio estremo:
in una mia ipotetica"personale rassegna stampa", risulta, per una notizia fornita da me o da altri, che io sono l'autrice della Divina Commedia. A questo punto io tranquillamente mi spaccio per Dante Alighieri, dal momento che così è scritto o così ho fatto scrivere.
Applichi questo paradosso al Suo autore, sig. Stanziani, e ne "evinca", per usare un suo termine, la conclusione.
Non si preoccupi perciò di rispondermi una seconda volta, perché in-tendo risolvere la faccenda a modo mio, non dovendo rendere conto delle mie azioni a nessuno, neppure a mio fratello, anche se parte in causa.
Cordialmente, Anna L. Di Lello-Finuoli  
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Ora, a proposito di questo meschino affare da strapaese, devo constatare, con meraviglia, che anche l'amico Tonino Di Lello, nei due libri scritti in tandem con l'Antonio Stanziani, ha collaborato ad avallare un tale falso storico, anche se successivamente, nella Guida di Villa Santa Maria, che fa testo, ha ripristinato la verità dei fatti.
E giacché ci siamo, rendo noto, per chi non lo sapesse, che un altro sedicente fondatore, ideatore, "primo" organizzatore, promotore, animatore della Sagra, e chi ne ha più ne metta, è Candido Calabrese. Così si qualifica nelle notizie autobiografiche che corredano i suoi libri. Peccato che quanto lui afferma non corrisponda alla realtà.
Stando così le cose, forse sarebbe il caso di provvedere a conferire a tutti quelli che si autoproclamano fondatori della Sagra (presenti e futuri) un riconoscimento formale. Di che genere? Così mi sono ricordata che, all'epoca della spedizione dei Mille, gli ufficiali, tanto per scherzare, s'erano inventati che Vittorio Emanuele li avrebbe creati tutti cavalieri e fondando "l'ordine dello sbarco" avrebbe concesso a ognuno di loro uno dei feudi incrociati durante le marce. Ecco, noi allora potremmo inventarci "l'ordine della Sagra", istituendo un cavalierato, con feudi sia pure nominali, perché ora, buon per noi, non ne esistono più,  che erano quelli antichi di Pietra spaccata, della Liscia, di Montebello (in territorio di Villa Santa Maria), di Pilo (Pilo Sottano e Pilo Soprano) e altri di cui non ho conoscenza. In questo  modo ognuno che si autoprofessa fondatore della Sagra potrebbe fregiarsi del titolo di cavaliere di una di queste località. E anch'io vorrei una piccola onorificenza, per aver prestato alcune suppellettili in occasione del pranzo inagurale della Sagra e forse pure qualche sedia, ma non ricordo bene.
Forse ci vorrebbe anche un albo di primogenitura, a cui ci si po-trebbe iscrivere con una gara a chi arriva prima. Tranquilli: il primo e unico fondatore della Sagra non concorrerà, la primogenitura la cederà gratis, non come quel venale di Esaù che se la rinvedette per un piatto di lenticchie (Genesi 25, 21-34).
Inoltre, scherzi a parte, trovo semplicemente vergognoso, e que-sto lo dico con indignazione di cittadina e non di familiare, che da quando la Sagra è stata istituita  in tutte le manifestazioni a ricordo, mai mai mai da palchi e da balconi, è stato fatto il nome del suo "unico" fondatore. Eppure non è il nome di un mafioso, ma di una persona che la mafia l'ha combattuta.
A conclusione di questa cronaca, potrei sbrigarmela dicendo "chi si loda si imbroda": questo  detto a carattere sapienziale e di antica saggezza popolare, la riassumerebbe tutta. E invece no, c'è qualcosa di più da dire, e cioè che ogni espressione di millanteria, sebbene nella sua pochezza sia sempre risibile, va comunque smascherata e rintuzzata, volta per volta. E questo per evitare che il falso si trasformi in convincimento (o autoconvincimento), consolidandosi, con il passare del tempo, in una ingannevole verità.
Sarebbe bene perciò richiamarci tutti a quello che Immanuel Kant chiamava il sentimento di rispetto: verso se stessi e verso gli altri.  Kant, buonanima, il quale diceva anche il cielo stellato sopra di me e la legge morale in me.

Anna L. Di Lello-Finuoli.






Argomento:
E-MAIL:  costanzo.saccone@telecomitalia.it
NOME E COGNOME: Costanzo Saccone
Carissimi, non volevo intervenire su questa questione ma quando poi leggo i commenti di tal daniele falconio, totalmente ignaro ed estraneo ai fatti, sono costretto ad annoiarvi con queste precisazioni. Più leggo lo scritto di Andrea e più sono convinto che abbiamo fatto bene a non inserirlo nell’edizione di Pasqua del giornalino “La Penna”. Non entro in merito alla precisazione della signora Isabella Turco, che frettolosamente, ma in buona fede, ha voluto chiudere in maniera bonaria la questione…”familiare”. Qua non si tratta di censura perché non c’è nulla da censurare nel contenuto, ma dal momento che avevamo tanti articoli, abbiamo valutato che il pezzo di Andrea Tinto, tra l’altro lungo quattro pagine e mezza in formato A4, fosse estraneo alle vicende del mondo villese ed abruzzese. Non si tratta quindi di censura di nessun genere, è stato usato questo termine in maniera impropria prima da Andrea e poi da Isabella. Per questioni di etica e di rispetto verso il ruolo che Andrea dovrebbe ricoprire e che egregiamente ricopre e svolge sua madre in seno alla nostra associazione, gli è stato comunicato preventivamente che il suo articolo non sarebbe stato pubblicato, come avviene di frequente anche con altri soci e/o consiglieri che comprendono tranquillamente che si fa spazio ad articoli di soci che casomai scrivono per la prima volta. Ma di quale censura parlate? Di quale politica parlate? Che termini usate? Si tratta che questo riassunto storico, che ormai abbiamo ripassato tutti per l’annuale ricorrenza, corredato da condivisibili considerazioni personali di Andrea, non ci azzecca nulla con Villa Santa Maria e tanto meno con L’Abruzzo. Caro Andrea, a te che nelle ultime elezioni sei stato eletto consigliere, ma per svariati motivi personali non hai vissuto molto la vita associativa, è risultato complicato comprendere che il giornalino è un periodico che parla di Villa, del suo passato, del presente e del futuro, di personaggi villesi, e - ti ripeto - di cronache di vita associativa, di chi nasce, di chi muore, di chi si crea una famiglia e degli sviluppi della stessa con annunci di lauree, comunioni ed altro, e sapeste in quanti a Villa o nella sede di Roma, a margine dell’uscita del giornalino, mi fermano, affrontandomi di persona, riproverandomi e lamentadosi del fatto che abbiamo omesso annunci relativi a nuovi matrimoni, purtroppo a decessi o al conseguimento di lauree e diplomi. Questo è quanto: questo è il giornalino per la nostra comunità (che conta trecento nuclei familiari di villesi sparsi per il mondo) che dovrebbe ricevere le scuse di tal daniele falconio per quanto scritto. Sicuramente il blog di Mauro Carbonetta è più idoneo del giornalino La Penna ad ospitare queste tematiche di carattere generale, ma non era detto che nel numero successivo - quello estivo – non venisse pubblicato. Mi dispiace, per le modalità usate per diffondere il tuo scritto, le conclusioni infondate da te tratte per la mancata pubblicazione sul numero in uscita, ma chi leggerà l’articolo in questione e chi conosce realmente la preziosità del giornalino (foriero di notizie dell’universo villese per i nostri soci sparsi nel mondo) comprenderà.
Costanzo Saccone
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Argomento: FRATELLI (E SORELLE) D’ITALIA
E-MAIL:  
NOME E COGNOME: Daniele Falconio
Raramente ho letto in questa rubrica qualcosa di più condivisibile. Ti stringo idealmente la mano, Andrea, e mi complimento con te. E del fatto che non ti abbia pubblicato "la penna" non te ne duolere; trattasi di un "giornalino" e, in quanto tale, da esso non si può pretendere troppo!
Daniele Falconio  
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Argomento:  
E-MAIL:  
NOME E COGNOME: Isabella Turco
L'articolo è stato censurato un po' per non trattare la politica a nostro piacimento visto che siamo sempre stati l'imminenza delle elezioni non volevamo sucitare preferenze.
Siamo solo Amici di villa santa maria
vice presidente
Isabella Turco
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Argomento:  FRATELLI (E SORELLE) D’ITALIA
E-MAIL:  andytinto@libero.it
NOME E COGNOME: Andrea Tinto
Data: 3 aprile 2011
ARGOMENTO: FRATELLI (E SORELLE) D’ITALIA Nell’anno delle celebrazioni del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, ho pensato di fare un’analisi del tutto personale di cosa significhi essere italiani, di cosa è ancora l’Italia e di cosa potrebbe essere. Ci tengo a precisare che questa è solo una mia opinione che spero non scatenerà dibattiti e polemiche.. ma poiché il tema è attuale e ricorrente, anch’io voglio fare una piccola analisi, esimendomi però da troppi riferimenti storici, poiché storico non sono. Sono passati ben 150 anni da quel 1861, da quel periodo storico chiamato Risorgimento, che credo tutti quanti noi abbiamo studiato a scuola ma che, credo, in molti abbiamo scordato, soprattutto nel suo significato. Lo spirito patriottico e rivoluzionario di quegli uomini fece si che l’insieme di tanti Stati e staterelli finalmente si riunissero sotto un’unica patria e bandiera: quella italiana, appunto. Un paese da sempre diviso, da sempre terra di conquista per eserciti stranieri, si ritrovava ad essere unito ed indipendente. Ma appena unito, si trovò già con mille difficoltà... e non erano certo i 1000 di Garibaldi!! Celebre fu la frase di Massimo D’Azeglio, che affermava che fatta l’Italia, ora bisognava fare gli italiani. Ahimè, a distanza di così tanto tempo quella frase è ancora attuale. Andiamo per ordine: differenze culturali, linguistiche, antropologiche rendevano l’Italia un paese frammentato: laici e rivoluzionari al Nord, papalini e clericali al centro, assistenzialisti e con grave tasso di ignoranza ed analfabetismo al Sud. Con l’ausilio di alcuni politici illuminati, l’Italia emerse come Stato democratico , guidata dal regno di Casa Savoia, diventando una democrazia all’avanguardia, fino a quando, subito dopo la prima guerra mondiale ed aver sconfitto gli eserciti stranieri che ancora occupavano i territori italiani (Trento e Trieste, l’Istria), il paese cadde nella pagina più buia della sua storia: il fascismo. La vittoria del 1918 nella prima guerra mondiale portò una ventata di patriottismo, ma anche di rabbia poiché nel 1919 il trattato di Versailles non rese all’Italia il ruolo di potenza vincitrice. Un certo malessere e malumore si diffuse, portando così la facile ascesa al fascismo di Mussolini. Fu la chiave di svolta (negativa!!) della nostra Italia. Un paese fatto dal “popolino” si trovava ad avere un leader carismatico ed autoritario che con la profusione di parole e promesse incitava gli italiani all’ordine e alla disciplina, al lavoro e ai valori della famiglia. Per un “non popolo”, questo sembrava una manna dal cielo.. finchè non si resero conto (troppo tardi… ben 20 anni!!!) che questo significava dittatura: perdita di libertà (di stampa, di informazione, di aggregazione, di espressione politica e sindacale), di diritti. Ci fu pure l’infamia della promulgazione delle leggi razziali e del confino per i dissidenti politici e per tutto ciò che era “diverso” (intellettuali, omosessuali, ebrei e di altre razze) dal pensiero unico. Ci fu poi la catastrofe della seconda guerra mondiale, che portò rovine e distruzione ed un contributo altissimo di vite umane (e la nostra comunità sa benissimo il duro prezzo che ha pagato col sangue per quella folle guerra: ognuna delle nostre famiglie ha pagato con tributi di vite umane la follia del fascismo e della guerra). Terminata la guerra, l’Italia si riavvia verso la ricostruzione, e grazie alle capacità della sua gente operosa ed inventiva, riemerge dalle sue ceneri, creando quell’epoca d’oro conosciuta come gli anni del boom.. dove si creano occasioni di vita mai immaginate prima. Benessere, fiducia, lavoro.. sembrano ormai la costante dell’Italia. Ma a fronte di ciò, molti italiani sono costretti ad emigrare per trovare lavoro. A farne le spese è soprattutto il Sud, da sempre più arretrato sia culturalmente che a livello di infrastrutture al resto del paese. Si affaccia prorompente la televisione.. la “scatola magica” capace, lei si, di unire veramente l’Italia. Appassiona gli italiani con le sue immagini, apre finestre sul mondo e finalmente unisce gli italiani nel parlare una lingua comune a tutti. Sono i mitici anni 60.. cui verso la fine inizia una fase nuova: il 68 con le rivoluzioni di piazza, sintomo che sfocerà poi nella triste pagina del terrorismo e delle stragi. Ed oggi, a 150 anni da allora, come stiamo? Non esito a dire male, se non malissimo. Stiamo precipitando nel baratro. Nell’anno in cui dovremmo celebrare TUTTI l’unità d’Italia è a dir poco scandaloso che ci siano ministri e movimenti che cercano invece di disgregare il Paese, parlando di federalismo, di secessione, di indipendenza di improbabili regioni. Ministri che giurano sulla nostra Costituzione e poi vorrebbero mettere la nostra bandiera nel c...o... queste cose fanno male ed offendono il comune senso di patria degli italiani. La colpa, però, è degli italiani. In quanto democrazia (?) abbiamo lo strumento del voto, ed il voto ha sempre portato ad avere governi legittimati dal popolo sovrano. Purtroppo, dal dopoguerra ad oggi tutti i governi che si sono succeduti, hanno pensato sempre di più agli affari loro che a quelli del popolo. Per oltre 40 anni ci ha governato la Democrazia Cristiana a cui va senz’altro il merito di averci dato la libertà e la democrazia, assoggettandoci, però, ad uno stato servo degli Stati Uniti, un partito inghiottito da se stesso a causa delle sue alte sfere coinvolte poi nel famoso scandalo di mani pulite, in cui sono rimasti coinvolti, poi, praticamente quasi tutti i partiti politici. Non va dimenticato inoltre, che l’Italia ha al suo interno il potentissimo stato del Vaticano che da sempre influenza negativamente le scelte etiche dell’Italia. Servile e riverente nei confronti delle alte sfere clericali, l’Italia ha avuto sempre un grave stato di arretratezza rispetto a democrazie più evolute (per esempio del Nord Europa )in fatto di questioni etiche. C’è voluto un referendum negli anni 70 per ottenere il divorzio, il diritto delle donne all’aborto (problema non facile ma che almeno lascia la libertà, certo non a cuor leggero, alle donne di poter scegliere la gravidanza oppure no). La tanto decantata laicità dello Stato viene spesso calpestata da interessi politici. Un paese che non riconosce ancora piena uguaglianza tra uomini e donne (le donne sono ancora penalizzate nel campo del lavoro!!), il riconoscimento delle coppie di fatto (sia etero che omosessuali), un paese che ripudia la guerra ma che va in “missione”mascherando le invasioni come “forze di pace”, un paese che vuole fare ricerca scientifica su cellule embrionali o staminali ma viene tacciato da anatemi religiosi perché così si sfida Dio… un paese che decanta l’alta velocità ma ha ancora treni pendolari che impiegano ore per coprire percorsi brevi.. e si potrebbe continuare all’infinito.. è un paese che ha delle anomalie. L’Italia è un paese che ha purtroppo molte, troppe anomalie. E’ un paese che ha perso la capacità di indignarsi e di reagire. Assistiamo spesso impotenti a tutto quanto accade. Ci invocano il senso di responsabilità e della famiglia.. ma poi ci fanno vivere con stipendi e pensioni con i quali si fa sempre più fatica ad arrivare a fine mese mentre la “casta” si arricchisce sempre di più. Ci chiedono di andare ai “family day” quando sono i primi a tradire le loro famiglie, essendo il più delle volte divorziati, separati, risposati.. e molti di loro vanno per escort (ora si dice così.. e per chi non sapesse cosa sono le escort.. sono le prostitute di una volta.. ma bisognerebbe dire che è un fenomeno diffuso anche tra gli uomini, visto che molti bigotti che tuonano contro le coppie gay, poi sono i primi a frequentarli..se non anche con transessuali). Fa una certa pena sentirsi italiani solo quando vince la nostra nazionale di calcio o quando si vince un altro evento sportivo. La televisione e i media, ormai, hanno uniformato gli italiani in un altro pensiero unico. Tolta la cultura (è purtroppo celebre la frase di un ministro che ha detto che con la cultura non ci si mangia!!) hanno narcotizzato gli italiani con tv spazzatura, fatta di reality dove impazzano cattivo gusto e volgarità, di show con ospiti che sono in tv da 40 anni, da pseudo giornalisti che sguazzano compiaciuti negli ultimi avvenimenti di cronaca, trattando tutto come fosse un varietà. Tutto ciò, purtroppo, ci ha portato ad essere divisi. Da sempre gli italiani sono stati degli opportunisti (se all’estero ci hanno da sempre considerato poco “affidabili e seri”..ci sarà un perché!!), convinti che la loro furbizia fosse un vantaggio. Io credo che sia l’intelligenza ad essere un valore aggiunto, specie se messa a servizio di una comunità.. non la furbizia. Individualismo, menefreghismo, lassismo.. tutto ciò ci ha portato a vivere con distacco tutto ciò che ci circonda. E’ davvero rimasto qualcosa di quello spirito unitario che i padri della nostra Patria hanno pagato anche col sangue? Forse, l’unica unità degli italiani sono i contatti che hanno su Facebook, che li fa sentire più uniti agli altri. O la possibilità di avere il cellulare di ultima generazione per poter meglio comunicare. La divisione degli italiani la si riscontra ovunque: Basti pensare che ancora, dopo oltre 60 anni, c’è chi ci vuole dividere tra fascisti e comunisti, tra rossi e neri, tra il popolo del bene ed il popolo del male. L’unità secondo loro è stare o con loro o contro di loro.. ed è questa la loro forza!!!! Scambiano l’unità per l’appartenenza. Si fa “gruppo”.. non si fa comunità. Basta vedere la grande galassia di partiti e partitini che siedono al Parlamento: coloro che invocano l’Unità d’Italia in realtà ci vogliono divisi per poter meglio coltivare i loro sporchi interessi.. sentendosi forti, appunto, dell’unità di piccole minoranze. La parola libertà, che tanto sangue ha dovuto vedere essere sparso prima di affermarsi in Italia, ora viene assunta a simbolo di partito. Ma qual è la libertà che intendono? Quella del libero mercato? Quella di essere liberi di poter acquistare ed ingrassare i potenti e di poter scegliere col telecomando quale tv vedere? So però che esiste anche un’altra Italia.. quella silenziosa e laboriosa, quella che ancora crede in certi valori, quella che protesta per rivendicare i suoi diritti elementari. Come un fiume carsico, scorre sottoterra.. non si vede, ma scava nella società civile aspettando di poter riemergere per far vedere le sue acque cristalline e limpide e spazzare via con una piena la polvere ed il marcio accumulato sopra. Ho sicuramente fatto un’analisi impetuosa ed irreverente.. ma credetemi che non avrei mai voluto scrivere quanto sto dicendo. Sono italiano e vorrei sempre esserne fiero.. ma a volte è difficile specie per chi, come me e tanti altri, ha avuto la possibilità di viaggiare e confrontarsi con altre culture. Vorrei un paese davvero unito, che ritrovi quello spirito di solidarietà e sussidiarietà, di amor proprio e amor di patria, che sappia vincere gli individualismi per pensare al bene comune fatto di collettività.. di popolo, appunto. Un popolo unico, che pure nelle sue inevitabili diversità, sappia accettare le diversità culturali, che veda gli stranieri come opportunità di crescita e non come minaccia, che la smetta di definirsi “polentoni” o “terroni”, che si senta finalmente italiano dalla Vetta d’Italia a Lampedusa. Basterebbe che ognuno di noi facesse un piccolo sforzo, che almeno rileggesse la storia.. perché non si può dimenticare il passato. L’ho già detto in altre occasioni che bisogna guardare al passato per vivere il presente e progettare il futuro. Mi auguro che anche la nostra comunità sia sempre più unita, indipendentemente dai colori politici, dalle appartenenze, dai vari credo.
Cerchiamo davvero di sentirci FRATELLI D’ITALIA!!
Andrea Tinto  
p.s. questo articolo è stato censurato sul giornalino "la penna"
Andrea Tinto  
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Argomento:   
E-MAIL: info@maurocarbonetta.com
NOME E COGNOME:  Mauro Carbonetta
Data: 28 agosto 2010
Caro Francesco, per primo voglio esprimere il mio consenso agli interventi operati dall' amministrazione comunale mirati a dare risalto al busto marmoreo, interventi che sono stati incisivi ed efficaci nel valorizzare l' opera stessa e il luogo in cui si trova. Tuttavia, avrei preferito che  la sistemazione delle luci fosse studiata con più precisione: da lontano l'effetto è molto bello, ma da vicino viene modificato il senso dei rilievi e dei volumi. Forse avremmo dovuto fare delle prove prima della sistemazione definitiva dell' impianto di illuminazione, anche se devo dire che il risultato è molto apprezzabile nel complesso. Mi sento in dovere di ringraziare quanti hanno dato il loro contribuito, in tutta umiltà e gratuità, per aiutarmi sia concretamente che  moralmente in alcune fasi importanti della realizzazione e della sistemazione della statua del cuoco. In realtà la statua non è ancora finita. Inizialmente era destinata a un altro contesto spaziale cittadino, per cui scolpendola intendevo armonizzarla a tale contesto. Il cambiamento della ubicazione definitiva rende necessario che io apporti ancora delle piccole modifiche, per ridurre certe piccole disarmonie col contesto circostante che non sfuggono a un occhio attento. Inoltre, saranno aggiunti un bassorilievo e altri ornamenti. Scolpire il busto marmoreo  mi è costato molto impegno e sacrificio, ma il risultato sicuramente non sarebbe stato lo stesso senza l'aiuto di quanti hanno condiviso con me momenti importanti della creazione e della successiva sistemazione. Ringrazio in particolare il caro Angelo, che spesso mi ha fatto da modello anche in condizioni atmosferiche proibitive, e  mi ha aiutato in momenti particolarmente "faticosi" in cui da solo fisicamente non ero all' altezza dell' impresa: basti dire che il blocco di marmo di Carrara classico che è stato usato per realizzare il busto marmoreo pesava all' incirca una tonnellata, e taluni strumenti che ho dovuto usare per scolpirlo avevano un  peso tale per cui senza l' aiuto di Angelo le difficoltà sarebbero state notevoli... Ringrazio inoltre Antonio, che assieme ad Angelo sta facendo da modello per alcuni motivi del bassorilievo, rappresentante aspetti della vita di San Francesco Caracciolo, che sarà collocato successivamente sul piedistallo. Ringrazio Armando che gratuitamente e volontariamente, quando il busto marmoreo era stato appoggiato sull' attuale sito in attesa della preparazione del piedistallo, ha prestato la sua opera per la creazione del basamento per accelerare i lavori. Ringrazio tutti coloro che mi hanno incoraggiato e sostenuto moralmente, soprattutto quando ci sono stati  per me momenti di disillusione e poca serenità. Spero di avere offerto al mio paese un apprezzabile simbolo artistico di quella che è la nostra antica tradizione, e sono lieto che dietro la creazione e la collocazione del busto marmoreo ci sia stato un lavoro anche di inserimento armonico nel contesto e di valorizzazione ottimale del luogo, come dovrebbe essere fatto ogni volta che si modifica un luogo del paese.Mi auguro che si voglia fare ancora tanto per rendere più bello il nostro paese,con l'aiuto di tutti noi.
Mauro Carbonetta.
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Argomento: RISPOSTA
E-MAIL:  ik6nbq.luciano@alice.it
NOME E COGNOME: TRIVELLATO LUCIANO
Data: 21 agosto 2010
MI sento in dovere di rispondere AL SIG.SACCONE COSTANZO (Presidente dell'associazione amici di villa )
Circa la sua risposta alla mia E-MAIL  scritta in data 17 /08 / 2010.
Voglio solo ribadire alcuni punti nulla di piu.
PUNTO UNO      Mi associo allo sdegno circa l'atto vandalico compiuto sulla fontana, sperando che il colpevole sia scoperto il piu presto,e punito come merita.
PUNTO DUE      Circa la frase in latino da me scritta la ripeto e questa volta per non sbagliare faccio un
Copia incolla ' eccola………."Michael Angelus Bonarotus Florent Faciebat"……. Spero che ora vada bene e non
era il caso di farmi rilevare un mio errore di battitura.
PUNTO TRE         E pienamente giusto che voi vi sentiate ORGOGLIOSI PER CIO' CHE AVETE FATTO come mi
Sentivo orgogliosio io quando per molti anni manutenzionavo le campane .e l'orologio della torre campanaria, ecc ecc.
Ora data la mia eta' e le mie condizioni fisiche non mi permettono piu di farlo e se ne vedono i risultati ,
mantenevo i contatti via radio (e per molti anni ) con  P. RAFFAELE in Africa e mi sentivo veramente orgoglioso di cio ma non mi e' mai premuto di scriverlo.
PUNTO QUATRO        Si e' vero, anche se non vedo cosa centri, la mie esperienza politica e'
Stata avara di soddisfazioni, ma pur sempre meno avara di un vostro associato che prese solo DUE voti.
PER FINIRE    non e' vero che non mi sono complimentato con Voi per il vostro impegno evidentemente
Lei non e' arrivato all'ultima riga del mio scritto.in merito al modo di ristrutturazione non entro in
polemica non essendo io competente in tale cosa.
Ringrazio il curatore di questo sito per la possibilita' che ci ofre ospitandoci.
SALUTO LEI SIG  COSTANZO, E TUTTA LA SUA ASSOCIASIONE. OVE CONTO DIVERSI AMICI.

                                                           TRIVELLATO LUCIANO
PS. Se qualche errore di battitura o di grammatica lo riscontra La prego di perdonarmi
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Argomento: FONTE VECCHIA DANNEGGGGIATA
E-MAIL:  saccone_nat@tin.it
NOME E COGNOME: NATALINO SACCONE
Data: 20 agosto 2010
CARI AMICI.......E' LA PRIMA VOLTA CHE SCRIVO E PURTROPPO LO FACCIO CON UN PIZZICO DI AMAREZZA...NON SICURAMENTE NEI CONFROTI DI QUESTO SITO CHE ORAMAI E' DIVENUTO A PIENO TITOLO LA VOCE UFFICIALE DEI VILLESI.....MA IN QUANTO LA NOTTE SUCCESIVA ALL'INAUGURAZIONE DELLA FONTE VECCHIA (FACENDO COME DI CONSUETO PASSEGGIATE NOTTURNE)MI VIENE FATTO NOTARE CHE LA FONTANA ERA STATA DETURPATA CON UN ATTO VANDALICO CHE NE COMPORTAVA LA "ROTTURA" DI UNA PARTE DELLA BASE MARMOREA ALL'ALTEZZA DEL LATO DESTRO DOVE LE TRE CANNELLE HANNO RIPRESO A DARE ACQUA ....ORA MI CHIEDO QUEST'ATTO A COSA PORTA ? A CHI GIOVA ? FACCIO FATICA AD IMMAGGINARE CHE CI POSSA ESSERE TANTA CATTIVERIA IN GIRO...MA A CHE PRO' ? TORNO ALLA SERA DEL 13 AGOSTO DOVE IN COMPAGNIA DI ALTRE PERSONE SCONCERTATE, SONO STATI RECUPERATI DUE PEZZI DELLA PARTE MANCANTE (OLTRETUTTO SPARPAGLIATI IN PUNTI DIVERSI DELLA PIAZZETTA ANTISTANTE LA FONTANA ,FORSE PROPRIO CON L'INTENTO DI FARNE PERDERE LE TRACCE.....SBIGOTTITI COMMENTAVO L'ACCADUTO,QUANDO VERSO LE DUE DI NOTTE COMPARIVA IL VIGILE URBANO ANNA (DI CUI NON SO IL COGNOME) DEL PAESE AL QUALE FACEVO NOTARE L'ACCADUTO E NE CONSEGNAVO I REPERTI DICENDOMI CHE L'NDOMANI AVREBBE PROVVEDUTO A PARLARE CON LE PERSONE COMPETENTI.....CHIEDO OGGI A DISTANZA DI UNA SETTIMANA SE QUALCUNO HA NOTIZIE IN MERITO...E SE SI STA GIA' PROVVEDENDO A RECUPERARE IL "DETURPATO"....DA VILLESE MI SENTO PROFONDAMENTE AMAREGGIATO ....NON TANTO COME CONSIGLIERE DELL'ASSOCIAZIONE AMICI V.S.M. , MA QUANTO COME CITTADINO,PER IL MENEFREGHISMO CHE REGNA INCONTRASTATO...DOVE UN ATTO DEL GENERE VIENE QUASI IGNORATO .....COME SE TUTTO FOSSE NORMALE,BISOGNA TORNARE AD AVERE PIU' UN SENSO CIVICO NEI CONFRONI DEL PROSSIMO E DI UN PATRIMONIO ARTISTICO CHE NOI TUTTI DOVREMMO CERCARE DI TUTELARE PRESERVANDOLO DA QUESTI ATTI, PROVOCATE DA PERSONE BALORDE..........CON AFFETTO.
NATALINO  

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Argomento:
E-MAIL: costanzo.saccone@telecomitalia.it
NOME E COGNOME: costanzo saccone
Data: 19 agosto 2010
Mi fa piacere leggere news, via rete, inerenti la Sua persona sig.Trivellato; sono contento che Lei sia stato varie volte a Roma ma forse dovrebbe essere più attento quando tornerà in prossimità del “Blocco marmoreo della pietà” in quanto l’operazione di copiato non è riuscita benissimo ed abusando della umiltà che tanto accoratamente predica si è avventurato nel citare latinismi che in maniera palese si ignorano. - Parlando e scrivendo, spero comprensibilmente ed umilmente solo in italiano, vorrei ricordarLe che altri monumenti presenti a Villa sono stati appunto ricordati con incisioni varie da chi li ha commissionati e da chi li ha realizzati , addirittura emulando un noto pontefice che commissionò un’opera a Leonardo da Vinci siglando il calco allo stesso modo ( e Le ribadisco che,in merito,non trovo nulla di male) ma non ricordo però, all’epoca, una Sua particolare indignazione o richiami all’umiltà. Devo pensare e ricordare che era troppo preso in campagne elettorali,per Lei, avare di soddisfazioni. Come vede il concetto di umiltà si presta a varie interpretazioni. - In conclusione sig. Trivellato, non credo che essere orgogliosi per un contributo “urbanistico”dato sia in dissonanza con l’umiltà visto che si tratta di una semplice donazione (33 anni di sacrifici per rimpinguare e mantenere il nostro fondo cassa).Non si tratta di un intervento di elevata caratura artistica tale da poter essere paragonata alla Pietà di Michelangelo ne tanto meno di una azione di beneficenza. - Siamo sem-plicemente fieri di aver ridato luce ad un angolo che con tanta um-iltà era ritrovo di immondizia e ricettacolo di sterco animale! - A disposizione per ulteriori chiarimenti ed approfondimenti in merito, La saluto cordialmente. o Costanzo Saccone(Presidente Associazione Amici di Villa)
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Argomento: fontana
E-MAIL:Ik6nbq.luciano@alice.it
NOME E COGNOME:  TRIVELLATO LUCIANO
Data: 17 agosto 2010
Non voglio entrare in merito alla ristrutturazione della fontana (LA COSI DETTA FONTE VECCHIA) ma due
Paroline circa la lapide marmorea messa alla sua sinistra mi sento di esprimerle.
Avendo io visitato diverse volte ( LA BASILICA DI S. PIETRO IN ROMA) Mi fermo estasiato davanto al gruppo
Marmoreo della pieta'.
E trovo scritte queste parole( MIKAEL ANGELUS BONAROTUS FLORENT FACIABET).
Ma non trovo scritto  (………..CON LEGITTIMO ORGOGLIO………)forse queste parole mi sono sfugite essendo a mio modesto parere di cattivo gusto……….. UMILTA… UMILTA . la trovo scritta piu di frequente.
Ad ogni modo complimenti non per il lavoro ma per il vostro impegno.

                                                            TRIVELLATO LUCIANO
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Argomento: ristrutturazione fontana
E-MAIL: info@maurocarbonetta.com
NOME E COGNOME: Mauro Carbonetta
Data: 5 agosto 2010
Dopo l' incontro avuto stamane col caro Costanzo, penso di avere chiarito che le mie critiche alla pavimentazione non rappresentavano in alcun modo un attacco personale contro un intervento di ristrutturazione di opera pubblica, ma esprimevano un disagio che si va sempre più palesando come "collettivo". Un disagio non puramente estetico, ma affettivo ed emotivo, disagio ormai esternato e condiviso in maniera sempre più tangibile. Ora, non ho alcun desiderio, come non vi era fin dall' inizio, di innescare polemiche di qualsivoglia natura su una intenzione di restauro e miglioramento che va comunque apprezzata e lodata, per quanto il risultato sia stato involontariamente difforme da quello atteso. Direi di lasciar perdere malintesi, polemiche e soprattutto strumentalizzazioni dell' evento, e di cercare di migliorare le cose con fatti concreti. Molti hanno espresso il desiderio di cambiare di nuovo la pavimentazione. E' una decisione difficile da prendere, ma a mio parere non c'è altra soluzione. Se si vuole migliorare l'aspetto attuale della fontana, bisogna assolutamente rifare la pavimentazione. Sarebbe produttivo cooperare e collaborare, per raggiungere unità di intenti un risultato migliore. Personalmente, sono disponibile a dare il mio contributo personale, come penso molti altri. Si potrebbe predisporre una raccolta di fondi da destinare alla modifica, se si deciderà di farla, e in tal caso offrirei la mia disponibilità  all' Associazione Amici di Villa per aiutare a raccogliere la somma necessaria. A tale riguardo, visto che si continua a travisare una parola comparsa sul mio primo scritto sull' argomento nonostante io avessi subito chiarito il malinteso , ripeto che non intendevo fare alcuna allusione agli aspetti economici dell' opera compiuta. So bene quanti costi ci siano dietro un opera d' arte, sia per la creazione che per eventuali rifacimenti o modifiche. In questo momento è bene mettere da parte fraintendimenti e risentimenti, e cercare di cambiare una modifica che, voluta in buona fede per migliorare il paese, non ha raggiunto l' obiettivo atteso. L'obiettivo lo si può ancora raggiungere, se decidiamo di provarci. Si dovrebbe tentare di recuperare
l' immagine originaria della fontana nel suo contesto di storicità e di tradizione, valorizzando quel pezzo di paese nel rispetto della sintonia con il contesto presente e con il ricordo del tempo passato. Se qualcuno vuole offrire il suo contributo pratico, o di idee, o anche economico, si facesse avanti, sperando di creare un clima di collaborazione finalizzata al miglioramento del nostro paese, senza polemiche inutili e malintesi. Cerchiamo di costruire insieme, e finiamola di distruggere le nostre potenzialità di miglioramento polemizzando inutilmente.
Cari saluti.
Mauro Carbonetta
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Argomento: restauro fonte vecchia
E-MAIL:
NOME E COGNOME: Vito Paolini
Data: 5 agosto 2010
Sensibile a tutto ciò che è conservazione di beni, tradizioni e usanze del nostro paese e soprattutto interessato a tutto quello che succede nell'ambito della cosa pubblica di Villa S. Maria, sento il desiderio di inserirmi  nel discorso riferito al restauro della "Fonte Vecchia" dal momento che altri hanno pensato e visto ciò che anch'io ho potuto osservare nell'opera in corso ma che, all'inizio, non volevo esternare temendo che fosse una impressione soltanto mia. Dalle numerose segnalazioni mi rendo conto che  non ero l'unico.
  Certo che quando si tratta di intervenire su un manufatto comunale di grande impatto visivo, di particolare valore affettivo, e magari ubicato in zona nevralgica e centrale sotto gli occhi di tutti, occorre mettere sempre in conto uno specialissimo interessamento da parte di cittadini più o meno interessati a quel manufatto o quanto meno a creare il caso o la polemica (si ricorderà in passato il lavori sull'altare della Chiesa, la rampa di accesso alla medesima, l'allargamento del supportico, il campanile della Madonna in Basilica, il corso stesso, ecc..). Ed è proprio per questo che, accingendosi ad una tale opera, occorreva quanto meno creare i presupposti, tecnici e giuridici, perché si incorresse il meno possibile in errori eclatanti.
  Dunque non si tratta nemmeno lontanamente di mettere in dubbio il ruolo veramente meritevole e determinante dell'Associazione Amici di Villa nell'opera in corso ( non so quanti avrebbero fatto altrettanto); come non è il caso di andare a scandagliare nel significato di una parola (forse Mauro nel suo intervento voleva dire "….con poco di più"  e non so se di risorse finanziarie o di attenzione). Non è nemmeno il  caso di parlare di pavimento che "….può anche non piacere"  poiché nel restauro di beni storici esistono criteri ben precisi che vanno al di là dei gusti personali. Ma è certo che qualunque cosa  è stata detta o si dirà ancora su quest'opera  nulla potrà minimamente scalfire l'azione meritoria, concreta (non a chiacchiere) e incisiva svolta da chi ha finanziato. Dobbiamo solo ringraziare l'Associazione.
  Il problema forse è un altro: in queste segnalazioni da parte di cittadini si è sbagliato destinatario che non poteva e non doveva essere il finanziatore ma il Comune. L'Associazione doveva solo deliberare di devolvere una certa cifra per un determinato lavoro di interesse, o al massimo poteva contribuire con una proposta di progetto, ma certamente non poteva deliberare (come leggo sulla nota di Costanzo) l'impiego di un dato materiale più che  un altro (questo ciascuno lo può fare a casa sua e nemmeno sempre!!)
   Forse ci si dimentica che stiamo parlando di un intervento su un'opera pubblica dove l'unico Organismo responsabile (di progettazioni, autorizzazioni, appalti, controlli ecc…) è il Comune. Non credo che il primo che si sveglia la mattina possa intervenire di propria iniziativa su strutture pubbliche e men che mai su  manufatti di un certo valore architettonico, storico e almeno affettivo.
  Non voglio entrare nel merito tecnico della discussione (almeno per ora) ma mi limito a stigmatizzare l'errore di fondo che si commette nel rivolgersi, per segnalazioni anche costruttive, al destinatario sbagliato.
   Saluti.
                 Vito Paolini

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Argomento: ristrutturazione fontana
E-MAIL: a.dilello@tin.it
NOME E COGNOME: Tonino Di Lello
Data: 5 agosto 2010
Dopo l'intervento di Mauro e di Carmela anche io sono stato spinto dalla voglia di intervenire.
Raramente o quasi mai scrivo su questa rubrica perché ogni volta che la leggo noto che quasi sempre si tende a considerare l'intervento come qualcosa che dia inizio a qualche polemica. Per questo timore cerco di restare sempre fuori da tali interventi e non certamente perché disinteressato alle cose cittadine.
Ora non ho potuto resistere e vorrei che chiunque leggesse queste mie parole le prendesse con spirito estremamente costruttivo e non certamente come rimproveri o critiche a chi ha pensato di operare; così come del resto hanno benissimo fatto Mauro e Carmela. Purtroppo c'è un vecchio detto di sacrosanta verità "solo chi non fa niente può essere sicuro di non essere ignorato".
Sia chiaro che non mi rivolgo a nessuno in particolare, ma cerco di fare solamente, come si suol dire in certi casi, una riflessione ad alta voce.
Fatta questa doverosa premessa andiamo al "dunque".
Sono perfettamente d'accordo su quanto hanno già avuto modo di dire Mauro e Carmela sulla ristrutturazione della fontana. Un pavimento moderno, semilucido, di quel colore, con una "rosa dei venti al centro" (tra l'altro copia di una già presente proprio lì a due passi) in un "monumento" degli inizi del '900 è effettivamente "un pugno nell'occhio".
Se riflettiamo, sarebbe stato sufficiente pensare che solitamente per gli interventi di ristrutturazione su antichi monumenti si usa sempre la locuzione "intervento di tipo conservativo", proprio perché deve mirare a "ringiovanire" si, ma soprattutto a conservare ciò che gli autori hanno voluto trasmettere con l'opera in termini di forma, contenuto, estetica, arte, significato,ecc. Basti pensare per esempio che l'originale della fontana aveva al centro dei due leoni che si guardano uno stemma che rappresentava il fascio littorio. Appena dopo la guerra, secondo la diffusa prassi della damnatio memoriæ, è stato rimosso il fascio con una perfetta opera di rimozione, lasciando intatta tutta le pietra con i leoni, proprio nello spirito della massima conservazione dell'esistente.
Con l'attuale intervento invece si è quasi totalmente cambiato il monumento in quanto davanti all'occhio dell'Osservatore appare proprio un'altra opera.
Un'opera artistica per essere tale deve mantenere una unità di stile, cosa che ormai è stata completamente annullata con l'attuale intervento.
Io sono stato interpellato da qualcuno prima che i lavori iniziassero chiedendo un mio parere in proposito e il consiglio che allora ho dato è stato quello di:
-   ripulire le pietre dalle erbacce;
-   rimettere i fontanini;
-   pavimentare il tutto con un acciottolato;
-   eliminare il muro e trasformarlo in una "soffice" gradinata di accesso, pur essa pavimentata con acciottolato.
A questo punto però, mi accorgo di avere già approfittato troppo dell'attenzione del Lettore; ma ho voluto dire tutto questo perché la premessa permette di meglio comprendere le mie successive conclusioni:
1)   estremamente meritevole di ogni plauso l'intervento dell'Associazione Amici di Villa (di cui mi onoro di far parte), e in particolare del suo dinamico Presidente, per un intervento teso solo ed esclusivamente a fare il bene del nostro paese; certamente nessun appunto può e deve essere fatto all'Associazione;
2)   tutto quello che ho premesso motiva il fatto che sono fortemente d'accordo con Carmela, e cioè che sarebbe bene pensare seriamente alla possibilità di rimuovere l'attuale pavimentazione e studiarne una che rispettasse lo spirito con il quale i nostri padri hanno voluto donarci un tale monumento;
3)   sia considerato questo mio intervento come una riflessione ad alta voce, non diretta a nessuno, nello stesso spirito con cui sono intervenuti Mauro e Carmela, nel rispetto massimo delle idee altrui, come avviene in qualsiasi pese che si dice civile; se dovesse nascere un "botta e risposta" di vena polemica e non costruttiva posso già assicurare che qui metterò il punto.
Grazie a Mauro per avermi ospitato e grazie a tutti quelli che hanno avuto la bontà e la pazienza di leggere.
                    Tonino Di Lello
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Argomento: Ristrutturazione fontana
E-MAIL: carmeladicicco@virgilio.it
NOME E COGNOME: Carmela Di Cicco
Data: 4 agosto 2010
Spinta dal  mio irrefrenabile impulso di "partecipazione " alla gestione della cosa pubblica, (sentimento che impedisce che mi scivoli addosso tutto quello che accade intorno a me ),  già da qualche giorno meditavo sull'opportunità di un  intervento in proposito, per cui ringrazio Mauro per avermi preceduta, togliendomi dall'imbarazzo (così lo percepivo) di affrontare per prima l'argomento.
Fatta la premessa ,vengo al punto e dico  a Costanzo di non aversene a male se il mio giudizio coincide perfettamente con quello di Mauro. La pavimentazione è fuori luogo e non credo ci voglia il parere di un artista per rendersene conto!. Si è sbagliato, certamente in buona fede ma è stato commesso un errore  che compromette  il restante meritevole intervento. Sono sicura che anche gli Amici dell'Associazione se  ne saranno resi conto  e allora senza ricercare colpevoli , evitiamo di arroccarci su  sterili contrapposizioni e chiediamoci come rimediare. Dal momento che l'unica soluzione possibile è la rimozione del pavimento, inventiamoci qualcosa per reperire fondi  e risolviamo il problema in amicizia e collaborazione . Visto che non tutti i mali vengono per nuocere, questo "incidente " potrebbe essere l'inizio di un rapporto" diverso"tra "residenti" e "Associazione" a cui comunque va il mio grazie per questa e per  tutte le altre iniziative prese.
Carmela Di Cicco

P.S   Vedo  che c'è il rischio di qualche polemica e volutamente la ignoro. Si può continuare a parlare in maniera tranquilla e propositiva ?
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Argomento: caro Costanzo...
E-MAIL: info@maurocarbonetta.com
NOME E COGNOME: Mauro Carbonetta
Data: 3 agosto 2010
Caro Costanzo,
mi duole che tu abbia interpretato come un attacco irriverente e fazioso quello che da parte mia e da parte dei miei conoscenti voleva essere una semplice, innocua critica sul colore delle mattonelle e una nostalgica rimembranza della tradizione del paese. Non mi risulta di aver fatto alcun cenno agli aspetti economici dell'opera, francamente sei stato tu a voler dare questa interpretazione alle mie parole, che alludevano al "poco" di pensiero comune, decisione, concertazione che, forse, avrebbero portato a un' altra scelta delle mattonelle. Dai tuoi toni posso comprendere come alcuni anonimi preferiscano rimanere tali quando scrivono sul mio sito proprio per evitare reazioni inaspettate come la tua. Personalmente, ritengo di avere espresso niente più che un innocuo giudizio di natura estetica su un' opera pubblica, riferito a un angolo di paese che per tutti noi ha un valore storico e affettivo. Quanto al giudizio in sè, come tu stesso ammetti, dipende dai gusti personali, e il mio invito a discutere della cosa implicitamente intendeva accogliere anche eventuali pareri favorevoli.
Cari saluti.
Mauro.
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Argomento: ristrutturazione fonte vecchia
E-MAIL: costanzo.saccone@telecomitalia.it
NOME E COGNOME: costanzo saccone
Data: 3 agosto 2010
Carissimo Mauro, che piacere leggere un tuo scritto e mi pare che sul discorso del rifacimento della Fontana stai ricevendo scritti creati da conigli e vigliacchi che non usano/osano firmarsi e che a proprio piacimento cavalcano l'onda per veicolare gli umori della"piazza" e che tu altrettanto coraggiosamente filtri e "bocci". Prendo spunto da alcune tue righe..e mi dispiace che ti rammarichi per un angolo del tuo paese che poteva essere messo in risalto ......con poco.... Sai che per me Tu sei un Artista e pertanto non biasimo mininimante il Tuo giudizio strettamente tecnico/architettonico ed appunto artistico. Però proprio Tu che sei nel campo scrivi che si poteva migliorare con poco...quando sai benissimo che con poco non si fa nulla...allora io vi dico che il pavimento,ovviamente, può anche non piacere (anche perchè, in sede di Direttivo del consiglio dell'Associazione Amici di Villa era stato deliberato che il pavimento in questione andava rivestito con lo stesso materiale usato per il marciapiede del corso Umberto I);in seguito dopo un sopralluogo congiunto fra persone competenti in materia (architetti ed ingegneri di parte associazione - ditta esecutrice - comune)si è virato per questa opzione nel bene dell'opera da realizzare senza che nessuno al di fuori di queste tre componenti potesse o dovesse intercedere.(in pratica ad ognuno il suo lavoro). La fontana, simbolo di quella parte del paese era in decadenza da decenni, sporca, senza acqua insomma mal ridotta...e così sarebbe rimasta, se non fossimo intervenuti noi. Avevo ed avevamo messo in preventivo che finanziando nella quasi totalità questa opera saremmo andati in pasto alle critiche di parte e di partito, però fermo restando il Tuo giudizio artisitico che per me è importante ma che ormai non posso "usare", spero e mi auguro che quel"poco" che Tu indichi sia casomai relativo al buon gusto(comunque soggettivo) e non sia legato al discorso strettamente economico soprattutto perchè, se così non fosse, andrebbe a svilire il sacrificio ed il risparmio operato con laboriosità da chi mi ha preceduto nella gestione delle risorse dell'Associazione. A disposizione per qualsiasi forma di chiarimento in merito, vi saluto cordialmente.
Costanzo Saccone
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Argomento: ristrutturazione della fontana vecchia
E-MAIL: info@maurocarbonetta.com
NOME E COGNOME: Mauro Carbonetta
Data: 3 agosto 2010
Certo che l' argomento interessi molti, vorrei rivolgere una piccola critica in merito ai lavori di rifacimento della fontana vecchia. Sollecitato da amici e conoscenti che mi chiedevano un parere sulle controverse opinioni espresse sul risultato del restauro, sono andato di recente a vedere l'opera compiuta. A mio parere, non vi è nulla da eccepire riguardo all'ottimo lavoro di pulitura della fontana. Tuttavia, in maniera abbastanza evidente, vi è una certa "incompatibilità" di stile e di colore tra la fontana e la pavimentazione scelta, e tra la pavimentazione e il contesto circostante, e tale disarmonia rovina l'effetto visivo della fontana. Tale monumento rappresentava un  bene artistico che ai fini della valorizzazione della tradizione locale andava "conservato", più che sottoposto a rifacimento di immagine complessiva... Un bene culturale e artistico non è semplice "arredo urbano", ed essendo testimonianza di passato e tradizione dovrebbe subire nulla più che le modifiche necessarie a impedirne o rallentarne il deterioramento, salvaguardando il più possibile il suo significato di "memoria" del contesto storico, culturale, sociale nel quale è stato a suo tempo realizzato. La scelta della pavimentazione avrebbe dovuto essere ponderata con più attenzione. Per quanto le decisioni siano state prese da un tecnico qualificato, forse, prima di decidere una modifica definitiva dell' aspetto di un  pezzo del paese che appartiene a tutti, si poteva mettere in discussione la progettazione in termini di gusto e di estetica globale, e valutare l'ipotesi di una modifica della stessa, o meglio chiedere il parere aggiuntivo di un esperto in conservazione dei beni culturali per integrare la progettazione del lavoro con  direttive specifiche volte alla conservazione della immagine storica dell'opera. Così si è invece ridimensionato un miglioramento estetico che avrebbe potuto essere più importante, e avrebbe potuto valorizzare più incisivamente quel particolare luogo. In realtà, se ora esprimo il mio rammarico per un angolo del mio paese che poteva essere meglio messo in risalto, non è perchè mi è stato chiesto da alcuni conoscenti: tengo io stesso, come cittadino, a dire che se del buono si è fatto, lo si poteva fare meglio con poco. Sull'argomento ora considerato, la nostra bella fontana, spero che qualcun altro voglia dire la propria, nei termini di un dialogo costruttivo.
Cari saluti.
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Argomento: ALTRO CHE SIG. NESSUNO...
E-MAIL: fabriziodicicco1979@libero.it
NOME E COGNOME: Fabrizio Di Cicco
Data: 3 agosto 2010
MOLTO BENE, MAURO. INECCEPIBILE!!! COMPLIMENTI!!! ANCHE IO CREDO DI AVERE UNA IDEA SULLA IDENTITA' DEL SIG. NESSUNO... CI SONO EROI, NON MANGANO CERTO(...), CHE HANNO SACRIFICATO LA PROPRIA VITA PUR DI DIFFONDERE LE PROPRIE IDEE... E ALLORA, LOTTA CONTINUA CONTRO I PUSILLANIMI/RACCOGLITORI DI SPAZZATURA...
Fabrizio Di Cicco
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Argomento: caro "nessuno"...
E-MAIL: info@maurocarbonetta.com
NOME E COGNOME:  Mauro Carbonetta
Data: 2 agosto 2010
Caro "nessuno", leggendo la tua lettera ho riflettuto sul fatto che le critiche costruttive portano a dei miglioramenti che non avverrebbero senza di esse. La nostra città potrebbe essere migliore, ed è bene che si cerchi di segnalare problemi, inadempienze, mancanze, sperando che qualcuno decida di porvi rimedio. Consentimi tuttavia di non accettare che si continui "coraggiosamente" a esprimere proteste e dissensi pretendendo che io li pubblichi in forma anonima, con ciò scaricando con leggerezza sul sottoscritto ogni responsabilità legale e morale. Da un po' di tempo, come avrai notato se segui gli interventi che appaiono su questo sito, ho smesso di pubblicare insulti, critiche, dissensi anonimi, sia per rispetto di chi ne è oggetto, sia perchè mi rifiuto di subire le reazioni anche legali degli interventi di chi colpisce al  riparo dell'anomimato esponendo gli altri alle conseguenze. Ho anzi il sospetto che molte missive (non la tua,credo) siano opera di una stessa persona, il cui fine è quello di agitare le acque e muovere le reazioni in una direzione che potrebbe essere diversa da quella che sembrerebbe a prima vista. Credo di avere una idea sulla identità del mio scrittore anonimo più assiduo, anche se preferisco tenerla per me, almeno su questo spazio. Personalmente, mi sono sempre assunto le responsabilità dei miei gesti e delle mie parole, come molti altri che hanno pagato sulla loro pelle il coraggio (il vero coraggio...) di voler cambiare le cose. In conclusione, caro "nessuno" pubblicherò volentieri la tua lettera, se accetterai, come è giusto, di condividerne con me rischi e conseguenze. Per cambiare le cose ci vogliono i "qualcuno". Attendo la tua scelta.
Mauro.
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Argomento: IL GELATAIO DELLA FESTA DELLA MADONNA
E-MAIL: fotofabio@mac.com
NOME E COGNOME:  Dante Fantini
Data: 19 luglio 2010
Tanti, ma tanti anni, sono trascorsi da quando questa storia è accaduta; io stesso, ne sono stato testimone e anche parte in causa. A quei tempi, non era di moda la paghetta settimanale;i ragazzi ricevevano qualche lira per le feste natalizie e per quelle padronali;le tasche dei pantaloni erano quasi sempre prive di quel tintinnìo argentino che rallegrava il cuore e rifrancava lo spirito. Il ragazzo protagonista, e, il testimone, avevano la stessa età, fisicamente si somigliavano..... Mancavano pochi giorni alla grande festa della Madonna in Basilica;il gelataio ambulante vantava il suo prodotto gridando e spingendo il bianco triciclo che custodiva il freddo dolce, al gusto di vaniglia o cioccolato; I coni di cialda, da 10 e 20 centesimi, erano in mostra in una teca di vetro;un silente invito ad assaporare quella delizia. Al corso, di Villa, accanto al Dopolavoro, la baracchetta del tiro a segno era stata eretta,pronta ad accogliere i primi clienti; anche i banchi che esponevano noccioline tostate,lupini salati e fette di cocomero rosse come il fuoco,erano lì,pronte a soddisfare i clienti,dietro pagamento del dovuto prezzo. Il ragazzo era senza un soldo, guardando quelle leccornie,la parte biricchina, decise di tornare a casa e frugare nelle tasche dei suoi genitori,nella speranza di trovarvi qualche spicciolo e poter soddisfare alcuni dei suoi numerosi desideri. Avrebbe potuto chiedere un anticipo ai suoi genitori sul probabile regalo per la festa imminente; ma quale giustificazione li avrebbe convinti?Nessuna! Rovistò tutte le tasche dei vestiti materni e paterni,nel grande armadio in camera da letto,senza trovare nemmeno i dieci centesimi,necessari per comprare un cono gelato. Stava per uscire da casa, quando fece l’ultimo tentativo;frugare a tentoni con la mano,i ripiani alti dello stipo della cucina.I polpastrelli del ragazzo tastavano dove lo sguardo non poteva,alzando tazze e altri oggetti che potevano celare qualche soldo; improvvisamente, le dita sfiorarono delle cose liscie e mobili,e,nello stesso tempo, prima di vedere,il suo cuore inizio a battere freneticamente. Forse i suoi desideri,quella voglia di impadronirsi di moneta,poteva essere finalmente soddisfatta; la sua coscienza (ciò che ho chiamato"il testimone" ) che era rimasta silenziosa fino a quel momento,pian piano prendeva posto nella sua mente," ;stai commettendo una cattiva azione,stai rubando ai tuoi stessi genitori." Prevalse la fisicità di quella mano,essa divenne adunca e non seppe trattenersi dal prendere le due monete del valore di due lire ciascuna;inutilmente, la voce della sua coscienza continuava a farsi sentire sempre più flebilmente,fino a chetarsi del tutto. In quel periodo,la casa paterna,oltre i miei genitori era abitata dalla mia piccola sorellina di quattro anni ed io, di sei. Quando i miei genitori,rientrarono a casa,dopo aver chiuso bottega,mia madre disse;"Balisà , (Belisario) ho venduto due pagnotte di pane,i soldi sono nello stipo sul piano alto." A quelle parole,non so che espressione assunse il mio viso,certamente una improvvisa confusione si impossessò della mia mente ,forse un rossore sulle guance.... Volevo tornare indietro nel tempo e non essermi appropriato di quei soldi;avrei dovuto ascoltare la mia coscienza;i soldi mi bruciavano nelle tasche dei pantaloni;avevo separato i soldi in due tasche per evitare un possibile tintinnìo.... La voce di mio padre,si fece strada nella mia confusione mentale e giunse alle mie orecchie come cinque di fucile;"Laurè,qui non c’è niente"! Il viso di mia madre e lo sguardo indagatore si concentrò sul mio volto,solo per un istante;fu sufficiente, per farmi pronunciare a mia discolpa la seguente frase;"giuro che non sono stato io"Giurare è una cosa seria,non si giura,così,tanto per parlare.Vedo che hai finito di cenare,vai a dormire." Mi affrettai ad alzarmi e senza alcuna protesta mi diressi verso la mia camera,sollevato per essermela cavata così a buon mercato.Perchè mio padre non era intervenuto con la sua autorità in tutta questa vicenda? Questa domanda si affacciò alla mia mente,senza che io trovassi una risposta logica. Mi sedetti sulla sponda del letto,mi tolsi le scarpe e misi in ciascuna di esse una moneta che avevo in tasca. Adesso sono sicuro,pensai,domani sarà un gran giorno....gelati,noccioline,lupini... e ancora tanti gelati. Appena mi misi a letto,sentii i passi di mia madre che salivano le scale... Con sollievo pensai alle tasche vuote.... La prima cosa che fece mia madre,fu di rovesciare le scarpe.... Quel tintinnìo delle monete che cadevano sul pavimento,perforarono le mie orecchie come un trapano a percussione.... "Domani sera,noi andiamo a sentire la banda,ci sediamo da Ciccillucc e gustremo un grosso gelato,-ed aggiunse-e tu resterai qui a dormire!" Con questa frase mia madre chiuse il discorso ed io accettai la punizione come cosa giusta. La sera successiva, (la festa della Madonna) finita la cena, mi alzai da tavola e mi diressi verso la mia camera,sperando in un ripensamento dei miei genitori.....che non ci fu. Questo era lo stile di vita di una volta.
Dante Fantini
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Argomento: Associazione Amici di Villa Santa Maria_Donazione € 10.000
E-MAIL:  costanzo.saccone@telecomitalia.it
NOME E COGNOME: COSTANZO SACCONE
Data: 21 giugno 2010
Con la presente, vorrei informare tutti gli utenti della rubrica “Villesi nel mondo” che l’Associazione Amici di Villa Santa Maria e della valle del Sangro che ho l’onore di presiedere, ha deliberato la somma di € 10.000 in favore di un opera da realizzare e che rimanga nel tempo nel nostro paese come segno tangibile per l’amore ed il legame, che noi tutti associati,nutriamo per Villa. Il consiglio direttivo dell’Associazione, in collaborazione con l’attuale amministrazione comunale, ha individuato nella ristrutturazione della Fonte Vecchia, il luogo su cui concentrare i propri sforzi. Grazie alla disponibilità dell’ing. Adriano Nasetti che collaborerà con i responsabili della ditta preposta dal comune, in qualità di supervisore tecnico, lo stesso seguirà i lavori di rifacimento della pavimentazione del sito con lo stesso rivestimento usato per la recente ripavimentazione di corso Umberto I. Sarà effettuata la pulizia,mediante tecnica della “sabbiatura”, di tutta la struttura della Fonte, del muraglione posteriore e del muretto che sorregge le ringhiere e che si erge da via Roma. Inoltre sarà sostituita tutta la rubinetteria e revisionato l’impianto idrico, ed a margine di tutti questi lavori, sarà finalmente ripristinata l’ACQUA CORRENTE che potrà ristorare, come “una volta”, tutti i passanti. Ringraziando per la generosità tutti i membri del Consiglio Direttivo dell’Associazione, il presidente onorario e la vice-presidente e ricordando che tutto ciò si potrà realizzare anche con la disponibilità del comune e con la sensibilità della ditta prescelta, vi saluto tutti con affetto sperando di aver fatto azione gradita a tutta la comunità villese.
Costanzo Saccone  
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Argomento: Ringraziamenti
E-MAIL: alessandrosabatini@alice.it  
NOME E COGNOME: Alessandro e Deborah Sabatini  
Data: 24 maggio 2010
Vogliamo esprimere la nostra personale riconoscenza nei confronti delle tante persone che ci hanno manifestato solidarietà in occasione della prematura scomparsa di nostro zio Domenico. In particolare ringraziamo tutti i membri della nostra famiglia e gli amici di infanzia di nostro zio. Ne citiamo due per tutti: Mauro Carbonetta e Filippo De Marco, amici dei momenti sereni trascorsi al paese. Ci preme poi sottolineare un aspetto importante. Domenico Pasquini, nato a Villa S.Maria nel 1957, pur non essendo iscritto a nessuna associazione di categoria professionale, fin dalla tenera età di 13 anni, fra gli alti e i bassi che ogni persona umana può avere, ha sempre ed esercitato un solo ed unico mestiere, sospinto da una autentica passione: il CUOCO. Al mestiere di "berretta bianca" ha donato un grande tributo; la perdita definitiva di un dito a causa di un incidente sul lavoro. Ma non ha smesso di fare il cuoco. Ora riposa nella vera serenità che in vita non ha raggiunto, nel cimitero del nostro paese, laddove si vede il fiume ed il lago, luoghi della indimenticabile giovinezza. Ciao zio....
Alessandro e Deborah Sabatini
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Argomento: C H E F, GUIDO MARCHITELLI
E-MAIL: ltinto@excite.it
NOME E COGNOME: Luciano Tinto
Data: 25 marzo 2010
Guido è considerato uno degli esponenti più rappresentativi di una grande dinastia di “maestri” e caposcuola di numerose “berrette bianche”. ( Per gentile concessione della Casa Editrice Rocco Carabba di Lanciano e su autorizzazione del Prof. Nicola Tantimonaco, autore del libro “Storie e memorie dei grandi maestri della ristorazione”, qui di seguito riportiamo la storia lavorativa dello chef Guido Marchitelli)... Nato a Villa Santa Maria il 7 febbraio 1927 da Nicola e Antonietta Sabatini. Dopo aver frequentato il corso “Cucina” nell’Istituto Alberghiero di Roma, completa l’apprendistato prima nell’Hotel Excelsior, poi nell’Hassler e quindi all’Hotel Flora. Come molti altri cuochi villesi, Guido lascia l’Italia e per un certo periodo presta servizio nella brigata del Carlton Hotel di Johannesburg di proprietà del magnate John Schlesinger. Nel 1958 cambia continente e va negli Stati Uniti a lavorare per suo zio Luigi Sabatini (trent’anni prima eletto segretario del S.A.C.I.A.) al Congressional Country Club di Washington D.C. Si trasferisce a New York City e diventa chef del Jimmy’s Restaurant situato sulla 52.ma Strada, del Danny’s Hiteaway e del Fantasia Resyaurant sulla 53.ma. Ha trascorso poi oltre vent’anni impegnato in una delle più importanti aree della gastronomia: la ricerca. In America ha lavorato per la Buitoni Foods e per la Lipton Tea, due delle più conosciute e rispettate compagnie a livello internazionale. Guido ha utilizzato la vasta conoscenza professionale e l’intelligenza per perfezionare il campo della preparazione dei cibi. Il suo lavoro ha notevolmente elevato la qualità di diversi prodotti oggi presenti nella maggior parte dei supermarket americani. Guido è stato il responsabile del settore Ricerca e Sviluppo della Dalterio Foods, una compagnia di livello industriale specializzata nella distribuzione sul mercato statunitense di piatti preconfezionati che richiamano la migliore tradizione gastronomica italiana e che si basano sulla genuinità degli ingredienti impiegati conosciuta come Healthy Premium Organic Italian Food. Fatto ripetutamente oggetto nelle cronache specializzate, Marchitelli ha vinto per ben otto volte e per sei anni consecutivi – nel 1960 e 1970 e dal 1972 al 1977 – il Primo Premio all’Annuale “Salone di Arte Culinaria” di New York. Nel 1995, nel corso del 68.mo dinner allestito per la ricorrenza della nascita della Chefs de Cuisine Association of America, è stato eletto “Chef dell’Anno” con assegnazione della “Gold Medal” motivando: “ Un uomo di dignità, integrità ed impegno per il progresso della professione”. Guido è stato membro dell’Accademia degli Chefs e Amici d’Escoffier dell’American Culinary Federation, Inc. Oggi Guido si sta godendo la sua meritata pensione nella splendida villa a Long Island e quando può, torna volentieri a trascorrere un breve periodo di vacanza a Villa Santa Maria in compagnia della sua gentile consorte Bice Sabatini.
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Argomento: ...avevamo degli ideali...
E-MAIL: marialoreta.sozio@email.it  
NOME E COGNOME: Loreta Sozio
Data: 21 febbraio 2010
Mauro carissimo, inutile dire che condivido pienamente il tuo pensiero, perchè il confronto costruttivo si apre solo attraverso un contatto reale e conreto, anche se tramite email. Quanto agli ideali, poi, sta a noi coltivare e far dilagare quelle idee che danno un valore alla vita di ciascuno e della collettività. Il mio augurio è che non ci si stanchi mai di credere e di insegnare a credere che ognuno di noi è una risorsa per tutti ed ha il dovere di mettere a disposizione se stesso, convinto di poter contribuire.
Loreta Sozio
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Argomento: ANONIMI: PENSIERO DI MAURO
E-MAIL: fabriziodicicco1979@libero.it
NOME E COGNOME: Fabrizio Di Cicco
Data: 20 febbraio 2010
CARO MAURO, COMPLIMENTI VIVISSIMI PER IL TUO SCRITTO SUGLI ANONIMI!!! UNA VERA E PROPRIA LEZIONE DI VITA E DI CIVILTA'!!! BRAVISSIMO!!! CON AFFETTO E STIMA... FABRIZIO DI CICCO
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Argomento: cari anonimi...
E-MAIL: info@maurocarbonetta.com
NOME E COGNOME: Mauro Carbonetta
Data: 20 febbraio 2010
Cari anonimi, ho ricevuto missive sull'attuale amministrazione comunale di cui ho apprezzato l'argomento stimolante e lo stile incisivo, tuttavia preferisco ometterne la pubblicazione, in quanto mancanti del nome dello scrivente. Questo sia per rispetto di chi viene fatto oggetto di critica, sia per rispetto della dignità delle missive stesse e di chi le scrive. Invito gli anonimi autori di interventi contenenti critiche e osservazioni riguardanti situazioni e persone ad apporre il proprio nome,di modo che i loro contributi, spesso intelligenti e stimolanti,contribuiscano a creare un clima di dibattito sereno, garantendo al contempo libertà di espressione e chiarezza nei reciproci rapporti.  Personalmente, ho difficoltà a comprendere la reticenza a declinare le proprie generalità in questo spazio sede di interessanti quanto innocui dibattiti, dal momento che il sottoscritto in tempi passati si è sempre esposto in prima persona in battaglie di ben altro livello, sfidando ritorsioni che non sono mancate, e pagando sulla propria pelle, e non a vantaggio di sè stesso,ma per il proprio paese e per diritti dei propri concittadini. Ho avuto a fianco amici e compagni di idee politiche che hanno condiviso con me sia le battaglie,che i rischi inerenti. Avevamo degli ideali, e combattevamo per essi, semplicemente. Trovo avvilente che oggi ci si senta al di sopra del gregge, che ci si senta oppositori, che ci si senta coraggiosi per il  solo fatto di inviare missive anonime su un blog. Vi invito pertanto a discutere, a cercare di cambiare le cose, a lottare per i diritti propri e altrui con vera serietà e responsabilità, se lo ritenete opportuno. Non si cambiano le cose gettando il sasso e nascondendo la mano. Come in passato, sono tuttora disponibile a espormi per ideali che ritengo importanti. Se anche voi lo siete, dimostratelo non pretendendo di manovrare situazioni e persone nascondendovi dietro l'anonimato. Troppo facile.
Grazie.
Mauro Carbonetta.
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Argomento: C H E F GIOVANNI DI LELLO
E-MAIL: ltinto@excite.it  
NOME E COGNOME:Luciano Tinto
Data: 20 febbraio 2010
Prima di dare inizio al racconto del nostro personaggio, ritengo doveroso esprimere a Giannino tanti affettuosi auguri di BUON COMPLEANNO PER I SUOI CENTO ANNI.  
Giannino Di Lello è considerato uno degli esponenti più rappresentativi di una grande dinastia di “maestri” e caposcuola di numerose “berrette bianche”. (A questo proposito, si riporta, per gentile concessione, la sua storia lavorativa pubblicata dal professor Nicola Tantimonaco sul libro “Storie e memorie dei grandi maestri della ristorazione” della Casa Editrice Rocco Carabba di Lanciano).. “ Sono nato il 24 aprile 1910 ed i miei genitori si chiamavano Angelonicola ed Adele Colecchia. Anche mio padre faceva il cuoco, più che altro nelle case aristocratiche. Ho iniziato a tredici anni a Roma con il Principe Cristofaro di Grecia: facevo l’aiutante, pulivo le patate, le verdure…cercavo di imparare. In quella casa mi ha inserito mio cugino Pasquale Marchitelli che ne era lo chef e vi sono rimasto per un paio d’anni. Lui stesso mi mandò poi all’Ambasciata del Cile in via Po dove, essendoci già l’inserviente, entrai come “secondo”. Qui vi rimasi un anno e sempre a Roma cominciai con gli alberghi andando da comis all’hotel Plaza. Da lì ho fatto alcune stagioni in Alto Adige a Bolzano e l’estate andai al Select di Viareggio. Arruolato, ho fatto il soldato in Libia a disposizione del Generale Siciliano, comandante delle truppe di tutta la Tripolitania di cui ero il cuoco personale. E’ stato l’uomo, che nel 1918, concepì il Bollettino della Vittoria. In seguito lui stesso mi mise come chef al Circolo Ufficiali di Tripoli. In Libia ho lavorato per circa due anni, cioè per tutta la ferma militare; poi mi congedai con tanto di encomio da parte del generale: “ Sei stato un bravo soldato – mi disse – sarai certamente anche un bravo cittadino”. Tornai a Roma ed ebbi la fortuna di entrare, sempre da comis, all’hotel Eden con il Maestro villese Giovanni Marchitelli. Poi fui chiamato dall’hotel Victoria di Roma, ancora dai Wirt, i famosi albergatori svizzeri, e lì ho incominciato a fare lo chef di partita. In questi due anni sono stato anche saucier e rimpiazzavo, addirittura, lo chef quando andava in ferie. Cominciavo, insomma, a prendermi le dovute responsabilità. Nel 1938 mi sposai con Lelia Caniglia, figlia di Nicola, anch’egli cuoco, occupato presso l’ambasciata d’Italia a Buenos Aires. Dal Vittoria passai all’Hassler, a quei tempi ben più piccolo di quanto sia adesso. Vi ho fatto tre anni, con la qualifica di chef” – dipendenti di reparto erano anche i villesi : Rocco Di Lello, Domenico Di Nozzi e Bertrando Fantini . In seguito l’Albergo fu chiuso perché lo volevano più grande : era di appena 60 camere e l’hanno portato a 200. Per fare i lavori di ampliamento, fu licenziato tutto il personale e così, tra il 1° luglio ed il 22 agosto 1939, andai a Venezia presso il Casinò Municipale (C.I.G.A.)con la qualifica di entremettier : il maitre d’hotel era Luigi Carnacina. Mentre stavo nella città lagunare, mio cugino Vincenzo di Lello (figlio di Monzù Ciccio) responsabile delle cucine del Club “Mahomett Alì” de Il Cairo, il cui Presidente era il Re Faruk, mi procurò una occupazione nell’Ambasciata Italiana. Nell’ottobre del 1939 partii, così, per l’Egitto. L’ambasciatore era il regio ministro Serafino dei Conti Mazzolini con il quale sono stato otto mesi. Allo scoppio della guerra fummo costretti di corsa a rimpatriare. Era la fine di giugno 1940: rientrammo in Italia con il Corpo Diplomatico al completo. Impiegammo tredici giorni ed eravamo circa 800 persone, tra cui direttori di banche, di scuole…,tutte persone, diciamo così, di riguardo. Per evitare il pericolo del mare minato, facemmo il viaggio interamente via terra: passammo per la Turchia, la Jugoslavia e una volta in Italia, tornai di filata a Villa S. Maria. Ci trovavamo in tempo di guerra e da un momento all’altro aspettavo la richiamata alle armi. Invece la “cartolina” non arrivò e così nei primi giorni di agosto 1940, a guerra ampiamente iniziata, mi recai in Piemonte. Andai a fare la stagione con lo chef Mario Ercoli ( poi diventato presidente delle Federazione Italiana Cuochi) alle Terme di Acqui, come saucier ed è lì che nel dicembre 1941 è nata mia figlia Silvana. Dopo un anno e qualche mese, Ercoli andò via lasciandomi il posto da Capo Servizio, incarico che ho mantenuto fino all’agosto 1942. Nel frattempo, arrivò una lettera dal Ministero degli Esteri, sapevano già chi ero e quale occupazione avevo avuto : mi chiedevano di andare ad occupare il posto di cuoco nella residenza privata romana del ministro degli Esteri Galeazzo Ciano e della moglie Edda Mussolini, figlia prediletta del Duce. Allora c’era un po’ di regime, per andare a lavorare in quei posti, dovevi essere una persona molto qualificata. Io venivo dall’esperienza fatta presso l’Ambasciata de Il Cairo e la cosa servì quale credenziale per il Conte di Cortellazzo che mi accolse con palese piacere. Il 1° settembre 1942, varcai per la prima volta la soglia di casa dei coniugi Ciano, in Via Angelo Sechi, ai Parioli. Con loro c’erano i tre figli , ancora piccoli, Fabrizio, Raimonda e Marzio. La casa era arredata con molta cura ma senza eccessi ed ogni 10 giorni circa, dietro invito del Conte, arrivavano aristocratici, ministri ed ambasciatori per i quali preparavo, ad ogni pranzo, due tre ed anche quattro servizi; c’è da dire che ogni servizio andava calcolato per 10 persone. Benito Mussolini non veniva mai, semmai erano loro che, quando si presentava l’occasione di sedere ai pranzi di famiglia, andavano con i tre figli a Villa Torlonia. Mi sono trovato testimone del periodo, forse, più tormentato della famiglia e di Ciano in particolare, duramente provato sia dal lato personale che da quello professionale. Gli avvenimenti stavano portando al tragico inverno 1942/43, con la Libia quasi persa e l’Italia pronta a diventare scenario degli attacchi dell’aviazione e della marina nemiche. A Palazzo Chigi il momento era sentito in tutta la sua gravità ed il 6 febbraio 1943, quindici giorni dopo la caduta di Tripoli, Ciano venne destituito dalla carica di ministro degli affari esteri, per accettare dal Duce, la nomina punitiva di Ambasciatore presso la Santa Sede. Erano fosche e vuote giornate ma forse in una ricerca di serenità, Ciano non tralasciava nessuna delle sue abitudini di vita elegante. La bilancia doveva avergli detto che era ingrassato e, per questo, aveva iniziato da qualche settimana una cura di bagni turchi. Lui era solito mangiare in maniera semplice. Prima di uscire dal Ministero, telefonava sempre ed io gli facevo trovare dei piatti pronti appena cotti, ma tutta roba all’italiana, niente di particolare. Io, quando vi erano, come ospiti, dei diplomatici, preparavo dei piatti più raffinati di cucina francese, roba fredda a mò di buffet. L’estate siamo stati per un breve periodo anche nella Villa di Antignano(Livorno). Dopo le tristi e ben note vicissitudini della coppia Ciano-Mussolini, tutto il personale fu licenziato e quindi, dopo questo periodo, ho gestito – per un anno e mezzo – un ristorante in Via Marghera, a Roma, poi, mi sono riposato aspettando la fine della guerra ed ho ripreso l’attività, sempre a Roma, nell’Hotel Vittoria, dove ho fatto lo chef di cucina per ben ventidue anni, dal 1° agosto 1947 al 12 maggio 1969, dopo di che sono andato in pensione; è il caso, quindi, di dire che in tutti questi anni ne ho passato di cotte e di crude. Il nostro è un mestiere abbastanza impegnativo e sacrificato, ma, che in compenso, dà la possibilità di vivere dei momenti di gioia molti intensi e professionalmente gratificanti”. Al signor Giovanni Di Lello nel 1996 è andata l’alta onorificenza di Cavaliere del Lavoro della Repubblica Italiana.  
Luciano Tinto
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Argomento: Ciao Padre Luigi...
E-MAIL: alessandrosabatini@alice.it
NOME E COGNOME: Alessandro Sabatini
Data: 19 febbraio 2010
La tua voce roca è per me associata alla festa della Madonna in Basilica e mi rimanda all'infanzia che pian piano si allontana. Anche tu hai terminato il tuo viaggio e non vederti quest'anno ad agosto mi sembrerà "festa a metà". Con te va via un santo prete, un buon organista, un uomo saggio. Grazie per tutto quello che hai fatto per Villa e per i villesi.
Alessandro Sabatini
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Argomento: Nati a Villa S.Maria: per Alessandro Sabatini
E-MAIL: lucia.ranieri@yahoo.it  
NOME E COGNOME: Lucia Ranieri
Data: 14 febbraio 2010
Sono contenta di essermi sbagliata sulle date, ma se fosse veramente tua sorella l'ultima nata in paese è sempre pur vero che 25 anni sono tanti!!!!!!!!!!!Lancio un appello alle future mamme in procinto di avere un bambino (certo ci vuole una forte dose di orgoglio villese e anche tanto coraggio ). Fate nascere i vostri bambini in un'accogliente abitazione invece che in una sterile e anonima sala parto dell'ospedale.
Lucia Ranieri
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Argomento: Per Lucia Ranieri - Nati a Villa S.Maria!  
E-MAIL: alessandrosabatini@alice.it
NOME E COGNOME: Alessandro Sabatini
Data: 14 febbraio 2010
Ciao Lucia, forse non ci siamo mai conosciuti di persona ma sono rimasto incuriosito dal tuo quesito ed intervengo con piacere (anzi, con il trofeo)... Sono nato a Villa S.Maria l'8 febbraio del 1978, a casa di mia nonna che allora abitava in Via Duca degli Abruzzi (affor p'la vija nov') al civico 63 (oggi quella casa, di proprietà di Dora Di Lello, è in vendita). Credo che però il primato di ultima nata al paese (salvo piacevole dimostrazione del contrario) spetti a mia sorella Deborah Nicoletta Sabatini, nata a Villa S.Maria il 24 maggio 1985 nella casa adiacente alla chiesa della Madonna delle Grazie "abball p' l vuell". Siamo nati a casa per espressa volontà di nostra madre con l'ausilio tipico della "levatrice"! Mia sorella vive e lavora a Villa. Entrambi siamo residenti a Villa!
Alessandro Sabatini
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Argomento: mi fermo proprio così!
NOME E COGNOME: eros daviddi
E-MAIL: antonio79@email.it
Data: 14 novembre 2009
mi fermo proprio così! Nella serata appena passata, volevo insieme con il mio padrone, farmi una camminata lungo il corso (fin dove potevo arrivare a causa dei lavori di rifacimento),però l'abbaiare al quanto profondo di un cane me lo ha impedito. Proprio così, il cane abbaiava forte ed io docile nel mio essere ho preferito non accompagnare il mio padrone fin dove mi ero prefissato! Il cane, purtroppo, è di proprietà,ma qui nessuna sorpresa,la sorpresa è sempre la stessa: non si ha la voglia e la volontà da parte di chi dovrebbe,quindi sia il padrone dello stesso,sia coloro che dovrebbero far applicare sempre le famose norme vigenti, a non farle applicare, ed al padrone capire che il cane purtroppo va tenuto come si deve,dico purtroppo perchè anche noi poveri animali vorremmo in cerrti momenti essere liberi di circolare senza nessun problema,senza nessun collare che ci ricorda. Che siamo cani e che a volte facciamo un lavoro socialmente utile per chi non può circolare da solo per problemi fisici. Altra cosa,perchè i marciapiedi siano liberi da parcheggi selvaggi affinchè non mi sembri ubriaco dal dover scegliere quale direzione prendere,cosa o quale richiesta bisogna spedire! Il senso unico doveva servire anche a questo,a lasciare liberi i marciapiedi,ma purtroppo così non è! Chi dovrebbe vigilare in tal senso affinchè ci sia quel rispetto delle regole tanto decantate,dove sta? Spero tanto di cuore che il mio padrone non si faccia male per la sciaguratezza altrui,altrimenti sono cazzi!!!p.s:non chiedetemi di chi fossero le macchine,altrimenti mi arrabbio!! bau bau amichevole a tutti! "basta poco che ce vo'"!
eros daviddi
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Argomento:
NOME E COGNOME: Fabrizio Di Cicco
E-MAIL: fabriziodicicco1979@libero.it
Data: 12 novembre 2009
Ringrazio Mauro per la toccante idea di pubblicare quel pezzo di storia, della nostra storia, che poi è la storia delle persone che vivono camminano e se ne vanno, scritto da quel villese doc che per tutti è il 'Prof. Faustino' ma che per me è stato, è e resterà sempre 'il nonno Fausto'. Personalmente lo ricordo poco vista la mia tenera età quando è passato a miglior vita ma è come se lo avessi vicino tutti i giorni tanto è vivo nelle persone che incontro il suo ricordo.
Di Mauro ho apprezzato tanto oltreché l'idea, il senso di rispetto, qualità oggi purtroppo sempre più rara ma che in lui ho sempre puntualmente riscontrato, che traspare tangibile dal suo omaggio.
Ringrazio anche Alessandro per il proprio scritto, come di consueto pieno di passione e amore per il nostro Paese e colmo di pensieri che mi sembrano il degno corollario di quelli che ci ha regalato  Mauro.
Fabrizio Di Cicco
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Argomento: In ricordo di un amico: il Prof. Faustino Di Cicco
NOME E COGNOME: Mauro Carbonetta
E-MAIL:
Data: 12 novembre 2009

L'OSPIZIO  di Faustino Di Cicco -
Dopo il temporale e il freddo di ieri, eccezionali in questa stagione, oggi domenica, è ritornato il sole.
Appena pranzato, nonostante l'ora calda, prendo la via della Madonna.
Dalle siepi e dalle erbe, proviene un odore penetrante e indefinibile, ma gradevole.
Passato il ponte, vedo, seduti all'ombra di un albero antistante l'ospizio, alcuni ricoverati. Per meglio osservarli, mi avvicino e cerco di scambiare con loro qualche parola o avviare un possibile dialogo.
Già a distanza, mi riconosce Anna Capanna, la pazza. Sorridendo come sempre, mi viene incontro e, porgendomi la mano, mi dice: - Il professore Faustino! Benvenuto alla Madonna. Vieni, che ti presento gli ospiti qui seduti. Questi due sono di Montebello sul Sangro; gli altri tre, come nell'ordine, sono di Bomba, Roccascalegna e Pennadomo. Riconosco la sorella della moglie di Eleuterio Ciccone, buon'anima. Quant'è cambiata! Quanto sono cambiate queste povere donne. Quanto passano gli anni, le disgrazie e le malattie da mutare completamente l'aspetto fisico di una persona.
Dov'è la giovinezza? Tutto finito in un lontano ricordo, che è pur di ieri, sepolto dagli anni. Dove sono le persone care? Disperse nelle varie città, morte o dimenticate. Per scrollarsi di dosso il fastidio di un peso inutile, hanno pensato di scaricarlo nell'ospizio. Le donne con le quali parlo, sono componenti e sintesi di una dolorosa storia. Non rimproverano, non maledicono, nè accusano la società o il proprio sangue.
Sono lì a raccontare.
Il parlare incerto e confusionario di malati, rivela una sola realtà: l'abbandono. Sono degli esseri inutili, alla mercè delle assistenti, oggetti di attenzione, di derisione e di disprezzo. Povera gente! In compagnia dividono la pena. Sedute a quell'ombra, sono costrette a convivere e sopportarsi da estranee e vittime dello stesso destino. Nella rassegnazione, si evidenzia una nota comune e ricorrente: i figli lontani, i grandi assenti.
La sorella di Ciccone, è l'unica ancora in discrete condizioni. Mi parla molto di sè e dei parenti. Le ricoverate con le quali dialogo, sono più fortunate delle allettate.
Più in là, nel parco della "Rimembranza", due giovani si amano, guardati dai Caduti della guerra del 1915/18. Ogni cipresso reca la targhetta con le generalità del soldato. E' la giovinezza di vent'anni caduta.
Mentre mi allontano per continuare la mia passeggiata, ripenso a quelle donne trasformate dagli anni. Ancora poco tempo e quelle sedie, nella frescura, sarebbero rimaste vuote.
Mi allontano, e riguardo quegli esseri in dissoluzione.
La vita è un mistero. Vivere e morire.
Faustino Di Cicco.
Anno di Grazia, 1978.
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Argomento: Dagli scritti di Faustino ad oggi...
NOME E COGNOME: Alessandro Sabatini
E-MAIL: alessandrosabatini@alice.it
Data: 12 novembre 2009
Commovente lo scritto di Faustino. E grazie per la scelta di Mauro di rendere nota una pagina così viva. Viva nei ricordi. Non so di quanti decenni sia vecchio quello scritto ma oggi si può ben notare quanto quei luoghi siano cambiati. L'ospizio, faticosamente messo su da Don Giulio Melatti (Arciprete dal 1939 al 1954) è chiuso. Dopo la breve parentesi di portare vita con l'insediamento della scuola dell'infanzia, lo stabile è ora nello stato di abbandono. Sicuramente per motivi seri ma è purtroppo un luogo non più "ospizio" ma addirittura cimitero. Pensando alla condizione deplorevole dei "ricoverati", descritta da Faustino, forse è meglio così. Però è triste passare in quella contrada e non sentire più nemmeno il vociare di chi ancora ha forza di raccontare. Poi c’è (c’era) il parco della "Rimembranza". Elegantissima questa definizione di quel giardino. L'ho sentita un'altra volta da un certo Vincenzo Spaventa, villese che viveva a Napoli, scomparso diversi anni or sono. Sapevo che ogni cipresso era il tributo dei villesi ai propri giovani caduti nella Grande Guerra ma non sapevo che ci fossero anche le targhette (che ora non ci sono più...). La lapide sulla facciata della vecchia Chiesa di San Rocco (ex scuola media ed ex largo Trento e Trieste) reca questa scritta se non vado errato: "Come i giovani falchi folgorati dall'uragano, i figli di questi monti caddero nella Grande Guerra etc." ma oggi tanti di noi della giovane generazione non sono a conoscenza di questo pezzo di storia della nostra comunità. Purtroppo. Conosco un po’ la storia di quel giardino e vorrei raccontarla. Nel 1836 una epidemia di colera fece strage a Villa e uccise, in un periodo compreso tra i primi giorni di agosto e la fine di ottobre, circa 150 persone. Le prime vittime, come era in uso in quel periodo, vennero tumulate nella Chiesa di Santa Maria in Basilica, passando dalle botole diffuse nella navate e raggiungendo la cripta (popolarmente chiamate "catacombe"). Immediatamente le autorità civili stabilirono che le condizioni igieniche della chiesa sarebbero precipitate con una allargamento della malattia di vaste proporzioni e ordinarono di seppellire i morti “in agro sancto prope templum Sanctae Mariae ad Basilicam” ovvero in quello che poi sarà il “Parco della Rimembranza” citato da Faustino Di Cicco. Da allora quello divenne il primo cimitero “civile”, secondo l’uso dell’interramento dei defunti, di Villa S.Maria. Sarà usato fino al 1882 anno in cui sarà “inaugurato” (per fare un eufemismo!) il nuovo cimitero, quello attuale. L’ultimo defunto sepolto nel cimitero alla Madonna in Basilica sarà, nell’aprile del 1882, l’Arciprete Ciriaco De Franco, figura gigante per la storia villese dell’intero XIX secolo.Quando ero bambino, alle novene della Madonna in Basilica (quando ancora si celebravano anche di pomeriggio) entravo a giocare in quel giardino ed in fondo c’era una stele di cemento con qualche scritta. Ma non sapevo ancora leggere. Quando ho imparato a leggere la stele era stata decapitata e portata via e non ho mai saputo cosa vi fosse scritto. Immaginavo che riguardasse i caduti della Grande Guerra e probabilmente si trattasse di un messaggio di gratitudine. Oggi grazie allo scritto di Faustino la mia curiosità è parzialmente svelata.
Alessandro Sabatini
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Argomento: il busto del cuoco
NOME E COGNOME: Antonio Cignelli
E-MAIL: antonio79@email.it
Data: 9 novembre 2009
Forse, a mio modesto parere per ciò che conta, sarebbe stato meglio anzitempo esporre in una qualche bacheca tutto il vademecum sulla realizzazione di quel busto così da evitare polemiche che era ovvio ci sarebbero state. Alle volte si pubblicizza ciò che non è di interesse popolare, questo che sicuramente lo è, non lo si è fatto.
Antonio Cignelli
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Argomento: Semplice curiosità
NOME E COGNOME: Domenico
E-MAIL: daltobe@hotmail.it
Data: 5 novembre 2009
Ma per spostare il busto ci vogliono soldi? A mio avviso, posto in quel modo sembra essere un parcheggiatore che indica ai visitatori il posto dove lasciare la propria auto. VISTO che chi lo ha ideato ,lo ha fatto con fatica,amore ,professionalità,doniamo un posto decente al busto SIMBOLO DI VILLA S.MARIA.
Domenico  
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Argomento:
NOME E COGNOME: Costanzo Saccone
E-MAIL:
Data: 5 novembre 2009
Vediamo oltre il nostro naso...Il posto è secondo me quello piu' indicato in quanto è lo snodo principale per chi sale in paese e soprattutto dal momento che vi è stato posto nel periodo della rassegna quello è il percorso dove tutti andavano a parcheggiare quindi sulla locazione,a mio avviso, nulla da dire. E' ovvio che tutti lo vorremmo un po' piu' elaborato e curato, ma voi sapete chi l'ha ordinato? Sapete quanto è costato e quanto ci ha rimesso in tempo fatica e denaro Mauro..?? Bene la maggior parte non lo sa..ed allora ci teniamo il busto li, ringraziamo Domenico Di Nucci, Mauro e Angelo e se lo volete piu' "elevato" iniziamo a cacciare qualche soldo...è facile annunciare sondaggi quando le cose si sanno parzialmente.
Costanzo
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Argomento: info
NOME E COGNOME: valentina taraborrelli
E-MAIL: taraborrelli70@hotmail.de
Data: 5 novembre 2009
ciao,potrei avere gentilmente líndirizzo email del sig.Candido Calabrese?
VI RINGRAZIO
valentina taraborrelli
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Argomento: IL CUOCO
NOME E COGNOME:
E-MAIL:
Data: 4 novembre 2009
A un mese di distanza dalla mia "ANONIMA" email, passando per Villa, trovo ancora "ANONIMO" il posto del busto del cuoco, e da "ANONIMO" ex cuoco, vorrei che gli anonimi cuochi dicessero la loro sulla destinazione del busto!
P.S.Ho saputo e letto chi l'ha scolpito. BRAVO!
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Argomento: STATUA DEL CUOCO
NOME E COGNOME:
E-MAIL:
Data: 14 ottobre 2009
Ho visto il busto di marmo del cuoco,OTTIMO LAVORO ARTISTICO, MA...il posto lascia MOLTO a desiderare! Non c'è un'insegna che indica chi è l'artista. Di sicuro c'è stato molto lavoro dietro, stando alle misure del basamento. MI PIACE PERCHE' E' GIOVANE, quindi penso che l'autore abbia voluto sottolineare un inizio di vita dedicato all'arte culinaria. BRAVO CHIUNQUE TU SIA, MA CAMBIA IL POSTO DI COLLOCAZIONE.  
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Argomento: GRAZIE RADIO VILLA CENTRALE
Nome Utente:
Posta elettronica:
Data: 7 agosto 2009
Non pensavo di rivivere questi ricordi cosi profondi. Prima di andare a lavorare in fabbrica andavo in studio e comunicavo ai radio ascoltatori l'oroscopo del giorno. Una lacrima di nostalgia sta scendendo sul mio volto. Un grazie va a te Mauro, e non solo per la radio, per questo sito che ci dà l'opportunità di avere notizie e curiosità di Villa, delle "dispute" ironiche tra cacciatori e pescatori, ma, soprattutto GRAZIE per la tua arte pittorea e scultorea. Un abbraccio.

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Argomento: RICETTA DELLA NONNA
Nome Utente: Paolo Macerollo
Posta elettronica: pmacero@alice.it
Data: 19 giugno 2009
Ciao a tutti i Villesi e non,sto cercando la ricetta dei biscotti tipo "savoiardi" che faceva mia nonna Concettina Fantini nata circa nel 1870/80;questi savoiardi non erano morbidi come quelli attuali ma piu' duretti e si usavano principalmente con il vino (sciacquatiello)a fine pasto,poi quando li mangiavo nella colazione erano meno zuccherati degli altri.Pensate che ho ricevuto Ricette anche dalla California,ma non quella che sto cercando.Mi auguro di riuscire nel mio intento.Per adesso Vi ringrazio ed un caro saluto a tutti Voi.
Paolo Macerollo
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Argomento: Intervento di Costanzo + alcune considerazioni sul terremoto
Nome Utente: Silvia Saccone
Posta elettronica: silvia.saccone@gmail.com
Data: 5 giugno 2009
E' un pò di tempo che non scrivo su questo blog e sicuramente il fatto che io lo faccia solo in seguito ad un email di Costanzo verrà interpretato da molti come una discesa in campo per difendere "il cugino".. se qualcuno avrà di questi pensieri sarà sicuramente perchè non ha letto attentamente la sua email: Costanzo ha semplicemente fatto una sua considerazione sulla candidatura di due persone di diversa bandiera che, "crescendo" hanno maturato convinzioni diverse da quelle da cui erano partiti quand'erano giovani… ma soprattutto a conclusione della sua email ha portato sul primo piano PROBLEMI REALI di Villa e della Regione, quali la carenza d'acqua, la mancata valorizzazione della zona etc. non vedo dunque perchè non riflettere su tali considerazioni per un confronto costruttivo.
Io e Costanzo abbiamo idee politiche completamente diverse e quindi non sto scrivendo per portare acqua al mio mulino.. ma non riconoscere che un "avversario" può fare delle giuste osservazioni è da stolti.
Faccio un unico appunto alla sua email: quando parla di un Berlusconi che "ha portato il G8 a L'Aquila" credo che ne stia parlando con ammirazione giusto??
Beh.. Vi assicuro che gli Aquilani non sono molto felici di quello che sta accadendo loro, e non sto parlando per partito preso ma perchè sono appena stata dai miei parenti a l'Aquila. Ovvio che il terremoto non è colpa del caro Silvio, ma speculare sui terremotati solo perchè si è in campagna elettorale mi sembra troppo.
Punto primo: si parla sempre e solo dell'Aquila ma ci si è dimenticati di tutto il disastro dei paesini intorno alla stessa, che se mai saranno ricostruiti lo saranno solo grazie ai contributi dei privati che fortunatamente continuano ad inviare denaro.
Punto secondo: la sparata "portiamo il G8 a L'Aquila per risparmiare soldi e ricordare al mondo questa tragedia" poteva benissimo essere evitata: un pò di soldi si risparmiavano ad esempio accorpando il referendum alle elezioni europee (e non lo sto dicendo perchè voglio che vinca il si perchè probabilmente il mio sarà un no, ma in questo momento di crisi mi urta il fatto che 170 milioni di euro vengano sperperati per mere strategie politiche!), ma soprattutto si lasciava in pace una popolozione di per se già martoriata..
Sapete che sono stati fatti degli espropri terrieri per costruire le piazzole per far atterrare gli elicotteri dei Capi di stato?
E che molte delle strade sono chiuse e nessuno si sta occupando del ripristino completo della viabilità intorno a L'Aquila (la strada statale 17 è chiusa dal 6 aprile) con conseguenti disagi per chi si deve recare al supermercato, farmacia etc. Ci si sta occupando solo della zona intorno all'area della Guardia di Finanza dove avrà luogo il G8.. (peraltro solo con finalità G8.. nessuno dei lavori che stanno facendo ora avrà ripercussioni positive sulla città)
Per una volta devo dire: speriamo che Vespa continui a fare le sue trasmissioni su L'Aquila per ricordare agli italiani che c'è una città ormai fantasma, che vuole però tornare quella di prima (nessuna L'Aquila 2, per carità!!!).. per non dimenticarsene una volta passate elezioni e G8!
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Argomento:
Nome Utente: Isabella Turco
Posta elettronica:
Data: 2 giugno 2009
Si vedei caro utente, che non è affatto informato dell'attenzione che la nostra Associazione ha per il nostro paese. Abbiamo cominciato molti anni fa portando cultura ,musica,teatro,pittura,giochi,ecc. ecc. Abbiamo attualmente iniziative che devono solo essere completate. Non solo mi sono perfino candidata , senza risultato , questo mi ha fatto capire che volete tenerci a distanza , non siamo noi che vogliamo essere fuori dai problemi del nostro paese che nemmeno immagina cosa si prova essere emigrante. E' stato solo un appunto mi farebbe piacere conoscerla. Codivido la considerazione che il Presidente Costanzo Saccone ha rilevato,senza nessun tornaconto.
Vice presidente dell'Associazione AMICI DI VILLA SANTA MARIA Isabella Turco
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Argomento: COMUNICAZIONE DI SERVIZIO
Nome Utente: Mauro Carbonetta
Data: 21 aprile 2009
Posta elettronica: info@villasantamaria.com
Da oggi è attivo il nuovo blog (lo trovate nel menu principale a fondo pagina) VILLESI NEL MONDO.
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Argomento: Protezione Civile
Nome Utente: Fabio
Data: 19 aprile 2009
Posta elettronica: fotofabio@mac.com
Luca, bravo.
Fabio.
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Argomento: un'esperienza unica
Nome Utente:  Luca
Data: 18 aprile 2009
Posta elettronica: luca.merolli@rocketmail.com
Avrei tanto da raccontare perchè con pochi giorni sul campo ci si rende perfettamente conto delle innumerevoli difficoltà in cui si trovano i nostri amici dell'aquila. Questa tragedia, accaduta circa dieci giorni fa, ha seminato paura, tristezza, malinconia e continua con costanza, fortunatamente con inferiore entità, a farsi sentire. Ma il rovescio della medaglia sono le tante persone, e dico tante, che collaborano all'interno dei diversi campi allestiti per i terremotati. La sensazione di solidarietà arriva in una maniera smisurata, la voglia di restituire agli sfollati tutto ciò che prima del sisma era la loro vita si legge negli occhi di tutti i volontari. Mi sento soddisfatto e onorato di appartenere al nucleo della protezione civile di Villa Santa Maria e consiglierei questa esperienza a tutti. La protezione civile è, a mio avviso, una grande iniziativa di solidarietà e un indirizzo utile di sensibilizzazione e riavvicinamento dei principali valori delle vita. Ma il buon lavoro della protezione civile è fuso con l'eccellente presenza dell'associazione cuochi di Villa Santa Maria.Lo staff dei cuochi, coordinato da Domenico Di Nucci, riesce a trasmettere, con grande esperienza,la profonda  attenzione per coloro che al momento, purtroppo, popolano le tende del campo.     
Luca
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Argomento: Terremoto
Nome Utente:  Ivana
Data: 15 aprile 2009
Posta elettronica: ipavia@rogers.com
Ad Alesandro va il mio plauso! Prenderei un aereo per partecipare alla ricostruzione, e aiutare, non stare a guardare la televisione e ascoltare le solite polemiche! Il mio cuore, è in Abruzzo, a Villa, a Sulmona, dove ci sono i miei cari.
Ivana
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Argomento: Terremoto
Nome Utente:  Fabio
Data: 15 aprile 2009
Posta elettronica: fotofabio@mac.com
Qui a Carcas e nel Venezuela tutta la comunita' Abruzzese e delle altre regioni Italiane si sono attivate per portare aiuti alle popolazioni della provincia dell'Aquila. Alessandro, compendo il tuo sfogo...Speriamo di non passare mai attraverso questa amara esperienza.
Fabio
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Argomento: Terremoto nella provincia de L'Aquila
Nome Utente:  Alessandro Sabatini
Data: 15 aprile 2009
Posta elettronica: alessandrosabatini@alice.it
Caro Mauro,
questo sito è diventato un forum del politichese.
Noioso, stucchevole, ripetitivo.
Potrebbero essere argomenti di pregevole valore se di fianco a casa nostra non ci fossero 300 morti vittime anche della politica corrotta a 360 gradi.
Si piangono le case distrutte e le infrastrutture da ricostruire.
Le Chiese di Sulmona, perle di bellezza, compresa la Basilica Cattedrale, sono tutto gravemente lesionate. Molti edifici evacuati e tante famiglie sfollate. Gli anziani dormono nelle tende e noi nella automobili perchè la terra continua a tremare e.... noi siamo i più fortunati perchè non abbiamo avuto vittime.
Il capoluogo della nostra amata terra di Abruzzo piange ed è in ginocchio ed ha dispensato un'alta lezione di dignità all'Italia intera. Altro che politichese.
Il paesino dei nostri concittadini Roberto e Vanda Merolli, Goriano Sicoli,  è quasi distrutto e la gente non riesce a rientrare nelle case nemmeno per prendere un paio di mutande. Gente come noi. Dai noi stessi sguardi, con le nostre stesse lacrime ed il dialetto simile al nostro.
E cosa dobbiamo leggere in un momento davvero drammatico della nostra terra? Dopo che i politici di destra e sinistra hanno vuotato le casse della regione e Dio ci mette in ginocchio si ha ancora la voglia di parlare della "svolta operaista" di Di Pietro?
Forse questo è il momento del silenzio. Del rispetto. E lo è ancor più per Villa e lķtera Valle del Sangro fortunatamente graziate dal destino.
Un abbraccio a tutti i sofferenti.
Alessandro Sabatini, da Sulmona, città colpita.
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Argomento: lutto
Nome Utente: elena
Data: 14 aprile 2009
Posta elettronica:elenad@libero.it
lutto
E' con grande dolore che annuncio la scomparsa del grande Chef Antonio Dell'Orefice avvenuta a Montreal ieri mattina.
I figli, i nipoti e tutti i parenti ringraziano tutti coloro che ci sono vicini in questo momento di dolore.
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Argomento: radio villa
Nome Utente:  
Data: 14 aprile 2009
Posta elettronica:
Come tutte le belle cose proposte nel nostro paese, anche quella di riproporre Radio Villa ha avuto l'impeto iniziale di un fiume in piena e vita breve di una farfalla.
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Argomento: Solidarietà al mio caro Abruzzo
Nome Utente:  Alvaro Cotomacci
Data: 8 aprile 2009
Posta elettronica: viceconsolato@mpc.com.br
E' stato un gran dolore apprendere la notizia del terribile terremoto che si è abbattuto su l'Abruzzo, la mia cara Regione, la mia cara Chieti, la mia cara Villa S. Maria. Esprimo la mia solidarietà e i miei sentimenti per tutte le vittime di questa tragedia. Con esse anche la solidarietà di tutta la comunità italiana che abita a Campinas, San Paolo, Brasile.
Alvaro Cotomacci (il Vice Console d´Italia a Campinas)
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Argomento:  cerco notizie di emigrante
Nome Utente: Stefano Masseretti
Data: 8 aprile 2009
Posta elettronica: etica@katamail.com
Cerco notizie di CHIARA FINI, originaria di Villa Santa Maria sposata con Gaetano Di Renzo originario di Casoli ed entrambi emigrati negli USA nel 1925. Attualmente sono entrambi deceduti da decenni.
La mia ricerca è su richiesta della nipote Beth Di Renzo, cittadina statunitense che non parlando italiano mi ha chiesto di farle da tramite.
Spero possiate aiutarla ad avere indicazioni utili.
Grazie
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Argomento: RADIO VILLA
Nome Utente: Elia Cotumaccio
Data: 3 aprile 2009
Posta elettronica: Elia.cotumaccio@alice.it
Ricordo molto bene radio Villa ,io ero una ascoltatrice e mi piaceva molto sintonizzarmi sulla frequenza di Villa. Quando tornavo  per le vacanze. Allora, avevo i ragazzi piccoli quindi restavo abbastanza per apprezzare radio Villa Centrale.Sono contenta sapere, che c'è speranza per la riapertura di questa radio,il mio, è un aiuto di incoraggiamento , non vi mancano i mezzi, la volontà leggo, che c'è.Le soluzioni sono sicura che tecnicamente si trova Sarò sempre una buona ascoltatrice .Forza ragazzi !!!......Amo VIlla, tutto ciò che si fa per il bene dell paese è da apprezzare. A presto, Elia.
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Argomento: RADIO VILLA
Nome Utente:
Data: 2 aprile 2009
Posta elettronica:
Io ho solo il timore che l'immenso fascino di Radio Villa sia dato proprio dalla tecnologia di trasmissione in Mhz e non web. Le moderne tecnologie oltre a tutto il resto non riuscirebbero mai nemmeno lontanamente ad emulare i Rocco Polidoro, Mauro, (diu racchie) Gibbò, Antonio Spaventa, Franco Cappellone etc....
Io mi concentrerei sulla impostazione tradizionale.
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Argomento: RADIO VILLA
Nome Utente: Pasquale
Data: 2 aprile 2009
Posta elettronica:
... gruppi di ascolto e possibilita' di intervento in diretta dalle case e dai bar ... collegamenti da tutte le citta' del mondo dove i Villesi sono disseminati ... e poi dediche alle innamorate... ricchi premi e cotillon... uoglie de prima spresceture e dadi vari (ops, m'e' scappata)...  la "Donna Cannone" che corre su Internet intatta e senza affanni fiera sulla prua di pacchetti IP e dondolata da mille routing arriva intatta e diretta ai nostri cuori come tanti anni fa...  
Cambia il mezzo, ma le emozioni rimangono le stesse.
Sotto con le idee, il Logo, il palinsesto... il sito della Radio... la domenica mattina un'ora di cucina con i grandi chef ... trasmissioni a tema nella fascia serale ... spazi pubblicitari a basso costo per il finanziamento e mantenimento della radio...
si cercano volontari e un po' di paoli..
Ragazzi, facciamo una lista di chi "ci sta"... tra questi vediamo "chi mette cosa"... i"tecnici" tra questi parleranno l'uno con l'atro per vedere cosa si puo' fare e di cosa c'e' bisogno... Stefano, raccogli tu le adesioni???
Lo studio della Scesa Valli rimane il simbolo della radio... e rimane nell'anima e nell'immaginazione di tutti... ma Radio Villa oggi puo' essere ovunque, il suo studio sara' nelle case di tutti quelli che le vorranno bene.
Pasquale
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Argomento: RADIO VILLA CENTRALE
Nome Utente: Andrea Tinto
Data: 1 aprile 2009
Posta elettronica: andytinto@libero.it
RADIO VILLA CENTRALE
SCRIVI CIAO A TUTTI. RAGAZZI, COME STATE? HO LETTO CON MOLTO PIACERE DELLA BELLA IDEA DI RIAPRIRE RADIO VILLA CENTRALE. TROVO CHE SIA UNĭEA FANTASTICA!! ERO RAGAZZO QUANDO LE MITICHE VOCI VILLESI SI PARGEVANO NELLýERE.. E CHE BEI RICORDI!! CûA ANCHE MIO CUGINO PAOLO MARCHETTI.. ANDAVO SPESSO A VEDERE COME TRASMETTEVA IN RADIO. CHE EMOZIONI IL RUMORE DELLA PUNTINA SUI DISCHI DI VINILE...
TROVO CHE CON L'AVVENTO DELLE NUOVE TECNOLOGIE SIA POSSIBILE RIFAR VIVERE I VECCHI FASTI DELLA RADIO. L'ADSL ORMAI E' UNA REALTA'.. E SKYPE, MSN E VARIE POSSONO AIUTARCI A LANCIARE LA WEB RADIO. NON HO COMPETENZA TECNICA NEL SETTORE, MA SE VI SERVE UNA VOCE DA DEE JAY.. CONTATE PURE SU DI ME. DAI RAGAZZI, METTIAMOCELA TUTTA.. SAREBBE DAVVERO BELLO POTER RIFARE LA RADIO. SENZA DIMENTICARE CHE A VILLA CI SONO VERE E PROPRIE ENCICLOPEDIE MUSICALI VIVENTI (LEGGI DOMENICO MARCHITELLI, LUCIANO MAMMARELLA E TANTI ALTRI..). ALLORA, QUANDO ANDIAMO IN ONDA?? UN ABBRACCIO A TUTTI VOI.
ANDREA TINTO
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Argomento: Radio Villa Centrale e il mitico Maestro
Nome Utente: Camillo Carrea
Data: 23 marzo 2009
Posta elettronica:camillocarrea@virgilio.it
Scrivo periodicamente il mio nome su google per vedere se ci sono novità.
Bene.
Giorni fa  un dei link nuovo appare: 'villesi nel mondo' e in esso il mio nome. Apro e leggo il commento del mio amico Mauro Carbonetta - che mi cita insieme ad Arsenio De Laurentiis e lo ringrazio anche a nome di Arsenio-  sull'altrettanto mitica radio Villa Centrale: si fa presto a dire' mitico', oggi: ma Radio Villa Centrale lo è stata per vari motivi, mitica.
Tra questi, perchè obbiettivamente era difficile, pur con la grande proliferazione di radio libere di quel periodo, aver l'idea - e soprattutto realizzarla - di mettere su una radio.
Onore a Giovanni, dunque.
Ho avuto l'occasione in passato di lavorare per Radio Delta 1 di Piazzano di Atessa: stesso periodo di nascita, putroppo non la stessa storia. Colpa - diciamo così - della mentalità comune che voleva la radio un passatempo per ragazzi: niente di più sbagliato. Bastava crederci, credere che si poteva fare radio in modo professionale. Ma era difficile crederci, in quel periodo.  
E stato meraviglioso però aver contriibuito. Di questo ringrazio Mauro Carbonetta  Rocco Polidoro, Claudio Gibbò Sabatini, Evaldo e Tonino Pavia, e naturalmente Giovanni, il "capo", che mi accolrsero.
Devo dire che molti ricordi mi legano a Villa e quando ho l'occasione di venire sotto la Roccia  saluto con piacere tanti amici.
Molti ricordi, ricordi di bambino, di quando mio padre Vincenzo portava il pane nei negozi direi storici, ormai: Di Toro, Ughetto, Delia, Fantini, e più su, al cinema, o meglio, quello che era stato un  cinema: luogo per me misterioso, quello. Pavimento di legno, sedie di legno buttate in un angolo, quelle che erano state le poltroncine del cinema che vi era ubicato tempo prima.
Ricordi che rivivono ogni volta: il  'Dux' ora cancellato sulla roccia, del quale io chiedevo a mio padre, il campo vecchio dove giocai una delle prime partite di calcio a Villa, in quanto il Campo era in rifacimento: dal terreno in terra battuta a quello in sabbia attuale. Una partita tra ragazzi delle medie, le nostre di Colledimezzo e quelle di Villa. Ricordo l'arbitro, un giovane 'Capoccione' Boccagna, ovviamente parzialissimo.
Di qui non posso non ricordare la mia militanza nella Giovanile del Villa. Il Maestro mi cambiò ruolo, da attaccante a stopper. Ci rimasi male, allora. Dietro di me giocava il grande Angelo Carpineta, mio amico d'infanzia e futuro capitano dell'Andria.
'Tu si nu stopper' mi disse il maestro guardandomi negli occhi con i suoi occhi azzurri che ti fissavano e t'inchiodavano'.
E quegli occhi dicevano il resto: che era vero, tu eri un difensore puro, e che il tuo giocare in attacco fino a un minuto prima era stato una perdita di tempo.
Maestro di vita, dice giustamente Pasquale, uno dei miei idoli di ragazzino, il capitano, allora. Del resto idoli per noi dei paesi limitrofi eran tutti i giocatori del Villa, Da Pasquale a Elvio a Lallà, Leccese (grande ancora oggi!), Flash, De Simone, Giordano, Mascioli, Kruscioff, Giampiero Mezzabbotta, Ruggero, Vittorio Iezzi, e come non menzionare i 'nostri' Peppino Porfilio e Fausto Vizioli...
Il Maestro era nel punto più alto. E rimane lì, per sempre, nella nostra memoria, dove vivono per sempre gli Immortali.
Camillo Carrea
www.camillocarrea.it
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Argomento: ...arrivederci Maresciallo
Nome Utente:
Data: 21 marzo 2009
Posta elettronica:
Sono rimasto molto colpito dal suo profondo, costante senso del dovere che in tuttti questi anni  ha manifestato nella nostra comunità. E di sicuro la meritata promozione che la vede coinvolta in quel di Fossacesia, si rivelerà come un grave perdita per la nostra Villa. La vicenda dell'incendio, che mi ha fatto sentire un fiero villese, mi ha fatto maturare la convizione che in un prossimo futuro in questa realtà ci sarà spazio soltanto per i buoni propositi. Ricorderò per sempre quella notte dove eravamo davvero tutti uniti. Ma noi villesi possiamo tanto di più!!!!!!!!Tanti auguri per la sua promozione e arrivederci!
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Argomento: Zazà - Le foto della commemorazione (clicca qui per vedere le foto)
Nome Utente: Pasquale Di Cicco
Data: 19 marzo 2009
Posta elettronica:
"Domenica 15 u.s., come previsto, s'è tenuta presso lo stadio Comunale S. Francesco Caracciolo, la commemorazione del compleanno dell'indimenticabile Zazà. Intorno al monumento del "maestro", stretti dalla gloriosa bandiera neroverde,si sono uniti la nostra squadra e molte vecchie glorie. A Maria è stato consegnato un mazzo di fiori.
Sebbene si sia trattato di una cerimonia semplice, la commozione è stata davvero grande. In pochi minuti e senza sfarzi, ognuno dei presenti ha ripercorso con la mente quasi sessant'anni di storia ininterrotta di questa Società Sportiva fondata da don Vincenzo il 1° settembre 1955 e nelle cui fila hanno militato centinaia di villesi che oggi (rimasti a Villa o sparsi in Italia o nel mondo) vedendo queste foto sicuramente si sentiranno fieri di averne fatto parte.
Pasquale Di Cicco
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Argomento: Zazà
Nome Utente: Pasquale Di Cicco
Data: 09 marzo 2009
Posta elettronica:
Oggi, se fosse vissuto, Zazà avrebbe compiuto 75 anni. Questa data è una pietra miliare nei miei pensieri e ogni anno, quando arriva, io non posso dimenticarla. E non posso fare a meno di ricordare come quest'uomo umile e generoso sia stato non solo "MAESTRO" di cose calcistiche ma "MAESTRO" di vita : un uomo "ignorante" che nel corso della propria esistenza ha dimostrato coi fatti come "signori" non si diventa per diplomi,  lauree, cariche, soldi ,auto di grossa cilndrata, telefonini o abiti firmati bensì, molto più semplicemente, comportandosi sempre lealmente e in maniera trasparente. Domenica 15 p.v. presso il nostro stadio la S.S. Villa S. Maria ricorderà questo pezzo di storia neroverde consegnando a Maria un mazzo di fiori e facendo qualche foto (che Mauro certamente poi metterà su questo sito) nei pressi del monumento a lui dedicato.
Pasquale Di Cicco
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Argomento: Generale SESTO NICOLA TINTO
Nome Utente: Luciano Tinto
Data: 08 marzo 2009
Posta elettronica: ltinto@excite.it
In Via Salita San Rocco, a Villa Santa Maria, sulla facciata dell'ex laboratorio analisi (già Chiesa di San Rocco), c'è l'effige e la lapide del gen. Sesto Nicola Tinto. Nella motivazione di tale ricordo non esistono notizie relative alle generalità del personaggio in questione.
Generalmente su lapidi del genere vengono riportate le date di nascita, di morte, di titoli; oppure si suol leggere:
-il Tal dei Tali è nato o ha abitato presso questa casa; oppure: il "Tale" è stato protagonista di gesta eroiche; ecc. ecc.
Nel nostro caso invece non si ha alcuna notizia della persona ivi menzionato.
Personalmente ricordiamo che la lapide di cui parliamo era apposta sulla casa in Corso Umberto I°, dove adesso, al piano stradale - per intenderci - c'è uno studio medico ed una oreficeria.
In detta casa fino a dopo l'ultima guerra vi abitavano due anziane signorine il cui cognome era, appunto, TINTO.
Per sapere qualcosa sul predetto generale (sicuramente nostro concittadino) mi sono attivato presso il Distretto Militare di Chieti, comunicando le poche notizie che avevo ( e che in seguito riporterò). Mi è stato risposto che non avevano alcuna notizia riguardante il predetto generale e mi consigliavano di rivolgermi al Ministero della Difesa, indicandomi, anche, alcuni servizi in particolare dove rivolgermi.
Scritto al Ministero mi è stato risposto che loro non hanno notizie di detto personaggio e nemmeno mi hanno saputo indicare dove fare ulteriori ricerche.
Eppure io ho alcune notizie che riguardano il gen. Sesto Nicola Tinto riportate su un opuscoletto redatto dall'Ing. Alfonso Pollice  pubblicato dalla Tipografia "Palmerio" di Guardiagrele (CH) nel 1913.
L'Ing. Pollice, sindaco di Villa S. Maria a quell'epoca, nel discorso tenuto ai villesi in occasione della Festa dell'Albero del maggio 1913, tra l'altro scrive : ".rendendomi interprete dei sentimenti della cittadinanza tutta, invio al valoroso nostro concittadino Maggiore Nicola Sesto Tinto - che in questi giorni, alla testa dei bravi ascari eritrei, muove verso l'interno della Cirenaica con la bandiera d'Italia superbamente spiegata al sole, apportatrice di civiltà e progresso".
L'Ing. Pollice cita inoltre ancora l'anno 1913, quando cioè il maggiore Tinto " fa ritorno al suo paese natio".
Un altro riferimento al nostro "uomo" l'Ing. Pollice lo fa in occasione del banchetto della sera del 17 maggio 1915, consumato presso la sala del "Gambrinus" dopo la promozione a Tenente Colonnello del Tinto che, poi, in data 26 maggio 1915, partì dal paese per raggiungere il suo Reggimento a Novi Ligure.
Altra notizia riportata sul predetto opuscolo è quella in cui l'Ing. Pollice riferisce del ferimento subito dal Colonnello Tinto in data 27 giugno 1915 ed infine riporta la notizia del fatto d'arme vittorioso sul Monte Lamerle ove si distinse il 44° Reggimento Fanteria della Brigata Forlì, comandato dal Colonnello Sesto Nicola Tinto.
Ora, dico io: come è mai possibile che nonostante tutte le suddette notizie che ci riporta l'opuscolo dell'Ing. Pollice, Sindaco, all'epoca, di Villa Santa Maria, sia il Distretto Militare di Chieti sia il Ministero della Difesa non trovano, nei loro carteggi, traccia alcuna di un generale dell'esercito italiano?
C'è qualche villese che sappia dare un minimo indizio del personaggio di cui si parla?
In fin dei conti stiamo parlando di un militare il cui grado dovrebbe essere un bel motivo d'orgoglio per
Villa S. Maria!
Spero di ricevere presto notizie in merito.
                                                          Tinto Luciano
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Argomento: Un saluto a Umberto...
Nome Utente: Alessandro Sabatini
Data: 07 marzo 2009
Posta elettronica: alessandrosabatini@alice.it
Ciao Umberto,
ora puoi raggiungere la tua Silvana nello sperato spazio e tempo che vi vedrà di nuovo giovani e privi di sofferenza.
Grazie per la tua amicizia e per le chiacchierata daventi al Roxy nei pomeriggi d'estate.
Ti ricorderò sempre sorridente sulla tua "lapetta" azzurra carica di attrezzi del mestiere...
Un abbraccio a tutta la famiglia Colaizzi per l'altro grande e provante lutto.
Alessandro Sabatini
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Argomento: Saluti dal Canada
Nome Utente:Tina Pavia Pantanella
Data: 24 febbraio 2009
Posta elettronica: tinapavia@msn.com
Un saluto ai cari cugini e cugini in secondo grado,ne siamo tanti e molti non ci conosciamo nemmeno;spero che un giorno non tanto lontano si ci possa incontrare .Tina
Tina Pavia Pantanella
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Argomento: saluti
Nome Utente:
Data: 16 febbraio 2009
Posta elettronica:
Ringrazio il maresciallo Gregorio Destratis per la dedizione avuta al nostro paese elogiandone le qualita dei Villesi  e l'attaccamento alla nostra Madonna in Basilica!
Enzo Tinto e Famiglia
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Argomento: Arrivederci Maresciallo
Nome Utente: Alessandro Sabatini
Data: 14 febbraio 2009
Posta elettronica: alessandrosabatini@alice.it
Una partenza è sempre sofferta. Il distacco da un luogo o da una persona è sempre un dispiacere e talvolta non ci si accontenta di sapere che l'allontanamento è per un bel fine quale una promozione meritata.
Chi legge forse non sa che tra me e te c'è una esemplare amicizia. Non è il tipico rapporto tra il "giovane di paese" e il Comandante della stazione dei Carabinieri. E' l'amicizia tra un ragazzo ora 30enne che a seguito di particolari vicissitudini è stato provato dalla vita e il padre di famiglia con una divisa indossata con solennità che gli ha dispensato gratuitamente aiuto e consigli da fratello maggiore!
Sono tanti i ricordi che attraversano la mente di chi scrive, tutti legati a te ed a quel paese che ti ha adottato insieme alla tua famiglia. Ti chiedo scusa a nome di tutti i villesi se qualche volta non sei stato compreso per l'"eccesso di legalità" ma non è cattiveria la nostra. I tuoi figli hanno respirato l'aria della nostra Valle e saranno villesi per sempre! Sono passati tanti anni ma sembra quasi ieri da quando sei arrivato e come tutte le "novità" noi ragazzi ti guardavamo con sospetto. Quando mi avvicinasti la prima volta mi dicesti: "Alessandro, tu che sei un bravo ragazzo..." ed io rimasi colpito perchè il Maresciallo sapeva il mio nome. Questo nuovo Maresciallo non era così distante come tutti gli altri nonostante il tuo aspetto serioso ed imponente; quell'aspetto che ho tanto ammirato quando in uniforme partecipavi alla Messa o alla processione della Madonna!  Ti ringrazio per tante, tante cose, ma ce ne sono due in particolare che non posso fare a meno di citare. La prima è quella lunga passeggiata del maggio 2003 e tu sai bene a cosa mi riferisco. Fu una ventata di serenità e il timore scomparve per sempre. La seconda, e per questa ti ringrazio anche a nome dei miei genitori che non ci sono più, è per aver vegliato sulla crescita di mia sorella Deborah in silenzio e senza invadenza. Di questo te ne sarò grato per sempre!
La nuova località, Fossacesia, fortunatamente vicina, che ti vedrà arrivare può ben ritenersi fortunata di questo acquisto! E noi ci ricorderemo sempre di te!
La Madonna in Basilica, madre di ogni villese, protegga te e la tua famiglia. Ti aspettiamo ogni volta che vorrai, qui sulla riva del Sangro, ai piedi della Penna.

Ciao Marescià!

Alessandro Sabatini
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Argomento: un saluto . . .
Nome Utente: Gregorio Destratis
Data: 11 febbraio 2009
Posta elettronica: gregoriodestratis@tim.it
  Al termine del periodo di servizio istituzionale reso alla comunità di Villa Santa Maria, avverto il dovere - ma anche il piacere- di formulare un saluto di commiato a tutti coloro i quali ho avuto il piacere di incontrare in tale lasso di tempo.
Per non cadere in inopportune e indesiderate omissioni,  evito volutamente di stilare un elenco delle persone che, in questo momento, passano nella mia mente  e scorrono insieme ai miei ricordi.
Perdonatemi un'eccezione  nei confronti di tutti quelli che hanno contribuito alla crescita morale e culturale dei miei figli, e un veloce ricordo della cara memoria della  maestra Adriana.
Al di là di ogni valutazione personale,  in relazione al mio apporto professionale alla Comunità che mi è stata affidata, è mio intento chiedere pubblicamente scusa a coloro i quali non hanno trovato in me idonee risposte a legittime aspettative. Sono sicuro che questi  -mi auguro comunque pochi!- saranno più grandi  a riconoscere e perdonare i miei umani limiti e gli inevitabili difetti.
Mi permetto poi di esortare ogni paziente lettore, ad alimentare l'orgoglio di essere villese, abbattendo sterili e demolitrici fazioni che non portano alcun bene; a ritrovare quel vigore, quella forza e quell'amore per il prossimo che ho riscontrato in parecchi giovani, nel 2007, quando insieme abbiamo fronteggiato il fuoco che minacciava le case della Congrega e di tutta la parte alta del paese; è proprio vero: nei momenti di pericolo che escono i veri valori della vita!
Concludo nella convinzione che si sta chiudendo alle mie spalle, uno  dei periodi più intensi e piacevoli della mia vita e della carriera, e per questo ringrazio chi lo ha permesso o agevolato; porto con me una indiscussa devozione alla Nostra Madonna in Basilica che, al di là di ogni credo e di ogni religione,  riesce a profondere a chiunque conosce quel meraviglioso posto,  una serenità e una sensazione benefica, difficilmente raggiungibile altrove.

Mar. Aiut. S. U.P.S. Gregorio Destratis*

A Villa Santa Maria febbraio 2009

*Luglio 1996- febbraio 2009 Comandante Stazione Carabinieri di Villa Santa Maria
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Argomento: Congratulazioni vivissime!
Nome Utente: Mauro Carbonetta
Data: 5 febbraio 2009
Posta elettronica:
Si è svolta sabato 31 gennaio 2009 l’Assemblea Ordinaria Elettiva per il rinnovo degli organi di governo del calcio dilettantistico abruzzese: il risultato delle urne ha decretato la grande affermazione del gruppo dirigenziale uscente, che ha riscosso un consenso diffuso da parte delle società. La platea ha tributato un lunghissimo applauso proprio al Presidente riconfermato Daniele Ortolano, che è intervenuto esponendo la relazione sull’attività ed i programmi futuri e spazzando il campo dalle polemiche legate alle candidature.
Presente oltre il 70% delle società aventi diritto al voto, numerosi giornalisti e personalità importanti della struttura federale FIGC: il Presidente della LND Tavecchio, il segretario Ciaccolini, i Consiglieri Federali Gravina e Gagliano, il Presidente del C.R. Umbria Repace, il Presidente del C.R. Campania Colonna.
Sono intervenuti il Presidente del Francavilla Luciani, Giuseppe Marcuccitti candidato per il Calcio a 5 della squadra-Papponetti, il Presidente del Montalfano, e molti degli ospiti istituzionali.
Congratulazioni vivissime all'avv. Pasquale Di Cicco neo eletto "Delegato Assembleare" con 185 voti!
Mauro Carbonetta
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Argomento:
Nome Utente: Camillo Morlotti
Data: 30 gennaio 2009
Posta elettronica: cami@gmx.com
ciao my father carlo morlotti is from villa and i have been there to with my brothers mario  liam and carlo ,i am camillo my zia is still there i love the place and miss it .not been back in 20yrs ..i stay in glasgow but feel more italian.
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Argomento: dipietrofollia
Nome Utente:
Data: 30 gennaio 2009
Posta elettronica:
Chissà come mai ancora tutto tace in merito all'ultima farsa messa in scena dal giullare Di Pietro nei confronti del Capo dello Stato Giorgio Napolitano, in occasione dell'incontro di piazza tenutosi in questi giorni con Beppe Grillo (fino a qualche mese fa, credo, degno di stima e molto, molto apprezzabile) e Marco Travaglio (mai cognome fu più adatto).
Nessun commento neanche dalla cittadina sezione dell'IDV?
Strano e spiacevole trovarsi in imbarazzo e non saper che dire su certe uscite maldestre del proprio leader politico eh?
Faremmo bene a pensare che Di Pietro, in un momento di pietà, sia andato a dare soccorso e man forte al Cavaliere che fino ad ora (vedi  da ultima la battutaccia sui soldati e le belle ragazze) si era accollato da solo l'onere di parlare e sparlare (e magari di farci fare parecchie figuracce anche in campo internazionale).
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Argomento: saluto...
Nome Utente: Antonietta Pavia
Data: 26 gennaio 2009
Posta elettronica: antonietta.pavia@gmail.com
Un carissimo saluto e un tenero abbraccio
a tutti i parenti, amici e amiche di villa
da Antonietta Pavia.
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Argomento: REFERENDUM SUI PILONI DELLA SUPERSTRADA
Nome Utente: Fabio Fantini
Data: 15 gennaio 2009
Posta elettronica: fotofabio@mac.com
Perchè non facciamo  un referendum popolare sull'ecomostro?
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Argomento: Auguri
Nome Utente: Massimo D'Auriente
Data: 5 gennaio 2009
Posta elettronica: massimo.dauriente@hotmail.com
Buon Anno a tutti....scusate il ritardo....le feste sono ormai finite.... ma credo basti il pensiero....un saluto a tutti quelli che mi conoscono e anche a chi non sa nemmeno chi io sia....
A U G U R I
Massimo D'Auriente Roma
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Argomento: Auguri di Buon Anno 2009 dal CANADA
Nome Utente: Marco Pasquariello
Data: 4 gennaio 2009
Posta elettronica: marco.pasquariello@rogers.com
Da parte mia e famiglia un grande saluto a tutti i villesi nel mondo per un buon anno, buona salute e tanta fortuna!
Marco Pasquariello di Toronto Canada e ci vediamo presto!!!!!
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Argomento: Auguri
Nome Utente: Isabella Turco
Data: 3 gennaio 2009
Posta elettronica: turco_isabella@libero.it
Cara Lucia sono Isabella e voglio contraccambiare gli auguri di tutti i Villesi che ti vogliono bene. La tua sensibilità è straordinaria . Ti aspettiamo al nostro paesello che è tanto bello torna al casolare torna a cantare  torna da chi ti vuole tanto bene  . Sono parole di una canzone per noi che siamo lontani!
A presto.
Isabella
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Argomento: Auguri dall'Argentina
Nome Utente: Aida Castracane
Data: 2 gennaio 2009
Posta elettronica: aidacas@arnet.com.ar
Auguro a tutti i villesi un 2009 pieno di salute e serenità!!!
Aida Castracane
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Argomento: Buon Anno
Nome Utente: Lucia Ranieri
Data: 1 gennaio 2009
Posta elettronica: lucia.ranieri@yahoo.it
Auguro un felice 2009 a tutti i miei paesani residenti a Villa e a tutti quelli sparsi in ogni angolo del mondo........per noi villesi è forte l'attaccamento che ci lega al paese ed è per questo che auguro a tutti di potere nell'anno appena nato di tornare anche solo per un giorno a respirare la nostra aria pulita, rimettere i piedi sulla nostra terra, bere l'acqua fresca della fonte, abbracciare un amico, parlare il nostro dialetto, ricordare avvenimenti della vita che credevi dimenticato, andare a trovare i nostri morti al cimitero..........ecco queste sono le cose che auguro a tutti i miei paesani. Con affetto verso tutti
                             Lucia Ranieri
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Argomento: Buon Anno
Nome Utente: Elia Cotumaccio
Data: 1 gennaio 2009
Posta elettronica: elia.cotumaccio@alice.it
Oggi primo gennaio. Auguro tutti gli amici Villesi e quelli sparsi nel mondo BUON ANNO NUOVO!
Elia Cotumaccio
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Argomento: Buon Anno
Nome Utente: Ivana Pavia
Data: 30 dicembre 2008
Posta elettronica: ipavia@rogers.com
Buon Anno a tutti i parenti, amici, Villesi nel mondo...che il 2009 ci porta tutto cio' che ognuno di noi desidera!
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Argomento: Condoglianze
Nome Utente: Franco la posta
Data: 29 dicembre 2008
Posta elettronica:
Sentite condoglianze alla famiglia Di Nino per la perdita del caro Nino.
Franco.
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Argomento: auguri
Nome Utente: Elena De Liberato
Data: 25 dicembre 2008
Posta elettronica: elenad@libero.it
AUGURI A TUTTI E  PER NATALE VI REGALO UNA FOTO DI VILLA FATTA AD OTTOBRE (che giro a Mauro).
CIAO A PRESTO.
ELENA



Fonte:  "La Penna" notiziario dell'Associazione Amici di Villa - Agosto 2008 -RADIO VILLA CENTRALE, UN MITO ANCORA VIVO
Negli anni '70 si liberalizzò l'etere e quindi anche le prime radio private presero corpo e fu nel 1976 che sull'onda di un entusiasmo crescente, un gruppo di giovanissimi villesi, allora ancora tutti minorenni, diedero vita a Radio Villa Centrale".
  Con l'aiuto di Mauro Carbonetta, Natalino Saccone, ripercorre quella splendida cavalcata tra gli anni '70 e i '90, che diffusero e ampliarono il nome di Villa Santa Maria sulle onde radio del centro Italia.
CHE EFFETTO FA OGGI RIPERCORRERE CON LA MEMORIA QUESTA AVVENTURA ?
L'effetto è indescrivibile e non ti nascondo che provo una grande emozione
LA DOMANDA PIU' SCONTATA...COME NACQUE L'IDEA? VISTO ANCHE LA GIOVANE ETA'
L'idea nacque da un gruppo di amici nel 1975 tutti quindicenni e studenti alle superiori di Lanciano e Castel Di Sangro, tranne qualcuno, che era appena maggiorenne e lavorava negli alberghi di Venezia.
Ufficialmente Radio Villa Centrale nasce ad aprile del 1976.
Inizialmente volevamo politicizzarla, seguendo l'onda di altre radio libere: Radio Alice, Radio Sherwood, Radio Onda Rossa, Radio Città Aperta, ControRadio, Radio Aut, Radio Veronica ecc.
Erano gli anni di piombo e c'era un "silenzio" assordante da parte del Monopolio RAI.
Noi, come d'altronde le radio libere di allora, volevamo far conoscere nuove prospettive, modi diversi di fare comunicazione e partecipazione collettiva. "Sfondare"il muro delle tante censure imposte dai  poteri politici di quel tempo.
CHI FURONO I PERSONAGGI CHE DIEDERO VOCE ALLA RADIO?
I fondatori sono stati: Giovanni Iezzi (il presidente), Giacomo e Bruno Iezzi, Sergio Maiocco, Antonio Spaventa, Mauro Carbonetta, Pasquale Cappellone, Rosario Sabatini, Peppino, Giuliana e Brunetto Pratarelli, Franco Cocco, Rocco Polidoro, Pino Finamore, Evaldo, Tonino e Angelo Pavia. Tecnici: Marchitelli Franco, Stanziani Luigi di Villa Santa Maria; Ricci e Marcello Buzzelli di Castel di Sangro, Franchino Della Frana di Ortona e Nicola Di Lullo di Lanciano.
C'ERA UN LEADER TRA DI VOI ?
No, non c'erano leader.
FAMOSE ERANO LE DEDICHE RICHIESTE...NE RICORDI UNA IN PARTICOLARE?
Era la fine degli anni '70 e precisamente il 1979 quando nacque il primo programma dediche: Dedicato a te, condotto da Rocco Polidoro (alias, Rocky one) ed il sottoscritto.
Centinaia le richieste di dediche . Ricordo che riuscimmo perfino a "combinare" dei matrimoni inventandoci dediche all'insaputa di una lei o di lui. "Vittime" di questo gioco sono stati senz'altro gli amici Pasquale e Filomena.  Molte dediche giungevano da Villa, Quadri, Atessa, Vasto, San Salvo, Lanciano, Casoli, Colledimezzo, Ateleta, Civitaluparella, Montenerodomo, Pennadomo, Torricella Peligna, Pizzoferrato, Gamberale, Monteferrante, Roio del Sangro. Da fuori Provincia: Montenero di Bisaccia, Celenza sul Trigno, Cellino Attanasio (TE) Lesina (FG), paesi del pescarese e dell'aquilano.
QUANDO  VI RENDESTE CONTO CHE LA RADIO COMINCIAVA A FUNZIONARE? CHE COMINCIAVATE A DIVENTARE GRANDI?
Tra il 1979 fino al 1984 la radio cresceva di ascolto e di consensi. Oltre al programma delle dediche, avevamo un  ricco palinsesto. Il programma quiz "Caccia al rumore" con Claudio Sabatini, Terza pagina, programma culturale del caro ed  indimenticabile Prof. Faustino Di Cicco, il Varietà di Otello Beneduce, programmi di musica rock, jazz e country con Giuseppe Sabatini, Sergio Maiocco, Antonio Colaizzi, Domenico Marchitelli, Arsenio e Camillo Carrea di Colledimezzo. La musica classica curata nei minimi particolari da Nicola Di Cicco, lo sport con Evaldo Pavia, la musica pop con Tony e Pino Finamore, Paolo Marchetti (in genere Paolo trasmetteva nei periodi estivi), Nicola Finamore, Angelo Pavia. Una rubrica dal titolo: l'avvocato risponde curata dall'avv. Pasquale Di Cicco. Nel palinsesto inserivamo dei programmi acquistati da studi di registrazioni di Milano e Padova (Studio P3 e Studio Veronica). Rubriche come "La frittata" dello "sconosciuto" Fabrizio Frizzi, il rock duro di Federico l'Olandese Volante ed altri famosissimi D.J.
QUANTE SONO STATE LE SEDI DELLA RADIO? E DOVE ERANO?
Le sedi sono state sette. La prima sede è stata la cantina/garage dei genitori di Antonio Spaventa, la seconda, invece, un locale della chiesa (riuscimmo a convincere don Vincenzo Fioriti con la promessa di trasmettere in replica la messa della domenica). Dopo un po' di tempo però, fummo costretti ad abbandonare il locale perché don Vincenzo, stufo di sentire le continue "prediche" e lamentele di Armanduccio, Armandone e Nicolino Canelòr  (il nostro trasmettitore disturbava la tv  e spesso capitava che al posto di vedere Corrado, sentivano solo le nostre voci in televisione), ci convinse a cambiare sede.
Altre sedi sono state:l'ex locale del Milan Club in Via Gradini Ponte, un locale presso lo spogliatoio del campo sportivo, poi da Mascioli in Via Roma e Via Scesa Valli. L'ultima sede è stata in piazza San Nicola.
SE NON RICORDO MALE A UN CERTO PUNTO CAMBIASTE IL NOME IN RADIO ALICE...PERCHE'?
Non ricordo perché cambiammo nome, so che durò per pochissimo tempo Radio Alice. E qui parliamo della fine degli anni '80.
L'ESTATE ERAVATE UN PUNTO D'INCONTRO PER TANTI GIOVANI CHE VI VEDEVANO COME DEI MITI DA IMITARE CHE EFFETTO FACEVA?
A priori ti dico che, non ci sono mai piaciuti i miti, pertanto non credo che "trasmettevamo" questa sensazione. Ricordo invece che l'estate riuscivamo, con la collaborazione dei vari Luciano Tinto, Isabella Turco, Giacomo ed Edda dell'Orso, Camillo Danieli e altri, ad organizzare delle bellissime serate musicali e  coinvolgere tante persone.
Gli anni ottanta li ricordo sempre con un sottile velo di nostalgia.
VEDERE LE MACCHINE CON ADESIVI DEL VOSTRO LOCO (RIGOROSAMENTE NERO/VERDE)ERA UN SIMBOLO DI RICONOSCIMENTO...O COSA
In verità sono stati tanti gli adesivi della radio. Tutti ideati, disegnati e "pagati" da Angelo Pavia. Era affascinante vedere un nostro adesivo accanto a quello di Radio Luna.
IL MOMENTO PIU' BELLO?
Sono stati moltissimi! Ricordo le serate passate a Monte Pallano (luogo in cui si trovava il ripetitore della radio) con Pino, Rocco, Claudio, Evaldo, il prof. Faustino, Toni, Nicola.
Del segnale radio che raggiungeva la Puglia, Pescara , Chieti, Lanciano, Roccaraso, Castel di Sangro.
Tanti aneddoti con il prof. Faustino Di Cicco e le giornate serene e spensierate dei vent'anni. Mi fermo qui perché un velo di malinconia mi sta avvolgendo.
IL MOMENTO PIU' BRUTTO?
Due sono stati i momenti più brutti. La prima, quando rubarono tutta la nostra apparecchiatura trasmittente su monte Pallano; era se non erro una serata d'inverno del 1983. E la seconda quando hanno deciso di "spezzarci"definitivamente le ali!
-Vedi legge Mammì-   
AVETE OSPITATO QUALCHE EVENTO O PERSONAGGIO ?
Era il 1980 o '81 quando trasmettemmo in diretta telefonica la partita Milan - Pescara con il giornalista Gianni Lussoso e ospitammo alcuni gruppi italiani come i New Trolls e il Giardino dei Semplici. L'incontro con Giancarlo Guardabassi, autore di canzoni e presentatore del Festival di Sanremo del 1975/76 e  Dischi caldi della RAI, nonché proprietario di Radio Aut Marche con cui sono ancora in ottimi rapporti; Claudio Cecchetto, Federico l'olandese volante.
MI RACCONTI DEGI SCONTRI CHE AVETE AVUTO CON IL TENACE OTTAGENARIO NON CHE VOSTRO "VICINO" ALESSANDRO DI FRANCO (BARTOLUME')
Era un personaggio!
Abitava al piano di sotto e inevitabilmente sentiva la musica che sopraggiungeva a tutto volume! Si infastidiva parecchio a tal punto di tirarci le pietre  addosso e maldicenze!
Ricordo che ci denunciò alla Pretura di Villa Santa Maria (ma non chiedermi come andò a finire perché non ricordo)!
Dopo qualche tempo però, riuscì a redimersi e capire che eravamo solo dei ragazzi  con tanta voglia di trasmettere musica e allegria! Smise di inquietarsi, anzi, da quel giorno, quasi fosse una regola, ci offriva dell'ottimo vino cotto, del buon Marsala e dei dolcissimi savoiardi e bucaneve.
OGGI AVREBBE ANCORA UN SENSO UN INIZIATIVA DEL GENERE?
Credo proprio di sì! Soprattutto ora, che siamo letteralmente tartassati da programmi televisivi finalizzati esclusivamente all'immagine dei politici per professione, ricoperti da ciprie, tinteggiature, lifting, look e ritorni economici. Le  radio, o peggio ancora, i network che passano e "ritritano" sempre le stesse canzoni imposte da discografici ed editori, rampolli di "politici per professione" (di politica, quella con la P maiuscola, non hanno nulla a che fare) che  propendano solo al denaro! Proprio in virtù di questo totale monopolio avrebbe ancora senso una vera radio libera.
Libera e senza Padroni!
MAURO ORA A TE LE CONCLUSIONI…
Vorrei concludere con un passaggio molto importante di una canzone di Eugenio Finardi che caratterizzò tutte le radio libere di allora:
AMO LA RADIO PERCHE' ARRIVA DALLA GENTE  ENTRA NELLE CASE E CI PARLA DIRETTAMENTE. SE UNA RADIO E' LIBERA MA LIBERA VERAMENTE PIACE ANCHE DI PIU' PERCHE' LIBERA LA MENTE.
Ringraziando di cuore il caro Natalino, Costanzo e tutti gli amici dell'Associazione ricordando che Radio Villa Centrale insieme a Radio Gamma di Lanciano, Radio L di Chieti, Radio 7G7 di Pescara e Radio Delta 1 di Piazzano di Atessa, è stata una delle prime radio libere nate  in Abruzzo.
Vorrei ringraziare e salutare tutti coloro che hanno contribuito con il loro affetto a/e per Radio Villa Centrale.
Alcuni nomi: il Senatore Giuseppe Di Lello, Anna e Lucio Pellicciotta, Marco Carbonetta,  Anna Di Paolo, Patrizia Di Cicco, Eva Talone, Antonella Iezzi, Luciano Talone, Lucia De Marco, Teresa Giordano, Luciano Di Biase, Giustino Di Toro, Donatella Pellegrini, Menina Cavaliere, Rocco Olivo Castracane, Gaetano D'Agostino, Francesco Falconio, Luciano Trivellato, Antonio Di Lello, Antonio Stanziani, Candido Calabrese, Umberto Finamore, Daniele Mariani, Augusto Stanziani, Mario Palombo, Tiziana Marchitelli, Giuseppe Sabatini, Peppino Baruffal, Costantino Porreca, Domenico Pasquini, Pavia Nicola, gli amici di Roma.
Senz'altro avrò dimenticato tanti amici che hanno solcato le onde di Radio Villa Centrale!
A loro chiedo venia.
Mauro Carbonetta.

Grazie Mauro…grazie di tutto…comunque per noi più piccoli eravate dei miti….
L'idea di questo articolo mi è venuta in mente durante una serata, a margine delle partite del torneo di calcio a cinque "Michele Pavia", in cui ci ritrovavamo soventi in pizzeria  tutti i paesani coinvolti nella manifestazione sportiva. Quelli sono stati i nostri bei momenti in cui rievochiamo i vari trascorsi villesi. Nell'occasione con Paolo Marchetti e Pino Finamore mi presi l'impegno di ricordare RADIO VILLA CENTRALE.
      
Natalino Saccone


 
 
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